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	<title>il cavoletto di bruxelles &#187; conserve</title>
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	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
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		<title>Frutta di una mattina di mezza estate</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 08:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Se siete di quelli che amano passare del tempo in campagna o se avete addirittura la fortuna di viverci, magari conoscerete bene quel sottile piacere di fare, al mattino, il giro dei piedi di frutta, monitorando giorno dopo giorno la lenta maturazione dei frutti, faccendo delle predizioni degne da vecchio campagnolo (hmm, vedrai che fra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/08/summerfruit1_s.jpg" alt="summerfruit1_s" title="summerfruit1_s" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8159" /></p>
<div class="testo">
<p>Se siete di quelli che amano passare del tempo in campagna o se avete addirittura la fortuna di viverci, magari conoscerete bene quel sottile piacere di fare, al mattino, il giro dei piedi di frutta, monitorando giorno dopo giorno la lenta maturazione dei frutti, faccendo delle predizioni degne da vecchio campagnolo (<em>hmm, vedrai che fra due giorni non sapremo più cosa farcene dei fichi neri&#8230; </em>), raccogliendo con meravigliata devozione i primissimi esemplari dell&#8217;anno (che solitamente vengono divorato li, con buccia e tutto, sotto l&#8217;albero :-) o racimolando in fretta interi cesti di frutta quando la maturazione è al massimo e che si tratta di non perdere tempo: marmellate, conserve, cesti di prugnette per gli amici, va bene tutto purché i preziosi frutti non finiscano a marcire per terra&#8230; Quest&#8217;anno quindi, complice anche la precoce transumanza al sud, gran trionfo di marmellate, sopratutto a base di componenti della famiglia delle susine, a sapere che in questo primo tempo estivo si sono raccolti: le susine gialle (<em>goccia d&#8217;oro</em> che poi ho scoperto essere nientemeno delle mie amate mirabelle alsaziane, ssiddavvero!! :-)), le prugne verdi e le pere, che qui sono piccoline, tipo coscia. Quest&#8217;anno poi mi è stato regalato un interessantissimo opuscolo dedicato agli antichi fruttiferi del Pollino, ero quindi decisa a individuare le varianti che crescono qui da noi tranne poi rendermi conto che, per dire, solo di varietà di pere sul Pollino ce ne sono qualcosa come 200. Hum&#8230; (so far my taxinomical intentions&#8230; :-))
</div>
<p><span id="more-8158"></span></p>
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<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/08/summerfruit2_s.jpg" alt="summerfruit2_s" title="summerfruit2_s" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-8160" /></p>
<p>Piuttosto, lasciando da parte il lato bucolico della raccolta al sole ancora tiepido del mattino, cesto alla mano, vediamo un po&#8217; gli aspetti technici della produzione marmellatifera di quest&#8217;anno&#8230; Negli scorsi mesi avevo capito di aver una netta predilezione per le marmellate acidine e poco zuccherose, e sono queste caratteristiche &#8211; insieme a quelle dell&#8217;integrità del frutto &#8211; che ho cercato di conservare. Per riepilogo, negli scorsi anni siamo passati dal metodo tradizionale della suocera al <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2006/09/marmellata-di-fichi-grand-cru-2006">fruttapec 1:1</a> al metodo <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/07/pesche-bianche-2">Ferber</a> passando per una breve parentesi di marmellata all&#8217;<a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/04/lagar-agar">agar agar</a>. Siccome però in fin dei conti il metodo Ferber mi è trppo dolce e che la marmellata all&#8217;agar si conserva male, sono tornata al buon vecchio Fruttapec, ma in versione 2:1 (2kg di frutta per uno di zucchero) e avrei senz&#8217;altro usato il 3:1 se solo lo avessi trovato nel mio super calabrese :-) E per i detrattori, ricordo che il fruttapec è semplice pectina, per cui no, ne mi vergogno ne mi turba usarlo :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/08/summerfruit3_s.jpg" alt="summerfruit3_s" title="summerfruit3_s" width="500" height="698" class="alignnone size-full wp-image-8161" /></p>
<p>Lato &#8216;gusto&#8217; invece, apurato che le marmellate mi piaciono acidine ho privilegiato quel approccio li, quindi poco zucchero e molto limone, e frutti tendenzialmente acidini (mmo mi chiederete come farò coi fichi, beh ancora non lo so neanche io, posso sempre provare ad affogarli nel succo di limone :-). Per il resto, quest&#8217;anno poche balle e tanta purezza: niente spezie o frutta secca, solo la pure frutta non bio, di più, del nostro terreno, e nulla che ci distraesse dal loro succulente sapore, ecco. Nella fattispecie la produzione recente contempla: marmellata di mirabelle, marmellata di prugnette verdi, marmellata di susine rosse e pesche tabacchiera (per questa qui ho fatto uno strappo  al mio credo integralista e ho acquistato le pesche dal contadino :-), marmellata di pere e limone. Per le ricette vi rimando alle istruzioni per l&#8217;uso del fruttapec, lol, l&#8217;unico &#8216;accorgimento&#8217; è che per chilo di frutto aggiungo il succo di uno se non due limoni, e che metto a macerare frutta e limone per una notte al fresco prima di procedere alla cottura. Nel prossimo futuro invece aggiungeremo un paio di nuovi gusti all&#8217;assortimento, nel senso che abbiamo piantato quest&#8217;anno sorbe, corbezzoli, albicocche e gelsi (ne riparleremo quindi fra un paio di anni :-))</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/08/summerfruit4_s.jpg" alt="summerfruit4_s" title="summerfruit4_s" width="500" height="1444" class="alignnone size-full wp-image-8162" /></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/08/summerfruit5_s.jpg" alt="summerfruit5_s" title="summerfruit5_s" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8163" /></p>
<p>Infine, per smaltire i piccoli avanzi di marmellata (quella del fondo del calderone che non riempie più un barattolo intero ma che sarebbe brutto buttare&#8230;), ho fatto dei <strong>thumbprint cookies </strong>con la farina di riso (della pianura di <a href="http://www.risodisibari.com/">Sibari</a>), ricetta che va bene anche (mi sembra??) per gli amici celiaci: impastare 250g di farina di riso e 140g di zucchero con 125g di burro morbido, due uova e la buccia grattugiata di un limone. Staccare delle piccole noci dall&#8217;impasto e sistemarli sulla tglia del forno, schiacciandole con il pollice. Aggiungere una punta di marmellata in ogni incavo e infornare il tutto a 180° per 15-20 minuti.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/08/summerfruit6_s.jpg" alt="summerfruit6_s" title="summerfruit6_s" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8164" /></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/08/summerfruit7_s.jpg" alt="summerfruit7_s" title="summerfruit7_s" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8165" /></p>
<p>E non poteva nemmeno mancare infine l&#8217;<strong>appuntino per bébé gourmand </strong>(allergici ai neonati sbavosi e altri incalliti tifosi del mondo no-bimbi voltatevi pure dall&#8217;altra parte grazie :-), insomma, oggi al menu: &#8216;<strong>omogeneizato di pere da svezzamento</strong>&#8216; (l&#8217;equivalente dei barattolini da supermercato che costano un euro al pezzo, ma in mejo, ovvio :-)). Servono delle pere del vostro giardino, di quelle che non sono state contaminate da niente (vabbe, al massimo da un po&#8217; di pioggia acida, ma tanto, cosi fanno anticorpi :-). Sbucciare le pere, eliminarei torsoli, tagliare la polpa a pezzettini e versarli in un pentolino. Aggiungere 2 gocce di succo di limone e lasciar cuocere, coperto, a fuoco mediobasso per una ventina di minuti o finché le pere non siano morbidissime (in principio non c&#8217;è bisogno di aggiungere acqua, basta quella che renderanno le pere stesse). Infine, frullare le pere con il minipimer o il blender (ecco, a questo proposito e fra parentesi <a href="http://www.chiccodelonghiandme.com/it/babymeal_caratteristiche.asp">questa cosa qui </a>intavvista giusto ieri mi pare l&#8217;ennesimo inutilissimo aggeggio da non acquistare, qualcuno non ce l&#8217;ha un minipimer in  casa??), in modo da omogeneizzare il tutto. Passare poi la compostina al colino (tanto per eliminare eventuali microframmenti solidi) e invasare in barattolini (piccolini!) precedentemente sterilizzati. Chiudere e far cuocere a bagno maria per 20 minuti. Si conserva chiuso per almeno 3 mesi, aperto in frigorifero per due tre giorni. </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/08/summerfruit8_s.jpg" alt="summerfruit8_s" title="summerfruit8_s" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8166" /></p>
<p>Direi che per l&#8217;aggiornamento marmellatoso 2011 è tutto. Io me ne torno al mio ozio casalingo aspettando che maturino, nell&#8217;ordine, i fichi neri, le prugne viola e i fichi bianchi e compulsando nel tempo perso <a href="http://www.ravelry.com/">ravelry</a> (chi è che me l&#8217;aveva segnalato?!! grazie!!! è stupendo!! :-) alla ricerca di qualcosa di nuovo da crosciettare (vi piace questo mio francesismo? :-)). Intanto: una bella e buona fine estate a voi! :-))</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/08/summerfruit9_s.jpg" alt="summerfruit9_s" title="summerfruit9_s" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8167" />
</div>
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		<title>summer cookin&#8217; #2: melanzane rosse</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 13:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Ehhhhh seeeeeh&#8230; Eppure avevo detto che io niente ferie da blog, io coniglietto duracell (dixit Vaniglia) avrei scritto pure dal mio ritiro calabrese e via dicendo e invece, anvedi, è passata una settimana dall&#8217;ultimo post. Eppure è inevitabile, o quasi, non vedere scorrere il tempo quando uno è impegnato in attività importanti quali il lancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/melanzanerosse1_ssl.jpg" alt="melanzanerosse1_ssl" title="melanzanerosse1_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-6615" /></p>
<div class="testo">
Ehhhhh seeeeeh&#8230; Eppure avevo detto che io niente ferie da blog, io coniglietto duracell (dixit Vaniglia) avrei scritto pure dal mio ritiro calabrese e via dicendo e invece, anvedi, è passata una settimana dall&#8217;ultimo post. Eppure è inevitabile, o quasi, non vedere scorrere il tempo quando uno è impegnato in attività importanti quali il lancio delle pigne (al cane olive, è il suo sport preferito, insieme alla caccia alle lucertole :-), l&#8217;analisi sensoriale accurata di ogni tipo di boconotto silvana in commercio (sono apparsi, per miracolo, delle versioni con l&#8217;uva, i frutti di bosco, il cedro, il limone, il cioccolato e via dicendo), la ricerca minuziosa delle migliori foglie di tenerume al mercato, lo sbucciamento paziente delle patate della Sila, le sperimentazioni circa il movimento perpetuo del dondolio dell&#8217;amaca, lo studio cromatico del tramonto (cambia ogni giorno, senza scherzo), la lettura integrale di due tre quotidiani al giorno, la realizzazione di fotine ricordo per il <a href="http://fallenpersimmons.tumblr.com/">calabriario</a> e via dicendo. Insomma, come vedete, sono proprio impegnatisssssssima :-))
</div>
<p><span id="more-6614"></span></p>
<div>
Ma piuttosto, cosa sono questi strani pomodori striati in foto?! Beh ecco, sono delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solanum_aethiopicum">melanzane rosse</a> :-) Si tratta di un prodotto tipico del Pollino lucano (la dop è di Rotonda, fra l&#8217;altro c&#8217;è anche il <a href="http://www.presidislowfood.it/ita/dettaglio.lasso?cod=134">presidio slow food</a>, questi esemplari qui invece li ho presi al mercato di Castrovillari e arrivano da Laino, in Calabria &#8211; sempre nel parco del Pollino è, e a due passi da Rotonda). Per quanto riguarda la loro origine, ho letto qua e là che le melanzane rosse sono di origine africana, introdotte nel sud italia dai reduci delle guerre coloniali. Francamente io li ho visto &#8216;dal vero&#8217; per la prima volta lo scorso sabato, al mercato, fin qui li avevo solo visti in barattolo, sott&#8217;olio. Quindi, oggi due ricettine estive con queste melanzanine che, di sapore, mi sono sembrate gradevoli, più delicate di sapore rispetto alle loro cugine viola&#8230;</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/melanzanerosse2_ssl.jpg" alt="melanzanerosse2_ssl" title="melanzanerosse2_ssl" width="500" height="698" class="alignnone size-full wp-image-6616" /></p>
<p>Prima ricetta, <strong>pasta fresca con melanzane rosse</strong>: siccome il signore contadino che mi ha venduto le sue melanzanine ha suggerito con insistenza l&#8217;abbinamento con il pomodoro, mi sono affrettata, al rientro dal mercato, di condirci una pasta del tipo sciuésciué&#8230;  Complice, anche, la stupendissimissima pasta artigianale del pastificio Il Pastaio: si trova sul corso Garibaldi a Castrovillari e l&#8217;intuito, geniale, è semplice. Qui si trovano quei formati di pasta tradizionali di qui &#8211; gnocchetti, fusilli al ferretto, strascicati, foglie di ulivo, ecc &#8211; fatti a mano, freschissima, e francamente è di gran lungo la miglior pasta artigianale calabrese che io abbia mai trovata in giro (la pasta pirro in confronto, beh, mah&#8230; :-). Insomma, se passate di qui precipitatevi (Il pastaio di Salvatore Monteforte, corso Gribaldi 211, 87012 Castrovillari). Ma dicevamo: il condimento. Ho fatto soffriggere una piccola cipolla di Tropea tritata, ho agiunto 4 melanzane rosse tagliate a cubetti piccoli, ho lasciato soffriggere per 5 minuti, poi ho aggiunto circa 6 pomodorini maturi e tagliati a pezzettini, spolverato il tutto con una bella spolverata di origano secco e finito di cuocere il tutto per altri 5 minuti. Aggiungere infine la pasta cotta, aggiustare il condimento e servire con una generosa grattugiata di ricotta affumicata. </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/melanzanerosse3_ssl.jpg" alt="melanzanerosse3_ssl" title="melanzanerosse3_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-6617" /></p>
<p>Per il secondo round abbiamo provato a fare le <strong>melanzane rosse sott&#8217;olio</strong>, procedendo in sostanza nello stesso identico modo in cui mia suocera Ermelinda prepara le melanzane viola sott&#8217;olio&#8230; Tagliare le melanzane a fettine sottili, poi disporre le fettine in uno scolapasta, alternando gli stati di melanzane con dei cucchiaini di sale, lasciar riposare per 12 ore. Dopo questo tempo portare a ebollizione un pentolino di aceto di vino. Aggiungere le fettine di melanzana, sbollentandole nell&#8217;aceto per 2-3 minuti. Scolare poi il tutto, e disporre le fettine in uno strato unico su un telo pulito. Lasciar asciugare per 12 ore. Infine, disporre le melanzane a strati alternandole con dell&#8217;origano, dell&#8217;aglio tagliato a fettine, capperi sott&#8217;aceto e fettine di peperoncino (il peperoncino è facoltativo, se piace il piccante insomma :-). Riempire il barattolo, premere bene tutto il contenuto e versare infine dell&#8217;olio d&#8217;oliva extravergine fino a coprire il tutto (lasciar riposare per un po&#8217;, verificare il giorno dopo, se è sceso il livello dell&#8217;olio aggiungerne un pochino&#8230;)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/melanzanerosse4_ssl1.jpg" alt="melanzanerosse4_ssl" title="melanzanerosse4_ssl" width="500" height="698" class="alignnone size-full wp-image-6620" /></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/08/melanzanerosse5_ssl.jpg" alt="melanzanerosse5_ssl" title="melanzanerosse5_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-6621" />
</div>
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		<title>Sciroppo di gelsomino</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 07:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[conserve]]></category>
		<category><![CDATA[floreali]]></category>
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Avevo quindi fatto piantare due gelsomini sul terrazzo (lato soggiorno ché lato cucina ormai è diventato un vero e proprio orto, incluso melanzane e pomodorini, mentre in quanto a erbe fresche, you name it e ce l&#8217;ho &#8211; anzi no mi manca il dragoncello mi manca :-), insomma, con &#8217;sta storia di rendere i terrazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/04/sciroppo_gelsomino_ssl.jpg" alt="" title="sciroppo_gelsomino_ssl" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-3044" /></p>
<p>Avevo quindi fatto piantare due gelsomini sul terrazzo (lato soggiorno ché lato cucina ormai è diventato un vero e proprio orto, incluso melanzane e pomodorini, mentre in quanto a erbe fresche, <em>you name it </em>e ce l&#8217;ho &#8211; anzi no mi manca il dragoncello mi manca :-), insomma, con &#8217;sta storia di rendere i terrazzi vivibili e utili mi sto riscoprendo campagnola dentro (son cose d&#8217;infanzia, a casa mia eravamo pieni di ciliege, mele, patate, porri, fagiolini&#8230;), e non posso che incorraggiarvi a fare la stessissima cosa (e a frequentare con assiduità il vivai-ista della vostra zona, io vado da quello di via marmorata che è un amore :-). Dunque, l&#8217;altro giorno, visto che da poco c&#8217;erano i gelsomini in fiore (anzi ormai si sentono persino quando uno entra nel condominio e sale per le scale :-), ho raccolto tre fiorellini e li ho messi dentro una foto (del libro :-P). Poi i fiorellini sono rimasti sulla mia scrivania fino a sera e continuavano (anche 10 ore dopo la raccoltaaa!!) a mandarmi il loro profumino inebriante&#8230;<br />
<span id="more-3043"></span></p>
<p>Così in un momento di &#8216;<em>ma non è possibile, ma ci devo fare qualcosa con questi, mumble</em>&#8216; ho fatto un ricerchina google e sono finita da <a href="http://ilcalderonedimarinella.blogspot.com/2007/05/e-ora-di-raccogliere-il-gelsomino.html">Marinella e il suo calderone</a>, che mi ha insegnato intanto che il gelsomino bianco è comestibile e quello giallo <strong>tossico</strong> (così come sono tossici i fiori &#8211; seppur bianchi e profumati &#8211; del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trachelospermum_jasminoides">rincospermo</a>, vedete di non confondere&#8230;!). E che con i fiori bianchi del gelsomino invece, si può fare uno sciroppo. Eureka! Ho subito ripensato a <a href="http://www.locandadellatamerice.com/">Igles Corelli</a> e a quei splendidi bicchieroni di bibita a base di sciroppo di sambuco e cubetti di ghiaccio che ti serve quando arrivi a Ostellato e quindi, con l&#8217;occhio all&#8217;estate che mi dicono dietro l&#8217;angolo (anzi dietro la nuvola carica di pioggia), mi sono fatta il sciroppo di gelsomino in previsione di bibitoni freschi, profumati e dissetanti (e al prossimo giro provo l&#8217;infuso a freddo e il gelato! :-). Inutile precisarlo, viene profumatissimo&#8230; :-)</p>
<p><strong>Sciroppo al gelsomino, la ricetta: </strong>misurare 4 bicchieri di acqua e tre di zucchero, portare a ebollizione poi, quando lo zuchero sarà del tutto sciolto, aggiungere 3 bicchieri di fiori di gelsomino (bianchi!), lasciar bollire a fuoco basso per 30 minuti, spegnere e lasciar riposare per una notte. L&#8217;endomeni, filtrare, spremendo bene i fiori, imbottigliare e conservare al fresco. </p>
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		<title>Rabarbaro, ancora&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 07:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[conserve]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>

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Ci sono quindi i miei. E insieme ai miei sono arrivati confezioni di speculoos, di miele, di cote d&#8217;or di un po&#8217; tutti i tipi (anche in versione spalmabile, non che mi piace il cioccolato da spalmare ma mi piaceva l&#8217;idea di tenere in dispensa qualcosa che facesse il verso sovversivo alla nutella :-), e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/06/rhubarb_pie_2ssl.jpg' alt='rhubarb_pie_2ssl.jpg' /></p>
<div class="testo">
Ci sono quindi i miei. E insieme ai miei sono arrivati confezioni di speculoos, di miele, di cote d&#8217;or di un po&#8217; tutti i tipi (anche in versione spalmabile, non che mi piace il cioccolato da spalmare ma mi piaceva l&#8217;idea di tenere in dispensa qualcosa che facesse il verso sovversivo alla nutella :-), e poi ancora petit beurre, gouda al cumino, sirop de liège. Ah, e qualcosa come 5 kili di rabarbaro. E quindi da circa una settimana va avanti una specie di personalissima sagra fatta di torte, composte e crostate, di rabarbaro sempre, in cui in qualche modo mi vendico di 5 anni di astinenza :-) Questa qui, morbida, dentro, sbricciolosa fuori, in cui il rabarbaro conserve una bella consistenza e una bella acidità (proprio come piace ame), e per ora la mia preferita :-)
</div>
<p><span id="more-1671"></span></p>
<div class="ricetta">
<h3>Torta di rabarbaro e arancia</h3>
<blockquote><p><strong>rabarbaro</strong> 500g<br />
<strong>farina</strong> 300g<br />
<strong>burro</strong> 150g<br />
<strong>zucchero</strong> 150g + 3 cucchiai<br />
<strong>tuorli</strong> 3<br />
<strong>arancia</strong> 1<br />
<strong>lievito per dolci</strong> 1 cucchiaino abbondante<br />
<strong>estratto naturale di vaniglia</strong> mezzo cucchiaino<br />
<strong>sale</strong> una presa</p></blockquote>
<p>Pulire il rabarbaro (togliendone parte dei fili, come per il sedano) e tagiarlo a pezzetti di 2cm circa. Grattugiare la buccia dell&#8217;arancia e spremerne il succo. Sistemare il rabarbaro in una ciotola, aggiungere il succo d&#8217;arancia e 3 cucchiai di zuccherio, mescolare e lasciar macerare a t° ambiente.<br />
Mescolare la farina, il lievito, lo zucchero e il sale. Aggiungere il burro e sbriciolarlo con la punta delle dita finché non sia incorporato. Versare sulla spianatoia, aggiungere i tuorli e l&#8217;estratto di vaniglia e impastare velocemente (se l&#8217;impasto risulta troppo sbriccioloso, agiungere un goccio di acqua). Avvolgere con della pelicola e lasiar riposare al fresco per mezz&#8217;ora.<br />
Riprendere l&#8217;impasto, dividerlo in due e stendere ogni metà d&#8217;impasto in un disco in modo da poter foderare uno stampo da crostata di 21cm diametro. Aggiungere il rabarbaro sgocciolato dal succo, e la buccia grattugiata, poi coprire ocn il secondo disco. Chiudere bene ai bordi, praticare qualche incisione al centro della torta e infornare a 180° per circa 40 minuti o finché la torta sia dorata. </p>
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		<title>E con un chilo di fragole a rischio mummificazione?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 09:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[conserve]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>

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		<description><![CDATA[

Qua quasi quasi che sembra la rubrica della buona casalinga&#8230; Insomma, ecco, il giorno prima di partire per Bologna mi sono accorta che avevo nel frigo un chilo di fragole di Terracina (uhps!) e chiaramente se quelle rimanevano li per i miei due giorni di assenza me le ritrovavo addobbate con tanto di muffetta bianca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/05/marmellata_fragole_ssl.jpg' alt='marmellata_fragole_ssl.jpg' /></p>
<div class="testo">
<p>Qua quasi quasi che sembra la rubrica della buona casalinga&#8230; Insomma, ecco, il giorno prima di partire per Bologna mi sono accorta che avevo nel frigo un chilo di fragole di Terracina (uhps!) e chiaramente se quelle rimanevano li per i miei due giorni di assenza me le ritrovavo addobbate con tanto di muffetta bianca pelosa che saltellavano in giro per il frigorifero. Onde evitare questo e pur di non cestinarle preventivamente (ancora ancora fossero state spagnole ma quelle di terracina, noooooo, daaaaaaiiii&#8230; :-), ci ho fatto l&#8217;unica cosa che si può fare con un chilo di fragole la sera alla 22 prima della partenza del giorno dopo, marmellata quindi. </p>
</div>
<p><span id="more-1584"></span></p>
<div class="ricetta">
<h3>Marmellata di fragole con menta, arancia e pepe lungo</h3>
<blockquote><p><strong>fragole</strong> 1kg<br />
<strong>zucchero</strong> 500g<br />
<strong>fruttapec 1:2</strong> 1 bustina<br />
<strong>menta fresca</strong> un pugnetto<br />
<strong>arancia</strong> mezza buccia grattugiata<br />
<strong>pepe lungo jamaicano</strong> 1 </p></blockquote>
<p>Pulire le fragole e tagliarle a pezzetti, aggiungere lo zucchero mescolato al fruttapec (potete anche fare senza, io lo uso perché non amo molto la frutta stracotta :-), la buccia dell&#8217;arancia grattugiata, le foglioline di menta grossolanamente spezzettate e il pepe lungo pestato nel mortaio (il pepe lungo è molto più profumato che non piccante, se non lo trovate potete sostituire con delle bacche di pepe rosa, o al limite con del pepe di sichuan), far cuocere la frutta secondo le istruzioni della confezione di fruttapec (3 minuti dall&#8217;ebollizione) o come preferite, spegnere, versare nei barattoli e lasciarli raffreddare capovolti.</p>
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		<title>Pesto di pistacchi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 05:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[conserve]]></category>

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Vabbuo, dopo la pioggia c&#8217;è il sole, dopo l&#8217;inverno la primavera e dopo il cavoletto-party c&#8217;è la ricetta :-) Semplice semplice, proprio al volo che io fra tre minuti schizzo fuori direzione stazione e poi direzione toscana dalle parti delle dune e delle pinete (vacanze? seeeh, magari! :-). Insomma, due parole su sto pesto (fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/04/pesto_pistacchi_ssl.jpg' alt='pesto_pistacchi_ssl.jpg' /></p>
<p>Vabbuo, dopo la pioggia c&#8217;è il sole, dopo l&#8217;inverno la primavera e dopo il cavoletto-party c&#8217;è la ricetta :-) Semplice semplice, proprio al volo che io fra tre minuti schizzo fuori direzione stazione e poi direzione toscana dalle parti delle dune e delle pinete (vacanze? seeeh, magari! :-). Insomma, due parole su sto pesto (fatto col solito mortaietto indecoroso dell&#8217;ikea, eh lo so, ma anche se lo trovassi uno decente a questo punto, non m&#8217;entrerebbe più in cucina, ecco), anzi, l&#8217;elenco degli ingredienti: pistacchi di bronte, olio evo, basilico, una punta di aglio, poco poco buccia di limone grattuggiata, un po&#8217; dell&#8217;ormai solita polvere di arancia, un pizzico di sale grosso e un paio di grani di pepe di sichuan. Voi mettetevi pure a pestare tutto questo, io scappo!! Buon weekend!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dei ravanelli non si butta via nulla&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 08:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[conserve]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa]]></category>

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Ieri al mercato ho trovato dei mazzetti di ravanelli interi! Si lo so&#8217; che sembro scema ma ormai mi ero abituata a vederli nelle bustine di plastica al supermercato, e mi ero quasi scordata che i ravanelli, al naturale, vengono con del fogliame verde. Fogliame che, se non lo dai ai tuo coniglietto (io da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/04/ravanelli1_ssl.jpg' alt='ravanelli1_ssl.jpg' /></p>
<div class="testo">
Ieri al mercato ho trovato dei mazzetti di ravanelli interi! Si lo so&#8217; che sembro scema ma ormai mi ero abituata a vederli nelle bustine di plastica al supermercato, e mi ero quasi scordata che i ravanelli, al naturale, vengono con del fogliame verde. Fogliame che, se non lo dai ai tuo coniglietto (io da piccola avevo in casa una tremendissima coniglietta albino &#8211; Snowy si chiamava &#8211; che andava pazza per il verde dei ravanelli&#8230; :-), puoi anche farci la zuppa (o per lo meno così fanno i francesi). E confesso che ieri, nel momento di comprare i ravanelli, più che i ravanelli stessi stavo proprio adocchiando le foglie pensando che ci avrei fatto appunto la zuppa&#8230; </p>
<p><span id="more-1254"></span></p>
<p>Ma poi ecco qualcosa lo dovevo fare anche con ciò che mi rimaneva, e ho ripensato a una ricetta letta su Elle à table, per dei ravanelli sott&#8217;aceto. E quindi ho fatto pure quelle :-) E mentre la zuppa è di quelle morbide e primaverili, i ravanelli sott&#8217;aceto fanno molto pensare a quel daikon che i giaponesi preparano credo in un modo molto simile, in modo che risulti insieme croccante, poi acido, piccantino e con una punta anche dolce. Insomma ancora non ho ben capito come e quando servire questi ravanelli però così su due piedi li vedrei bene sul lato di un piattino di maki o accompagnando, a fettine, qualche altra preparazione nipponica al riso&#8230;
</p></div>
<div class="ricetta">
<h3>Soupe de fanes de radis</h3>
<blockquote><p><strong>ravanelli</strong>, il fogliame 2 mazzetti<br />
<strong>cipolla</strong>, piccola 1<br />
<strong>patate</strong>, piccole 2<br />
<strong>acqua, sale &#038; pepe</strong></p></blockquote>
<p>Lavare accuratamente le foglie dei ravanelli. Tritare la cipolla e sbucciare le patate poi tagliarle a pezzetti. Sistemare il tutto in un pentolino, coprire con dell&#8217;acqua (o un brodo vegetale leggero), salare e far cuocere per circa 20 minuti. Passato questo tempo, passare la zuppa al mixer, e servirla con qualche ravanello affettato e, se piace, un cucchiaino di mascarpone o un goccio di panna fresca.</p>
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<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/04/ravanelli2_ssl.jpg' alt='ravanelli2_ssl.jpg' /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Ravanelli sotto aceto</h3>
<blockquote><p><strong>ravaneli</strong> 1 mazzetto<br />
<strong>aceto di vino bianco</strong> 20cl<br />
<strong>zucchero</strong> 50g<br />
<strong>alloro</strong> 2 fogli<br />
<strong>pepe nero</strong> 6 grani<br />
<strong>garofano</strong> 1 chiodo<br />
<strong>sale</strong> mezzo cucchiaino</p></blockquote>
<p>Lavare e asciugare i ravanelli, se sono molto grossi tagliarli a metà. Sistemare i ravanelli dentro un barattolo, aggiungere l&#8217;alloro, il pepe e il chiodo di garofano. Portare a ebolizione, in un pentolino, l&#8217;aceto con lo zucchero e il sale (sciolto prima in due cucchiai di acqua), lasciar bollire per 1-2 minuti e versare tutto quanto sui ravanelli. Chiudere e lasciar riposare per 12 ore, conservare al frigorifero.</p>
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]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dulce de leche copia &amp; incolla</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 11:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[conserve]]></category>
		<category><![CDATA[marmellata]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non ho resistito :-) C&#8217;è chi dice che il dulce di leche è la cosa più libidonosa al mondo, personalmente lo trovo un po&#8217; troppo (è un eufemismo!) dolce però ecco, dopo un vecchio esperimento parigino di dulce fatto in casa con la scatoletta di latte concentrato zuccherato (senza aprirla, basta togliere l&#8217;etichetta e farla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/04/dulce_leche_ssl.jpg' alt='dulce_leche_ssl.jpg' /></p>
<p>Non ho resistito :-) C&#8217;è chi dice che il dulce di leche è la cosa più libidonosa al mondo, personalmente lo trovo un po&#8217; troppo (è un eufemismo!) dolce però ecco, dopo un vecchio esperimento parigino di dulce fatto in casa con la scatoletta di latte concentrato zuccherato (senza aprirla, basta togliere l&#8217;etichetta e farla bollire immersa in acqua per circa 2 ore, risultato sorprendentemente simile al dulce che si compra in barattolo), non potevo non provare la ricetta di dulce di leche che Patrizia B, nostra commentatrice esperta ès cosas argentinas, ha lasciato qualche giorno fa, partendo non da scatolame vario ma dal latte fresco (che devo ddi&#8217;, è il mio lato &#8216;piccola chimica&#8217; che ogni tanto prende il sopravvento&#8230; :-).<br />
<span id="more-1161"></span><br />
La ricetta, appunto, ve l&#8217;incollo:</p>
<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/04/ricetta_dulce_sll.jpg' alt='ricetta_dulce_sll.jpg' /></p>
<p><strong>Due tre note a margine:</strong><br />
- Il risultato, rispetto a come conoscevo il dulce di leche in barattolo, è troppo lento. Sarà per via di quella storia che se fai cuocere toppo l&#8217;insieme cristallizza, poco dopo aver visto apparire le &#8217;strisce&#8217; in fondo (leggere la ricetta) alla pentola, ho spento tutto. E evidentemente poteva stare un altro pochino. A meno che ovviamente non si arrivi mai a una crema densa e spalmabile come quella industiale (o come quella che si fa col latte condensato..).<br />
- La vaniglia poi forse non la aggiungerei, o comunque meno, il mio dulce sa moltissimissimo di vaniglia, è <em>too much</em> missà.<br />
- Infine, se ci provate, prevedete una pentola capiente, essendo solo un litro di latte ho iniziato con una pentola media, solo che dopo l&#8217;aggiunta di bicarbonato il liquido si gonfia tantissimo (e ho dovuto cambiare pentola di corsa :-) Insomma, oggi workshop sul dulce di leche &#8211; chi ce l&#8217;ha altri suggerimenti, dritte e consigli per un risultato migliore? (non che fosse cattivo mo questo eh, non fraintendiamo :-))</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ketchup!!?</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/02/ketchup</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 11:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[anglo-sassone]]></category>
		<category><![CDATA[conserve]]></category>
		<category><![CDATA[ricette d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[schifezze]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[

Ehbbeh ssi! Sebbene non lo mangiavo da quando avevi circa 10 anni, a parte qualche rarissimo sgarro con le patatine fritte, il ketchup non lo compro, non lo uso, non lo mangio. E un ricordo d&#8217;infanzia, o una cosa aneddotica quando si tratta di ridere sul tema &#8216;come all&#8217;estero condiscono gli spaghetti&#8217;. Pero, quando l&#8217;ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/04/ketch_lab11_sll.jpg' alt='ketch_lab11_sll.jpg' /></p>
<div class="testo">
<p>Ehbbeh ssi! Sebbene non lo mangiavo da quando avevi circa 10 anni, a parte qualche rarissimo sgarro con le patatine fritte, il ketchup non lo compro, non lo uso, non lo mangio. E un ricordo d&#8217;infanzia, o una cosa aneddotica quando si tratta di ridere sul tema &#8216;come all&#8217;estero condiscono gli spaghetti&#8217;. Pero, quando l&#8217;ho visto fare, questo ketchup, due giorni fa, ad Enrico Bartolini (enfant prodige della cucina italiana, bravo davvero e&#8230; più piccolo di me!? vabbe scusate l&#8217;incisa, è che sono dovuta arrivare a 30 anni per rendermi conto che i veri giovani sono under 30 &#8211; uhps&#8230;, insomma Enrico è chef a <a href="http://www.lerobinie.net/">Le Robinie</a>, e missa che vale il viaggio..), mi è parso talmente semplice e divertente che non ho potuto fare a meno di riprodurlo a casa. Non so ancora bene che uso ne farò ma, sissamai, magari avete dei bambini e/o compagni di casa patiti di salsine industriali vendute in confezioni di plastica rossa, beh io al posto vostro svuoterei la bottiglietta e farei un <em>refill</em> con questo ersatz 100% naturale (denso ma grazie alla frutta e allo zucchero, non c&#8217;è nessun altro addensante dentro), almeno così non avete più bisogno di irritarvi alla vista di certe schifezze che dovete tenere in casa :-))
</div>
<p><span id="more-1127"></span></p>
<div class="ricetta">
<h3>il ketchup di Enrico Bartolini</h3>
<p><em>per circa 3dl</em></p>
<blockquote><p><strong>pomodori</strong> 6<br />
<strong>peperone rosso </strong>1<br />
<strong>mela</strong> 1<br />
<strong>pera</strong> 1<br />
<strong>aceto bianco</strong> 50g<br />
<strong>zucchero</strong> 30g<br />
<strong>sale</strong> 10g<br />
<strong>senape con o senza semi</strong> 30g</p></blockquote>
<p>Lavare meticolosamente tutti gli ingredienti (meglio se biologici), e tagliarli a pezzi, eliminando i filamenti dei peperoni e lasciando invece il torsolo e la buccia della frutta. Versare le verdure e la frutta tagliata a pezzi un una pentola piutosto ampia, aggiungere l&#8217;aceto, lo zucchero, il sale e la senape (se usate quella senza semi, liscia, potete anche aggiungerla per ultimo). Mettere sul fuoco, medio-basso e quando inizia a bollire abassare la fiamma, coprire e lasciar cuocere lentamente per 1h30/2h. Gli ingredienti si spappoleranno man mano e in fin di cottura dev&#8217;esserci rimasto pochisismo liquido, nel caso far asciugare il composto alzando un pochino la fiamma e togliendo il coperchio (se rimane acqua di cottura poi si separerà dal ketshup quindi il tutto dev&#8217;esere asciutto). Passare il tutto al setaccio o al colino (premedno bene con un cucchiaio, ci vuole un po&#8217;&#8230;.:-) in modo da dividere gli scarti dalla salsa. Buttare il residuo secco, amalgamere la senape se usate quella senza semi, e versate in un barattolo (volendo si può anche sterilizzare e conservare come un normalisismo sugo di pomodoro)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Lapin niçois</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/08/lapin-nicois</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 06:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[conserve]]></category>
		<category><![CDATA[fresco]]></category>
		<category><![CDATA[insalata]]></category>

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		<description><![CDATA[

Sarà il caldo che mi vengono idee curiose. Mi spiego. Avevo fatto, per lavoooro, del tonno di coniglio (mai cucinato prima, provateci, è divertente &#8211; l&#8217;unica cosa è che nella conserva al posto della salvia che non si rimediava da nessuna parte ho messo il basilico, comunque per la ricetta consultate pure la Gosetti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2007/08/tonno11s.jpg' alt='tonno11s.jpg' /></p>
<div class="testo">
Sarà il caldo che mi vengono idee curiose. Mi spiego. Avevo fatto, per <em>lavoooro</em>, del <strong>tonno di coniglio</strong> (mai cucinato prima, provateci, è divertente &#8211; l&#8217;unica cosa è che nella conserva al posto della salvia che non si rimediava da nessuna parte ho messo il basilico, comunque per la ricetta consultate pure la <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?isbn=889002190X">Gosetti</a> che a questo punto dovrebbe stare sullo scaffale di tutti :-) e quindi me ne stavo con questi barattolini di coniglio che macerava nel frigo (e non vi dico nemmeno del congelatore pieno di strudel, della bagna cauda e della salsa verde in stand by e di quant&#8217;altro di men che meno estivo che in questi giorni ingombra il mio povero frigorifero che, fosse per lui, conterrebbe esclusivamente acqua con le bollicine e mele verdi).<br />
<span id="more-774"></span><br />
Così, un giorno che non riuscivo neanche a far entrare la spesa nel frigo per quanto fosse pieno, mi son detto che sarebbe divertente (oltre che urgente) smaltire quel coniglio là dove tradizionalmente si usa il tonno sott&#8217;olio e, eccoqua che arriviamo al dunque, ho pensato alla <strong>salade niçoise</strong>. Ora, scoprire come si fa una vera insalata nizzarda temo sia una questione abbastanza simile all&#8217;inutile ricerca della vera ricetta della parmigiana di melanzane: dove ti giri giri trovi versioni simili ma diverse per cui alla fin fine ne ho fatto una versione mia, includendo ciò che amo e escludendo quel che non mi garbava. Così i fagiolini verdi che a quanto pare nella versione doc non ci stanno (ma che tutti ci mettono) me li son tenuti e le uova soda, per quanto siano indispensabilissime, le ho tolte. Per il resto, notare che fra peperoni, acciughe e aglio, i sapori della salade niçoise in realtà sono abbastanza vicini a quelli che si usano anche nel piemonte (da dove arriva il tonno di coniglio), per cui in fin  dei conti non è neanche tanto eretica questa ricetta :-) </p>
<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2007/08/lapin2s.jpg' alt='lapin2s.jpg' /></p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Il tonno di coniglio nell&#8217;insalata nizzarda</h3>
<blockquote><p>tonno di coniglio fait maison (o tonno sott&#8217;olio tout court)<br />
<strong>insalata</strong> (ho usato spinacini freschi e rucola)<br />
<strong>fagiolini verdi</strong> sbollentati<br />
<strong>peperone rosso</strong> a listarelle<br />
<strong>olive nere</strong><br />
<strong>acciughe</strong> (1 a persona)<br />
e anche (se piace):<br />
un <strong>uovo sodo </strong>a persona<br />
<strong>pomodori</strong> a spicchietti<br />
<strong>cipolla</strong> tagliata fine
</p></blockquote>
<p>Basta mescolare tutti gli ingredienti e condire con poco sale, pepe e un filo di olio d&#8217;oliva :-)</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
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