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Orange me pretty

domenica 11 novembre 2012

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In materia di colori d’autunno il recente uragano ci ha lasciati un po’ orfani, insomma gli alberi sono passati dallo stato ‘inizio autunno’ a quello del total nude look invernale. Ci si può però rifare al mercato dove i rossi arancioni sono ben presenti. Io pian pianino sto rimpolpando la dispensa (a colpi di razzie dal Whole foods dietro l’angolo) e poco a poco riprendo a cucinare qualcosa (anche se per il momento l’essenziale della mia produzione consiste in panini e pasta con verdure e che in effetti il petto di pollo con limone e prezzemolo + vaschetta di 1 Ibs di insalata fai-da-te del Whole foods è sempre una tentazione abbastanza irresistibile quando rientri a casa che è tardi e che tutto sommato non stai a mori’ dalla voglia di cucina’, lol :-)

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Comunque, oggi due ricette arancioni, la prima con delle carote multicolor trovate al Greenmarket di Columbia uni, oltre a carote di colore normale ce nerano di bianche e rosse (fuori però, come vedete sono sempre arancio dentro), ho preso un mazzetto di carote rosse e le ho preparate arrostite. Mi è piaciuto il colpo d’occhio cromatico e il sapore che non era esattamente del tutto ‘da carota’, insieme dolciastro ma non troppo, delicato ed elegante.

Carote arroste con timo e sciroppo d’acero: lavare bene le carote, tagliarle a metà nella lunghezza, disporle in un piatto da forno, aggiungere due spicchi d’aglio in camicia, poi cospargere il tutto con 2 cucchiai di olio d’oliva, 2 cucchiai di sciroppo d’acero, 1 cucchiaio di succo di limone, le foglioline di due rametti di timo freso, un paio di foglioline di salvia fresca. Infornare il tutto a 210°C per 25 minuti. Lasciar intiepidire un momento, salare, pepare e servire.

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Poi avrei una seconda ricetta molto arancia, che è una mezza figata (passatemi l’espressione) che mi arriva dalla rivistina di Whole foods (che mescola sconti promozionali e buone idee tipo ricette come questa), insomma, se non fosse per loro non avrei mai pensato di fare un humus di zucca (l’unica cosa è che la loro versione non era un granché speziata, questa qui invece è un po’ boostata a livello spezie :-).
Piccola premessa: non credo si possano evitare, vivendo negli US, le tortillas e il loro amato corollare, i dips. E vi dirò, a patto che siano fatti in casa e/o con prodotti naturali, anche perché no. Tutto sommato le tortillas non sono poi letali e i dips più in voga (guacamole, hummous, babaganoush con mille varianti su ognuno di questi) sono tutto sommato abbastanza sani e anche buoni (fra l’altro gli avocado che si trovano qui sono solitamente maturi al punto giusto e molto buoni, infatti sto faccendo il guacamole un giorno si e l’altro pure :-). E quindi molto facile che un americano tiri fuori per iniziare un pasto una cosa di queste, e io sinceramente non ho niente in contrario :-) Ecco quindi ottima idea per un dip un po’ diverso, vi consiglio di provarlo, è davvero molto buono…

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Hummus di zucca: far cuocere circa 400g di polpa di zucca butternut (si trova anche in Italia, ed è molto più soda e meno fibrosa della classica zucca del supermercato la quale non credo vada un granché bene per questa ricetta) sbucciata e tagliata a cubetti con un fondo di acqua (qb per coprire appena la zucca) e un rametto di timo. Lasciar cuocere per circa 20 minuti fino a quando la zucca sia molto morbida (a fuoco piuttosto alto in modo da far evaporare gran parte dell’acqua). Lasciar raffreddare del tutto e schiacciare la zucca ( o frullarla se preferite) insieme a uno spicchio d’aglio spremuto, due cucchiai di tahini, due cucchiai di succo di limone, due cucchiai di olio d’oliva, una punta di cumino in polvere, una punta di semi di coriandolo in polvere, una presa di peperoncino in polvere. Salare, mescolare bene il tutto e conservare al fresco. Servire con una generosa manciata di tortillas :-)

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A mmo di caramella domenicale, vi lascio con un paio di immagini della mitica Magnolia bakery: in realtà ci sono posti a quanto pare migliori per i cupcakes, ciò detto l’ultimo assaggio (maple pumpkin cupcake), è stato davvero strepitoso, buonerrimo (detto da una che non è amante della glassa mi pare una dichiarazione importante ;-), e c’è poco da fare, il posto – che sia la minuscola sede storica di Bleecker street o questa location satellita di Columbus avenue – esercita un fascino estetico come pochi altri, insomma vale il viaggio anche solo per via dell’alto tasso di ‘eye candy’…

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Micro-bonbon finale, ecco la risposta alla domanda che vi ponevate da tempo, ne sono certa: ma come si fa a mettere la glassa sui cupcakes quelli belli?! La risposta nel video… (questo veramente è solo una delle varie tecniche usate da Magnolia, iniziate pure a fare esercizi a casa mentre recupero gli altri :-) Buona domenica! :-)

Categorie: anglo-sassone, mondo, new york new york
Scritto da Sigrid domenica 11 novembre 2012