Maine Lobster

I ‘Maine lobster’ ( direi aragoste, ma in realtà sono astici, solo che, mi spiace, non mi viene proprio di chiamarli astici), sono talmente simbolici e onnipresenti nel Maine che non potevo non dedicare a loro un post intero. Sono anche. da praticamente sempre, nel top 3 dei miei cibi preferiti in assoluto e quindi, oltre al fatto che nel Maine (vedete il primo episodi qui) mi sono data alla pazza gioia, dovevo dedicare loro un po’ di immagini…

Iniziando dal principio: la pesca. Non appena si va in mare partendo dalle coste di Mount Desert Island si iniziano a vedere cosine colorate che galleggiano un po’ ovunque. Sono delle piccole boe che indicano appunto dove sono state calate le trappole (i lobster pots o lobster traps), e il fatto che siano di colori diversi aiuta semplicemente i pescatori a ritrovare quelli propri (questo e i riferimenti gps of course :-). Quel che non mi aspettavo è che nonostante il grandissimo numero di pescatori e trappole (se ben ricordo si parla di qualcosa come due milioni di trappole nella baia del Maine e svariati centinaia di migliaia di pescatori), la popolazione delle aragoste non sembra affatto in sofferenza, anzi a quanto pare oggi c’è più lobster di quanto ci sia mai stato prima più di quanto si possa pescare o vendere. Questo da un lato perché quella dei pescatori dell’aragosta nel Maine è una comunità fortemente regolamentata (una delle cose che più mi ha colpita è che le femmine che portano uova vengono sempre rimesse in acqua, anzi per distinguerli si ritaglia una piccola V sulla loro coda), si tende quindi a parlare di pesca sostenibile se non è che esistono studi che dimostrano come in realtà il fiorire della popolazione dei lobster nel Maine sia dovuto a uno squilibrio ecosistemico (sono molto diminuiti i loro predatori naturali come il merluzzo, e sopratutto: le aringhe che i pescatori usano per attirare i lobster nelle trappole fa ormai parte del loro menu, ed è un apporto esterno consistente che, ovviamente, in natura, non c’era o quantomeno non in queste proporzioni). In foto, le boe, le imbarcazioni dei pescatori di aragoste e alcuni momenti in cui si tirano su le trappole…

Lato ‘consumatore’, i modi per procurarsi dell’aragosta in Maine sono ovviamente vari ma uno dei più autentici – e meno dispendiosi – consiste nel recarsi in un Lobster Pound. Solitamente sono dei locali lungo la strada, piuttosto spartani, dove le aragoste vive sono tenute in grandi vasche, divise per taglia: ci sono le aragoste di 1 pound – che sarebbero 425g – 1 1/2 lb, e poi da 2 lb in su – la taglia più gettonata essendo 1 1/2 lb, pare che le aragoste più grandi hanno un sapore un po’ meno delicato, così m’han detto… Fra l’altro, a proposito di dimensione dei lobsters, decenni fa, quando la pesca al lobster era pressoché inesistente – e che i contratti dei domestici stipulavano che non i padroni non dovevano far mangiare loro lobster più di due volte a settimana – si trovavano aragoste anche di 15kg..?!!! Insomma, nei lobster round le aragoste si possono acquistare vive o cotte (notare che se la volete cotta prima la scegliete viva e poi viene cotta), da portare via o da consumare in loco (spesso poi si possono ordinare altri cibi semplici per completare il pasto, qui si ama accompagnare il lobster con una tazza di chowder e una pannocchia arrostita), il tutto rigorosamente alla buona. Il metodo di cottura è praticamente sempre la bollitura (ci ha colpito perché nel nostro Lobster Place preferito di NYC invece le aragoste le cuociono al vapore) e il condimento più gettonato per la polpa dell’aragosta è il burro fuso (che in tutta onestà è proprio la morte sua).

Basta una preve camminata a Bar Harbor, capitale non ufficiale di Mount Desert Island, per capire che tutto qui gravita intorno all’aragosta o poco ci manca (e comunque se non è l’aragosta sono i mirtilli selvatici con i quali si fanno delle buonerrime pie): ristoranti e rolls a gogo, ma anche gadgets e raffigurazioni varie, sempre e dappertutto, qui l’aragosta fa totalmente parte del quotidiano e infatti i locals le chiamano bugs, ‘insetti’, il che è piuttosto buffo se si pensa che in gran parte del mondo l’aragosta è una delicatezza piuttosto rara e sopratutto dispendiosa.

Nel paese di Bar Harbour non ci sono veri e propri Lobster Pound (quelli si trovano per lo più fuori dall’isola, nel comune di Trenton), in compenso ci sono molto ristoranti. Il mio preferito è una versione appena più chic del lobster round (nel senso che qui hanno una consapevolezza estatica che solitamente nei lobster round non si trova), e si chiama Stewman’s e si affaccia sul porticciolo di Bar Harbor. Anche qui ci sono le vasche con le aragoste vive e i pentoloni in cui le aragoste vengono cotte a decine per volta (strette in una retina), anche qui l’aragosta te la puoi mangiare intera o dentro il buonerrimo Lobster roll, che poi sarebbe un morbido panino, il cui lato esterno viene a volte rosolato nel burro, e ripieno con un bel po’ di polpa di lobster condita con poca maionese e poco altro (poi chiaramente il lobster roll è un po’ come la pasta con le vongole, ognunoha il suo posto o la sua ricetta preferita, per quanto mi riguarda l’unica cosa che ho chiara è che la quantità di aragosta deve almeno almeno essere il doppio rispetto a quella del pane. Intanto ci ho pensato bene, ci ho meditato tanto, e sono arrivata alla conclusione che in effetti le migliori ricette per il lobster sono: 1) bollito e mangiato tale quale – col burro fuso optional 2) nel lobster roll 3) qualsiasi altro modo di accomodare il lobster è prettamente superfluo e inutile (non fatemi pensare di nuovo a quelle zeppole di aragosta assaggiate anni fa, ecco, quelle sono tutt’oggi l’esatto emblema di ciò che non va fatto in cucina, a mio umile parere :-P).

Questo è un’altro lobster pound sempre a Trenton, con il particolare interessante di avere i pentoloni di cottura fuori dal locale e sopratutto: qui le aragoste le fanno cuocere nell’acqua di mare il che dà, in effetti, un sapore parecchio più deciso e saporito all’aragosta (anche se poi in finis preferisco una cottura in un’acqua meno salata).

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