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La brioche retrouvée

Proprio una bella giornata oggi no? Cioè, è stato bello pure ieri ma svegliarsi oggi [1] è persino meglio… :-D Piuttosto, oggi si voleva parlare di brioche. E di tessuto… Insomma, ormai lo sapete, ho recentemente scoperto il cucito e cosi, oltre a cucire, uno dei miei passatempi preferiti – in gravidanza che mo’ chi ce l’ha più il tempo :-) – era di starmene spiaggiata sul divano con l’ipad a cercare in giro per la rete dei tessuti da ordinare in giro per il mondo (poiché la situascion presso i rivenditori italiani è quantomeno triste). Cosi, fra gli acquisti c’era un divertente tessutino di Junko Matsuda, misto cotone e lino, un po’ zakka [2]-style con annotazioni cucinesche in francese (vi avevo raccontato tempo fa della passione nipponica [3] per tutto ciò che ‘fa’ Francia, e infatti spesso e volentieri i giapponesi stessi producono ogetti francesi plus vrais que nature, e questo tessuto direi che ne è un perfetto esempio :-).


Anzi, per la precisione, su quel tessuto era stampato, a pezzettini sparsi, con tanto di deliziose illustrazioncine e imperdonabili errori di ortografia (anzi, capita spesso di trovarne su questo genere di articoli nipponici anzi, trovo che gli errori gli rendono ancora più delicati :-), la ricetta della brioche perdue… Che poi non sarà nemmeno nulla di nuova né di stravolgente, anche se era la tipica ricetta che non-avevo-mai-pensato-di-fare prima di trovarmela sotto il naso. Insomma, intanto era chiaro fin dall’inizio che quel tessuto non poteva che diventare, prima o poi, un qualche regalino-accessorio per amica foodista…

Il mio mezzo yard di stoffa per un po’ è rimasto li, e ogni tanto la consideravo, leggendo decifrando la ricettina riportata lì sopra (la quale fra parentesi sembrava sempre più avere un suo perché, visto si trattava in sostanza di una versione estremamente golosa del pain perdu [4], in cui al posto del pain c’era la brioche e pure generosamente condita con le mandorle) chiedendomi cosa ne avrei fatto di preciso… Alla fine, pochi giorni fa, ho trasformato la mia stoffetta in una sporta tuttofare destinata a un’amica cuoca, e mentre cucivo e che il testo della ricetta della brioche perduta mi danzava dinanzi agli occhi, beh, per forza, mi sono convinta che era arrivato il momento di cucinarla… E chiaramente, per fare una ricetta che prevede la brioche… ci voleva la brioche! Elementare, no? :-)

In realtà in questo blog le ricettine di briochine più o meno sciuésciué non scarseggiano, ma dopotutto: se non si possono sperimentare cose nuove, che piacere c’è? Cosi alla fine mi sono decisa per una brioche tressée vendéenne [5], che sarebbe, in sostanza, una brioche dalla mie moelleuse, diciamo abbastanza vicina (ma non identica) a quelle brioche industriali (in francia…), morbide morbide, dalla mollica che si sfibra languidamente e che si strappano con le mani che è un piacere. Quella che ho usata io è la ricetta che è rimbalzata in giro per tutta la rete francofona, e devo dire che non è davvero niente male.
nb. per cucinare le fettine di brioche perduta ho lasciato stagionare la brioche per due giorni in modo da renderla secchina (visto che l’idea del pain perdu sarebbe comunque di adoperare gli avanzi, e gli avanzi solitamente beh son’ secchi), vice versa se uno la sua brioche la vuole consumare tale quale, rinchiudendola in una busta tipo ziploc [6] (se ne trovano di ottime all’ikea [7]) conserva benissimo il suo delizioso moelleux (ve lo posso garantire, ci ho appena fatto colazione, eheh :-).

Brioche tressée vendéenne

farina 500g (ho fatto metà 00 e metà manitoba)
uova 2 + 1
burro 110g
zucchero 110g
latte 12,5cl
panna fresca due cucchiai
acqua di fiori d’arancia 2 cucchiai
lievito di birra fresco 15g
sale una presa

Sciogliere il lievito nel latte tiepido, poi versare la farina, lo zucchero e il sale nel recipiente della planetaria (o a fontana se impastate a mano), aggiungere 2 uova, il burro morbido, la panna, l’acqua di fiori d’arancio e infine il latte con il lievito e impastare il tutto fino a ottenere un’impasto liscio ed elastico che rimarrà tuttavvia piuttosto colloso (ho aggiunto un cucchiai di farina ma non fate l’errore di aggiungerne molto di più, non deve essere affatto un’impasto sodo come quello del pane ). Coprire e lasciar lievitare a temperatura ambiente per 6 ore (si, avete letto bene, è che il lievito non è tantissimo e l’impasto è bello pesante). Dopo questo tempo, reimpastare velocemente, dividere l’impasto in tre porzioni di stesso peseo, srotolarle a mo’ di salsicce (di circa 30cm) e formare una treccia. Sistemare la treccia sulla teglia del forno o in una teglia per pane/cake grande. Lasciar lievitare 1 ora poi spenellare con il tuorlo del terzo uovo diluito con poco latte e infornare a 180 gradi per 45 minuti. Lasciar raffreddare completamente prima di tagliare.

E cosi arriviamo alla brioche perdue della prima foto. Una ricetta, nonostante il luogo in cui l’ho rimediata, niente affatto leggera e giapponese ma bella calorica e sostanziosa oltre che, bisogna riconoscerlo, proprio proprio goduriosa, esattamente il tipo di ricette che vanno bene per la domenica mattina, quando una si alza verso mezzogiorno, visto che una singola fetta basta e avanza per un brunch prima di una vigorosa passeggiata au grand air. Quindi, in sostanza, tagliare delle fette di brioche belle spesse (1,5cm, allez! :-), poi preparare tre piatti fondi: nel primo versare del latte, nel secondo sbattere due uova e, nel terzo, mescolare 50g di zucchero con 50g di farina di mandorle. Prima di iniziare: tostare un po’ di mandorle a fettine in una padella antiaderente senza grassi. Poi, sciogliere un pezzettino di burro in una padella, prendere una fetta di brioche e passarla successivamente nel latte, nelle uova e nel miscuglio zucchero/mandorle. Infine, far dorare su entrambi i lati in padella. Servire cospargendo la brioche perduta con le mandorle tostate e un po’ di zucchero a velo. La ricetta originale suggeriva di aggiungere del gelato ai calissons [8] ma temo sia una precisione fatta per mera civetteria francofila che già così, senza gelato, la passeggiata pomeridiana bella intensa onde smaltire i trigliceridi in eccesso ci sta tutta.. :-) Insomma, consumate e poi scappate subito a fare un paio di giri di lungomare… :-)

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