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Erwtensoep

Posted By Sigrid On 10/01/2011 @ 07:56 In salato | 75 Comments

Avete tempo per una storia un po’ lunga? :-) In realtà a essere lunga non è tanto la storia quanto il bouquet di considerazioni intorno a questa zuppa che a voi forse potrebbe far strano ma che, cosi ho scoperto, è una preparazione condivisa in tutto il Nord (e forse anche centro) Europa. Iniziamo dalla parte più semplice: di cosa si tratta? Erwtensoep è fiammingo ed è piuttosto trasparente poiché erwten sta per ‘piselli’ e soep per ‘zuppa’. E la zuppa di piselli (rigorosissimamente secchi e spezzati, nulla a che vedere con i piselli freschi questa cosa qui) per me e penso per molto altri piccoli e grandi del nord, era un inequivocabile alleato dell’inverno, oltre che una piccola festa visto che era una delle pochissime zuppe, anzi, forse persino l’unica, che a casa mia si accompagnavano tassativamente con i crostini (che sono dei scemissimi quadretti di pane saltati al burro e di cui da piccola andavo matta :-). Anzi, a proposito di ‘cibo per il freddo’, a casa mia ha sempre molto fatto ridere l’aneddoto in cui, a sei anni, mentre si passeggiava su non ricordo quale montagna innevata austriaca, i miei sono riusciti a convincermi a continuare a camminare fino al rifugio solo grazie alla promessa che lì mi aspettava appunto, la zuppa di piselli secchi (cosa che era pure vera, me la ricordo), insomma, se non fosse per la zuppa di piselli a quest’ora magari ero un fossile congelato incastrato nel fianco di una montagna da qualche parte alla periferia di Vienna, vabbe’… :-)

Però la parte più interessante della faccenda l’ho scoperta quando ho iniziato a guardarmi in giro per capire come, dove, quale ricetta e via dicendo. E mentre – colpo temo di una recente visita all’ikea – era un po’ di tempo che guardavo incuriosità ai costumi e alla lingua svedese, pensando che tutto sommato, se conosci il fiammingo, l’inglese e un po’ di tedesco, lo svedese riesci anche a capirlo, eccco che mi è spuntata fuori la ärtsoppa svedese, eccoqua, zuppa di piselli pure loro, con la solo differenza che i piselli (e quindi anche la zuppa) sono gialli e che dagli svedesi la zuppa in questione merita addirittura il suo giorno settimanale (vabbe, d’inverno almeno), il giovedì: pare che quel giorno, nelle mense, le scuole e persino nelle caserme, è zuppa di piselli secchi per tutti, con per dolce le crespelle (sarei curiosa di vedere se è davvero così, in ogni caso l’idea mi piace :-). Poi, chiaramente, zuppa di piselli secchi anche negli altri paesi scandinavi e in Inghilterra (dove la zuppa era addirittura stata all’origine della metafora descrivendo lo denso smog gialla causato dalla combustione del carbone e tipico di londra fino al dopoguerra). Tutto sto giro per poi tornare ai ‘miei’ vicini di casa: zuppa di piselli secchi anche in Ollanda, però lì è un pochino diversa da quella che conoscevo io. Da quelle parti la chiamano anche snert (una parola che ricordo dai fiummetti e che tutta la vita mi son chiesta cosa fosse, lol ) ed è anche più spessa della zuppa di casa mia, anzi, lo snert ideale è un intruglio di tale densità che ci si può piantare il coltello dentro… L’altra particolarità della zuppa di piselli secchi ollandese è l’aggiunta finale di salsiccia affumicata a fettine e di odori grossolanamente tritati in cottura. Ed è su per giù questa la ricetta qui che ho seguita io, lasciando perdere l’introvabile salsiccia ollandese a favore delle costine (a casa mia si usava la pancetta, c’è pure chi ci mette i piedi di maiale, insomma, il concetto è di agggiungere un qualche pezzo di carne di maiale a insaporire il tutto :-), e allentando un pochino la consistenza dell’insieme… Risultato, una bella zuppona calorica che ‘fa’ tanto casa e calduccio, con il sapore tipico che i ‘figli del nord’ non possono non riconoscere ma che, pare, piace anche a quelli del sud :-)

Zuppa di piselli secchi, versione ollandese

per circa un calderone di zuppa

piselli secchi spezzati 500g
costine di maiale 2
sedano 2 coste
carote 2
cipolla 1
patate 2
acqua 2,5l
sale & pepe

Versare i piselli in uno scolapasta e sciacquarli bene. Versare i piselli in una pentola capiente, aggiungere l’acqua e le costine e postare il tutto a ebollizione, lasciando cuocere poi per 45 minuti. Schiumare di tanto in tanto. Nel mentre, tritare grossolanamente (più il taglio è grossolano e approssimativo meglio è, niente dadini precisi quindi stavolta…) tutte le verdure. Dopo la cottura dei piselli, ripescare le costine, disossarle e rimettere i pezzettini di carne nella pentola. Aggiungere anche tutte le verdure tritate, e lasciar cuocere per altri 30 minuti finché i piselli si sia letteralmente sciolti e le verdure teneri. Aggiustare di sale & pepe e servire (anche se come spesso per i piatti tradizionali, anche questa qui pare sia più buona il giorno dopo… )

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