
Eccoqua, sono tornata dall’ospedale già da un po’ di giorni, con in braccio il mio di mio cucciolo d’uomo. E così è iniziata un’avventura tutta nuova, fatta di pannolini e garze imbevute d’alcool, di copertine di pile rosa, di momenti di silenzio (e anche non), e di bavaglini sparsi per casa. Certe volte guardo Lena mentre dorme e mi sembra tutto così surreale, incluso pensare che fino a poco fa mi stava nella pancia e che ora invece è qui con noi, viva e vera e… beh, non ci sono parole, missà :-). E nonostante ultimamente io stia qui a fornire la ‘pension complète’ alla piccola Lena, con qualcosa come 7 o 8 pasti al giorno (e tutto ciò senza cucinare, chi l’avrebbe mai detto?!! – anzi, chiamatemi pure muccacarolina…), i livelli cucineschi sono ai minimissimi storici anzi, la mia cucina del momento è molto in linea con quella che mi ha nutrita durante i primi giorni dal parto: la cucina di ospedale. Che vabbe’ n’effetti non sarà il massimo della goduria, però un po’ per evitare le colichette (pensare che fino a poche settimane fa il termine ‘colichetta’ mi faceva tanto ridere – ora mi fa ridere molto meno, devo dire… :-), un po’ per ottenere nutrimento senza appesantirsi, un po’ perché tutto sommato, ogni periodo ha i suoi sapori e questo non è certo quello delle sperimentazioni gastronomiche, anzi. Insomma, in sostanza, la cucina cavolettiana del momento offre per lo più fettine di carne grigliate, verdure bollite o brasate, tisane, tante, e frutta, con ‘ricette’ superbasic che si fanno possibilmente in 5 minuti cronometrati e che solitamente si consumano in tempi anche più brevi, rigorosamente fredde (già) e più o meno a turni, visto che da Murphy in poi è ben chiaro che il momento in cui il pranzo è pronto è anche quello in cui il vostro bambino ha bisogno di voi (elementare Watson…). Questo quindi per dire che se fossi in voi non mi aspetterei grandi exploit culinari nel prossimissimo periodo, però non è detto che non posti alcune delle mie supersemplici ricette quotidiane (dopotutto,
less is more, giusto??), ovviamente corredato con photo made in iphone feat.
lo-mob (e chi ce l’ha il tempo di sistemare le luci e di tirare fuori la canon? :-).
Intanto: i biscotti di Lena! Come credo tutte le neomamme, oltre a imparare a conoscere mia figlia sto imparando a giunglare con i tempi delle nanne, che sono su per giù gli unici momenti in cui uno può fare qualcosa che non avesse per forza a che fare con pannolini e derivati. Quindi in un numero che non ho contato di nanne ho fatto dei Lena-biscotti (mai avuto tante persone che venissero a prendere il tè a casa quanto in questo periodo :-), a lei dedicati per una serie di motivi che cercherò di elencare qui sotto…
1) questi biscotti hanno la forma di Nijntje het konijntje (tradotto letteralmente dall’ollandese: Niglietta la coniglietta), che è un personaggio creato dall’ollandese Dick Bruna e che mi ha accompagnato durante l’infanzia. Nijntje curiosamente fa parecchio pensare, almeno secondo me, a Hello Kitty, probabilmente per il suo aspetto naif, estremamente minimal e insieme ‘kawai’, solo che Nijntje (miffy per il mondo anglofono) non è giapponese ma ollandese e che è stata creata nel 1955, un buon 20 anni prima del gattino più rosadell’universo. Insomma, visto anche la terribile inflazione che ha colpita ogni cosa HK-izzata, ho pensato che il vero chic era di andare a ripescare questa coniglietta dalla mia fiamminghissima infanzia, sicché Lena al momento possiede diversi capi e oggetti e peluche che raffigurano appunto Nijntje (alcuni dei quali da me cuciti sotto forma di appliques di feltro – ah quante cose si facevano durante la gravidanza :-)) Insomma, per farla breve: Nijntje is the new Kitty :-)
2) dentro a questi biscotti – che ho fatti seguendo la ricetta classica dei biscottini al fior di sale – ho aggiunto una bustina di fiori di ciliegio in polvere. Bustina giapponese, ovvio, che fra l’altro figurava fra i prodotti del sakura-cestino che si poteva vincere fino a pochi giorni fa da Chika. Un po’ perché adoro il sakura-sapore, un po’ perché Lena è nata esattamente nel sakura-periodo, un po’ perché quest’anno poi la primavera giapponese è piuttosto particolare…
3) perché c’è il suo nome scritto sopra. E ho detto tutto :-))
ps. e grazie tante per tutti i gentili messaggi di auguri, nei comment al post precedente e via mail, di cuore :-)
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