
Insomma, va detto, sta maternità si sta pian pianino mutando in una seconda giovintù (mia), in cui ormai su itunes faccio shopping di comptines per la prima infanzia, esploro la feltrinelli ma sopratutto amazon francia alla ricerca di titoli carini (per più tardi, siam previdenti :-), faccio vere e proprie sedute di brain storming per ricordarmi dei miei cartoons preferiti (non senza dare qualche occhiata anche ai teletubbies che francamente trovo terrificanti…), inizio ad avere una buona mappatura circa i giocattoli – specie di legno – e via di ’sto passo, e tanto per coronare il tutto (come se non bastasse l’andazzo generale di certo molto poco ‘lavorativo’), mmo arrivano pure le vacanze! :-)

(1) la zuppa ghiacciata di carote (ricetta): perché è fresca e insieme morbida, setosa e vitaminica, semplicemente perfetta per pranzetti alfresco e aperitivi non alcolici :-)
(2) le pizzette façon pissaladière (ricetta): perché c’è niente da fare, che estate sarebbe se non profumasse di anisette e se non ci fossero i grilli a fare da sottofondo? Insomma, provence forever, anche se poi in realtà uno se ne va in Calabria :-)
(3) le linguine con acciughe, limone e mozzarella (ricetta): perché alla pasta tanto non si rinuncia mai molto a lungo e perché fa tanto costiera (per esempio mi pare un piatto perfetto da abbinare ai vostri nuovi pantaloncini bianchi modello Capri, no? :-)
(4) la glace aux spéculoos (ricetta). Si, è vero, non è che gli speculoos siano il prodotto più estivo in assoluto, anzi, magari il gelato è solo la scusa per mangiarli pure d’estate, chennesso, fatto sta che io quest’anno vorrei delle sere d’estate frescamente profumate di cannella, ecco, per cui per me questo è il gelato dell’estate 2011 :-)
(5) l’insalata mango, avocado gamberoni (ricetta), alla facciaccia del kilometro zero (sic, chiedo venia :-) però ecco, la mia insalatona coup de coeur di quest’anno, il piatto che farei e rifarei da qui a settembre e che propinerei indiscriminatamente a chiunque e in qualunque occasione, eccoloqua, vuoi perché si cucina in un batter d’occhio vuoi perché è un’insalata piena di gradevoli contrasti ma sopratutto fresca e golosa…

(1) le lettere di feltro. ci vuole niente, una stampante, un po’ di feltro multicolor, del filo e della lanetta sintetica, sono perfetti per decorare la porta, la stanza il lettino o l’armadio del vostro pargoletto, ma anche come regalino neonatalizio personalizzato (tutorial).
(2) il birds mobile. un po’ più complesso questo, ma ad altissimo contenuto di soddisfazione (sempre che riusciate a portare a buon fine l’operazione dell’assemblaggio), lista della spesa: tessuti svariati, lanetta sintetica, tanta pazienza per cucire gli uccellini colorati, un paio di rametti strappati agli alberi sotto casa e, possibilmente, un’architetto o comunque qualcuno che di bricolage e di precisione se ne intende perché si tratta di appendere tutta la costruzione in modo che stia in equilibrio. Otterrete un enorme mobile che si muove lento sopra il lettino del vostro piccolino, regalando ai genitori ore di pacevole silenzio contemplativo :-) (tutorial)
(3) i grannies (aka: l’uncinetto!): à toutes fins utiles segnalo che il crochet è un’ottimo modo per rentabilizzare i tempi dell’allattamento, e che già da un po’ i famosi quadrettini uncinettati molto sixties e che tutti noi, credo, abbiamo, un tempo, cordialmente detestati (me li ricordo sui cuscini a casa di mia madrina e li de.tes.ta.vo, avevo 8 anni però, i tempi cambiano :-), sono tornati di moda. Per il resto, imparare il crochet è scemissimo, per chi volesse buttarsi, questo qui per esempio è un’ottimissimo manuale, mentre degli ottimi granny tutorials si trovano qui e qui (i grannies della foto appartengono alla mia coperta in progress, ma i grannies possono anche diventare cuscini, borse, sciarpette per piccoli e grandi e via dicendo…)
(4) il sashiko: sempre per le donne che allattano (e anche per le altre…), altro utilissimo passatempo, per quando sarete stufe di crochet, è il sashiko, technica di ricamo tradizionale giapponese, anch’essa bete comme chou da imparare (per farla proprio bene invece occorre un grado di precisione di cui noi occidentali non siamo capaci ma passiamo), perfetto per decorare cuscini e quilts, ma anche tovagliette americane o quel che vorrete… molte info su come si fa qui (e anche un bel po’ di ispirazione, io i miei sottobicchieri blu ricamati bianco e, in foto, lino ricamato blu, li ho già pronti :-P
(5) il vegetable quilt. Non c’è foto perché non l’ho ancora fatto anzi al momento sto solo raccogliendo l’insieme dei tessuti che mi serviranno e probabilmente non lo rifarò tale quale però, in sostanza, è sulla mia to do list, o piuttosto, nei miei pensieri… Trattasi quindi di una divertente trapuntina ornata di appliques à forma di verdure, un perfetto playmat per l’estate, e, di nuovo, semo foodies, non ci poteva mica mancare il miniquilt ortofrutticolo…?!!! (tutorial)
(6) crafty scatolame se poi vi rimane del tempo utile, prendete 20 cassette di legno, quelle che si usano per le bottiglie di vino, datele un paio di mani di bianco trasparente e scriveteci sopra, con acrilico nero, cosa c’è dentro. Cosi al rientro vi risistemate pure lo studio… :-)

(1) le premier livre de bébé. Molto semplice e straight forward, cartonato e con delle illustrazioni che sono rimaste sorprendentemente contemporanee ricordando però deliziosamente qualcosa di retrò, con una semplicissima eleganza (non per niente l’illustratrice era di origine giapponese…). Uno dei libri per bimbi che più mi piacciono al momento… (link)
(2) Ludovica e la foresta dei cristalli di zucchero. Opus appena pubblicato dagli amici di Cibele (!!? :-), la storia di Ludovica è decisamente per bambini di una fascia di età superiore, noio però giochiamo di anticipo… Intanto, trattasi di un atipico libro scritto da una nutrizionista in collaborazione con due gemelline di 10 anni, mescolando quindi rigore scientifico e florido imaginario senza argini, il tutto illustrato in modo delizioso con disegni colorati e poetici. E la storia (da leggere ad alta voce o da leggere insieme) sembra davvero interessante, ben costruita, un intreccio molto ricco di fantasia e piccoli e grandi spunti per l’imaginario e per la vita, fra mondo del cibo, cibi alternativi interessanti da far conoscere ai bimbi (dal quinoa all’amaranto passando per il farro e via dicendo…) e la consapevolezza che, in fondo, siamo quel che mangiamo (detta proprio riassumendo tanto tanto e anche malamente…). Insomma, questo libro mi pare uno sforzo molto ben riuscito per introdurre e sensibilizzare i piccoli al concetto di ‘adozione di uno corretto stile di vita’. Stagionerà ancora per qualche anno sullo scafale ma poi verrà sicuramente usato! :-) (link)
(3) Inventario illustrato dei frutti e degli ortaggi. Ancora un libro che per un po’ guarderò solo io però non potevo non segnalarlo, intanto perché non può mancare sullo scafalino dei figli dei cucinatori e poi sopratutto perchè è meravigliosamente bellllisssimo :-) Insomma, l’inventario è molto simile a quei vecchi libri botanici, composto di tavole dedicate alle singole piante, solo che la selezione di frutti & co presentati non è esaustiva, in compenso è fortemente poetica: le tavole sono accorpate per colore, i disegni sono semplicemente stupefacenti, e spesso e volentieri appaiono elementi che in un libro botanico vero e proprio non ci sarebbero, come farfalle, uccelli e altri piccoli animali. So già che è un libro che fra un paio di anni verrà sfogliato all’infinito, e a parte che è bello bello bello, mi pare anche un’utilissimo strumento per spiegare ai piccolini che per esempio i piselli non nascono in scatole di carta surgelate… :-)) (link)
(4) La pappa. Decisamente più a nostra portata (parlando di fascia di età) questo piccolo libro presenta alcuni – pochi – concetti alimentari basic più o meno complementari (dal yoghurt al cucchiaio passando per la tazza e il biscotto…) con linee semplici e colori molto contrastati. Insomma, ottimo libretto per iniziare a far conoscere l’oggetto libro, e per proporre e giocherellare con una serie di ragionamenti semplici… :-)) (link)
(5) Martine fait la cuisine. Questo è un mio personalissimo preferito, anzi, ho aspettato fin troppo per ordinarlo (anche se chiaramente non è esattamente una cosa da proporre a un bimbo di tre mesi, lol :-) fatto sta che questo però è stata una delle letture sulle quali mi sono formata culinariamente (hahaha, e non scherzo mica tanto, la pagina della mousse au chocolat per esempio mi era rimasta intatta nella memoria :-)). Comunque sia, i Martine sono semplicemente intramontabili, con delle illustrazioni dal buon sapore retrò ma sempre vivaci e molto molto suggestive, e questo volume qui, in cui Martine appunto si da alla cucina, contiene persino alcune ricette (pain perdu, crèpes, mousse au chocolat etc) perfettamente alla portata dei bambini (basta che abbiano pià o meno l’età di intendere e volere, hihhi :-). Un assoluto must per i genitori francofoni & golosi quindi ;-) (link)
(6) lato letture per adulti (perché chiaramente io qua con una mano tengo la bimba, con l’altra faccio crochet, poi metà cervello pensa alla briochine in forno mentre l’altra è impegnata a leggere, humhum), ultimamente sono tornata a cibarmi di francofonia (vi risparmio la parentesi snob quanto sincera sul penosissimo stato delle lettere italiane :-P), avrei però da consigliare due cose, la prima piuttosto leggera, a tema cibo, divertente nonché ben scritta, Mangez-moi di Agnès Desarthes, la seconda e molto meno leggera, è la mia personalissima scoperta dell’estate 2011 e sarebbe tutta quanta l’opera di Irène Nemirovsky. (Anzi, francamente, non so davvero come ho fatto a studiare lettere e a passare to-tal-men-te accanto a questa signora qui, non me lo spiego, trattasi di una specie di Proust al femminile del metà novecento, con una prosa precisa, insieme grave e di una eleganza composta e a tratti vertiginosa, un’opera davvero importante). Per finire con un tocco italiano però, il mio voto per la lettura estiva va a Viva l’Italia di Aldo Cazzullo :-)
Infine, piccolo bonus per la colazione estiva (sempre che come me passiate le vacanze in un luogo piuttosto fresco e che possiate quindi considerare di accendere il forno senza rischiare di morire soffocati… :-)), propongo i… pangoccioli fai-da-te?? Insomma, si tratta semplicissimamente dell’impasto da brioche vendéenne di qualche tempo fa, stessissimo impasto al quale si toglie l’acqua di fiori d’arancio e si aggiunge una buona manciata (100g) di gocce di ciocolato dopo lievitazione. L’impasto si divide poi in 12 panini tondi da spennellare e infornare per una ventina di minuti… (come direbbe qualcuno di mia conoscenza: ‘na rooooba da sturbo, ecco! :-))
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