
Questo weekend l’ho dedicato a molte cose interessanti: ho lavorato sul secondo capitolo del mio prossimo libro, ho spulciato un catalogo di giochi di legno e valutato diversi modelli di cavalli a dondolo, ho comprato l’olio di canapa, pranzato con la pasta al forno della domenica e mi sono ricaricata positivamente grazie all’attento studio della collezione estiva di scarpe Chloé e un certo numero di solletichi e conseguente risate isteriche in compagnia della cavolettina… Poi, come forse anche a voi capita quando in casa tutto tace e che la lista degli impegni è finita, mi sono seduta in questa dépendance della mia cucina che è il mio blog, mi sono guardata intorno, e mi sono fatto una domanda alla carry-bradshaw: ma quand’è che questo blog ha iniziato ad assomigliare più a un campo minato che alla cucina conviviale che era sempre stata?
In verità, penso proprio che di
parole in libertà ce ne sono già state troppe, così, a chiudere il weekend, mi sono cucinato una silenziosa zuppa da protesta. Una protesta bianca, di quella che si ergono, mute, incolori, ma con una loro dignità, di fronte alla barbarie, alle urla e alla mancanza di civiltà. Una protesta a forma di zuppa confortante e candida, con le polpettine – che sono un concentrato di comfort food, mi fanno proprio molto pensare alle zuppe che faceva mia mamma quand’ero piccola io – sulla quale meditare e/o da cucinare a casa propria, per offrirsi una calda coccola che profuma di buono ( e di topinambour, e già quel profumo da solo a me mi mette in pace con l’universo), lasciando alla porta questo
monde de brutes che certe volte si invita a casa tua pensando di fare cosa naturale lasciando in giro svariati liquidi corporei (non sto a precisare)… Beh questo è un equivoco nel quale nemmeno Olive cadrebbe, e quindi, veramente no, veramente questo non sarebbe uno sfogatoio convenzionato con le asl di zona, e veramente siccome qui siamo addirittura ottimisti continueremo a pensare che in un blog di cucina e fra persone adulte e libere, di leggere, di fare altro, di usare la propria intelligenza, oltre che essere costruttivi sempre, ci si può anche comportare civilmente.
ps. vabbene la protesta ’silenziosa’ ma un suggerimento musicale non ve lo leva nessuno, oggi non un brano ma un intero album, il mio preferito da un bel pezzo: Some People Have Real Problems (ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente voluta ;-), e in particolare ‘Soon We’ll Be Found’, brano di cui vi consiglio non solo di ascoltare il testo (non ditemi che non ascoltate i testi delle canzoni?!), e anche di vedere il video, su youtube…
Zuppa bianca di topinambour con porro e polpettine di pollo. Sbucciare una piccola patata e quattro topinambur, tagliare tutto a pezzetti, affettare la parte bianca di un porro e versare tutte le verdure in un pentolino. Coprire a filo con dell’acqua, e lasciar cuocere per 20 minuti. Aggiungere un bicchiere di latte, salare, frullare il tutto, e riportare a ebollizione. Tritare 100g di petto di pollo, condire con sale e noce moscata, poi formare delle piccole polpette e buttarle nella zuppa, in modo che cuociano direttamente nel liquido caldo. Lasciar cuocere per 5 minuti, spegnere e servire. Per 2.
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