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Laura’s Pecan Tart

mercoledì 18 aprile 2012

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Potrei iniziare questo post raccontandovi di come sono andata l’altro giorno all’emporio delle spezie (un’altro po’ e sto più spesso lì che a casa mia) per un aceto di lavanda e poi me ne sono tornata a casa con un paccone di noci pecan e una ricetta scritta a mano, questa qui. Perché c’è poco da fare, ci casco semmmmpre, appena qualcuno mi dice con il tono fra il sognante e l’estasiato che ha una ricetta buona, non mi do pace fino a quando non la provo, insomma, avete capito, Laura aveva da poco fatto la sua crostata di noci pecan….
Banda sonore per oggi – d’obbligo visto anche quel che segue – Foule sentimentale di Alain Souchon…

Piuttosto però, oggi sarei dell’ umore giusto per una piccola riflessione/sfogo sulla questione del materiale, della qualità, del consumismo eccessivo, e chissà quali altre grandi questioni esistenziali possano venir fuori dal semplice guasto di una bilancina da cucina comprata qualcosa come 20 euro nel negozio di ‘cose elettroniche’ vicino casa. La quale bilancia ha deciso di perdere la testa al momento in cui stavo preparando la frolla per questa crostata, e in questo modo nel mio impasto è finito un buon etto di farina in più di quello che ci voleva (ricostruzione a posteriori ovviamente). Devo dire che poche cose mi fanno uscire di me quanto errori di pasticcieria dovuti a materiale deficiente. Poi ho pensato alle 4 bilance buttate negli ultimi 6 anni, a quante batterie usate, alla stampante foto che ha appena smesso di funzionare e che pretende che io le sostituisca le testine di stampa (costo della testina: circa quanto l’intera stampante): tutte cose prodotte e pensate per durare poco, per essere rapidamente consumate, buttate, ricomprate.
Ho pensato anche, non senza una certa tenera nostalgia, alla bilancina analogica Terraillon di mia mamma (non uguale ma simile a questa) che è stata tutta la vita nella sua cucina, che funziona ancora e sulla quale anch’io ho pesato i miei primi ingredienti. Un oggetto che campa da trent’anni, che non causa nessun inquinamento e che se si dovesse rompere si capirebbe subito. Ma magari non si romperà mai.
Insomma, fra le grandi rivelazioni di questi giorni c’è che ’scusate ma non ho tanta voglia di vivere lasciando dietro di me una scia di inutili carcasse di plastica’, ergo – a meno che non ne trovassi una anni 70 in buon stato su ebay – la mia prossima bilancia di cucina potrebbe proprio essere questa… L’altra grande rivelazione – per quanto ci fosse troppa farina nella frolla – è stata questa crostata, dolce e goduriosa (e assolutamente da condividere con il più gran numero di persone possibile – non solo perché è tanto buona ma anche perché un micropezzetto basta e avanza… :-).

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La crostata di noci pecan caramellate di Laura
Preparare una pasta frolla frullando, nel food processor, 250g di farina 00 con 125g di burro freddo a pezzettini (in alternativa potete incorporare il burro alla farina sbriciolandola con le punte delle dita). Aggiungere poi 2 tuorli e due cucchiai di acqua fredda, e impastare rapidamente fino a ottenere una palla di impasto. Avvolgere di pellicola e tenere al fresco per un’oretta.
Per il ripieno: versare 300g di zucchero di canna in un pentolino insieme a 200g di panna fresca e 2 cucchiai di miele, mescolare e scaldare fino a quando lo zucchero si sarà del tutto sciolto (ho lasciato sobbollire per 2 minuti). Aggiungere 300g di noci pecan, mescolare e spegnere. Stendere infine la pasta frolla a 3mm di spessore e rivestirne uno stampo da crostata (con bordo amovibile, stile questo), bucherellare il fondo, versarci tutte quante le noci pecan con il loro caramello, livellare e infornare a 180°C per 30 minuti. Lasciar raffreddare completamente prima di servire (e penso ci stia proprio bene un po’ di gelato alla vaniglia on top).

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Categorie: anglo-sassone, crostata, umori
Scritto da Sigrid mercoledì 18 aprile 2012