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	<title>il cavoletto di bruxelles &#187; libri</title>
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	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
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		<title>5 dicembre</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/12/5-dicembre</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 10:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[aspettando Natale]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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Oggi, visto che è passato un bel po&#8217; di tempo dall&#8217;ultima volta, vi lascio, sotto la ghirlanda natalizia di Ilaria, un po&#8217; di consigli per letture/shopping natalizio libresco&#8230; 

From Season to Season
Sophie Dahl
Con la Dahl condivido alcune curiose coincidenze: tipo che abbiamo la stessa età, che ci piace scrivere, che ci piace cucinare, che abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/ghirlanda_s.jpg" alt="ghirlanda_s" title="ghirlanda_s" width="500" height="608" class="alignnone size-full wp-image-8624" /><br />
<span id="more-8623"></span></p>
<div>
Oggi, visto che è passato un bel po&#8217; di tempo dall&#8217;ultima volta, vi lascio, sotto la ghirlanda natalizia di <a href="http://www.ilariafalorsi.com/">Ilaria</a>, un po&#8217; di consigli per letture/shopping natalizio libresco&#8230; </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/dahl.jpg" alt="dahl" title="dahl" width="500" height="318" class="alignnone size-full wp-image-8627" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/0007340516/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0007340516">From Season to Season</a><br />
Sophie Dahl</p>
<p>Con la Dahl condivido alcune curiose coincidenze: tipo che abbiamo la stessa età, che ci piace scrivere, che ci piace cucinare, che abbiamo avuto a poche settimane di distanze una figlia il cui nome di 4 lettere inizia con L e finisce in A (dopodiché ci sono altrettani punti divergenti tipo che io non sono una modella, eheh, mio marito non fa il musicista, mio nonno non era un fantastico scrittore per l’infanzia. Ah, e sopratutto: io non sono bionda!). Bon, basta con le considerazioni inutili. Aspettavo questo libro e direi che mi è abbastanza piaciuto, in gran parte per merito dello style piuttosto shabby and so very chic dell’esetica cibesca qui dentro. Il cibo della Dahl <em>sembra</em> sempre un po’ buttato lì, a ricordare che ‘oh, noi qui mica siamo cuochi di ristorante&#8217;, o che ‘stamane mi sono messo i stivali di gomma, sono uscita nell’orto, ho raccolto dei ravanelli che ho poi buttati si &#8217;sta insalata estemporanea&#8217; (ve l&#8217;avevo detto, no?, che fra poco il nuovo lusso sarà la lentezza e, corollare, poter raccogliere i ravanelli nel proprio orto?), e ci sta tutta, anche se poi come al solito, non illudiamoci, il cibo di Sophie è come lo shawl buttato cn negligenza sulle spalle della modella nella sfilata Prada: sembra casuale ma qualcuno ci ha messo mezz’ora a farlo sembrare così. Anyway. Lasciateci sognare. L’altra cosa di cui mi sono accorta è che in realtà, piu che le ricette di Sophie, più delle deliziose foto shabby, quel che mi piace di Sophie Dahl e dei suoi libri è semplicemente il modo in cui scrive. Perché la prosa di Sophie si sbocconcella con compunto piacere al pari dei tramezzini dell’ora del tè in style Vecchia Inghilterra: è preziosa e deliziosa, colta e virtuosa, misurata e insieme eccessivamente romantica, e le sue pagine di deliziosa scrittura in inglese (non ho mai letto Dahl in italiano a sono certa che si perde tantissimo) sono semplicemente inavvicinabili. La nipote di suo nonno insomma. Quasi che la cucina sia un optional. Ma, in fondo, anche no.</p>
<p><strong>What I would cook</strong>: Roasted tomato mascarpone soup with basil oil; Marbled rose petali ce cream; Chickpea mushroom burgers with tahini sauce; Apple cider omelette;…<br />
</br><br />
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/marrakesh.jpg" alt="marrakesh" title="marrakesh" width="500" height="321" class="alignnone size-full wp-image-8628" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/1740669614/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=1740669614">A month in marrakesh</a><br />
Andy Harris</p>
<p>A parte un vago momento di amarcord (sono stata in marocco ormai, toh, 7 anni fa, il tempo vola!) in realtà possiedo già un libro di cucina marcchina, <a href="http://www.amazon.it/gp/product/2501065719/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=2501065719">la cuisine de Momo</a>, che è molto carino e anche molto ben fatto. A questo qui però, fotografato da uno dei miei fotografi preferiti in assoluto (<a href="http://www.davidloftus.com/">David Loftus</a> il Magnifico, lol ), potevo difficilmente resistere… E infatti, questo libro traspira Marrakesh da ogni poro, o quasi: vedute, dettagli, visi, mani, scritte, ci sono mille fragranti briciole sparse  lungo un sinuoso percorso fra le cose più buone che offre la città. E un libro di cucina, ma anche un diario di viaggio, con istantanee, appunti scritti a mano, disegnini, e collezioni di immagini di vario tipo, il tutto intrecciato alle ricette, una collezione di buoni basics marocchini da spolverare e che da soprattutto tanta voglia di tornare in Marocco. Nello specifico, i capitoli rimandano alle delizie della tavola marocchina: dal nutritissimo capitolo delle insalate (che risveglia souvenirs di cene in riad davanti a un tavolo pieno di ciotoline con insalate di ogni tipo), a quello sulla tagine, persino fantasiose e molto stuzzicanti, passando per le carni grigliate e le zuppe più tipiche. Delizioso dulcs in fundum, dolci a parte, una piccola sezione che spiega, a mo’ di glossario, tutte le spezie che si usano nella cucina di marrakesh, davvero ben fatto. ps. per farvi un&#8217;idea della progettazione grafica (mooolto impressionnante!!!), vedete <a href="http://www.interstateteam.com/portfolio/hardie-grant/a-month-in-marrakesh/">qui</a>.</p>
<p><strong>Inch’Allah</strong>: Herb salad wih preserved lemon dressing; Egg &#038; potatoe rolls; Stufed potato croquettes; Fish kefta; Snapper, green olives &#038; preserved lemons tagine; Date ice cream,…</p>
<p></br><br />
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/adria.jpg" alt="adria" title="adria" width="500" height="324" class="alignnone size-full wp-image-8629" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/0714863378/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0714863378">Il pranzo in famiglia</a><br />
Ferran Adrià</p>
<p>Vi avverto: questo libro è una genialata. Immaginate un libro di Ferran Adria. Ci siete? Spumine, gelatine, sfere e altre capriole al limite del commestibile? Ecco, ora, prendete l’esatto opposto: dei piatti fattibili, caldi, riconoscibili e finanché semplici da fare… ci siete? Ecco, questo è ‘il pranzo in famiglia’. Un libro che spiazza positivamente: intanto perché per la prima volta in assoluto la cucina di Ferran Adrià riesce a sembrare anche alla nostra portata (certo che sembrare innovativo perché fai cose normalissime è davvero un colpo di genio!) poi perché tuta questa semplicità è spiegata con estremo rigore, nella grammatura e soprattutto nel dettaglio del procedimento. Anche qui, il libro spiazza: niente foto finale leccata e monolitica ma  una procedimento ‘a fumetto’ con le fotine di tutti i passaggi (e risulta utile si perché cosi almeno uno vede esattamente di che colore o consistenza dev’essere il risultato parziale) e il testo quasi come se fosse scritto in bolle…  I piatti sono un po’ tradizionali e un po’ no, cioè sono tutti semplici ma provengono da diversi orizzonti, quindi ci sono pietanze spagnole piuttosto che giapponesi o italiane (fra parentesi, prima o poi qualcuno dovrò risolvere l’arduo compito di parlare della pasta ala carbonara di Adria che in sostana la fa come si faceva in Belgio all’università… con la panna…uh?) e hanno per comune denominatore che sano terribilmente di casa: dalla vichysseoise ai tartufi al cioccolato, passando per le mele al forno e i fagioli con le vongole, tute cose che uno vedrebbe in effetti perfettamente bene sul proprio tavolo all&#8217;ora di pranzo (o cena, vabbe&#8217;). Comunque nell’insieme, questi sono i piatti che la brigata preparava per il proprio pranza, prima di iniziare il turno serale al <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/07/el-bulli-ferran-adria-di-come-i-cerchi-alle-volte-si-chiudono">Bulli</a>, ritrovarli tutti documentati in un libro è quasi commovente. </p>
<p><strong>Ojala! </strong>Cheeseburger con patatine; Melanzane arroste al miso; Mandarini con Cointreau;  Granchi in umido con riso; Flan di cocco; Zuppa di pane e aglio; Costine di maiale con salsa barbecue;…<br />
</br></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/moroni.jpg" alt="moroni" title="moroni" width="500" height="287" class="alignnone size-full wp-image-8630" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817049417/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8817049417">Il mio libro di cucina</a><br />
Anna Moroni</p>
<p>Qui siamo in palese conflitto di interesse poiché le foto di questo libro (tranne la copertina&#8230;), le ho fatte io. A parte questo dettaglio insignificante volevo comunque spezzare una lancia a favore della nonna televisiva più nota d&#8217;Italia, anzi, veramente l’avevo già fatto tempo fa <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/the-ultimate-spring-rolls">in questo post</a>. In sostanza: a me Anna piace,  ma prima ancora di quello, io a casa di Anna ho sempre mangiato cose buonissime, ecco. Vale a dire che, nella vita vera, Anna cucina eccome, e lo fa con passione e generosità, qualcosa di genuino che non puoi non riconoscere. Qualcosa che stranamente nel panorama italiano degli autori culinari costituisce l’eccezione piuttosto che la regola. Per questo vi segnalo qui il suo libro, perché ritengo che le ricette siano ben scritte e affidabili &#8211; anche se ovviamente non le ho provate tutte &#8211; e perché mi sembrano utili per allietare la <em>cucina di casa</em> (non a caso ho regalato questo libro a mia mamma e a mia suocera, e non perché si guardassero le foto). E comunque, prima o poi le devo rubare la ricetta dell’arrosto morto (già solo il nome, eppure è na roooba!). Quindi, se permettete, lo ribadisco qui: Brava Anna! </p>
<p><strong>Provato e amato</strong>: la zuppa di lenticchie con scarola e moscardini; i pomodori con il riso di Graziella; il filetto di maiale in crosta; i calamari farciti; lo strudel di erbe di campo; il bavarese all’arancia;…<br />
</br></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/bay.jpg" alt="bay" title="bay" width="500" height="313" class="alignnone size-full wp-image-8631" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8837086091/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8837086091">Cosa mangiamo</a><br />
Allan Bay &#038; Nicola Sorrentino</p>
<p>Recita il sottotitolo: la guida completa per conoscere segreti e proprietà di tutto gli alimenti. Ecco, il libro è esattamente questo: una specie di dizionario/enciclopedia di tutte le materie prime che sui nostri mercati si possono acquistare e consumare/cucinare, con una netta preferenza per i prodotti italiani (giustamente anche, direi). Devo dire che questo è un piccolo libro estremamente interessante, sia da sfogliare e leggere per curiosità e edificazione personale nei momenti di svago (e in questo caso imparerete un sacco di cosette che non sospettavate, almeno così per me), sia da consultare, li per li, quando si va ad acquistare un qualche ingredienti di cui non si ha magari tanta esperienza. In quel caso il libro aiuta spiegando le varietà, la stagione, i criteri sui quali basare la scelta e come conservare…  Spesso e volentieri le singole voci vengono poi completate da qualche ricetta o suggerimento per l’uso. Nell’insieme, ottimo acquisto o regalo per qualsivoglia foodie in divenire (e mi viene il sospetto che visto il recente successo di un certo talent show cuciniero di foodies a cui fare regali di Natale ne conoscerete sempre di più… ). Ultima piccola nota: saranno i tempi, sarà che ormai le nuove technolohgie ce le abbiamo dentro, ecco, io penso che una versione App di questo specifico libro qui sarebbe davvero davvero utile (perché portarsi il libro al mercato magari anche no, invece ad avere tutto questo ben di ddio dentro al cellulare sarebbe proprio una gran gran cosa!)</p>
<p></br></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/eat-parade.jpg" alt="allenare_la_mente" title="allenare_la_mente" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-8640" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8878877255/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8878877255">Eat Parade</a><br />
Bruno Gambacorta</p>
<p>Certe volte ci si auspica, come per il libro di Allan Bay, un&#8217;adattazione sui &#8216;nuovi media&#8217;, altre volte, come nel caso del libro di Bruno Gambacorta, fa proprio piacere trovare, dopo il celeberrimo appuntamento televisivo, una versione cartacea che offre, si vede, respiro e spazio. Insomma, la differenza di media a media è flagrante: la dove le puntate televisive sono sempre, per ovvi motivi, misurate e anche un pochino frettolose, qui invece ci sono storie e dettagli e evocazioni in cui uno si perde con delizia.  Il giornalista Gambacorta propone una prosa decisamente piacevole e avvolgente e il libro è un vero viaggio in Italia, che tocca tutte le regioni, evoca climi, paesaggi, atmosfere ma sopratutto racconta di incontri con i veri appassionati del gusto, quelli che operano nell&#8217;anonimato o quasi per produrre o promuovere, ogni giorno, alcuni dei sapori più buoni e noti d&#8217;Italia. E questi incontri sono sempre particolari, umani, belli, interessanti (oltre che ben documentati) e sopratutto buoni. Il tutto corredato di 70 ricette che fanno da punteggiatura alle storie e agli incontri. Uno dei pochi libri di cucina che si possano anche <em>leggere</em>, decisamente una piacevolissima sorpresa. </p>
<p><strong>Eat eat Hurra!</strong> gli spaghetti al profumo di gelsomino, ricotte e guanciale; Tagliolini doppio burro e culatello; Limoni di Sorrento con lo zucchero; Risotto agli asparagi e ragù di tinca;&#8230;<br />
</br></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/montersino1.jpg" alt="montersino" title="montersino" width="500" height="306" class="alignnone size-full wp-image-8633" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817040541/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8817040541">Le dolci tentazioni</a><br />
Luca Montersino</p>
<p>Il sottotitolo, come spesso, la dice tutta: viaggio goloso nella pasticceria sana e buona. E infatti, l’idea di Montrsino è di fare una pasticcieria sana, in cui sano non è sinomimo di dietetico o tristemente deprimente. Il libro inizia con un po’ di giro panoramico degli ingredienti che si usano in pasticcieria, poi parte una generosa sezione di ricette di stampo abbastanza italico di cui molte contengono ingredienti sostitutivi in modo da evitare, per chi non potesse consumarli, lievito, frumento, zucchero, uova e latticini. Il che è un’ottima cosa per chi, e ne conosco molti, si trova a dover o voler cucinare per mangiatori con allergie o intolleranze.  Quindi: olio d’oliva al posto del burro e latti vegetali al posto di quello di mucca, lecitina di soia dove le uova sono vietate e bicarbonato come agente lievitante per celiaci, oltre poi a farine integrali e sostituti al frumento come farina di riso, mais, grano saraceno e quinoa;  e infine zucchero d’uva, di mela, sciroppo di agave e di acero ecc al posto del saccarosio. Comunque, per il comune pasticcione senza problemi di alcun tipo non c’è da spaventarsi: ci sono anche ricette ‘classiche’ con ingredienti classici, e poi chissà magari viene pure voglia di provare un po’ le alternative salutiste…<br />
Infine, chiudo dicendo che la cosa che più mi ha colpita in questo libro sono… i dolci. Cioè le foto dei dolci. Cioè, l&#8217;aspetto dei dolci. Guardate bene: sono perfetti. Sono quasi sempre piccoli capolavori di pignoleria e precisione. E questo ci piace molto&#8230;</p>
<p><strong>Belli e buoni:</strong> Cantucci di riso e quinoa; Diamantini di cioccolato, riso e caffè; Piccoli caprese all’olio extravergine; Croissants al farro integrale e olio d’oliva extravergini (che sulla carta è assolutamente da applauso: finalmente una vera versione coraggiosamente italiana del croissant francese!),</p>
<p></br></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/marlette.jpg" alt="marlette" title="marlette" width="500" height="402" class="alignnone size-full wp-image-8641" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/2501075064/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=2501075064">La Patisserie maison</a><br />
Marlette</p>
<p>Marlette sarebbe la contrazione di due nomi, Margot e Scarlette, due sorelle francesi con il pallino del bio che hanno messo su un brand di preparati bio per la pasticcieria casalinga e, a parte che non so fino a che punto mi piace l&#8217;idea dei preparati (saremo pure capaci di pesare farina e zucchero no?), il loro libro in ogni caso mi è piuttosto piacciuto. Per certi versi, dev&#8217;essere una tendenza, che ha un pochino a che vedere con alcune cose scritte a proposito di Sophie Dahl, e anche con le idee di Montersino, ovvero: la cucina &#8216;casalinga&#8217; non deve essere o sembrare eccessivamente &#8216;leccata&#8217;, dev&#8217;essere inanzitutto genuina, composta da materie fresche e sane e più o meno integrali (o poco processate) e può anche sembrare un po&#8217; grezza, non importa, anzi, meglio! Con il pasticciere piemontese poi le sorelle condividono un&#8217;idea di pasticcieria &#8217;sana&#8217; cosa che loro però traducono sopratutto nell&#8217;uso di farine alternative (ma propongono anche alcune ricette senza glutine, senza uova ecc). Inutile dirvi che è una tendenza che mi piace (anzi nel mio piccolo uso ormai spesso ormai farine integrali svariate, zuccheri alternativi ecc e mi auguro che non sia solo una moda). Insomma, il bio e l&#8217;integrale è il nuovo che avanza e se poi ci fa pure bene (e fa pure bene, non bisogna più dimostrare che meno i cibi sono processati meglio sono per la salute), beh, meglio! Questa <em>nouvelle patisserie maison</em> poi ha un titolo che sostituisce la  vecchia &#8216;<a href="http://www.amazon.it/gp/product/2501045041/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=2501045041">patisseries maison</a>&#8216; che è rimasta sul coomdino per tanti anni, che fosse un segno del destino? :-) </p>
<p><strong>Oui, j&#8217;adore</strong>: Moelleux aux flocons d&#8217;avoine; Bretzels; gateau aux carottes; Pain aux graines; Bliinis au sarrasin; barres aux céréales etc&#8230;<br />
</br><br />
</br></p>
<p><strong>B O O K S  F O R  C O O K S  B A B Y  E D I T I O N</strong></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/bebe.jpg" alt="bebe" title="bebe" width="500" height="361" class="alignnone size-full wp-image-8634" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/2501057686/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=2501057686">Recettes pour bébé</a><br />
Blandine Vié</p>
<p>Questo titolo era stato, meeeesi fa, un apprezzatissimo regalino poiché mi permetteva di iniziare a farmi un’idea di un mondo culinario che ignoravo totalmente. Ecco, questo libro, corredato dalle stupende foto sempre pulite e zen dell’adorata Akiko Ida, scritto in collaborazione con un pediatra francese, è inanzitutto ottimo per… relativizzare. Infatti, qui ci sono ricette per bimbi da 3-4 mesi in su (si, lo so, l&#8217;oms&#8230;), e poi man mano mille piccole e grandi idee per emanciparsi dal terribile (e italianissimo) trio brodino + crema di riso + liofilizzato… Insomma, chiaramente, uno poi deve un po’ prendere quel che vuole, compatibilmente con i propri credo (io il ‘bouillon de haricots verts a tre mesi anche no ☺) però a parte che ciascuno decide cosa e quando, nell’insieme è un libro molto carino davvero pieno di ottimi spunti per una cucina da svezzamento sana, semplice, leggera ma anche gustosa…</p>
<p><strong>Pappapappa!</strong> Blanc de poulet jardinière; Noisette d’agneau à la courgette à la menthe; Lapin à la polenta; Hachis parmentier de bébé; Brioche à la coque; Filet de limande à la purée d’avocat; Mont Blanc au petit suisse…<br />
</br></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/alice.jpg" alt="alice" title="alice" width="500" height="324" class="alignnone size-full wp-image-8635" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8861452086/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8861452086">Il cucchiaino</a><br />
Miralda Colombo &#038; Cevi</p>
<p>Non fa una piega: Ci era piaciuto immensamente il <a href="http://www.ilcucchiainodialice.it/">blog</a>, e ci è piaciuto immensamente il libro.  Quello del cucchiaino di Alice è un progetto molto bello, finito ora su carta, e che combina cucina, sapori, qualità, educazione al gusto con racconti, fotografie, illustrazioni e una grafica leggera e divertita, insomma è un g(i)ustissimo mix fra l’utile, il gradevole e il divertente, molto come <em>non</em> sono solitamente i manuali a uso dei genitori alle prese con il loro piccolo pirana.  Il libro poi me lo ero augurata, un po’ lo aspettavo, e devo dire che è venuto bello parecchio al di là di quello che avrei potuto immaginare: la grafica è leggera, fa pensare a un gioioso girotondo, i testi sono felici, carichi di emozioni, la lettura è gradevole, commovente e divertita, insomma, è un vero piacere…. Non solo un manuale per la pappa diviso per stagioni, ma un vero progetto di condivisione da sfogliare, leggere o utilizzare ‘insieme’, un libro che accompagna bambini e genitori per diversi anni, dallo svezzament fino alle manine in pasta, e in cui non di rado la pappa si trasforma anche in un cibo per adulti, o vice versa (ottimissima cosa questa). In breve, questo è uno dei più belli – e utili – libri sul tema cibo per l’infanzia, che mi sia capitato di vedere. Se avete in tiro dei neogenitori in odore di svezzamento, regalateglielo! </p>
<p><strong>al cucchiaino</strong>: consommé color lampone; la pasta all&#8217;acqua pazza; i panini con l&#8217;impronta; il couscous d&#8217;agosto; la mia prima pasta all&#8217;italiana; la tempestina alla vecchia marinara;&#8230;<br />
</br></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/compotes.jpg" alt="compotes" title="compotes" width="500" height="253" class="alignnone size-full wp-image-8636" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/250106576X/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=250106576X">Compotes maison</a><br />
Cathy Ytak </p>
<p>Non è esattamente un libro per bambini però, essendo io una di quelle mamme che ‘l’omogeneizzato anche no’ ecco, uno degli argomenti sui quali sono perennemente in cerca di ispirazione sono appunto le composte di frutta (di stagione). E visto che con le composte di frutta andremo avanti ancora per un pezzo, beh, benvenga quindi il librettino Marabout che propone, divisi per stagionalità, degli spunti carini e degli abbinamento anche un pochino fuori dal trito e ritrito, insomma, già lo so che, alla ricerca di ispirazione, lo sfoglierò spesso…</p>
<p><strong>Mmio!</strong> Fraise à la fleur d’oranger et au sésame; pomme cerise amande et gingembre; abricot ananas bergamote; pomme carote cannelle;</p>
<p></br><br />
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/fanny.jpg" alt="fanny" title="fanny" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-8637" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/0060928689/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0060928689">Fanny at chez Panisse</a><br />
Alice Waters</p>
<p>Un altro libro di un’altra mamma che cucina, stavolta però la mamma è niente meno di Alice Waters in persona e Fanny at Chez Panisse è semplicemente il racconto di uno dei ristoranti che più ha influenzato la ristorazione americana nel secolo scorso, proponendo una cucina, di ispirazione francese, che punta sulla freschezza degli ingredienti e la semplicità delle preparazioni, rifornendosi direttamente presso i piccoli produttori locali. Il tutto però tramite gli occhi di Fanny, la figlia di Alice. Non proprio recente, il libro è del 1992, vintage o quasi, eppure rimane davvero gustoso. Fanny/Alice racconta il ristorante così come lo vive e, accessoriamente, il lavoro della mamma un po’ pazoide, gli ingredienti, la stagionalità, i sapori, la technica, il mangiare, c’è tutto ciò che fa il mestiere della cucina e viene proposto in modo deliziosamente fresco. I racconti sono corredati di disegni, un po&#8217; vecchio stile però molto gradevoli nella loro semplicità che a volte sconfina nel naif. La più grande sorpresa di questo libro, comunque, sta nel fatto che, da adulto, uno fa ‘mah, fammi leggere una pagina o due per vedree com’è…’ e finisce che, rapito dalla prosa fresca e ridente, da quello sguardo che riesce a meravigliarsi delle cose degli adulti, si ritrova 49 pagine più avanti, dispiaciuto che il racconto sia già finito…  A seguire poi c’è una seconda parte ricettistica, una folta collezione di basics genuini e ad alto tasso di soddisfazione (che sono poi i piatti menzionati nel racconto della prima parte del libro), a portata di bambini in età di reggere un mestolo (o un coltello). Insomma, sempre della serie ‘semo previdenti’ anche questo sta già bello e pronto sullo scafale.</p>
<p><strong>La citazione:</strong> Did you hear about the restaurant on the moon? Great food. No atmosphere.” (ndr. Buahahahahaa! ;-)<br />
<strong>Yumm.</strong> Blackberry ice cream; Roast chicken with herbs; Lemon sole fried with bread crumbs; Gingersnaps; Chocolate kisses;…</p>
<p></br><br />
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/bolli.jpg" alt="bolli" title="bolli" width="500" height="363" class="alignnone size-full wp-image-8638" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8873075770/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8873075770">Bolli bolli pentolino</a></p>
<p>Un libro che raccoglie l’esperienza maturata in più di 40 anni nelle cucina dei nidi d’infanzia del Comune di Bologna. Perché ecco – e io che sono ignorante non lo sapevo – si fa il caso che da ormai 40 anni i 50 nidi d’infanzia communiali sono gestiti direttamente, il che prevede, anche, che i piatti sono preparati direttamente nelle cucine interne. Da questa esperienza unica a livello nazionale è nato <em>Bolli bolli pentolino</em>, un ricettario per bambini da 1 a 3 anni. Un ricettario un po’ diversi dagli altri che menzioniamo qui, decisamente più classicamente italiano. Però, sfogliando e leggendo, mi sono accorta che è anche un librino che punta all’educazione alla cultura alimentare, e in fondo è esattamente questo che a noi interessa, giusto? A parte le introduzioni di nutrizionisti ecc, le ricette quindi sono di stampo decisamente classico, anzi ci sono tutti i grandi classici/capolavori di semplicità adatti ai bambini (dalla pasta al pesto al risotto con la zucca passando per il ciambelline allo yogurt o le polpettine di pollo e spinaci), e fa sempre bene rispolverarli. Sapori semplici quindi e procedimenti straight forward, che però offrono ai genitori molte idee per risolvere la cena, e ai cultori dell’originalità in cucina delle buone basi sulle quali lavorare di fantasia. Infine, dettaglio molto carino e apprezzabile, per ogni ricetta si danno le quantità per 1 bambino o per 4 adulti. Come dire: ispiratevi e modulate a piacere gente… </p>
<p><strong>Per chi:</strong> Per la neomamma che fino all’altro giorno cucinava solo insalata e fettine ai ferri e per tutti i genitori che hanno il cervello più o meno intasato ma comunque della buona volontà e dei bimbi da nutrire.<br />
</br></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/12/scarabocchi.jpg" alt="scarabocchi" title="scarabocchi" width="500" height="342" class="alignnone size-full wp-image-8639" /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/0714863416/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0714863416">La cucina degli scarabocchi</a><br />
Hervé Tullet</p>
<p>Non saprei davvero come definire questo libro. Diciamo che è un libro atipico. Non esattamente un libro di ricette per bambini. Anzi, non lo è proprio. E piuttosto un libro di <em>coloriages</em>, un libro da colorare o, più esattamente, da scarabocchiare. Anzi, è un libro nel quale i bambini vengono presi per la mano e incitati, invitati a scarabocchiare da una vocina che gli accompagna e offre loro spunti per l&#8217;immaginaazione. Così, su ogni pagina c&#8217;è un piatto vuoto, con le posate, pronto a essere riempito con un delizioso capolavoro scarabocchioso. Le istruzioni sono semplici  (‘disegnami un millefoglie’, o quasi) e invitano alla creatività, al gioco, stimolando l’astrazione, la libertà nel disegno e la fantasia. Cosi un millefoglie diventa una collezione di 500 trattini paralleli, le verdure si trasformano in puntimi colorati e al finale, beh, capace che ci si ritrovi con dei disegni molto interessanti (ma dovrete aspettare un paio di anni prima che io lo possa confermare :-) </p>
<p>State Buoni &#038; A Domani! ;-)</p>
</div>
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		<title>Comme un air de déjà vu&#8230;?</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 10:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Oggi un brevissimo appunto per dirvi di una cosa della quale non ho ancora finito di stupirmi: in sostanza mi è successo ciò che penso possa esser definita il colmo dello scrittore espatriato ovvero: sono stata tradotta nella mia lingua madre (&#8230;?????!!!!!). Diciamo che fra l&#8217;italianamente sgrammaticata e la &#8216;francophone par procuration&#8217; mon coeur balance, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/plaisirs_gourmands_sssl.jpg" alt="plaisirs_gourmands_sssl" title="plaisirs_gourmands_sssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8383" /></p>
<p>Oggi un brevissimo appunto per dirvi di una cosa della quale non ho ancora finito di stupirmi: in sostanza mi è successo ciò che penso possa esser definita <em>il colmo dello scrittore espatriato</em> ovvero: sono stata tradotta nella mia lingua madre (&#8230;?????!!!!!). Diciamo che fra l&#8217;italianamente sgrammaticata e la &#8216;francophone par procuration&#8217; <em>mon coeur balance</em>, devo ancora decidere come ci si sente da apolide linguistico! Intanto, se per non so quale motivo bizzarro vi dovesse interessare l&#8217;edizione francese di <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8809751957/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8809751957">Regali golosi</a>, l&#8217;oggetto è uscito ora ora, si intitola <a href="http://www.amazon.fr/gp/product/2745951653/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0d-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=1642&#038;creative=6746&#038;creativeASIN=2745951653">Plaisirs gourmands</a>&#8230; publié aux éditions Milan pour la modique somme de quinze euros quatrevingtdix&#8230; ;-)</p>
<p>Et a proposito di francofonie, sarò a Parigi inizio dicembre e siccome mi è parso di capire che ci sono un po&#8217; di expats che leggono questo blog, che volessimo organizzare un micro-incontro-perfettamente-informale parigino? Fatemi sapere!! :-)</p>
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		<title>Il pane fritto di Cipro via Vefa</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 09:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
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Allora ecco, è successa questa cosa curiosa (si salve ciao come state? io bene grazie ma manco a dirlo, a parte per frullare zucche, preparare compostine di frutta autunnale, schiacciare banane e porzionare polli bio cotti al vapore in pachettini di 20g da congelare, boh, non è che frequento moltissimo la cucina, devo dire :-), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/09/pane_fritto_ssl.jpg" alt="pane_fritto_ssl" title="pane_fritto_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8224" /></p>
<div class="testo">
<p>Allora ecco, è successa questa cosa curiosa (si salve ciao come state? io bene grazie ma manco a dirlo, a parte per frullare zucche, preparare compostine di frutta autunnale, schiacciare banane e porzionare polli bio cotti al vapore in pachettini di 20g da congelare, boh, non è che frequento moltissimo la cucina, devo dire :-), insomma, dicevo, una cosa curiosa. Ecco, forse i puri e duri fra di voi ricorderanno un roundup di <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/books-for-cooks-winter-2010-2">books for cooks</a> di qualche tempo fa e di quanto io fossi rimasta, per dirla con un eufemismo, piuttosto scettica dinnanzi al <a href="http://www.amazon.it/gp/product/0714859680/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0714859680">libro delle Tapas</a> pubblicato da Phaidon. Caso vuole che nella stessa collana sta uscendo <a href="http://www.amazon.it/gp/product/0714861251/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0714861251">La cucina di Vefa</a>, un librone di cucina greca (scritto da <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&#038;sl=el&#038;u=http://www.vefashouse.gr/vefashouse/etairia2.asp&#038;ei=Sy2ETuKkIYfA8QOdwq02&#038;sa=X&#038;oi=translate&#038;ct=result&#038;resnum=2&#038;ved=0CDEQ7gEwAQ&#038;prev=/search%3Fq%3D%25CE%2592%25CE%25B5%25CF%2586%25CE%25B1%2B%25CE%2591%25CE%25BB%25CE%25B5%25CE%25BE%25CE%25B9%25CE%25B1%25CE%25B4%25CE%25BF%25CF%2585%26hl%3Dit%26client%3Dsafari%26sa%3DX%26rls%3Den%26biw%3D1822%26bih%3D1155%26prmd%3Dimvnsfd">Vefa Alexiadou</a>, che alcuni definiscono la Julia Child greca) e lì, miracolo: me ne sono sperdutamente innamorata. Il che significa, nel caso di una come me che cucina praticamente nulla (tranne le ricette del prossimo libro ma quella è un&#8217;altra storia :-P), che il librone in questione è rimasto per giorni e giorni sul tappeto ikea di Lena, fra l&#8217;ananas che fa prrrrr e il maialino in legno di acero eco per bebe-che-mettono-i-denti perché appunto più che davanti al computer è li che passo il tempo, a giocherellare, girare pagine e a sognare col 5% di cervello che mi resta alle ricette che prima o poi, cascasse &#8216;na pannocchia, vorrò cucinare&#8230; :-)
</div>
<p><span id="more-8223"></span></p>
<div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/09/vefa.jpeg" alt="vefa" title="vefa" width="210" height="299" align="left" /><br />
Non resisto intanto a incollarvi l&#8217;immaginetta della copertina del libro che da giorni e giorni mi mesmerizza totalmente (avete presente l&#8217;effetto della casina delle api chicco su un neonato nella culla? ecco :-), trovo sia una copertina stupendissssima. Comunque, a ripensarci, i motivi per i quali d&#8217;impatto questo libro mi piace sono gli stessi per i quali non mi piaceva <em>Tapas</em>: la copertina a ricordare i colori nazionale e gli stesi colori ricorrenti nei testi ( le pagine gialle le trovavo un po&#8217; hard, il testo blu invece mi risulta elegante e riposante), i titoli delle ricette bilingue (e poi traslitterati, sono persino arrivata a cercare di leggerli in greco) e sopratutto, le fotografie non realistiche, di più. Avrei il forte sospetto che qui dietro non ci siano affatto squadre di manine operose come quelle che producono il realismo jamie oliveriano (che è finto), nel senso che a guardare le pietanze, beh, potrebbero essere state cucinate, con tutto il rispetto parlando, lol, da mia suocera, in una parola: sembrano vere! (inizio anche a pensare che il <em>vero</em> è il nuovo finto &#8211; non so se mi seguite :-) insomma, tutte quelle cose semplici e casalinghe e curate con gentilezza ma senza essere vistose o esagerate o innaturali, beh, costituiscono tutto sommato una grande boccata d&#8217;aria (esattamente come un&#8217;altro libro di cui missà che vi parlerò presto). </p>
<p>Altro enoooorme motivo di fascino è che sfogliando questo libro non potevo ripensare, ancora e ancora, al famoso &#8216;una faccia, una razza&#8217;&#8230; Sembrerà scontato ma in  questa opera magna della cucina greca (la quale io sinceramente pensavo nemmeno esistesse, almeno cosi sosteneva un nostro amico greco, che la cucina greca è tutta turca &#8211; missà che forse non aveva ragione anzi, con questo libro mi si è letteralmente aperto un mondo, ricco, gustoso e profumato&#8230;) si delinea una area che sembra il pezzettino di un puzzle, un pezzettino che si incastra perfettamente con un&#8217;altro pezzettino che si trova li di fronte, sull&#8217;altra sponda del mediterraneo e che è la calabria. Sul serio, ritrovo nelle ricette di Vefa molte cose a me familiarissime, dai peperoni con le uova a, addirittura, la fresa con pomodoro (e feta, paese che vai formaggio che trovi&#8230;), passando per tanti altri abbinamenti e usanze, come se nella cucina greca si intravedesse, qua e là, la cucina calabrese. Poi, certo, ovvio, c&#8217;è molto altro, molte le ricette &#8216;esotiche&#8217; anche che fanno l&#8217;occhiolino all&#8217;oriente, basta pensare al capitolo sulle sfoglie di filo, o a quello sui dolci sciroppati&#8230; </p>
<p>Come dicevo, a forza di sfogliarlo sto libro, l&#8217;elenco di ciò che vorrei cucinare sta diventando lunghetto, dalle <em>polpette della Traci allo yoghurt</em> alle <em>mele ripiene di carne</em> passando per il <em>pollo con patate, limone e timo</em> o i <em>torciglioni alla cannella</em> e la <em>pita per i souvlaki</em> (e <em>i souvlaki di agnell</em>o!! :-)), e poi la <em>crema di melanzane e pinoli</em>, il <em>riso pilaf della sposa</em> e il <em>pane al formaggio del monte Pelio</em> etcaetera&#8230; :-) (anzi, veramente, un&#8217;altra ricetta greca l&#8217;ho già fatta, senza saperlo, ed è questa qui delle <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/04/patate-con-vino-e-coriandolo">patate schiacciate con vino e coriandolo</a>, che sarebbe cipriota). La scelta era quindi ardua e alla fine per prima cosa ho cucinato un pane che mi faceva l&#8217;occhiolino da quando l&#8217;ho visto per la prima volta, e che si prepara in un modo un po&#8217; particolare, poiché invece di cuocerlo nel forno va&#8230; fritto a tocchetti (un po&#8217; come le pizze fritte napoletane&#8230;:-). Più che un pane direi che si tratta di un ottimo stuzzicchino da aperitivo, non proprio dietetico ma decisamente decisamente goloso :-) </p>
<p><strong>Pane fritto con olive alla cipriota</strong> (Tiganopsomo me elies): Versare 350g di farina nella ciotola dell&#8217;impastatrice, aggiungere due cucchiai di miele, due cucchiai di olio e 10g di lievito di birra sciolto in 150g di acqua tiepida, impastare il tutto, aggiungendo a filo altri 100g di acqua, all&#8217;incirca. fino a ottenere un&#8217;impasto soffice ed elastico che non deve essere troppo colloso. Coprire e lasciar lievitare per un&#8217;ora fino a radoppiare di volume. Stendere l&#8217;impasto in un rettangolo di 1 cm di spessore (circa 25&#215;35cm), e distribuirci 120g di olive nere (kalamata, se le trovate) grossolanamente tritate. Ripiegare l&#8217;impasto in tre, nella lunghezza, in modo da ottenere un fagottino lungo 35cm. Ritagliare 10 porzioncine, passarci il mattarello per appiattirle un po&#8217; e lasciar riposare per 10 minuti. Infine, versare un fondo di olio per friggere in una padella, e metterci a friggere i panini, circa 5 minuti per lato o finché siano leggermente dorate. Scolare su della carta da cucina, servire caldi e divorare subito.
</div>
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		<title>Vive les vacances&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 06:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[umori]]></category>

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		<description><![CDATA[

♪ &#8230; plus de pénitences, les cahiers au feu et les prof au milieu&#8230;♫
Insomma, va detto, sta maternità si sta pian pianino mutando in una seconda giovintù (mia), in cui ormai su itunes faccio shopping di comptines per la prima infanzia, esploro la feltrinelli ma sopratutto amazon francia alla ricerca di titoli carini (per più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/07/summer1_ssl.jpg" alt="summer1_ssl" title="summer1_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-8095" /></p>
<div class="testo">
♪ <em>&#8230; plus de pénitences, les cahiers au feu et les prof au milieu&#8230;</em>♫<br />
Insomma, va detto, sta maternità si sta pian pianino mutando in una seconda giovintù (mia), in cui ormai su itunes faccio shopping di <em>comptines</em> per la prima infanzia, esploro la feltrinelli ma sopratutto amazon francia alla ricerca di titoli carini (per più tardi, siam previdenti :-), faccio vere e proprie sedute di brain storming per ricordarmi dei miei cartoons preferiti (non senza dare qualche occhiata anche ai teletubbies che francamente trovo terrificanti&#8230;), inizio ad avere una buona mappatura circa i giocattoli &#8211; specie di legno &#8211; e via di &#8217;sto passo, e tanto per coronare il tutto (come se non bastasse l&#8217;andazzo generale di certo molto poco &#8216;lavorativo&#8217;), mmo arrivano pure le vacanze! :-)
</div>
<p><span id="more-8089"></span></p>
<div>
E le cose serie quindi? Macchise ne importa, anzi, proprio come all&#8217;inizio delle vacances d&#8217;été di un paio di decenni fa, sto per liberarmi, con infinita <em>delectazione</em> (si lo so che non esiste in italiano) dalle montagne di inutili mail quotidiane e fra pochi giorni iniziano due mesi dedicati a tutto ciò che serio non è. E quindi, cosi, prima di lasciarci, come a scuola, ci sarebbe il quaderno con i compiti giocosi per l&#8217;estate, un&#8217;elenchetto di ricette e lavoretti perfetti per l&#8217;estate (per chi come me passerà moooooolto tempo nell&#8217;amaca e all&#8217;ombra dei pini), e poi qualche titolo di libro per l&#8217;infanzia visto che, tooooh che strano, mi sono appena accorta che diversi titoli recentemente arrivati sullo scafale di Lena sono in qualche modo collegati con, ma tu guarda che coincidenza pazzesca, il cibo&#8230; :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/07/summer_food_ssl.jpg" alt="summer_food_ssl" title="summer_food_ssl" width="500" height="1259" class="alignleft size-full wp-image-8097" /></p>
<p><strong>(1)</strong> <strong>la zuppa ghiacciata di carote </strong>(<a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/07/veloute-glace-aux-carottes">ricetta</a>): perché è fresca e insieme morbida, setosa e vitaminica, semplicemente perfetta per pranzetti alfresco e aperitivi non alcolici :-)</p>
<p><strong>(2)</strong><strong> le pizzette façon pissaladière</strong> (<a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/07/le-focaccine-del-sud">ricetta</a>): perché c&#8217;è niente da fare, che estate sarebbe se non profumasse di <em>anisette</em> e se non ci fossero i grilli a fare da sottofondo? Insomma, provence forever, anche se poi in realtà uno se ne va in Calabria :-)</p>
<p><strong>(3)</strong><strong> le linguine con acciughe, limone e mozzarella</strong> (<a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/05/linguine-con-acciughe-limone-e-bufala">ricetta</a>): perché alla pasta tanto non si rinuncia mai molto a lungo e perché fa tanto costiera (per esempio mi pare un piatto perfetto da abbinare ai vostri nuovi pantaloncini bianchi modello Capri, no? :-)</p>
<p><strong>(4) la glace aux spéculoos</strong> (<a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/06/la-glace-au-speculoos">ricetta</a>). Si, è vero, non è che gli <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/03/the-ultimate-speculoos">speculoos</a> siano il prodotto più estivo in assoluto, anzi, magari il gelato è solo la scusa per mangiarli pure d&#8217;estate, chennesso, fatto sta che io quest&#8217;anno vorrei delle sere d&#8217;estate frescamente profumate di cannella, ecco, per cui per me questo è il gelato dell&#8217;estate 2011 :-)</p>
<p><strong>(5) l&#8217;insalata mango, avocado gamberoni</strong> (<a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/06/insalata-di-gamberoni-avocado-e-mango">ricetta</a>), alla facciaccia del kilometro zero (sic, chiedo venia :-) però ecco, la mia insalatona coup de coeur di quest&#8217;anno, il piatto che farei e rifarei da qui a settembre e che propinerei indiscriminatamente a chiunque e in qualunque occasione, eccoloqua, vuoi perché si cucina in un batter d&#8217;occhio vuoi perché è un&#8217;insalata piena di gradevoli contrasti ma sopratutto fresca e golosa&#8230;<br />
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/07/summer_crafts_ssl.jpg" alt="summer_crafts_ssl" title="summer_crafts_ssl" width="500" height="1259" class="alignleft size-full wp-image-8096" /></p>
<p><strong>(1) le lettere di feltro.</strong> ci vuole niente, una stampante, un po&#8217; di feltro multicolor, del filo e della lanetta sintetica, sono perfetti per decorare la porta, la stanza il lettino o l&#8217;armadio del vostro pargoletto, ma anche come regalino neonatalizio personalizzato (<a href="http://www.made-by-rae.com/2010/10/felt-letters-for-clementines-room.html">tutorial</a>).</p>
<p><strong>(2) il birds mobile.</strong> un po&#8217; più complesso questo, ma ad altissimo contenuto di soddisfazione (sempre che riusciate a portare a buon fine l&#8217;operazione dell&#8217;assemblaggio), lista della spesa: tessuti svariati, lanetta sintetica, tanta pazienza per cucire gli uccellini colorati, un paio di rametti strappati agli alberi sotto casa e, possibilmente, un&#8217;architetto o comunque qualcuno che di bricolage e di precisione se ne intende perché si tratta di appendere tutta la costruzione in modo che stia in equilibrio. Otterrete un enorme mobile che si muove lento sopra il lettino del vostro piccolino, regalando ai genitori ore di pacevole silenzio contemplativo :-) (<a href="http://www.spoolsewing.com/blog/2008/05/16/bird-mobile/">tutorial</a>)</p>
<p><strong>(3) i grannies</strong> (aka: l&#8217;uncinetto!): <em>à toutes fins utiles</em> segnalo che il crochet è un&#8217;ottimo modo per rentabilizzare i tempi dell&#8217;allattamento, e che già da un po&#8217; i famosi quadrettini uncinettati molto sixties e che tutti noi, credo, abbiamo, un tempo, cordialmente detestati (me li ricordo sui cuscini a casa di mia madrina e li de.tes.ta.vo, avevo 8 anni però, i tempi cambiano :-), sono tornati di moda. Per il resto, imparare il crochet è scemissimo, per chi volesse buttarsi, questo qui per esempio è un&#8217;ottimissimo <a href="http://www.amazon.fr/180-points-crochet-Collectif/dp/2501065506/ref=sr_1_6?ie=UTF8&#038;qid=1309707890&#038;sr=8-6">manuale</a>, mentre degli ottimi granny tutorials si trovano <a href="http://attic24.typepad.com/weblog/summer-garden-granny-square.html">qui</a> e <a href="http://www.purlbee.com/granny-square-project/">qui</a> (i grannies della foto appartengono alla mia coperta in progress, ma i grannies possono anche diventare cuscini, borse, sciarpette per piccoli e grandi e via dicendo&#8230;) </p>
<p><strong>(4) il sashiko</strong>: sempre per le donne che allattano (e anche per le altre&#8230;), altro utilissimo passatempo, per quando sarete stufe di crochet, è il sashiko, technica di ricamo tradizionale giapponese, anch&#8217;essa bete comme chou da imparare (per farla proprio bene invece occorre un grado di precisione di cui noi occidentali non siamo capaci ma passiamo), perfetto per decorare cuscini e quilts, ma anche tovagliette americane o quel che vorrete&#8230; molte info su come si fa <a href="http://sakepuppets.wordpress.com/sashiko/">qui</a> (e anche un bel po&#8217; di ispirazione, io i miei sottobicchieri blu ricamati bianco e, in foto, lino ricamato blu, li ho già pronti :-P</p>
<p><strong>(5) il vegetable quilt.</strong> Non c&#8217;è foto perché non l&#8217;ho ancora fatto anzi al momento sto solo raccogliendo l&#8217;insieme dei tessuti che mi serviranno e probabilmente non lo rifarò tale quale però, in sostanza, è sulla mia to do list, o piuttosto, nei miei pensieri&#8230; Trattasi quindi di una divertente trapuntina ornata di appliques à forma di verdure, un perfetto playmat per l&#8217;estate, e, di nuovo, semo foodies, non ci poteva mica mancare il miniquilt ortofrutticolo&#8230;?!!! (<a href="http://www.purlbee.com/mini-quilt-vegetable-patch/">tutorial</a>)</p>
<p><strong>(6) crafty scatolame</strong> se poi vi rimane del tempo utile, prendete 20 cassette di legno, quelle che si usano per le bottiglie di vino, datele un paio di mani di bianco trasparente e scriveteci sopra, con acrilico nero, cosa c&#8217;è dentro. Cosi al rientro vi risistemate pure lo studio&#8230; :-)<br />
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/07/summer_books_s.jpg" alt="summer_books_s" title="summer_books_s" width="500" height="1259" class="alignleft size-full wp-image-8100" /></p>
<p><strong>(1) le premier livre de bébé</strong>. Molto semplice e straight forward, cartonato e con delle illustrazioni che sono rimaste sorprendentemente contemporanee ricordando però deliziosamente qualcosa di retrò, con una semplicissima eleganza (non per niente <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gyo_Fujikawa">l&#8217;illustratrice</a> era di origine giapponese&#8230;). Uno dei libri per bimbi che più mi piacciono al momento&#8230; (<a href="http://www.amazon.fr/premier-livre-bébé-Gyo-Fujikawa/dp/2013935013">link</a>)</p>
<p><strong>(2) Ludovica e la foresta dei cristalli di zucchero.</strong> Opus appena pubblicato dagli amici di Cibele (!!? :-), la storia di Ludovica è decisamente per bambini di una fascia di età superiore, noio però giochiamo di anticipo&#8230; Intanto, trattasi di un atipico libro scritto da una nutrizionista in collaborazione con due gemelline di 10 anni, mescolando quindi rigore scientifico e florido imaginario senza argini, il tutto illustrato in modo delizioso con disegni colorati e poetici. E la storia (da leggere ad alta voce o da leggere insieme) sembra davvero interessante, ben costruita, un intreccio molto ricco di fantasia e piccoli e grandi spunti per l&#8217;imaginario e per la vita, fra mondo del cibo, cibi alternativi interessanti da far conoscere ai bimbi (dal quinoa all&#8217;amaranto passando per il farro e via dicendo&#8230;) e la consapevolezza che, in fondo, siamo quel che mangiamo (detta proprio riassumendo tanto tanto e anche malamente&#8230;). Insomma, questo libro mi pare uno sforzo molto ben riuscito per introdurre e sensibilizzare i piccoli al concetto di &#8216;adozione di uno corretto stile di vita&#8217;. Stagionerà ancora per qualche anno sullo scafale ma poi verrà sicuramente usato! :-) (<a href="http://www.cibele.it/?p=409">link</a>)</p>
<p><strong>(3) Inventario illustrato dei frutti e degli ortaggi.</strong> Ancora un libro che per un po&#8217; guarderò solo io però non potevo non segnalarlo, intanto perché non può mancare sullo scafalino dei figli dei cucinatori e poi sopratutto perchè è meravigliosamente bellllisssimo :-) Insomma, l&#8217;inventario è molto simile a quei vecchi libri botanici, composto di tavole dedicate alle singole piante, solo che la selezione di frutti &#038; co presentati non è esaustiva, in compenso è fortemente poetica: le tavole sono accorpate per colore, i disegni sono semplicemente stupefacenti, e spesso e volentieri appaiono elementi che in un libro botanico vero e proprio non ci sarebbero, come farfalle, uccelli e altri piccoli animali. So già che è un libro che fra un paio di anni verrà sfogliato all&#8217;infinito, e a parte che è bello bello bello, mi pare anche un&#8217;utilissimo strumento per spiegare ai piccolini che per esempio i piselli non nascono in scatole di carta surgelate&#8230; :-)) (<a href="http://www.ippocampoedizioni.it/inventario_illustrato_dei_frutti_e_degli_ortaggi.html">link</a>)</p>
<p><strong>(4) La pappa.</strong> Decisamente più a nostra portata (parlando di fascia di età) questo piccolo libro presenta alcuni &#8211; pochi &#8211; concetti alimentari basic più o meno complementari (dal yoghurt al cucchiaio passando per la tazza e il biscotto&#8230;) con linee semplici e colori molto contrastati. Insomma, ottimo libretto per iniziare a far conoscere l&#8217;oggetto <em>libro</em>, e per proporre e giocherellare con una serie di ragionamenti semplici&#8230; :-)) (<a href="http://www.hoepli.it/libro/la-pappa--ciao-bebe-/9781409515296.asp">link</a>)</p>
<p><strong>(5) Martine fait la cuisine</strong>. Questo è un mio personalissimo preferito, anzi, ho aspettato fin troppo per ordinarlo (anche se chiaramente non è esattamente una cosa da proporre a un bimbo di tre mesi, lol :-) fatto sta che questo però è stata una delle letture sulle quali mi sono formata culinariamente (hahaha, e non scherzo mica tanto, la pagina della mousse au chocolat per esempio mi era rimasta intatta nella memoria :-)). Comunque sia, i Martine sono semplicemente intramontabili, con delle illustrazioni dal buon sapore retrò ma sempre vivaci e molto molto suggestive, e questo volume qui, in cui Martine appunto si da alla cucina, contiene persino alcune ricette (<em>pain perdu, crèpes, mousse au chocolat</em> etc) perfettamente alla portata dei bambini (basta che abbiano pià o meno l&#8217;età di intendere e volere, hihhi :-). Un assoluto must per i genitori francofoni &#038; golosi quindi ;-) (<a href="http://www.amazon.fr/Martine-numéro-24-fait-cuisine/dp/2203101245">link</a>)</p>
<p><strong>(6) lato letture per adulti</strong> (perché chiaramente io qua con una mano tengo la bimba, con l&#8217;altra faccio crochet, poi metà cervello pensa alla briochine in forno mentre l&#8217;altra è impegnata a leggere, humhum), ultimamente sono tornata a cibarmi di francofonia (vi risparmio la parentesi snob quanto sincera sul penosissimo stato delle lettere italiane :-P), avrei però da consigliare due cose, la prima piuttosto leggera, a tema cibo, divertente nonché ben scritta, <a href="http://livre.fnac.com/a1849948/Agnes-Desarthe-Mangez-moi">Mangez-moi</a> di <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Agnès_Desarthe">Agnès Desarthes</a>, la seconda e molto meno leggera, è la mia personalissima scoperta dell&#8217;estate 2011 e sarebbe tutta quanta l&#8217;opera di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Irène_Némirovsky">Irène Nemirovsky</a>. (Anzi, francamente, non so davvero come ho fatto a studiare lettere e a passare to-tal-men-te accanto a questa signora qui, non me lo spiego, trattasi di una specie di Proust al femminile del metà novecento, con una prosa precisa, insieme grave e di una eleganza composta e a tratti vertiginosa, un&#8217;opera davvero importante). Per finire con un tocco italiano però, il mio voto per la lettura estiva va a <a href="http://blog.aldocazzullo.it/viva-l-italia/">Viva l&#8217;Italia</a> di Aldo Cazzullo :-) </p>
<p>Infine, <strong>piccolo bonus per la colazione estiva</strong> (sempre che come me passiate le vacanze in un luogo piuttosto fresco e che possiate quindi considerare di accendere il forno senza rischiare di morire soffocati&#8230; :-)), propongo i&#8230; <strong>pangoccioli fai-da-te</strong>?? Insomma, si tratta semplicissimamente dell&#8217;impasto da <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/05/la-brioche-retrouvee">brioche vendéenne</a> di qualche tempo fa, stessissimo impasto al quale si toglie l&#8217;acqua di fiori d&#8217;arancio e si aggiunge una buona manciata (100g) di gocce di ciocolato dopo lievitazione. L&#8217;impasto si divide poi in 12 panini tondi da spennellare e infornare per una ventina di minuti&#8230; (come direbbe qualcuno di mia conoscenza: <em>&#8216;na rooooba da sturbo</em>, ecco! :-))  </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/07/pangoccioli1_ssl.jpg" alt="pangoccioli1_ssl" title="pangoccioli1_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-8113" />
</div>
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		<title>Books for cooks &#124; winter 2010</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/books-for-cooks-winter-2010-2</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 10:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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Devo confessarvi una cosa&#8230; mentre vi scrivo sto nel mio soggiornino al Marais che sorseggio Kusmi tea spiluccando briciole del carrot cake muffin più buono mai provato (presi ieri mattina al marché bio du boulevard Raspail), o magari sembrano più buoni perché sono conditi dalla soddisfazione di aver appena saputo che il mio Regali Golosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/books_winter_ssl.jpg" alt="books_winter_ssl" title="books_winter_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7363" /></p>
<div class="testo">
Devo confessarvi una cosa&#8230; mentre vi scrivo sto nel mio soggiornino al Marais che sorseggio Kusmi tea spiluccando briciole del carrot cake muffin più buono mai provato (presi ieri mattina al marché bio du boulevard Raspail), o magari sembrano più buoni perché sono conditi dalla soddisfazione di aver appena saputo che il mio<em> Regali Golosi </em>si è beccato nientemeno del World Cookbook Award per l&#8217;Italia&#8230; :-D In ogni caso, fuori c&#8217;è un palido sole dicembrino e fra non molto vestirò i miei 20 strati di cappotto sciarpa guanti e quant&#8217;altro per andare a fare l&#8217;ennesimo giro di shopping fra negozietti di thè, épiceries e botteghe di design scandinavo&#8230; :-)  Nel mentre, visto che sono finalmente riuscita a completare questa puntata natalizia di Books for Cooks, e aspettando qualche post su Paris bio e drittine svariate, beccatevi intanto un po&#8217; di consigli (e sconsigli) di lettura&#8230; :-)
</div>
<p><span id="more-7261"></span></p>
<div>
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/jamiedoes_ssl.jpg" alt="jamiedoes_ssl" title="jamiedoes_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7318" /></p>
<p><strong>Jamie does Spain, Italy, Morocco, Sweden, France, Greece… </strong><br />
<a href="http://www.jamieoliver.com/">Jamie Oliver</a><br />
[<a href="hhttp://www.amazon.it/gp/product/0718156145/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0718156145">link</a>]</p>
<p>In realtà sono pure in ritardo sulle pubblicazioni dell&#8217;innarestabile J.me, poiché nel mentre è uscito 30-Minute meals che non ho nemmeno ancora ordinato. Ciò detto, da brava lettrice culinaria appassionata di cibi legati a viaggi, il tutto reso in immagini suggestive, non c’era dubbio che questo qui è un libro che non poteva che piacermi all’infinito, e infatti… Vi dico solo com’è andata quando ho ricevuto il pacchettino amazon: ho scartato il libro, ho sorriso beata alla copertina, poi l’ho girata piano, ho passato le dita su quella carta ruvida, ho visto la prima foto sulla doppi pagina di titolo, e ho pensato ‘ma forse il punto non è tanto che mi piace Jamie, forse il punto è che mi piace proprio tanto tanto <a href="http://www.davidloftus.com/">Davide Loftus</a> (il suo fedelissimo fotografo, ndr). E infatti, giro ancora una pagina, e mi trovo un collage di fotine in cui figura Loftus, accompagnata di un testo del pugno di Jamie Oliver in cui dedica il libro, appunto, al suo fotografo&#8230; Sul resto, che dire – lol – è il libro della trasmissione che portò Jamie in giro per i paesi elencati nel titolo, le sue ricette propongono in genere delle piccole variazioni (chimiamole &#8216;twist personali&#8217;) su dei classici della cucina locale e, beh, non c’è semplicemente bisogno di farci le pulci, è un libro delizioso, forse prima ancora per le foto che per le ricette (ma siamo lì lì eh). Decisamente il mio<em> coup de coeur</em> di questo episodo libresco. </p>
<p><strong>Oh, yeah! </strong> <em>Patatas bravas; Tortas de aceite; Polpette svedesi; Gorgeous beetroot gravadlax; Pytt y panna; Chicken kebabs with avocado dip; Mighty meaty stifado; Sticky and gorgeous pork stew; Warm quail salad; Savoury chesnut crepes; Crème caramel with roasted persimmons;&#8230;</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/fumiko_ssl.jpg" alt="fumiko_ssl" title="fumiko_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7319" /></p>
<p><strong>La cuisine de Fumiko</strong><br />
Fumiko Kono<br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/2226187685/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=2226187685">link</a>]</p>
<p>Me l’avevano suggerito diverse amiche francesi, me l’aveva suggerito anche lo stesso Amazon (eheheh) e soprattutto: la foto di copertina era cosi semplice, eterea e insieme franca, molto giapponese e insieme poco giapponese, con quel qualcosa di leggero e decisamente intrigante, che non poteva non attirarmi… E Fumiko spiazza, decisamente. Mi sarei aspettato una cucina giapponese, magari contemporanea, magari meticciata, magari gioiosamente fusion, e invece ho trovato una ragazza seria, appassionata, con un vero e riconoscibilissimo nerbo da chef, che è quasi più francese che giapponese, pur rimanendo profondamente giapponese. Una bella lettura di cos’è e cosa fa Fumiko la dà <a href="http://www.alain-passard.com/">Alain Passard</a>, nell’introduzione del libro, in una lingua leggera, meditata e poetica (una letterarietà che, curiosamente, dalle parti degli chef italiani non ho inontrata mai), e che corrisponde esattamente ai piatti che questo libro contiene, a quella curiosa cucina di livello, raffinata e insieme semplice, evocativa senza essere barocca, pulita eppur potenzialmente complessa. Insomma, l’introduzione di Passard è decisamente sentimentale, e in qualche modo rende benissimo l’idea della cucina di Fumiko, sentimentale e poetica pure lei: shematizzando si potrebbe dire che consiste nel prendere la cucina francese, alleggerirla di un tot e introdurci alcuni principi giapponesi (i contrasti di sapore per esempio, o l&#8217;ampio uso di tochetti aciduli a dare del peps a un piatto, ecc), rendendo gli ingredienti lievi come farfalle e petali, come quella poesia rarefatta quanto goduriosa che solo in Giappone s’incontra.  Ecco, Fumiko è una ragazza munita di padella che si muove, precisa e attenta, su un sottilisismo filo teso fra Parigi e Tokyo, e questo libro è una boccata d’aria, un concentrato di ispirazione, una collezione di nuvolette di bontà e piccole esperienze sensoriali. Una lettura culinaria davvero notevole, come vorremmo tanto vederne più spesso.<br />
<em><br />
<strong>So oishii!</strong> Millefeuilles de Saint-acques et de kiwis; Salade de concombre et wakamé, vinaigrette aux anchois; Pigeons laqués au soja, peches au citron vert; Salade au maquereau fumé, abricot, amande et tomme de chèvre;&#8230;</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/felder_ssl.jpg" alt="felder_ssl" title="felder_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7327" /></p>
<p><strong>Patisserie!</strong><br />
<a href="http://www.christophe-felder.com/">Christophe Felder</a><br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/2732442119/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=2732442119">link</a>]</p>
<p>E se doveste comperarne solo uno, dovrebbe essere questo qui. Chi segue da un po&#8217; (e con attenzione :-P) questo blogghino è già familiare col nome di Felder poiché alcuni degli impasti base che uso &#8211; con un certo fanatismo :-) &#8211; sono suoi, e credo di essermi estasiata in più di una occasione sulla favolosa precisione e affidabilità delle sue ricette, anzi, delle ricette pubblicate nei suoi volumi dedicati alle basi della pasticceria alle edizioni Minerva (in Francia, ndr). Stavolta, per Natale, Ferlder festeggia col botto, riproponendo tutti quanti gli 9 opuscoli pubblicati in un unico volumone bello pesante. Ora, oltra al fatto che economicamente la faccenda è decisamente vantaggiosa ( 9 x 18,95 euro  vs. 39,90 euro il volumone rosa, vedete un po&#8217; voi), devo proprio dirvi che ammioumileavviso, questo libro qui può tranquillamente sostituire, da solo e en vrac, il larousse des desserts e quel PH10 sul quale state sbavando da ormai tre anno senza aver ancora avuto il coraggio di ordinarlo. Felder è decisamente più affidabile di tutti gli altri autori di pasticcieria messi insieme e sopratutto, con le base che indica lui si può creare, inventare e giocherellare all&#8217;infinito (lo faccio spesso: prendo un&#8217;impasto di qua, una crema di la, un abbinamento altrove ancora, e hop, ecco la &#8211; raffinata &#8211; crostata della domenica&#8230; :-). Insomma, non lo dico più, se siete o avete in tiro dei soggetti particolarmente attratti dalla pasticcieria (non quella che una ricetta sono 10 pagine e che elenca torte che si possono fare solo durante le vacanze di natale), qui dentro trovate 210 ricette con 3200 foto (perché c&#8217;è sempre anche lo sviluppo paso passo in immagini), quanto basta e avanzza per farsi una serissima e utile base di pasticcieria francese. Un utilissimo e bellissimo regalo di Natale :-)</p>
<p><strong>Les classiques inratables</strong>: <em>la tarte Linzer; le gateau basque; les macarons; les croisants; la crème caramel; les petits pots au chocolat; la pate feuilletée; la pate sucrée chocolat, etc.<br />
</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/oldani_ssl.jpg" alt="oldani_ssl" title="oldani_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7326" /><br />
<strong><br />
Pop, la nuova grande cucina italiana </strong><br />
Davide Oldani<br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/881704055X/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=881704055X">link</a>]</p>
<p>Devo dire sinceramente che un libro che sceglie di autoproclamarsi, dal titolo, come il manifesto dlela &#8216;nuova&#8217; &#8216;grande&#8217; cucina italiana, per me lettrice &#8211; utilizzatrice finale nonché persona lambda desiderosa di cucinare &#8211; parte già con un paio di punti a debito. E infatti, non è che la prima parte del libro mi ha spinta ad essere molto più clemente nel giudizio: diciamo che è esattamente il &#8216;libro da chef&#8217; con tutto ciò che il concetto cela di bello e di brutto. Lato brutto: l&#8217;autocelebrazione esasperata. Aprite e iniziate a sfogliare, aspettandovi di vedere piatti e ricette e invece inciampate in un buon 82 pagine in cui potrete scoprire vita e miracoli di Davide Oldani, incluso foto d&#8217;infanzio, foto allo stadio, e foto degli amici. Ecco, a me queste cose qui mi mandano fuori dalla graziadiddio. Perché non è questo che cerco in un libro di cucina (e questa vanitosa svista accade per di più in Italia: se guardate i titoli francesi troverete, giustamente, degli chefs che propongono una cucina quotidiana, non dei cataloghi patinati per far vedere quanto so&#8217; bravi, e questi ultimi, nel quotidiano dei lettori/acquirenti sono semplicemente inutili&#8230;). Insomma, le monografie e biografia vanno bene per i premi Nobel più o meno deceduti, vanno benissimo i tributi, va benissimo la ricerca, va persino bene enunciare la propria visione della cucina, fornire dei sottotitoli, degli accenni di spiegazione, ma da li a riempire 82 (ottantadueee??) pagine di cui a parte i diretti interessati temo che non gliene importi a molti, lo trovo come dire un filino esagerato. Del resto, in cucina come negli altri domini dell&#8217;arte, ciò che deve parlare è l&#8217;opera, non serve che l&#8217;artista faccia un lavoro esegetico di se stesso (l&#8217;esegesi la fa il critico :-p). Detto questo, il libro da chef, anche se esagerato, ha pur sempre una valenza positiva (sissi, davvero): è comunque anche una fonte di ispirazione. E qui, quando finalmente arriva la parte &#8216;ricette&#8217;, s&#8217;intravvedono alcuni abbinamenti potenzialmente stuzzicanti, per la mente prima ancora che per il palato, tipo: cacao e bottarga, seppia e vaniglia, olive nere e pesca, erborinato e pistacchi, ecc anche se, e devo tornare a stigmatizzare, c&#8217;è in questo libro una serie di ingredienti che né io né voi non troveremo maaaaaai allo spaccio sotto casa, tipo lingue di anatra, cosce di rana e animelle, crocchette di testina, et j&#8217;en passe. Insomma, riepilogando: se siete fanatico di D&#8217;O, può essere che questo libro sia fatto per voi, in tutti gli altri casi: mmmah :-)</p>
<p><strong>Too Pop</strong>: <em>Pane, pepe nero, Marsala e riso; Salsa carbonara, pancetta e riso; Cioccolatini con pomodoro e vaniglia; Gnocchi al cacao, bottarga di tonno e lampascioni; Ravioli di piselli arrostiti, uova di seppia, vaniglia e germogli; Millefoglie di melanzane e cioccolato; M&#8217;pepata di cozze, sot-l&#8217;y-laisse arrostiti; Melagrana, buccia d&#8217;agrumi, cacao e riso; Indivia brasata, gamberi, datteri, cachi e cotenna di maiale,&#8230;</em> </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/tapas_ssl.jpg" alt="tapas_ssl" title="tapas_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7317" /></p>
<p><strong>Il libro delle tapas</strong><br />
<a href="http://www.hola.com/gastronomia/rinconortega/">Simone &#038; Ines Ortega</a><br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/0714859680/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0714859680">link</a>]</p>
<p>Ahhh, l’Espana, oohhh, le tapas. Beh, è vero, negli ultimi anni la Spagna e il suo modo divertito, informale e a volte anche un pochino chiassoso di spizzicare fra amici è diventato uno stile, tant’è che i tapas si sono decisamente ben exportati. E quando credi che finalmente l’onda modaiola stia un po scemando, ecco che arriva <em>Il libro delle tapas</em>, opera di madre e figlie spagnolissime autrici di ricette, a confermare, dopo le 1080 recetes e un giorno al Bulli, la tendenza francamente filo-hispanica della casa editrice inglese che anche solo due anni fa non avrei esitata di qualificare de la più fica al mondo.<br />
E questo libro sulle tapas è, al primo impatto, simpatico (tutto stampato su carta gialla con titoloni rossi e testo nero, &#8216;na roba che non s&#8217;era mai vista). Poiché è anche voluminoso, dà la sensazione di essere pure <em>the ultimate tapas cookbook</em>, il libro che basterà a se stesso, il libro che farà si che non vi servirà mai più nessun altro libro sulle tapas, <em>soit</em> la referenza ultima, assoluta, piena, perfetta e immutabile. Magari! Percorrendolo però, questo libro, mi è venuto però da fare un paio di osservazioni:<br />
1) penso che il libro ultimo sulle tapas possa essere meno voluminoso. Ora, io non sono un’esperta in materia di cucina spagnola,  pero, in questo libro ci sono una serie di ricette che pur potendo essere servite come tapas (e se non erro si può servire in porzione ‘tapas’ potenzialmente qualsivoglia preparazione culinaria) non appartengono affatto alla tradizione spagnola. Detto diversamente: ma c&#8217;era veramente bisogno dell&#8217;insalata russa, delle uova sode ripiene di insalata russa, dell&#8217;esocitissima insalata di arance e finocchi e di un altro paio di cose che non solo suonano molto poco spagnole e che fra l&#8217;altro non ho mai visto in un tapas bar? (anche se chiaramente: non li ho mica fatti tutti :-)<br />
2) il lavoro dei traduttori mi ha lasciata qua e là perplessa o piutosto, mi è venuto da pensare che si trattasse di traduttori che solitamente non si occupano di testi di cucina. Così le uova <em>poché</em> sono qui ‘uova barzotte’ (nome omen, yumm), e per il resto se non sapete dove trovare formaggi esotici quanto il Cabrales (che è un erborinato, il libro suggerisce di sostituirlo con il Roquefort… qualcuno deve aver perso di vista che da queste parti abbiamo il gorgonzola…) o l’Idiazabal (dice l’indice degli ingredienti che si può sostituire con il Manchego… ah, beh allora… ☺), sono in sostanza cavoli vostri&#8230;<br />
3) Terza nota dolente: le foto. Ora, come già detto, per me lo standard Phaidon era fra i più alti al mondo &#8211; ripenso a Rose bakery, o al più recente librone di Ferran Adria. Beh, qui le foto sinceramente non sono un granché. Intanto sono separate dal testo: un capitolo di ricette è seguito da una ventina di foto, poi di nuovo ricette secche, poi di nuovo foto, ricorda i libri di cucina anni sessanta, in cui si alternano i sedicesimi di carta uso mano, per il testo, e carta lucida per le foto. Un sistema un po&#8217; desueto, risparmioso e soprattutto molto poco pratico da consultare.  Poi sopratutto, la cosa più inquietante è che francamente qualsiasi foto del capitolo Spagna del libro di Jamie Oliver è infinitamente mejor (mettendo fianco a fanco le patate bravas queste con quelle sue è una di quelle esperienze che vi fanno prendere le misure in abissi), ma anche per dire l’iconografia di Movida Rustica, di cui avevo parlato all&#8217;ultimo round-up libri, era decisamente più intimista, toccante, vibrante e invitante rispetto a queste foto qui, che si vogliono semplici ma che sono talmente povere da risultare addirittura bruttarelle. Nell’insieme, quindi, un po’ un’occasione sprecata.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/bay_ssl.jpg" alt="bay_ssl" title="bay_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7316" /> </p>
<p><strong>Nella mia cucina </strong><br />
Allan Bay<br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8837075189/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8837075189">link</a>] </p>
<p>Devo dire che il concetto del libro è originale e che fin qui non avevo mai visto nulla di simile: l’ultimo libro di Allan Bay propone niente meno di una visita guidata nella sua personalissima cucina di casa (che è un posto grande circa quanto il mio soggiorno tutto intero, anzi, forse è persino un po’ più grande, e sopratutto, la cucina di Allan Bay è una specie di strano ibrido, una cucina da ristorante piena di chicche e giochini e aggeggi preziosi, ma che si trova in una casa privata&#8230; Insomma, non sarei sorpresa se stesse davvero sul&#8217;elenco dei luoghi del desiderio di più di un foodie :-) Quindi: 100 attrezzi e ustensili, elencati, descritti e raccontati, per capire finalmente a cosa servono tutti questi nomi barbari che a volte sentite menzionare nei servizi a tema gastronomico e anche, e questa mi pare la parte più divertente, per confrontare la vostra cucina e i vostri attrezzi con quelli di un pro e appassionato vero (anche se decisamente fuori dal comune :-), insomma, questo libro si presta a un ottimo giochino del celo/manca. Infine oltre all’interesso curioso e al lato &#8216;didattico&#8217; della faccenda (anche se i testi non sono mai secchi e noiosi), ogni articolo è corredato di tre o quattro ricette, tanto per darci poi anche degli spunti sull’utilità e l’utilizzo degli accessori descritti. Insomma, un taglio diverso e interessante, e un giro davvero istruttuvi in ciò che è, non ne ho dubbi, una delle cucina più ricche e interessanti di questo paese :-) Cio detto – e già lo so che qui si scatenerà una discussione a non più finire – io le carbonnades non le brucio col cannellino prima di farle cuocere con la birra&#8230; :-)) </p>
<p><strong>celo</strong>: <em>cannello gas, cocotte, coltelli da ceramica, mandolino, termometro da cucina, &#8230; </em><br />
<strong>mimmanca</strong>: <em>abbatitore, affettatrice, ago per lardellare, botte per l’aceto, piastra a induzione, polentiera elettrica, sifone&#8230; </em></p>
<p> <img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/bagels_ssl.jpg" alt="bagels_ssl" title="bagels_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7320" /> </p>
<p><strong>Bagels comme à New York </strong><br />
Marc Grossman e.a.<br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/2501062574/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=2501062574">link</a>]</p>
<p>Davvero un piccolo libro delizioso, tanto sul versante delle foto che su quello delle ricette, qui forse più che negli altri libri della serie, una inventiva grafica davvero notevole, dal collage di fotine sul sommario alle foto in bn che fanno tanto vecchia NY, bellissime le immagini del passo passo, belle le idee di ricette e varianti sul classico bagel, le ricettine per condimenti, i suggerimenti per accompagnamenti di verdure, e poi una serie di preparazioni per condimenti piu complessi e fantasiosi, per finire con una piccola collezione di ricette dolci. Insomma, in un libretto cosi piccolo, un intero mondo, ricco e profumoso, pieno di idee e suggerimenti. Un libretto praticamente per-fet-to e delizioso quanto i bagels stessi che propone.</p>
<p><strong>Yumm&#8230; </strong><em>Bagel mais et coriandre; Pumpernickel bagel; Bagel erable et noix de pecan; Bagel façon burrito; Bagel burger; Bagel vegetalien; Bagel beurre d&#8217;amandes et confiture&#8230; </em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/meringues_ssl.jpg" alt="meringues_ssl" title="meringues_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7321" /></p>
<p><strong>Meringues</strong><br />
<a href="http://www.sweetpeaparis.com/">Alissa Morov</a><br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/0857202502/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0857202502">link</a>]</p>
<p>Il sottotitolo di questo libretto è ‘sucrées + salées’ e non so voi ma l’idea di una meringa salata &#8211; poiché la meringa per definizione è composta al 90 e passa percento di zucchero &#8211; mi ha lasciato più perplessa che intrigata. In ogni caso: volevo vedere cosa mai fossero queste meringhe salate. Un po’ l’ho pensato, che tanto ormai in Francia si sono fatte monografie gastronomiche su praticamente qualsiasi argomento (e infatti girare il reparto cuisine della fnac di parigi è quasi esasperante, semplicemente gli editori non sanno più cosa inventare e ormai insieme al libro si vendono interi reparti di casalinghi, anzi, l&#8217;unica cosa che mi ha veramente fatta sorridere per innovazione e audacia e sense of humor è <a href="http://www.epure-editions.com/collection-Hors-Collection/Les-plats-qui-font-peter-98-3.html">questa qui</a>), la meringa (salata, ça va sans dire) era forse l’ultimo baluardo che poteva cadere.<br />
Alors: si inizia con un po’ di basics, poi con un tot di ricette dolci (fra cui anche alcune trovate carine, come i cookies di meringa, il cupcake decorato con un folto ciuffo di meringa, il tramezzino di meringa con marmellata e burro di arachidi &#8211; carina l’idea ma per me anche no grazie). La noia semmai inizia quando si va a vedere la sezione salata: perché le meringue salate rimangono comunque coposte in gran parte di zucchero. Già. Solo che poi ci si aggiungono spezie, tante, e sale e pepe. Sicché così sulla carta, devo ammettere che il canapé di meringa con wasabi, granchio e sesamo, o i nidi di meringa ai gamberi di fiume in salsa, o i gressini di meringa al parmigiano, a me sinceramente mi fano un pochino ribellare le budella. Okay, vero che prima dovrò provare, e proverò, però nell’insieme la meringa salata mi pare un po’ pretestuosa, mi sembra un po’ un mero e inutile giochino formale, e non sono mica certa che, oltre a far ridere i polli, sia poi tanto interessante servire i calamari fritti insieme agi anelli di meringa alle cipolle. Anzi, ne dubito proprio fortemente (però, vi saprò dire! ☺</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/soupes_ssl.jpg" alt="soupes_ssl" title="soupes_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7322" /></p>
<p><strong>Soupes du jour</strong><br />
<a href="http://www.lebarasoupes.com/">Anne-Catherine Bley</a><br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/2501060105/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=2501060105">link</a>]</p>
<p>Qui invece, niente sorprese, niente delusioni o ritegni, Anne-Catherine Bley in questo libretto è uguale a se stessa di sempre e propone, come in tutti i suoi libri e come nel suo favoloso Bar à soupes parigino, delle ottime e affidabili zuppe, naturali, fresche, sane e persino golose. Aggiungeteci le fotografie della nippo-francese che qui preferiamo, il solito formato quadrato marabout e voilà, un adorabile librettino da tenere in tiro per la cucina, dove spizzicare delle idee per impiegare le verdure bio prese al mercato stamattina e adolcire notevolmente pranzi e cene invernali&#8230; Un regalino ino ino davvero utile.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/clea_ssl.jpg" alt="clea_ssl" title="clea_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7323" /></p>
<p><strong>Croquez salé!</strong><br />
<a href="http://www.cleacuisine.fr/">Cléa</a><br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/2842212223/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=2842212223">link</a>]</p>
<p>E la prima volta che mi capita di parlarne fra i libri eppure, la p&#8217;tite Cléa la conosco da quando ho aperto questo blog. Il suo era uno dei pochisssssimi blog che nel primissimo periodo di cavoletto leggevo sempre &#8211; sembra una vita fa &#8211; e guarda caso, in quei mesi Clea viveva in giappone e raccontava ogni giorni scoperte e avventure avvenute nella sua minuscola cucina nipponica (tutte cose che non ho ben capite fino a quando mi sono ritrovata, su per giù, nella stessa situazione :-). A parte questa parentesi amarcord, la signorina da allora ha fatto un sacco di strada  sopratutto un mucchio di libri, quasi tutti con le edizioni la plage, e tutti parecchio se non totalmente orientati bio, ma un bio che piace a tutti, soft invece che estremista, inventivo piuttosto che punitivo&#8230; E anche questo librino è così, sano e insieme divertente, con le creme di oleaginosi al posto del burro, con grandi rinforzi di semini, farine alternative e frutta secca, senz aperò estremismi appunto, uova e formaggio ci sono, e anche spesso e volentieri&#8230; Una piccola raccolta di cosette salate ma sopratutto sane da sgranocchiare all&#8217;aperitivo o come snack equilibrati in qualsiasi momento della giornata, con lo styling e le foto di Dalphine Brunot e Eric Fénot che sono veramente veramente niente male&#8230; :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/panettone_ssl.jpg" alt="panettone_ssl" title="panettone_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7325" /> </p>
<p><strong>Mille e un&#8230; Panettone! </strong><br />
Barbara Carbone e <a href="http://www.loison.com/index.php?lang=it">Dario Loison</a><br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8890340541/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8890340541">link</a>]</p>
<p>Un po&#8217; come per gli chefs, quando sono le aziende, per quanto artigianali siano, a fare i libri, il rischio della scriteriata autopromozione a manette è sempre dietro l&#8217;angolo. Bene, nel caso di questo libro qui, non c&#8217;è nulla da temere invece: il libro è ben documentato e piacevole da leggere, percorre brevemente certo la storia dell&#8217;azienda di famiglia ma da sopratutto interessantissime indicazioni su origine e sviluppo di quel curioso dolce a forma di cuscinetto tanto tipico del natale italico. Molto interessante anche la sezione in cui si accenna a varianti e cuginetti italici e internazionali (poiché in sostanza, il panettone è un pane delle feste, arricchito con ciò che una volta erano ingredienti preziosi, a iniziare da burro, uova, e poi via di canditi, frutta secca ecc, e che in effetti in un po&#8217; tuti i paesi europei si incontrano oggetti nei quali si indovina una certa parentela&#8230;). Insomma, questo libro sarebbe interessante anche solo per la parte storica e teorica che contiene. Ma non finisce qui perché poi c&#8217;è una parte di ricette &#8211; alcune sono firmate da chef di mezzo mondo &#8211; e anche qui ci sono una serie di input decisamente decisamente stimolanti, divertenti e utile, sia per delineare il menu delle feste che per riciclare gli avanzi a gennaio.. :-)) </p>
<p><strong>Panettonizzando</strong>: <em>Millefoglie di panettone e foie gras; Mini muffin di panettone e salsiccia; nocchi di panettone con salsa allo zafferano  uvetta; Risotto al panettone; Filetto di vitello in panure di panettone con patate dorate, uvetta e pistacchi; Fritelle di panettone e aragosta;&#8230;</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/grana_ssl.jpg" alt="grana_ssl" title="grana_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7324" /> </p>
<p><strong>Magari un che di formaggio </strong><br />
a cura di <a href="http://www.letamericisrl.com/">Paola Calciolari e Gianfranco Allari</a><br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/887570256X/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=887570256X">link</a>]</p>
<p>Ho incontrato questo libro, i suoi curatori e il luogo dove è nato un paio di mesi fa e tutti quanti questi incontri mi hanno incantata. A iniziare dalla scuola di cucina Le Tamerici, vicino Mantova, dello spirito che lo anima, gli spazi e i prodotti fantasiosi realizzati dal laboratorio sito nelo stesso luogo, proseguendo con Paola e Gianfranco, che sono stato un bel incontro, perché appassionati, gentili e sopratutto schietti&#8230; In quanto al grana, eco, questo libro è nato in seguito a un consocrso di ricette organizzato alla scuola le Tamerici, con il tema &#8216;Il grana padano nella cucina di casa mia&#8217; e raccoglie quindi le ricette che più sono piaciute alla giuria. Pero in realtà queso non è un semplice e triste corpus di ricette premiate: il libro è pubblicato alle edizioni Corraini ed è davvero un bel oggetino, colorato, ricco, dinamico e deliziosamente illustrato, e l&#8217;insiemeè davvero, nonostante le ricette non siano corredate di foto, un ottimo prodotto editoriale. Per me, oltre che un piacere da sfogliare, è anche un bel insieme di ricettine belle ispiranti oltre che un ottimo motivo per ammorbidire un pochino il mio talebanismo del <em>parmigiano reggiano sinon rien</em>&#8230; :-))</p>
<p><strong>Magari&#8230;</strong> <em>Sablés alle mandorle, mais, Grana Padano e olio extravergine di olive; Millefoglie di sedano rapa con tartufo della Lessinia e Grana Padano; Risotto con tomino all&#8217;ortica, mousse al Grana Padano e uova di quaglia; Maltagliati al rana Padana con capesante al profumo di arancia;&#8230;</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/machedavvero_ssl.jpg" alt="machedavvero_ssl" title="machedavvero_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7328" /><br />
<strong><br />
Quello che le mamme non dicono</strong><br />
<a href="http://machedavvero.blogspot.com/">Chiara Cecilia Santamaria</a><br />
[<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817037753/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8817037753">link</a>]</p>
<p>Okay, non c&#8217;entra un granché con la cucina (anche se&#8230;) però, visto le circostanze e il periodo, mi prendo la licenza di inserire per una volta anche un mommy-libro. Per un motivo molto semplice: questo libro l&#8217;ho adorato. E non solo perché Chiara è un&#8217;amica, ma perché questo libro mi ha accompagnato per qualche giorno nei primissimi mesi della gravidanza:  sdramatizza e fa molto sorridere, da persino conforto, e rassicura su mille dubbi e timori e via dicendo. Perché in fondo non è detto che si sia veramente mai preparati ad affrontare i mille cambiamenti radicali che portano la gravidanza e il &#8216;diventare genitore&#8217; &#8211; vabbbe, magari di quello riparleremo più avanti, lol. Insomma, Chiara, con la sua ironia sempre graffiantina e una notevole lucidità racconta in sostanza dei suoi nove mesi, e anche di quelli dopo, e ha il grande merito di aver, come fra l&#8217;altro ha fatto anche con il suo blog, dissipato quella diffusissima mistificazione in cui il mondo delle gravide è tutto rosa e bello, paffuta e perenne felicità ormonale e naturale perfezione. Non è &#8211; esattamente &#8211; così, e va detto perché dicendolo un sacco di future e neomamme, penso, possono risparmiarsi un sacco di frustrazione, malessere e dipressioni. Nessuno è perfetto, ed è veramente tanto meglio sorriderci sopra :-) E con questo mando anche un sincero augurio a tutti i quasi-genitori (e sono un bel po&#8217; :-) che conoscono o che passavano casualmente da queste parti&#8230; :-)
</p></div>
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		<title>Books for Cooks &#124; summer 2010</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/08/books-for-cooks-summer-2010</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 17:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[

Ogni santa volta è la stessa cosa: ogni volta mi sembra ieri l&#8217;ultima volta in cui ho pubblicato un post libri, e ogni volta, a vedree le date precise, sono passati 6 mesi, anche di più. Insomma, robe da veli pietosi&#8230; E daltronde ormai non potevo più aspettare, un po&#8217; perché fra un po&#8217; saremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/BFC_summer2010.jpg" alt="BFC_summer2010" title="BFC_summer2010" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-6588" /></p>
<div class="testo">
<p>Ogni santa volta è la stessa cosa: ogni volta mi sembra ieri l&#8217;ultima volta in cui ho pubblicato un post libri, e ogni volta, a vedree le date precise, sono passati 6 mesi, anche di più. Insomma, robe da veli pietosi&#8230; E daltronde ormai non potevo più aspettare, un po&#8217; perché fra un po&#8217; saremo tutti troppo impegnati con creme solari e amache, un po&#8217; perché il comodino rischiava di crollare sotto il peso di ciò di cui ancora vi dovevo parlare&#8230; Eccociqua quindi, e intanto <em>Buone vacanze! </em>(anche se io per un po&#8217; starò ancora da queste parti :-)
</div>
<p><span id="more-6513"></span></p>
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<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/dahl.jpg" alt="dahl" title="dahl" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6558" /></p>
<h3>
<strong>Miss Dahl&#8217;s voluptuous delights</strong><br />
Sophie Dahl<br />
[<a href="http://www.harpercollins.com/books/Miss-Dahls-Voluptuous-Delights-Sophie-Dahl?isbn=9780062047212&#038;HCHP=TB_Miss+Dahl+s+Voluptuous+Delights">link</a>]</h3>
<p>Ho &#8217;scoperto&#8217; Sophie Dahl solo pochi mesi fa, inciampando casualmente in un pezzettino di video della sua trasmissione di cucina sulla <a href="http://www.bbc.co.uk/food/recipes/search?programmes[]=b00rs7c9">BBC</a>. ISono rimasta assolutamente sotto lo charme, nonostante il fatto che l&#8217;idea dell&#8217;ex-modella convertita in cuciniera mi faccia tanto da riciclaggio un po&#8217; snob. Però: riprese splendide, banda sonora bella, location e props supercurati, un vocabolario molto scrumptious all&#8217;inglese e lei dopotutto deliziosa quanto il suo <em>eton mess</em> al rabarbaro profumato di rosa, insomma, un prodotto molto ma molto più raffinato della Nigella la quale en passant Sophie sembrava vocata a dover, un giorno, sostituire. Intanto ci siamo procurato il libro. Beh, in realtà, alla prima impressione e accanto alla superproduzione BBC-iana, il libro lascia un pochetto a desiderare: qualche idea carina c&#8217;è, il tutto ha quel quid di rustico-chic e un po&#8217; contemporaneamente contaminato che piace a tutti, ciò detto, lato ricette ci sono davvero un po&#8217; troppi classici e troppo poca interpretazione personale per fare di questo libro la pietra sulla quale costruire la catedrale del nuovo mito culinario del momento. Per cui in un primo momento, non sapevo troppo cosa pensarne, anzi, non ero proprio convinta. C&#8217;è poi da aggiungere che la Sophie, essendo la nipotina del celeberrimo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roald_Dahl">Roald Dahl</a> (che forse non conoscete ma con il quale sono cresciuti praticamente tutti i bambini del nord europa), si è anche sentita in obbligo di aggiungere un&#8217;aura letteraria al tutto, e infatti ognuno dei 4 capitoli/stagioni inizia con un testo lungo 10 e passa pagine (non si era mai visto cosi tanto <em>testo</em> in un libro di cucina). Bene, ho anche letto. La Dahl in sostanza ci racconta la sua infanzia e vita, racconta se stessa e la sua passione del cibo, con non poche disavventure dietetiche in mezzo. Certo, a noi importa tutto sommato poco di sapere che a 13 anni la nostra eroina già si depilava le gambe, ne veramente morivamo di voglia di leggere in un libro di cucina di come per la prima volta ha posato per Steven Meisel (si?) però, in realtà, quei testi sono anche la salvezza di tutto quanto il libro, perché ci veniamo a sapere che Sophie Dahl era appassionata di cibo da ben prima di diventare &#8211; per puro caso &#8211; modella, e che in sostanza quella di ora, contrariamente a quella di prima, è la sua occupazione prediletta.  E questo già ce la rende davvero molto più simpatica :-) Lato foto però &#8211; le foto sono di Jan Baldwin mentre la stylist è Susie Theodorou, la quale ha fatto lavori migliori, entrambi sono rappresentati da <a href="http://www.pearsonlyle.co.uk/">Pearsonlyle</a> &#8211; trovo il libro meno interessante dell&#8217;equivalente televisivo (che a immagini è semplicemente spattacolare e  quindi difficile da uguagliare, certo). Anche qui le foto rendono l&#8217;ambiente cosy e british in chiave giovane e con style, però le foto di cibo sono veramente un po&#8217; poche: ho contato, ci sono 4 capitoli con ognuno 21 ricette, per ogni capitolo di foto che rappresentino effettivamente il risultato della ricetta sono 10, mentre le foto di Sophie o di ingredienti crudi sono quasi altrettanto, insomma, traducendo dal fiammingo quello sarebbe, <em>un mero trucchetto alla Carlo-il-pigrone</em> (capire: è meno faticoso e costoso fotografare un cespo di insalata piuttosto che l&#8217;insalata cucinata, questa cosa può anche andar bene per l&#8217;ultimo editore sfigato ma visto che qua stavamo a lanciare il jamie oliver del 2010, beh, non so eh&#8230;). Inoltre le foto di Sophie in posa sono, sempre secondo meeeee, un po&#8217; troppo numerose per sperare che il tutto dia nonostante tutto un&#8217;impressione naturale: not so. (Anche perché la Dahl perfettamente truccata che cammina, in stivali di plastica, su un vialetto del giardino abbracciando due piante di cavoletti appena tagliati, beh, mi spiace ma non ci crede proprio nes-su-no&#8230; :-). Giudizio complessivo: Staremo &#8211; ottimisticamente &#8211; a vede&#8217; :-)</p>
<p><strong>oh, definitely:</strong><em> Indian sweet potato pancakes; Lily&#8217;s stir fry with tofu; Buttermilk chicken with mashed sweet potatoes;&#8230;</em><br />
<strong>c&#8217;est du déjà vu ça Madame </strong>: <em>French onion soup; Eggplant parmigiana; Grilled figs with ricotta and thyme honey; Fava salad with pecorino and asparagus; Pea soup; Fish cakes; Ratatouille; Lemon capri torte; Flourless chocolate cake;&#8230;</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/harumi.jpg" alt="harumi" title="harumi" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6566" /></p>
<h3>
<strong>Everyday Harumi<br />
simple japanese food for family &#038; friends</strong><br />
Harumi Kurihara<br />
[<a href="http://www.octopusbooks.co.uk/books/general/9781840915303/everyday-harumi/">link</a>]</h3>
<p><a href="http://www.yutori.co.jp/en/index.html">Harumi</a> mi ero promessa di reincontrarla dopo aver diverse volte acquistato la sua rivista, in Giappone, senza ovviamente capirci un&#8217;hacca, tranne meravigliarmi sullo styling elegante ed terrrribilmente essenziale che caratterizza le sue cose (semo giaponesi o non semo&#8230;). E mentre la rivista sembrava più orientata sulla &#8216;casalinga moderna giapponese&#8217; con idee per insalate veloci, bento per bambini, semplici cene infrasettimanali e picnic vari (è pazzesco la quantità di informazioni che si possono dedurre solo guardando le foto, non trovate? :-), qui invece, siamo al bel ricettario <em>basic japanese</em> per il resto del mondo. E ha fatto bene, Harumi (che fra parentesi di libri in inglese non so quanti millioni ne ha venduti) a far vedere al mondo che la cucina giapponese di casa non ha nulla a che vedere con il sushi :-P (perché tutto sommato questa cosa mi pare che la gente continui a non capirla, anzi, in realtà una spiegazione me la sono data: penso che semplicemente la gente, mediamente in media, se ne frega proprio di sapere com&#8217;è e non è la cucina giapponese, cosi come non tutti vogliono davvero sapere cosa c&#8217;è oltre alla pizza e i cannelloni in italia, vabbe, ognuno segua le mode superficiali che vuole, anche). Quindi, comunque, niente pesci crudi ma le basi di una normalissima cucina quotidiana del Giappone, con tante verdure e prodotti freschi e l&#8217;omnipresente umami elegante. Niente esasperata creatività o effetti speciali però ci sta, tutto sommato, questa è un&#8217;opera didattica.  Lato foto &#8211; di<a href="http://www.jasonlowe.eu/"> Jason Lowe</a> &#8211; lavoro molto bello (e non al risparmio: ogni ricetta ha il suo scatto, a volte anche più di uno), e le immagini dell&#8217;autrice sono naturali, spontanee, gradevoli (mi verrebbe quasi da dire che c&#8217;è chi può e chi non può :), il tutto decorato con delle piccole illustrazioni naif ed eleganti, tutto molto japanese insomma&#8230; Un giudizio? beh, doveste avere solo un libro di cucina giapponese, direi che questo qui sarebbe perfetto.</p>
<p><strong>si, tutta la vita:</strong> <em>Harumi&#8217;s barbecue sauce; Karaage chicken; Tonkatsu; Katsudon; Tofu steack; Mackerel cooked in miso; Green beans with sesame dressing; Aubergine in a spicy sauce;&#8230;</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/french.jpg" alt="french" title="french" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6577" /></p>
<h3>
<strong>Mastering the art of French cooking</strong><br />
Julia Child, Louisette Bertholle e Simone Beck<br />
[<a href="http://www.amazon.com/Mastering-Art-French-Cooking-Vol/dp/0375413405">link</a>]</h3>
<p>Tenendo conto del fatto che il libro mi è arrivato solo una settimana fa, che è tutto sommato ancora periodo di afa e di insalate e quindi non di stufati e bei piatti burrosi alla francese, capirete facilmente che non ho nessun giudizio empirico da dare su questo libro. Ma daltronde, questo non è mica un libro di cucina, è un pezzo di storia (o per lo meno lo è diventato grazie a Julie &#038; Julia). Ciò detto, nonostante avevo non pochi dubbi sul tema &#8217;si ma che senso ha prendermi un libro di cucina francese scritto per gli americani quando tutto sommato potrei andarmi a leggere tutto <em>en français dans le texte?</em> (anzi, togliamo pure il condizionale). Beh, me ne ero accorta con il famoso episodo del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/05/julia-childs-boeuf-bourguignon">Boeuf bourguignon</a>: qui il lavoro di raccolta, prova e scrittura delle ricette è stato fatto in un modo molto serio, molto scrupoloso, un modo insomma che ormai ce lo sogniamo proprio (anche a voi è capitato di buttare tutto perché la ricetta sulla rivista tale o untale palesemente &#8211; a posteriori &#8211; non funzionava? ecco, questa è una cosa che con la Child non succede mai, ne sono strasicuraconvinta..). In ogni caso, questo libro deliziosamente retro &#8211; commoventi le pagine dedicate agli ustensili e le illustrazioni delle techniche &#8211; dalle ricette inconfondibilmente classiche dal buon sapore di casa e dall&#8217;aria cosi intensamente affibadile me lo porterò insieme ai romanzi per l&#8217;estate, perché ho proprio l&#8217;intenzione di leggerlo.</p>
<p><strong>ohh oui encore&#8230;:</strong><em> Soupe à l&#8217;ail aux pommes de terre; Sauce à l&#8217;estragon; Beurre au citron; Soufflé de crabe; Sole à la dieppoise; Homard à l&#8217;américaine; Poulet à l&#8217;estragon; Potée normande; Gigot de pré-salé roti; Navarin printanier, Petits pois à la française, Gratin dauphinois;&#8230;</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/marchesi.jpg" alt="marchesi" title="marchesi" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6569" /></p>
<h3>
<strong>Marchesi si nasce<br />
Questa è la mia storia</strong><br />
Gualtiero Marchesi<br />
[<a href="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4053_marchesi_si_nasce_marchesi.html">link</a>]</h3>
<p>Devo confessare che il motivo principale per cui questo libro è finito sulla mia scrivania è che la foto di copertina è mia (d&#8217;altronde per puro caso, si tratta di una foto scattata a Roma, l&#8217;anno scorso, alla festa dei 79 anni del Maestro). Anche qui, mi sono appena fermata una decina di minuti a sfogliare, però credo che anche questo libro lo porterò con me per le vacanze, insomma, lo sappiamo, Marchesi è incontestabilmente l&#8217;uomo più importante di questi ultimi 50 anni di cucina italiana, e i percorsi atipici e geniali hanno sempre molto da insegnare, specie se riepologati in modo lineare e veloce, come sembra essere il caso qui&#8230; Vi saprò dire :-) </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/maiale.jpg" alt="maiale" title="maiale" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6563" /></p>
<h3>
<strong>Maiale si nasce, salami si diventa</strong><br />
Gabriele Cremonini &#038; Giovanni Tamburini<br />
[<a href="http://www.pendragon.it/libro.do?id=1769">link</a>]</h3>
<p>E un piccolo libro atipico questo, anzi, vi cito la quarta di copertina che secondo me rende bene l&#8217;idea: <em>Nel corso dei secoli, il maiale è stato bandito, vituperato, accusato d&#8217;ogni sorta di maleficio, considerato reo di essere portatore di sciagure e malattie, in odore costante di demoniaco. Ma lui, impreterrito, continua a grufolare e ad allietare i palati del mondo, pur globalizzato, con i suoi tanti sapori prelibati. Questo libro, tra il serio e il faceto, ricco di curiosità, anneddoti, storie, racconti e ricette, è un atto di giustizia e di riconoscenza nei confronti del porco</em>. Un libretto appunto che non si prende sul serio e invece pieno di spunti e piccole o grandi cose da sapere circa un &#8216;compagno&#8217; di sempre, devo dire molto ben documentato e insieme piacevole da leggere, e ogni pagina regala qualche piccola sorpresa, in sostanza, un libretto perfetto per l&#8217;hamaca estiva del goloso gourmet&#8230; :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/mela.jpg" alt="mela" title="mela" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6565" /></p>
<h3>
<strong>Mela mangio io la mela, il giovedì<br />
una scuola alla riscoperta della frutta</strong><br />
Scuola Elementare Italo Calvino di Fossano<br />
[<a href="http://www.cibele.it/?p=262">link</a>]</h3>
<p>Per quelli che si chiedevano cosa ha fatto Cibele ed. dopo il libro del cavolo, eccoqua la risposta! Dutto &#038; co hanno messo insieme, grazie ovviamente anche alla creatività e la voglia di fare di una manciata di maestre, questo delizioso libretto di ricette in cui non ci sono foto ma ricette illustrate dai bambini stessi. Ebbene, a parte che trovo meraviglioso lo sforzo, l&#8217;attenzione all&#8217;educazione alimentare che fosse nel contempo ludica (in realtà il punto di partenza del ricettario sta nel fatto che nella scuola in cui le ricette sono state raccolte, si organizzava, ogni giovedi, una giornata dedicata alla frutta bio), e mi scopro felicissima di trovare, in mezzo alle ricette &#8211; che sono quelle delle mamme dei bambini &#8211;  di stampo italianisismo, anche qualche classico brasiliano o marocchino, ecco si, cose così davvero mi scaldano il cuore. Il tutto sotto forma di un quaderno infantile, con in mezzo le parole di alcuni grandi com Flavio Ghigo, Oscar Farinetti, ecc. Insomma, un libricino delizioso da sfogliare  con i propri bimbi, e un&#8217;idea da fare propria e riproporre nelle vostre scuole :-)</p>
<p><strong>prima o poi li provo: </strong><em> Polpette all&#8217;uvetta del Marocco; Riso banane e fagioli; Crostata di nocciole; Torta albanese;&#8230;</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/padma.jpg" alt="padma" title="padma" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6559" /></p>
<h3>
<strong>Tangy tart hot &#038; sweet<br />
A world of recipes for every day</strong><br />
Padma Lakshmi<br />
[<a href="http://www.weinsteinbooks.com/catalog/book/tangy_tart_hot_sweet">link</a>]</h3>
<p>Tanto ne avevano parlato (in realtà più per l&#8217;aspetto sexy della signorina che per la sua cucina che sembrava decisamente un optionnal :-) che alla fine sono andata a cercarmi il libro per mera curiosità. Ancora un caso di una ex-modella, ex-moglie di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salman_Rushdie">signore</a> molto famoso, ex-attrice e presentatrice (cito da wikipedia e mi astengo dal commentare: <em>She was also hostess of Domenica In, Italy&#8217;s top-rated television show</em>), e che è finita a scrivere di cibo, il che, nell&#8217;insieme, lascia piuttosto perplessi se non addirittura scettici. Come per Sophie Dahl &#8211; anche se in moooolto meno esteso &#8211; anche qui c&#8217;è un introduzione piuttosto &#8216;umana&#8217; che racconta delle origini supermultietniche di Padma, e del suo interesse di sempre per il cibo, che diventa, nella sua cucina, anche lui qualcosa di profondamente multietnico, un crocevia, un luogo di incontro, di aggregazione. E su queste cose perfettamente condivisibili io sono daccordissima (ha!), il cibo è il luogo dove ciascuno serba e coltiva le proprie origini, e incorpora man mano incontri, scoperte, amori e esperienze, cosi come è il luogo dove far conoscere ad altri il diverso da loro&#8230; Posto questo, però, uno rimane a indugiare un attimo: ma sarà Padma quindi una cuoca dentro per davvero? Beh, in ogni caso il dubbio mi pare legittimo e non c&#8217;è, in questo libro, nulla che permetta veramente di liquidarlo. Ma guardiamo piuttosto alla sostanza, come già dicevamo, quella di Padma è una cucina molto melting pot, con degli accenti molto indiani, e poi briciole di influenze raccolte lungo le strade dei suoi (numerosissimi) viaggi e spostamenti. La sua cucina oltretutto serba una caratteristica molto asiatica e insieme molto personale, ed è quella di condire sempre tutto in modo contrastato, aggiungendo per esempio del dolce e dell&#8217;acido sul salato, e via dicendo. Del resto è esattamente ciò che annuncia il titolo del libro, ed è una cosa questa che ci piace molto :-) Ma la vera cosa interessante, oltre alle foto di <a href="http://www.ditteisager.dk/">Ditte Isager</a> (che è un maledetto genio, anzi le cose più belle da lei fotografate non sono in questo libro &#8211; vedete piùttosto sul suo sito  :-), lo styling è di&#8230; <a href="http://www.susietheodorou.com/">Susie Theodorou</a>. Hm&#8230; Dove avevamo già sentito quel nome?? Ahh, ecco, un paio di paragrafi più su, quando si parlava di Sophie Dahl. E non è finita qui perché la Susie fa anche lo styling dei libri di Bill Granger. E poi ha lavorato per Donna Hay, per il defunto Gourmet et per Martha Stewart. Una divinità del mondo del foodstyling quindi, ma oltre all&#8217;eclatante successo professionale, e oltre ai mensili dove tutto sommato di stylist ne lavorano tanti, mi viene un po&#8217; da chiedere che senso abbia il fatto che tre autori culinari forti del momento abbiano tutti, dietro le quinte, le stesse manine che curano il loro cibo (e che probabilmente non fanno solo quello, sempre della serie che si fa male a pensar male ma che delle volte ci si azzecca, si potrebbe anche arrivare a pensare che forse forse la stylist mette lo zampino direttamente nella scelta delle ricette e degli abbinamenti, specie in quei casi di cuochi molto mediatici e molto poco.. cuochi&#8230; hum&#8230;). Insomma, il dubbio che mi viene è questo: mettiamo che tre grandi maison della moda avessero uno stesso e unico stilista a disegnare le loro collezioni, non ci sarebbe in ciò qualcosa di bizzarro?? Vabbe, fin qui le interrogazioni esistenziali, e via con le ricette multietniche, tangy, tart, hot &#038; sweet</p>
<p><strong>Decisamente seducenti:</strong> <em>Keralan crab cakes; Basil &#038; blood orange salad; Persian chicken soup with omani lemon and dill; Singapore noodles with shrimp and shitake mushrooms; Tamarind, ginger and honey-glazed cod; Chicken a la nueces de la India; Lamb meatballs in creamy spinach sauce; Clouds of cardamom and cashew cookies; Lytchee granita; Rose petal and pistacchio ice cream;&#8230; </em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/eataly.jpg" alt="eataly" title="eataly" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6571" /></p>
<h3>
<strong>Eataly, un&#8217;altro sguardo</strong><br />
a cura di Lidia Urani e Mauro Villone<br />
</h3>
<p>Questo libro nasce dall&#8217;associazione &#8216;<a href="http://www.unaltrosguardo.com/">un altro sguardo</a>&#8216;, da un&#8217;idea di Mauro Villone e Lidia Urani, che, in poche parole, hanno fornito ai bambini in visita scolastica a Eataly, delle macchine fotografiche usa e getta, chiedendoli di fotografare liberamente ciò che gli intrigava, incuriosiva o emozionava. Il risultato è una curiosa raccolta in cui Eataly, i suoi prodotti, impiegati e clienti vengono vista da circa un metro e qulcosina di altezza, altezza bimbi insomma, con degli scatti di certo non perfetti technicamente ma, appunto, non è questo l&#8217;importante, quel che è importante è lo sguardo, spontaneo, un po&#8217; naif e sopratutto divertito, di quei piccoli visitatori circolando per i reparti di Eataly. Anzi, quel che è ancora più importante: parte del ricavato delle vendite andrà in benificio, tramite l&#8217;ONG Para Ti di Rio de Janeiro, dei bambini della Favela di Vila Canoas, permettendo loro di proseguire gli studi.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/visual.jpg" alt="visual" title="visual" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6561" /></p>
<h3>
<strong>A visual history of cookery</strong><br />
[<a href="http://blackdogonline.com/all-books/a-visual-history-of-cookery.html">link</a>]</h3>
<p>E abbastanza un librone e ha un soggetto abbastanza dififcile da circonscrivere, anche se in fondo il titolo rende piuttosto bene l&#8217;idea: questa è una storia visiva della cucina, una stori anchorata in 5 luoghi culinariamente pertinenti (pertinenti secondo gli autori immagino: la francia, l&#8217;inghilterra e gli stati uniti, la spagna e l&#8217;italia). Probabilmente altri luoghi sarebbero stati degni di interesse, ma già cosi il libro fa 350 pagine, per cui&#8230; Insomma, abbiamo detto che era una storia visuale e infatti le illustrazioni sono ricche e interessanti. In sostanza, e per le 5 cucine di cui abbiamo detto, si ritraccia il loro sviluppo nelle più o meno grandi linee, in modo da delineare ciò che di ogni cucina fa la specificità e la grandezza, soffermandosi su cuochi storici, manuscritti e gravure rinascimentali, piatti e prodotti tipici, locandine pubblicitarie e fotogrammi da film, per andare a finire con l&#8217;alta ristorazione, l&#8217;avanguardia e la contemporaneità, con delle pagine dedicate a Adria, o Bottura tanto per rimanere in Italia. Nell&#8217;insieme un libro decisamente interessante, molto ben documentato, serio e insieme divertente. Un ottimo strumento per formarsi una visione d&#8217;insieme sulla cucina di oggi (perché si sa, per capire le cose complesse bisogna avere chiare le basi e le radici), acquisto raccommandabile per colloro che vorrebbero preparasi a uno studio serio della cosa gastronomica, e ovviamente anche per tutti gli appassionati curiosi&#8230;</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/movida.jpg" alt="movida" title="movida" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6576" /></p>
<h3>
<strong>Movida Rustica<br />
Spanish traditions and recipes</strong><br />
Frank Camorra and Richard Cornish<br />
[<a href="http://www.murdochbooks.com.au/movida-rustica-9781741964691.htm">link</a>]</h3>
<p>Proprio come diceva <a href="http://mattbites.com/2010/03/03/cookbook-reviews-spain/">Kristina Gill</a> nel post con il quale ho scoperto questo libro: questo è probabilmente uno dei libri più belli usciti lo scorso anno&#8230; Devo dire che Movida Rustica (nome del ristorante spagnolo a Melbourne di cui l&#8217;autore è titolare), è proprio un bel lavoro. Come tipologia di libro di cucina questo è un po&#8217; il classico road-cook-book, insomma, è un viaggio, in Spagna ovviamente, compiuto da Frank Camorra (sic), attraversando un po&#8217; tutte le regioni, alla ricerca di memoria, atmosfere e prodotti, tutte cose che, insieme alle ricette e ai racconti, si mescolano e si confondono, per darci in finis oltre 370 pagine in cui credo non manchi proprio un piatto spagnolo tipico(anche se spesso con delle legerrime varianti) ne una veduta più o meno spagnoleggiantemente cliché (però resi con il talentuoso occhio fotografico dell&#8217;australiano Alan Benson e quindi va benissimo lo stesso), il tutto molto giustamente prodotto in collaborazione con l&#8217;ufficio spagnolo del turismo (dire che sono avanti è dire poco). I contenuti sono divisi per regioni e/o tematiche: madrid e le tapas, le tradizioni della catalogna, la cucina basca, i sapori dell&#8217;andalusia ma anche jerez, pesce, piatti rossi, piatti grigliati ecc. In mezzo poi alle sequenze di ricette, dei focus sui prodotti tipici, su incontri, persone, usi e costumi, pezzetti di vita e sapori. Proprio a voler trovare un &#8211; unico, piccolo &#8211; difetto, per me la grafica qui tende a essere un pelino troppo barocca, ecco :-) Ciò detto, nell&#8217;insieme, si ha davvero la limpida sensazione di trovarsi di fronte all&#8217;<em>ultimate spanish cookbook</em>, e risulta veramente difficile immaginare cosa volere di più dalla vita, o piuttosto dall&#8217;editoria gastronomica, di queste immagini leggermente ruvide, questa carta opaca, questi cibi colti in quell&#8217;attimo di toccante e voluta imperfezione, insomma, è tutto vicino, umano, commovente e baciato da quella luce dell&#8217;ora dell&#8217;aperitivo sulle piccole piazze dell&#8217;andalusia&#8230; In riassunto: un libro con una marea di piatti e sapori ispanici che non pensavate, e che vi darà irremediabilmente voglia di tornare li.</p>
<p><strong>me gusta mucho: </strong><em> Croquetas de manos de cerdo; Tortillitas de calamarones; Alfajores; Milk soup with cinnamon bread dumplings and melon; Arroz con bogavante; Baked stuffed crab; Tortilla de ortigas y gambas;&#8230;</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/tamas.jpg" alt="tamas" title="tamas" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6572" /></p>
<h3>
<strong>Mai magyar konyha</strong><br />
Bereznay Tamas<br />
[<a href="http://www.libri.hu/konyv/mai-magyar-konyha-1.html">link</a>]</h3>
<p>Bene, non parlando io una parola di ungherese capirete che questa qui rischia di diventare una recensione davvero azzardata :-) <em>quoique</em>&#8230; cosi a naso a me mi sembra che il titolo di questo libro sarebbe &#8216;la mia cucina ungherese&#8217;&#8230; no? (che c&#8217;è un ungherese nell&#8217;assistenza?? :-). In sostanza, questo libro mi è arrivato per una specie di scambio, anzi un doppio scambio: quando l&#8217;anno scorso lavoravo sul capitolo ungherese del Libro del cavolo a un certo punto mi sono fissata che volevo includerci anche la spettacolare-per-quanto-l&#8217;-è-bona torta Esterhazy. Solo che non ne trovavo la ricetta. Sicché alla fine, commosso dalla mia disperazione, il caro Giu è andato a scucire la famosa ricetta presso un suo amico, cuoco in un ristorante dove fra l&#8217;altro ho cenato l&#8217;anno scorso durante il breve soggiorno a Budapest. Il cuoco si chiama appunto <a href="http://www.diningguide.hu/sef/etterem-informacio-3081">Bereznay Tamas</a>, e la sua ricetta è citata nel mio libro, che quindi gli ho regalato quando poi è uscito. Al che mi è poi arrivato, in cambio, questo libro qui, il suo, in ungherese&#8230; E io ve lo segnalo perché questa cosa del mondo che è &#8211; sempre più &#8211; paese, mi piace proprio troppo :-) La noia semmai è che mi servirebbe l&#8217;interprete per le ricette, anche se alcune foto, come quella del <em>vargabeles erdei gyumolcsokkel</em> (mi mangio gli accenti, scusate :-) o il <em>mandulas kortetorta</em> (ma <em>kortetorta</em> sarebbe per caso l&#8217;equivalente di &#8217;shortcake&#8217;?? lol :-)) bastano a se per farci capire che gli oggetti sono interessanti &#8211; insomma sono almeno due cosette di cui gradirei la traduzione (Giu, se mi senti&#8230;. :-))) </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/nabe.jpg" alt="nabe" title="nabe" width="500" height="244" class="alignnone size-full wp-image-6573" /></p>
<h3>
<strong>Japanese hot pots<br />
Comforting one-pot meals</strong><br />
di Tadashi Ono &#038; Harris Salat<br />
[<a href="http://www.japanesehotpots.com/">link</a>]</h3>
<p>Nonostante sia ormai completamente fuori stagione il tema (che sarebbe il <em>nabe</em>, tipica preparazione invernale giapponese, già), volevo e dovevo segnalarvi questo libro &#8211; chessò, appuntatevelo per il prossimo inverno &#8211; perché, causa oviamente la lunga permanenza dell&#8217;inizio dell&#8217;anno, sono davvero davvero fan del genere. Si, ma cos&#8217;è il nabe? Beh, il nabe sarebbe la pentola di terracotta o ceramica, bassa e larga, che serve a cuocere il nabe, la preparazione culinaria, a metà strada fra uno zuppone e una fonduta borguignona a base di brodo. In pratica, si prepara un brodo (che in genere è dashi con salsa di soia e sake, più a  volte del miso) e si fanno cuocere o scottare li dentro una lunga serie di ingredienti, diversi di volta in volta e che spaziano dal tofu o altri derivati del tofu a diversi tipi di funghi, di erbe, di radici invernali, pesce e carne e via dicendo. Infine si scolano i bocconcini dal brodo, si intingono in una qualche salsina acida o salata o piccante e si mangiano&#8230; Ci sono poi due modi per preparare il nabe: o si fa cuocere tutto sul fuoco, in cucina, e si porta il pentolone a tavolo pronto per essere mangiato, o si porta a tavola il pentolone di brodo insieme agli ingredienti crudi, dopodiché ognuno ci butta dentro e fa cuocere quel che vuole (proprio come per la fonduta). Quando gli ingredienti sono finiti, ciò che rimane è un fondo di brodo decisamente aromatico (poiché dentro è stato cotto di tutto e di più) e si usa consumarlo a fine pasto faccendoci cuocere una qualche forma di pasta, o buttandoci del riso, che assordendo il brodo assomiglia un pochino, in finis, a&#8230; un risotto :-) Questo libro riepiloga davvero tutto tutto tutto ciò che c&#8217;è bisogno di sapere in materia di nabe, dai recipienti agli ingredienti, ai tagli delle verdure e delle carni passando per le salsine di accompagnamento, e propone un bel numero di ricette e di abbinamenti da sperimentare. Decisamente una delle più belle scoperte culinarie di quest&#8217;anno. </p>
<p><strong>my absolute favorites:</strong> <em>Kabocha pumpkin hotpot; Salmon hot pot; Black cod and soy milk hot pot; Kyoto mackerel-miso hot pot; Hakata chicken hot pot; Beef sukiyaki; Beef shabu-shabu;&#8230;</em>
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Books for Cooks &#124; winter 2010</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/01/books-for-cooks-winter-2010</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/01/books-for-cooks-winter-2010#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 09:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Hoplà. Fatta. No dico perché siccome erano almeno due mesi che questo post se ne stava li in stand by, un&#8217;altro po&#8217; che andava a finire che ve lo propinavo l&#8217;estate prossimo. E invece magari che, ormai che le feste sono digerite, vi stava venendo fame di letture cucinesche invernali :)

Seasons
Donna Hay
[link]
Un po&#8217; come i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/01/booksforcooksw2010.jpg" alt="booksforcooksw2010" title="booksforcooksw2010" width="420" height="630" class="alignnone size-full wp-image-4950" /></p>
<p>Hoplà. Fatta. No dico perché siccome erano almeno due mesi che questo post se ne stava li in stand by, un&#8217;altro po&#8217; che andava a finire che ve lo propinavo l&#8217;estate prossimo. E invece magari che, ormai che le feste sono digerite, vi stava venendo fame di letture cucinesche invernali :)<br />
<span id="more-4949"></span></p>
<h3>Seasons<br />
<strong>Donna Hay</strong><br />
[<a href="http://www.donnahay.com.au/books/101-seasons-book/#/admin/custom_images/catalogue/2009/11/05/Seasons_Contents.jpg">link</a>]</h3>
<p>Un po&#8217; come i bimbi che aspettano Babbo Natale, io ogni anno aspetto il nuovo libro della foodstylist più famosa al mondo, e stavolta, guarda caso, me l&#8217;ha portato proprio Babbo Natale in persona :) Seasons è molto diverso dai libri precedenti di Donna Hay, nel senso che è una raccolta dei migliori servizi food pubblicati sulla sua rivista (chi la legge lo sa, li ci si scosta anche parecchio dalle eteree foto banco e blu dei suoi ricettari, anzi sfondi e ambientazioni variano tantissimo, assomigliando spesso e volentieri a volte a veri e propri servizi moda). Beh, ecco, questo libro è tutto così, tutto molto poco bianco e etereo, tutto molto rustico, reale, vivo, <em>on location</em>. Intanto è un vero e proprio librone di 300 e passa pagine, su una carta opaca bella spessa, e i contenuti sono organizzati, come da titolo, per stagioni. Un anno di cucina quindi con tanto di facce, spiagge, cesti picnic e tavole natalizie, con dei chiaroscuri, dei legni, degli accessori vintage, irresistibile come sempre, il tutto, oltre a essere deliziosamente perfetto come sempre, a fare decisamente &#8216;casa&#8217;, una cucina vissuta, sentita al passo dele stagioni che irrompono, gioiose, morbide, fresche, sullo sfondo. Essendo una raccolta, i fotografi sono più di uno, l&#8217;eterno Con Poulos in primis, e poi gente come Cris Court e Mikkel Vang, che stanno al cibo come Meisel e Mondino stanno alla fotografia di moda. La faccio breve: un libro stupendissimissimo, da procurarsi a ogni costo e da sfogliare, rapiti, all&#8217;infinito :)<br />
<em>post it</em>: non mi prendo neanche più la sbriga di metterli sui libri di Donna Hay, tanto è tutto bello e interessante :)</p>
<h3>Gourmet Today<br />
curato da Ruth Reichl<br />
[<a href="http://www.amazon.com/Gourmet-Today-All-New-Recipes-Contemporary/dp/0618610189">link</a>]</h3>
<p>Sinceramente ogni volta che prendo questo libro dallo scaffale nel mio cuore avverto un grumettino di commozione. Gourmet Today è uscito a settembre dell&#8217;anno scorso, praticamente nel momento preciso in cui la CondeNast ha smontato e cestinato senza batter ciglia ciò che era la più bella rivista di cucina al mondo, e di cui molto, io inclusa, continuano a sentirsi terribilmente orfani. Trattasi di un librone che secondo me pesa di più di un&#8217;edizione critica della Bibbia, ed è in qualche modo ciò che Gourmet ci ha lasciato per il futuro. Un&#8217;eredità cucinesca contemporanea, una bibbia per la donna moderna anno 2010. Le ricette sono mille, le pagine pure, in quanto a foto invece siamo a quota zero (mi viene il mal di pancia pensando allo stupendo archivio fotografico di Gourmet), però va bene così, insomma, le Bibbie in genere non hanno le foto, giusto? Dunque, per rendere meglio l&#8217;idea, penso fermamente che questo libro vada acquistato, è una specie di stato generale della cucina di oggi, con tutte le cose di vicino e lontano che bene o male le massaie moderne (che saremmo noi, femmine fra 30 e 40 anni, grosso modo eh :)), conosciamo, amiamo, cuciniamo, ovunque siamo, dalla lasagna verde ai spring rolls passando per il boeuf carottes o il branzino saltato alla soia. E la cucina di un mondo globale (perché noi siamo in un mondo globale, c&#8217;è poco daffa&#8217;), con delle ricette venute da ogni orizzonte pur essendo tutte familiari e sopratutto stratestate, documentate, precise, perfette (perché se c&#8217;è una cosa che contradistingueva Gourmet è che quelli sapevano fare il loro lavoro). Per me, questa cosa qui è da collocare direttamente fra la Gosetti e il Guarnaschelli, insomma, se avete amiche in procinto di sposarsi, eccoqua l&#8217;ideona&#8230; :)))</p>
<h3>The modern vegetarian<br />
Maria Elia<br />
[<a href="http://www.amazon.co.uk/Modern-Vegetarian-Adventures-Contemporary-Recipes/dp/1856268209">link</a>]</h3>
<p>Come lo dice il titolo, trattasi di cucina vegetariana moderna. O piuttosto contemporanea. Bene. Io vegetariana non sono anche se tendo a prediliggere le verdure, e direi che appunto questo è un libro perfetto per i vegetariani e forse sopratutto per i non vegetariani, per colloro che non sono estremisti e per gli amanti delle verdure in generale: non c&#8217;è qui dentro nulla di astruso (aka macrobiotico), nulla di strambo, nessun ingrediente sospetto, l&#8217;unca cosa è che carne o pesce non ci sono (i grassi vegetali, tipo burro e formaggi, si), e in qualche modo non se ne sente affatto la mancanza: piatti ricchi, pieni di sapori, stagionali, colorati, che sembrano apaganti da ogni punto di vista, insomma, un libro pieno di belle e sane idee. Lato estetico, non è di meno: una grafica sobria, elegante, piacevole, e delle foto molto belle, in sostanza, un libro affidabile, molto ben riuscito!<br />
<em>post it</em>: tatin di fichi, scaglie di manchego e rucola; Blinis di topinambour e gorgonzola; curry di melanzane con pomodoro e anacardi; baklava con pomodoro, feta, mandorle e datteri; panzanella di anguria; sorbetto di susine con vino rosso e cinque spezie; crostata al cioccolato con lemongrass, zenzero e kafir</p>
<h3>Biscuits, sablées, cookies<br />
Martha Stewart<br />
[<a href="http://www.amazon.fr/Biscuits-sabl%C3%A9s-cookies-petits-g%C3%A2teaux/dp/2501059891/ref=sr_1_1?ie=UTF8&#038;s=books&#038;qid=1264407135&#038;sr=8-1">link</a>]</h3>
<p>Allora, a scanso di equivoci, ci sono alcune cuoche mediatiche che a me non piaciono. Martha Stewart è fra queste (in alternativa vi avrei parlato male di Nigella ma non vedo suoi libri nuovi all&#8217;orizzonte, peccato :). Ecco, davvero, quella mise en plis biondo paglia, quelle pose kitsch con sorriso smaltato sulla sua rivista, le sue torte bianco blu e rosse e tutto la patina pubblicitaria del resto, mi fa davvero troppo grande famiglia felice americana, ed è più di quanto io non riesca a reggere. Insomma, dal punto di vista di Martha Stewart, io sono piuttosto fuori target :) Detto ciò ero curiosa di questo suo libro uscito in Francia l&#8217;anno scorso (non ne avevo, di libri suoi, la rivista mi era bastata :) e devo dire che, a parte la copertina meravigliosa, l&#8217;insieme è molto meno peggio di quanto avrei temuto. Anzi, questa è una vera e propria piccola bibbia del biscotto, da quelli più o meno morbidi, a quelli cioccolatosi, dalle forme definite o meno, tradizionali, un po&#8217; fusione, insomma, c&#8217;è di tutto, basta sia piccolo, dolce, biscottoso e comestibile insieme al tè :) L&#8217;unica mia perplessità semmai riguarda l&#8217;iconografia: le foto sono mooolto macro, quasi sempre scontornate (le pagine di indice invece sono carinisisme, con tutti quanti o quasi i biscotti in pianta su una decina di pagine), per cui, biscotti a parte, non ci sono praticamente altri elementi in quelle foto, che è un po&#8217; un peccato, insomma, atmosfera zero. Non ci resta quindi che sognare su altri libri, in compenso se siete alla ricerca di ideuzze nuove per biscottini pur sempre abbastanza tradizionali, beh, sarete serviti :)<br />
<em>post it</em>: biscotti al sesamo; snockerdoodles; biscotti farciti ai datteri; frollini al rosmarino; biscottini con uvetta e whisky; cookies ultraricchi; bretzels al cioccolato&#8230;</p>
<h3>Niko, Semplicità reale<br />
Niko Romito<br />
[<a href="http://www.giuntistore.it/customer/product.php?productid=12589&#038;cat=472">link</a>] </h3>
<p>Trattasi di un classicissimo libro appena uscito nella classicisisma collana degli Chefs, presso Giunti. Un piccolo appunto però perché sono felice di averlo fra le mani, questo libro (visto che da Romito stesso non ci sono ancora mai andata e che invece continuo a leggerne ogni bene ovunque :), intanto perché anche senza conoscerlo, il libro mi permette di iniziare a farmi una mezza idea di cosa potrei trovare alla tavola di Romito. E a giudicarne dagli spunti intravvisti nel libro, ciò che potrei trovarci ha iniziato a intrigarmi parecchio. Tipo? Tipo l&#8217;infuso di capra con dragoncello e lampone; l&#8217;insalata di fagioli bianchi, fincocchi e arancia con sgombro affumicato al faggio; e anche quel gelato alla genziana con caramello di frutto alla passione. Insomma, piccoli assaggi scritti che aguzzano una intensa curiosità, e poi la sensazione che, forse per la prima volta in questa collana, lo chef abbia deciso di fare un libro per chi cucina. Insomma qui non si tratta del solito elenco di piatti complicati e troppo laboriosi che vanno bene al ristorante ma non tanto a casa (voglio dire, un libro è un lavoro di comunicazione, non un portfolio personale, hum&#8230;). Questo libro qui è diviso a sezioni (memoria, montagna, evoluzione creativa, e territorio e tradizione che raccoglie dei piatti molto semplicemente abbruzzesi), per cui a sfogliarlo la sensazione è che le idee siano tante ma le ricette semplici anche, ed è in sé una bellissima attenzione verso chi legge (non so voi ma io da cuciniera sono diventata allergica ai libi belli e impossibili :) Prima o poi qualcosa da qui lo cucino! :)</p>
<h3>Cucinare insieme<br />
Annalisa Barbagli e Stefania Barzini<br />
[<a href="http://www.giuntistore.it/customer/search.php?in_id_collana=1250">link</a>] </h3>
<p>Stavolta faccio anche il piccolo inserto promozionale a beneficio degli amici :) Insomma, a ottobre scorso sono usciti i due primi volumi (<em>Fritto e mangiato</em> e <em>Le ricette delle feste</em>) di una collana che ne conterà, in tutto, 20, e che si chiama Cucinare Insieme. In sostanza, non c&#8217;è persona che abbia lavorato su questi libri che io non conosca, anche molto bene, anzi alcuni di loro sono veri e propri miei compagni di merenda, o gente con la quale per un pezzo sono cresciuta, come Stefano Bonilli, il curatore della collana, Annalisa Barbagli, la fatina della cucina di casa, Stefania Barzini, Fabio Cremonisi alla grafica, Paolo della Corte alla fotografia e Max Mariola in video. Per cui, cosa potrei dire che non risulterebbe melense?! Non lo so! Insomma, se li vedete in libreria, fermatevi, sfogliateli, e decidete voi se vi piacciono :))</p>
<h3>Facecook<br />
Fabio Fumo<br />
[<a href="http://www.liguori.it/schedanew.asp?isbn=4760">link</a>] </h3>
<p>Credo che questo librettino sia uscito più o meno in concommittanza col mio, ed è talmente talmente atipico che non potevo non dirne due paroline en passant, anche se davvero non so bene cosa dirne. Nel senso che il libro è davvero fuori dai soliti tracciati, mi ha colpito, mi ha fatto sorridere, dopodiché però non so bene dove collocarlo :) In sostanza trattasi di un librettino bianco e nero, solo testo con qualche piccola illustrazione, in cui le ricette ci sono (molto semplici), con la loro lista ingredienti precisi, tranne poi che la parte &#8216;procedimento&#8217; è leggermente delirante :) Insomma, le ricette si mutano in piccole storielle spesso asusrde o strampalate, hanno per protagonisti dei personaggi che a volte tornano (ed è questo che, se ho ben capito, ha valso al libro il suo titolo), per cui in qualche modo questo libretto riesce l&#8217;exploit di farti leggere la parte procedimento (cosa che altrimenti, se non fosse per necessità, al momento di cucinare, uno non farebbe), e risulta simpatico proprio per questo. Anzi, forse questo è il punto e il cuore dei miei dubbi: è un libro di cucina con delle ricette che si potrebbero anche seguire, ma che in qualche modo sono quasi accessorie, anzi, non sono neanche sicura di averle guardate più di tanto :) In compenso ho sorriso molto mentre stavo appoggiata al bancone della cucina a leggerne i procedimenti/storielle :)</p>
<h3>101 trattorie e osterie di Roma<br />
Federica Morrone e Cristiana Rumori<br />
[<a href="http://www.newtoncompton.com/index.php?lnk=101&#038;ISBN=978-88-541-1617-7&#038;idaut=1801;1802;&#038;idcur=">link</a>] </h3>
<p>Francamente, non condivido tutti i giudizi di questa piccola guida che raccoglie 101 trattorie romane dove mangiare almeno una volta nella vita e spendere molto poco&#8217;. Per dire, Baffetto sta da anni sulla mia lista nera e anche der Pallaro, in quanto alla qualità del cibo, non scherza, tanto per dirne due. Però non è questo il punto. Perché questa è in qualche modo un&#8217;antiguida: niente elucubrazioni più o meno (in genere meno, purtroppo) intelettuali sulla cucina in sé, nessuna pretenzione di affibiare punteggi a nessuno (e in un certo senso meno male :), invece questi sono 101 piccoli racconti, di vita, d&#8217;ambiente, di romanitudine, degli episodi che potrebbero acccadere anche a voi, entrando in quei locali, parole veraci e schiette, pochi fronzoli, vita vera (e cibo, beh, non da stellemichelin ma tanto non era di questo che si vuole parlare qui :). E quindi questa guidina mi è piaciuta, perché dà da leggere (in modo moooolto più fantasioso e divertente di qualsiasi altra guida) e perché va riconosciuto che contiene dei veri pezzetti di autentica romanità, il ché, in fondo, è assolutamente lodevole :) Fra gli indirizzi, diversi luoghi che affeziono particolarmente, come Felice, Dino Express, Alfredo e Ada, Armando al Pantheon, Enoteca Corsi, e poi molti molti altri che prima o poi dovrò vedere di scoprire :))</p>
<h3> (l&#8217;angolo delle pecore nere)</h3>
<p>Una piccola parentesi per dirvi velocemente molto male di due libri (mi sento in diritto di farlo, dopotutto, sono io quella che se li è farciti entrambi una sera che stavo all&#8217;aeroporto di Torino aspettando di sapere quando l&#8217;aereo mi vrebbe finalmente riportato a casa). Due capolavori da studiare, ma non dal punto di vista letterario, ancora meno da quello gastronomico (semmai a documentare un saggio dal titolo &#8216;ma perché i professionisti di altri settori poi prima o poi se devono leva&#8217; er pallino del romanzo?). Il primo: <a href="http://libreriarizzoli.corriere.it/libro/bresso_mercedes-il_profilo_del_tartufo_.aspx?ean=9788817032070">Il profilo del tartufo</a> di Mercedes Bresso. Ora a parte che la signora sarebbe anche presidente di una delle regioni più stupende e pià ben tenute che ci siano in italia (dico sul serio :), il suo libro purtroppo è un perfetto compitino da scolaretto. Vagamente divertenti le scenette nel retromondo dell&#8217;asta tartufo d&#8217;Alba (in realtà credo che fra mafia croata e non so cos&#8217;altro si potrebbe scrivere piuttosto una specie di Gomorra sul tema tartufo, cosa che questo libro non è), però vabbe, c&#8217;è una trama, è un giallo, ci sono un paio di morti assurdi, uno tanto aspetta l&#8217;aereo ed è sempre meglio di leggere Chi. Poteva quindi andare peggio. E infatti con secondo libro è andata molto peggio: <a href="http://www.hoepli.it/libro/black-pepper.asp?ib=9788889257234&#038;pc=000010001001004">Black Pepper</a> di Gambarotta e Capelletto è un libro che francamente gli dedicherei un rogo, minimo: trama banale, vena letteraria del tutto assente, mestiere dello scrittore pure (bisogna veramente metterci del suo per far parlare dei bucolici personaggi del profondo piemonte con un linguaggio da laureando in legge), e su tutte: l&#8217;assurda idea di usare come protagonista del giallo un avocatuccio di provincia (con tutti i sogni, pensieri e occupazioni tipici del genere, semplicemente odioso, tipo che il dictionnaire des idées reçues i signori autori non l&#8217;hanno proprio letto, tipo che Flaubert si è rigirato un paio di volte nella tomba), il quale, per inciso, non conduce nessuna inchiesta, insomma, non succede mai nulla, se non che ogni tanto si viene informati dai fatti successi altrove, fra una gita al mare e l&#8217;altra (bisogna pur sempre passare il tempo). Irritante, terribile e da non leggere asoslutamente (e arridatemi piuttosto Montalbano! :). In due questi libri fanno qualcosa come 35 euro. Già che siete in Piemonte, investiteli piuttosto in una bottiglia di vino o un quintale di gianduiotti, faranno sempre meno male di queste due letture qui :)</p>
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		<title>Books for Cooks &#124; summer 2009</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/07/books-for-cooks-summer-edition</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 07:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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Non so voi ma io ho già iniziato a preparare il cesto dei libri che verranno con me in vacanza, e quindi, delle volte che foste in mancanza di ispirazione, un paio di appunti&#8230; :-)

Prepararsi per le conserve (1)
Il formato è forse un po’ grandicello, ma nell’insieme questo libro prodotto in italia (bonus) non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/07/books_summer_ssl.jpg" alt="" title="books_summer_ssl" width="420" height="630" class="alignnone size-full wp-image-3731" /></p>
<p>Non so voi ma io ho già iniziato a preparare il cesto dei libri che verranno con me in vacanza, e quindi, delle volte che foste in mancanza di ispirazione, un paio di appunti&#8230; :-)<br />
<span id="more-3718"></span></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/07/books_summer3.jpg" alt="" title="booksmaggio1_s" width="200" height="328" align="left"/><strong>Prepararsi per le conserve (1)</strong><br />
Il formato è forse un po’ grandicello, ma nell’insieme questo libro prodotto in italia (bonus) non è affatto male (anzi, veramente doppio bonus: le foto di Davide de Prato solo lineari, eleganti e hanno un loro fascino). E in sostanza, come da sototitolo, una collezione di ricette di conserve, confetture e liquori utili pressoché tutto l’anno, non solo marmellate di frutta ma anche verdure, carni e formaggio sott’olio (quest&#8217;ultima categoria è a me ignota, dovrò vedere di rimediare :-), con una bella intro con indicazioni generiche assai precise su come prepararsi alle conserve (non so voi ma io ho ancora il timore dei sottoli, per esempio, qui invece ho trovato di che rassicurarmi, insomma non è detto che stavolta non ci provi :-) e proponendo anche, ogni tanto, qualche abbinamento un po’ fuori dai sentieri battuti, anche se l&#8217;insieme rimane molto su una linea classica italiana. Il tocco genialoide che cambia tutto: 3 doppie pagine di idee fai da te per creare confezioni regalo fuori dall&#8217;ordinario e, a fine libro, due fogli di etichette adesive simpaticamente retro, una trovata carina, utile e divertente mai vista prima! ☺<br />
<strong>i miei post-it</strong>: Confettura di carote, pere, zenzero e cannella; Lonza di maiale in conserva d&#8217;olio e spezie; Sardine in olio d&#8217;oliva; Composta di cipolla rossa con rosmarino e vaniglia; Composta di radicchio rosos, amaretti e spezie; Liquore di mandarino e miele &#8230;<br />
<em><a href="http://www.gruppofood.com/it/book/FUOR021">Fatto in casa</a>, a cura di Francesca Badi e Cristina Bottari, 127pp, 19,90 euro, Food editore.<br />
</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/07/books_summer2.jpg" alt="" title="booksmaggio1_s" width="200" height="328" align="left"/><strong>Prepararsi per le conserve (2)</strong><br />
L’anno scorso, in materia di marmellate, mi ero convertita con grandissimo entusiasma al metodo <a href="http://chocolateandzucchini.com/archives/2004/09/chez_christine_ferber.php">Ferber</a>, quest’anno mi porto senz’altro tutto quanto il libro con il fermo intento di provare, oltre ai fichi, qualsiasi cosa di marmelatificabile che mi capiterà sotto mano, dalle pere alle more passando per i pomodori! Per ricordo, la marmellata secondo Ferber non contempla l’aggiunta di fruttapec e riesce a zappare abilmente le ore e ore di bollitura delle marmellate di una volta: solo limone e una notte di riposo in frigo, per una marmellate dense ma dal sapore integro non compromesso da lunghe cotture. Semplicemente geniale. Aggiungere a tutto ciò la naturale inclinazione della maga delle marmellate per gli abbinamenti originali e armoniosi e avrete, beh, una guru :-)<br />
<strong>I miei post-it</strong>: cerises blanches et rose, fraises au jus de framboise et vinaigre balsamique; les deux abricots à la vanille et au gewurstraminer; lamponi e lytchee à la rose; tomates rouges à la vanille; peches blanche au safran;…</p>
<p><em>Mes confitures, Christine Ferber, ed. J’ai Lu, 285pp, 5 euro. In francese.</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/07/books_summer3.gif" alt="" title="booksmaggio1_s" width="200" height="328" align="left"/><strong>Non solo conserve&#8230;</strong><br />
In sostanza è un corollare al libro precedente, trattasi di ricette per crostate dolci e salate, che molto spesso riprendono gli abbinamente delle marmellate di prima. In più un po&#8217; di idee &#8217;salate&#8217;, spesso di ispirazione alsaziana (poiché è lì che vive<em> la fee des confitures</em>&#8230;) Anche qui le ricette sono anche qui divise in base ai prodotti di stagione, anche qui sono pressoché irresistibili, anche qui gli spunti per creazioni proprie future sono tanti&#8230;<br />
<strong>I miei post-it</strong>: tarte à la rhubarbe meringuée aux épices; arte aux framboises et au munster blanc; tarte aux figues, à l’orange et aux noix;<br />
<em>Mes tartes sucrées et salées, Christine Ferber, ed. J’ai Lu, 317pp, 5,60 euro. In francese</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/07/books_summer_dd.jpg" alt="" title="booksmaggio1_s" width="200" height="328" align="left"/><strong>Quei blog che diventano dei libri</strong><br />
Vabbe che avendone uno, di libro (del cavolo), che è quasi finito (manca una settimana alla chiusura! :-), dovrei stare un po&#8217; attenta a ciò che dico però, c&#8217;è poco daffa&#8217;, noio siam piccoli critici dentro :-) (e tanto lo so bene che non tutto viene sempre come si vorrebbe :-P). Insomma, era uscito già da un po’ e non è che non fosse curiosa del libro scritto da una delle mie <a href="http://www.deliciousdays.com/">blogger</a> storiche preferite, solo che mi sono un paio di volte scordata di ordinarlo e cosi è arrivato, nella versione tedesca, quasi un anno dopo la sua uscita. Sinceramente non ho ancora deciso se mi piace (il che equivale, suppongo, a dire che non mi piace da matti, insomma, non mi dispiace ma non farei neanche la ola, non come per i libri di cui sotto, per dire). Il punto è questo: mentre il blog è bello e colorato ma etereo, con delle foto curate, e del cibo lavorato in modo pignolo, il libro è, beh, è un’altra cosa… Niente più sfondi diafani e forta controluce ma colori e a volte persino stilismo un filo scontato, per non dire delle macro omnipresenti – come sul blog – tranne che su carta però, uno dopo un po’ li trova stucchevoli (non so voi ma io i denti di una forchetta a piena pagina, beh, boh…). Questa cosa delle macro forse è semplicemente un piccolo problema di adattamento al formato, infatti una macro su un blog dove la foto è horizzontale e larga un 500 pixel va benisismo, ritrovarsela a piena pagina di un libro è un po&#8217; diverso, quindi forse, per i blogger questa del cambiamento del sopporto e delle dimensioni può essere un po&#8217; un tranello. Per il resto ricette carine come sempre, con alcuni spunti da riprendere e sviluppare (altri no, voglio dire, non l’aspettavo affatto la ricetta dell’insalata greca, macché…), ma un layout generale (curato dalla stessa Nicole Stich) che, a forza di colori e di eclectismo, fa un filo rimpiangere il blog (eh vabbe, tanto, quello ce l’abbiamo lì, sotto mano, basta un clic ☺)<br />
<strong> I miei post-it</strong>: insalata di pane indiana, parfait al frutto della passione, sorbeto all’aperol, sfoglie croccanti alle nocciole, briochine all’arancia, mozartkugeln, paté di fegatini con pistacchi;&#8230;</p>
<p><em>Delicious Days, di Nicole Stich, Grafe und Unser ed., 215pp, 19,90 euro. In inglese e in tedesco.</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/07/books_summer_tanis.jpg" alt="" title="booksmaggio1_s" width="200" height="328" align="left"/><strong>L&#8217;eleganza del fico</strong><br />
L’avevo letto qua e là, sembrerebbe che in questo ultimo anni ogni foodie che si rispettasse si fosse innamorato di questo libro, e cosi, fosse anche solamente per il titolo, ho ceduto. Ebbene, tanto per essere originale: credo sia uno dei più bei libri che mi siano capitati sotto mano quest’anno! Semplice e pulitissimo il layout, tutto bianco, un libro che riposa gli occhi, carta gradevole al tatto e foto molto molto belle, un po&#8217;rustiche ma non troppo, vissute ma con discrezione, nulla di volutamente sgargiante, tutto assolutamente sobrio, cibo trattato con dignità, rispetto e grande cura. Vi riporto le due prima righe del libro che ne rendono perfettamente lo spirito: <em>Do you really need a recipe for a platter of figs? No. Is that the point? Yes. Does it have to be more complicated than that? Not really. </em> Segue una riflessione sul fatto che per servire cose semplici bisogna comunque avere la consapevolezza della loro qualità, delle loro proprietà organolettiche, ma questo non toglie molto alla questione di fondo: <a href="http://www.theglobeandmail.com/life/article721556.ece">David Tanis</a>, chef al mitico <a href="http://www.chezpanisse.com/intro.php">Chez Panisse</a> di Alice Waters, riesce a fare ciò che gli chef italiani quando scrivono libri perdono troppo spesso di vista: il cibo di casa non è cibo da ristorante, e nessuno o quasi vuole né può replicare cose elaboratissime nel proprio cucinotto, soprattutto: non serve. Del resto manco gli chef stessi mangiano a casa come al ristorante :-P. Ne risulta una marea di menu in tre portate, essenziali, centrati e insieme elegantemente golosi, con ricette che poggiano in gran parte sulla bontà della materia spingendola ad esaltarsi, in modo semplice, ma elegante, e che variano ovviamente con le stagioni e il loro prodotti. Un libro praticamente perfetto.<br />
<strong>I miei post it</strong>: Insalata di fave con prosciutto di montagna e menta, Risotto all’aragosta; Fragole al profumo di rosa; Insalata di granchio e prezzemolo; Gelato miele e lavanda; Crumble di mirtilli e more; Insalata di avocado e ravanelli; Zuppa di pesce con cozze e chorizo; Prugne fredde al beaujolais; Tagine di pollo con zucca e ceci;&#8230;</p>
<p><em>A platter of figs, di David Tanis, Artisan ed., 294pp., 35$. In inglese.</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/07/bookssummergiap.gif" alt="" title="booksmaggio1_s" width="200" height="328" align="left"/><strong>Cucinare giapponese a casa propria</strong><br />
Ve l’avevo pronesso, eccoloqua il libro che mi ha fatto compagnia per tante sere, come lettura studio prima della buonanotte. Sul serio, c’è da impararci tantissimo, grazie alle nutrite introduzioni, alle ricette stesse (che dimostrano tutte ciò che ci sia da carpire al di là del sushi, concetta che mi sembra vagamente di aver già sottolineato <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/07/piccolo-gastrodizionario-nipponico-non-esaustivo">qualche tempo fa</a> :-) e all’approccio per nula snob alla cucina quotidiana dei giapponesi. Quindi, oltre a insegnarci una volta per tutte cosa tiene un giapponese in dispensa o come si cuoce il riso giapponese, Kaori ci fa validissimo spieghe sul cibo al quotidiano in oriente, dal chirachisushi (una ciotola di riso con tante cose sopra, perché gli stessi giapponesi a casa mica perdono tempo per fare dei sushi) al shio-jake – il miglior salmone al mondo (e di una scemenza disarmante, basta tenere il filetto di salmone sotto sale per un oretta e poi cuocerlo sotto al grill, stupendoooo ☺). Insomma, un libro che non è ancora riuscito a stancarmi, e se dovessi averne solo un di cucina giapponese, sarebbe questo qui :-)<br />
<strong>I miei post-it</strong>: dal okonomiyaki alle melanzane fritte con salsa al miso, al chazuke passando per il teriyaki e il tataki, tutte ma proprie tutte le ricette sono buone e stimolanti e da scoprire! :-)</p>
<p><em>Une japonaise à Paris, di Kaori Endo, ed. Minerva, 160pp., 28 euro. In francese</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/07/books_summer_donna.jpg" alt="" title="booksmaggio1_s" width="200" height="328" align="left"/><strong>Il libro che aspettavo&#8230;</strong><br />
Era disponibile già da un po’ sul <a href="http://www.donnahay.com.au/books/17-no-time-to-cook/#/admin/custom_images/catalogue/2008/12/10/no_time_to_cook_dps1.jpg">sito</a> dell’autrice ma già che le riviste mi arrivano una volta forse e l’altra no ero dubbiosa sul da farsi, alla fine mi sono decisa nell’istante in cui ho trovato la traduzione in ollandese. L’attesissimo opus 2008 di Donna Hay (che sforna da quasi 10 anni ormai un libro all’anno) è interessante e delinea almeno due trend che in qualche modo si erano anche osservati sulla sua rivista: 1) la cucina è veloce, non abbiamo tempo, e urgono quindi delle soluzioni rapide ma comunque gustose ed eleganti, dei suggerimenti su cosa cucinare e congelare, un sacco di gustosissime marinature lampo, ecc, e in questo non ci si scosta poi tanto dal precedente ‘cucinare in un istante’ 2) il vintage: mai come prima, questo libro di Donna Hay sembra quasi un catalogo da rigattiere, con una collezione davvero impressionnante di teglie, padellini, canovacci e mestoli svariati, tutti antiquati, il genere di antiquato che a cercare bene trovi abbastanza facilmente a Budapest, per dire ☺, insomma, una collezione di props di cui si capisce che racattatarle è stato un lavoro titanico, assolutamente ammirevole, come corollare però, le immagini &#8211; sempre a cura dell&#8217;eccellente <a href="http://www.conpoulos.com/">Con Poulos</a> &#8211; sono tendenzialmente meno pure ed esenziali (ricordate i tempi in cui Donna Hay usava solo ceramica bianca su sfondo bianco, beh, ecco, sono un po&#8217; passati :-), più composte e complessi e includono spessissimo degli accenni alle fasi di lavorazioni (e agli ustenili dunque, antichi, ovviamente). 3) gli sfondi: non sono più di quel bianco cremoso tipico dei libri donnahayiani ma tirano tutti sull&#8217;azzurrino freddo, che poi sarebbe marmo 4) anche il layout non è più quello del bianco di rigore di prima, invece alcuni giochi grafici già visti nella rivista si ritrovano qui, come quei bordini che ricordano le cuciture o le righe lungo le quali le foglie vanno strappate. Nell’insieme, un bel lavorone, tante tantissime ricette, molte hanno ormai un ché di déjà vu, come le svariate insalate a base di noodles asiatici, o alcune cose con mozzarella e basilico, le paste anche (stendo un velo pietoso sulla carbonara che include panna e prosciutto crudo ☺) ma nel’insieme il libro è ricco di spunto, se ci è concesso forse ci dispiacciono un pochino alcune foto ridotte a un nono di pagina (che benché il formato sia grande, dividila per nove e ottieni uno spazio piuttosto piccolo). Insomma, se volete vedere da che parti se ne sta andando l&#8217;avanguardia dello styling di cibo a livello mondiale, o semplicemente avere sotto mano una collezione di ricette non scontate, belle ed eleganti oltre che veloci, ottimo acquisto ☺<br />
<strong>I miei post-it</strong>: Bruschetta con tonno e humus; Insalata di pollo con anacardi e dressing piccante; Salmone grigliato con maionnese al limone sotto sale; Quesadillas con pollo, lime e coriandolo; Couscous speziato con pollo e chorizo; Zuppa cremosa di patate e porcini; Curry rosso con maiale e patate dolci; </p>
<p><em>No time to cook, di Donna Hay, HarperCollins, 208pp., 39,95$. In inglese.</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/07/books_summer_be.jpg" alt="" title="booksmaggio1_s" width="200" height="328" align="left"/><strong>Cosa mangiano i belghi?</strong><br />
Piccolo corollare alla passeggiata belga di qualche giorno fa, questo libro è una semplice genialata che si potrebbe tranquillamente anche riprodurre in altri paesei tranne poi che non ho mai visto nulla di simile. Le gout des belges è un libro (ormai sono due, primo e secondo volume) che si vuole una specie di dizionario del gusto dei belghi, ma in chiave divertita. Ciò che trovate li dento infatti non è esattamente il solito elenco di prodotti dop o ricette tipiche, no. Nel gusto dei belghi, un belga a caso, io, ci ritrova mille sapori d’infanzia: è un elenco di ricette, ma anche di prodotti artigianali o addirittura industriali che ci (a noi, belghi) hanno accompagnato lungo la vita. E il bello è che sono sicura che nessun belga non si riconosce in questi libri: dal chocotoff alla caramella sugus, pasando per il filet americain, l&#8217;anguille au vert o la buche de noel, il sirop de liège, lo speculoos, i midget, la margarina solo, gli chocoprince e la maionese vandemoortele, è un precisissimo eleno di tutto ciò con cui siamo cresciuti. Ogni prodotto si vede dedicare una pagina in cui leggere, in una prosa a volte deliziosamente assurda, qualcosa della storia del prodotto e dell’azienda (con spesso un sacco di info di cui non si sapeva nulla). Io me li sono comprata a fin di memoria, li trovo molto instruttivi e anche molto divertenti (per chi ci ha vissuto, vabbe ☺)</p>
<p><em><a href="http://www.racine.be/content/racine/wbnl/listview/2/index.jsp?titelcode=12517&#038;fondsid=29">Le gout des belges</a>, di Eric Boschman e Nathalie Derny, Lannoo/Racine, 160pp, 39,70 euro. In francese o in fiammingo.</em> </p>
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		<title>Books for Cooks &#124; spring 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 08:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Eccoqua, abbiamo ufficialmente chiuso con i picnic e avrei da leggere qualcosa come 450 ricette&#8230; Mi ci vorranno una decina di giorni prima di dirvi il mio picnic menu, nel mentre ho fatto un piccolo roundup primaverile delle novità libresche arrivate sugli scaffali di casa negli ultimi tempi, sissammai che vi interessasse l&#8217;argomento &#8216;libri di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/05/booksmaggiogen_ssl.jpg" alt="" title="booksmaggiogen_ssl" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-3093" /></p>
<p>Eccoqua, abbiamo ufficialmente chiuso con i picnic e avrei da leggere qualcosa come 450 ricette&#8230; Mi ci vorranno una decina di giorni prima di dirvi il mio picnic menu, nel mentre ho fatto un piccolo roundup primaverile delle novità libresche arrivate sugli scaffali di casa negli ultimi tempi, sissammai che vi interessasse l&#8217;argomento &#8216;libri di cucina&#8217;&#8230; :-))<br />
<span id="more-3065"></span></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/05/booksmaggio1_s.jpg" alt="" title="booksmaggio1_s" width="200" height="328" align="left"/><br />
<strong>Un giorno a El Bulli </strong><br />
Il minimo che si possa dire è che è un libro esauriente: 24 ora complete nel retroscena del ristorante più famoso, ambito e chiacchierato del pianeta, documentate ogni 5 o 10 minuti (è proprio l’orario a scandire il ritmo delle pagine sfogliate) dell serie che <em>on ne vous cache rien, on vous dit tout</em>, insomma chéché ne dicano quelli di striscia (‘na banda di scemi populisti, scusate lo sfogo), un gran bel libro fotografico che documenta in tutto e per tutto il piu grande <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/07/el-bulli-ferran-adria-di-come-i-cerchi-alle-volte-si-chiudono">ristorante</a> al mondo, la lavorazione, le idee, i ritmi, le techniche, la filosofia, l’organizzazione, le ricette, le persone, e in linea di massima tutto ciò che succede de prevedibile e non sullo palcoscenico del ristorante e fuori. Insomma Ferran Adria come non lo avete visto mai, delle foto belle e suggestive. Un gran bel libro fotografico a un prezzo tutto sommato molto gentile, per appassionati forsennati. </p>
<p><em><a href="http://www.phaidon.com/Default.aspx/Web/a-day-at-elbulli-pre-order-9780714848839">Un giorno a El Bulli</a>, di Ferran Adrià, Julie Soler, Albert Adrià; foto di Maribel Ruiz di Erenchun, Phaidon Press, 528pp, 49,95euro.</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/05/booksmaggio2_s.jpg" alt="" title="booksmaggio2_s" width="200" height="250" align="left" /><br />
<strong>E gli inglesi cosa mangiano?</strong><br />
Chi è che diceva che <a href="http://www.gordonramsay.com/">Gordon Ramsey</a> era antipatico, bruttarello e che quasi quasi non era manco detto che era poi cosi tanto bravo in cucina?! (euh&#8230; io??) Beh ecco stavolta a Gordon gli perdoniamo assolutamente tutti i peccati del passato, perché questo libro qui è semplicemente perfetto. Meraviglioso. Bellllissssimo. Per grafica e foto (a parte che si vedono &#8211; a mio avviso &#8211; un po&#8217; troppi ritratti di gordon con la guinness a portata di mano, uhm) ma sopratutto perché ha finalmente fatto ciò che gli anglofili aspettavano da una vita: un libro che faccia vedree che la cucina inglese esiste, e che nasce in quel luogo che a torto si tende a considerare come squallido spaccio di birra a fiumi: il pub. Una cucina senza inutili fronzoli, calda e fortificante, e ovviamente con i prodotti di lì, e quindi via di aringhe, gamberetti, maiale e verdure da paese freddo, stufati e pasticci, tutto molto vecchia inghilterra, insomma una cucina semplice e schietta come dev&#8217;essere giustamente il cibo quando vivi in un paese battuto da vento e onda.<br />
<strong>I miei post-it:</strong> old fashionned pork pies, otted duck, white onion and cheddar soup, beef cobbler, cottage pie with guinness, ormish pastries, pimm’s jellies,&#8230;</p>
<p><em><a href="http://www.amazon.co.uk/Gordon-Ramsays-Great-British-Food/dp/0007289820">Great british pub food</a> di Gordon Ramsey &#038; Mark Sargeant, HarperCollins publishers, 256pp, 20 pounds<br />
</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/05/booksmaggio3_s.jpg" alt="" title="booksmaggio3_s" width="200" height="270" align="left" /><br />
<strong>Let&#8217;s do it!</strong><br />
Il sottotitolo ‘<em>Anyone can learn how to cook in 24 hours</em>’ la dice tutta e perfettamente: <a href="http://www.jamieoliver.com/jamies-ministry-of-food">stavolta</a> <a href="http://www.jamieoliver.com/">Jamie</a> si misura con una serie di piatti semplici &#8211; per non dire archetipali (dal punto di vista di un inglese s’intende) e ne propone una versione facile, veloce e fattibile da tutti. E quindi sotto il motto <em>Let’s do it</em>, via di Chily con carne, hamburger, pasta con le polpette, polpettone, arista di maiale, paella pollo tikka masala, chicken fajitas, insomma, tutto ciò che fa parte della dieta dell’inglese medio senza che costui queste cose le cucini mai. Una mezza genialata quindi, così com&#8217;è geniale la sua idea del padrino culinare, in sostanza: regalate il libro a chi secondo voi si nutre male, e nell&#8217;incipit costui può firmare impegnandosi almeno a&#8230; provarci (a cucinare di suo invece che comprare vaschette e cibi pronti). In bonus, fra un capitolo e l&#8217;altro, le testimonianze di chi non avrebbe mai pensato di poter cucinare e invece ci riesce e ci ha preso gusto&#8230; :-)<br />
Sul lato grafico/fotografico invece, devo ammettere che la prima volta che ho aperto questo libro ho pensato <em>Orrore</em> e l&#8217;ho richiuso subito. Non per le ricette, no: per la fotografia, specie quella dei ritratti, che in questo caso, per la prima volta nell&#8217;iter Jamiano è molto plastica, molto poco naturale, molto poco a che vedere con il realismo curato, dolce e sbrecciato, dei libri precedenti. Anzi in un senso potrebbe anche esserne lo sviluppo logico e naturale, un iper-realismo, esasperato a tal punto da sembrare volutamente finto. Tanto, piaccia o non piaccia, questa è la frontiera mobile del gusto &#8211; e poi jamie e così talmente tanto avanti che son sicura che fra 6 mesi questo sarà lo standard che piacerà a tutti, compreso me :-)<br />
<strong>I miei post-it:</strong> lamb rogan josh, sweet potato and chorizo soup, minced beef Wellington, salmon fishcakes, grilled trout topped with mustard and oats, perfect roast lamb,&#8230;</p>
<p><em><a href="http://www.amazon.co.uk/Jamies-Ministry-Food-Anyone-Learn/dp/0718148622">Jamie’s Ministry of Food</a>, Jamie Oliver, Penguin Books, 360pp, 25 pounds</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/05/booksnaggio4_s.jpg" alt="" title="booksnaggio4_s" width="450" height="122" class="alignnone size-full wp-image-3081" /></p>
<p><strong>Cartoline dalla Cucina</strong><br />
Il concetto è semplice, più o meno simile alla collezione dei libretti quadrati marabout: un piccolo libro quadrato di una ventina abbondante di ricette a tema, un autore che varia a secondo del titolo e le foto di Stefania Sainaghi. Intanto va complimentato lo sforzo e il fatto che questa collanina sia stata tutta appositamente realizzata in Italia (visto che qua ormai siamo troppo abituati a semplici traduzioni prese dall&#8217;estero e basta). Meno sfiziosi e accattivanti &#8211; più che altro per la fotografia e lo styling, specie del cibo, il che è un po&#8217; un peccato &#8211; del modello Marabout, i libri sono però carini e simpatici, la grafica è molto basic ma non sgradevole, e appunto in 20-30 ricette ruotando intorno allo stesso tema vengono fuori spesso e volentieri spunti e idee interessanti (specie quando l’autore di turno si chiama Bruno Barbieri :-P).<br />
<strong>I miei post-it: </strong>[una mela al giorno] sorbetto di mela cotta, gratin di patate, finocchi e mele, [crostate per tutte le stagioni] frolla al mais con pere al vino rosso, crostata con fragola e crema al cedro, bertolina con uva fragola, [deliziosamente fritto] crocchette di pollo, pasteis di baccalà, fonduta di formaggio fritta, [fuori dal guscio] rosticini di cozze gratinate con verdure al basilico, zuppa di ceci con pane carasau, cozze e animelle tostate, crostini con insalata di cozze, cipolla e  ventresca di tonno&#8230;</p>
<p><em><a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/sito/frontend/pag/cat_elenco.php?rs_id_cat=59">Cartoline dalla cucina</a>: <em>Fuori dal guscio (Bruno Barbieri), Una mela al giorno (Andrea Costantini), Crostata (Monica Bianchessi e Stefano Fagioli), Deliziosamente Fritto (Umberto Zanassi e Carole Engel ), Biblioteca culinaria, 64pp, 13,90 euro ognuno</em></em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/05/maggiobooks5_s.jpg" alt="" title="maggiobooks5_s" width="200" height="224" align="left" /><br />
<strong>La cuisine en rose</strong><br />
Ero proprio curiosa di questo libra di cucina gay. Intanto perché non mi è chiaro che cosa ci possa mai essere di gay in una cucina, nel modo di mangiare, nella cura che uno mette o non mette a cucinare&#8230; Poi ho capito: in un libro di cucina &#8216;etero&#8217; (??!) non troveresti mai una coppia di quarantenni in posa con &#8216;la torta della principessa&#8217;. In un libro di cucina gay, si. A parte piccole scemenze di questo tipo e che urtano sinceramente il ‘mio’ ‘senso estetico’, (insieme a qualche foto di giovane efebo dal torso glabro e oleato di troppo, cioè: ma che c’entraaaa??? e anche se alla fine le foto delle due drag queen faccendo la spesa al mercato di Barcellona ha fatto sorridere pure a me) devo dire che questo libro non è poi male per il resto: è intanto un viaggio per delle destinazioni (più o meno targati gay) del pianeta &#8211; Ibiza, New York, Londra, Barcellona, Grecia, San Francisco, Marrakesh, Nice ecc. &#8211; le foto di cibo sono oggettivamente belle, anche molto belle, lo styling è ottimo e le ricette sono spesso sorprendenti, eleganti, innovative, in una parola anzi due, abbastanza affascinanti. (e pazienza uindi per la torta della principessina :-)<br />
<strong>I miei post-it:</strong> raita di avocado e wasabi, polpettine di halloumi e patate impanate al sesam, polpette di granchio con yogurt al mango,  roquefort con ciliegie, polpettine ala noce di cocco e patate, rotolini di sogliola ripiena al wasabi e porro, manzo glassato al miso,….</p>
<p><em><a href="http://www.leonardopublishing.com/it/book.php?book=FUOR012">Pink</a>, Peter Norman, Leonardo Publishing, 256pp, 39 euro</em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/05/booksmaggio6_s.jpg" alt="" title="booksmaggio6_s" width="200" height="255" align="left" /><br />
<strong>Il club di quelle che non hanno tempo per la lievitazione naturale</strong><br />
Questo libro qui amme&#8217; mi sta proprio a penello. Okay, okay, se siete difensori del lievito madre e delle lunghissimissime lievitazioni come si deve – e io non nego affato che siano come come si deve, anzi! &#8211; saltatelo pure questo paragrafo! Insomma, l’ho già detto, la panificazione seria è bella ma io non c’ho tempo, eppoi il pane e i panini e i lieviti in genere beh, me ne viene sempre la voglia la domenica mattina e cosi, beh, le lievitazioni veloci e me vanno perfettamente bene. E questo libro qui propone un certo numero di ricette anche interessanti con molto spesso una lievitazione veloce, chiedendo al massimo con un lievitino o una biga, insoma cose proponibili che non hanno bisogno di essere messe in agenda per essere realizzate. E a me mi sta benissimo così!<br />
<strong>I miei post it: </strong>francesina (a base di biga), pane in cassetta ai cereali, pane semiintegrale con fichi, angelica salata, taralli al pepe nero, budino di pane (visto che ci sono persino le ricette per riciclare il pane avanzato!)</p>
<p><em><a href="http://www.gruppofood.com/it/book/FUOR013">Il piacere di preparare il pane in casa</a>, Anna Genari, Food editore, 160pp, 24 euro </em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/05/booksmaggio7_s.jpg" alt="" title="booksmaggio7_s" width="200" height="275" align="left" /><br />
<strong>Non c&#8217;è età per pasticciare!</strong><br />
Se non me l’avessero regalato (Grazie Rob’! ☺) non avrei forse mai saputo di questo libretto tradotto in italiano da Corraini nel 2006. Trattasi di un ricettario per bambini (in principio), quindi ricette semplici, facili, di stampo americano (dall’apple pie al purè passando per il polpettone, i pancakes o gli spaghetti con le polpettine), ma anche, e sopratutto, delle deliziosissime illustrazioni che fanno tanto retro made in usa, insomma disegni piuttosto naif che ricordano gli anni cinquanta e tutto quel candido mondo della pubblicità legata alla casa. Un bel regalino quindi per chi ha bimbi in età di reggere un mestolo, ma anche per i grandi bimbi, un libro da mangiarsi con gli occhi. </p>
<p><em><a href="http://www.corraini.com/scheda_libro.php?id=249">Guarda e cucina</a>, Un libro di ricette anche per bambini – Tina Davis, Edizioni Corraini, 160pp, 20 euro</em></p>
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		<title>Books for Cooks &#124; christmas 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:33:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche voi siete in ritardo coi regali di Natale? :-))) Ecco, regalate dei libri!&#8230;

Per la mamma / la suocera e chiunque abbia voglia di una spintarella per cambiare un po&#8217; dai tre quattro dolci di sempre (anche perché poi a voi tocca mangiarle, la domenica :-)
Dessert, 200 ricette da tutto il mondo, Ting Morris, Rachel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche voi siete in ritardo coi regali di Natale? :-))) Ecco, regalate dei libri!&#8230;</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/12/libri_natale4_s.jpg" alt="" title="libri_natale4_s" width="160" height="167" align="left" /><br />
<em>Per la mamma / la suocera e chiunque abbia voglia di una spintarella per cambiare un po&#8217; dai tre quattro dolci di sempre (anche perché poi a voi tocca mangiarle, la domenica :-)</em></p>
<p><strong><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-lane_rachel_morris_ting_bardi_carla/sku-12963367/dessert_oltre_200_ricette_da_tutto_il_mondo_.htm">Dessert, 200 ricette da tutto il mondo</a>, Ting Morris, Rachel Lane e Carla Bardi, briolibri editore, 25 euro.</strong><br />
Intanto l&#8217;originale di questo libro è inglese e si vede, poiché ogni tanto appaiono pudding, syllabub e mincemeat, che forse qui non si sa manco bene cosa sono. Per il resto però, mi pare un buon libro di basi, nel senso che le ricette sono abbastanza dei basic, sempre utili. Diversi tipi di brownies, una piccola collezione di muffin e cupcakes variegati, una bella serie di torte e crostate di frutta,  e poi ancora creme, gelati, dolci di frutta, fritti, e tante cose che vedrei decisamente bene nella cucina delle mamme (per non dire che io quel ciambellone glassato con pere e cioccolato bianco, prima o poi, lo fo&#8217; :-). Insomma, le ideuzze dolci da raccogliere qui non sono poche, le foto sono carine, mi pare un&#8217;ottima fonte anche per i pranzi della domenica, per chi ama portare dolcetti in ufficio, organizzare tè fra amiche o semplicemente organizzare cene, ed è allergico a riprodurre più di tre volte la stessacosaaaa (ioioio!! :-))</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/12/libri_natale_1.jpg" alt="" title="libri_natale_1" width="156" height="200" align="left" /><br />
<em>Per l&#8217;amica disastrata dei fornelli / la neo-sposa / l&#8217;amico single 35enne che ha appena lasciato la casa della mamma per andar a vivere da solo</em></p>
<p><strong><a href="http://www.guidotommasi.it/ultimi-nati/le-basi/">Il mio corso di cucina</a>. Le basi, 80 ricette illustrat passo a passo. Keda Black, guido tommasi editore, 25 euro. </strong><br />
Una mezza genialata. Non per me, o per voi che navigate quotidianamente tutti i foodblog del mondo, avete in frigo il lievito madre e ne sapete una più del diavolo in quanto a marinature e manicaretti, ma per chi con i fornelli non è esattamente familiarissimo. Finalmente un libro che non si limita a far vedere il &#8211; bellissimo &#8211; piatto finito (tranne poi a non riuscire mai a ottenere lo stesso risultato, mi ricordo, tempo fa&#8230; :-) ma appunto un libro didattico, che fa vedere in modo elegante e se volete anche zen (tutte o quasi le foto sono in painta e l&#8217;insieme risulta molto ma molto più elegante della solita &#8217;scuola di cucina&#8217; eppure non mi pare che perda in efficacia) le tappe cruciali della preparazione, le consistenza, i colori e insomma la faccia che dovrebbe avere gli ingredienti man mano che si preparano. Le ricette poi sono dei veri basici affidabili, belli, delle vere ricette consistenti e buone, e che più avanti, secondo me, si prestano anche a interèretazioni personali, dalla zuppa di zucca al tagine di pollo, limone e olive passando per il manzo brasato alla birra, la ratatouille al forno, il cheesecake e via dicendo. Insomma, mi pare otitmo per chi ha qualche incertezza ma gran voglia &#8211; o bisogno &#8211; di iniziare a fare in cucina delle cose serie. </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/12/libri_natale6.jpg" alt="" title="libri_natale6" width="160" height="250" align="left" /><br />
<em>il libro per quelli che vogliono fare due regali in uno / per quelli che han sempre sognato di sapere cosa mangiava da piccoli, per dire, giorgio faletti</em></p>
<p><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788879040624/nuove-ricette-del.html">Nuove ricette del cuore</a>, aavv, blu editore, 10 euro.</strong><br />
Forse ricordate <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/12/le-ricette-del-cuore">le ricette del cuore dell&#8217;anno scorso</a>. Questo qui è il seguito, o per lo meno è la versione 2008 della stessa cosa. Sono cambiati i protagonisti, le ricette, e i racconti di infanzia, non è cambiato però il principio: i provenienti della vendita veranno devoluto alla <a href="http://www.bancoalimentare.it/">fondazione banco alimentare</a> e così, oltre a far felice il destinatario del regalino, farete anche felice qualchedun&#8217;altro di meno fortunato che in questo periodo di mangiate natalizie. Stavolta, fra gli autori, oltre all&#8217;eccellente Allan Bay ci sono anche personaggi come Camilleri, Bevilacqua, la Comencini e Valeria Parella, insomma un po&#8217; come dire che i letterati si mettono a tavola per ricordare l&#8217;infanzia e le ricette che la hanno accompagnato. Sempre un piacere, e empre interessante indugiare fra ricordi e ricette altrui, specie quando l&#8217;altrui è semplicemente bravisismo a raccontare. </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/12/libri_natale2_s.jpg" alt="" title="libri_natale2_s" width="180" height="308" align="left" /><br />
<em>Il libro per l&#8217;aspirante gentleman farmer / l&#8217;appassionato di fotografia / l&#8217;incurabile innamorato della sicilia</em></p>
<p><strong><a href="http://www.cibele.it/carrello_cibele/index.html">Ibleide</a>, di <a href="http://www.davidedutto.it/">Davide Dutto</a> e Lorenzo Piccione di Pianogrillo, ed. Cibele, 48 euro.</strong><br />
Un mega regalo questo, per peso, dimensioni, e sopratutto per bellezza. Un libro fotografico che racconta, per immagini, il ciclo dell&#8217;olio d&#8217;oliva extravergine <a href="http://www.pianogrillo.it/">Pianogrillo</a> (che se non conoscete il suo inconfondibile profumino di foglie di pomodoro, cospargetevi subito il capo di ceneri e correte a procurarvelo :-P). In pratica: dalla pianta alla bottiglia, anzi alla ricetta di ciccio sultano (geniale la foto della ricetta :-)), passando per tutte le tappe internmedie. L&#8217;introduzione scritta da pianogrilla è pure poesie, un testo da <em>orfèvre</em>, una delizia da leggere, mentre le foto di davide sono, beh, chi sono io poi per parlare delle foto di Dutto?? Sono in sostanza il dutto quello che amiamo follemente, che si aggira fra quelle facce siciliane che ama tanto, irresistibilmente attratto dai visi consunti dal vento e dal sole siciliano, le mani che portano la memoria del lavoro a contatto con l&#8217;indomabile natura, simile alla corteccia degli alberi, insomma, la silenziosa lotta che si protrae, da sempre, fra la grande natura e la piccolezza degli uomini che a volte riescono a strappare, a forza di ostinazione e di impegno, dei gioiellini come appunto l&#8217;olio di pianogrillo. Per il resto, Dutto è un poeta, capace anche (cosa che continua a stupirmi) di porre uno sguardo estetico su cose di per sé poco estetiche come camion o, in questo caso, macchinari per la spremitura delle olive. Il libro infine è il primissimo volume pubblicato dalla edizioni <a href="http://www.cibele.it/">Cibele</a>, la casa editrice in cui si sono associati dutto, pianogrillo, e.a., alla quale auguro, ovviamente, una lunga vita e una produzione meravigliosa.  </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/12/libri_natale3_s.jpg" alt="" title="libri_natale3_s" width="160" height="160" align="left" /><br />
<em>Per gli innamorati tout court, gli amanti della laguna e per tutti per quelli che hanno tanta voglia di ritornare a venezia (<a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/12/leau-et-les-reves-venise">eheheh</a>)</em></p>
<p><strong><a href="http://www.amazon.co.uk/Venezia-Food-Dreams-Tessa-Kiros/dp/1741962412">Venezia, Food &#038; Dreams</a>, Tessa Kiros, murdoch books, 25 pounds</strong><br />
Tessa Kiros è decisamente una foodwriter atipica, fusion per natura diciamo, poiché, è un po&#8217; di tutto, ha antenati provenienti da praticamente tutte le parti del globo, sposata con un italiano, il che ci dà, al finale, un bagaglio di ricette d&#8217;infanzia assolutamente variopinto e delizioso. I suoi <a href="http://www.amazon.co.uk/Falling-Cloudberries-World-Family-Recipes/dp/1740453646/ref=sr_1_3?ie=UTF8&#038;s=books&#038;qid=1229681698&#038;sr=1-3">precedenti</a> <a href="http://www.amazon.co.uk/Apples-Jam-Recipes-Tessa-Kiros/dp/174045748X/ref=pd_bxgy_b_img_b">libri</a> &#8211; qualcosina è stato tradotto in italiano &#8211; erano delle specie di deliziosi scrapbook/album souvenir in cui appunto elencava, con tanto di sapore di casa, note personali, immagini di atmosfera, ricette di tutto il mondo che poi sono sempre intimamente sue, qui invece, famiglia veneziana oblige, per una volta è molto poco globale, e il libro ruota tutto intorno a venezia. Certo, parlare di venezia per gli anglofoni vuol dire rischiare di scivolare verso la cartolina, cosa che lei evita abbastanza bene. Oltre alle foto di piatti le foto di atmosfera sono quasi tutte prese durante il periodo del carnevale, detto ciò, ho ritrovato nel libro davvero tutti i piatti che ho visti, assaggiati e sentito raccontare durante l&#8217;ultimo viaggetto veneziano, insomma un bel lavoro di autenticità, utile per riprodurre ciò che si è assaggiato in loco. In inglese.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/12/libri_natale_5.jpg" alt="" title="libri_natale_5" width="160" height="256" align="left" /><br />
<em>Per un po&#8217; chiunque abbia voglia di rilassarsi leggendo cose poco serie con anche un po&#8217; di sottofondo gastronomico</em></p>
<p><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788831795944/cappelli-gaetano/vedova-santo-segreto.html">La vedova, il santo e il segreto del Pacchero estremo</a> di <a href="http://www.gaetanocappelli.it/">Gaetano Cappelli</a>, marsilio editore, 17 euro</strong><br />
Graffiante, ironico, dissacrante, divertente e, nonostante sia anche colto (anche molto :-), un romanzo che non si prende sul serio, anzi, dal tono poco formale (e dal linguaggio giocoso) anzi contemporaneo, quasi poco impegnativo da leggere, ci verrebbe da dire beverino, perfetto tra una festa e un&#8217;altra, perfetto per rilassarsi dopo questo ultimo periodo di grande corse, consegne e impegni :-) Un libro in cui s&#8217;incrociano dei personaggi buffi in senso proprio, quasi groteschi, dalla ricca signora di provincia al galerista d&#8217;arte contemporanea che odia l&#8217;arte contemporanea, passando per il grande cuoco cialtrone e, ovviamente, il segreto del pacchero estremo. Davvero godurioso! :-)</p>
<p>Infine, vi lascio con un disegnino col quale io c&#8217;entro poco o nulla (insomma è un inside joke del quale io però non sono insider :-)), che sarebbe uno strizzare l&#8217;occhio al caro giu che ormai tutti conoscono, da parte del club delle afficionados ka :-)<br />
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/12/giuday_ssl.jpg" alt="" title="giuday_ssl" width="400" height="570" class="alignnone size-full wp-image-2313" /></p>
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