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Mandaci una cartolina #1

martedì 3 luglio 2012

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Ma no che non sono scomparsa, sempre qui sto… :-) Piuttosto, come molti ormai sanno (anche perché inizio qualsiasi conversazione con questo topic, avete detto ‘fissata’? :-), sto finendo il mio libro annuale (bisannuale? in effetti l’anno scorso non c’era, per motivi miei familiari, il motivo in questione ormai siede a tavolo al ristorante e si mangia tranquillamente la sua porzione di ravioli…), capire che a ottobre uscirà il volume 3 dell’opera magna’ cavolettiana, la quale stiamo disperatamente cercando di chiudere chiudendo in questa quindicina (haha, vabbe, l’importante è di crederci). Intanto posso dirvi il titolo di lavoro (anche perché sono ormai mesi che sta su Amazon mentre il libro semplicemente ancora non esiste) che sarebbe – e ho come l’impressione che non cambierà più – Diario italiano (gustosi annedoti circa la copertina e altre litigate editoriali ve le riserbo in petto per più avanti ;-). Comunque, come da titolo, il libro stesso è una passeggiata (frammentaria ovviamente) in giro per l’Italia, con piccoli racconti, foto, indirizzi e ricette alla cavolè in cui i prodotti e le tradizioni culinarie locali vengono allegremente frullate con un pizzico di polvere di perlimpinpin, avete presente no? :-) Quindi, a parte che sono ormai meeeeesi che cucino (e finisce sempre che lo sprint finale s’ha da fa mentre fuori ci sono 40 gradi, ma chi me lo fa ffa?), ultimamente sto anche facendo un bel po’ di giri su e giù per la penisola e non solo (il che spiega l’arcana della mia assenza, ovvero quando poi sono a casa mi tocca lavorare! :-), cosi ho pensato di mandarvi qualche cartolina da questi spostamenti, visto che ogni volta incontro persone stupende e luoghi deliziosi, e che sul libro andrà in finis solo una piccola parte di tutto ciò che mi capita di vedere e assaggiare in giro. Già che ci sono, una cosa fondamentale: in questi ultimi tempi ho incontrato davvero tante persone, lettori affezionati ma anche no, e a ognuno di loro vorrei dire un sentitissimo Grazie!, per l’incredibile ospitalità e il sincero desiderio di condivisione delle cose belle e buone del proprio territorio che ho trovato in ognuno di loro. Non esagero affatto: in fin dei conti la più bella sorpresa di questi mesi di lavoro sono state le persone che ho incontrato… Ma tutto questo lo ripeterò sicuramente molte altre volte più avanti, vi lascio intanto con la puntata n°1 delle cartoline estive, a uso di chi capitasse dalle parti del lago Maggiore e/o lago d’Orta (anzi fra i due credo proprio di preferire la seconda), da gustare insieme al brano musicale di oggi… :-)

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1. I salumi de La casera, a Verbania. Per i romani si fa prima a dire che è un roscioli in salsa piemontese (tranne che gli spazi sono più ampli e i tavoli, di legno, più conviviali), una vera e propria antra della perdizione in cui mangiare salumi e formaggi selezionati con cura e attenzione. In foto, sotto, il tagliere che è stato il nostro pranzo (eravamo in 6 eh, che vi credete), tutto di prodotti della zona, molti dei quali davvero superlativi. Consigliatissimo quindi, anche per farci una spesa gourmet… Come dicevo tutto ciò che ho assaggiato era molto buono, con una menzione particolare per il petto d’oca affumicato, il caprino ai fiori (in foto), gli stagionati d’alpeggio con la mostarda, il pane con le noci che accompagna il formaggio, il salame crudo ecc ps. in questa occasione ho anche scoperto che un buon gorgonzola non ha nulla a che vedere con quello che arriva nei banchi dei nostri alimentari romani, oltre poi che le puntarelle le fanno anche qui (cfr foto sotto), brasate per intere, per niente male…

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2. i gelati del bar Aurora, a Gravellona Toce. Ho conosciuto per caso la storia – e i gelati – di Roberto, Roberta e il papa ottantenne – e che non li dimostra – che fa gelati da una vita, e sono rimasta davvero stregata. A parte che cosi artigianale il gelato non l’avevo mai visto, quelli del bar Aurora sono anche, nonostante l’ambiente decisamente retro, dei gelati piuttosto contemporanei, poiché poiché ciascuno di loro interpreta il territorio. E cosi che al bar Aurora si può assaggiare il gelato pere al prunent, menta e salvia, pesche alla piemontese, torta di pane, e sopratutto, erbaltura, un mix di erbe di altura insieme fresco e profumoso, una bellissima scoperta. Se vi trovate nei dintorni non posso che raccommandare calorosamente di farci un salto.

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3. Il B&B la torre di Nonio, a Nonio è senz’altro il ‘coup de coeur’ del weekend, Nonio essendo un delizioso minuscolo paesino sui pendii intorno al lago d’Orta, a pochi chilometri di Omegna. In qualche modo quel posto mi ricorda il Lussemburgo, sarà per via della campana della chiesa che rintocca ogni mezz’ora, sarà per via del silenzio totale o dei profumi di bosco che impregnano le stradine strette fra le case di pietra. Anzi sono proprio dispiaciuta di non aver avuto la presenza di spirito di fotografare la porcellana bianco e blu della colazione o l’alzatina con i biscottini e le fette di torta fatta in casa – sappiate però che ci sono. Comunque non è solo la colazione, è tutto delizioso qui, dai mobili di legno vintage al giardinetto con pozzo pieno di nimfee intorno al quale giocano i gattini, il b&b è anche la casa di Chiara, Gianni, Nina e Nicola e approfitto del ringraziamento per mandargli un caloroso saluto! :-)

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4. Il gelato dell’Antica Torre, a Pella. Pella si trova sul lago d’Orta e mi sono imbattuto in modo del tutto casuale in questa gelateria qui, e avendo adocchiato un paio di abbinamenti che mi sembravamo interessanti non ho resistito a tornare ad assaggiarli. Trattasi di ‘Monte Rosa’ (un ottimo mix fra pompelmo e lamponi, anche se sarebbe lecito chiedersi cosa c’entri mai il pompelmo col Monte Rosa…) e ‘Rubino’, una crema base frutta con altri lamponi, mirtilli e succo d’ananas, il tutto molto ben bilanciato. Molto promettenti anche la crema San Giulio agli amaretti e la crema Antica Torre con ricotta, miele e torrone…

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5. Villa Crespi a Orta San Giulio: non ci sono andata questo weekend, ci sono andata diversi anni fa, per lavoro, (e prima o poi ci tornerò, ma per piacere) solo che non resisto a ri-segnalarlo perché si trova proprio qui, sul lago d’Orta, e rimane tutt’ora uno dei miei migliori souvenir di ristorante in assoluto, un vero momento di ‘luxe, calme e volupté’, una grandissima pulizia e centratezza nei piatti e nei sapori, piatti esteticamente bellissimi, colori vivi, abbinamenti eleganti e mai gratuiti, tanto per… Insomma, questo si che è davvero un grande ristorante michelinizzato nel quale vale la pena di andare almeno una volta nella vita.

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Categorie: prodotti, ristoranti & affini
Scritto da Sigrid martedì 3 luglio 2012