
Ci voleva proprio un sorso d’autunno, ci voleva proprio un raggio di sole dorato e appena tiepido, ci volevano i verdi quasi spenti e e le mattinate freddoline imbottite di nebbia, ci volevano le mucche, tante mucche, e i cormorani che volano a filo d’acqua, ci voleva il silenzio e l’odore dei prati bagnati, insomma, ci voleva un giro a casa. Del mio belgio avevo già parlato qui, qui e qui. Stavolta è stato un soggiorno un po’ diverso dal solito, con piccola viaggiatrice annessa, sicché certo abbiamo mangiato tutti i croissants e i pains aux raisins che c’eravamo persi in compenso contrariamente al solito ho cucinato poco (anche se una bisque d’homard m’è scappata, sissi), ma, ecco, stavolta sono sopratutto state passeggiate in campagna, grandi respiri di aria fresca, incontri ravvicinati con gatti, mucche e uccellini di tutti i tipi e lunghe esplorazioni nell’orto del nonno (con annesso saccheggio degli ultimi lamponi rimasti sulle piante…)
Insomma, ora che ci siamo ricaricati le batterie e che la cucina è stata traslocata dall’altra parte di Roma, quasi quasi che mi rimetto pure a cucinare qualcosa… ;-)
Insomma, ora che ci siamo ricaricati le batterie e che la cucina è stata traslocata dall’altra parte di Roma, quasi quasi che mi rimetto pure a cucinare qualcosa… ;-)

[sopra: il paesino di Foy Notre-Dame e i 'marrons', castagne non commestibili]


[sopra: gli ultimi lamponi, le carote nell'orto, i semini del rabarbaro e i cavoletti ancora piccolini]


[sopra: la chiusa di Anhée, la Mosa e il paesino di Houx]
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