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	<title>il cavoletto di bruxelles &#187; brunch &amp; picnic</title>
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	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
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		<title>Bananas! (and nuts, in a bread)</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Ci saranno pure da qualche parte le regole non scritte del bon ton del foodblogger, e fra questo ci sarà senz&#8217;altro scritto che &#8216;almeno una volta nella tua vita da blogger il banana bread farai&#8217;. Beh, anche se c&#8217;ero andata vicino, il banana bread non l&#8217;avevo mai fatto. Anzi veramente credo che avrò passato gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/banamabread1_ssl.jpg" alt="banamabread1_ssl" title="banamabread1_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8982" /></p>
<div class="testo">
Ci saranno pure da qualche parte le regole non scritte del bon ton del foodblogger, e fra questo ci sarà senz&#8217;altro scritto che &#8216;almeno una volta nella tua vita da blogger il banana bread farai&#8217;. Beh, anche se c&#8217;ero andata <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/01/vintage-banana-spice-cupcakes" target "blank">vicino</a>, il banana bread non l&#8217;avevo mai fatto. Anzi veramente credo che avrò passato gli ultimi due decenni a odiare ferocemente le banane e quel loro insidioso profumino tra il grasso e lo zuccheroso. Poi però la vita cambia, e da un giorno all&#8217;altro vi trovate con in casa un nanetto che niente ama quanto proprio loro, le banane, schiacciate ( e mescolate con yoghurt, briciole di biscotti o baby muesli e succo di mandarino). E di colpo finisce che tutto può mancare in casa vostra ma le banane (equisolidali, mmi raccommmando) no, e finisce persino che certe volte la banana ve la mangiate pure voi (della stessa serie c&#8217;è anche <em>e per pranzo? due cucchiai di pastina scondita mescolata a passatina di zucca e carota al volo&#8230;</em>). Insomma, a dirla tutta, le banane qui non avanzano mai &#8211; il banana bread invece nasce per riciclare le banane annerite &#8211; ma siccome ormai mi stanno quasi simpatiche, beh, non poteva non scappare anche il banana bread no? </p>
<p>Lato musicale, devo ammettere che ero tentatissima di rifilarvi un po&#8217; di buon vecchio <a href="http://grooveshark.com/#!/s/Love+In+The+First+Degree/2ghb8g?src=5" target="blank">♫ Bananarama ♪</a> oggi (più dell&#8217;età anagrafica, sono queste le cose inquietanti&#8230;), ma in fin dei conti credo che la terremo più sobria con questo cantante qui che, nonostante faccia un po&#8217; sempre le stesse canzoni, non ha mai veramente smesso di piacermi da quando me lo hanno appiccicato un paio di anni fa e che è perfetto per qualsiasi mattinata <em>lazy</em> (figuriamoci quella del lunedì! :-): <a href="http://grooveshark.com/#!/s/Banana+Pancakes/2NQ7ei?src=5" target="blank">♫ Jack Johnson &#8211; Banana pancakes ♪</a>
</div>
<p><span id="more-8981"></span></p>
<div>
Dimenticavo di dirvi il risultato dell&#8217;esperienza (dopo aver appositamente comprato delle banane da lasciar annerire piano piano sul banco della cucina anzi, mi hanno pure guardato con sospetto quando ho annunciato che &#8216;queste banane qui non si toccano, si devono annerire!&#8217;&#8230;??!): risultato moisty, morbido, bananoso ma non in quel modo totalitario che non ci piace, ottimo anche il dettaglio delle noci tostate al forno, che ci arriva, come tutta quanta la ricetta, leggermente rivisitata, dal sito <a href="http://www.joyofbaking.com/breakfast/BananaBread.html" target="blank">joy of baking</a>. Insomma, mi pare un dignitoso compagno di colazione questo bread che poi è praticamente un cake, e anche un po&#8217; un cuginetto del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/02/heidis-zucchini-bread" target="blank">zucchini bread</a> di tempo fa&#8230;
</div>
<p></br></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/bananabread2_ssl.jpg" alt="bananabread2_ssl" title="bananabread2_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8983" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Banana &#038; nut bread</h3>
<blockquote><p><strong>polpa di banane molto mature</strong> 450g<br />
<strong>farina 00</strong> 130g<br />
<strong>farina integrale</strong> 100g<br />
<strong>zucchero di canna</strong> 120g<br />
<strong>uova</strong> 2<br />
<strong>burro</strong> 100g<br />
<strong>noci</strong> 100g<br />
<strong>cannella macinata</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>estratto di vaniglia</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>lievito per dolci</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>bicarbonato</strong> una punta<br />
<strong>sale</strong> una presa</p></blockquote>
<p>Far tostare le noci in forno a 180°C per circa 8 minuti. Con una forchetta, schiacciare la polpa delle banane. In una ciotola grande, mescolare le farine, lo zucchero, la cannella, il lievito, il bicarbonato, il sale e le noci spezzettate. In un&#8217;altra ciotola, mescolare le banane schiacciate con il burro fuso, l&#8217;estratto di vaniglia e le uova. Versare l&#8217;impasto umido sull&#8217;impasto secco, mescolare velocemente e poi versare il tutto in una teglia da plumcake riempiendola ai 3/4 (ho scelto una teglia media e con l&#8217;avanzo di impasto ho fatto 4 muffin). Infornare a 180°C per circa 50 minuti (30 se fate dei muffin), verificare la cottura con la lama di un coltello prima di sfornare.</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
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		<title>Börek</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 08:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[brunch & picnic]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[torte, cake & muffin salati]]></category>

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Ve lo dico subito: questa cosa qui, con non ha assolutamente nulla a che vedere con Borat, giusto che sia chiaro, sopratutto per me che per qualche strano scherzo del cervello tendo ad associare immediatamente, ogni volta, le due cose. E invece non dovrei. Vabbe&#8217;. Oggi Borek, o spanakopita insomma, oggi sfogliata di spinaci e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/borek_s.jpg" alt="borek_s" title="borek_s" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8285" /></p>
<div class="testo">
Ve lo dico subito: questa cosa qui, con non ha assolutamente nulla a che vedere con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Borat">Borat</a>, giusto che sia chiaro, sopratutto per me che per qualche strano scherzo del cervello tendo ad associare immediatamente, ogni volta, le due cose. E invece non dovrei. Vabbe&#8217;. Oggi Borek, o <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Spanakopita">spanakopita</a> insomma, oggi sfogliata di spinaci e feta&#8230; State pensando che su sto blog tira un&#8217;arietta balcanica vero? Non avete torto, è che da <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/09/il-pane-fritto-di-cipro-via-vefa">Vefa</a> in poi è stato tutto un ricollegare, curiosare e scoprire fra cucina greca, turca e balcanica in senso lato&#8230;
</div>
<p><span id="more-8284"></span></p>
<div>
SSi, vabbe, ma chi n&#8217;i è &#8217;stu <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Börek">börek</a> dunque? Beh, non è tanto semplice, perché trattandosi di una preparazione bella antica, ce ne sono poi miriadi di varianti in giro. Diciamo che il borek è in sostanza una sfogliata ripiena. Che è un po&#8217; come dire &#8216;pasta ripiena&#8217; può essere di tutto. La sfogliata nella fattispecie è il più delle volte fatta di pasta filo (o di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yufka">yufka</a>, in Turchia, ma figurarsi se qui si trova una cosa del genere) e risalirebbe alla cucina ottomana (suona eccitante vero? &#8216;cucina ottomana&#8217;??! :-) sicché ora si trovano oggetti simili non solo in Turchia ma anche in tutta quanta l&#8217;area balcanica (dall&#8217;ex Yugoslavia alla Grecia passando per, addirittura, la Bulgaria&#8230;), persino in nordafrica (dove però si trasforma in sfoglia brick) e poi verso gli stati arabi e in Israele. Insomma, materia a sufficienza per una tesi in cultura gastronomica, noi per oggi ci limitiamo a ribadire che questa versione me l&#8217;hanno data per turca, anche se poi ho letto che la forma arrotolata (perché poi cambiano anche le forme: il borek si può anche presentare a sigari, a torta intera, a fagottini, mezzelune e via dicendo&#8230;) sarebbe tipica bosciaca. Vai a sape&#8217;&#8230;  possono variare chiaramente anche i ripieni, questo però è <em>classique de chez classique</em>, tant&#8217;è che persino in Grecia non sfigurerebbe :-)</p>
<p><strong>Borek, la ricetta</strong>: prendere una confezione di pasta filo e lasciarla scongelare se era congelata. Far soffriggere una cipolla finemente tritata con un filo d&#8217;olio d&#8217;oliva e aggiungere 500g di spinaci: lasciar appassire, aggiungere un cucchiaio di paprika dolce o un po&#8217; di peperoncino, aggiustare di sale e pepe, lasciar intiepidire poi aggiungere 200g di feta sbriciolato, e mescolare. Preparare una ciotolina con un uovo sbattuto insieme a due cucchiai di burro fuso e due cucchiai di latte. Spennellare un foglio di pasta filo aggiungere 3/4 cucchiai di spinaci distribuiti alla base, nella lunghezza, e arrotolare il foglio sul ripieno in modo da formare un cilindro, sistemarlo a spirale su una teglia da forno. Procedere con il resto della filo fino a esaurire il ripieno, e infine spenellare tutta quanta la spirale farcita. Cospargere con semini di sesamo e infornare a 200°C per 25/30 minuti o finché la sfoglia non sia ben dorata. Servire subito.
</div>
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		<title>Calabrian couscous</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 11:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Cosi d&#8217;impulso, per primissima cosa (non mi dilungo in &#8216;tooooh, sono passati due settimane dall&#8217;ultimo post, ma come voooola il teeeeeempoooo quando non si fa nulla.. :-)) mi verrebbe da fare un piccolo &#8220;elenco delle cose vive e inanimate riscontrate in queste settimane calabresi&#8221;&#8230; un piccolo geco molto carino (e molti altri, piu grandi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/08/calabriancouscous_s.jpg" alt="calabriancouscous_s" title="calabriancouscous_s" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8144" /></p>
<div class="testo">
<p>Cosi d&#8217;impulso, per primissima cosa (non mi dilungo in &#8216;tooooh, sono passati due settimane dall&#8217;ultimo post, ma come voooola il teeeeeempoooo quando non si fa nulla.. :-)) mi verrebbe da fare un piccolo &#8220;elenco delle cose vive e inanimate riscontrate in queste settimane calabresi&#8221;&#8230; un piccolo geco molto carino (e molti altri, piu grandi e quindi meno carini), un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elaphe_quatuorlineata">serpente</a> di quasi 2m, diversi topini di campagna e lucertole intravisti fra le fauci del mio &#8211; stupido e crudele &#8211; cane, una muta di vipera, un&#8217;uccellino caduto dal nido con delle zampa stranamente grandi, tantissimi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Iphiclides_podalirius">podaliri</a>, il bruco verde fluorescente della sudetta e alcuni <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papilio_machaon">macaoni</a>, qualche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Poiana_comune">poiana</a> e decine di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Upupa">upupe</a>, un ghiro, avvistato di notte e che forse era un topo e via dicendo&#8230; Per il resto, strano ma vero, il tempo vola, e siccome ultimamente ho nonostante tutto accumulato qualche appuntino di cucina in campagna, missà che è arrivato il momento di iniziare a scrivervele qui&#8230; :-)
</div>
<p><span id="more-8143"></span></p>
<div>
<p>Oggi quindi (aspettando, a breve, l&#8217;aggiornamento annuale a tema &#8216;marmellate&#8217;) couscous. Questo è una di quelle preparazioni da catalogare nel capitolo &#8216;ricette scemissime e anche veloci&#8217;, nate un po&#8217; per caso una sera che c&#8217;erano ospiti imprevisti e che si trattava di inventare un contorno per le salsicce estemporanee buttate sulla brace. In sostanza è una scemissima insalata di couscous, calabrese però, in quanto tutto ciò che c&#8217;è dentro è calabresissimo (e no che non c&#8217;ho messo né la nduja e né la sopressata&#8230; :-), dai pomodori cuore di bue di <a href="http://www.lucianopignataro.it/a/il-pomodoro-di-belmonte-calabro-cuore-di-bue-e-nascita-della-comunita-del-cibo-slow-food/12648/">Belmonte</a> all&#8217;origano selvatico di <a href="http://www.parcopollino.it/">montagna</a> pasando per il <a href="http://www.larivieradeicedri.com/it/prodotti-tipici-calabresi/83-peperoncino-calabrese-sapori-piccanti-di-calabria-informazioni-promozione.html">peperoncino</a> e la cipolla di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cipolla_rossa_di_Tropea">Tropea</a>. Nulla di partiolarmente eccentrico quindi, piuttosto un collaudatissimo abbinamento che in versione couscous funziona benissimo (fin qui è piaciuto da matti a tutti) e sopratutto: la morte sua e proprio in accompanamento con la carne grigliata (del resto, non a caso, anche le grigliate marocchine si accompagnano di lussuriosi couscous di verdure). </p>
<p><strong>Couscous calabrese, la ricetta</strong>: versare 200g di couscous precotto in una ciotola capiente (se volete arricciate il naso ma tanto io il tempo di fare il couscous from scratch nei prossimi 10 anni non lo troverò più, missà, e a propos, non è male la semola Tipiak trovata da Auchan, dal grano più grosso rispetto ai couscous che solitamente si trovano in giro in gdo), aggiungere un generoso filo d&#8217;olio d&#8217;oliva (calabrese pure questo, ovvio&#8230;), e due bicchieri di acqua bollente. Mescolare con una forchetta e lasciar intiepidire. Nel mentre, tagliare a dadini due pomodori cuore di bue e una piccola cipolla di Tropea. Aggiungerci il succo di due limoni, un cucchiaio di origano secco sbricciolato (se avete modo di assaggiare quello, profumatissimo e quasi floreale, del Pollino, fatelo, è semplicemente sublime), una  presa di peperoncino rosso a scaglie e un po&#8217; di sale. Riversare tutti ciò nel couscous, dare una buona mescolata, coprire con della pelicola e lasciar riposare al fresco per un paio di ore. Il risultat è fresco, leggermente piccante e deliziosamente profumato, da servire da solo o con una grigliata, senza dimenticare &#8211; dopotutto siamo in Calabria &#8211; un po&#8217; di pizzutielli freschi sul lato, da aggiungere a piacere&#8230; :-) </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/08/peperoncini_s.jpg" alt="peperoncini_s" title="peperoncini_s" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8145" />
</div>
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		<title>Envie de&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 09:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Una cosa di cui vado golosissima da sempre sono proprio i lamponi: fino a dove ricordo li ho sempre accolti con particolare gioia, dai bavaresini che prendeva in pasticcieria mia nonna alle barchettes industriali passando per il periodo dinantese in cui d&#8217;estate, nella luce dorata del fine pomeriggio, li raccoglievamo in giardino con le amichette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/06/postframboises1_ssl.jpg" alt="postframboises1_ssl" title="postframboises1_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-8017" /></p>
<div class="testo">
<p>Una cosa di cui vado golosissima da sempre sono proprio i lamponi: fino a dove ricordo li ho sempre accolti con particolare gioia, dai bavaresini che prendeva in pasticcieria mia nonna alle <a href="http://www.mondizen.com/fr/biscuits-/801-lu-la-barquette-3-chatons-a-la-framboise-120g.html">barchettes</a> industriali passando per il periodo dinantese in cui d&#8217;estate, nella luce dorata del fine pomeriggio, li raccoglievamo in giardino con le amichette del vicinato, infilandoceli sulle dita per poi mangiarne dieci di fila&#8230;<br />
Purtroppo, da allora, le cose sono notevolmente peggiorate. Anzi, era proprio una vita che lo volevo dire. E, si vabbeeene, lo so, è vero, anch&#8217;io pecco,  come molti mangiatori contemporanei, di un comportamento che rasenta il bipolarismo: da un lato sono fissata con il bio e il locale e nell&#8217;altra mano tengo mango acerbi, avocados brasiliani e fruttini rossi importati dal nord, e non è che sia molto coerente&#8230; (ma che chi è senza colpe mi scagli dunque il primo pomodoro transgenico :-). Insomma, ecco, in materia di lamponi, la questione che mi pongo da tempo è questa: Caro signore <a href="http://www.carrefour.it/registrati.html?gclid=CLG75vr8pakCFUQOfAodn1IdtQ">Carrefour</a> e cara signora <a href="http://www.santorsola.com/Portale/SantOrsola/it/home.xml">Sant&#8217;Orsola</a>, mi chiedevo, sinceramente, quale sarebbe quindi il senso della vostra collaborazione commerciale se i fruttini rossi che arrivano dal Trentino una volta messi in vendita a Roma io me li trovo sempre, invariabilmente, inesorabilmente, esasperatamente, maledettamente marci??!
</div>
<p><span id="more-8016"></span></p>
<div>
<p>No, dico davvero, quei cosi, e specialmente i lamponi, hanno una propensione all&#8217;autodistruggimento veramente notevole. Intanto quando uno li compra deve stare li per 5 minuti buoni a esaminare ogni confezione alla ricerca di muffette, e quando ancora riesci a portare questo compito a buon fine, il tempo di uscire dal supermercato e di avviarti verso casa puoi stare sicuro che prima ancora di riuscire a mettere i lamponi in salvo nel frigorifero l&#8217;irreversibile processo di decomposizione avrà già iniziato. Vuol dire che &#8211; giuro, parlo d&#8217;esperienza &#8211; se uno vuole decorarci una torta, coi lamponi, deve prima investigare e scoprire in quale giorno della settimana arrivano, poi fare il lavoretto di minuziosa selezione di cui sopra, e infine acquistare 4 o 5 vaschette per poi ripescarci i lamponi più belli e buttare il resto, che saranno circa i due terzi del totale. Cosi nella pattumiera ci finiscono sia i miei soldi che il vostro lavoro, insomma, che senso ha tutto ciò?</p>
<p>Così, da pochissimo ho scoperto, per tutte le situazioni cucinesche (solo, non per quelli decorativi, purtroppo) il mio personalissimo nirvana e si chiama &#8216;busta di lamponi surgelati&#8217;, prodotti in Germania e acquistabili da Lidl per qualcosa come tre euro il mezzo chilo. Non saranno superlativamente buoni e delicatamente aromatici e velluttati come quelli dell&#8217;orto, però ammettete che non hanno un brutto aspetto questi lamponi surgelati e sopratutto: uno li conserva nel congelatore e li tira fuori ogni santa volta che gliene viene il desiderio.<br />
ps. per la cronaca, i lamponi della foto sopra sono di quelli seri e così-come-dovrebbero-essere, e appunto sono francesi e presi al mercato in Savoia, sotto, i lamponi Lidl. </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/06/postframboises4_ssl.jpg" alt="postframboises4_ssl" title="postframboises4_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-8019" /></p>
<p>Vabbuo&#8217;, ora che vi ho detto dei miei lamponi romani (sob :-), vi dico anche due tre ricette fatte negli ultimi tempi, ricette per l&#8217;appunto molto lampone-centriche&#8230;</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/06/postframboises2_ssl.jpg" alt="postframboises2_ssl" title="postframboises2_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-8018" /></p>
<p>Siccome avevo da smaltire un po&#8217; di albicocche dal mercato (è sempre cosi, vedo cose buone, mi entusiasmo e poi ne compro più di quanto riesco a mangiare :-), intanto, la torta base ricotta è una mia ricetta del cuore da sempre, ultimamente sono un po&#8217; &#8216;integrale&#8217; cosi ci ho messo dentro appunto la farina di farro integrale e infine, tanto per creare un po&#8217; di effetto estivo ho aggiunto una manciatona di lamponi che con la frutta gialla fanno sempre tanto &#8216;peche-melba&#8217; che più estivo di così, <em>tu meurs</em>&#8230; E vero, l&#8217;aspetto è un po&#8217; grezzo e quel che volete ma, giurin giurello, questa torta è a-do-ra-bi-le, morbida e profumosa, un vero amore di torta insomma&#8230; ;-)</p>
<p><strong>Torta di farro e ricotta con albicocche e lamponi</strong>, the ricetta: lavorare a crema 250g di ricotta fresca con 200g di zucchero e la buccia grattugiata di un limone bio. Incorporare tre uova, uno per volta, poi 75g di farina di mandorle, 140g di burro fuso. Aggiungere infine 250g di farina di farro integrale insieme a un cucchiaino scarso di lievito per dolci e una presa di sale. Mescolare bene, aggiungere 150g di lamponi e versare il tutto in uno stampo imburrato di 22cm di diametro. Aggiungere una decina di albicocche tagliate a spicchi e premerli nell&#8217;impasto. Spolverare con poco zucchero di canna e infornare per circa 50 minuti  180°.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/06/postframboises5_ssl.jpg" alt="postframboises5_ssl" title="postframboises5_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-8020" /></p>
<p>Questi qui li avevo intravisti su Elle à Table sotto forma di un unico grande cake che veniva definito &#8216;cake poco dolce perfetto per accompagnare il formaggio al brunch&#8217;. Rifatta la ricetta in versione monoporzione, sinceramente, non me li immagino neanche lontanamente col formaggio e sono comunque dolci, non troppo, juste ce qu&#8217;il faut, bref, per me sono per-fet-ti per la colazione. Col tè. Senza formaggi :-) <strong>Piccoli cake con banane e lamponi</strong>, ricetta: mettere a macerare 100g di uvetta con tre cucchiai di rum. Sbattere 3 uova con 50g di zucchero, aggiungere 125g di burro fuso, due banane frullate e 325g di farina mescolata con due cucchiaini di lievito per dolci e una presa di sale. Aggiungere infine l&#8217;uvetta con il rum e circa 120g di lamponi, distribuire il composto nei pirottini o in uno stampo da plumcake ai 3/4 dell&#8217;altezza e distribuire altri 30g di lamponi in superficie. Infornare per 30 minuti a 170°C (45 minuti per il cake grande). </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/06/postframboises6_ssl.jpg" alt="postframboises6_ssl" title="postframboises6_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-8021" /></p>
<p>E, last but not least, dopo aver provato con <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2006/10/cremina-inglese-per-dita-golose">limone</a>, limone&#038;vaniglia (cfr regali golosi), <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/kiwi-curd">kiwi</a>, <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/mango-curd-via-marilena">mango</a> e <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/04/passion-fruit-curd">frutti della passione</a>, non poteva mancare, signori e signore, il curd di lamponi! :-)) Francamente a sto punto non lo so nemmeno manco più io quale fra questi preferisco perché il raspberry curd è veramente deliziosamente <em>tangy</em>, estivo e fresco e insieme ricco e goloso, è perfetto per le regressioni infantili molto girly, insomma, in una parola: yumm! :-)<br />
<strong>Raspberry curd</strong>, mode d&#8217;emploi, per due barattoli: scaldare a bagnomaria 125g di zucchero con 125g di burro e il succo di mezzo limone fino a quando lo zucchero si sarà sciolto nel burro fuso. Aggiungere, fuori fuoco, 300g di lamponi e frullare con il minipimer (se non amate i semini potete frullare i lamponi a parte e poi setacciarli prima di aggiungerli nel composto &#8211; personalmente amo persini i semini dei lamponi :-), rimettere il tutto a bagnomaria, aggiungere due uova e due tuorli sbattuti insieme fuori fuoco, e mescolare pazientemente per qualcosa come 8 minuti, il tempo che il composto si addensi leggermente. Versare caldo nei barattoli, lasciar raffreddare completamente poi refrigerare prima dell&#8217;uso.
</div>
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		<title>Cherry blondies</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 08:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[anglo-sassone]]></category>
		<category><![CDATA[brunch & picnic]]></category>
		<category><![CDATA[cake]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[tea time]]></category>

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		<description><![CDATA[

Oh, è tornata la frutta!! No, sul serio, è bello si di vivere al passo con le stagioni però lato frutta la fine dell&#8217;inverno e l&#8217;inizio della primavera sono un periodo davvero deprimente, prima ti scompaiono gli agrumi che tanto già a febbraio non sanno più di molto, uno poi va avanti con le ultimissime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/blondie1_ssl.jpg" alt="blondie1_ssl" title="blondie1_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-8004" /></p>
<div class="testo">
Oh, è tornata la frutta!! No, sul serio, è bello si di vivere al passo con le stagioni però lato frutta la fine dell&#8217;inverno e l&#8217;inizio della primavera sono un periodo davvero deprimente, prima ti scompaiono gli agrumi che tanto già a febbraio non sanno più di molto, uno poi va avanti con le ultimissime mele e pere, con la sensazione sempre più netta che sono proprio arrivati pure loro, poi coi kiwi che a un certo punto tutti ti tirano dietro (seh, boni i kiwi però  2 kg di kiwi a settimana, boh&#8230;) e poi arriva la tentazione del supermercato e delle prime fragole plasticose che non sanno proprio di nulla e che si tratta di dribblare alla meno peggio. Solo che poi quando pensi di toccare il fondo e che ormai sei rassegnato a prendere le vitamine in pilloline&#8230; arrivano le ciliegie e, a ruota, le albicocche e poi man mano tutto il resto della frutta estiva ed è come una gran boccata d&#8217;aria, ecco :-)
</div>
<p><span id="more-8003"></span></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/cherries1_ssl.jpg" alt="cherries1_ssl" title="cherries1_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-8013" /></p>
<div>
<p>Insomma, sono un paio di settimane che nei weekend mi rimpinzo di ciliegie di Fara Sabina, e devo dire che, cosi come per le albicocche deliziose comprate qualche giorno fa, il mio principale problema con le frutta e verdura all&#8217;inizio dell&#8217;estate è di&#8230; cucinarla. Sul serio, mi rendo conto che &#8216;predico contro la mia cappella&#8217; (traduco dal francese eh&#8230; :-) però tutto sommato, le ciliegie sono buonissime al naturale, e lo stesso per tutti gli altri prodotti dell&#8217;orto in questo periodo, dai piselli agli asparagi (eh si&#8230; :-) passando per le zucchine romanesche e appunto le albicocche: è tutto saporito (chiaramente, dipende dove ti rifornisci e non ve lo ripeto un&#8217;altra volta&#8230; :-), croccante e tenero e gustoso e&#8230; appunto, c&#8217;è davvero bisogno di cucinarlo tutto questo bendiddio pieno di linfa, vita e sole?? forse no&#8230; :-) Comunque, fatto sta che quando i quantitativi sono tanti, certe volte cucinare è inevitabile. Quindi anche quest&#8217;anno mi sono spremuta le meninghe (si vede che sono molto francofona ultimamente no? :-) per cucinare qualcosa con le cilieghe che-non-avessi-già-fatto-prima (chebarbachenoia ecc) nonostante la <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/07/la-torta-di-ciliege">torta di ciliegie</a> di Annalisa sia sempre stupenda e che il <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2006/06/clafoutis-aux-cerises">clafoutis</a> è sempre un ottimo bene rifugio&#8230; soit, quest&#8217;anno, l&#8217;equivalente girly e estivo del buon vecchio brownie cioccolatoso: il <em>blondie</em> è altrettanto deliziosamente zuccheroso ( e pesantino &#8211; c&#8217;è un motivo per il quale i brownies vanno tagliati a quadrettini <em>piccoli</em>, indovinate qual è? :-), intriso di cioccolato bianco e, in questo caso, di ciliegie. Un delizioso dolcettino da condividere, ma da consumare con moderazione ;-))
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/blondie2_ssl.jpg" alt="blondie2_ssl" title="blondie2_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-8005" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Biondine alle ciliegie&#8230;</h3>
<p><em>per 16 pezzi</em></p>
<blockquote><p><strong>ciliegie</strong> 500g<br />
<strong>farina</strong> 180g<br />
<strong>cioccolato bianco </strong>180g<br />
<strong>zucchero</strong> 120g<br />
<strong>burro</strong> 100g<br />
<strong>uova</strong> 2<br />
<strong>lievito per dolci</strong> una punta<br />
<strong>scaglie di mandorle</strong> 2 cucchiai </p></blockquote>
<p>Far sciogliere il burro insieme al cioccolato al microonde. Versare la farina in una ciotola, aggiungere lo zucchero, il lievito e una presa di sale, mescolare. Aggiungere poi il cioccolato fuso insieme al burro e le uova, mescolare con un cucchiaio fino a ottenere un&#8217;impasto liscio e versarlo in una teglia quadrata (24cm di lato la mia). Snocciolare le ciliegie (i quantitativi sono approssimativi e comunque lordi dei noccioli e delle ciliegie che si mangerà la cuoca durante la preparazione :-) e disporre quanto più ciliegie sul dolce, premendoli nell&#8217;impasto. Spolverare con le scaglie di mandorle tostate in precedenza e infornare a 180°C per circa 30 minuti o fino a quando il dolce sarà rappreso e dorato. Sfornare, lasciar raffreddare completamente e tenere per qualche ora al fresco prima di tagliare in 16 quadrettini. </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/blondie3_ssl.jpg" alt="blondie3_ssl" title="blondie3_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-8006" /></p>
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		<item>
		<title>Se non ora, quando? (&#8230;pork pies :-)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 09:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[brunch & picnic]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[umori]]></category>

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		<description><![CDATA[

Bon. Come dire&#8230; Ecco: poiché non di sola ciccia vive l&#8217;uomo (né la donna del resto), oggi con questa ricetta questo blog e le due donne qui presenti nonché impilate a mo&#8217; di matrioska aderiscono all&#8217;appello di Norma (&#8217;Liberiamoci del maiale&#8217; &#8211; in cui per maiale ovviamente non s&#8217;intende la povera bestiolina dal musetto rosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/02/porkpies1_ssl.jpg" alt="porkpies1_ssl" title="porkpies1_ssl" width="500" height="671" class="alignleft size-full wp-image-7651" /></p>
<div class="testo">
Bon. Come dire&#8230; Ecco: poiché non di sola ciccia vive l&#8217;uomo (né la donna del resto), oggi con questa ricetta questo blog e le due donne qui presenti nonché impilate a mo&#8217; di matrioska aderiscono all&#8217;appello di <a href="http://merendasinoira.wordpress.com/2011/01/24/entro-il-6-febbraio-liberiamoci-del-maiale/">Norma</a> (&#8217;Liberiamoci del maiale&#8217; &#8211; in cui per maiale ovviamente non s&#8217;intende la povera bestiolina dal musetto rosa e velluttato che è stata se malgrado vittima delle nostre velleità culinarie) e più generalmente al <a href="http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/">movimento</a> che in questi giorni è nato in grembo alla metà femminile della popolazione italiana (aggiungerei: &#8216;finalmente&#8217;). So bene che questo è un blog di cucina &#8211; e che tale dovrebbe rimanere, e infatti rimarrà &#8211; però vi ricordo che qui si parla spesso e volentieri anche di vita, e poiché nella vita siamo tutti cittadini, sono convinta che ci sono dei limiti e dei valori di fronte ai quali, in quanto cittadini, non si può rimanere indifferenti. Per il resto è inutile che vi riepiloghi altro, avete internet, giornali, senso critico e buon senso, potete fare da voi&#8230;  Ciò detto, con tutto che siamo esseri umani, che abbiamo molti difetti, un po&#8217; tutti, disponiamo anche qualche pregio, come per esempio la capacità di indignarci, che è, in fondo, e lo credo davvero, un salvavita pazzesco. Per questo, e perché ciò che sto vedendo, da tempo, non è il mondo che vorrei, né quello che vorrei consegnare a chi dopo di noi ecc, io e la panza saremo in piazza domenica 13 febbraio. E spero di cuore che ci farete un pensiero anche voi&#8230; :-) (e nel mentre potete anche lasciare la vostra firma <a href="http://www.unita.it/donne/dove-siete-donne-diciamo-ora-basta-firma-br-oltre-37mila-firme-perina-costa-dante-forte-1.266963">qui</a> e <a href="http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/">qui</a>)<br />
Intanto, per oggi, beccatevi questi tortini un po&#8217; provocatori e farciti col, beh, per forza, maiale&#8230; Enjoy! :-)
</div>
<p><span id="more-7650"></span></p>
<div>
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/02/porkpies2b_ssl.jpg" alt="porkpies2b_ssl" title="porkpies2b_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7658" /></p>
<p>Due note sulla ricetta: queste tortine sono mooooolto ma molto inglesi.  Io li ho incontrati un paio di decenni fa, al Marks &#038; Spencer di Bruxelles, dove ogni tanto passavamo a prenderli per un amico inglese che viveva vicino a casa nostra, e anche se in quel periodo non li ho mai mangiati, mi avevano colpiti la loro forma (da piccoli pasticci perfetti) e sopratutto l&#8217;attacamente sentimentalo-nostalgico dell&#8217;amico inglese, Andrew si chiama, per questo cibo a me, allora, del tutto sconosciuto. E oltre che a essere molto inglesi, i pork pies sono anche moooolto rustici. Per dire, il ripieno è composto esclusivamente di carne, che viene tritata fino ad assomigliare a una specie di impasto per salsicce. Dopo cottura invece l&#8217;insieme sembra quasi un paté, di quelli belli sodi e rustici, oltre al fatto della crosta che non so per quale motivo la crosta intorno ai paté mi fa sempre pensare a qualcosa di medievo-rinascimentale, boh&#8230; :-). I pork pies anzi sono doppiamente rustici e <em>maialosi</em>, poiché non solo sono ripieni di maiale ma il maiale ce n&#8217;è pure nella crosta, impastata con lo strutto. Del resto immagino che questo sia il passaggio che meno vi farà sorridere per cui volendo &#8211; e mettendo le mani avanti &#8211; per stavolta vi autorizzo pure a usare la pasta sfoglia o brisée, tanto lo so che la sola parola &#8217;strutto&#8217; fa innoridire il 99,9% della popolazione :-P Però almeno mo&#8217; lo sapete come dovrebbe essere la v.o&#8230; :-)
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/02/porkpies3_ssl.jpg" alt="porkpies3_ssl" title="porkpies3_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7653" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Old-fashioned pork pies (di <a href="http://www.deliaonline.com/recipes/cuisine/european/english/old-fashioned-raised-pork-pies.html">Delia Smith</a>)</h3>
<blockquote><p><em>per 6 tortine individuali</em></p>
<p><em>per il ripieno:</em><br />
<strong>spalla di maiale</strong> 350g<br />
<strong>pancetta tesa non affumicata</strong> 110g<br />
<strong>salvia, sale &#038; pepe</strong></p>
<p><em>per la crosta:</em><br />
<strong>farina</strong> 225g<br />
<strong>strutto</strong> 70g<br />
<strong>latte</strong> 25g<br />
<strong>acqua</strong> 25g<br />
<strong>sale</strong> una presa<br />
<strong>uovo</strong> 1 (per spennellare)</p>
<p>+ una teglia da 6 muffin</p></blockquote>
<p>Preparare il ripieno: eliminare le cotenne e parti dure dalla pancetta, tagliarla a striscioline e tagliare la spalla a dadini (può rimanere attaccato un po&#8217; di grasso, secondo la ricetta di partenza :-). Passare entrembi, insieme, nel food processor e frullare brevemente fino a ottenere una specie di impasto da salsiccia non troppo omogeneo. Versare la carne in una ciotola e condire generosamente con salvia (tritata o secca), sale e pepe. Tenere da parte.<br />
Preparare l&#8217;impasto: in un pentolino, scaldare l&#8217;acqua con il latte e  lo strutto. Portare il tutto a ebollizione, spegnere, e versare il liquido caldo sulla farina mescolata con il sale (in una ciotola). Mescolare con un cucchiaio e poi impastare velocemente a mano. Poi prendere i due terzi dell&#8217;impasto, e dividerlo a sei pezzetti. Sistemare ogni pezzetto di impasto in un stampo da muffin e, con le dita, premere l&#8217;impasto in modo da rivestirne l&#8217;intero stampino, faccendo fuoriuscire l&#8217;impasto di circa 5mm. Procedere con i 6 muffin. Lo stampo meglio se sarà mi metallo con rivestimento antiaderente, eviterei il silicone per questa operazione qui. Tutto ciò inoltre va fatto con l&#8217;impasto ancora caldo, che da freddo è più difficile da manipolare. Farcire poi ogni tortino con una buona dosi di carne, e infine stendere il pezzetto di impasto rimasto in una sfoglia di 1-2mm (se l&#8217;impasto risulta duro reimpastatelo velocemente con la mani bagnate) e ritagliarci i 6 coperchi dei tortini. Saldare i coperchi alle tortine con una spenellata di tuorlo, poi premere i bordi con i rebbi di una forchetta. Spenellare anche la superficie dei tortini con del tuorlo, e infornare poi tutto quanto a 180° per 30 minuti. Passato questo tempo, sfornare, lasciar intiepidire per 5 minuti e staccare delicatamente i tortini dalla teglia, riporli su una teglia da forno e farli cuocere a 180° per altri 25 minuti. Servire tiepido o &#8211; se siete proprio inglese inside &#8211; persino freddo. </p>
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		<title>Cavolfiore arrostito</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 11:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[brunch & picnic]]></category>
		<category><![CDATA[insalata]]></category>
		<category><![CDATA[natural food]]></category>

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		<description><![CDATA[

Non so come sia successo ma il dato è piuttosto scientifico: l&#8217;ultima volta in cui ho scritto su questo blog era più di una settimana fa. Evidentemente mi stanno sfuggendo certe regole universali &#8211; tipo quelle che spiegherebbero l&#8217;enigma del &#8216;ma com&#8217;è possibile che meno lavoro e meno tempo ho a disposizione??&#8217; A meno che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/01/roasted-cauliflower_ssl.jpg" alt="roasted-cauliflower_ssl" title="roasted-cauliflower_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7578" /></p>
<div class="testo">
<p>Non so come sia successo ma il dato è piuttosto scientifico: l&#8217;ultima volta in cui ho scritto su questo blog era più di una settimana fa. Evidentemente mi stanno sfuggendo certe regole universali &#8211; tipo quelle che spiegherebbero l&#8217;enigma del &#8216;ma com&#8217;è possibile che meno lavoro e meno tempo ho a disposizione??&#8217; A meno che ovviamente non si volesse considerare quali <em>attività serie</em> le seguenti occupazioni: andare in gita a Torrevecchia (non sapete dov&#8217;è, neanch&#8217;io probabilmente non saprei collocarla su una mappa, fa niente) a visitare la sede inps; decifrare il <em>grimoire</em> fornito in ospedale (in cui si scoprono vocaboli e concetti nuovi quali &#8216;camiciole&#8217;, &#8216;ghettine&#8217; e &#8216;ciniglia&#8217;&#8230;??!! :-); riunirsi settimanalmente fra balenottere per fare esercizi di respirazione di cui tanto, nel momento M, nessuno si ricorderà; l&#8217;affannata ricerca della cintura reggipanza che vi salverà la schiena e quindi la vita (alla Chicco, i 20 euro meglio investiti di questi ultimi anni) e via dicendo fra tutine, analisi a gogo, cataloghi di oggetti che fino a ieri non vi sarebbe passato per l&#8217;anticamera del cervello di considerare&#8230;<br />
Insomma, se anche voi avrete voglia di farvi &#8216;na gravidanza, sappiate che si imparano strada faccendo mille cose insospettate, fra cui l&#8217;utilità delle pasticche di maalox e l&#8217;indice di inciviltà dei vostri concittadini (in 7 mese l&#8217;unica volta in cui qualcuno ha pensato di lasciarmi il posto era a Parigi, e ho detto tutto, non che voglia stare qui a fare la pensionata inacidità però in effetti, uno non pensa ma a fare da kanguru si diventa seriamente meno autonome e agile rispetto a prima, sicché, lasciando anche da parte me stessa, mi rendo finalmente conto quanto sia giusto che venga data la precedenza alle donne incinte), in compenso, è anche un&#8217;ottima occasione per rivedere al rialzo la vostra stima personale per il lavoro di medici e infermiere in generale (poi certo, ci sono delle eccezioni, però in qualunque ambiente sia, è sempre bello trovarsi di fronte a persone che fanno il proprio mestiere con passione :-). Vabbe, questo per il veloce stato delle cose a oggi &#8211; poi tanto, domani, chissà&#8230; :-))
</div>
<p><span id="more-7577"></span></p>
<div>
Intanto, alle volte qui a casa si mangia anche (mavva?? :-) e una delle ricette più belle che abbia sperimentate ultimamente è questa qui. E chiaramente una ricette appartenenete alla categoria della cose-veloci-e-anche-un-po&#8217;-sceme, insomma, non ci vuole nulla ma proprio nulla a  farla eppure si è avverata essere abbastanza la-morte-sua del cavolfiore che regolarmente acquisto al mercato bio :-) Oddio, forse però io non faccio un granché testo, visto che il cavolfiore è un ortaggio che mi piace proprio molto, forse perché è una di quelle cose che bastano a loro stessi, e che insieme sono proprio molto molto versatili, insomma, il cavolfiore lo puoi addentare crudo e scrocchiariello, intingendolo in qualche salsina, camuffarlo in delizioso <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/10/finto-taboule-italianizzato">couscous</a>, frullarlo in modo da ottenere una <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/10/la-settimana-del-cavolo-1">zuppa</a> densa e cremosa senza doverci aggiungere chissà quanti grassi, farlo gratinare con del formaggio, condirci la pasta o incorporarlo al risotto, buttare distrattamente qualche cimetta nel vostro curry di verdure o trasformare gli avanzi in <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/10/la-settimana-del-cavolo-3">polpette</a>, servirlo con la besciamella come fa mia madre o impanarlo e friggerlo come fa mia suocera (ed è una delle cose che mangerei fino a svenimento, per fortuna queste frittelle appaiono quasi solo per le feste :-), insomma, è quasi inverosimile quante (buonisssssime) cose si possono preparare con uno &#8217;stupido&#8217; cavolfiore, e questa ricetta qui era appunto talmente semplice che non ci avrei neanche pensato prima&#8230;</p>
<p><strong>la ricetta easy:</strong> prendere un cavolfiore intero (se è un po&#8217; grande lo taglio a metà), togliere le foglie tutte, ritagliare la base, e lavarlo in modo che sia ben pulito. Sistemare la testa di cavolfiore su una teglia da forno rivestita di carta forno (se l&#8217;avete tagliato a metà, con la parte tagliata in giù), e condire cospargendo con mezzo cucchiaino scarso di sale fino e un cucchiaio di olio d&#8217;oliva. Infornare a 220°C per 1h/1h15 finché l&#8217;intero cavolfiore non sia arrostito. Nel mentre, nel mortaio, pestare un cucchiaio di capperi dissalati, un pugnetto di prezzemolo, la buccia grattuggiata di un limone, il succo di mezzo limone, poco sale grosso e mezzo spicchio d&#8217;aglio con 4-5 cucchiai di olio d&#8217;oliva (aggiunti alla fine). Infine, dividere le cimettine del cavolfiore, e servirle con il pesto sul lato. Ottimo com insalata tiepida per i pranzi del weekend, come piatto pret-à-manger da portarsi in giro, ma anche come semplice contorno&#8230;
</div>
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		<title>Pumpkin bread (beh, più o meno)</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 08:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[anglo-sassone]]></category>
		<category><![CDATA[brunch & picnic]]></category>
		<category><![CDATA[cake]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>
		<category><![CDATA[tea time]]></category>

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Ho appena dato un&#8217;occhiata alle ultime ricette pubblicate e alla mia grande sorpresa&#8230; sono tutte dolci (persino le polpette di carne erano dolci, pensate un po&#8217; :-), bo? Dopotutto, magari che l&#8217;espressione dolce attesa tutto sommato era da prendere nel senso letterale ?! (almeno stavolta non la faccio rosa, c&#8217;est déjà ça&#8230; :-) Comunque sia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/10/cake-zucca-pecan_ssl.jpg" alt="cake-zucca-pecan_ssl" title="cake-zucca-pecan_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7035" /></p>
<div class="testo">
<p>Ho appena dato un&#8217;occhiata alle ultime ricette pubblicate e alla mia grande sorpresa&#8230; sono tutte dolci (persino le polpette di carne erano dolci, pensate un po&#8217; :-), bo? Dopotutto, magari che l&#8217;espressione <em>dolce</em> attesa tutto sommato era da prendere nel senso letterale ?! (almeno stavolta non la faccio rosa, <em>c&#8217;est déjà ça&#8230;</em> :-) Comunque sia, e giuro che dopo Perugia (dove sarò stasera) e Torino (sabato sera, alle 18 sullo stand garofalo :-) vedrò di pareggiare almeno un pochino col salato&#8230; :-) Intanto però.. è tornato alla stragrande il tempo delle zucche le quali &#8211; ormai lo saprete &#8211; mi sono particolarmente simpatiche, non tanto sotto forma di orride maschere scavate appositamente allo scopo di spaventare i bambini ma in quanto roba che si mangia, insomma, c&#8217;è niente da fare, la zucca sta all&#8217;autunno come, ma non so, come le rondini alla primavera, come gli spaghetti di castagna sul mont blanc, come Lilly Gruber all&#8217;ora della cena: sono semplicemente due concetti indissociabili ed irrinunciabili :-)
</div>
<p><span id="more-7034"></span></p>
<div>
E anche quest&#8217;anno mi sono accorta che nonostante con la zucca ci abbia già cucinato <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/?s=zucca">un po&#8217; di tutto e di più</a>, rimangono ancora aperte una serie di possibilità, anzi, così tante possibilità che con le ricette pre-halloween sto apposta almeno ancora per un paio di anni&#8230; :-) Stavolta la mia attenzione è andata a cristallizzarsi su una ricetta di &#8216;pane con zucca e noci&#8217; trovata nel capitolo &#8216;America&#8217; di un vecchio ma fedele volume sul <a href="http://www.amazon.com/World-Guide-Bread-Christine-Ingram/dp/184215074X/ref=sr_1_2?ie=UTF8&#038;s=books&#038;qid=1287562303&#038;sr=1-2">pane</a> (col lievito di birra, hum :-) In realtà però, più che un pane, si tratta di una specie di cake (il lievit usato appunto è quello per dolci, a base bicarbonato) di quelli che poi si usano come pane, insomma, ne esce fuori una cosa dalla consistenza densa, che ricorda il cake, ma tutto sommato molto meno zuccheroso quindi abbinabile anche a formaggi e &#8211; c&#8217;è chi può &#8211; salumi. Personalmente ho trovato che fosse un&#8217;ottima merenda che basta a se stessa, poco dolce senza perdere in golosità e oltretutto piena di energia &#8216;buona&#8217;. Ho un po&#8217; remixato la ricetta di base, e ne è venuta fuori questa cosa qui&#8230; </p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Cake con zucca, noci pecan e sciroppo d&#8217;acero</h3>
<p><em><br />
per un cake grande o due cake medi</em></p>
<blockquote><p><strong>zucca fresca</strong> 400g<br />
<strong>farina di 7 cereali</strong> 200g<br />
<strong>farina 00</strong> 150g<br />
<strong>uova</strong> 3<br />
<strong>noci pecan</strong> 80g<br />
<strong>burro</strong> 50g<br />
<strong>zucchero di canna</strong> 40g<br />
<strong>sciroppo d&#8217;acero</strong> 40g<br />
<strong>lievito per dolci non zuccherato</strong> 2 cucchiaini abbondanti<br />
<strong>sale</strong> mezzo cucchiaino<br />
<strong>noce moscata</strong> una generosa grattugiata</p></blockquote>
<p>Far cuocere la zucca al vapore (togliendo prima i semi ma lasciando la buccia), finché sia morbida e recuoerare la polpa con un cucchiaio. Misurare 280g di zucca, aggiungere lo zucchero, lo sciroppo d&#8217;acero, la noce moscata, il burro fuso e le uova e frullare il tutto con un minipimer o un blender, in modo da ottenere una crema omogenea. In una ciotola capiente, versare la o le farine (sceglietele come vi pare, si può fare anche tutto farina 00, o metà farina integrale ecc), il lievito e il sale, mescolare e versare, in mezzo, il composto di zucca. Mescolare bene il tutto, aggiungere le noci pecan grossolanamente tritate, rimescolare e versare negli stampi da cake (foderati di carta se non sono di silicone). Far cuocere a 180°C per 45-55 minuti (dipende dalla dimensione) o finché il cake si dorato. Lasciar intiepidire su una griglia. </p>
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		<title>Insalata di patate</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 07:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[brunch & picnic]]></category>
		<category><![CDATA[cavoletto in japan]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[insalata]]></category>

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Si, ma nipponica, ovviamente :-) Di insalate di patate credo ce ne siano almeno quanto ci siano di paesi al mondo, e in fondo, l&#8217;insalata di patate come si fa in giappone potrebbe persino passare per qualcosa di occidentale :-) In ogni caso, da queste parti è un caposaldo molto amato, non c&#8217;è rivista di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/03/potato_salad_ssl.jpg" alt="potato_salad_ssl" title="potato_salad_ssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5714" /></p>
<div class="testo">
<p>Si, ma nipponica, ovviamente :-) Di insalate di patate credo ce ne siano almeno quanto ci siano di paesi al mondo, e in fondo, l&#8217;insalata di patate come si fa in giappone potrebbe persino passare per qualcosa di occidentale :-) In ogni caso, da queste parti è un caposaldo molto amato, non c&#8217;è rivista di cucina in cui non se ne trovi una variante, non c&#8217;è reparto di gastronomia dove non si trovi pronto in vaschette, e non c&#8217;è picnic o bento che possa fare a meno. Insomma, l&#8217;insalata di patate in giappone sembra abbia una valenza simbolica e affettiva molti simi a&#8230; quelle della nostra insalata di patate :-)
</p></div>
<p><span id="more-5713"></span></p>
<div>
<p>La ricetta sbarazzina: far bollire in acqua leggermente salata 4 piccole patate con la buccia, una carota e un uovo nel guscio. Nel mentre affettare sottilmente un cetriolo (se non avete cetrioli giapponesi &#8211; no che non li avete :-) &#8211; prendetene uno normale ma eliminate i semi e metà della buccia) e un cipollotto fresco. Salare le fettine, mescolare e lasciar riposare. Quando le patate saranno cotte, scolare tutto quanto e lasciar raffreddare. Nel mentre strizzare cetrioli e cipollotto che avranno cacciato un po&#8217; di acqua e versare in una ciotola. Aggiungere la carota affettata sottilmente, l&#8217;uovo sodo sgusciato e tritato, e infine le patate sbucciate e tagliate a cubettini. Aggiungere un cucchiaio di aceto di riso (o bianco di vino, o di mele, se non ne avete), e due-tre cucchiai di maionnese (i giapponesi ne mettono anche di più, direi che so&#8217; gusti, scegliete voi), e dare una vigorosa mescolata al tutto. Trasferire in frigorifero e servire fresco. </p>
</div>
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		<title>La settimana del cavolo /2</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/10/la-settimana-del-cavolo-2</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 09:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[brunch & picnic]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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[Fritelline con broccolo romanesco, gorgonzola e aceto balsamico]

Sembra anche a voi una untuosa torretta di pancakes all&#8217;americana condita con questo mondo e quell&#8217;altro? Bene. Anzi benissimo. Era proprio l&#8217;effetto che cercavo :-) Ecco, oggi, idea bruch (sempre col cavolo, ovvio, non si demorde questa settimana :-): non lo trovereste divertente portare al tavolone degli ospiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/10/brocoli_fritters_ssl.jpg" alt="" title="brocoli_fritters_ssl" width="420" height="630" class="alignnone size-full wp-image-4169" /><br />
[<strong>Fritelline con broccolo romanesco, gorgonzola e aceto balsamico</strong>]</p>
<div class="testo">
Sembra anche a voi una untuosa torretta di pancakes all&#8217;americana condita con questo mondo e quell&#8217;altro? Bene. Anzi benissimo. Era proprio l&#8217;effetto che cercavo :-) Ecco, oggi, idea bruch (sempre col cavolo, ovvio, non si demorde questa settimana :-): non lo trovereste divertente portare al tavolone degli ospiti un paio di torrette di queste, ammiccando così alla quintessenza della colazione americana quando in realtà, altro che dolci, queste fritelline qui sono saporite, anzi saporitissime? E, manco a farlo apposto, i sapori sono tutti, beh, si, italiani :-)
</div>
<p><span id="more-4168"></span></p>
<div>
<p>Insomma, s&#8217;era capito, sono particolarmente soddisfatta da questa mia americanata solo in apparenza, per il resto il broccolo appena scottato rimane leggermente croccante dentro all&#8217;impasto, l&#8217;abbinamento con il gorgonzola (che si scioglie voluttuosamente al calore delle fritelline) mi pare piuttosto classico e per finire e dare del peps all&#8217;insieme, l&#8217;acido quasi evaporato dell&#8217;aceto e il dolce del mosto cotto. Nonostante la prima impressione anche i trigliceridi (da domani smetto di parlarne :-) sono relativamente salvi: certo, c&#8217;è il gorgonzola, ma per fritella si tratta tutto sommato di un micropezzetto (e le torricelle sono da condividere, ovviamente :-)) </p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Fritelline con romanesco, gorgonzola e balsamico</h3>
<blockquote><p><strong>cimette di broccolo romanesco</strong> 2 tazze<br />
<strong>farina</strong> 120g<br />
<strong>latte</strong> 130g<br />
<strong>lievito per dolci non zuccherato</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>uovo</strong> 1<br />
<strong>peperoncino in polvere</strong> 1 punta<br />
<strong>sale</strong><br />
<strong>gorgonzola dolce</strong> 50g<br />
<strong>aceto balsamico</strong> 3 cucchiai<br />
vino cotto (mosto) 1 cucchiaio<br />
olio d&#8217;oliva 1 cucchiaio</p></blockquote>
<p>Dividere il brocolo romano a cimette piccolissime (1cm) e sbollentarle per 40 secondi in acqua bollente salata. Scolare e passare sotto l&#8217;acqua fredda. Sbattere la farina, il lievito e l&#8217;uovo con il latte, aggiungere le cimette asciugate, il peperoncino e un pizzico di sale. Ungere pochissimo una padella antiaderente (tipo con 1 goccio d&#8217;olio, 1) e far cuocere 2 cucchiai di impasto per volta. Far dorare la fritella su un lato, girarla, lasciar cuocere ancora 1 minuto poi metterla da parte e procedre allo stesso modo per il resto dell&#8217;impasto. In un pentolino mini, scaldare l&#8217;aceto con il mosto e l&#8217;olio, lasciar sobollire per qualche minuto e spegnere quando la consistenza è scirupposa. Sistemare le fritelline a torretta, framezzandole con pezzettini di gorgonzola. Sgocciolare lo sciroppo al balsamico su tutto e servire con un abbondante insalata verde croccante sul lato. </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
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