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Cose polacche!

venerdì 21 settembre 2012

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A casa mia si usa un’espressione che rende molto bene lo scenario intorno a me mentre scrivo, traducendo liberamente dal fiammingo: sembra che qui ci sia caduta una bomba… Veramente più della bomba poté il trasloco e sono certa che avrete tutti fatto più o meno sovente l’estatica esperienza del butto-giù-tutta-casa-e-inscatolo-ogni-cosa, quindi non sto a descrivere la situascion fra scatole, oggetti sparsi assolutamente ovunque e dilemmi esistenziali che si presentano almeno almeno una ventina di volte al giorno (tipo ma questo pennello di silicone arancione che non ricordo chi me lo ha rifilato - perché di certo non avrete comprato voi un orrore del genere – davvero ci serve o vogliamo invece approfittare dell’occasione per sbarazzarcene?). Insomma, la situazione è disperata ma non seria.

A dirla tutta, odio e amo i traslochi. Gli odio perché bisogna disfare tutto ciò che si era pazientemente costruito, buttare per arie mesi e anni di ordinamento e di abitudini, tutto ciò in cui uno si era più o meno commodamente annidato. E li amo per lo stesso motivo, perché un trasloco è sempre una cura dimagrante choc (non so voi ma io ogni volta che trasloco finisce che butto metà delle mie cose), mi sembra sembre un esercizio di essenzialità, un’occasione per spogliarsi del superfluo. E quindi sentirsi più leggero. Così anche stavolta. E non mi sento nemmeno tanto in colpa per gli sprechi (sinceramente compriamo troppo – e riceviamo troppi regali inutili – ed è odioso buttare cose che possono ancora servire): i libri vanno per la loro strada e continueranno la loro vita, i vestiti vecchi finiscono nel cassonetto oxfam mentre le cose andranno a chiedere asilo al centro Sant’Egidio dietro casa. Sono quindi in piena cura di dimagrimento oggettivo, meditabonda e seduta in mezzo al caos. Visto che non ci bastava così l’hard disc del mio computer ha pensato bene di schiattare la scorsa settimana. Che dire, Sso’ periodi… :)

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Piuttosto: curiosando in rete, qualche giorno fa mentre cercavo di darmi una risposta alla domanda ‘cosa si mangia in Polonia?’, mi sono imbattuta diverse volte in questi involtini. Che si chiamano golabki che significalittéralmente ‘piccoli piccioni’, e sono in sostanza foglie di verza farcite con un misto di carne e riso. Sicché questi involtini sono da colloccare nello stesso filone dei fiamminghissimi uccellini scappati italici, o dei vogels zonder kop (’uccellini senza testa’), detti anche blinde vinken (’passerotti ciechi’, è che siam un popolo di poeti pure noi… :) con i quali sono cresciuta io. La versione italiana la conoscete senz’altro, quella belga, si vede che da noi la terra è grassa, consiste in involtini di fettine di vitello farciti di carne tritata (e accompagnati, degli anni 70 in poi, di salsa madera ehodettotutto). Gli involtini polacchi sono quindi un po’ il cuginetto parco delle versioni che conosciamo noi, e devo dire che come sempre c’è solo da imparare dalla cucina altrui, infatti questi involtini qui sono (contrariamente alla versione belga che è tutta carne) esemplari in quanto a leggerezza e equilibrio nutrizionale, e contrariamente alle attese è una preparazione molto poco grassa e quasi leggera (oltre che molto saporita :) Come al solito, ho cambiato qualche virgola alla ricetta originale, in sostanza ho aggiunto una buona dose di spezie al ripieno in memoria del mio soggiorno ungherese (il cavolo, la panna acida e la carne con riso mi hanno fatto tornare in mente Budapest), e ho usato solo carne di manzo invece del più comune misto suino/manzo (io e il suino non è che andiamo tanto daccordo, se poi volete proprio una versione kosher vi toccherà eliminare la panna acida nb).

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Involtini di verza spezati: Prendere una verza intera, eliminare le foglie esterne più scure, poi immergere tutto quantp il cavolo in un pentolone con acqua salata bollente, per 5 minuti. Scolare e lasciar intiepidire. Staccare circa 12 fogli dal cavolo, eliminare la nervatura centrale, e tritare il resto del cavolo al coltello. Versare il cavolo tritato in una pentola di ghisa. Tritare una cipolla e uno spicchio d’aglio e far rinvenire in una padela con due cucchiai di olio d’oliva. Quando la cipolla sarà appassita, aggiungere un cucchiaino di paprika, un cucchiaino di semi di cumino pestato e un cucchiaino di semi di coriandolo pestati. Mescolare bene e spegnere. In una ciotola, mescolare 200g di carne di manzo tritato insieme a 150g di riso cotto, la cipolla stufata con le spezie, sale e pepe. Prelevare delle polpette di questo ripieno e usarle per farcire le foglie di cavolo (ripiegare i lembi della foglia sulla polpetta di ripieno poi arrotolare il tutto) e disporre gli involtini nella pentola sul cavolo tritato. Aggiungere una tazza di acqua (o di brodo), incoperchiare e far cuocere al forno a 200°C per 1h. Servire con un po’ di panna acida sul lato.

Si, ma allora, in tutto ciò, come mai questa improvvisa fissa per la Polonia? Ecco, è uscito da pochissimo la traduzione polacca di Regali golosi (v. copertina qui sotto :) e ho la fortuna di andare, il mese prossimo, a passare qualche giorno a Varsavia, per un workshop/pasticciamento con i lettori polacchi e per fare la promozione del libro. Non vedo davvero l’ora di andare a curiosare in giro per trattorie e negozi, ovviamente poi vi verrò a raccontare qui… :)
ps. for the polish readers (I don’t think I need to translate today’s recipe right? :) Looking forward to see you in Warsaw next month!!! :)

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Categorie: carne, mondo, winter food
Scritto da Sigrid venerdì 21 settembre 2012