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	<title>il cavoletto di bruxelles &#187; winter food</title>
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	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
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		<title>Galettes et petits choux braisés au cidre</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>
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Per quelli che non se ne fossero accorti (lol) oggi è la chandeleur, oppure, come si dice dale mie parti, lichtmis (che poi è in sostanza la fetsa della presentazione del cristo al  Tempio&#8230;) e la principale conseguenza di questa festa è che oggi&#8230; si fanno le crespelle. Siccome però fin qui ve le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/02/galette_choux_1ssl.jpg" alt="galette_choux_1ssl" title="galette_choux_1ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-9020" /></p>
<div class="testo">
<p>Per quelli che non se ne fossero accorti (lol) oggi è la <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Chandeleur">chandeleur</a>, oppure, come si dice dale mie parti, <em><a href="http://nl.wikipedia.org/wiki/Maria-Lichtmis" target="blank">lichtmis</a></em> (che poi è in sostanza la fetsa della presentazione del cristo al  Tempio&#8230;) e la principale conseguenza di questa festa è che oggi&#8230; si fanno le crespelle. Siccome però fin qui ve le ho quasi servite in salsine dolci, oggi ve la faccio<em> à la bretonne</em>, con delle crespelle al grano saraceno, le <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Galette_de_sarrasin" tgarget="blank">galettes</a>, che si farciscono un po&#8217; con quel che si vuole (o quello che si ha nel frigo). Io non ho resistito a personalizzarle in chiave cavolettiana, con dei cavoletti brasati con un delizioso sidro irlandese che mi è capitato per le mani (teh, davvero, si fa del sidro in irlanda?? &#8211; non chiedere a me, l&#8217;ho scoperto l&#8217;altro giorno&#8230;), decisamente interessante, molto più delicato e leggero dei suoi cuginetti normanni, insieme a pancetta, cipolla e panna, insomma, tutto un programma&#8230;</p>
<p>Lato abbinamento musicale vi risparmio <em>le choeur des bigoudènes de St Malo</em> e vi lascio un piezz&#8217; e cor&#8217;, una canzoncina dell&#8217;ultimo album di <a href="http://www.nildafernandez.com/" target="blank">nilda fernandez</a>, il mio eroe musicale di quando avevo quindici anni (comunque, no, non è una donna, e comunque, si, dalla voce sembra una donna&#8230;),  mille critiche si possono fare a &#8217;sto album, a&#8217;voja (una per tutti: è un po&#8217; vecchiotto tutto ciò&#8230; :-) ma non si può dire che non siano curati, come sono sempre stati, gli arrangiamenti musicali e nemmeno i testi mancano mai di una sottile vena poetica nutrita di melancolia (anche se poi, mi accorgo ora, le canzoni di fernandez ricordano sempre quanto sia bello il cielo e l&#8217;idea di libertà, e forse sono belle proprio per quello). Quindi, leitmotiv di queste cupe giornate di baudelairiane memoria è questo <a href="http://grooveshark.com/#!/s/Je+Lui/4ahbwX?src=5" target="blank">♫ Je lui ♪</a>, prontamente adottata da Lena in quanto ninna nanna&#8230;
</div>
<p><span id="more-9019"></span></p>
<div>
Piuttosto, easy peasy, le <strong>galettes bretonnes au blé noir </strong>si fanno mescolando 150g di farina 00 con 150g di farina di grano saraceno, aggiungere 10g di sale, due uova e circa 7dl di acqua mescolando con una frusta fino a ottenere una pastella bella lente. Lasciar riposare per 2 ore al fresco poi riprendere la pastella, scaldare la più grande padella che avete (presumo nessuno sia cosi pazzo da essersi portato dalla bretagna il testo di ghisa tradizionale&#8230;), far sciogliere una puntina di burro poi versare due mestolini, circa, di pastella, farla aderire su tutta la superficie della padella, lasciar cuocere, poi girare, insomma si procede come per delle crepes normalissime. Se avete poi un ripieno che guadagna a essere scaldato un po&#8217; vi conviene lasciar cuocere la galette su un lato solo, farcirla e piegare i bordi sulla farcia (senza cuocere quindi il secondo lato), se preferite invece fare una cena fai-da-te, cuocete le galettes su entrambi i lati e portateli in tavola insieme a tutti i condimenti, dopodiché ciascuno fa come gli pare. Lato condimenti, quello più classico è formaggio tipo groviera con prosciutto cotto e un uova (strappazzato o sgusciato direttamente sulla galette e cotto li dento), ma poi si può fare di tutto, dal salmone con il formaggio fresco alla mozzalla coi pomodori (sic) passando per dei misti di verdure cotte, funghi, porri, gamberi, panna, insomma, chi più ne ha più ne metta, fate davvero prima a guardare cosa avete in frigo&#8230; Io in frigo avevo dei cavoletto, appunto.</p>
<p><strong>Cavoletto brasati al sidro:</strong> Tagliare a listarelle una piccola cipolla e farla rinvenire con una noce di burro. Aggiungere 80g di pancetta affumicata tagliata a dadini, lasciar rosolare per qualche minuto. Aggiungere poi 300g di cavoletti (precedentemente puliti, sbollentato per 2 minuti e tagliati in 4 spicchi), e lasciar insaporire mescolando. Versare 2dl di sidro (<a href="http://magners.com/ target="blank"">Magners</a>, si trova nei pub e nelle birrerie &#8211; purtroppo pare che in italia non si trovi al dettaglio, per i pub invece lo commercalizza <a href="http://www.gmasrl.it/" target="blank">gma</a>), abassare la fiamma e lasciar cuocere piano per una ventina di minuti. A fine cottura, aggiungere 4 cucchiai di panna fresca, aggiustare il condimento e spegnere. <em>Et bien vous m&#8217;en direz des nouvelles! ;-)</em></p>
<p><em>posate in plastica effetto argenteria | gloria baldocchi<br />
straccio di lino | ikea<br />
bicchiere | duralex<br />
piatto e tovaglietta | vintage<br />
</em>
</div>
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		<title>La torta di mele di Liliana l&#8217;eugubina</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[apple cake]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[tea time]]></category>
		<category><![CDATA[torta]]></category>
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Il vecchio progetto delle torte di mele è sempre li, il tempo nel mentre corre e vola e io ogni tanto tiro fuori qualche ricetta da provare&#8230; Oggi ve ne propongo una della categoria &#8216;torte di mele con tante mele dentro&#8217; (sul serio, qui più che impasto la sostanza della torta è composta da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/torta_mele_eugebina2b_ssl.jpg" alt="torta_mele_eugebina2b_ssl" title="torta_mele_eugebina2b_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8946" /></p>
<div class="testo">
Il vecchio <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/una-mela-al-giorno" target="blank">progetto delle torte di mele</a> è sempre li, il tempo nel mentre corre e vola e io ogni tanto tiro fuori qualche ricetta da provare&#8230; Oggi ve ne propongo una della categoria &#8216;torte di mele con tante mele dentro&#8217; (sul serio, qui più che impasto la sostanza della torta è composta da una caterva infinita di fettine di mela, giustamente anche se l&#8217;idea è, tramite la torta, di far fuori le mele&#8230; ) e intanto come accompagnamento sonore a questa densa torta profumosa (di grappa) e mentre fuori il tempo, persino a Roma, è bello invernale, suggerirei qualche morso di <a href="http://grooveshark.com/#!/s/Soul+Cake/2ByDKb?src=5" target="blank">♫ Soul cake &#8211; Sting ♪</a>
</div>
<p><span id="more-8945"></span></p>
<div class="ricetta">
<h3>La torta di mele di mia sorella Liliana, mandata da Anna l&#8217;Eugubina</h3>
<blockquote><p><strong>mele golden</strong> 1kg<br />
<strong>farina 00 </strong>200g<br />
<strong>zucchero</strong> 150g<br />
<strong>liquore a piacere</strong> 100g<br />
<strong>frutta secca</strong> ( mandorle, pinoli, nocciole, uva passa) a scelta 80g<br />
<strong>uova</strong> 2<br />
<strong>lievito per dolci</strong> 1 bustine<br />
<strong>limone</strong> 1, succo e scorza grattugiata</p></blockquote>
<p>Pulire le mele e tagliarle sottili, unire il succo di limone e un cucchiaio di zucchero. Preparare una pastella con le uova intere lo zucchero , il liquore, la frutta secca, il limone grattugiato ed infine la bustina di lievito unita alla farina . Unire al composto ottenuto le mele, mescolare bene. Imburrare una teglia a cerniera con burro e farina, versare il composto e pareggiare bene. Infornare a 180° per circa 60 minuti. Controllare con uno stecchino la cottura .</p>
<p><strong>nb.</strong> ho usato della grappa di muller turgau e uvetta e pinoli, la torta in foto è stata cotta in uno stampo di 20cm diam., con l&#8217;avanzo di ingredienti mi sono venute 3 tortine formato muffin grandi. Risutato alcolicamente profumoso, torta ottima, persino migliore dopo un giorno di riposo. Grazie ad Anna per averci mandato la ricetta! :-)</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/torta_mele_eugebina1_ssl.jpg" alt="torta_mele_eugebina1_ssl" title="torta_mele_eugebina1_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8947" /></p>
<p><em>piatto &#038; coltello | ikea<br />
tessuto a nido d&#8217;ape | giappone</em></p>
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		<item>
		<title>Ossobuco alla milanese</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[winter food]]></category>

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Oggi sarebbe la giornata mondiale dell&#8217;ossobuco alla milanese. Una simile giornata, dedicata a l&#8217;uno o l&#8217;altro piatto nazionale (di quelli che uno se li trova facilmente bistrattati all&#8217;estero, avete presente?), la GVCI la organizza già, una volta l&#8217;anno, da un paio d&#8217;anni e sinceramente, stavolta mi ero proprio del tutto scordata della data. Fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/ossobuco1_ssl.jpg" alt="ossobuco1_ssl" title="ossobuco1_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8930" /></p>
<div class="testo">
Oggi sarebbe la giornata mondiale dell&#8217;ossobuco alla milanese. Una simile giornata, dedicata a l&#8217;uno o l&#8217;altro piatto nazionale (di quelli che uno se li trova facilmente bistrattati all&#8217;estero, avete presente?), la <a href="http://www.gvci.org/" target="blank">GVCI</a> la organizza già, una volta l&#8217;anno, da un paio d&#8217;anni e sinceramente, stavolta mi ero proprio del tutto scordata della data. Fino a quando stamattina mi è stato opportunamente ricordata la cosa e li per li mi è venuta una di quelle fulminazioni à la <em>mais oui mais c&#8217;est bien sur&#8230; </em><br />
Quasi dimenticavo, l&#8217;abbinamento musicale di oggi, al quale sono arrivato con una lunga catena di associazioni di idee (ehssi come no&#8230; :-) è <a href="http://grooveshark.com/#!/s/Milano/3XpHQ8?src=5" target="blank">♫ Alex Britti- Milano ♪</a>
</div>
<p><span id="more-8929"></span></p>
<div>
Perché l&#8217;ossobuco alla milanese (cucinato oggi per la seconda volta in vita mia&#8230;) a noi qua ci piace. L&#8217;avevo preparato un paio di anni fa seguendo la ricetta di Annalisa Barbagli, il punto è che lo dovevo fotografare per un libricino di Annalisa sul quale stavamo lavorando in quel momento, e cosi, con tutto che a me &#8211; non avendo mai vissuto, in Italia, più a nord di Roma &#8211; la cucina milanese fosse alquanto estranea, lo assaggiai per la primissima volta. E rimasi meravigliata. Per la tenerezza della carne, per la deliziosa complessità dell&#8217;intingolo (nel quale, deliziosa furbata golosa, si scioglie il midollo), e per il tocco finale della gremolata che pare quasi una invenzione siciliana e che a una <em>mordue</em> degli agrumi come me non poteva che piacere sconfinatamente (e confermo anche ora che quel tocco finale di limone, aglio e acciuga manda davvero tutto quanto il piatto in un&#8217;altra dimensione). Per non dire del fatto della carne che viene rosolata nel burro, che se non altro mi ricorda profondamente casa mia (della serie &#8216;paese che vai grasso di cottura che trovi&#8217;&#8230;).<br />
Quindi, stamattina è stato proprio un lampo, non appena ho letto &#8216;ossobuco&#8217; sono corsa a convincere il mio romanissimo macellaio di tagliarmi un ossobuco spesso 3-4cm (da queste parti si tende a pensare l&#8217;ossobuco come una specie di fettina con l&#8217;osso&#8230;) e poi via di miggiottamento (è un francesismo, lo so :-) per un paio d&#8217;ore. Risultato, un piatto che dovrei decisamente preparare più spesso, facile e delizioso, con un risotto allo zafferano (classico o, perché no, <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/01/risotto-alla-milanese-versione-marchesi-via-fassone" target="blank">Marchesi-style</a>) ma anche con un semplice purè di patate. Insomma, se non avete deciso cosa cucinerete per cena, siete ancora in tempo! ;-)</p>
<p>Oggi la ricetta dell&#8217;ossobuco l&#8217;ho presa, tale quale, dalla deliberazione comunale che ha stabilito la de.co. dell&#8217;Ossobuco alla milanese, e la incollo qui sotto.<br />
L&#8217;ossobuco di Annalisa invece lo trovate pubblicato sulla <a href="http://www.gazzettagastronomica.it/2012/ossobuco-alla-milanese/" target="blank">Gazzetta gastronomica</a>. </p>
<div class="ricetta">
<h3>La ricetta tradizionale dell&#8217;Ossobuco alla Milanese *</h3>
<p><strong>4 tranci di stinco di vitello</strong> alti 4 cm. (&#8221;geretto&#8221; circa 300 g. l&#8217;uno), tagliati nella parte bassa, dove l&#8217;osso è piccolo e ripieno solo di midollo, non di osso spugnoso<br />
<strong>farina bianca</strong><br />
<strong>burro</strong> 50 g di burro<br />
<strong>cipolla tritata </strong>1/4 di cipolla<br />
<strong>brodo</strong> (di carne) un mestolo<br />
<strong>salsa di pomodoro</strong> un cuchciaio<br />
<strong>sale</strong></p>
<p><em>Per la &#8220;gremolada&#8221;</em><br />
<strong>limone</strong> 1, la buccia grattugiata<br />
<strong>aglio</strong> mezzo spicchio (facoltativo)<br />
<strong>acciuga</strong> 1<br />
<strong>prezzemolo</strong> 1 manciata</p>
<p>In un tegame largo far imbiondire la cipolla nel burro, aggiungere gli ossibuco leggermente infarinati, rosolarli da ambo le parti, voltandoli senza pungerli (prima di infarinarle gli ossobuco, incidere più volte la parte esterna).<br />
Versare un poco di brodo, il pomodoro, il sale, coprire il tegame e portare a cottura a fuoco lento per un&#8217;ora e mezza circa, finché hanno un aspetto leggermente glassato. In cottura, aggiungere ogni tanto poco brodo. Cinque minuti prima di servire, aggiungere la gremolada (confezionata tritando finemente tutti gli ingredienti indicati qui sopra), mescolare e servire. Per 4.</p>
<p>* Ricetta tratta dalla scheda allegata alla delibera P.G. 1034992/2007 del Comune di Milano, avente per oggetto il riconoscimento della Denominazione Comunale del piatto.<br />
<br />Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><em><br />
piatto | ikea<br />
riso <a href="http://www.acquerello.it/Presentazione.html" target="blank">acquerello</a> | grazie a <a href="https://www.tastexp.it/index.php" target="blank">tastexp</a></em>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Le gateau aux noix de tante Mouche</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 10:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[cake]]></category>
		<category><![CDATA[tea time]]></category>
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Inutile premettere che non ho nessuna tante Mouche, sono inciampata in questa ricetta su Marmiton mentre cercavo tutt&#8217;altro e solo per il nome che ha mi ha immediatamente sedotta. Evidentemente ero &#8211; Ô surprise &#8211; in vena di qualche vrai gateau de mamie, di quei dolci con pochissimi fronzoli e un sapore schietto, da nonna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/gateau_noix1_sslb.jpg" alt="gateau_noix1_sslb" title="gateau_noix1_sslb" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-8921" /></p>
<div class="testo">
Inutile premettere che non ho nessuna tante Mouche, sono inciampata in questa ricetta su <a href="http://www.marmiton.org/recettes/recette_gateau-aux-noix-de-tante-mouche_24542.aspx" target="blank">Marmiton</a> mentre cercavo tutt&#8217;altro e solo per il nome che ha mi ha immediatamente sedotta. Evidentemente ero &#8211; Ô surprise &#8211; in vena di qualche <em>vrai gateau de mamie</em>, di quei dolci con pochissimi fronzoli e un sapore schietto, da nonna franco-francese di campagna appunto. Una di quelle cose che vanno servite rigorosamente per merenda e che vengono spazzolate via li per li da uno sciame di bimbi. Qui nessuna nonna campagnola che tiene le tendine ricamate alle finestrelle della cucina, e nessun sciame di bimbi in età di mangiare dolci (anche se una che vorrebbe la conosco&#8230;.) ma è lo <em>spirito</em> che conta, o no? :-)<br />
Banda sonora di oggi, inevitabilmente: <a href="http://grooveshark.com/#!/s/J+traine+Des+Pieds/2xppOH?src=5" target="blank">♫ Olivia Ruiz &#8211; J&#8217;traine des pieds ♪</a><br />
</br>
</div>
<p><span id="more-8903"></span></p>
<div>
</br><br />
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/gateau_noix2_sslb.jpg" alt="gateau_noix2_sslb" title="gateau_noix2_sslb" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8922" /><br />
</br><br />
<strong>La torta di noci della zia Mouche:</strong> frullare 150g di noci fino a ottenere una &#8216;farina&#8217; piuttosto fine. Lavorare, alla frusta, 100g di burro con 120g di zucchero di canna, poi incorporare, uno a uno, tre uova. Aggiungere 40g di farina, la farina di noci, una presa di sale e una punta di lievito in polvere. Incorporare infine 1 cucchiaino di estratto di vaniglia e tre cuchciai di rhum. Versare l&#8217;impasto in una teglia (la mia era tonda, di silicone, 20cm diam., silikomart <em>pour ne pas la nommer</em>) imburrata e infornare a 180°C per circa mezz&#8217;ora (la torta deve risultare dorata e la lama del coltello deve usciro pulita). Lasciar raffreddare poi sformare su una griglia.<br />
</br><br />
<em>piatto a fiorellini | royal doulton<br />
piatto rosa | fleur, habitat<br />
tovaglietta rosa a nido d&#8217;ape | giappone<br />
forchettina e pella à tarte | vintage</em></p>
</div>
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		<title>Zuppa di lenticchie +</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 09:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[winter food]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa]]></category>

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Bentornati &#038; un calorosissimo Augurio di Buon Anno a tutti voi!! :-)
Oggi si ricomincia con una ricettina double face, ovvero customizzabile a piacere (con le lenticchie del campo de&#8217; mi&#8217; nonno del mio pizzicagnolo preferito&#8230; :). Quindi, zuppa di lenticchie super tradizionale: un po&#8217; di odori( 1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla, 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/zuppa_lenticchiefoiegras_ssl.jpg" alt="zuppa_lenticchiefoiegras_ssl" title="zuppa_lenticchiefoiegras_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8873" /></p>
<div class="testo">
Bentornati &#038; un calorosissimo Augurio di Buon Anno a tutti voi!! :-)<br />
Oggi si ricomincia con una ricettina double face, ovvero customizzabile a piacere (con<em> le lenticchie del campo de&#8217; mi&#8217; nonno</em> del mio pizzicagnolo preferito&#8230; :). Quindi, zuppa di lenticchie super tradizionale: un po&#8217; di odori( 1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla, 1 spicchio d&#8217;aglio), un filo d&#8217;olio (con o senza soffritto, dipende se avete esagerato col panettone o meno), due etti di lenticchie e una patata tagliata a pezzettini, il tutto aromatizzato a piacere (per me una fogliolina di alloro e un po&#8217; di timo fresco). Aggiungere sale &#038; pepe e coprire d&#8217;acqua, lasciar cuocere per mezz&#8217;ora e frullare.
</div>
<p><span id="more-8872"></span></p>
<div>
<p>A quel punto, due strade:<br />
1) il riciclo degli avanzi di Capodanno > <strong>zuppa di lenticchie + foie gras</strong>: si aggiungono circa 70g di foie gras d&#8217;anatra nella zuppa, si rifrulla e si ottiene una stupenda crema velluttata un po&#8217; grezza e un po&#8217; elegante, molto rusticosnob e molto buona (nella quale, volendo, si può aggiungere un goccio di panna al momento di servire).<br />
2) la versione low profile o vegan della sudetta > <strong>zuppa di lenticchie + tofu</strong>: si aggiunge un etto di silken tofu alla zuppa, si può frullare o lasciarla a pezzettini, tanto è morbida. Più dieteticamente corretta (anche se poi alla fine sono proteine + proteine&#8230;) e di certo non meno gradevole. Quest&#8217;ultima versione, senza sale ne soffritto e passata al passaverdure funzione bene anche come baby food ;-)</p>
<p><em>ciotolina di ferro smaltato | coin<br />
straccio | vintage (au petit bonheur la chance, Paris)<br />
tagliere &#038; cucchiaio | vintage</em>
</div>
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		<title>Zuppa impro&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 08:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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		<category><![CDATA[winter food]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa]]></category>

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Sono rimasta talmente entusiasta che non potevo non postarla oggi per prima cosa questa zuppa&#8230; Dunque, è andata cosi: l&#8217;altro giorno, ricordandomi di colpo, sul finire del pomeriggio, che da lì a poco sarebbe stata ora di cena (toh? che sorpresa?!), faccendo mente locale (frigo semivuoto, no tempo e ancora meno voglia di andare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/zuppazuccalenticchiessl.jpg" alt="zuppazuccalenticchiessl" title="zuppazuccalenticchiessl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8434" /></p>
<div class="testo">
Sono rimasta talmente entusiasta che non potevo non postarla oggi per prima cosa questa zuppa&#8230; Dunque, è andata cosi: l&#8217;altro giorno, ricordandomi di colpo, sul finire del pomeriggio, che da lì a poco sarebbe stata ora di cena (toh? che sorpresa?!), faccendo mente locale (frigo semivuoto, no tempo e ancora meno voglia di andare a fare la spesa) mi è venuto un non molto fortunato &#8216;hmm, che oggi fosse giornata di pizza al taglio?&#8217;. Siccome però il pensiero a sé non era un granché glorioso (specialmente se considerate le pizzerie al taglio che ci sono dalle mieparti :), c&#8217;ho ripensato e ho fatto uno sforzo di introspezione, nelle pieghe più recondite del mio&#8230; frigo, e anche della dispensa :) E ho trovato, nel disordine, le lenticchie rosse, il riso thai, una confezione di spinacini (che doveva servire per altro ma passiamo) e sopratutto c&#8217;era la piccola zucca butternut (non sapete quanto mi scialo da quando posso comprare zucche di vari tipi, è davvero una delle cose più belle dell&#8217;autunno, potersi piantare davanti al banco e esitare un attimo fra butternut, mantovana, kuri &#038; co) che aspettava paziente, dal weekend, che trovassi una fine da farle fare.
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<p><span id="more-8430"></span></p>
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A parte che devo confessare che lì per lì, mentre associavo idee e esaminavo ingredienti a disposizione, mi sono sentita molto come quegli attori della <a href="http://www.ligueimpro.be/">ligue d&#8217;impro</a> (non so se esiste qui una cosa equivalente, boh?): c&#8217;è davvero un sottile piacere nel giocare senza reti, andare avanti ad intuizioni e vedere cosa ne viene fuori, accenttandolo a priori, anche in cucina. Il risultato mi è piaciuto davvero molto molto, è venuta fuori una zuppa super coccolosa e anche piuttosto sana (nonché veloce da fare). Le lenticchie e il riso tendono scomporsi mentre la consistenza della butternut (più vicina a quella della patata dolce che a quella della classica zucca gialla fibrosa) ci sta molto bene, cosi come anche le foglioline degli spinacini appena appassite (un&#8217;aggiunta molto donnahayana quella :). E sopratutto, la nuvoletta finale di yoghurt da aggiungere nel piatto da una piacevolissima punta di freschezza e morbidezza. Insomma, io questa me la rifarò sicuramente, alla facciaccia della pizza al taglio! ;)</p>
<p>Detto fatto, <strong>zuppa confusamente ma felicemente eurasiatica, per due</strong>: affettare mezza cipolla bianca e farla rinvenire con un cucchiaio di olio vegetale, aggiungere un cucchiaino di pasta di curry verde. Aggiugere una piccola zucca butternut sbucciata e tagliata a cubetti, mescolare per far insaporire. Aggiungere poi una manciatia di lenticchie rosse e una manciata di riso thai. Coprire con del brodo vegetale, aggiungere un cucchiaio di concentrato di pomodoro e alcuni pistilli di zafferano, incoperchiare e lasciar cuocere a fuoco medio per una ventina di minuti. A fine cottura, aggiustare il condimento e aggiungere due manciate di spinacini freschi, lasciar cuocere per un&#8217;altro minuto e spegnere. Servire con del yoghurt naturale sul lato, in modo che ciascuno lo possa aggiungere a piacere nel proprio piatto.
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		<title>Zucca ripiena di pane e taleggio</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 10:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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A ripensarci, mi piace quando i momenti dell&#8217;anno e le feste sono sanciti da preparazioni culinarie che tornano, puntuali, sempre identiche. Sicuramente poi ognuno ha i suoi piatti significativi, per me, alla rinfusa, sono il tacchino con la composta di cranberries a Natale (anche se sono anni che faccio dei Natali diversi&#8230;), l&#8217;aragosta del mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/zuccataleggiossl1.jpg" alt="zuccataleggiossl" title="zuccataleggiossl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-8397" /></p>
<div class="testo">
A ripensarci, mi piace quando i momenti dell&#8217;anno e le feste sono sanciti da preparazioni culinarie che tornano, puntuali, sempre identiche. Sicuramente poi ognuno ha i suoi piatti significativi, per me, alla rinfusa, sono il tacchino con la composta di cranberries a Natale (anche se sono anni che faccio dei Natali diversi&#8230;), l&#8217;aragosta del mio compleanno, il navarin di agnello a pasqua e persino gli gnocchetti di farina per ferragosto o il cavolfiore fritto calabrese che appare magicamente (e solo quel giorno) alla cena della Vigilia, e via dicendo. Ora che le (mie) perspettive sono leggermente cambiate sto anche scoprendo il sottile piacere del pensare quali piatti far entrare nella tradizione familiale, e che potrebbero, forse, diventare un giorno dei preziosi ricordi per chi di ricordi ancora non ne ha&#8230; Quindi, se Halloween è, da qualche anno, sempre una buona scusa per mettersi a cucinare <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/?s=zucca">zucca</a> (si può mai cucinare troppo zucca? na.. :-), adesso forse è anche diventata una buona occasione per un piatto che, credo proprio, mi piacerebbe ripetere una volta l&#8217;anno: si tratta di una scodellina arancio accesa, calda e fumante, colma di un coccoloso ripieno e da servire nelle prime serate buie dell&#8217;inverno&#8230;
</div>
<p><span id="more-8387"></span></p>
<div>
Le solite mie due note di cucina: inanzitutto, questa ricetta non me la sono inventata di sana pianta, l&#8217;avevo letta da qualche parte un paio di anni fa, credo, a me sembrava fosse su Gourmet solo che non sono davvero riuscita a ritrovarla, la ricetta originale, boh? Come al solito poi ho un po&#8217; aggiustato secondi i gusti di casamia e infine, oer quanto riguardano le zucche piccole, queste qui sono della varietà <a href="http://coltivarelorto.myblog.it/archive/2011/08/01/la-zucca-hokkaido-o-zucca-uchiki-kuri.html">kuri/hokkaido</a>, dette anche potimarron in francese, e si prestano perfettamente alla &#8216;monoporzione&#8217; (abbondante ;-). Le mie le ho trovate, come al solito, al mercato romano di S. Teodoro, presso il venditore di zucche, appunto :-) Ciò detto, sarei proprio curiosa di rifare la stessa cosa con una zucca grande, tipo &#8216;formato famiglia&#8217; anche se temo che ci vorrebbero dei tempi di cottura parecchio prolungati :-) Per chi si chiederà del risultato: si ottiere, dentro la zucca, una calda e profumosa pappa di pane e formaggio, a ciascuno poi tocca scavare la polpa della propria zucca ed amalgamarla al resto del ripieno, insomma, è coccoloso-godurioso, divertente, neanche tanto malsano e decisamente invernale, a me è piaciuta molto! :-)<br />
<br />
<strong>zucca ripiena di pane e taleggio</strong> (per 2): prendere due piccole zucche kuri, togliere il cappello, aiutandosi con un cucchiaio, svuotare dei filamenti e dei semi. Ritagliare una decina di fettine di pane (3-4mm di spssore, fette non molto più grandi del diametro delle zucche) e affettare 100g di taleggio. Riempire le zucche alternando strati di pane e di taleggio, condire con sale, pepe, noce moscata e salvia tritata. Finire con una fettina di taleggio. Far bollire circa 3dl di brodo di pollo o di verdure insieme a 3dl di latte e versare il liquido caldo nelle zucche, sul ripieno, fino a riempirle quasi del tutto. Rimettere il coperchietto, sistemare le zucche in una teglia, versarci un fondo di acqua e infornare a 200°C per un&#8217;oretta (per assicurarsi della cottura, sollevare il coperchietto e verificare la consistenza della polpa della zucca con la lama di un coltello). Lasciar riposare per qualche minuto e servire caldo.
</div>
<p></p>
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		<title>La croûte aux pommes</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 05:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[belgio]]></category>
		<category><![CDATA[crostata]]></category>
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Pare che oggi sia la giornata mondiale della lentezza e, modestamente, mi pare che semmai sarei stata un&#8217;ottima testimonial per un&#8217;evento del genere, più o meno ai pari col candidato bradipo, basta pensare alla quantità di lavoro che non faccio più, alle mail in ritardo che hanno persino smesso di farmi sentire in colpa, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/02/croute1_ssl.jpg" alt="croute1_ssl" title="croute1_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7749" /></p>
<div class="testo">
Pare che oggi sia la giornata mondiale della <a href="http://www.vivereconlentezza.it/">lentezza</a> e, modestamente, mi pare che semmai sarei stata un&#8217;ottima testimonial per un&#8217;evento del genere, più o meno ai pari col candidato bradipo, basta pensare alla quantità di lavoro che non faccio più, alle mail in ritardo che hanno persino smesso di farmi sentire in colpa, per non parlare della mia velocità di crociera lungo i marciapiedi che è calata almeno almeno del 60%&#8230; Insomma, qua ultimamente, manco a farlo apposta, il tempo prende dimensioni nuove,  inaspettate, e la lentezza acquista un significato nuovo, non qualcosa che si cerca volontariamente, ma qualcosa di interiorizzato&#8230; Cosi la domenica non è più giornata di cucinamenti a gogo, piena di tutte-le-cose-che-in-settimana-non-avevo-avuto-il-tempo-di-fare, ma giornata di lentezza vera, senza sveglia, con colazione all&#8217;ora di pranzo, pomeriggio di tisane, radio e cuciture più o meno dritte, il tutto assemblato con una pacatezza nuova che francamente ignoravo. E di cucinamento, beh, anche li, minimalismo assoluto, con una cosa che fra l&#8217;altro minimal e un po&#8217; lenta lo è davvero&#8230;
</div>
<p><span id="more-7748"></span></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/02/croute2_ssl.jpg" alt="croute2_ssl" title="croute2_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7750" /></p>
<div>
La <em>croûte aux pommes</em>, &#8216;crosta con le mele&#8217;, il nome rende bene l&#8217;idea che deve rendere,  è una cosa che anni fa ogni tanto mangiavo a <a href="http://www.maredsous.be/">Maredsous</a> (i lettori attenti forse ricorderanno dell&#8217;abbazia produttrice di birra e formaggio a due passi da casa mia, per gli altri, non importa :-). Insomma, quella croûte aux pommes, con i suoi pezzettini di mela succulenti e morbide e la sua goduriosa crosta croccante era una specie di naturale incrocio fra la tarte tatin, il crumble e la apple pie, era un po&#8217; tutte queste cose insieme ma nel contempo non era nessuna di queste cose, insomma, era un curioso ibrido che non se la tirava per niente (mi piace da  matti la dicitura &#8216;crosta&#8217;, è cosi, non so, naif, onesta, paesana, cosi poco presuntuosa, così lontana dal volersi attribuire il titolo di &#8216;pasticceria&#8217;, che mi pare una boccata d&#8217;aria, un qualche cosa che da sollievo, a priori), e già da un po&#8217; volevo provare a fare qualcosa di simile, seguendo più che la ricetta &#8211; che non ho &#8211; la memoria. E la memoria mi diceva che si trattava di una manciata di dadi di mela, tagliati grossolanamente, senza che ne fosse nemmeno stata tolta la buccia, generosamente conditi con cannella e zucchero, poi ricoperte da uno strato di frolla, non troppo spesso, niente lievito, in modo da formare appunto una odorosa crosta burrosa e croccante sotto la quale le mele si sarebbero cotte dolcemente impregnandosi dei propri profumi e di quelli che c&#8217;erano stati aggiunti. Beh, eccoqua, seguendo la memoria, quel che ne è venuto fuori è questa cosa qui (a proposito, la scelta delle monoporzioni non è casuale, è che a Maredsous questo dolce veniva proprio servito in tegliette monoporzione rettangolari), l&#8217;unica variante della casa è che ho fatto una frolla con metà farina integrale, cosi, per farla ancora più rustica di quanto già non fosse&#8230; e a proposito di mele e di dolci con le mele, domani avrò una cosetta da chiedervi&#8230; :-))</p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Croûte aux pommes</h3>
<blockquote><p> <em>per 4</em></p>
<p>per la frolla:<br />
<strong>farina</strong> 100g<br />
<strong>farina integrale</strong> 100g<br />
<strong>burro</strong> 100g<br />
<strong>zucchero</strong> 100g<br />
<strong>uovo</strong> 1<br />
<strong>sale</strong> una presa</p>
<p>per il ripieno:<br />
<strong>mele medie</strong> 4<br />
<strong>cannella macinata</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>zucchero</strong> 2 cucchiai<br />
<strong>succo di limone</strong> 2 cucchiai<br />
<strong>estratto di vaniglia</strong> 1 cucchiaino</p></blockquote>
<p>Per prima cosa: lavare le mele, tagliarle a quarti, eliminare il torsolo, e tagliare le mele a dadi di circa 1,5cm di lato (approssimativamente :-). Sistemare i cubetti di mela in una ciotola, aggiungere la cannella, lo zucchero, il succo di limone e l&#8217;estratto di vaniglia, dare una buona mescolata e conservare al fresco.<br />
Per la frolla: versare le farine, lo zucchero e il sale nel foodprocessor, aggiungere il burro freddo a pezzettini, frullare fino a incorporare il burro, aggiungere infine l&#8217;uovo, frullare di nuovo per il tempo che basta a ottenere una palla compatta di impasto. Avvolgere con della pelicola e conservare al fresco per un paio di ore.<br />
Infine: imburrare leggermente 4 tegliette monoporzione, distribuirci i cubetti di mela. Stendere l&#8217;impasto a 2-3mm, dividerlo in 4 e coprire ogni teglietta con una porzione di impasto, premendo i bordi e ritagliando l&#8217;eccesso di impasto (le tegliette dovrebbero risultare sigillate dall&#8217;impasto). Infornare a 180°C per circa 45 minuti o finché la crosta sia diventata dorata e solida. Lasciar intiepidire prima di servire. </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/02/croute3_ssl.jpg" alt="croute3_ssl" title="croute3_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7751" /></p>
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		<title>Potage Parmentier</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 10:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina vintage]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[winter food]]></category>
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Ancora una ricetta di Julia Child, anche se sarebbe più giusto dire &#8211; come per un po&#8217; tutte le ricette della Child &#8211; che più che una ricetta &#8217;sua&#8217; è un intramontabilissimo classico francese al quale il suo libro mi ha fatto ripensare (anche perché poi in realtà io qui non seguo nemmeno la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/02/potage_parmentier1_s.jpg" alt="potage_parmentier1_s" title="potage_parmentier1_s" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7725" /></p>
<div class="testo">
<p>Ancora una ricetta di Julia Child, anche se sarebbe più giusto dire &#8211; come per un po&#8217; tutte le ricette della Child &#8211; che più che una ricetta &#8217;sua&#8217; è un intramontabilissimo classico francese al quale il suo libro mi ha fatto ripensare (anche perché poi in realtà io qui non seguo nemmeno la sua ricetta&#8230;). Insomma, oggi di nuovo zuppa, anzi, <em>potage</em>, un potage di quelli velluttati e confortanti, con, udite udite, solo due ingredienti: porri e patate. Ha! Insomma, non posso che concordare col dire che detto cosi sembra na scemenza (lo è) neanche tanto promettente eppure, v&#8217;assicuro, questo potage riesce a essere terribilmente delizioso :-) (e attenzione, nota al volo: non confondere il potage Parmentier con la <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/03/la-vichyssoise">vichyssoise</a>, che, cipolla più cipolla meno, è grossomodo la stessa cosa, a parte un dettaglio fondamentale: la vichyssoise va servita fredda, la Parmentier invece è calda :-)
</div>
<p><span id="more-7724"></span></p>
<div>
Il &#8217;segreto&#8217; se vogliamo se ne sta sicuramente, come sempre per i piatti con cosi pochi ingredienti, nella qualità delle materie prime e infatti se il potage della Julia-cena l&#8217;avevo fatto con le verdure di San Teodoro (sempre loro), questo secondo giro mi è venuto spontaneo l&#8217;altro giorno quando, aprendo il mio <a href="http://www.biobox.it/index.php">biobox</a> ci ho trovato, fra molte altre cose, appunto, porri e patate (anzi, quello del biobox meriterebbe proprio un post tutto suo, visto che tempo fa qui si era anche disquisito del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/10/donne-e-arrivato-il-cassettone">cassettone</a> dell&#8217;officinae bio, poi magari tornerò sull&#8217;argomento &#8211; che è importante &#8211; ma molto telegraficamente: Biobox è stata una&#8217;ottima scoperta!! intanto perché il box a sé è poco ingombrante e di cartone (da restituire, non come le odiose cassette plastiche che ti molla l&#8217;officinae bio&#8230;) ma sopratutto perché i prodotti sono buoni, molto buoni, e che l&#8217;assortimenti è decisamente variegato, insomma, la mia cassettina sembrava in tutto e per tutto un kit puzzle di ingredienti da assemblare e con cui giocare ogni giorno della settimana (altro che la sindrome del &#8216;mi hanno rifilato 5 kg di biete e mo&#8217; mi tocca mangiare solo quelle per 10 giorni&#8230;). Insomma, per i romani/laziali bisognosi di sapori autentici e che non hanno il tempo per il mercato, il biobox mi pare proprio un&#8217;ottima soluzione :-) </p>
<p>Chiudo qui la parentesi bio, e ne apro un&#8217;altra, sul signor <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antoine_Parmentier">Parmentier</a>, perché non so se lo conoscete ma è un personaggio interessante. Del resto qualcuno l&#8217;avrà già notato, nel registro francese ci sono diverse ricette che portano il suo nome &#8211; la più nota fra tutte immagino sia l&#8217;<em>hachis Parmentier</em>. Insomma, Parmentier era un farmacista e agronomo della metà del settecento, e il suo nome ci è ancora tanto familiare oggi perché è stato, per lo meno in Francia, una figura fondamentale nello sdoganamento della patata in quanto alimento, studiandola prima nel suo <em>Recherches sur les végétaux nourrissants qui, dans les temps de disette, peuvent remplacer les aliments ordinaires, avec de nouvelles observations sur la culture des pommes de terre </em>, poi scoprendone man mano gli aspetti <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Fichier:Examen_physique_pdt-Parmentier.jpg">fisici</a>, divulgando i possibili impieghi in cucina e faccendosene oltretutto il promotore. Ci sono due aneddoti legati a Parmentier che trovo particolarmente gustosi e che la dicono lunga sull&#8217;intelligenza del personaggio: la prima è che per far nascere interesse, da parte dei francesi (i quali fin li consideravano le patate delle piante malsane se non tossiche, da dare semmai in pasto ai maiali), fece sorvegliare i terreni dove li coltivava dalle guardie armate (il popolo prese a pensare che le patate dovessero essere di grande valore, le andava a rubare di notte e cosi le patate si diffusero a Parigi e nel paese :-), poi s&#8217;inventò un&#8217;altra cosa che fa di lui il precursore non solo dei pubblicitari ma anche degli uffici stampa del terzo millennio, lol: organizzò per il suo Re e per una serie di personaggi influenti una cena tutta a base di patate. I convivi furono positivamente colpiti e andarono poi di salotto in salotto a &#8216;promuovere&#8217; spontaneamente la causa del tubero. Geniale no? :-)) Più precisamente, non so e non sono ancora riuscita a capire se questa zuppa è opera sua o se gli è stata dedicata (del suo <em>hachis</em> invece si sa che la ricetta era proprio sua e che fece assaggiare il piatto a Luigi XVI, non sono però riuscita a trovare l&#8217;intero menu della famosa cena), io tenderei per la prima, ma è da confermare&#8230; Resta che questa è un&#8217;ottimissima zuppa per questo finire dell&#8217;inverno :-)</p>
<p>
<strong>ps.</strong> e a proposito di <em>cose francesi</em>, vi ricordo che avete fino a mezzanotte stasera per scrivere nei comment la vostra ricetta preferita per stufati &#038; co e v<a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/02/i-♥-ma-cocotte-a-givaway">incere una delle tre cocottine <em>fiammantemente</em> rosse Le Creuset </a>in palio&#8230; :-))
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Potage Parmentier</h3>
<blockquote><p><strong>porri</strong> 3<br />
<strong>patate medi</strong>e 3<br />
<strong>panna fresc</strong>a 1dl<br />
<strong>brodo di carne</strong><br />
<strong>sale &#038; pepe</strong></p></blockquote>
<p>Lavare i porri e affettarne il bianco e una buona parte del verde (tranne la parte proprio scura e coriacea), sbucciare le patate e tagliarle a pezzetti, sistenare porri e patate in una pentola, coprire a filo con il brodo (o con dell&#8217;acqua, però chiaramente se usate un brodo buono il sapore cambierà notevolmente, anzi, per dirla tutta, io a quest&#8217;ultimo giro di Parmentier ho provato i dadi <em>Camoscio</em> svizzeri &#8211; me li avevano regalati promettendomi meraviglie, ero un po&#8217; scettica però sapete com&#8217;è, la curiosità mi ucciderà &#8211; e alla mia grande sorpresa non sono in effetti niente niente mali&#8230;?! &#8211; della serie &#8216;il mio segreto in cucina, mmmah!! :-)), lasciar cuocere il tutto per mezz&#8217;ora circa fino a quando le verdure non saranno morbide. Poi minipimer, aggiustamento del condimento, riscaldare gentilmente mescolando la panna nella zuppa (vipprego non ricominciate con sta cosa che la panna è grassa, stiamo parlando di 1dl di panna per 4 porzioni, e senza panna questo sarebbe &#8217;soltanto&#8217; un frullato di patate e porri, insomma, secondo me la panna qui dentro svolge un ruolo capitale e arrotondisce perfettamente il risultato finale&#8230; :-), servire nelle ciotoline, eventualmente accompagnando con del pane grigliato. Per 4.</p>
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		<title>Una zuppa rubata (lenticchie &amp; castagne)</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 12:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Cavolo! Uno si distrae un attimo (sapete com&#8217;è, esami, impegni piccoli e grandi, <em>prises-de-tete</em> svariate, nuovi hobby &#8211; prima o poi vi racconto cosa non sto combinando ultimamente su quel versante &#8211; e chi più ne ha più ne metta), insomma, poi per coronare il tutto passi una giornata (ieri) lontano dal computer, e il giorno dopo (oggi) aprire la mail è come scostare con una leggerezza del tutto fuori luogo le ante di un armadio riordinato per finta: ti casca adosso questo mondo e quell&#8217;altro (e qua ci starebbe bene un&#8217;illustrazioncina stile cartoon looney tunes, non so, me fissa davanti al computer coperta da una montagna di piccole buste virtuali da cui spuntano solo due occhi che si strizzano, perplessi, tipo, vabbe&#8217;&#8230; :-). Nella fattispecie, senza considerare il resto della posta, mi ritrovo con circa una ricetta di stufato per ogni giorno dell&#8217;anno (wow!! :-)) e state ben certi che li leggerò tutti, anzi, avete ancora fino al 15 di questo mese per mandarmi la vostra ricetta preferita di stufato (con o senza carne, certo :-) quindi c&#8217;è tempo pure per gli indecisi :-)
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<p>Intanto, oggi, pur di non lasciarvi a digiuno tutta la settimana (ognuno ha i sensi di colpa che si merita :-), un appuntino per una zuppa che avrei appunto rubata (okay, non la zuppa <em>en soi</em> ma il concetto che la precede :-) un paio di settimane fa una sera che ero a cena con due <a href="http://machedavvero.blogspot.com/">amiche</a> <a href="http://www.designperbambini.it/">blogger</a> dalle parti della Garbatella. Il <a href="http://www.ristorodegliangeli.it/">locale</a> dove ci siamo ritrovate è forse più noto per il colore dei capelli della proprietaria che per la sua cucina (che è un po&#8217; da osteria romana e un po&#8217; modaiola e anche un po&#8217; vegetariana, insomma, per me quel posto manca un po&#8217; di un&#8217;identità ben definità però va anche detto che poi curiosamente questo lato dispersivo ha il grande vantaggio che quando si è in tanti finisce che ognuno trova una cosa che va bene per lui&#8230;), fatto sta che quella sera ho ordinato una zuppa di lenticchie con le castagne e come ho letto quell&#8217;abbinamento sul menu mi sono fatta la solita domanda da schiaffone-sulla-fronte: <em>ma com&#8217;è che non c&#8217;avevo mai pensato prima?</em> Insomma, a parte che questa zuppa sarebbe bene cucinarla in autunno con castagne fresche &#8211; cucinarla a febbraio significa, per forza, ricorrere a castagne precotte e confezionate sottovuoto (io non amo molto le castagne secche&#8230;), che sono n&#8217;altra cosa però tant&#8217;è, ormai volevo provare &#8211; ho provato a rifarne una versione a casa, e devo dire che l&#8217;insieme rischia di diventare il tormentone casalingo dell&#8217;autunno prossimo&#8230; :-)</p>
<p><strong>La ricetta fatta a naso:</strong> Far soffriggere leggermente, con un cucchiaio di olio, una carota, una costa di sedano, una piccola cipolla rossa tritati e uno spicchio d&#8217;aglio in camicia. Aggiungere 2 etti di lenticchie lavate (non c&#8217;è bisogno di metterle a bagno prima), dare una buona mescolata e versare poi 1 litro di brodo (vegetale o persino di pollo, fate voi). Aggiungere un rametto di timo, uno di rosmarino e una foglioline di alloro e lasciar cuocere il tutto per mezz&#8217;ora circa. Dopo questo tempo aggiungere due patate sbucciate e tagliate a dadini piccoli, e circa 150g di castagne precotte. Lasciar cuocere per altri 20 minuti (aggiustando eventualmente la quantità di liquido, è una zuppa, non si deve asciugare troppo l&#8217;insieme). A fine cottura, eliminare l&#8217;aglio, l&#8217;alloro e quel che rimane dei rametti di timo e rosmarino, e minipimerizzare circa metà della zuppa, in modo da ottenere una metà &#8216;&#8217;solida&#8221; e una metà omogeneizzata. Mescolare bene il tutto, aggiungere ciò che vi avanza di castagne precotte spezzettandole (la confezione credo sia di 250g), riscaldare gentilmente il tutto, verificare il condimento e servire con delle fettine di pane abbrustolite sotto il grill.
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