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Piccoli gourmet crescono!

martedì 11 giugno 2013

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In un’era globale e internetizzata come questa non dovrebbe fare nessuna differenza e invece si: scrivo da Roma! :-D
Ed è un po’ come non essere mai partiti, o casomai di essere partiti da qui l’altro giorn… A parte il jetlag di difficile smaltimento, tutto bene anzi benissimo, ovvero come le mozzarelle di bufale le fanno qui non le fanno davvero da nessuna parte, e non avrei nemmeno mai pensato che mangiare la cicoria ripassata dopo tanti mesi sarebbe stato niente meno che emozionante. Idem per i pomodorini di Pachino che quelli del Messico je fanno na pippa, ma che ve lo dico affa’…

Altre tipicità italiane ritrovate sono appena meno entisiasmanti, vedere sotto la voce ‘parchetto per bambini’ con giochi sgangherati – ahh i playground super mantenuti ogni 100m, sempre della serie ‘pago le tasse e vedo a cosa servono’ – e anche ‘irritazione per le atroci vocine doppiate’ che deturpano cartoni belli come Peppa Pig o Dinosaur Train (arridatece la PBS!) per non parlare della marea di schifezze in generale che va in onda sui canali per bambini (se vedo ancora una volta quell’orrido ‘Armadio di Chloé’ mi faccio venire una crisi isterica, giuro!:-). E tutto sommato anche il cafone che ti arriva sparato a 220km/h mentre tu sei a 130 sulla corsia di sx della roma fiumicino, e che s’incolla al tuo paraurti come chiedendosi perché tu e la tua monovolume di m… non vi siete ancora buttati nel fossato, beh, ecco, me lo sarei anche risparmiato, grazie. Come però dicevamo, i pomodorini sono buonissimi e c’abbiamo pure er sindaco nuovo e quindi cosa volere di più dalla vita? :)

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Piuttosto, era un po’ che volevo dedicare un post all’ultima ‘fatica’, uscita in libreria da un po’ più di un mese, e poi fra una cosa e l’altra (leggere: il libro che si è perso nella grande mela e poi il fine anno scolastico, i preparativi del rientroe la transumanza di per sé) è finita che siamo arrivati a oggi. Qualche giorno fa, dopo 9 ore di volo, diverse confezioncine di tarallini pugliesi gentilmente offerti da Alitalia e un gran torcicollo detto anche ’sindrome da Economy class’ (nonché qualche stupefacente costatazione di ordine meteorologico, aka ‘ma fa più freddo a Roma ch a New York?!!’), ho finalmente potuto sfogliare il mio esemplare del libro. Il punto è che davvero puoi passare mesi a lavorarci sopra, al computer, finché non lo vedi stampato non sai davvero com’è e come non è, un libro. Anzi, rimani in ansia proprio. E devo dire che, O Sollievo!, sono molto felice del risultato finale :)

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…Che cos’è?
Con Piccoli gourmet crescono ho semplicemente cercato di sintetizzare la mia esperienza di svezzamento, che è stata una delle avventure culinarie più interessanti che abbia vissute negli ultimi anni: cucinare per dei bambini piccoli non è esattamente come preparare la cena a una banda di amici golosi. Nello svezzamento e subito dopo si tratta invece di porre della basi, possibilmente sani, e quindi da adulti epicurei c’è da porsi una serie di domande, da darsi delle risposte possibilmente sensate e infine da venir fuori con delle ricette che fossero sane ed equilibrate ma magari anche non troppo noiose o totalmente prive di interesse dal punto di vista gustativo. Questo è quindi un po’ il topic del libro, la ricerca di una via di mezzo fra il ‘nutritivamente responsabile’, il buono e, già che ci siamo, il pratico. Il libro ovviamente non propone un metodo infallibile per far mangiare, ora e per sempre, qualsiasi alimento al vostro seimesenne, però cerca di dare buone idee e di suggerire atteggiamenti e soluzioni che hanno funzionato per me e che possono sicuramente funzionare e essere adottati in altri contesti.

Piccoli gourmet crescono è un libro senz’altro atipico, quantomeno per i ‘miei’ standard, e per diversi motivi: è inanzitutto la prima volta che mi azzardo a scrivere un libro di ricette per bambini. E si pensa sempre al mondo dell’infanzia come a un universo ovattato color pastello, zuccheroso a gogo. Nient’affatto! Il mondo della cucina per l’infanzia non è affatto stucchevole, è semplicemente terrorizzante! O quasi. Fatto sta che scrivendo di cucina ‘per i bambini’ ti senti investito di infinite responsabilità, e quindi ogni cosa, specialmente se ha una qualche valenza scientifica o nutritiva, va pesata e verificata. E verificata ancora. Spero quindi di non aver scritto baggianate megagalattiche ma intanto quasi quasi che mi ci vengono ancora gli incubi di notte… :)

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Non solo di foto…
Altro motivo di atipicità è che in questo libro non ci sono soltanto le foto dei piatti finiti. stavolta ci sono anche le illustrazioni. Sono di Chiara Buccheri e mentre le 60 ricette di foto sono accompagnate della loro foto, le illustrazioni popolano le doppie pagine di info ’secche’ che vanno oltre le mere ricette (ho cercato di raggruppare dritte e piccoli saperi utili, da ‘cosa usare er frullare le prime pappe’ a ‘con cosa sostituire lo zucchero’, passando per delle considerazioni sullo yoghurt, incluso ‘come farlo in casa’ o la scelta della carne – fresca, in barattolo o liofilizzata, that’s the question…). Sono moltissimi gli appunti che ho inserito perché al tempo avevo cercato di approfondire queste questioni, cosi ho pensato di condividere con voi le riflessioni e le soluzioni che sono servite a me allora (sempre della serie ‘vedimai che possano servire’ o anche ‘cose che io stessa avrei voluto leggere prima di intraprendere la mia personale pappa-avventura’…). Le illustrazioni di Chiara rendono tutto ciò più digesto e leggero, e del resto sono proprio come le avrei volute: leggere e spensierate, e con giusto quel poco di (auto)ironia che serve (perché la verità è che il più delle volte, da mamma, saper sorridere di fronte ai svariati disastri è davvero l’atteggiamento più coraggioso e costruttivo che si possa avere :-).

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Da Roma a New York
Ultima atipicità: questo è un libro vagabondo, nato sopra il cappuccino della pasticceria Andreotti (devo devo devo andare a farmi un loro cornetto integrale al miele, sono in astinenza da troppo tempo), iniziato nel mio piccolo studio romano del gazometro (v. foto sotto) e nella mia amata cucina, che ormai non esistono più, sobsob, proseguito mentre stavo campeggiando da mia suocera, messo in stand by mentre le mie casse di ciotoline color pastello volavano sopra l’Atlantico e ultimato davanti alle finestre esposte a Nord della nostra casetta di Manhattan. Il risultato è un libro molto ‘italiano’ (nel senso che la past(in)a e il riso sono dei basic indiscussi), con qualche discreto tocco più global (un pancake di qua, una crespella russa di là, un’insalata di riso ispirata alla Cina, dei praticissimi pani da riempire a piacere rubati alla cucina ebraica e via dicendo…).

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Si ma che se magna quindi?
In breve, il libro è composto da 4 capitoli, conta 60 ricette e una trentina di doppie pagine di note di approfondimento. I primi due capitoli riguardano prettamente lo svezzamento nelle sue due fasi (le primissime pappe e quelle subito dopo), si va quindi, nella prima parte del libro, di pappe frullate per tutte le stagioni, poi di creme con un po’ più di consistenza, framezzate con appunti su come introdurre i cibi, come e cosa scegliere a livello di carne, pesce o verdure, come usare le uova, i biscotti, i formaggi e via dicendo. Questa prima metà del libro si chiude con una idea di torta di primo compleanno (un carrot cake con yoghurt e olio d’oliva, senza uova:). A titolo aneddotico: tutte le ricette del libro sono proprio quelle che ho intensivamente usate, e che uso ancora, cucinando quotidianamente per mia figlia (non che sia un merito però ecco, di testate sono state testate le ricette, lol :)

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Il terzo capitolo del libro propone una serie di cibi per bebe fra 12 e 24 mesi: buona parte di queste ricette sono dei finger foods, ovvero ricette complete ed equilibrate che il vostro piccolino, volendo, può maneggiare da solo, come polpette impastate di carne, verdure e legumi o cereali, raviolini farciti, quadretti di pizza proteica o strisce di fritata ripiena, o cibi per il primo kit di posatine (riso, purè, pasta ecc). In ogni caso sicome questo è il periodo in cui i piccolini inizano a ’scegliere’, sono tutte ricette che cercano di integrare in un modo simpatico carne e verdure (che sono solitamente le due categorie di cibi più ‘problematici’), oltre a proporre alternative allo zucchero, suggerire sostituzioni e variazioni tanto per non farsi prendere dalla noia.

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Il quarto e ultimo capitolo elenca infine una serie di ricette che vanno bene da 2 a 102 anni. Ricette che cercano sempre un certo equilibrio nutritivo, senza il lato punitivo però, con dei sapori piacevoli ma fondamentalmente semplici, e che possono piacere sia ai bambini piccoli che a tutti gli altri membri della famiglia (perché lo svezzamento è bello ma cucinare un piatto per tutto è meglio :), facili da preparare e non troppo dispendiose. E quindi mini cheeseburger fatti in casa, alette di pollo glassate, tagine dolcemente speziato, pasta della dispensa, tortine di salmone, crema di pomodoro con polpettine, pangoccioli homemade e dolci leggeri con la frutta per tutti…

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Piccoli gourmet crescono è dedicato a tutte le mamma che hanno voglia di fare al loro figlio un regalo senza prezzo fatto di gesti, profumi e sapori. Se lo sfogliate, se lo regalate o se lo avete usato, non esitare a lasciare i vostri commenti, qui sul blog, sulla mia pagina FB o su twitter con l’hashtag #PiccoliGourmet… Buone pappe a tutti! :)

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Categorie: autopromo, piccoli gourmet crescono
Scritto da Sigrid martedì 11 giugno 2013