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	<title>il cavoletto di bruxelles &#187; verdure</title>
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	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
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		<title>La neve e la zuppa</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 10:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[zuppa]]></category>

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		<description><![CDATA[

Questo weekend, come la stragrande maggioranza dei romani, sono anch&#8217;io tornata un po&#8217; bambina&#8230; vi lascio un paio di immagini del mio quartiere sotto la neve, e della passeggiata di sabato che si è chiusa con una zuppa arancia quanto vitaminica&#8230;
Colonna sonore, e come poteva essere diversamente, oggi vi beccate un gran classico italo-belga, ♫ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/02/neve_roma1_ssl.jpg" alt="neve_roma1_ssl" title="neve_roma1_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-9031" /></p>
<div class="testo">
Questo weekend, come la stragrande maggioranza dei romani, sono anch&#8217;io tornata un po&#8217; bambina&#8230; vi lascio un paio di immagini del mio quartiere sotto la neve, e della passeggiata di sabato che si è chiusa con una zuppa arancia quanto vitaminica&#8230;<br />
Colonna sonore, e come poteva essere diversamente, oggi vi beccate un gran classico italo-belga, <a href="http://grooveshark.com/#!/s/Tombe+La+Neige/2fTMQk?src=5" target="blank">♫ Salvatore Adamo &#8211; Tombe la neige ♪</a>
</div>
<p><span id="more-9030"></span></p>
<div>
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/02/neve_roma2_ssl1.jpg" alt="neve_roma2_ssl" title="neve_roma2_ssl" width="500" height="1100" class="alignnone size-full wp-image-9033" /></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/02/neve_roma3_ssl.jpg" alt="neve_roma3_ssl" title="neve_roma3_ssl" width="500" height="1100" class="alignnone size-full wp-image-9034" /></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/02/neve_roma4_ssl.jpg" alt="neve_roma4_ssl" title="neve_roma4_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-9036" /></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/02/neve_roma5_ssl.jpg" alt="neve_roma5_ssl" title="neve_roma5_ssl" width="500" height="1100" class="alignnone size-full wp-image-9035" /></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/02/neve_roma7_ssl.jpg" alt="neve_roma7_ssl" title="neve_roma7_ssl" width="500" height="1100" class="alignnone size-full wp-image-9038" /><br />
Nell&#8217;ordine: monte testaccio; il gazometro e via del gazometro; due cagnolini giocano nella neve; murales in via delle conce; cimitero in via zabaglia; colazione da andreotti; sotto: via del gazometro</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/02/neve_roma8_ssl.jpg" alt="neve_roma8_ssl" title="neve_roma8_ssl" width="500" height="1050" class="alignnone size-full wp-image-9039" /></p>
<p><strong>Zuppa arancia vitaminica per quando fuori fa molto freddo</strong>: in un pentolino, sistemare la polpa di una piccola zucca mantovana, sbucciata e tolti i semi, 4 carote sbucciate, una piccola patata rossa, due manciate di lenticchie rosse e un pezzetto di porro. Coprire con dell&#8217;acqua, mettere sul fuoco e lasciar cuocere per 20 minuti. Frullare tutto. Aggiustare il condimento, aggiungere il succo e metà bccia grattuggiata di un&#8217;arancia, e servire con un cucchiao di mascarpone (optionnal).<br />
<strong>La stessa, in versione baby</strong> (nell foto piccola): dopo aver frullato, prelevare la baby-porzione, aggungere 3 cucchiai di pastina (in questo caso stelline di kamut), un cucchiaino di olio evo e un po&#8217; di parmigiano bio. A completare: gli spicchi spellati a vivo di un&#8217;arancia, per dolce :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/02/neve_roma6_ssl.jpg" alt="neve_roma6_ssl" title="neve_roma6_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-9037" />
</div>
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		<title>Galettes et petits choux braisés au cidre</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>
		<category><![CDATA[winter food]]></category>

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Per quelli che non se ne fossero accorti (lol) oggi è la chandeleur, oppure, come si dice dale mie parti, lichtmis (che poi è in sostanza la fetsa della presentazione del cristo al  Tempio&#8230;) e la principale conseguenza di questa festa è che oggi&#8230; si fanno le crespelle. Siccome però fin qui ve le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/02/galette_choux_1ssl.jpg" alt="galette_choux_1ssl" title="galette_choux_1ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-9020" /></p>
<div class="testo">
<p>Per quelli che non se ne fossero accorti (lol) oggi è la <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Chandeleur">chandeleur</a>, oppure, come si dice dale mie parti, <em><a href="http://nl.wikipedia.org/wiki/Maria-Lichtmis" target="blank">lichtmis</a></em> (che poi è in sostanza la fetsa della presentazione del cristo al  Tempio&#8230;) e la principale conseguenza di questa festa è che oggi&#8230; si fanno le crespelle. Siccome però fin qui ve le ho quasi servite in salsine dolci, oggi ve la faccio<em> à la bretonne</em>, con delle crespelle al grano saraceno, le <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Galette_de_sarrasin" tgarget="blank">galettes</a>, che si farciscono un po&#8217; con quel che si vuole (o quello che si ha nel frigo). Io non ho resistito a personalizzarle in chiave cavolettiana, con dei cavoletti brasati con un delizioso sidro irlandese che mi è capitato per le mani (teh, davvero, si fa del sidro in irlanda?? &#8211; non chiedere a me, l&#8217;ho scoperto l&#8217;altro giorno&#8230;), decisamente interessante, molto più delicato e leggero dei suoi cuginetti normanni, insieme a pancetta, cipolla e panna, insomma, tutto un programma&#8230;</p>
<p>Lato abbinamento musicale vi risparmio <em>le choeur des bigoudènes de St Malo</em> e vi lascio un piezz&#8217; e cor&#8217;, una canzoncina dell&#8217;ultimo album di <a href="http://www.nildafernandez.com/" target="blank">nilda fernandez</a>, il mio eroe musicale di quando avevo quindici anni (comunque, no, non è una donna, e comunque, si, dalla voce sembra una donna&#8230;),  mille critiche si possono fare a &#8217;sto album, a&#8217;voja (una per tutti: è un po&#8217; vecchiotto tutto ciò&#8230; :-) ma non si può dire che non siano curati, come sono sempre stati, gli arrangiamenti musicali e nemmeno i testi mancano mai di una sottile vena poetica nutrita di melancolia (anche se poi, mi accorgo ora, le canzoni di fernandez ricordano sempre quanto sia bello il cielo e l&#8217;idea di libertà, e forse sono belle proprio per quello). Quindi, leitmotiv di queste cupe giornate di baudelairiane memoria è questo <a href="http://grooveshark.com/#!/s/Je+Lui/4ahbwX?src=5" target="blank">♫ Je lui ♪</a>, prontamente adottata da Lena in quanto ninna nanna&#8230;
</div>
<p><span id="more-9019"></span></p>
<div>
Piuttosto, easy peasy, le <strong>galettes bretonnes au blé noir </strong>si fanno mescolando 150g di farina 00 con 150g di farina di grano saraceno, aggiungere 10g di sale, due uova e circa 7dl di acqua mescolando con una frusta fino a ottenere una pastella bella lente. Lasciar riposare per 2 ore al fresco poi riprendere la pastella, scaldare la più grande padella che avete (presumo nessuno sia cosi pazzo da essersi portato dalla bretagna il testo di ghisa tradizionale&#8230;), far sciogliere una puntina di burro poi versare due mestolini, circa, di pastella, farla aderire su tutta la superficie della padella, lasciar cuocere, poi girare, insomma si procede come per delle crepes normalissime. Se avete poi un ripieno che guadagna a essere scaldato un po&#8217; vi conviene lasciar cuocere la galette su un lato solo, farcirla e piegare i bordi sulla farcia (senza cuocere quindi il secondo lato), se preferite invece fare una cena fai-da-te, cuocete le galettes su entrambi i lati e portateli in tavola insieme a tutti i condimenti, dopodiché ciascuno fa come gli pare. Lato condimenti, quello più classico è formaggio tipo groviera con prosciutto cotto e un uova (strappazzato o sgusciato direttamente sulla galette e cotto li dento), ma poi si può fare di tutto, dal salmone con il formaggio fresco alla mozzalla coi pomodori (sic) passando per dei misti di verdure cotte, funghi, porri, gamberi, panna, insomma, chi più ne ha più ne metta, fate davvero prima a guardare cosa avete in frigo&#8230; Io in frigo avevo dei cavoletto, appunto.</p>
<p><strong>Cavoletto brasati al sidro:</strong> Tagliare a listarelle una piccola cipolla e farla rinvenire con una noce di burro. Aggiungere 80g di pancetta affumicata tagliata a dadini, lasciar rosolare per qualche minuto. Aggiungere poi 300g di cavoletti (precedentemente puliti, sbollentato per 2 minuti e tagliati in 4 spicchi), e lasciar insaporire mescolando. Versare 2dl di sidro (<a href="http://magners.com/ target="blank"">Magners</a>, si trova nei pub e nelle birrerie &#8211; purtroppo pare che in italia non si trovi al dettaglio, per i pub invece lo commercalizza <a href="http://www.gmasrl.it/" target="blank">gma</a>), abassare la fiamma e lasciar cuocere piano per una ventina di minuti. A fine cottura, aggiungere 4 cucchiai di panna fresca, aggiustare il condimento e spegnere. <em>Et bien vous m&#8217;en direz des nouvelles! ;-)</em></p>
<p><em>posate in plastica effetto argenteria | gloria baldocchi<br />
straccio di lino | ikea<br />
bicchiere | duralex<br />
piatto e tovaglietta | vintage<br />
</em>
</div>
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		<title>Zuppa di lenticchie +</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 09:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[winter food]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa]]></category>

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Bentornati &#038; un calorosissimo Augurio di Buon Anno a tutti voi!! :-)
Oggi si ricomincia con una ricettina double face, ovvero customizzabile a piacere (con le lenticchie del campo de&#8217; mi&#8217; nonno del mio pizzicagnolo preferito&#8230; :). Quindi, zuppa di lenticchie super tradizionale: un po&#8217; di odori( 1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla, 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/zuppa_lenticchiefoiegras_ssl.jpg" alt="zuppa_lenticchiefoiegras_ssl" title="zuppa_lenticchiefoiegras_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8873" /></p>
<div class="testo">
Bentornati &#038; un calorosissimo Augurio di Buon Anno a tutti voi!! :-)<br />
Oggi si ricomincia con una ricettina double face, ovvero customizzabile a piacere (con<em> le lenticchie del campo de&#8217; mi&#8217; nonno</em> del mio pizzicagnolo preferito&#8230; :). Quindi, zuppa di lenticchie super tradizionale: un po&#8217; di odori( 1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla, 1 spicchio d&#8217;aglio), un filo d&#8217;olio (con o senza soffritto, dipende se avete esagerato col panettone o meno), due etti di lenticchie e una patata tagliata a pezzettini, il tutto aromatizzato a piacere (per me una fogliolina di alloro e un po&#8217; di timo fresco). Aggiungere sale &#038; pepe e coprire d&#8217;acqua, lasciar cuocere per mezz&#8217;ora e frullare.
</div>
<p><span id="more-8872"></span></p>
<div>
<p>A quel punto, due strade:<br />
1) il riciclo degli avanzi di Capodanno > <strong>zuppa di lenticchie + foie gras</strong>: si aggiungono circa 70g di foie gras d&#8217;anatra nella zuppa, si rifrulla e si ottiene una stupenda crema velluttata un po&#8217; grezza e un po&#8217; elegante, molto rusticosnob e molto buona (nella quale, volendo, si può aggiungere un goccio di panna al momento di servire).<br />
2) la versione low profile o vegan della sudetta > <strong>zuppa di lenticchie + tofu</strong>: si aggiunge un etto di silken tofu alla zuppa, si può frullare o lasciarla a pezzettini, tanto è morbida. Più dieteticamente corretta (anche se poi alla fine sono proteine + proteine&#8230;) e di certo non meno gradevole. Quest&#8217;ultima versione, senza sale ne soffritto e passata al passaverdure funzione bene anche come baby food ;-)</p>
<p><em>ciotolina di ferro smaltato | coin<br />
straccio | vintage (au petit bonheur la chance, Paris)<br />
tagliere &#038; cucchiaio | vintage</em>
</div>
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		<title>Polpette di miglio</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 12:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[natural food]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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Ma mi si nota di meno se sto zitta o se esco proprio dalla stanza? hum&#8230; Vabbuo, tanto per rimanere nel reparto &#8216;bello e sano&#8217; (con o senza burro, uhps, pardon :-) vi lascio queste prima del weekend e poi via tutti per due giorni di riposo, chiacchiere fra amici e rigoroso silenzio internettiano (che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/polpette_miglio_ssl.jpg" alt="polpette_miglio_ssl" title="polpette_miglio_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8536" /></p>
<div class="testo">
Ma mi si nota di meno se sto zitta o se esco proprio dalla stanza? hum&#8230; Vabbuo, tanto per rimanere nel reparto &#8216;bello e sano&#8217; (con o senza burro, uhps, pardon :-) vi lascio queste prima del weekend e poi via tutti per due giorni di riposo, chiacchiere fra amici e rigoroso silenzio internettiano (che è meglio :-). Insomma, in una delle mie ultime escursioni al naturasì, meditando davanti allo scafale dei semini, già che facevo incetta di lenticchie rosse (conterranno una qualche sostanza che da assuefazione? non ne posso più fare a meno&#8230;) e bulgur, mi sono ricordata che n&#8217;effetti io &#8217;sto miglio, che ogni tanto fa capolino qua e la nei ricettari &#8216;tuttasaluta&#8217; non l&#8217;avevo mai cucinato. Ho quindi preso il miglio, con nel retro del pensiero l&#8217;intenzione di farci le <em>polpettine di miglio, spinaci e noci</em> che avevo letto tempo fa su <a href="http://www.cibele.it/?page_id=407">Ludovica</a>, un atipico libro che mescola feeria, cucina e cucina salutistica per piccoli e grandi di cui avevo parlato già <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/07/vive-les-vacances">tempo fa</a>. Tempo di rifornirmi anche di spinaci, arriva in fatidico momento del cucinamento e&#8230; erano finite le noci (è che a casa mia c&#8217;è <em>qualcuno</em> che sistematicamente mi svaliggia le scorte di frutta secca &#8211; che ci stanno tanto bene sul yogurt greco, eh sssi &#8211; sicché è ormai un classico, ogni volta che apro la dispensa pensando &#8216;adesso prendo le nocciole e le metto nel cake con i lamponi&#8217;, le nocciole non ci sono più, vabbe&#8217;).
</div>
<p><span id="more-8535"></span></p>
<div>
Quindi, ho dovuto un po&#8217; ripensare le polpettine di miglio che solo con i spinaci mi facevano già molto meno tenerezza. Anche perché una volta cotto il miglio mi sono ricordata di due cose: 1) che il miglio fa parte della famiglia dei &#8216;cibi per pennuti&#8217; e che se si usa tutto sommato poco ci sarà pure una ragione, ve la dico io la ragione: il miglio non è affatto sexy. Nna. A meno che ovviamente troviate sexy e appettitosa una sbobba sul grigiastro che rimane appiccicata prima alla pentola poi al mestolo e successivamente a qualsiasi altra cosa con la quale entra in contatto (troppo acqua? non saprei, ho fatto 1/3 come indicato sulla confezione). E anche l&#8217;assaggio nature non è che farebbe urlare alla delizia strabiliante&#8230; 2) probabilmente dato le proprietà fisiche descritte qui sopra mi è venuto in mente un vecchio episodo di Julie Andrieu in cui era finita non ricordo dove in Africa in mezzo e signore vestite di boubou sgargianti intorno a un appiccicosissimo calderone di&#8230; beh si, missà proprio che era miglio quello (e infatti leggendo in giro poi si è capito che il miglio è una cereale che necessita poca acqua e che viene coltivata e consumata sopratutto in Africa, anzi, la pagina wikipedia precisa che nei paesi sviluppati serva essenzialmente&#8230; in quanto alimento per uccelli &#8211; sicché sto famoso &#8216;cibo per pennuti&#8217; avrebbe pure un fondo di verità storica?! :-) Insomma, stavo già un po&#8217; rimpiangendo la scelta audace quando in un impeto di &#8216;quando ci vuò ci vuò&#8217; (con SpiiiiriitÔ!) ho preso il miglio cotto, due tazze circa, ho aggiunto 50g di Asiago grossolanamente grattuggiato, un 30g di castagne precotte tritate, 70g di zucca cruda grattuggiata, sale, pepe, salvia tritata e infine un goccio d&#8217;olio (l&#8217;uovo non serve che come l&#8217;avrete capito l&#8217;insieme tiene insieme di suo&#8230;). Il seguito l&#8217;immaginate: si formano polpettine appiattite, e si fanno friggere con un filo d&#8217;olio in padella (o messe al forno, che fra l&#8217;altro è quello che avrei fatto se non fosso che metà della mia cucina è momentaneamente fuori servizio). Il risultato comunque non è male, il miglio fa una bella crosticcina croccantina fuori, e grazie agli ingredienti aggiunti l&#8217;interno delle polpette viene bello morbido. Ecco, cosi ora anche voi saprete cosa farvene degli ignoti semini per naturalisti incautamente acquistati in un momento di raptus bio-consumeristico&#8230; :-)
</div>
<p></p>
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		<title>Les gaufres du dimanche soir</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 10:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[lieviti]]></category>
		<category><![CDATA[torte, cake & muffin salati]]></category>

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Prima o poi ci vorrà una riflessione seriosa sul come e il perché ma in qualche modo, il cibo della domenica sera è diverso da quello degli altri giorni della settimana. Sarà perché è l&#8217;ultimo momento di tregua prima del round successivo, sarà perché uno inizia a rilassarsi solo al secondo giorno del weekend, sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/gaufres_salees_ssl.jpg" alt="gaufres_salees_ssl" title="gaufres_salees_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8496" /></p>
<div class="testo">
Prima o poi ci vorrà una riflessione seriosa sul come e il perché ma in qualche modo, il cibo della domenica sera è diverso da quello degli altri giorni della settimana. Sarà perché è l&#8217;ultimo momento di tregua prima del round successivo, sarà perché uno inizia a rilassarsi solo al secondo giorno del weekend, sarà che dopo due giorni di &#8216;vacanza&#8217; ti viene voglia di cucinare senza prendertela, o che prima del lunedi mattina ci vuole una coccola-à-manger, chi lo sa&#8230; Fatto sta che sono sempre stata affezionata alla cena della domenica (da piccola era sinonimo di <em>cucumber sandwiches</em> &#8211; che a-do-ra-vo, veramente gli adoro tutt&#8217;ora solo che non li faccio mai) e sono sicura che a casa mia il 90% % delle torte salate e delle briochine vengono sfornate appunti di domenica, oltre a essere un giorno ad alta concentrazione di cucinamento di zuppe velluttate&#8230;
</div>
<p><span id="more-8495"></span></p>
<div>
<p>Di quanto poi le torte salate siano un ottimo svuota-frigo, credo di avervi già detto e, ecco, avrei trovato un &#8216;nuovo&#8217; modo di utilizzare fondi di dispensa e di frigorifero con questo soggettino qui: la gaufre salata! (che poi io uso il nome francese perché la forma stessa della gaufre è intimamente legata alla mia infanzia ma mica lo so eh, da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gaufre">dove</a> arriva&#8230; :-). Insomma, procedimento approssimativo e decisamente no-fuss, personalizzazione a gogo a secondo di ciò che c&#8217;è nel frigo e in dispensa, e poi si mangia rigorosamente  con le mani (e con&#8217;una tenera insalatina sul lato). </p>
<p><strong>Gaufres salate, la ricetta</strong>: mescolare 4 cucchiai di farina, 4 cucchiai di farina integrale (qui, di farro), un cucchiaino scarso di sale, un cucchiaino di zucchero. Versarci sopra mezzo cubetto di lievito diluito in un bicchiere di latte tiepido, aggiungere due uova, un cucchiaio di olio d&#8217;oliva,mescolare bene tutto e aggiustare eventualmente la densità con un po&#8217; di latte, vi deve venire un&#8217;impasto dalla consistenza dell&#8217;impasto per fritelle (non troppo liquido ma nemmeno densissimo, l&#8217;impasto risulta elastico e si può prendere facilmente a cucchiaiate). Coprire e lasciar lievitare per mezz&#8217;ora. Dopo questo tempo incorporare quel che volete: qui ho aggiunto 50g di prosciutto cotto tagliato a dadini, 50g di scamorza affumicata, due cucchiai di noci finemente tritati, due cucchiai di semini misti (girasole, zucca, sesamo, lino) e un cucchiaino di semi di cumino. (ovviamente ci potete sbizzarire sull&#8217;uso delle spezie, semini, formaggi ed erbe&#8230; :) Far cuocere la pastella fra le piastre di un aggeggio per cuocere le gaufres, fino a quando le gaufres sono dorate (la quantità di pastella dipende un po&#8217; da quanto sono grandi le piastre, posso solo dire che per il <a href="http://www.kitchenaid.it:80/app.cnt/ka/it_IT/pageid/pgkaproddetail001/catid/7/subcatid/35/prodid/28895">waffle baker</a> KitchenAid ci va un cucchiaio di pastella a spicchio, non di più, ricordatevi semai che questa cosa lievita anche in cottura&#8230;:-). Servire calde! :-)
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		<title>Moroccan potato cakes &amp; tomato chutney</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 08:35:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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 La scorsa settimana, sfogliando il numero di ottobre di Jamie (che mi sa tanto che momo mi ci abboni, exit invece donna hay mag&#8217; che ci convince sempre meno), mi sono soffermata su un bel servizio di cucina indiana, e fra le diverse ricette mi è cascato l&#8217;occhio sui Aloo tikki, delle specie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/maroccan_potato_cakes_ssl1.jpg" alt="maroccan_potato_cakes_ssl" title="maroccan_potato_cakes_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8458" /></p>
<div class="testo">
<p> La scorsa settimana, sfogliando il numero di ottobre di <a href="http://www.jamieoliver.com/magazine/">Jamie</a> (che mi sa tanto che momo mi ci abboni, exit invece donna hay mag&#8217; che ci convince sempre meno), mi sono soffermata su un bel servizio di cucina indiana, e fra le diverse ricette mi è cascato l&#8217;occhio sui <em>Aloo tikki</em>, delle specie di potato cake in salsa indiana, in senso latterale poi visto che ad accompagnare i potato cake c&#8217;era un chutney di pomodoro che mi ha subito incuriosito. In siccome, combinazione, quei giorni avevo in frigo quel che erano, credo, gli ultimissimissimi zuccherosissimi pomodorini della stagione, equel chutney l&#8217;ho fatto al volo, tale quale.
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<p><span id="more-8454"></span></p>
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Per il resto da brava  fan di <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/06/le-crocche-del-giappone">potato</a> <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/01/potato-latkes">cakes</a> di <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/05/potato-herb-cakes">ogni</a> <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/09/baccala-cakes">sorta</a>, cosi quando mi si è proposto il problema del <em>si ma mmo cosa ci faccio con sto chutney?</em> beh, il risultato era già lì bello e pronto. Non ho pero seguto esattamente la ricetta proposta sulle pagine di Jamie: osservandone la ricetta mi sono accorta che la dove io solitamente nei potato cakes ci metto un po&#8217; di tutto e di più, qui ci andavano solo patate cotte grattugiate e spezie (niente pangrattato, niente uova, niente formaggio ecc)&#8230; Volevo quindi provare questo approccio qui, e visto che ero anche reduce di un po&#8217; di  sperimentazioni col <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chermoula">chermoula</a> (oltre a essere un&#8217;estatica sostenitrice del coriandolo), è proprio così che ho voluto aromatizzare i miei potato cakes, alla marochhina insomma, con una buona dosi di coriandolo fresco, limone, aglio, paprika e cumino. </p>
<p>Risultato: da una parte lo chutney è semplicemente stupendo (e lo dice una che non ama moltissimo né i pomodori né il piccanti&#8230; :-), traditore come dovrebbe essere, bello aromatico e dolce e gradevole e fresco all&#8217;inizio per poi sfumare in una punta bella piccante ma neanche esagerata, davvero ottima&#8230; Dall&#8217;altro canto, i potato cakes marochinizzati, ebbenesi, si possono fare usando solo patate e erbe + spezie, sembra proprio che il resto sia superfluo e fanno persino la crosticcina. Dell&#8217;abbinamento con la chermoula, vi deve piacere il genere (come ho già sottolineato, so che non tutti amano il coriandolo fresco, e se siete allergici all&#8217;aglio potreste volerlo diminuire drasticamente), per me semmai era la conferma che la chermoula, un po&#8217; come il pesto ma in più &#8216;esotico&#8217; va bene un po&#8217; dappertutto, e risce a rendere persino le patate deliziosamente complesse ed esotiche :-9 Nell&#8217;insieme stupendo abbinamento, speziato vs. speziato, che fa molto fusion e che però è anche molto buono. nb. Se fate questi formato mignon da servire come finger food vedrete che i vostri amici fra due anni ancora ne parleranno ;-))</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/tomato_chutney_ssl.jpg" alt="tomato_chutney_ssl" title="tomato_chutney_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8459" /></p>
<p><strong>Per i potato cakes à la chermoula</strong> (circa 8 pezzi): frullare o pestare due pugni di foglioline di coriandolo fresco (o di prezzemolo, o un mix dei due) con uno spicchio di aglio, il succo e la buccia di mezzo limone, una punta di paprika affumicata, una punta di cumino in polvere, una presa di sale grosso e due cucchiai di olio d&#8217;oliva. Far bollire 4 patate medie con la pelle, sbucciarle e gratuggiarle (o schiacciarle, la versione gratuggiata però non è male :-), aggiungere il chermoula-pesto, mescolare bene, formare i &#8216;cakes&#8217; e metterli al fresco per un paio di ore. Poi, scaldare un filo d&#8217;olio in una padella antiaderente e far cuocere i tortini fino a quando saranno dorati. Servire caldi.<br />
<strong>Per il chutney di pomodoro</strong> (ricetta di <a href="http://www.atulkochhar.com/">Atul Kochar</a> via <a href="http://www.jamieoliver.com/">Jamie Oliver</a>): scaldare 1 cucchiaio di olio vegetale in una padella, aggiungere 1 cucchiaino di zenzero fresco tritato e 3 cucchiai di cipolla tritata e far soffriggere piano per qualche minuto. Aggiungere 250g di pomodori tritati, mezzo cucchiaino di peperoncino in polvere, 1 cucchiaino di sale e 2 1/2 cucchiaini di zucchero. Far cuocere fino a quando il pomodoro si sarà del tutto sciolto. Mixare il tutto nel blender, poi passare il tutto al colino o al setaccio. Infine, far saltare mezzo cucchiaino di semi di cumino con 2 cucchiaini di olio vegetale, aggiungere al chutney e versare il tutto in un vasetto. Conservare al fresco.</p>
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		<title>Zuppa impro&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 08:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Sono rimasta talmente entusiasta che non potevo non postarla oggi per prima cosa questa zuppa&#8230; Dunque, è andata cosi: l&#8217;altro giorno, ricordandomi di colpo, sul finire del pomeriggio, che da lì a poco sarebbe stata ora di cena (toh? che sorpresa?!), faccendo mente locale (frigo semivuoto, no tempo e ancora meno voglia di andare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/zuppazuccalenticchiessl.jpg" alt="zuppazuccalenticchiessl" title="zuppazuccalenticchiessl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8434" /></p>
<div class="testo">
Sono rimasta talmente entusiasta che non potevo non postarla oggi per prima cosa questa zuppa&#8230; Dunque, è andata cosi: l&#8217;altro giorno, ricordandomi di colpo, sul finire del pomeriggio, che da lì a poco sarebbe stata ora di cena (toh? che sorpresa?!), faccendo mente locale (frigo semivuoto, no tempo e ancora meno voglia di andare a fare la spesa) mi è venuto un non molto fortunato &#8216;hmm, che oggi fosse giornata di pizza al taglio?&#8217;. Siccome però il pensiero a sé non era un granché glorioso (specialmente se considerate le pizzerie al taglio che ci sono dalle mieparti :), c&#8217;ho ripensato e ho fatto uno sforzo di introspezione, nelle pieghe più recondite del mio&#8230; frigo, e anche della dispensa :) E ho trovato, nel disordine, le lenticchie rosse, il riso thai, una confezione di spinacini (che doveva servire per altro ma passiamo) e sopratutto c&#8217;era la piccola zucca butternut (non sapete quanto mi scialo da quando posso comprare zucche di vari tipi, è davvero una delle cose più belle dell&#8217;autunno, potersi piantare davanti al banco e esitare un attimo fra butternut, mantovana, kuri &#038; co) che aspettava paziente, dal weekend, che trovassi una fine da farle fare.
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<p><span id="more-8430"></span></p>
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A parte che devo confessare che lì per lì, mentre associavo idee e esaminavo ingredienti a disposizione, mi sono sentita molto come quegli attori della <a href="http://www.ligueimpro.be/">ligue d&#8217;impro</a> (non so se esiste qui una cosa equivalente, boh?): c&#8217;è davvero un sottile piacere nel giocare senza reti, andare avanti ad intuizioni e vedere cosa ne viene fuori, accenttandolo a priori, anche in cucina. Il risultato mi è piaciuto davvero molto molto, è venuta fuori una zuppa super coccolosa e anche piuttosto sana (nonché veloce da fare). Le lenticchie e il riso tendono scomporsi mentre la consistenza della butternut (più vicina a quella della patata dolce che a quella della classica zucca gialla fibrosa) ci sta molto bene, cosi come anche le foglioline degli spinacini appena appassite (un&#8217;aggiunta molto donnahayana quella :). E sopratutto, la nuvoletta finale di yoghurt da aggiungere nel piatto da una piacevolissima punta di freschezza e morbidezza. Insomma, io questa me la rifarò sicuramente, alla facciaccia della pizza al taglio! ;)</p>
<p>Detto fatto, <strong>zuppa confusamente ma felicemente eurasiatica, per due</strong>: affettare mezza cipolla bianca e farla rinvenire con un cucchiaio di olio vegetale, aggiungere un cucchiaino di pasta di curry verde. Aggiugere una piccola zucca butternut sbucciata e tagliata a cubetti, mescolare per far insaporire. Aggiungere poi una manciatia di lenticchie rosse e una manciata di riso thai. Coprire con del brodo vegetale, aggiungere un cucchiaio di concentrato di pomodoro e alcuni pistilli di zafferano, incoperchiare e lasciar cuocere a fuoco medio per una ventina di minuti. A fine cottura, aggiustare il condimento e aggiungere due manciate di spinacini freschi, lasciar cuocere per un&#8217;altro minuto e spegnere. Servire con del yoghurt naturale sul lato, in modo che ciascuno lo possa aggiungere a piacere nel proprio piatto.
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		<title>Zucca ripiena di pane e taleggio</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 10:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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A ripensarci, mi piace quando i momenti dell&#8217;anno e le feste sono sanciti da preparazioni culinarie che tornano, puntuali, sempre identiche. Sicuramente poi ognuno ha i suoi piatti significativi, per me, alla rinfusa, sono il tacchino con la composta di cranberries a Natale (anche se sono anni che faccio dei Natali diversi&#8230;), l&#8217;aragosta del mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/zuccataleggiossl1.jpg" alt="zuccataleggiossl" title="zuccataleggiossl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-8397" /></p>
<div class="testo">
A ripensarci, mi piace quando i momenti dell&#8217;anno e le feste sono sanciti da preparazioni culinarie che tornano, puntuali, sempre identiche. Sicuramente poi ognuno ha i suoi piatti significativi, per me, alla rinfusa, sono il tacchino con la composta di cranberries a Natale (anche se sono anni che faccio dei Natali diversi&#8230;), l&#8217;aragosta del mio compleanno, il navarin di agnello a pasqua e persino gli gnocchetti di farina per ferragosto o il cavolfiore fritto calabrese che appare magicamente (e solo quel giorno) alla cena della Vigilia, e via dicendo. Ora che le (mie) perspettive sono leggermente cambiate sto anche scoprendo il sottile piacere del pensare quali piatti far entrare nella tradizione familiale, e che potrebbero, forse, diventare un giorno dei preziosi ricordi per chi di ricordi ancora non ne ha&#8230; Quindi, se Halloween è, da qualche anno, sempre una buona scusa per mettersi a cucinare <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/?s=zucca">zucca</a> (si può mai cucinare troppo zucca? na.. :-), adesso forse è anche diventata una buona occasione per un piatto che, credo proprio, mi piacerebbe ripetere una volta l&#8217;anno: si tratta di una scodellina arancio accesa, calda e fumante, colma di un coccoloso ripieno e da servire nelle prime serate buie dell&#8217;inverno&#8230;
</div>
<p><span id="more-8387"></span></p>
<div>
Le solite mie due note di cucina: inanzitutto, questa ricetta non me la sono inventata di sana pianta, l&#8217;avevo letta da qualche parte un paio di anni fa, credo, a me sembrava fosse su Gourmet solo che non sono davvero riuscita a ritrovarla, la ricetta originale, boh? Come al solito poi ho un po&#8217; aggiustato secondi i gusti di casamia e infine, oer quanto riguardano le zucche piccole, queste qui sono della varietà <a href="http://coltivarelorto.myblog.it/archive/2011/08/01/la-zucca-hokkaido-o-zucca-uchiki-kuri.html">kuri/hokkaido</a>, dette anche potimarron in francese, e si prestano perfettamente alla &#8216;monoporzione&#8217; (abbondante ;-). Le mie le ho trovate, come al solito, al mercato romano di S. Teodoro, presso il venditore di zucche, appunto :-) Ciò detto, sarei proprio curiosa di rifare la stessa cosa con una zucca grande, tipo &#8216;formato famiglia&#8217; anche se temo che ci vorrebbero dei tempi di cottura parecchio prolungati :-) Per chi si chiederà del risultato: si ottiere, dentro la zucca, una calda e profumosa pappa di pane e formaggio, a ciascuno poi tocca scavare la polpa della propria zucca ed amalgamarla al resto del ripieno, insomma, è coccoloso-godurioso, divertente, neanche tanto malsano e decisamente invernale, a me è piaciuta molto! :-)<br />
<br />
<strong>zucca ripiena di pane e taleggio</strong> (per 2): prendere due piccole zucche kuri, togliere il cappello, aiutandosi con un cucchiaio, svuotare dei filamenti e dei semi. Ritagliare una decina di fettine di pane (3-4mm di spssore, fette non molto più grandi del diametro delle zucche) e affettare 100g di taleggio. Riempire le zucche alternando strati di pane e di taleggio, condire con sale, pepe, noce moscata e salvia tritata. Finire con una fettina di taleggio. Far bollire circa 3dl di brodo di pollo o di verdure insieme a 3dl di latte e versare il liquido caldo nelle zucche, sul ripieno, fino a riempirle quasi del tutto. Rimettere il coperchietto, sistemare le zucche in una teglia, versarci un fondo di acqua e infornare a 200°C per un&#8217;oretta (per assicurarsi della cottura, sollevare il coperchietto e verificare la consistenza della polpa della zucca con la lama di un coltello). Lasciar riposare per qualche minuto e servire caldo.
</div>
<p></p>
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		<title>таратор</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 09:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Oggi post di supercorsa che stamattina ho mille cose da fare fra cui scrivere lettere di sdegno intrisi di insulti e minacce all&#8217;eni e all&#8217;acea (sto seriamente pensando di mettere su un comitato anti-mercato-libro insieme alle altre signore del quartiere indignate che si trovano a bizzeffe nelle file all&#8217;italgas e all&#8217;acea, il dettaglio curioso è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/tarator_ssl.jpg" alt="tarator_ssl" title="tarator_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8343" /></p>
<div class="testo">
Oggi post di supercorsa che stamattina ho mille cose da fare fra cui scrivere lettere di sdegno intrisi di insulti e minacce all&#8217;eni e all&#8217;acea (sto seriamente pensando di mettere su un comitato anti-mercato-libro insieme alle altre signore del quartiere indignate che si trovano a bizzeffe nelle file all&#8217;italgas e all&#8217;acea, il dettaglio curioso è che l&#8217;età media del gruppo si assesterebbe sulla sessantina abbondante&#8230; :-)). Bon, ma che ce frega che c&#8217;importa&#8230; Piuttosto, velavevodetto che dopo <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/09/il-pane-fritto-di-cipro-via-vefa">Vefa</a> era stato tutto un crescente trend balcanico: caso vuole che ho da qualche tempo un&#8217;amico nuova che viene dalla Bulgaria. Il che è stato una buona occasione per accorgermi che della Bulgaria non so praticamente nulla, e quindi scoprire una serie di cose interessantisisme tipo &#8216;l&#8217;alfabeto cirillico è stato sviluppato in Bulgaria&#8217; (madavvero??) e via dicendo. Poi, e lo so che sembro un&#8217;ossessa, devo ammettere che una delle mie primissime, spontanee, domande è stata &#8216;ma cosa si mangia in Bulgaria??&#8217; (eh che devo ffa, non resisto&#8230; :-)
</div>
<p><span id="more-8342"></span></p>
<div>
Cosi ho scoperto che appunto la cucina bulgara è sostanzialmente balcanica, che fanno dello yogurt da sempre (il capitolo &#8216;yogurt&#8217; sarà per un&#8217;altra volta però eco, pare proprio che se noi oggi mangiamo yogurt a gogo è proprio perché a un certo punto qualcuno è andato a studiarsi quella &#8216;usanza bulgara&#8217; ma pensate un po&#8217;&#8230;), poi, ecco, la primissima ricetta di cui mi parlò Kalina, credo, era questa cosa qui, che sarebbe una zuppa ma che se ci guardate bene è su per giù la stessa cosa dello tzatziki (tranne l&#8217;aggiunta delle noci, che tra l&#8217;altro trovo piacevolissima), solo che il tarator non deve &#8216;accompagnare&#8217; nulla, basta a se stesso (e se amate lo tzatziki, adoretete il tarator, ve lo dico io ve lo dico ;-). Appunto, è simile allo tzatziki, e, un po&#8217; come per il <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/10/borek">borek</a>, anche stavolta la stessa preparazione si ritrova su per giù in tutta l&#8217;area balcanica, dalla Turchia all&#8217;Albania finanché in Persia. Per il resto, me l&#8217;avevano dato per bbuonissimo e non posso davvero che confermare in toto, anche se chiaramente come pietanza si presterebbe un pelino più alle calde giornate estive che non a un piovoso fine ottobre (è colpa mia, non ce la facevo ad aspettare l&#8217;anno prossimo :-), nonostante ciò io la mia ciotolona di zuppa yoghurtosa questo sabato a pranzo me la sono sbafata stravolentieri :-) In ogni caso, eccovi un&#8217;altra ricetta della categoria <em>superscemi</em>, non ci vuole nulla e si fa davvero in un&#8217;attimo! (cosa volere di più dalla vita? boh, forse un raggio di sole a mo&#8217; di contorno, suvvia :-)
</div>
<p></p>
<div>
<strong>Tarator (zuppa bulgara di yoghurt, cetrioli e noci)</strong>: Sbucciare due cetrioli medi, e tagliarli a cubettini piccoli (di 3-4mm di lato circa). Tritare finemente due spicchi d&#8217;aglio (alcune ricette dicono tre &#8211; se l&#8217;aglio vi spaventa diminuite a uno o mezzo spicchio perché con due viene bello aglioso anche se secondo me ci sta tutto&#8230; :-) e aggiungerli ai cetrioli, cosi come una manciatina scarsa di noci spezzettate. Versare infine mezzo litri di yoghurt intero (senza zuccheri di nessun tipo, verificate l&#8217;elenco degli ingredienti sulla confezione), un cucchiaino di sale, due cucchiai di olio d&#8217;oliva e aggiustare infine la densità aggiungendo acqua, la zuppa deve risultare liquida ma non troppo acquosa. Verificare il condimento e riservare al fresco fino al momento di servire. Decorare con una bella spolverata di aneto (e se come è successo a me la vostra piantina è appena passata a miglior vita, usate l&#8217;aneto essicato&#8230; :-). Servire come primo estivo o, perché no, come fingerfoodino gustoso, nel bicchierino, in qualsivoglia momento dell&#8217;anno ;-)</p>
</div>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 09:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Oggi post di supercorsa che stamattina ho mille cose da fare fra cui scrivere lettere di sdegno intrisi di insulti e minacce all&#8217;eni e all&#8217;acea (sto seriamente pensando di mettere su un comitato anti-mercato-libro insieme alle altre signore del quartiere indignate che si trovano a bizzeffe nelle file all&#8217;italgas e all&#8217;acea, il dettaglio curioso è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/tarator_ssl.jpg" alt="tarator_ssl" title="tarator_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8343" /></p>
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Oggi post di supercorsa che stamattina ho mille cose da fare fra cui scrivere lettere di sdegno intrisi di insulti e minacce all&#8217;eni e all&#8217;acea (sto seriamente pensando di mettere su un comitato anti-mercato-libro insieme alle altre signore del quartiere indignate che si trovano a bizzeffe nelle file all&#8217;italgas e all&#8217;acea, il dettaglio curioso è che l&#8217;età media del gruppo si assesterebbe sulla sessantina abbondante&#8230; :-)). Bon, ma che ce frega che c&#8217;importa&#8230; Piuttosto, velavevodetto che dopo <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/09/il-pane-fritto-di-cipro-via-vefa">Vefa</a> era stato tutto un crescente trend balcanico: caso vuole che ho da qualche tempo un&#8217;amico nuova che viene dalla Bulgaria. Il che è stato una buona occasione per accorgermi che della Bulgaria non so praticamente nulla, e quindi scoprire una serie di cose interessantisisme tipo &#8216;l&#8217;alfabeto cirillico è stato sviluppato in Bulgaria&#8217; (madavvero??) e via dicendo. Poi, e lo so che sembro un&#8217;ossessa, devo ammettere che una delle mie primissime, spontanee, domande è stata &#8216;ma cosa si mangia in Bulgaria??&#8217; (eh che devo ffa, non resisto&#8230; :-)
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Cosi ho scoperto che appunto la cucina bulgara è sostanzialmente balcanica, che fanno dello yogurt da sempre (il capitolo &#8216;yogurt&#8217; sarà per un&#8217;altra volta però eco, pare proprio che se noi oggi mangiamo yogurt a gogo è proprio perché a un certo punto qualcuno è andato a studiarsi quella &#8216;usanza bulgara&#8217; ma pensate un po&#8217;&#8230;), poi, ecco, la primissima ricetta di cui mi parlò Kalina, credo, era questa cosa qui, che sarebbe una zuppa ma che se ci guardate bene è su per giù la stessa cosa dello tzatziki (tranne l&#8217;aggiunta delle noci, che tra l&#8217;altro trovo piacevolissima), solo che il tarator non deve &#8216;accompagnare&#8217; nulla, basta a se stesso (e se amate lo tzatziki, adoretete il tarator, ve lo dico io ve lo dico ;-). Appunto, è simile allo tzatziki, e, un po&#8217; come per il <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/10/borek">borek</a>, anche stavolta la stessa preparazione si ritrova su per giù in tutta l&#8217;area balcanica, dalla Turchia all&#8217;Albania finanché in Persia. Per il resto, me l&#8217;avevano dato per bbuonissimo e non posso davvero che confermare in toto, anche se chiaramente come pietanza si presterebbe un pelino più alle calde giornate estive che non a un piovoso fine ottobre (è colpa mia, non ce la facevo ad aspettare l&#8217;anno prossimo :-), nonostante ciò io la mia ciotolona di zuppa yoghurtosa questo sabato a pranzo me la sono sbafata stravolentieri :-) In ogni caso, eccovi un&#8217;altra ricetta della categoria <em>superscemi</em>, non ci vuole nulla e si fa davvero in un&#8217;attimo! (cosa volere di più dalla vita? boh, forse un raggio di sole a mo&#8217; di contorno, suvvia :-)
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<strong>Tarator (zuppa bulgara di yoghurt, cetrioli e noci)</strong>: Sbucciare due cetrioli medi, e tagliarli a cubettini piccoli (di 3-4mm di lato circa). Tritare finemente due spicchi d&#8217;aglio (alcune ricette dicono tre &#8211; se l&#8217;aglio vi spaventa diminuite a uno o mezzo spicchio perché con due viene bello aglioso anche se secondo me ci sta tutto&#8230; :-) e aggiungerli ai cetrioli, cosi come una manciatina scarsa di noci spezzettate. Versare infine mezzo litri di yoghurt intero (senza zuccheri di nessun tipo, verificate l&#8217;elenco degli ingredienti sulla confezione), un cucchiaino di sale, due cucchiai di olio d&#8217;oliva e aggiustare infine la densità aggiungendo acqua, la zuppa deve risultare liquida ma non troppo acquosa. Verificare il condimento e riservare al fresco fino al momento di servire. Decorare con una bella spolverata di aneto (e se come è successo a me la vostra piantina è appena passata a miglior vita, usate l&#8217;aneto essicato&#8230; :-). Servire come primo estivo o, perché no, come fingerfoodino gustoso, nel bicchierino, in qualsivoglia momento dell&#8217;anno ;-)</p>
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