
Che la pentola di ghisa sia uno dei miei accessori preferiti credo che non ve lo debba più spiegare, e anche qua – come al solito, lol – la spiegazione è in gran parte sentimentale, poiché ladetta pentola era un gran classico a casa di mia nonna che ci preparava degli stufati di agnello che mi commuovo solo a ricordarne il profumo… :-) E devo dire che quest’anno, complice anche la questione del ferro e della carne da inserire più frequentemente nel menu di casa, di stufati in cocotte ne ho fatti proprio una ma.reeeeea. Anzi, io non li chiamo stufati, li chiamo pot-au-feu, una parola che dice esattamente ciò che deve dire: tutta la cena va dentro un unico calderone che cuoce piano e a lungo. Una vera cosa casalinga e invernale, un comfort food che ogni volta compie la sua balsamica magia. Insomma, prima o poi vi dirò anche dell’agnello stufato con fagioli e rape che sta diventando un nuovo classico a casa mia (una specie di versione arrangiata dell’agneau aux flageolets verts che cucinavano mia mamma e mia nonna…), nel mentre però, sempre con l’agnello, volevo lasciare questo appunto greco che ho trovato molto interessante: il piatto si chiama Yiouvetsi ed è una specie di stufato di agnello, cotto al forno, nel quale sul finire della cottura si fa cuocere anche la pasta greca (quella a forma di chicchi di riso). Quel che ne viene fuori è un mero concentrato di sapori, una scoperta proprio :-) (e poi fra l’altro oggi non c’è solo una ricetta, c’è anche una sorpresina per allietare l’ultimo pomeriggio della settimana, vedete più giù… :-)
Yiouvetsi, la ricetta: sistemare circa mezzo kg di bocconcini di agnello (o spalla di agnello, però è facile che sia più grassa) nella cocotte, aggiungere 1 cipolla affettata, 1 spicchio d’aglio finemente tritato, un cucchiaino di origano essicato, mezzo cucchiaino di cannella in polvere, due cucchiai di succo di limone e un cucchiaio di olio d’oliva. Mescolare e infornare, senza coperchio, a 180° per 40 minuti (dare una buona mescolata dopo 20 minuti di cottura). Dopo questi 40 minuti, aggiungere 400g di polpa di pomodoro (in scatola) e 1,2 l di brodo vegetale. Chiudere con il coperchio e infornare di nuovo per 1h30. Infine, aggiungere 400g di risoni/orzo (la pasta a forma di chicchi di riso s’intende), mescolare e rimettere il tutto, con coperchio, al forno per 20 minuti. Lasciar intiepidire un attimo poi servire, aggiungendo una grattuggiata di formaggio greco kefalotiri (chi l’ha visto? :-) o di parmigiano. Per 4.
Il givaway! sarà che io le sto usando proprio intensivamente, sarà che il loro colore s’intona bene con la festa degli innamorati in arrivo, sarà che mi piace l’idea che un giorno li possiate passare a figlie e nipoti (tanto sono indistruttubili :-), insomma ho chiesto al fornitore ufficiale di ghisa in casa cavoletto se ci volevano regalare un paio di coccotte Le Creuset, e si fa il caso che Le Creuset ha accettato :-)) Quindi, avremmo per voi 3 cocottes di ghisa smaltata, rosse come l’amore e di 24cm di diametro (tipo che ci potete commodamente cucinare la cena per 4 – ma persino per 6, date retta amme’ che ci ho rifatto il boeuf bourguignon giusto l’altro giorno :-), queste qui per intenderci. Cosa dovete fare per vincere il vostro amore di cocotte? Stavolta la facciamo facile: scrivetemi nei commenti a questo post la vostra ricetta preferita di stufato/piatto unico a luuuunga e leeeeenta cottura (o se avete un blog e la volete pubblicare e poi linkare nei commenti, va ugualmente bene, certo). Avete fino alla mezzanotte del 15 di febbraio per farlo, poi in modo per nient’affatto innocente – tié – sceglierò le tre ricette che mi saranno piaciute di più, e gli autori riceveranno la loro cocottina rossa a casa. Quindi, beh, che dire… In bocca al lupo a tutti! ;-)
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Categorie: carne, mondo, winter food
Scritto da Sigrid venerdì 4 febbraio 2011




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