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My very first Greenmarket

lunedì 29 ottobre 2012

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Siamo quindi barricati in casa causa tempesta tropicale in arrivo, dopo un weekend ricco di un po’ di tutto, nel disordine: un vero hamburger in un vero diner – con le patatine fritte, tié; una mega spesona da fine mondo incluso grandi risate quando ho dovuto dire, all’addetto della macelleria, quanto grass-fed beef volevo – oh ma questi non usano i pesi nostri!; una lunga camminata per Broadway in cui ho scoperto un sacco di cose interessantissime fra cui un negozio che vende i calzini spaiati; un’ottimo brunch nel salotto letterario italo-americano più in vista della città; e la minuziosa esplorazione del Michaels locale e che è la cosa più prossima al paradiso terrestre che io possa immaginare (pensate un posto in cui si venda ogni cosa per ogni tipo di crafty fai da te artistico possibile e moltiplicate per 50, poi aggiungete l’intera gamma dei prodotti Martha Stewart e cercate di non svenire per la felicità…). Anyway, fra una cosa e l’altra sono andata a fare la spesa al mio primo Greenmarket, che sarebbe, per chi non lo sapesse, il mercato di San Teodoro, cioè del contadino, ma in salsa americana.

Allora, su due piedi, l’impressione è stata ottima, anche se il mercato che ho visto, sulla 97esima W, non è affatto fra i più grandi ma andava più che bene in quanto introduzione in materia. Molti gli stand di verdura (di stagione, of course, carote di tutti i colori, cavoli, cavoletti, kohlrabi, pastinache, porri, mais, con e senza colori bizzarri, qualche pomodorino ecc), molte le zucche, moltissime le pere e mele in tante varietà, e prodotti derivati (after all it’s autumn), un piccolo venditore di pani di tutto il mondo (ottimo il NY rye bread) e uno di pasticcieria home made, e poi un banchetto del produttore del mio nuovo latte preferito (lo stavo comprando già da una settimana al whole foods, ora so pure dove riportare le bottiglie di vetro :-), oltre a un banchetto di pesce, Pura vida fisheries che fa base a Hampton Bay, che al primo impatto mi ha lasciato piuttosto scettica: tutto quanto il loro pesce è sfilettato, diventa quindi difficile valutare la freschezza del pesce, ho comunque preso due filetti di sogliola ‘per vedere’ e sinceramente il profumo era perfettamente etereo e delicato, quasi di crostaceo, e il filetto cotto buonerrimo… :-) Insomma, per un primo incontro direi che è stato decisamente soddisfacente, al prossimo giro (dopo i due giorni di clausura che ci attendono), andrò a vederne uno più grande… Intanto: Buon lunedì! :-))

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Categorie: Varie
Scritto da Sigrid lunedì 29 ottobre 2012