<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>il cavoletto di bruxelles &#187; colazione</title>
	<atom:link href="http://www.cavolettodibruxelles.it/categoria/trends-moments/colazione/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cavolettodibruxelles.it</link>
	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 15:56:27 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=abc</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Bananas! (and nuts, in a bread)</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2012/01/bananas-and-nuts-in-a-bread</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2012/01/bananas-and-nuts-in-a-bread#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[anglo-sassone]]></category>
		<category><![CDATA[brunch & picnic]]></category>
		<category><![CDATA[cake]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[banana bread]]></category>
		<category><![CDATA[banane]]></category>
		<category><![CDATA[noci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=8981</guid>
		<description><![CDATA[

Ci saranno pure da qualche parte le regole non scritte del bon ton del foodblogger, e fra questo ci sarà senz&#8217;altro scritto che &#8216;almeno una volta nella tua vita da blogger il banana bread farai&#8217;. Beh, anche se c&#8217;ero andata vicino, il banana bread non l&#8217;avevo mai fatto. Anzi veramente credo che avrò passato gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/banamabread1_ssl.jpg" alt="banamabread1_ssl" title="banamabread1_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8982" /></p>
<div class="testo">
Ci saranno pure da qualche parte le regole non scritte del bon ton del foodblogger, e fra questo ci sarà senz&#8217;altro scritto che &#8216;almeno una volta nella tua vita da blogger il banana bread farai&#8217;. Beh, anche se c&#8217;ero andata <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/01/vintage-banana-spice-cupcakes" target "blank">vicino</a>, il banana bread non l&#8217;avevo mai fatto. Anzi veramente credo che avrò passato gli ultimi due decenni a odiare ferocemente le banane e quel loro insidioso profumino tra il grasso e lo zuccheroso. Poi però la vita cambia, e da un giorno all&#8217;altro vi trovate con in casa un nanetto che niente ama quanto proprio loro, le banane, schiacciate ( e mescolate con yoghurt, briciole di biscotti o baby muesli e succo di mandarino). E di colpo finisce che tutto può mancare in casa vostra ma le banane (equisolidali, mmi raccommmando) no, e finisce persino che certe volte la banana ve la mangiate pure voi (della stessa serie c&#8217;è anche <em>e per pranzo? due cucchiai di pastina scondita mescolata a passatina di zucca e carota al volo&#8230;</em>). Insomma, a dirla tutta, le banane qui non avanzano mai &#8211; il banana bread invece nasce per riciclare le banane annerite &#8211; ma siccome ormai mi stanno quasi simpatiche, beh, non poteva non scappare anche il banana bread no? </p>
<p>Lato musicale, devo ammettere che ero tentatissima di rifilarvi un po&#8217; di buon vecchio <a href="http://grooveshark.com/#!/s/Love+In+The+First+Degree/2ghb8g?src=5" target="blank">♫ Bananarama ♪</a> oggi (più dell&#8217;età anagrafica, sono queste le cose inquietanti&#8230;), ma in fin dei conti credo che la terremo più sobria con questo cantante qui che, nonostante faccia un po&#8217; sempre le stesse canzoni, non ha mai veramente smesso di piacermi da quando me lo hanno appiccicato un paio di anni fa e che è perfetto per qualsiasi mattinata <em>lazy</em> (figuriamoci quella del lunedì! :-): <a href="http://grooveshark.com/#!/s/Banana+Pancakes/2NQ7ei?src=5" target="blank">♫ Jack Johnson &#8211; Banana pancakes ♪</a>
</div>
<p><span id="more-8981"></span></p>
<div>
Dimenticavo di dirvi il risultato dell&#8217;esperienza (dopo aver appositamente comprato delle banane da lasciar annerire piano piano sul banco della cucina anzi, mi hanno pure guardato con sospetto quando ho annunciato che &#8216;queste banane qui non si toccano, si devono annerire!&#8217;&#8230;??!): risultato moisty, morbido, bananoso ma non in quel modo totalitario che non ci piace, ottimo anche il dettaglio delle noci tostate al forno, che ci arriva, come tutta quanta la ricetta, leggermente rivisitata, dal sito <a href="http://www.joyofbaking.com/breakfast/BananaBread.html" target="blank">joy of baking</a>. Insomma, mi pare un dignitoso compagno di colazione questo bread che poi è praticamente un cake, e anche un po&#8217; un cuginetto del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/02/heidis-zucchini-bread" target="blank">zucchini bread</a> di tempo fa&#8230;
</div>
<p></br></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/bananabread2_ssl.jpg" alt="bananabread2_ssl" title="bananabread2_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8983" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Banana &#038; nut bread</h3>
<blockquote><p><strong>polpa di banane molto mature</strong> 450g<br />
<strong>farina 00</strong> 130g<br />
<strong>farina integrale</strong> 100g<br />
<strong>zucchero di canna</strong> 120g<br />
<strong>uova</strong> 2<br />
<strong>burro</strong> 100g<br />
<strong>noci</strong> 100g<br />
<strong>cannella macinata</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>estratto di vaniglia</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>lievito per dolci</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>bicarbonato</strong> una punta<br />
<strong>sale</strong> una presa</p></blockquote>
<p>Far tostare le noci in forno a 180°C per circa 8 minuti. Con una forchetta, schiacciare la polpa delle banane. In una ciotola grande, mescolare le farine, lo zucchero, la cannella, il lievito, il bicarbonato, il sale e le noci spezzettate. In un&#8217;altra ciotola, mescolare le banane schiacciate con il burro fuso, l&#8217;estratto di vaniglia e le uova. Versare l&#8217;impasto umido sull&#8217;impasto secco, mescolare velocemente e poi versare il tutto in una teglia da plumcake riempiendola ai 3/4 (ho scelto una teglia media e con l&#8217;avanzo di impasto ho fatto 4 muffin). Infornare a 180°C per circa 50 minuti (30 se fate dei muffin), verificare la cottura con la lama di un coltello prima di sfornare.</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2012/01/bananas-and-nuts-in-a-bread/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>77</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mango curd, via Marilena</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/mango-curd-via-marilena</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/mango-curd-via-marilena#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 10:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[al cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[marmellata]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[tea time]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=7862</guid>
		<description><![CDATA[

Non per rilanciare vecchie polemiche (a questo proposito però: Grazie! a chi ha condiviso le sue ricette di torta con le mele, anzi, continuate pure a scrivermele, se volete! :-) però della serie &#8216;il bello della cucina sta nel condividere&#8217;, qualche tempo fa, sul post del kiwi curd dove fra l&#8217;altro ribadivo il mio amore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/03/mango-curd-copy_ssl.jpg" alt="mango-curd-copy_ssl" title="mango-curd-copy_ssl" width="500" height="792" class="alignleft size-full wp-image-7863" /></p>
<div class="testo">
Non per rilanciare <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/una-mela-al-giorno">vecchie polemiche</a> (a questo proposito però: Grazie! a chi ha condiviso le sue ricette di torta con le mele, anzi, continuate pure a scrivermele, se volete! :-) però della serie &#8216;il bello della cucina sta nel condividere&#8217;, qualche tempo fa, sul post del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/kiwi-curd">kiwi curd </a>dove fra l&#8217;altro ribadivo il mio amore sconfinato per le cremine acidule e un po&#8217; ricche in genere, Marilena aveva accennato al mango curd di una sua amica indiana, entrambi, il curd e l&#8217;amica, se ho ben capito, souvenir di Londra. Bene, da mango-fanatica (si lo so che non sono molto km0 i mango però mi piacciono tanto&#8230;.. :-) ho supplicato la ricetta e la ricetta è arrivata, e nonostante i tempi questi siano, a livello di cucina, decisamente minimal, causa due mango che dalla fruttiera mi guardavano minacciosi (anche per ringraziarli di non essere passati direttamente allo stato di mummie come invece spesso accade con i mango da queste parti), mi sono decisa a provarla&#8230; Et grand bien m&#8217;en a pris! :-)
</div>
<p><span id="more-7862"></span></p>
<div>
<p>A livello di note e appunti, rien à signaler, la ricetta è perfetta cosi com&#8217;è, l&#8217;unica cosa è che ho sostituito il lime con il limone (due cucchiai di succo e mezza buccia) non tanto per una questione di credo personale ma semplicemente perché alle 22 di sera e senza lime in casa, beh, o usi il limone o lasci perdere&#8230; :-) Interessante poi l&#8217;uso dei solo tuorli e la consistenza finale nonostante l&#8217;assenza di amido (che in effetti siccome non c&#8217;è poi non s&#8217;avverte nel sapore finale &#8211; lol &#8211; ed è meglio :-), l&#8217;unica cosetta è che di mango ne ho messo un po&#8217; di più, circa un mango e mezzo (e se il risultato sapesse ancora più di mango non mi sarebbe affatto dispiaciuto, ma immagino che il vero problema sia la qualità del mango stesso, qui a roma figuriamoci&#8230; :-). Comunque, ottima ricetta per i mango-lovers, anzi, al prossimo giro magari farò un mix fra mango, lime e frutto della pazzione, tanto per vedere&#8230; :-)) Intanto, copio &#038; incollo la ricetta, e ringrazio di cuore Marilena per l&#8217;ottimissimo spunto! :-) </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/03/testo_mango_curd_ssl.jpg" alt="testo_mango_curd_ssl" title="testo_mango_curd_ssl" width="486" height="774" class="alignleft size-full wp-image-7864" /></p>
<p><strong>ps.</strong> <em>Notizie dal deserto dei tartari:</em> io e il mio palloncino da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palla_(sport)">palacanestra</a> (per dimensioni eh, lato peso il mio pesa mooooolto di più :-) stiamo benone, grazie, anzi, mai stata meglio, anche se da domani farò parte del &#8211; mica tanto selecttissimo &#8211; club di quelle che entrano nel decimo mese&#8230; (e come giustamente ha detto ieri un&#8217;ostetrica a un ginecologo indicando la sottoscritta: <em>macché c&#8217;ha la faccia di una che sta per partorire questa?? magguardala!</em> &#8211; boh? evhvabbe&#8217;&#8230; :-)
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/mango-curd-via-marilena/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>430</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Kiwi curd</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/kiwi-curd</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/kiwi-curd#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 11:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[al cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=7775</guid>
		<description><![CDATA[

E dopotutto oggi c&#8217;è un&#8217;altra ricetta&#8230; (meno maaaaaale, vaaaaa, diommiooooo&#8230;.. ?!!!). Hum, scusate, dunque, dicevamo?? Ah ecco, beh in sostanza, volevo dire questo: che con  la gravidanza ho riscoperto il piacere della colazione, che fin lì devo dire che l&#8217;ho sempre fatta in modo un po&#8217; disordinato, più nei weekend che in settimana per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/03/kiwi_curd_ssl.jpg" alt="kiwi_curd_ssl" title="kiwi_curd_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7776" /></p>
<div class="testo">
<p>E dopotutto oggi c&#8217;è un&#8217;altra ricetta&#8230; (<em>meno maaaaaale, vaaaaa, diommiooooo&#8230;.. ?!!!</em>). Hum, scusate, dunque, dicevamo?? Ah ecco, beh in sostanza, volevo dire questo: che con  la gravidanza ho riscoperto il piacere della colazione, che fin lì devo dire che l&#8217;ho sempre fatta in modo un po&#8217; disordinato, più nei weekend che in settimana per esempio, mentre dal lunedi al venerdi la mia colazione tendeva facilmente a ridursi a un tè o un caffelatte consumati distrattamente davanti al computer. Robe che persino la vicina di pianerottolo vi potrebbe dire che non-va-per-niente-bene (ma, che volete,<em> il faut bien que jeunesse se fasse </em>:-). Poi tanto appunto arriva un momento in cui ve lo dite pure voi che non-va-bene-per-niente, e in questi ultimi tanti mesi caso vuole che mi sono scrupolosamente allenata a iniziare la giornata sedendomi in cucina a fare colazione (e già il solo fatto di non passare subito davanti al computer vi cambia la vita &#8211; i giornali letti sull&#8217;ipad non valgono vero? :-).
</div>
<p><span id="more-7775"></span></p>
<div>
Poi, visto le circostanze, ci sono stati i periodi di colazioni supervitaminiche, poi i periodi di colazioni anti bruciore di stomaco e i periodi di colazioni 100% ferro (&#8217;na noia&#8230; :-), poi per fortuna, tutto passa, e rimane la colazione come un piacere lento e quotidiano :-) Del resto, sembra che diventando regolare la (mia) colazione diventa anche un attimino meno ricca (v. la mareeeeea di <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/categoria/tipologia/lieviti">brioches</a> piccole e grandi sfornate nei weekend degli ultimi anni, che vanno sempre bene di domenica ma in effetti non è che me li mangerei ogni mattina :-) e più mirata al nutrimento e infine, ho riscoperto in sostanza la colazione della mia (e credo un po&#8217; di quella di chiunque) infanzia, ovvero pane (o fette biscottate faidate, o krisprolls&#8230;) e marmellata. Che vi devo ddi, è un po&#8217; come scoprire l&#8217;acqua tiepida, la strada è stata lunga e il punto di arrivo era tanto semplice, anzi, non semplice, di più. In tutto ciò ovviamente la chiccheria da piccolo gourmet impenitente se ne sta nel cambiare condimenti, saltellando con disinvoltura dalla gelée de pissenlits bio al miele integrale della campagna romana, passando per la marmellata di petali di rosa, quella di uva spina, o quella marmellata spaziale-da-sturbo-totale di Christine Ferber a base di arance e <em>épices à pain d&#8217;épices</em>&#8230;  :-) E così, visto che fra l&#8217;altro quest&#8217;anno, sempre grazie al mercato, ho riscoperto il kiwi (non so perché ma non l&#8217;ho mai considerato più di tanto, il kiwi, poretto) che invece è perfettamente in linea con la mia predilezione per le frutta un pochino acida, era un po&#8217; che mi chiedevo se in fondo il kiwi non potrebbe andar bene, dopotutto &#8211; della serie &#8216;allarghiamoci gli orizzonti&#8217; &#8211; in un <em>curd</em> (che dev&#8217;essere <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2006/10/cremina-inglese-per-dita-golose">appunto</a> <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/04/passion-fruit-curd">acido</a> senno non è un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fruit_curd">curd</a>, a mio umile avviso :-). Detto fatto e provato, il kiwi nel curd ci-sta-come-no, e intanto ho trovato una cosetta nuova con la quale spalmare le mie fettine di pane mattuttino (e fra parentesi, si, certo, il curd non è esattamente dietetico, ma mica ci deve andare mezzo barattolo u una fetta di pane, no? :-), oltre poi ad avere in frigo, volendo, un qualche cosa che potrebbe rivelarsi molto utile per eventuali future crostatine o dolcetti improvvisati, insomma, vi presento un mio nuovo amichetto&#8230; :-)
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Kiwi curd</h3>
<blockquote><p><strong>kiwi maturi</strong> 2<br />
<strong>limone bio</strong> 1<br />
<strong>uova</strong> 2<br />
<strong>burro</strong> 50g<br />
<strong>zucchero</strong> 50g<br />
<strong>amido di mais</strong> 1 cucchiaino scarso</p></blockquote>
<p>Sbucciare i kiwi e frullarne la polpa con il minipimer. Aggiungere il succo e la buccia grattuggiata del limone poi versare il tutto in una ciotola resistente al calore (meglio sceglierla di vetro o di ceramica, anche l&#8217;acciaio non mi pare mi abbia mai dato problemi, le ciotole di aluminio invece sembra potessero cedere, al contatto con gli alimenti acidi, uno sgradevole sapore metallico&#8230;), collocarla sopra un pentolino con un fondo di acqua in leggera ebollizione. Aggiungere le uova, lo zucchero il burro e l&#8217;amido e mescolare il tutto, lentamente, con la frusta,  per qualcosa come 8 minuti, o finché la crema non si addensi. Versare il curd in un barattolo pulito, chiudere, lasciar raffreddare e infine conservare al fresco (fino a una settimana ma tanto solitamente i curd, miracolosamente, finiscono molto prima :-) Per un barattolo. </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/kiwi-curd/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>107</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le Kouglof de Felder</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/le-kouglof-de-felder</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/le-kouglof-de-felder#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 10:09:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=7430</guid>
		<description><![CDATA[

L&#8217;avevo ritrovato con piacere a Parigi, e ovviamente al rientro non poteva non scattare il solito mmo&#8217; provo a farmelo damme&#8217;! Devo dire che la parola Kouglof, quando la leggo o la proncuncia, mi fa sempre sottilmente sorridere, non lo so nemmeno io perché, probabilmente perché Kouglof ha qualche sonorità infantile, ricorda le lingue inventate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/kouglof1_ssl.jpg" alt="kouglof1_ssl" title="kouglof1_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7431" /></p>
<div class="testo">
L&#8217;avevo ritrovato con piacere a Parigi, e ovviamente al rientro non poteva non scattare il solito<em> mmo&#8217; provo a farmelo damme&#8217;! </em>Devo dire che la parola <em>Kouglof</em>, quando la leggo o la proncuncia, mi fa sempre sottilmente sorridere, non lo so nemmeno io perché, probabilmente perché Kouglof ha qualche sonorità infantile, ricorda le lingue inventate, il burlesco (quello della letteratura francese del XVIIesimo, à la Rabelais, mica sto parlando di signorine seminude accomodate in gigantesche coppe da Martini :-), insomma, Kouglof mi fa pensare, anche, per via di non so quali strambi meandri della mente, a Papi Mougeot, allo Schmilblick, al circo e ai clowns in generale, a tutte quelle cose un po&#8217; naif e insieme sfacciate e che fanno semplicemente e spontaneamente sorridere&#8230;
</div>
<p><span id="more-7430"></span></p>
<div>
Ma mo&#8217; questo cosa c&#8217;entrava? Beh, in sostanza nulla, il Kouglof (o kugelhof, e via dicendo, le varianti sono parecchie) è una specialità alsaziana, ma anche tedesca, austriaca e ceca, ed è, in sostanza&#8230; un panettone. Okay, quasi. Diciamo che il Kouglof si iscrive in quella tradizione dei pani che all&#8217;occasione del Natale venivano letteralmente arricchiti con aggiunte di burro, uova e frutta secca (qui: uvetta macerata con rum e fettine di mandorla). Proprio come il panettone quindi, anche se poi nella realtà il kouglof è più simile a una brioche che a un panettone :-) In ogni caso, avevo in giro per casa uno stampo ad hoc che aspettava da tanto tempo che arivassero i suoi 15 minuti di fama e avevo pure da inaugurare (nel senso &#8217;sporcare di farina, tracce di burro e ditate svariate&#8217;) il volume <a href="http://www.amazon.fr/Pâtisserie-Lultime-référence-Christophe-Felder/dp/2732442119">Patisserie</a> di <a href="http://www.christophe-felder.com/index.php">Felder</a> (di cui avevo parlato <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/books-for-cooks-winter-2010-2">poco fa</a>), ne ho approfittato per fare il suo, di Kouglof e la sua ricetta &#8211; come poteva essere diversamente ? &#8211; viene benissimo :)
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/kouglof2_ssl.jpg" alt="kouglof2_ssl" title="kouglof2_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7432" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Kouglof (ricetta di Christophe Felder)</h3>
<blockquote><p><strong>farina</strong> 275g<br />
<strong>latte</strong> 125g<br />
<strong>burro morbido</strong> 65g<br />
<strong>uovo</strong> 1<br />
<strong>uvetta</strong> 50g<br />
<strong>zucchero</strong> 40g<br />
<strong>rum scuro</strong> 1 cucchiaio<br />
<strong>lievito di birra fresco</strong> 10g<br />
<strong>sale</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>mandorle a fettine</strong> 30g + <strong>burro fuso</strong> 20g<br />
<strong>zucchero a velo</strong>
</p></blockquote>
<p>Nelle ciotola dell&#8217;impastatrice (anche no ma è più comodo :-), far sciogliere il lievito con 35g di acqua a temperatura ambiente. Aggiungere 50g di farina (prelevati sulla quantità totale indicata), e mescolare con un cucchiaio in modo da ottenere una pallina di impasto. Versare il resto della farina (225g) sopra questa polpetta di farina e lievito, e lasciar riposare il tutto, coperto, per 30 minuti (siccome è inverno le lievitazioni le ho fatte tutto in forno a 40°C). Nel mentre, versare il rum sull&#8217;uvetta, spenellare lo stampo (se trovate quello tipico a forma di turbante dei re magi è meglio :-) con il burro fuso e spolverarlo con le fettine di mandorle. Riprendere la ciotola, aggiungere l&#8217;uovo, il latte, lo zucchero, il sale e il burro e impastare il tutto per una decina di minuti (io qui ho aggiunto qualcosa come 3 cucchiai di farina) fino a ottenere un&#8217;impasto morbido ed elastico ma non più collosissimo. Incorporare per ultimo l&#8217;uvetta scolata dal rum. Coprire la ciotola e lasciar lievitare per 1h30 o finché l&#8217;impasto sarà raddoppiato di volume. Reimpastare velocemente a meno, poi formare una palla e sistemarla nello stampo da kouglof (il mio fa sui 22cm diametro), premere un pochino, coprire e lasciar lievitare per 2 ore (per me, a 40°C, 2 ore era un po&#8217; troppo, insomma, controllate a vista, prima della lievitazione l&#8217;impasto dovrebbe rimpire 1 3/4 dello stampo, dopo lievitazione deve formare una bella cupola fuori dallo stampo). Infine, infornare a 170°C con ventilazione per circa 25 minuti (dipende un po&#8217; dalle dimensioni del kouglof, fare comuqnue la prova dello stecchino prima di sfornarlo&#8230;). Sformare, lasciar intiepidire e spolverare con dello zucchero a velo. Consumare lo stesso giorno o conservare in una busta di plastica per alimenti ben chiusa.</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/kouglof3_ssl.jpg" alt="kouglof3_ssl" title="kouglof3_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7433" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/le-kouglof-de-felder/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>70</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La fougasse d&#8217;Aigues-Mortes</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/09/la-fougasse-daigues-mortes</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/09/la-fougasse-daigues-mortes#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 09:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=6673</guid>
		<description><![CDATA[

Une fois n&#8217;est pas coutume, oggi ricetta di una roba che in vita mia non ho mai assaggiata né vista dal vivo, originaria di un posto in cui non sono manco mai stata, insomma, si, io son quella che pensa che si può pensare di cucinare (decentemente) solo ciò che si ha conosciuto e assaggiate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/09/fougasse_aigues_ssl.jpg" alt="fougasse_aigues_ssl" title="fougasse_aigues_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-6674" /></p>
<div class="testo">
<em>Une fois n&#8217;est pas coutume</em>, oggi ricetta di una roba che in vita mia non ho mai assaggiata né vista dal vivo, originaria di un posto in cui non sono manco mai stata, insomma, si, io son quella che pensa che si può pensare di cucinare (decentemente) solo ciò che si ha conosciuto e assaggiate in loco, beh, com&#8217;è che dicevano? <em>do as I say and don&#8217;t do as I do</em>, ecco :-) Comunque sia, recentemente, per ragoni che credo di aver già esposte, ho come una recrudescenza d&#8217;interesse per tutto ciò che è brioscioso in genere, e questa ricetta qui neanche stava sulla mia to-do-list, no, ci sono semplicemente inciampata, in rete, un paio di giorni fa, cercando una tutt&#8217;altra cosa. E leggere le descrizioni di questa semplice focaccia (rinvio alle lezioncina simil-etimologica già abbozzata sotto la voce <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/01/fougasse">fougasse</a>) dolce, completa di crosticicna croccante di zucchero e profumino di fiori d&#8217;arancio (la quale acqua che mi berrei anche direttamente dalla fialetta se non fosse una roba cosi dannatamente chimica&#8230;), beh, mi ha irremediabilmente intrigato&#8230;
</div>
<p><span id="more-6673"></span></p>
<div>
La focaccia in questione dunque è originaria di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aigues-Mortes">Aigues-Mortes</a>, la quale ha tutto l&#8217;aria di essere, nonostante il nome un filo funesto, una deliziosa cittadina medievale nella Camargue (e che prima o poi andrò a visitare, cascasse n&#8217;a panocchia :-) e a quanto pare la mia è venuta un pochino beh, altina, uhps&#8230; Questo perché l&#8217;ho messa dentro a uno stampo per cui se la provate direi di schiaffare l&#8217;impasto, come per una focaccia <em>nostrana</em>, direttamente sulla teglia&#8230; Il risultato invece, beh, oltre a essere semplice e perfetto per colazioni e merende, ha deliziato una goduriosissima colazione stamattina&#8230; Non mi resta in sostanza che conoscere l&#8217;originale (e chissà se qualcuno di voi ha avuto il piacere?? :-) Buon lunedi! :-)
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Focaccia dolce profumata di fiori d&#8217;arancio</h3>
<blockquote><p><strong>farina</strong> 500g<br />
<strong>latte</strong> 30cl<br />
<strong>burro</strong> 50g + 20g<br />
<strong>zucchero</strong> 120g<br />
<strong>lievito di birra fresco</strong> 15g<br />
<strong>sale</strong> 8g<br />
<strong>acqua di fiori d&#8217;arancio</strong> qb </p></blockquote>
<p>Diluire il lievito in metà del latte. Versare la farina sulla spianatoia o nella ciotola della planetaria, aggiungere 40g di zucchero, il sale, il burro morbido (50g) e versare infine il latte con il lievito. Iniziare a impastare e versare man mano il resto del latte (io non l&#8217;ho versate tutto, mi sono avanzato 2 0 3 cl quando il mio impasto è arrivato alla giusta consistenza). Impastare per circa 10 minuti fino a ottenere un impasto liscio, elastico e non troppo duro. Coprire con della pelicola e lasciar lievitare per 1h circa. Riprendere l&#8217;impasto, stenderlo delicatamente su una teglia da forno (a 1-2cm di spessore diciamo, il mio di partenza era 3-4cm), Lasciar riposare per 20 minuti, cospargere con il resto del butto a fiocchetti e infornare a 180°C. Cuocere per una ventina di minuti (dipende dallo spessore) o finché la focaccia non sia dorata. Nel mentre, mescolare lo zucchero avanzato con un paio di cucchiai di acqua di fiori d&#8217;arancio. Quando sarà cotta, sfornare la focaccia, e spalmarla con lo zucchero ai fiori d&#8217;arancio in modo da ricoprirla tutta. Lasciar intiepidire prima di consumare (raffreddando lo zucchero in superficie si muta in crosticcina :-)</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/09/la-fougasse-daigues-mortes/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>84</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Popovers with strawberry and orange butter</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/05/popovers-with-strawberry-and-orange-butter</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/05/popovers-with-strawberry-and-orange-butter#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 07:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[anglo-sassone]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=6134</guid>
		<description><![CDATA[

Hmm, allora, da dove iniziare? Un po&#8217; di notizie dal fronte?? Beh, ecco, non sono morta (manca poco), invece oggi inizio la terza settimana di lavoro al prossimo libro, ovvero, negli ultimi quindici giorni ho praticamente chiuso due capitoli e cucinato, testato, ritestato, fotografato 34 ricette. Il che di per sé non è nemmeno enorme, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/05/pop2sssl.jpg" alt="pop2sssl" title="pop2sssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-6137" /></p>
<div class="testo">
Hmm, allora, da dove iniziare? Un po&#8217; di notizie dal fronte?? Beh, ecco, non sono morta (manca poco), invece oggi inizio la terza settimana di lavoro al prossimo libro, ovvero, negli ultimi quindici giorni ho praticamente chiuso due capitoli e cucinato, testato, ritestato, fotografato 34 ricette. Il che di per sé non è nemmeno enorme, ma quando ti ostini stupidamente a fare il onemanshow (dalla spesa alla cucina passando per lo styling, le luci, la scrittura e ovviamente il lavaggio dei piatti), beh, un po&#8217; lo è. Al punto che mi sto chiedendo se non sarebbe ora di iniziare una cura vitaminica di quelle violenti perché pensare che siamo &#8217;solo all&#8217;inizio&#8217;, beh, non è che sia proprio il massimo del conforto morale :) Per farvela breve, al momento non ho ne tempo ne sopratutto energia per cucinare molto più di quanto programmato (non siamo ancora alla dieta &#8216;pizza al taglio&#8217; ma manca poco anche per quello :) per cui direi che questo blog andrà un po&#8217; cosi, al rallentato, per i prossimi tempi, anche perché la sera mi addormento davanti ai vecchi episodi di ncis (ci eravamo già bruciati tutto l&#8217;archivio di dr house in Giappone :) come una pera cotta e così, il blog se ne rimane un po lì, cioè qui&#8230; (ma sono ottimista, con l&#8217;avanzare dei capitoli dovrei andare più veloce e poi verso fine maggio c&#8217;è anche un break programmato, non vedo l&#8217;oraaaaa :)). In compenso sto guadagnando un sacco di cavolopunti presso amici e commercianti del quartiere a furia di distribuire i risultati dei miei cucinamenti (sotto il motto &#8216;levatemi sta roba dalla cucina che non la posso più vedere&#8217; :), insomma, uno si prende le soddisfazioni che può :) Fin qui il paragrafo di autocommiserazione (&#8217;che s&#8217;ha da fa&#8217; per campa&#8217;, e anche &#8216;hai voluto la bicicletta ecc&#8217;), mi sento già meglio ora che mi sono potuta sfogare :)
</div>
<p><span id="more-6134"></span></p>
<div>
Veniamone piuttosto alla ricetta di oggi: Cos&#8217;è sta roba?? Beh, ecco, vi dirò che non ho mai visto un popover autentico nel suo habitat naturale, l&#8217;avevo solo sentito nominare un paio di volte, cosi come anche il suo cuginetto il &#8216;yorkshire pudding&#8217;, indissociabile dell&#8217;english roast, e di per sé ovviamente mi stava simpatico già solo per il  nome, e poi mi incuriosiva sta cosa della pastella che gonfia gonfia gonfia e collassa per formare una specie di panino bignettoso da accompagnare a cose dolci o salate&#8230; Insomma, l&#8217;altro giorno dietro segnalazione amica sono finata sul blog di <a href="http://sweetpaul.typepad.com/my_weblog/2010/04/re-2.html">Sweet Paul</a> (me lo presentavano come bravo foodstylist, vi dirò, preferisco <a href="http://www.adamcpearson.com/">Adam Pearson</a> e anche di gran lungo :), dove però era stato postata di recente questa ricetta del <em>popover</em> con il burro di fragole, tipica, pare, di un caffè americano che si chiama, appunto, <a href="http://www.popovercafe.com/">popover</a>. Poi però, girando nella rete, non ti scopro che di popover ce n&#8217;è pure da <a href="http://www.davidlebovitz.com/archives/2010/01/sugar-crusted_popover_recipe.html">David Leibovitz</a> e persino, ultimo post, su <a href="http://www.deliciousdays.com/archives/2010/05/04/popovers-doris-day/">Delicious Days</a>? Insomma, tutti pazzi per il popover, ultimamente, sembra&#8230; :)) In ogni caso, io li ho fatti per la colazione della domenica (l&#8217;unico momento in cui non avevo altro da cucinare, eheh :) e devo dire che sono davvero divertenti e scemi da fare, e poi sopratutto che non sono affatto malvaggi, insomma, mi sembra un&#8217;ottima cosetta da colazione del weekend (anche perché ho come l&#8217;impressione che questi vanno consumati caldi all&#8217;uscita dal forno :)
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/05/pop3ssl.jpg" alt="pop3ssl" title="pop3ssl" width="500" height="372" class="alignnone size-full wp-image-6136" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Popovers con burro alle fragole e arancia</h3>
<p><em>per una teglia da 6 muffin</em></p>
<p><strong>latte fresco</strong> 240ml<br />
<strong>farina</strong> 120g<br />
<strong>uova</strong> 2<br />
<strong>sale</strong> una presa</p>
<p><em>per il burro alle fragole</em></p>
<p><strong>burro</strong> 200g<br />
<strong>zucchero a velo</strong> 40g<br />
<strong>fragole</strong> una decina<br />
la buccia grattugiata di un&#8217;<strong>arancia</strong><br />
una punta di <strong>sale</strong></p>
<p>Per il burro: frullare brevemente il burro morbido insieme allo zucchero, il sale, la buccia e le fragole lavate e tagliate a pezzettini. Riporre il tutto al fresco e lasciare rapprendere un po&#8217; prima dell&#8217;uso.<br />
Per i popovers: Sbattere leggermente le uova alla frusta, aggiungere il latte e mescolare bene, e aggiungere ifìnfine la farina e il sale e sbattere fino a ottenere un omposto liscio(il tutto ci metterete un minuto, non ci vuole niente :). Lasciar riposare il composto (che assomiglia a una pastella da crepes) per un&#8217;oretta a temperatura ambiente, poi versarlo in una teglia da muffin leggermente imburrata, riempiendo completamente ogni buchetto da muffin (con questa quantit di pastella sono riuscita a riempirne esattamente 6). Infornare a 220° C per 40 minuti, abbassando il forno a 180°C negli ultimi dieci minuti di cottura. Sfornare, lasciar riposare qualche minuto e sformare i popover. Servire caldi con il burro di fragole (o con della marmellata o quel che volete).</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/05/pop10sssl.jpg" alt="pop10sssl" title="pop10sssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-6138" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/05/popovers-with-strawberry-and-orange-butter/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>79</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pain perdu au chocolat</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/pain-perdu-au-chocolat</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/pain-perdu-au-chocolat#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 10:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[chocolat]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=5626</guid>
		<description><![CDATA[

Devo dire che in fondo l&#8217;essere momentaneamente privata di forno, frullatore, impastatrice e tutto il resto è un esercizio piuttosto interessante, forse sopratutto sul lato dolci, dove alla fin fine, tolti tutti quei aggeggi che tanto superflui non sono (io non amo gli aggeggi superflui :-P), si torna a pensare in modo primario, ragionando su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/03/painperdu2_ssl.jpg" alt="painperdu2_ssl" title="painperdu2_ssl" width="498" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5630" /></p>
<div class="testo">
Devo dire che in fondo l&#8217;essere momentaneamente privata di forno, frullatore, impastatrice e tutto il resto è un esercizio piuttosto interessante, forse sopratutto sul lato dolci, dove alla fin fine, tolti tutti quei aggeggi che tanto superflui non sono (io non amo gli aggeggi superflui :-P), si torna a pensare in modo primario, ragionando su ciò che si ha e cosa ci si può fare. E sembrerebbe che così faccendo e pensando, tornano a galla preparazioni umili e insieme infantili, come questa di oggi e un&#8217;altro paio che avrei nel cassetto e che probabilmente non avrei fatte se non fossi, per assurdo, a Kyoto :-) Quindi oggi colazione infantile (per me almeno) per eccellenza con il pain perdu che era almeno almeno dal 1990 che non lo mangiavo. Ebbene a distanza di anni è pur sempre una di quelle cose dal buon sapore semplice e rassicurante e che si abbina benissimo con certe mattinate di pioggia come quelle che qui ultimamente tendono a succedersi :-)
</div>
<p><span id="more-5626"></span></p>
<div>
<p><strong>la ricetta</strong>: versare 2,5dl di latte in un piatto fondo, aggiungere 60g di cioccolato fondente e far scaldare il tutto gentilmente al microonde, mescolando ogni tanto, finché il cioccolato non sia sciolto. Versare il tutto in una teglietta rettangolare. In un altro piatto, sbattere due uova con 40g di zucchero e un pizzico di cannella. Prendere 4 fette di pane giappponese (per gli italici: pane in cassetta, qui le fette sono più grandi e più spesse quindi probabilmente di fette potrete farne 6 o 8). Scaldare un pezzettino di burro in una padella, poi Inzuppare le fette per 10 secondi nela latte al cioccolato, poi passarle nelle uova e farle cuocere nel burro (una o due fette per volte, dipende da quando è grande il tegame ovviamente). Quando il lato di sotto è bello rosolato, girare il pane e cospargere il lato cotto con un po&#8217; di zucchero semolato, quando è cotto l&#8217;altro lato, girare di nuovo e cospargere anche il secondo lato con dello zucchero, e far caramellare gentilmente i due lati. Procedere allo stesso modo fino a esaurire gli ingredienti e servire caldo. Per 2.
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/pain-perdu-au-chocolat/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>45</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Matcha dulce de leche</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/matcha-dulce-de-leche</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/matcha-dulce-de-leche#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 07:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[al cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[cavoletto in japan]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[tea time]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=5551</guid>
		<description><![CDATA[

Tempo fa qualcuno mi chiedeva cosa mangiano i giapponesi la mattina. Beh, la verità è che non saprei! :-) (e probabilmente è come da noi, ognuno fa e mangia ciò che si sente :-) Siccome però non mi sono mai veramente ripigliata dopo quel soggiorno in ryokan in cui alle 7h30 del mattino ci servirono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/03/matcha_dulce1_ssl.jpg" alt="matcha_dulce1_ssl" title="matcha_dulce1_ssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5552" /></p>
<div class="testo">
Tempo fa qualcuno mi chiedeva cosa mangiano i giapponesi la mattina. Beh, la verità è che non saprei! :-) (e probabilmente è come da noi, ognuno fa e mangia ciò che si sente :-) Siccome però non mi sono mai veramente ripigliata dopo quel soggiorno in ryokan in cui alle 7h30 del mattino ci servirono salmone, sottaceti, zuppa di miso e tutto il resto (una cena in pratica :-), tendo a rimanere sulla mia linea &#8216;no colazione&#8217; (ma si a tè o caffelatte o yakult e spremuta). Insomma, ultimamente mi sono dovuta riassettare un pochino (anche perché a quasi 1 euro l&#8217;arancia e senza spremiagrumi ti passa comunque un po&#8217; la voglia di fartele, le spremute :-), quindi in sostanza l&#8217;offerta di casa ormai prevede tè verde, o tè ume kombucha, o una dose di caffè <a href="http://www.akinaiblog.com/product/3442">blendy</a> (in sostanza è un caffé belga, solo che lo fai direttamente nella tazza grazie all&#8217;ingenioso sacchettino/filtro usa e getta che contiene la polvere del caffé e nel quale basta versare dell&#8217;acqua :-)), anche se sono comunque capacissima di farmi persino una tazza di miso da appena svegliata :-) In quanto all&#8217;offerta cibaria mattutina invece, vista l&#8217;assenza di forno che rende off limits qualsivoglia forma di briochiamento improvvisato o meno (sob), e dopo esermi anche &#8211; diggà &#8211; stufata delle <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/02/tatin">torte</a> nel ricecooker che tendono ad avere tutte invariabilmente la stessa gommosa consistenza, è finita che mi sono girata verso la buona vecchia formula del pane + marmellata.
</div>
<p><span id="more-5551"></span></p>
<div>
E qui, dopo l&#8217;iniziale entusiasma per i barattolini di marmellata <a href="http://www.twitpic.com/12vdof">Bonne Maman</a> che sono due volti più piccoli e quind proporzionalmente più carini di queli originali, dopo un breve e intenso innamoramento per la marmellata/gelatina di sciroppo d&#8217;acero, e per la crema di sesamo bianco e nero, sono passata per una fase marmellata di yuzu fatta in casa (prima o poi vi parlerò anche del mio amico il yuzu ;-) per andare poi a finire in una specie di deliziosa impasse nippo-argentina, tutta colpa di un <a href="http://sooishi.bigcartel.com/product/confiture-de-lait-matcha">barattolino verdolino</a> intravisto in rete qualche tempo fa. Già. Perché sul pane si può andare anche il dulce de leche. E &#8211; già &#8211; d&#8217;altronde latte e matcha da queste parti costituiscono un abbinamento abbastanza basic (per quanto il latte sia in fondo un ingrediente molto poco giapponese :-). Quindi ho provato a farlo, il matcha dulce de leche, usando semplicemente la ricetta che tempo fa ci diede <a href="http://aromadicasa.blogspot.com/">Patricia</a> ( e omettendo la vaniglia perché qua in giro non vedo bacche e comunque non saranno mica buone come quelle che ho a casa:-P). In ogni caso, il risultato è strepitoso, sississi, giuro! :-) E altro che tartine del buon mattino, questa roba qui la potete usare un po&#8217; ovunque, per farcire dei biscotti, spalmare torte e rotoli, completare bicchierini da dessert, potete persino mangiarla direttamente dal barattolo (e devo ammettere vergognosamente che è esattamente questa la fine che il mio matcha dulce de leche tende a fare :-)) Certo, lo so, chennoia sempre con &#8217;sto matcha, però v&#8217;assicuro che qui vale davvero la pena, il matcha si sente giusto quel poco che serve a bilanciare l&#8217;insieme, il suo toco vagamente amaro rendere il tutto più fresco, quasi esotico, mentre l&#8217;ontuoso composto di latte e zucchero cotto a lungo pensa al resto, cioè a rendere questa cremina di una golosità sconfinata :-)) Già che c&#8217;ero, mi è venuto da chiedermi se la stessa ricetta potesse avere senso con il latte di soia al posto del latte di mucca. Quindi ho provato. Beh intanto: funziona, cioè viene una crema, ed è già qualcosa (che magari farà anche piacere ai vegan e agli intolleranti al latte e i suoi derivati). Per i miei gusti però, con il latte classico viene una risultato più armoniosa, mentre nella versione soia si sente un retrogusto più pronunciato di, beh, fagioli di soia (originale questa! :-), che rispetto al latte sa più di &#8216;terra&#8217; (non in senso peggiorativo, nulla a che vedere con gli spinaci lavati male, per dire, non so se mi spiego :-)) cosa che per carità non è affatto sgradevole però ecco, per me, fra i due, missà che preferisco il primo&#8230; :-))
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/03/matcha_dulce2_ssl.jpg" alt="matcha_dulce2_ssl" title="matcha_dulce2_ssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5553" /></p>
<div>
<strong>La non-ricetta</strong>: basta riprendere la <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/03/dulce-di-leche-copia-incolla">ricetta base del dulce de leche</a> e aggiustarla. In genere faccio mezzo litro di latte con 100g (all&#8217;incirca, non ho bilancia! :-) di zucchero semolato, una punta di lievito in polvere (non so come si dice &#8216;bicarbonato&#8217; in giapponese :-) e mezzo cucchiaino di matcha in polvere (anche qui, il dosaggio è secondo l&#8217;occhio e il proprio gusto, io preferisco tenere leggero sia il colore che il sapore, ma so&#8217; gusti), che sciolgo con la frusta in 3-4 cucchiai di latte prima di aggiungere il resto del liquido (altrimenti fa grumi). La vaniglia non ce la metto e non mi pare proprio necessaria ma se la volete aggiungere, fate pure (poi ditemi com&#8217;è :-) Nella versione soja basta sostituire il latte con la stessa quantità di latte di soja (qui non è zuccherato il latte di soja, per mezzo litro di latte uso 120g di zucchero). Queste quantità bastano per un barattolino, che va conservato in frigorifero.
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/matcha-dulce-de-leche/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>60</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>World bread day &amp; Chocolate babka</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/10/world-bread-day-chocolate-babka</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/10/world-bread-day-chocolate-babka#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 11:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[chocolat]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>
		<category><![CDATA[tea time]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=4146</guid>
		<description><![CDATA[

Beh, ecco, ormai è quasi una tradizione: a metà ottobre c&#8217;è il compleanno della sottoscritta e poi subito dopo o persino lo stesso giorno c&#8217;è il World Bread day, organizzato dalla mia amichetta Zorra ;-). Ormai mi sono affezionata e così, con tutto ciò che non partecipo mai a eventi di cucina collettiva in rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/10/babka1_ssl.jpg" alt="" title="babka1_ssl" width="420" height="630" class="alignnone size-full wp-image-4148" /></p>
<div class="testo">
Beh, ecco, ormai è quasi una tradizione: a metà ottobre c&#8217;è il compleanno della sottoscritta e poi subito dopo o persino lo stesso giorno c&#8217;è il <a href="http://kochtopf.twoday.net/stories/announcing-world-bread-day-2009-yes-we-bake/">World Bread day</a>, organizzato dalla mia amichetta Zorra ;-). Ormai mi sono affezionata e così, con tutto ciò che non partecipo mai a eventi di cucina collettiva in rete (non per snobismo, più per mancanza di tempo e disorganizzazione :-)), questo qui ormai alla quarta edizione è diventato un appuntamente fisso, come il tacchino a Natale e le ovette di cioccolato di Pasqua. Stavolta però l&#8217;ho giocata un po&#8217; sporca, nel senso che non si sa (io non sono riuscita ad appurarlo e sembra questo sia un problema ricorrente) se questo è veramente da considerarsi un pane&#8230;
</div>
<p><span id="more-4146"></span></p>
<div>
Il babka, il nome significa <em>piccolo pane della nonna</em> (non so nemmeno in quale lingua ma qualunque lingua sia dev&#8217;essere davvero sintetica per dire cosi tante cosi in cosi poche lettere &#8211; <em>erratum</em>: appena scoperto che <em>babka</em> è polacco e significa &#8216;nonna&#8217;, ah ecco :-), insomma, il babka mi è piaciuto prima ancora di vederlo e assaggiarlo, anzi prima ancora di leggerne la ricetta, semplicemente per il suono della parola (bab-ka, meraviglioso no? :-) e il suo significato :-) Cos&#8217;è quindi il babka? Intanto sono diverse le varianti, e si incontrano per lo più nella cucina russa, polacca e ebraica d&#8217;origine esteuropea. A levello internazionale, anzi, americano (evidentemente c&#8217;è stato di mezzo l&#8217;emigrazione, come il bagel che è un&#8217;altra di quelle cose che sembrano americane ma non lo sono &#8211; anzi, il babka sembra di aver conosciuto un recente momento di immensa popolarità in seguito a questo <a href="http://www.metacafe.com/watch/773841/seinfeld_the_babka/">episodo</a> di Seinfeld &#8211; lo conoscete Seinfeld, si? :-), sembrerebbe che la variante più gettonata fosse questa qui, ebraica, al cioccolato, ma esistono anche versioni farciti con semi di papavero, noci, uvetta, formaggio (?!) ecc. In ogni caso, il babka è in sostanza una brioche attorcigliata e farcita di (vero) cioccolato, che si mangia preferibilmente calda all&#8217;uscita dal forno (non serve manco affettarla, è il tipo di oggetto dalla morbida mollica che non è altro che un invito subliminale a strapparne selvaggiamente un pezzo e divorarlo a morsi voraci). E da considerarsi quindi un pane il babka? mah&#8230; in quanto brioche c&#8217;è chi pensa che no, e chi pensa che sì (Marie-Antoinette, per esempio&#8230; :-). Quel che invece è sicuro è che questa cosa qui è perfetta per la colazione domenicale e, toooh, guarda caso, stasera inizia il weekend&#8230; :-)
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/10/babka2_ssl.jpg" alt="" title="babka2_ssl" width="420" height="630" class="alignnone size-full wp-image-4149" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Chocolate babka</h3>
<p><em>per due babka</em></p>
<blockquote><p><strong>farina</strong> 400g<br />
<strong>burro</strong> 130g<br />
<strong>latte</strong> 100ml<br />
<strong>zucchero</strong> 100g<br />
<strong>uova</strong> 2<br />
<strong>tuorlo</strong> 1<br />
<strong>lievito di birra fresco</strong> 30g<br />
<strong>cannella macinata</strong> 1 cucchiaio<br />
<strong>estratto naturale di vaniglia</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>sale</strong> mezzo cucchiaino<br />
<strong>cioccolato fondente 60%</strong> 200g<br />
<strong>burro</strong> 4 cucchiai<br />
<strong>uovo per spenellare</strong> 1</p></blockquote>
<p>Sciogliere il lievito nel latte tiepido. Mescolare la farina con il sale e lo zucchero, versare il latte con il lievito e iniziare a impastare. Aggiungere uno per vuolta le uova e il tuorlo, e incorporare infine il burro a temperatura ambiente. Nota: come sempre, l&#8217;impasto è da aggiustare un po&#8217; ad occhio, se è troppo colloso aggiungete poca farina per volta, se troppo secco versate un pochino di latte e poi riaggiustate con poca farina, l&#8217;idea è di ottenere al fimnale qualcosa che non rimanga appiccicato al soffitto casomai dovesse venirvi in mente la strana idea di lanciarlo, per vedere, ecco :-) Impastare per 5-7 minuti (un po&#8217; di più se fate a mano) poi coprire con della pelicola e lasciar lievitare per 1h30/2 ore (specie se l&#8217;ambiente è freddo ci vuole più tempo). Nel mentre tritare finemente il cioccolato e far sciogliere i 4 cucchiai di burro. Riprendere l&#8217;impasto lievitato e dividerlo a metà. Stendere, al matarello, una metà in modo da ottenere un rettangolo, lungo almeno il doppio di quanto sarà largo, spesso circa 3mm. Spenellarlo con metà del burro, poi distribuirci metà del cioccolato tritato e metà della cannella, arrotolare stretto  sulla larghezze, tenere insieme le estremità e attorcigliare il tutto a doppio 8. Sistemare in una teglia da pane o cake rivestita con della carta da forno. Procedere allo stesso modo con l&#8217;altro metà di impasto e infine coprire i due babka e lasciarli lievitare per un&#8217;ora. Dopo questo tempo scaldare il forno a 180°, spenellare la superficie dei babka con dell&#8217;uovo sbattuto con un po&#8217; di latte, e infornare per un buon 45 minuti finché i pani siano cotti e la superficie dorata (se serve prolungate un po&#8217; la cottura a temperatura più bassa). Per gli afficionados della nutella, si potrebbe penso sostituire il cioccolato tritato con ingenti spenellate della sudetta crema alle nocciole. Ma ovviamente, qui lo dico e qui lo nego :-)</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/10/world-bread-day-chocolate-babka/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>105</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Barrette ai cereali</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/06/barette-ai-cereali</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/06/barette-ai-cereali#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 07:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[natural food]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=3374</guid>
		<description><![CDATA[

Era un po&#8217; che mi chiedevo se quelle barrette che solitamente si comprano, al negzio bio o persino al supermercato, e che sono un po&#8217; la merenda energetica di chi ci tiene a rimanere nel dominio &#8217;sano&#8217;, non si potessero fare anche in casa. Ebbene la risposta è si :-) Anzi, vengono proprio buoni, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/06/barette_energetiche_s.jpg" alt="" title="barette_energetiche_s" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-3375" /></p>
<div class="testo">
Era un po&#8217; che mi chiedevo se quelle barrette che solitamente si comprano, al negzio bio o persino al supermercato, e che sono un po&#8217; la merenda energetica di chi ci tiene a rimanere nel dominio &#8217;sano&#8217;, non si potessero fare anche in casa. Ebbene la risposta è si :-) Anzi, vengono proprio buoni, e per lo meno sapete esattamente cosa c&#8217;è dentro. Da preparare nel weekend, incartare singolarmente in quadretti di carta da forno, e da addentare di corsa in settimana. Anzi, veramente mentre li avvolgevo nella carta, ho ripensato al fatto che c&#8217;è un modo 100% giapponese di avvolgere gli alimenti nella carta (stagnola), preciso e sempre identico (altro che i nostri cartocciamenti aprossimativi :-). Ho cercato in rete una demo ma no l&#8217;ho trovata, se qualcuno ha un link al riguardo, volentieri!! :-))
</div>
<p><span id="more-3374"></span></p>
<div class="ricetta">
<h3>Healthy muesli bars</h3>
<blockquote><p><strong>fiocchi di avena</strong> 100g<br />
<strong>noce di cocco essicato</strong> 100g<br />
<strong>germe di grano</strong> 50g<br />
<strong>semi di sesamo</strong> 70g<br />
<strong>semi di zucca</strong> 70g<br />
<strong>semi di girasole</strong> 70g<br />
<strong>uvetta</strong> 100g<br />
<strong>burro</strong> 125g<br />
<strong>miele</strong> 100g<br />
<strong>zucchero di canna</strong> 80g</p></blockquote>
<p>Versare i fiocchi d&#8217;avena, la noce di cocco, il germe di drano, e i semi di sesamo, zucca e girasole in una grande padella antiaderente e farli dorare per una decina di minuti, mescolando spesso, a fiamma media. Versare in una ciotola e lasciar raffreddare poi aggiungere l&#8217;uvetta.<br />
Versare il miele, il burro e lo zucchero in un pentolino, portare a ebollizione, mescolando, poi lasciar cuocere a fiamma medio-bassa per circa 8 minuti. Prendete un bicchiere di acqua fredda, fateci cadere un goccio della mistura: se si forma una pallina morbida è pronto). Versare sugli ingredienti secchi, mescolare bene, poi rovesciare il tutto in una teglia foderata con carta da forno di circa 20&#215;30cm. Premere bene in modo da formare uno strato bello compatto, e lasciar raffreddare. Ritagliare le barrette con un coltello affilato e conservare in scatola ermetica (max una settimana)</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/06/barette-ai-cereali/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>79</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/


Served from: www.cavolettodibruxelles.it @ 2012-02-12 13:38:25 -->
