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	<title>il cavoletto di bruxelles &#187; lieviti</title>
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	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
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		<title>Les gaufres du dimanche soir</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[lieviti]]></category>
		<category><![CDATA[torte, cake & muffin salati]]></category>

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		<description><![CDATA[

Prima o poi ci vorrà una riflessione seriosa sul come e il perché ma in qualche modo, il cibo della domenica sera è diverso da quello degli altri giorni della settimana. Sarà perché è l&#8217;ultimo momento di tregua prima del round successivo, sarà perché uno inizia a rilassarsi solo al secondo giorno del weekend, sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/gaufres_salees_ssl.jpg" alt="gaufres_salees_ssl" title="gaufres_salees_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8496" /></p>
<div class="testo">
Prima o poi ci vorrà una riflessione seriosa sul come e il perché ma in qualche modo, il cibo della domenica sera è diverso da quello degli altri giorni della settimana. Sarà perché è l&#8217;ultimo momento di tregua prima del round successivo, sarà perché uno inizia a rilassarsi solo al secondo giorno del weekend, sarà che dopo due giorni di &#8216;vacanza&#8217; ti viene voglia di cucinare senza prendertela, o che prima del lunedi mattina ci vuole una coccola-à-manger, chi lo sa&#8230; Fatto sta che sono sempre stata affezionata alla cena della domenica (da piccola era sinonimo di <em>cucumber sandwiches</em> &#8211; che a-do-ra-vo, veramente gli adoro tutt&#8217;ora solo che non li faccio mai) e sono sicura che a casa mia il 90% % delle torte salate e delle briochine vengono sfornate appunti di domenica, oltre a essere un giorno ad alta concentrazione di cucinamento di zuppe velluttate&#8230;
</div>
<p><span id="more-8495"></span></p>
<div>
<p>Di quanto poi le torte salate siano un ottimo svuota-frigo, credo di avervi già detto e, ecco, avrei trovato un &#8216;nuovo&#8217; modo di utilizzare fondi di dispensa e di frigorifero con questo soggettino qui: la gaufre salata! (che poi io uso il nome francese perché la forma stessa della gaufre è intimamente legata alla mia infanzia ma mica lo so eh, da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gaufre">dove</a> arriva&#8230; :-). Insomma, procedimento approssimativo e decisamente no-fuss, personalizzazione a gogo a secondo di ciò che c&#8217;è nel frigo e in dispensa, e poi si mangia rigorosamente  con le mani (e con&#8217;una tenera insalatina sul lato). </p>
<p><strong>Gaufres salate, la ricetta</strong>: mescolare 4 cucchiai di farina, 4 cucchiai di farina integrale (qui, di farro), un cucchiaino scarso di sale, un cucchiaino di zucchero. Versarci sopra mezzo cubetto di lievito diluito in un bicchiere di latte tiepido, aggiungere due uova, un cucchiaio di olio d&#8217;oliva,mescolare bene tutto e aggiustare eventualmente la densità con un po&#8217; di latte, vi deve venire un&#8217;impasto dalla consistenza dell&#8217;impasto per fritelle (non troppo liquido ma nemmeno densissimo, l&#8217;impasto risulta elastico e si può prendere facilmente a cucchiaiate). Coprire e lasciar lievitare per mezz&#8217;ora. Dopo questo tempo incorporare quel che volete: qui ho aggiunto 50g di prosciutto cotto tagliato a dadini, 50g di scamorza affumicata, due cucchiai di noci finemente tritati, due cucchiai di semini misti (girasole, zucca, sesamo, lino) e un cucchiaino di semi di cumino. (ovviamente ci potete sbizzarire sull&#8217;uso delle spezie, semini, formaggi ed erbe&#8230; :) Far cuocere la pastella fra le piastre di un aggeggio per cuocere le gaufres, fino a quando le gaufres sono dorate (la quantità di pastella dipende un po&#8217; da quanto sono grandi le piastre, posso solo dire che per il <a href="http://www.kitchenaid.it:80/app.cnt/ka/it_IT/pageid/pgkaproddetail001/catid/7/subcatid/35/prodid/28895">waffle baker</a> KitchenAid ci va un cucchiaio di pastella a spicchio, non di più, ricordatevi semai che questa cosa lievita anche in cottura&#8230;:-). Servire calde! :-)
</div>
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		<title>Il pane fritto di Cipro via Vefa</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 09:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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Allora ecco, è successa questa cosa curiosa (si salve ciao come state? io bene grazie ma manco a dirlo, a parte per frullare zucche, preparare compostine di frutta autunnale, schiacciare banane e porzionare polli bio cotti al vapore in pachettini di 20g da congelare, boh, non è che frequento moltissimo la cucina, devo dire :-), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/09/pane_fritto_ssl.jpg" alt="pane_fritto_ssl" title="pane_fritto_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8224" /></p>
<div class="testo">
<p>Allora ecco, è successa questa cosa curiosa (si salve ciao come state? io bene grazie ma manco a dirlo, a parte per frullare zucche, preparare compostine di frutta autunnale, schiacciare banane e porzionare polli bio cotti al vapore in pachettini di 20g da congelare, boh, non è che frequento moltissimo la cucina, devo dire :-), insomma, dicevo, una cosa curiosa. Ecco, forse i puri e duri fra di voi ricorderanno un roundup di <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/books-for-cooks-winter-2010-2">books for cooks</a> di qualche tempo fa e di quanto io fossi rimasta, per dirla con un eufemismo, piuttosto scettica dinnanzi al <a href="http://www.amazon.it/gp/product/0714859680/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0714859680">libro delle Tapas</a> pubblicato da Phaidon. Caso vuole che nella stessa collana sta uscendo <a href="http://www.amazon.it/gp/product/0714861251/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0714861251">La cucina di Vefa</a>, un librone di cucina greca (scritto da <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&#038;sl=el&#038;u=http://www.vefashouse.gr/vefashouse/etairia2.asp&#038;ei=Sy2ETuKkIYfA8QOdwq02&#038;sa=X&#038;oi=translate&#038;ct=result&#038;resnum=2&#038;ved=0CDEQ7gEwAQ&#038;prev=/search%3Fq%3D%25CE%2592%25CE%25B5%25CF%2586%25CE%25B1%2B%25CE%2591%25CE%25BB%25CE%25B5%25CE%25BE%25CE%25B9%25CE%25B1%25CE%25B4%25CE%25BF%25CF%2585%26hl%3Dit%26client%3Dsafari%26sa%3DX%26rls%3Den%26biw%3D1822%26bih%3D1155%26prmd%3Dimvnsfd">Vefa Alexiadou</a>, che alcuni definiscono la Julia Child greca) e lì, miracolo: me ne sono sperdutamente innamorata. Il che significa, nel caso di una come me che cucina praticamente nulla (tranne le ricette del prossimo libro ma quella è un&#8217;altra storia :-P), che il librone in questione è rimasto per giorni e giorni sul tappeto ikea di Lena, fra l&#8217;ananas che fa prrrrr e il maialino in legno di acero eco per bebe-che-mettono-i-denti perché appunto più che davanti al computer è li che passo il tempo, a giocherellare, girare pagine e a sognare col 5% di cervello che mi resta alle ricette che prima o poi, cascasse &#8216;na pannocchia, vorrò cucinare&#8230; :-)
</div>
<p><span id="more-8223"></span></p>
<div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/09/vefa.jpeg" alt="vefa" title="vefa" width="210" height="299" align="left" /><br />
Non resisto intanto a incollarvi l&#8217;immaginetta della copertina del libro che da giorni e giorni mi mesmerizza totalmente (avete presente l&#8217;effetto della casina delle api chicco su un neonato nella culla? ecco :-), trovo sia una copertina stupendissssima. Comunque, a ripensarci, i motivi per i quali d&#8217;impatto questo libro mi piace sono gli stessi per i quali non mi piaceva <em>Tapas</em>: la copertina a ricordare i colori nazionale e gli stesi colori ricorrenti nei testi ( le pagine gialle le trovavo un po&#8217; hard, il testo blu invece mi risulta elegante e riposante), i titoli delle ricette bilingue (e poi traslitterati, sono persino arrivata a cercare di leggerli in greco) e sopratutto, le fotografie non realistiche, di più. Avrei il forte sospetto che qui dietro non ci siano affatto squadre di manine operose come quelle che producono il realismo jamie oliveriano (che è finto), nel senso che a guardare le pietanze, beh, potrebbero essere state cucinate, con tutto il rispetto parlando, lol, da mia suocera, in una parola: sembrano vere! (inizio anche a pensare che il <em>vero</em> è il nuovo finto &#8211; non so se mi seguite :-) insomma, tutte quelle cose semplici e casalinghe e curate con gentilezza ma senza essere vistose o esagerate o innaturali, beh, costituiscono tutto sommato una grande boccata d&#8217;aria (esattamente come un&#8217;altro libro di cui missà che vi parlerò presto). </p>
<p>Altro enoooorme motivo di fascino è che sfogliando questo libro non potevo ripensare, ancora e ancora, al famoso &#8216;una faccia, una razza&#8217;&#8230; Sembrerà scontato ma in  questa opera magna della cucina greca (la quale io sinceramente pensavo nemmeno esistesse, almeno cosi sosteneva un nostro amico greco, che la cucina greca è tutta turca &#8211; missà che forse non aveva ragione anzi, con questo libro mi si è letteralmente aperto un mondo, ricco, gustoso e profumato&#8230;) si delinea una area che sembra il pezzettino di un puzzle, un pezzettino che si incastra perfettamente con un&#8217;altro pezzettino che si trova li di fronte, sull&#8217;altra sponda del mediterraneo e che è la calabria. Sul serio, ritrovo nelle ricette di Vefa molte cose a me familiarissime, dai peperoni con le uova a, addirittura, la fresa con pomodoro (e feta, paese che vai formaggio che trovi&#8230;), passando per tanti altri abbinamenti e usanze, come se nella cucina greca si intravedesse, qua e là, la cucina calabrese. Poi, certo, ovvio, c&#8217;è molto altro, molte le ricette &#8216;esotiche&#8217; anche che fanno l&#8217;occhiolino all&#8217;oriente, basta pensare al capitolo sulle sfoglie di filo, o a quello sui dolci sciroppati&#8230; </p>
<p>Come dicevo, a forza di sfogliarlo sto libro, l&#8217;elenco di ciò che vorrei cucinare sta diventando lunghetto, dalle <em>polpette della Traci allo yoghurt</em> alle <em>mele ripiene di carne</em> passando per il <em>pollo con patate, limone e timo</em> o i <em>torciglioni alla cannella</em> e la <em>pita per i souvlaki</em> (e <em>i souvlaki di agnell</em>o!! :-)), e poi la <em>crema di melanzane e pinoli</em>, il <em>riso pilaf della sposa</em> e il <em>pane al formaggio del monte Pelio</em> etcaetera&#8230; :-) (anzi, veramente, un&#8217;altra ricetta greca l&#8217;ho già fatta, senza saperlo, ed è questa qui delle <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/04/patate-con-vino-e-coriandolo">patate schiacciate con vino e coriandolo</a>, che sarebbe cipriota). La scelta era quindi ardua e alla fine per prima cosa ho cucinato un pane che mi faceva l&#8217;occhiolino da quando l&#8217;ho visto per la prima volta, e che si prepara in un modo un po&#8217; particolare, poiché invece di cuocerlo nel forno va&#8230; fritto a tocchetti (un po&#8217; come le pizze fritte napoletane&#8230;:-). Più che un pane direi che si tratta di un ottimo stuzzicchino da aperitivo, non proprio dietetico ma decisamente decisamente goloso :-) </p>
<p><strong>Pane fritto con olive alla cipriota</strong> (Tiganopsomo me elies): Versare 350g di farina nella ciotola dell&#8217;impastatrice, aggiungere due cucchiai di miele, due cucchiai di olio e 10g di lievito di birra sciolto in 150g di acqua tiepida, impastare il tutto, aggiungendo a filo altri 100g di acqua, all&#8217;incirca. fino a ottenere un&#8217;impasto soffice ed elastico che non deve essere troppo colloso. Coprire e lasciar lievitare per un&#8217;ora fino a radoppiare di volume. Stendere l&#8217;impasto in un rettangolo di 1 cm di spessore (circa 25&#215;35cm), e distribuirci 120g di olive nere (kalamata, se le trovate) grossolanamente tritate. Ripiegare l&#8217;impasto in tre, nella lunghezza, in modo da ottenere un fagottino lungo 35cm. Ritagliare 10 porzioncine, passarci il mattarello per appiattirle un po&#8217; e lasciar riposare per 10 minuti. Infine, versare un fondo di olio per friggere in una padella, e metterci a friggere i panini, circa 5 minuti per lato o finché siano leggermente dorate. Scolare su della carta da cucina, servire caldi e divorare subito.
</div>
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		<title>Focaccia dolce con pesche e rosmarino</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 09:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>

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		<description><![CDATA[

Ricetta dedicata alla mia amica Daniela, poiché è accanto a lei che questa cosa qui ha iniziato a delinearsi&#8230; Insomma, semplicemente, qualche giorno fa, a cena in un ristorantino del centro di Roma, stavamo annusando, un po&#8217; critiche, il millefoglie con zabaione e pesche caramellate. Perché mai in quel posto il millefoglie fosse servito sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/09/focaccia_dolce1b_ssl1.jpg" alt="focaccia_dolce1b_ssl" title="focaccia_dolce1b_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8216" /></p>
<div class="testo">
Ricetta dedicata alla mia amica Daniela, poiché è accanto a lei che questa cosa qui ha iniziato a delinearsi&#8230; Insomma, semplicemente, qualche giorno fa, a cena in un <a href="http://www.ristoranteditirambo.it/">ristorantino</a> del centro di Roma, stavamo annusando, un po&#8217; critiche, il millefoglie con zabaione e pesche caramellate. Perché mai in quel posto il millefoglie fosse servito sotto la somiglianza di una chiazza di zabaione trafitto di alcune anemiche scaglie di pasta fillo rimarrà un mistero, in compenso i due spicchi di pesca caramellata con rosmarino colloccati li accato avevano un loro perché, sissi&#8230; E quindi rieccolevequa, mutate in focaccia dolce &#8211; senza zabaione, ma <em>con</em> una salutare dose di olio d&#8217;oliva&#8230; :-) Lasciatevelo dire, è una merenda di tutto rispetto :-P
</div>
<p><span id="more-8208"></span></p>
<div>
ps. come dicevo l&#8217;altro giorno, ultimamente mi piace molto variare le farine, qui ho tagliato il kamut integrale (di questo marchio <a href="http://www.ecor.it/">qui</a> che da un po&#8217; di tempo uso molto) con dell manitoba per non rischiare di ritrovarmi con una focaccia della consistenza del cartoncino, chiaramente: fate un po&#8217; come volete, va bene anche tutto 00, io al prossimo giro proverò metà kamut integrale e metà kamut bianco.</p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Focaccia dolce con pesche e rosmarino</h3>
<blockquote><p><strong>farina manitoba</strong> 200g<br />
<strong>farina di kamut integrale</strong> 200g<br />
<strong>pesche noci</strong> 2<br />
<strong>olio extra vergine d&#8217;oliva</strong> 1dl<br />
<strong>rosmarino fresco</strong> 4 rametti<br />
<strong>zucchero di canne</strong> 5 cucchiai<br />
<strong>lievito di birr</strong>a 1 cubetto<br />
<strong>sale</strong> un cucchiaino</p></blockquote>
<p>Versare l&#8217;olio d&#8217;oliva in un pentolino, aggiungere i rametti di rosmarino, scaldare sul fuoco per qualche minuto (Attenzione, lo scopo dell&#8217;operazione è di far intiepidire l&#8217;olio, non di far friggere il rosmarino!!). Spegnere e lasciar riposare.  Mescolare le farine con 1 cucchiaio di zucchero di canna e il sale. Sciogliere il lievito in 1dl di acqua tiepida, versare piano sulla farina e iniziare a impastare. Aggiungere poi poca acqua fino a ottenere una giusta consistenza, sempre impastando (il risultato finale dev&#8217;essere un impasto morbido, elastico e leggerissimamente colloso). Sistemare l&#8217;impasto in una ciotola, coprire con della pelicola e lasciar lievitare per 1h/1h30 o fino a quando non sarà radoppiato il volume. A quel punto stendere l&#8217;impasto su une teglia da forno foderata con carta da forno (lo spesso dovrebbe essere di 1cm abbondante). Lavare le pesche e tagliarle a fettine spesse mezzo cm poi disporle sulla focaccia. Coprire e lasciar riposare per mezz&#8217;ora. Infine, riprendere l&#8217;olio, filtrarlo poi aggiungerci 1dl di acqua: lavorare energicamente con una forchetta fino a ottenere un&#8217;emulsione, poi, dopo aver ben premuto gli spicchi di pesca nell&#8217;impasto e aggiunto qualche buchino qua e la premendo con le dita, spennellare generosamente la focaccia con l&#8217;emulsione di olio al rosmarino. Infine, spolverare con i 4 cucchiai di zucchero di canna rimasti e qggiungere, volendo, qualche fiìogliolina di rosmarino. Infornare a 210° per 30-40 minuti o finché la focaccia sia bella dorata. </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/09/focaccio_dolce2_ssl.jpg" alt="focaccio_dolce2_ssl" title="focaccio_dolce2_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8210" /></p>
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		<item>
		<title>La brioche retrouvée</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 07:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>

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		<description><![CDATA[

Proprio una bella giornata oggi no? Cioè, è stato bello pure ieri ma svegliarsi oggi è persino meglio&#8230; :-D Piuttosto, oggi si voleva parlare di brioche. E di tessuto&#8230; Insomma, ormai lo sapete, ho recentemente scoperto il cucito e cosi, oltre a cucire, uno dei miei passatempi preferiti &#8211; in gravidanza che mo&#8217; chi ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue3b_ssl.jpg" alt="briocheperdue3b_ssl" title="briocheperdue3b_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7966" /></p>
<div class="testo">
<p>Proprio una bella giornata oggi no? Cioè, è stato bello pure ieri ma svegliarsi <a href="http://www.repubblica.it/static/speciale/2011/elezioni/comunali/index.html?refresh_cens">oggi</a> è persino meglio&#8230; :-D Piuttosto, oggi si voleva parlare di brioche. E di tessuto&#8230; Insomma, ormai lo sapete, ho recentemente scoperto il cucito e cosi, oltre a cucire, uno dei miei passatempi preferiti &#8211; in gravidanza che mo&#8217; chi ce l&#8217;ha più il tempo :-) &#8211; era di starmene spiaggiata sul divano con l&#8217;ipad a cercare in giro per la rete dei tessuti da ordinare in giro per il mondo (poiché la situascion presso i rivenditori italiani è quantomeno triste). Cosi, fra gli acquisti c&#8217;era un divertente tessutino di Junko Matsuda, misto cotone e lino, un po&#8217; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zakka">zakka</a>-style con annotazioni cucinesche in francese (vi avevo raccontato tempo fa della <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/02/the-oyakodon-story">passione nipponica</a> per tutto ciò che &#8216;fa&#8217; Francia, e infatti spesso e volentieri i giapponesi stessi producono ogetti francesi <em>plus vrais que nature</em>, e questo tessuto direi che ne è un perfetto esempio :-).
</div>
<p><span id="more-7962"></span></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue0_ssl.jpg" alt="briocheperdue0_ssl" title="briocheperdue0_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7963" /><br />
Anzi, per la precisione, su quel tessuto era stampato, a pezzettini sparsi, con tanto di deliziose illustrazioncine e imperdonabili errori di ortografia (anzi, capita spesso di trovarne su questo genere di articoli nipponici anzi, trovo che gli errori gli rendono ancora più delicati :-), la ricetta della brioche perdue&#8230; Che poi non sarà nemmeno nulla di nuova né di stravolgente, anche se era la tipica ricetta che non-avevo-mai-pensato-di-fare prima di trovarmela sotto il naso. Insomma, intanto era chiaro fin dall&#8217;inizio che quel tessuto non poteva che diventare, prima o poi, un qualche regalino-accessorio per amica foodista&#8230;</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue5b_ssl.jpg" alt="briocheperdue5b_ssl" title="briocheperdue5b_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7968" /></p>
<div>
Il mio mezzo yard di stoffa per un po&#8217; è rimasto li, e ogni tanto la consideravo, <strike>leggendo</strike> decifrando la ricettina riportata lì sopra (la quale fra parentesi sembrava sempre più avere un suo perché, visto si trattava in sostanza di una versione estremamente golosa del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/pain-perdu-au-chocolat">pain perdu</a>, in cui al posto del pain c&#8217;era la brioche e pure generosamente condita con le mandorle) chiedendomi cosa ne avrei fatto di preciso&#8230; Alla fine, pochi giorni fa, ho trasformato la mia stoffetta in una sporta tuttofare destinata a un&#8217;amica cuoca, e mentre cucivo e che il testo della ricetta della brioche perduta mi danzava dinanzi agli occhi, beh, per forza, mi sono convinta che era arrivato il momento di cucinarla&#8230; E chiaramente, per fare una ricetta che prevede la brioche&#8230; ci voleva la brioche! Elementare, no? :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue2_ssl.jpg" alt="briocheperdue2_ssl" title="briocheperdue2_ssl" width="500" height="698" class="alignleft size-full wp-image-7965" /></p>
<p>In realtà in questo blog le ricettine di briochine più o meno sciuésciué non scarseggiano, ma dopotutto: se non si possono sperimentare cose nuove, che piacere c&#8217;è? Cosi alla fine mi sono decisa per una brioche tressée <a href="http://www.association-brioche-vendeenne.fr/">vendéenne</a>, che sarebbe, in sostanza, una brioche dalla <em>mie moelleuse</em>, diciamo abbastanza vicina (ma non identica) a quelle brioche industriali (in francia&#8230;), morbide morbide, dalla mollica che si sfibra languidamente e che si strappano con le mani che è un piacere. Quella che ho usata io è la ricetta che è rimbalzata in giro per tutta la rete francofona, e devo dire che non è davvero niente male.<br />
<strong>nb.</strong> per cucinare le fettine di brioche perduta ho lasciato stagionare la brioche per due giorni in modo da renderla secchina (visto che l&#8217;idea del pain perdu sarebbe comunque di adoperare gli avanzi, e gli avanzi solitamente beh son&#8217; secchi), vice versa se uno la sua brioche la vuole consumare tale quale, rinchiudendola in una busta tipo <a href="http://www.ziploc.com/Pages/HomePage.aspx">ziploc</a> (se ne trovano di ottime all&#8217;<a href="http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/60177411">ikea</a>) conserva benissimo il suo delizioso <em>moelleux</em> (ve lo posso garantire, ci ho appena fatto colazione, eheh :-). </p>
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue1b_ssl.jpg" alt="briocheperdue1b_ssl" title="briocheperdue1b_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7964" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Brioche tressée vendéenne</h3>
<blockquote><p><strong>farina</strong> 500g (ho fatto metà 00 e metà manitoba)<br />
<strong>uova</strong> 2 + 1<br />
<strong>burro</strong> 110g<br />
<strong>zucchero</strong> 110g<br />
<strong>latte</strong> 12,5cl<br />
<strong>panna fresca</strong> due cucchiai<br />
<strong>acqua di fiori d&#8217;arancia</strong> 2 cucchiai<br />
<strong>lievito di birra fresco</strong> 15g<br />
<strong>sale</strong> una presa</p></blockquote>
<p>Sciogliere il lievito nel latte tiepido, poi versare la farina, lo zucchero e il sale nel recipiente della planetaria (o a fontana se impastate a mano), aggiungere 2 uova, il burro morbido, la panna, l&#8217;acqua di fiori d&#8217;arancio e infine il latte con il lievito e impastare il tutto fino a ottenere un&#8217;impasto liscio ed elastico che rimarrà tuttavvia piuttosto colloso (ho aggiunto un cucchiai di farina ma non fate l&#8217;errore di aggiungerne molto di più, non deve essere affatto un&#8217;impasto sodo come quello del pane ). Coprire e lasciar lievitare a temperatura ambiente per 6 ore (si, avete letto bene, è che il lievito non è tantissimo e l&#8217;impasto è bello pesante). Dopo questo tempo, reimpastare velocemente, dividere l&#8217;impasto in tre porzioni di stesso peseo, srotolarle a mo&#8217; di salsicce (di circa 30cm) e formare una treccia. Sistemare la treccia sulla teglia del forno o in una teglia per pane/cake grande. Lasciar lievitare 1 ora poi spenellare con il tuorlo del terzo uovo diluito con poco latte e infornare a 180 gradi per 45 minuti. Lasciar raffreddare completamente prima di tagliare. </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue6_ssl.jpg" alt="briocheperdue6_ssl" title="briocheperdue6_ssl" width="500" height="698" class="alignleft size-full wp-image-7969" /></p>
<p>E cosi arriviamo alla <strong><em>brioche perdue</em></strong> della prima foto. Una <strong>ricetta</strong>, nonostante il luogo in cui l&#8217;ho rimediata, niente affatto leggera e giapponese ma bella calorica e sostanziosa oltre che, bisogna riconoscerlo, proprio proprio goduriosa, esattamente il tipo di ricette che vanno bene per la domenica mattina, quando una si alza verso mezzogiorno, visto che una singola fetta basta e avanza per un brunch prima di una vigorosa passeggiata <em>au grand air</em>. Quindi, in sostanza, tagliare delle fette di brioche belle spesse (1,5cm, allez! :-), poi preparare tre piatti fondi: nel primo versare del latte, nel secondo sbattere due uova e, nel terzo, mescolare 50g di zucchero con 50g di farina di mandorle. Prima di iniziare: tostare un po&#8217; di mandorle a fettine in una padella antiaderente senza grassi. Poi, sciogliere un pezzettino di burro in una padella, prendere una fetta di brioche e passarla successivamente nel latte, nelle uova e nel miscuglio zucchero/mandorle. Infine, far dorare su entrambi i lati in padella. Servire cospargendo la brioche perduta con le mandorle tostate e un po&#8217; di zucchero a velo. La ricetta originale suggeriva di aggiungere del gelato ai <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Calisson">calissons</a> ma temo sia una precisione fatta per mera civetteria francofila che già così, senza gelato, la passeggiata pomeridiana bella intensa onde smaltire i trigliceridi in eccesso ci sta tutta.. :-) Insomma, consumate e poi scappate subito a fare un paio di giri di lungomare&#8230; :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue4_ssl.jpg" alt="briocheperdue4_ssl" title="briocheperdue4_ssl" width="500" height="1069" class="alignleft size-full wp-image-7967" /></p>
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		<title>Le Kouglof de Felder</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/le-kouglof-de-felder</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/le-kouglof-de-felder#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 10:09:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>

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		<description><![CDATA[

L&#8217;avevo ritrovato con piacere a Parigi, e ovviamente al rientro non poteva non scattare il solito mmo&#8217; provo a farmelo damme&#8217;! Devo dire che la parola Kouglof, quando la leggo o la proncuncia, mi fa sempre sottilmente sorridere, non lo so nemmeno io perché, probabilmente perché Kouglof ha qualche sonorità infantile, ricorda le lingue inventate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/kouglof1_ssl.jpg" alt="kouglof1_ssl" title="kouglof1_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7431" /></p>
<div class="testo">
L&#8217;avevo ritrovato con piacere a Parigi, e ovviamente al rientro non poteva non scattare il solito<em> mmo&#8217; provo a farmelo damme&#8217;! </em>Devo dire che la parola <em>Kouglof</em>, quando la leggo o la proncuncia, mi fa sempre sottilmente sorridere, non lo so nemmeno io perché, probabilmente perché Kouglof ha qualche sonorità infantile, ricorda le lingue inventate, il burlesco (quello della letteratura francese del XVIIesimo, à la Rabelais, mica sto parlando di signorine seminude accomodate in gigantesche coppe da Martini :-), insomma, Kouglof mi fa pensare, anche, per via di non so quali strambi meandri della mente, a Papi Mougeot, allo Schmilblick, al circo e ai clowns in generale, a tutte quelle cose un po&#8217; naif e insieme sfacciate e che fanno semplicemente e spontaneamente sorridere&#8230;
</div>
<p><span id="more-7430"></span></p>
<div>
Ma mo&#8217; questo cosa c&#8217;entrava? Beh, in sostanza nulla, il Kouglof (o kugelhof, e via dicendo, le varianti sono parecchie) è una specialità alsaziana, ma anche tedesca, austriaca e ceca, ed è, in sostanza&#8230; un panettone. Okay, quasi. Diciamo che il Kouglof si iscrive in quella tradizione dei pani che all&#8217;occasione del Natale venivano letteralmente arricchiti con aggiunte di burro, uova e frutta secca (qui: uvetta macerata con rum e fettine di mandorla). Proprio come il panettone quindi, anche se poi nella realtà il kouglof è più simile a una brioche che a un panettone :-) In ogni caso, avevo in giro per casa uno stampo ad hoc che aspettava da tanto tempo che arivassero i suoi 15 minuti di fama e avevo pure da inaugurare (nel senso &#8217;sporcare di farina, tracce di burro e ditate svariate&#8217;) il volume <a href="http://www.amazon.fr/Pâtisserie-Lultime-référence-Christophe-Felder/dp/2732442119">Patisserie</a> di <a href="http://www.christophe-felder.com/index.php">Felder</a> (di cui avevo parlato <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/books-for-cooks-winter-2010-2">poco fa</a>), ne ho approfittato per fare il suo, di Kouglof e la sua ricetta &#8211; come poteva essere diversamente ? &#8211; viene benissimo :)
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/kouglof2_ssl.jpg" alt="kouglof2_ssl" title="kouglof2_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7432" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Kouglof (ricetta di Christophe Felder)</h3>
<blockquote><p><strong>farina</strong> 275g<br />
<strong>latte</strong> 125g<br />
<strong>burro morbido</strong> 65g<br />
<strong>uovo</strong> 1<br />
<strong>uvetta</strong> 50g<br />
<strong>zucchero</strong> 40g<br />
<strong>rum scuro</strong> 1 cucchiaio<br />
<strong>lievito di birra fresco</strong> 10g<br />
<strong>sale</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>mandorle a fettine</strong> 30g + <strong>burro fuso</strong> 20g<br />
<strong>zucchero a velo</strong>
</p></blockquote>
<p>Nelle ciotola dell&#8217;impastatrice (anche no ma è più comodo :-), far sciogliere il lievito con 35g di acqua a temperatura ambiente. Aggiungere 50g di farina (prelevati sulla quantità totale indicata), e mescolare con un cucchiaio in modo da ottenere una pallina di impasto. Versare il resto della farina (225g) sopra questa polpetta di farina e lievito, e lasciar riposare il tutto, coperto, per 30 minuti (siccome è inverno le lievitazioni le ho fatte tutto in forno a 40°C). Nel mentre, versare il rum sull&#8217;uvetta, spenellare lo stampo (se trovate quello tipico a forma di turbante dei re magi è meglio :-) con il burro fuso e spolverarlo con le fettine di mandorle. Riprendere la ciotola, aggiungere l&#8217;uovo, il latte, lo zucchero, il sale e il burro e impastare il tutto per una decina di minuti (io qui ho aggiunto qualcosa come 3 cucchiai di farina) fino a ottenere un&#8217;impasto morbido ed elastico ma non più collosissimo. Incorporare per ultimo l&#8217;uvetta scolata dal rum. Coprire la ciotola e lasciar lievitare per 1h30 o finché l&#8217;impasto sarà raddoppiato di volume. Reimpastare velocemente a meno, poi formare una palla e sistemarla nello stampo da kouglof (il mio fa sui 22cm diametro), premere un pochino, coprire e lasciar lievitare per 2 ore (per me, a 40°C, 2 ore era un po&#8217; troppo, insomma, controllate a vista, prima della lievitazione l&#8217;impasto dovrebbe rimpire 1 3/4 dello stampo, dopo lievitazione deve formare una bella cupola fuori dallo stampo). Infine, infornare a 170°C con ventilazione per circa 25 minuti (dipende un po&#8217; dalle dimensioni del kouglof, fare comuqnue la prova dello stecchino prima di sfornarlo&#8230;). Sformare, lasciar intiepidire e spolverare con dello zucchero a velo. Consumare lo stesso giorno o conservare in una busta di plastica per alimenti ben chiusa.</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/kouglof3_ssl.jpg" alt="kouglof3_ssl" title="kouglof3_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7433" /></p>
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		<item>
		<title>Come il bianco per il nero&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 10:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[lieviti]]></category>
		<category><![CDATA[risotto]]></category>
		<category><![CDATA[the cavoletto show]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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Mi sembrava giusto iniziare la settimana con qualcosa di molto poco serio, e cosa di meno serio di un po&#8217; di cibo conceptual-fashionista?? :-)) Beh ecco, appunto, questo doppio risotto l&#8217;ho fatto dopo che dalla redazione di Swide, la rivista online di Dolce &#038; Gabbana, mi avessero chiesto una ricettina pensata ad hoc per loro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/11/risottoBN3b_ssl.jpg" alt="risottoBN3b_ssl" title="risottoBN3b_ssl" width="500" height="710" class="alignleft size-full wp-image-7147" /></p>
<div class="testo">
Mi sembrava giusto iniziare la settimana con qualcosa di molto poco serio, e cosa di meno serio di un po&#8217; di cibo conceptual-fashionista?? :-)) Beh ecco, appunto, questo doppio risotto l&#8217;ho fatto dopo che dalla redazione di <a href="http://www.swide.com/luxury-magazine/">Swide</a>, la rivista online di <a href="http://www.dolcegabbana.it/">Dolce &#038; Gabbana</a>, mi avessero chiesto una ricettina pensata ad hoc per loro. Devo pure confessare che certe volte sti&#8217; giochini mi divertono sicché ho iniziato a pensare cosa potessi fare di cibesco che fosse in tema&#8230; Scartata la tematica <em>gooooold</em> (tanto lo ha già fatto Gualtiero Marchesi e mo&#8217; onestamente, mangiare oro mi fa tanto nuovi ricchi di trent&#8217;anno fa), lasciato perdere anche i lati <em>leopardato, pizzi e vecchi merletti</em>, che mi sembravano tutti di difficile traduzione gastronomica, sono tornata a pensare &#8211; molto semplicisticamente lo ammetto&#8230; :-) &#8211; ai due stilisti, alle loro origini e ai colori-non-colori che sono un po&#8217; il loro marchio di fabbrica da sempre. Insomma, tanto per fare una cosa molto nord-sud,  alla fine ho risolto con un semplicissimo &#8216;doppio&#8217; risotto: l&#8217;uno, bianco e nordico, al parmigiano, e l&#8217;altro, nero, tosto e meridionale, al nero di seppia&#8230;
</div>
<p><span id="more-7137"></span></p>
<div>
<p>E in fin dei conti, oltre alla questione cromatica e alla riunione di nord e sud nello stesso bicchiere <a href="http://www.duralex.fr/">duralex</a>, la cosa che forse più mi ha interessato nell&#8217;abbinamento bianco/nero sta proprio, guarda caso, nel giochino di sapori. Che è pur vero che di cibi naturalmente neri non ce ne sono molti in giro però ecco, accostarci del bianco vuol quasi sempre dire, mi pare, creare un contrasto forte, smorzare un sapore deciso e maschio (qui il nero di seppia) con qualcosa di molto morbido e quasi dolce (e femminile, ying e yang e tutte quelle robe li, ssissi :-), insomma, questo per dire che si riscopre quasi un senso nuovo del parmigiano accostandolo al nero di seppia, e vice versa (e in fondo non è poi tanto diverso da quello che dicevano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinand_de_Saussure#Linguistica_strutturale">Saussure</a> e gli strutturalisti&#8230; :-). Ciò detto, le ricette dei risotti ve le risparmio (son certa che sarete perfettamente in grado di pasticciarveli da soli:-), tuttavia, se volete leggerle in inglese, sono <a href="http://www.swide.com/luxury-magazine/Life/Food/risotto-wears-tuxedo/2010/11/7">qui</a>, e se volete spingere la perversione fino a leggere la mini-intervistina alla sottoscritta (la quale non si è ancora del tutto ripresa di ritrovarsi per un giorno sulla stessa home page che naomi campbell, le foto di steven meisel e via dicendo ) la trovate <a href="http://www.swide.com/luxury-magazine/Life/Food/sigrid-verbert/2010/11/5">qui</a>.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/11/cauliflower_soup3_ssl.jpg" alt="cauliflower_soup3_ssl" title="cauliflower_soup3_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7141" /></p>
<p>Già che però avevo in casa una piccola scorta di bustine di nero di seppia (meglio quello naturale, fra parentesi), e nonostante il fatto che mio compitino B/N fosse ormai finito, mi è venuto in mente di confezionare una foccaccia nera. Poi, colpa del enoooorme cavolfiore trastullato a spalla fino a casa sabato mattina, di abbinarci una candida e cremosa zuppa bianca&#8230; </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/11/cauliflower_soup1_ssl.jpg" alt="cauliflower_soup1_ssl" title="cauliflower_soup1_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7139" /></p>
<p>Quindi, <strong>cibo in B/N part II</strong>, in cui la <strong>focaccia nera</strong> la si ottiene aggiungendo due bustine di nero di seppia insieme ai liquidi della mitica <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/09/giorgio-locatelli’s-foolproof-focaccia">focaccia Locatelli </a>(altra piccola variazione: ho tolto 10g di sale dalla salamoia e ho cosparso la focaccia con due cucchiai di <a href="http://www.sciasicilia.it/">capperi</a> di <a href="http://www.agricolaocchipinti.it/homepage.html">Arianna</a>, si, <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/10/10-cose-buone-dal-salone-del-gusto-2010-release">quelli li</a>&#8230;). In quanto alla <strong>zuppa cremosa di cavolfiore</strong>, si tratta semplicemente di far cuocere per 20 minuti mezzo cavolfiore con 1 patata tagliata a pezzettini, una piccola cipolla e un pezzettino di aglio, il tutto coperto d&#8217;acqua. Frullare e mantecare con 2-3 cucchiai di mascarpone, salare molto leggermente e servire con la focaccia nera&#8230;</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/11/focaccia_nera_ssl.jpg" alt="focaccia_nera_ssl" title="focaccia_nera_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7142" /></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/11/cauliflower_soup2_ssl.jpg" alt="cauliflower_soup2_ssl" title="cauliflower_soup2_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7140" />
</div>
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		<item>
		<title>Pumpkin bread (beh, più o meno)</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/10/pumpkin-bread-beh-piu-o-meno</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 08:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[anglo-sassone]]></category>
		<category><![CDATA[brunch & picnic]]></category>
		<category><![CDATA[cake]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>
		<category><![CDATA[tea time]]></category>

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Ho appena dato un&#8217;occhiata alle ultime ricette pubblicate e alla mia grande sorpresa&#8230; sono tutte dolci (persino le polpette di carne erano dolci, pensate un po&#8217; :-), bo? Dopotutto, magari che l&#8217;espressione dolce attesa tutto sommato era da prendere nel senso letterale ?! (almeno stavolta non la faccio rosa, c&#8217;est déjà ça&#8230; :-) Comunque sia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/10/cake-zucca-pecan_ssl.jpg" alt="cake-zucca-pecan_ssl" title="cake-zucca-pecan_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7035" /></p>
<div class="testo">
<p>Ho appena dato un&#8217;occhiata alle ultime ricette pubblicate e alla mia grande sorpresa&#8230; sono tutte dolci (persino le polpette di carne erano dolci, pensate un po&#8217; :-), bo? Dopotutto, magari che l&#8217;espressione <em>dolce</em> attesa tutto sommato era da prendere nel senso letterale ?! (almeno stavolta non la faccio rosa, <em>c&#8217;est déjà ça&#8230;</em> :-) Comunque sia, e giuro che dopo Perugia (dove sarò stasera) e Torino (sabato sera, alle 18 sullo stand garofalo :-) vedrò di pareggiare almeno un pochino col salato&#8230; :-) Intanto però.. è tornato alla stragrande il tempo delle zucche le quali &#8211; ormai lo saprete &#8211; mi sono particolarmente simpatiche, non tanto sotto forma di orride maschere scavate appositamente allo scopo di spaventare i bambini ma in quanto roba che si mangia, insomma, c&#8217;è niente da fare, la zucca sta all&#8217;autunno come, ma non so, come le rondini alla primavera, come gli spaghetti di castagna sul mont blanc, come Lilly Gruber all&#8217;ora della cena: sono semplicemente due concetti indissociabili ed irrinunciabili :-)
</div>
<p><span id="more-7034"></span></p>
<div>
E anche quest&#8217;anno mi sono accorta che nonostante con la zucca ci abbia già cucinato <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/?s=zucca">un po&#8217; di tutto e di più</a>, rimangono ancora aperte una serie di possibilità, anzi, così tante possibilità che con le ricette pre-halloween sto apposta almeno ancora per un paio di anni&#8230; :-) Stavolta la mia attenzione è andata a cristallizzarsi su una ricetta di &#8216;pane con zucca e noci&#8217; trovata nel capitolo &#8216;America&#8217; di un vecchio ma fedele volume sul <a href="http://www.amazon.com/World-Guide-Bread-Christine-Ingram/dp/184215074X/ref=sr_1_2?ie=UTF8&#038;s=books&#038;qid=1287562303&#038;sr=1-2">pane</a> (col lievito di birra, hum :-) In realtà però, più che un pane, si tratta di una specie di cake (il lievit usato appunto è quello per dolci, a base bicarbonato) di quelli che poi si usano come pane, insomma, ne esce fuori una cosa dalla consistenza densa, che ricorda il cake, ma tutto sommato molto meno zuccheroso quindi abbinabile anche a formaggi e &#8211; c&#8217;è chi può &#8211; salumi. Personalmente ho trovato che fosse un&#8217;ottima merenda che basta a se stessa, poco dolce senza perdere in golosità e oltretutto piena di energia &#8216;buona&#8217;. Ho un po&#8217; remixato la ricetta di base, e ne è venuta fuori questa cosa qui&#8230; </p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Cake con zucca, noci pecan e sciroppo d&#8217;acero</h3>
<p><em><br />
per un cake grande o due cake medi</em></p>
<blockquote><p><strong>zucca fresca</strong> 400g<br />
<strong>farina di 7 cereali</strong> 200g<br />
<strong>farina 00</strong> 150g<br />
<strong>uova</strong> 3<br />
<strong>noci pecan</strong> 80g<br />
<strong>burro</strong> 50g<br />
<strong>zucchero di canna</strong> 40g<br />
<strong>sciroppo d&#8217;acero</strong> 40g<br />
<strong>lievito per dolci non zuccherato</strong> 2 cucchiaini abbondanti<br />
<strong>sale</strong> mezzo cucchiaino<br />
<strong>noce moscata</strong> una generosa grattugiata</p></blockquote>
<p>Far cuocere la zucca al vapore (togliendo prima i semi ma lasciando la buccia), finché sia morbida e recuoerare la polpa con un cucchiaio. Misurare 280g di zucca, aggiungere lo zucchero, lo sciroppo d&#8217;acero, la noce moscata, il burro fuso e le uova e frullare il tutto con un minipimer o un blender, in modo da ottenere una crema omogenea. In una ciotola capiente, versare la o le farine (sceglietele come vi pare, si può fare anche tutto farina 00, o metà farina integrale ecc), il lievito e il sale, mescolare e versare, in mezzo, il composto di zucca. Mescolare bene il tutto, aggiungere le noci pecan grossolanamente tritate, rimescolare e versare negli stampi da cake (foderati di carta se non sono di silicone). Far cuocere a 180°C per 45-55 minuti (dipende dalla dimensione) o finché il cake si dorato. Lasciar intiepidire su una griglia. </p>
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		<title>La fougasse d&#8217;Aigues-Mortes</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 09:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>

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Une fois n&#8217;est pas coutume, oggi ricetta di una roba che in vita mia non ho mai assaggiata né vista dal vivo, originaria di un posto in cui non sono manco mai stata, insomma, si, io son quella che pensa che si può pensare di cucinare (decentemente) solo ciò che si ha conosciuto e assaggiate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/09/fougasse_aigues_ssl.jpg" alt="fougasse_aigues_ssl" title="fougasse_aigues_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-6674" /></p>
<div class="testo">
<em>Une fois n&#8217;est pas coutume</em>, oggi ricetta di una roba che in vita mia non ho mai assaggiata né vista dal vivo, originaria di un posto in cui non sono manco mai stata, insomma, si, io son quella che pensa che si può pensare di cucinare (decentemente) solo ciò che si ha conosciuto e assaggiate in loco, beh, com&#8217;è che dicevano? <em>do as I say and don&#8217;t do as I do</em>, ecco :-) Comunque sia, recentemente, per ragoni che credo di aver già esposte, ho come una recrudescenza d&#8217;interesse per tutto ciò che è brioscioso in genere, e questa ricetta qui neanche stava sulla mia to-do-list, no, ci sono semplicemente inciampata, in rete, un paio di giorni fa, cercando una tutt&#8217;altra cosa. E leggere le descrizioni di questa semplice focaccia (rinvio alle lezioncina simil-etimologica già abbozzata sotto la voce <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/01/fougasse">fougasse</a>) dolce, completa di crosticicna croccante di zucchero e profumino di fiori d&#8217;arancio (la quale acqua che mi berrei anche direttamente dalla fialetta se non fosse una roba cosi dannatamente chimica&#8230;), beh, mi ha irremediabilmente intrigato&#8230;
</div>
<p><span id="more-6673"></span></p>
<div>
La focaccia in questione dunque è originaria di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aigues-Mortes">Aigues-Mortes</a>, la quale ha tutto l&#8217;aria di essere, nonostante il nome un filo funesto, una deliziosa cittadina medievale nella Camargue (e che prima o poi andrò a visitare, cascasse n&#8217;a panocchia :-) e a quanto pare la mia è venuta un pochino beh, altina, uhps&#8230; Questo perché l&#8217;ho messa dentro a uno stampo per cui se la provate direi di schiaffare l&#8217;impasto, come per una focaccia <em>nostrana</em>, direttamente sulla teglia&#8230; Il risultato invece, beh, oltre a essere semplice e perfetto per colazioni e merende, ha deliziato una goduriosissima colazione stamattina&#8230; Non mi resta in sostanza che conoscere l&#8217;originale (e chissà se qualcuno di voi ha avuto il piacere?? :-) Buon lunedi! :-)
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Focaccia dolce profumata di fiori d&#8217;arancio</h3>
<blockquote><p><strong>farina</strong> 500g<br />
<strong>latte</strong> 30cl<br />
<strong>burro</strong> 50g + 20g<br />
<strong>zucchero</strong> 120g<br />
<strong>lievito di birra fresco</strong> 15g<br />
<strong>sale</strong> 8g<br />
<strong>acqua di fiori d&#8217;arancio</strong> qb </p></blockquote>
<p>Diluire il lievito in metà del latte. Versare la farina sulla spianatoia o nella ciotola della planetaria, aggiungere 40g di zucchero, il sale, il burro morbido (50g) e versare infine il latte con il lievito. Iniziare a impastare e versare man mano il resto del latte (io non l&#8217;ho versate tutto, mi sono avanzato 2 0 3 cl quando il mio impasto è arrivato alla giusta consistenza). Impastare per circa 10 minuti fino a ottenere un impasto liscio, elastico e non troppo duro. Coprire con della pelicola e lasciar lievitare per 1h circa. Riprendere l&#8217;impasto, stenderlo delicatamente su una teglia da forno (a 1-2cm di spessore diciamo, il mio di partenza era 3-4cm), Lasciar riposare per 20 minuti, cospargere con il resto del butto a fiocchetti e infornare a 180°C. Cuocere per una ventina di minuti (dipende dallo spessore) o finché la focaccia non sia dorata. Nel mentre, mescolare lo zucchero avanzato con un paio di cucchiai di acqua di fiori d&#8217;arancio. Quando sarà cotta, sfornare la focaccia, e spalmarla con lo zucchero ai fiori d&#8217;arancio in modo da ricoprirla tutta. Lasciar intiepidire prima di consumare (raffreddando lo zucchero in superficie si muta in crosticcina :-)</p>
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		<item>
		<title>La brioscia (col tuppo)</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/09/la-brioscia-col-tuppo</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 09:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[lieviti]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni d'italia]]></category>

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Mi rendo conto che questo non è il miglior momento per rivangare ricordi vacanzieri (per lo meno spero di non provocare delle reazioni alla retour-de-costa-crociere) però ecco, questa brioscina di stampo siciliano &#8211; ricetta sottratta a Luigi di Palermo, anzi veramente la ricetta è di sua mamma, noi ci siamo fidati e abbiamo fatto bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/09/brioscia_ssl.jpg" alt="brioscia_ssl" title="brioscia_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-6645" /></p>
<div class="testo">
Mi rendo conto che questo non è il miglior momento per rivangare ricordi vacanzieri (per lo meno spero di non provocare delle reazioni alla retour-de-costa-crociere) però ecco, questa brioscina di stampo siciliano &#8211; ricetta sottratta a Luigi di Palermo, anzi veramente la ricetta è di sua mamma, noi ci siamo fidati e abbiamo fatto bene :-) &#8211;  l&#8217;ho fatta diverse volte questo estate (mi hanno persino dette &#8216;ma buone, sembrano quelle che si comprano&#8217; e non so se era un complimento ma forse ci assomiglia) e, nonostante non sia più esattamente tempo di granite, non potevo non rendere giustizia a questa ricettina semplice ed efficace che oltretutto produce delle briosce come piacciono a me: dense, profumate, morbide e un pochino compatte (e, en passant, prepararmi mentalmente alla prossimissima trasferta in terra sicula- yuppie!!&#8230; :-)).
</div>
<p><span id="more-6644"></span></p>
<div>
L&#8217;unico neo, se cosi lo vogliamo chiamare, della faccenda è che essendo una ricetta a lievitazione &#8216;veloce&#8217; poi chiaramente non c&#8217;è speranza di conservare le brioches per più di un giorno (quindi o si consumano o si congelano, ma subito :-), già che dopo qualche ore, ma solo se fate la versione &#8216;col tuppo&#8217; perché con le brioches semplice non capita, dopo qualche ora iniziano a raggrinzarsi un pochino (come d&#8217;altronde si vede bene nella foto, grmpfff). Resta che a parte questa piccola messa in guardia il risultato è ottimo, perfetto da servire con granite e gelati, e anche da soli, a colazione, o persino con burro e marmellata, massì. Anzi, non so se è un caso o meno (vedimai, l&#8217;influenza araba&#8230;?), ma, sesamo a parte, queste brioscine qui assomigliano abbastanza, per consistenza, alle <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2006/11/briochine-marocchine">briochine marocchine</a> fatte taaaanto tempo fa &#8230;
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Brioches siciliane</h3>
<blockquote><p><strong>farina</strong> 500g<br />
<strong>zucchero</strong> 50g<br />
<strong>lievito di birra</strong> 	15g<br />
<strong>uova</strong> 3 + 1 per spennellare<br />
<strong>burro</strong> 90g<br />
<strong>latte</strong> qb (circa 1,5 dl)<br />
<strong>sale</strong> 1 pizzico </p></blockquote>
<p>Diluire il lievito nel latte tiepido. Versare la farina a fontana sul ripiano (volendo si può fare metà manitoba metà farina 00 ma tutto 00 va benissimo lo stesso), aggiungere, in mezzo, lo zucchero, il sale, le uova, e il latte con lievito, iniziare a mescolare, aggiungere poi il burro morbido e iniziare a impastare. Se l&#8217;insieme risulta troppo asciutto, aggiungere un po&#8217; di latte, se è troppo colloso, spolverare di farina. Impastare per una decina di minuti fino a ottenere un impasto liscio ed elastico. Coprire con della pellicola e lasciar lievitare per un&#8217;ora circa o finché l&#8217;impasto sia raddoppiato di volume. Riprendere l&#8217;impasto, dividerlo in 12 porzioni, formare delle palline e disporle su una teglia da forno (volendo fare le briosce col tuppo conservare 10 briochine integre  e usare l&#8217;impasto delle altre due per formare delle palline piccoline da collocare in cima alle brioche &#8211; per farle reggere bene premo prima sulla brioche col pollice, poi aggiungo la pallina, poi premo pure un po&#8217; su quella, fare attenzione che senno si rischia di vederle scivolare via :-)). Lasciar lievitare per 30 minuti. Infine, spennellare le briochine con dell&#8217;uovo sbattuto e infornare a 200°C per 10-15 minuti o finché siano dorate.  Lasciar intiepidire su una griglia e servire a temperatura ambiente. </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
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		<title>Pizza, fichi &amp; anatra</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/07/pizza-fichi-anatra</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:43:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>

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		<description><![CDATA[

Arriva un po&#8217; come i cavoli a merenda questa pizza, vero, ma a mia discolpa va detto che da quando l&#8217;ho fatta (in una piovosa serata di fine giugno&#8230;), di botto siamo passati al clima subsahariano e in queste condizioni, in effetti, mi rendo conto, suggerire un qualche cosa che si cuoce al forno, beh, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/07/pizza-anatra_s.jpg" alt="pizza anatra_s" title="pizza anatra_s" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-6459" /></p>
<div class="testo">
Arriva un po&#8217; come i cavoli a merenda questa pizza, vero, ma a mia discolpa va detto che da quando l&#8217;ho fatta (in una piovosa serata di fine giugno&#8230;), di botto siamo passati al clima subsahariano e in queste condizioni, in effetti, mi rendo conto, suggerire un qualche cosa che si cuoce al forno, beh, è mero masochismo. Ciò detto, bah, consideratelo un post-it per quando le temperature ambienti saranno praticabili, o ispiratevi del condimento per fare un&#8217;insalata, o sostituite la base pizza con una pitta araba pronta (a condizioni meteorologiche estreme rimedi estremi :-) o pensate &#8216;<a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/10/la-settimana-del-cavolo-4">pizza grigliata</a>&#8216; e piazzate l&#8217;uomo di casa davanti al barbeque in compagnia di un paio di birre ghiacciate e una folta schiera di panetti lievitati, insomma, arrangiatevi &#8211; e comunque sia ben chiaro, io non vi ho mai detto di accendere il forno! :-)
</div>
<p><span id="more-6458"></span></p>
<div>
<strong>La ricetta:</strong> per la base pizza vado abbastanza a occhio, usando grosso modo 400 g di farina, mezzo cubetto di lievito di birra, un paio di cucchiai di olio d&#8217;oliva, sale, zucchero e acqua kubbì, impastare il tutto e cercare di tenere l&#8217;impasto leggermente colloso, cioè piuttosto umido. Poi, una volta lievitata la pasta, dividerla in 4 o 6 pezzetti (per fare delle piccole pizze, oppure due se le fate grandi quanto la teglia del forno), spolverare di farina e stenderle a mano. Spalmare le pizzette con poca ricotta vaccina fresca condita con poco olio, sale, pepe macinato e timo fresco, aggiungere qualche dadino di mozzarella e infornare fino a quando la pizza non inizi a dorarsi. Sfornare, ricoprire il tutto con un paio di manciate di rucola, degli spichietti di fico (e per ora quelli laziali danno solo una lontana idea di quel che saranno i fichi calabresi di agosto, un motivo in più per conservarvi la ricetta fino a ferragosto :), delle fettine di petto di anatra affumicato (o di speck, se proprio non sapete dove trovare l&#8217;anatra&#8230; &#8211; nb, se la tagliate da voi pensate ad affilare il coltello prima :-), scagliette di parmigiano e, in finis, un&#8217;idea di aceto balsamico tradizionale (in questo caso, di Reggio Emilia, anzi, queste gocce a qualcuno dovrebbe ricordare qualcosa&#8230; ;-). Fine. Tagliare e mangiare! :-)
</div>
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