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	<title>il cavoletto di bruxelles &#187; Varie</title>
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	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
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		<title>Rhubarbe fraise</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 07:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Bene. Riepilogando: ho passato due giorni a Bruxelles, due giorni molto pieni, e molto belli, e profondamente intrisi di un mood surrealista alla belga (non so se riuscite a immaginarvi ma presentare il proprio libro a degli italiani che sono immigrati nel tuo paese mentre tu te ne stai nel loro beh, come dire, fa [...]]]></description>
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<div class="testo">
Bene. Riepilogando: ho passato due giorni a Bruxelles, due giorni molto pieni, e molto belli, e profondamente intrisi di un mood surrealista alla belga (non so se riuscite a immaginarvi ma presentare il proprio libro a degli italiani che sono immigrati nel tuo paese mentre tu te ne stai nel loro beh, come dire, fa venire un po&#8217; la vertigine :) Sono stati in ogni caso due giorni di chiacchiere, di scoperte, di nuovi incontri e ritrovi di quelli che ti fanno tenerezza e anche&#8230; di bel tempo :-) Magari lascerò qualche appuntino bruxellese più avanti, intanto ne approfitto per augurare ogni sorta di bene alle stupende ragazze di <a href="http://www.lavitaebelga.eu/">La vita è belga</a>, e ai ragazzi di <a href="http://www.piolalibri.be/">La Piola</a>, e poi anche agli altri italiani finiti per un motivo o un&#8217;altro nella mia città&#8230; :-)
</div>
<p><span id="more-6197"></span></p>
<div>
Dopo Bruxelles poi, sono andata &#8216;a casa dei miei&#8217;, a <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Dinant">Dinant</a>. E difficile da raccontare, mancavo da anni, anzi, è un luogo quello dove sono cresciuta in parte e che dove dai tempi dell&#8217;università non riuscivo a sostare piu di due giorni di seguito prima di scappare via. Ho ritrovato dei paesaggi verdissimi, bellissimi, un&#8217;aria profumosa, l&#8217;acqua del fiume fascinosa, un cielo blu carico e  su tutto, un ritmo tranquillo, sereno, lo stesso identico che anni f non faceva per me. Humm. Un po&#8217; come dire che niente mai si risolve, e che le soluzioni in fin dei conti sono sempre più temporanee di quel che si crede. Chiamiamola la crisi d&#8217;identità dell&#8217;emigrato va&#8230; :-) In ogni modo, prima o poi (direi più prima che poi visto che fra un paio di giorni sarò di nuovo dall&#8217;altra parte dello specchio) vi farò vedere un paio di vedutine del mio chez moi, nel mentre però avevo appuntamento in cucina, con il rabarbaro (appositamente apparso nell&#8217;orto di mio padre l&#8217;anno scorso, causa &#8216;ammiafigliapiacetanto&#8217;). </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/05/rhubarbe2ssl.jpg" alt="rhubarbe2ssl" title="rhubarbe2ssl" width="500" height="1457" class="alignnone size-full wp-image-6199" /></p>
<p>Non so se devo ancora spiegare qualcosa del <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Rhubarbe">rabarbaro</a>, insomma, mi par di capire che in alcune parti nordiche d&#8217;Italia c&#8217;è, e del resto ne avevamo già glosato <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/05/crostatine-al-rabarbaro">abondantemente</a> qui un po&#8217; di <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/06/le-invasioni-rabarbariche">tempo</a> <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/06/rabarbaro-ancora">fa</a>. Il rabarbaro va bene con diverse cose ma uno dei suoi abbinamenti feticci si fa con le fragole, e fra il rabarbaro dell&#8217;orto e le fragole di <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Fraise_de_W%C3%A9pion">Wepion</a>, famosisssssime e coltivate a pochi passi da casa mia, beh, diciamo che la strada era tutta tracciata. In più c&#8217;era in frigo una buona scorta di panna e burro francesi (aaahhhhhhh&#8230; non so se lo sapete ma da qui la frontiera francese dista 15km), e cosi fra una cosa e l&#8217;altra, il primo giro di rabarbaro è finito in crumble e pannacotta (cacciate l&#8217;italianitudine dalla porta e torna dalla finestra&#8230; :) Due mezzi appunti: per il crumble mi sono ispirata a una ricetta di <a href="http://smittenkitchen.com/2007/05/crumbling-crisp-convictions/">Smitten kitchen</a> (nel senso che l&#8217;ho letta e poi ho fatto a occhio :-) che però trae spunto da una cosa che avrebbe fatta la Nigella, da qualche parte, ovvero: hanno aggiunto del lievito per dolci nell&#8217;impasto da crumble. Vi dirò: non ci avevo mai pensato e non è affatto scemo, anzi, in questo modo il crumble viene un filo piu leggero e più croccante. In piu mettono anche un po&#8217; di fecola di mais nella frutta (ho diminuito drasticamente le quantità però la cosa in effetti ha un suo senso). </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/05/rhubarbe3ssl.jpg" alt="rhubarbe3ssl" title="rhubarbe3ssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-6200" /></p>
<p><strong>Crumble di rabarbaro e fragole.</strong> Lavare tre coste di rabarbaro e una quindicina di fragole (insomma, abbastanza per riempire una teglia, la mia era di 22cm diametro), tagliare il tutto a pezzettini e sistemare in una teglia (da crostata o da forno) leggermente imburrata. Aggiungere il succo di mezzo limone, due cucchiai di zucchero e un cucchiaio di fecola di mais, dare una buona mescolata. Per le briciole: mescolare 100g di burro fuso con circa 130g di farina, 3 cucchiai di zucchero di canna, un cucchiaio di zucchero vanigliato, una presa di sale e una punta di lievito per dolci. Lavorare con un cucchiaio (e aggiungere farina) finché il composto non diventi grumoso). Sbiciolare l&#8217;impasto sopra la frutta e infornare il tutto a 170°C per una cinquantina di minuti o finché la superficie del crumble non sia dorata. Servire tiepido con un bel cucchiaio di crème fraiche épaisse (del tipo che a Roma non lo trovo mai), altrimenti con del gelato alla vaniglia. </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/05/rhubarbe4sssl.jpg" alt="rhubarbe4sssl" title="rhubarbe4sssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-6209" /></p>
<p><strong>Pannacotta rabarbaro, fragole e arancia. </strong>Portare a ebollizione 25cl di panna fresca con 25cl di latte intero (nel mio caso, latte fresco dalla fattoria qui vicino :p), un cucchiaino di estratto di vaniglia e 50g di zucchero. Spegnere e aggiungere due foglioline di gelatina ammollata in precedenza (andrebbe benisismo anche l&#8217;agar solo che ancora non sono arrivata a portarmelo in viaggio :-), mescolare e versare in 5 bicchierini, far rassodare al fresco per un paio di ore. Poi tagliare a pezzettini una costa di rabarbaro e 6 fragole, sistemare il tutto in un pentolino insieme al succo di un&#8217;arancia e un cucchiaio della sua buccia grattuggiata. Aggiungere due cucchiai di zucchero, portare il tutto a ebollizione e lasciar cuocere per 5 minuti. Passare al frullatore e aggiungere infine una fogliolina di gelatina. Versare sulla panncotta rappresa e tenere il tutto al fresco per due ore prima di servire.
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/05/rhubarbe5ssl.jpg" alt="rhubarbe5ssl" title="rhubarbe5ssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-6202" /></p>
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		<title>That&#8217;s all Folks!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 19:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cavoletto in japan]]></category>
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		<title>Il Pandoro</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:08:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Ebbene sì, ho ceduto anch&#8217;io. Nonostante veramente, anche mentre contemplavo la mia creatura che stava lievitando, ho pensato &#8216;ma perché io sto faccendo un pandoro se a me i pandori non piacciono? siam diventati matti?? Beh si, in effetti, dev&#8217;essere stata una sotile forma di contaminazione natalizia, ecco&#8230; Insomma, per me i Pandori erano semmai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/12/pandoro.jpg" alt="pandoro" title="pandoro" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-4661" /></p>
<div class="testo">
<p>Ebbene sì, ho ceduto anch&#8217;io. Nonostante veramente, anche mentre contemplavo la mia creatura che stava lievitando, ho pensato &#8216;<em>ma perché io sto faccendo un pandoro se a me i pandori non piacciono? siam diventati matti??</em> Beh si, in effetti, dev&#8217;essere stata una sotile forma di contaminazione natalizia, ecco&#8230; Insomma, per me i Pandori erano semmai quelle cose cotonnose delle pubblicità, le scatole rosa, le indicazioni, misteriose, mai viste osservare, di &#8216;tenerlo sul termosifone che si ammorbidisce&#8217; e cose del genere. Il Panettone quello si, avvoglia se l&#8217;ho mangiato, non ci scampi, in versione lombarda, certo, ma anche romana, campana, persino siciliana. E farciti con dituttoedipiù, anzi, uno dei miei panettoni preferiti è <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/01/scontato">siciliano</a>, alla mandorla d&#8217;avola, ve ne avevo già parlato, poi c&#8217;è stato l&#8217;anno del panettone di <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/11/e-il-miglior-cornetto-de-roma">Cristalli di Zucchero</a>, e quest&#8217;anno invece ho scoperto e amato follemente il panetone al mandarino di <a href="http://www.loison.com/index.php?lang=it">Dario Loison</a> :) Del pandoro invece, nulla, nada, non avevo neanche mai provato una versione artigianale, insomma il nec plus ultra assaggiato in materia era quella cosa industriale farcita di crema al limone (sarebbe un commento ironico, questo :). In sostanza, non sapevo nemmeno che sapore dovesse avere, un pandoro, ecco.
</div>
<p><span id="more-4650"></span></p>
<div>
<strong>Stampi &#038; stampi</strong><br />
Questa cosa del pandoro ha iniziata a frullarmi per la mente intanto perché era un anno che avevo degli stampini per pandorini, mini, in silicone,  e l&#8217;idea iniziale era appunto di farli mini. Poi però leggendo la ricetta (dico &#8216;la&#8217; perché ovunque uno si giri, nella rete, l&#8217;unica ricetta che si vede è quella delle <a href="http://blog.paperogiallo.net/2009/08/la_buona_cucina_delle_sorelle_simili.html">Sorelle Simili</a>, unnomeunagaranzia, lol), ho iniziato a pensare che i formini da pandorini sono in realtà un palesissimo controsenso, un oximoro pasticciere, perché l&#8217;impasto va sfogliato, come per la pasta sfoglia, quindi o uno sfoglia i suoi sei pandorini separatamente (ci sarà pure un limite alla maniacalità in cucina no??), o, boooh, ciccia??&#8230; Infatti, giusto per levarmi ogni possibile dubbio, l&#8217;ho anche fatto, preparato un impasto dividendolo dopo sfogliatura in sei pezzetti ed è stato, com&#8217;era ovvio che sarebbe stato, ma mi premeva sincerarmene, un mezzo disastro :). Insomma, giorno dopo giorno cresceva la frustrazione, e la certezza che se s&#8217;aveva daffa&#8217; sto pandoro ci voleva lo stampo ad hoc, cioè: grande (visto mille volte sempre snobbato, chiamatemi scema). Cosi l&#8217;altra mattina, reduce di un bel giro fra circoscrizione e polizia (5 ore, <em>une bagatelle</em>, e, per la cronaca, no, non  è finita&#8230; :), mi sono vendicata con un salto da <a href="http://www.peronisnc.it/home.asp">Peroni</a> dove ho preso uno stampo da pandoro. Di silicone. In realtà tempo fa <a href="http://catalogo.giunti.it/scheda.php?idscheda=15909">Annalisa Barbagli</a> mi aveva detto che la forma del pandoro con il silicone non viene affatto bene, me l&#8217;aveva detta triste e dispiaciuta (suppongo che anche lei, nella follia prenatalizia, avesse trovato solo quello), e cosi, quando la signora Peroni mi ha proposto due modelli in silicone (<em>quelli di aluminio sono finiti e non so se arriveranno prima di Natale&#8230;</em>), ho storto il muso e ho chiesto se era ben sicura che questi non si allargavano poi sotto la spinta dell&#8217;impasto?? Risposta, categorica: <em>nonononnonono, assolutamente, questa silicone è solidissima, vede quant&#8217;è spessa?! Molti clienti ce l&#8217;hanno comprato&#8230;</em> Just to be sure: &#8216;E Sicura eh?? Nessuno che sia mai mai tornato a dirle che non viene una bella forma di pandoro con &#8217;sto coso?? <em>nonononono, assolutamente, ecc&#8230;.</em> Beh, ecco, posso dire già da ora che come sempre, aveva ragione Annalisa (io come al solito finché non ci vado a sbattere col muso sopra continuo a sperare), e avremmo anche abbastanza dimostrato che i clienti di Peroni sono dei gran timidoni (o degli acquirenti frenetici che poi non mettono in atto i propositi pasticcieri, non saprei) perché, fatta la prova&#8230; ciò che esce fuori dopo cottura dallo stampo di silicone assomiglia, più che a un pandoro&#8230; a un baba. Il ché non sarebbe poi male, in fondo, se veramente avessimo cercato di produrre un baba. La noia è che noio si voleva un pandorooooooooo&#8230; Risultato dell&#8217;operazione: oltre 12 ore di lievitazione e 22 eurini di stampo tutti da buttare (certo, potrei sempre reciclaro comme un originalissimo <em>pot à fleurs</em>&#8230; :/). Giusto per chiarezza: <strong>non fatevi mai e poi mai venire l&#8217;insana idea di cuocere un pandoro in uno stampo di silicone, velo dico ioooooooo velodico!! :)  </strong> (accessoriamente mi poneva quest&#8217;altra domanda ontologico/esistenzialista: ma quelli che li producono gli stampi di silicone, poi non li provano??? e se li hanno provato, come gli è venuto in mente di metterli sul mercato?! Bah, misteri del commercio&#8230; )<br />
Corollare: l&#8217;endomai mattina, dopo aver considerato brevemente, e con una certa melancolia, il mio pandoro/baba, mi sono sfiondata, con il coltello fra i denti, dal mio casalinghi di fiducia, ovvero Sonino in via del porto fluviale (se siete di zona fateci un giro, hanno davvero mille cose che uno non penserebbe maaaaaiii di trovare inun posto del genere), pregando strada faccendo di trovarlo li, il tanto agognato stampo di aluminio, sperandoci poco&#8230; E invece ce l&#8217;avevano, al ridicolo prezzo di 13 euro (hai capito il silicone bastardo?? oh, scusate&#8230; :). A sto punto, chiaramente, visto ciò che ho investito di stampi mi tocca fare pandori tutti i giorni fino alla beffana per amortizzare un minimo, vabbeh&#8230; Certo, lo stampo rigido prende più spazio (devo ancora studiare dove collocarlo fra lo stampo da chiffon cake, quello da charlotte e via dicendo di cose improbabili che uso una volta ogni anno bissestile, vabbe), però lo stampo rigido presenta l&#8217;enooorme vantaggio (oltre a essere meno costoso) di essere, appunto, come lo dice il nome stesso, rigido :P
</div>
<p></p>
<div>
<strong>Il Signor Pandoro</strong><br />
Tutti i vostri (immani) sforzi vengono però ricompensati: La ricetta viene (alleluia! :), l&#8217;aroma di cottura è lussuosamente burroso (chi era già che diceva che questo blog è troppppo burroso?! :)), e, non so se questo assimiglia a cosa dovrebbe essere ma in ogni caso, da soddisfazione, è aromatico, morbido, ganzo, un signor pandorone insomma :)) Certo, bisogna stargli un pochino dietro, diciamo che fra una cosa e l&#8217;altra uno inizia verso le 15 e finisce di cuocere il giorno dopo, anche se chiaramente i tempi di riposo in frigo o di lievitazione a temperatura ambiente, visto che fa feddo, permettono di fare anche dell&#8217;altro in mezzo, per esempio andarsi a bere una birra con un&#8217;amica, e le mie amiche ne sanno qualcosa :) Personalmente ai giri successivi ho anche lasciato l&#8217;impasto, fra un giro di sfoglia ell&#8217;altro, parecchio più di 20 minuti al frigo, perché non sempre posso fare solo quello. Ammetto che fino all&#8217;ultimo non ci ho creduto più di tanto (insomma, al primo giro di pandoro, la sera dopo le svariate sfogliature ero rimasta con una palla di impasto che riempiva, si e no, un quarto del mio stampo, avvoglia di farina manitoba, non ci avrei scommesso più di cinque lire sul fatto riuscisse a riempirlo tutto, lo stampo, bello appesantito com&#8217;era di burro&#8230; Anzi non risparmiate sull&#8217;ultima lievitazione, che non faccio in forno ma a temperatura ambiente (finalmente ho trovato un lato positivo al fatto che non ci fossero termosifoni nella mia cucina :)), così il futuro pandoro se ne sta buono tutta la notte, per una decina di ore. E importante che nell&#8217;ultima lievitazione cresca al massimo, nel sennso che deve proprio riempire tutto quanto lo stampo prima di infornarlo :)  Verdetto finale: dopo questo col cavolo che mi spacceranno mai più scatolettte rosa, anzi, vi lascio, c&#8217;avrei da mettere su il prossimo, che devo pure io pensare ai regalini natalizi :)</p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Il Pandoro delle Sorelle Simili</h3>
<p><em>per 1 pandoro di 1 kg</em></p>
<blockquote><p><em> ingredienti</em><br />
<strong>farina manitoba</strong> 450g<br />
<strong>zucchero</strong> 135g<br />
<strong>burro a temperatura ambiente</strong> 170g<br />
<strong>uova</strong> 4<br />
<strong>lievito di birra</strong> 18g<br />
<strong>sale</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>vaniglia</strong> 1 bacca<br />
<strong>acqua</strong></p></blockquote>
<p>Il pandoro si realizza in tre impasti successivi, gli ingredienti menzionati sotto vanno quindi a detrarsi di volta in volta da quelli qui sopra, che sono la somma del tutto.<br />
<strong><br />
1.  il lievitino</strong></p>
<blockquote><p><strong>acqua tiepida</strong> 60g<br />
<strong>farina manitoba</strong> 50 gr<br />
<strong>lievito di birra</strong> 15g<br />
<strong>zucchero</strong> 10g<br />
<strong>tuorlo</strong> 1</p></blockquote>
<p>Sciogliere il lievito nell&#8217;acqua. Aggiungere gli altri ingredienti, mescolare bene con una forchetta, coprire con della pelicola e lasciar lievitare per un&#8217;oretta o inché il volume iniziale non sia radoppiato. Questa e le successive lievitazioni (tranne l&#8217;ultima), le ho fatte al forno a 40°.</p>
<p><strong>2. primo impasto</strong></p>
<blockquote><p><strong>il lievitino</strong><br />
+<br />
<strong>farina manitoba</strong> 200g<br />
<strong>uovo</strong> 1<br />
<strong>burro</strong> 30g<br />
<strong>zucchero</strong> 25g<br />
<strong>lievito di birra</strong> 3g<br />
<strong>acqua tiepida</strong> 2 cucchiai</p></blockquote>
<p>Sciogliere il lievito di birra nell&#8217;acqua. Versarlo poi sul lievitino, aggiungere gli altri ingredienti, impastare per qualche minuto (da qui in avanti uso la planetaria con il gancio). Coprire di nuovo la ciotola e rimettere il tutto a lievitare per 45/60minuti, fino al radoppio.</p>
<p><strong>3. secondo impasto</strong></p>
<blockquote><p><strong>primo impasto</strong><br />
+<br />
<strong>farina manitoba</strong> 200g<br />
<strong>zucchero</strong> 100g<br />
<strong>uova</strong> 2<br />
<strong>sale</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>vaniglia</strong> 1 bacca</p></blockquote>
<p>Aggiungere nella ciotolona del secondo impasto gli altri ingredienti (della vaniglia si aggiungono solo i semini ovviamente) e mettere a impastare il tutto per una decina scarsa di minuti (per chi usa la planetaria, gancio impasto e velocità 1 :). Io qui aggiungo uno o due cucchiai di farina per non avere un impasto troppo molle (forse la devo smettere di comprare uova grandi, mo&#8217; che ci penso? :) Al finale non viene comunque un impasto compatto, rimane leggermente appiccicoso :) Coprire di nuovo la ciotola (non che sia importante ma io dall&#8217;inizio alla fine ho usato la ciotola dell&#8217;impastatrice, no dico, per una volta che sono riuscita a non sporcare 5 ciotole diverse&#8230; :), lasciar lievitare per circa 1h30, fino al radoppio della pasta. Poi trasferire tutto quanta la ciotola con l&#8217;impasto in frigorifero, per 45 minuti. </p>
<p><strong>4. sfogliare l&#8217;impasto</strong></p>
<p>Riprendere l&#8217;impasto dal frigo, reimpastarlo velocemente con le mani su una ripiano leggermente infarinato, e stenderlo al mattarello in un quadrato di 1 cm di spessore circa (sarà circa 30cm di lato). Sistemare al centro 140g di burro morbido, a fiocchetti, poi ripiegare gli angoli del quadrato  sul centro, chiudendo il burro, formando un secondo quadrato (una busta :) più piccolo. Chiudere bene le pieghe, poi con il mattarelle stendere in quadrato in una strischia davanti a sé (lungo circa 3 volte il lato iniziale del quadrato). Ripiegare la striscia in 3 (come si farebbe con la pasta sfoglia: ripiegare il terzo superiore sul centro e il terzo inferiore sui due di prima). Avvolgere di pelicole e mettere al fresco per 20 minuti. Ripetere due volte questa ultima operazione (qui faccio esattamente come con la pasta sfoglia, tengo la piega a destra e stendo in &#8216;verticale&#8217;davanti a me). </p>
<p><strong>5. ultima lievitazione e cottura </strong></p>
<p>Spenellare il pacchettino di pasta sfogliata con un po&#8217; di burro fuso e, con le mani, formare una palla, riportando tutte le chiusure sotto la palla di impasto. Imburrare per bene lo stampo (da 1kg), sistemarci la palla con la chiusura dell&#8217;impasto verso l&#8217;altro, coprire con della pelicola, meglio se spennellata con un goccio d&#8217;olio, e lasciar lievitare fino a quando l&#8217;impasto inizierà a uscire dello stampo (ancora non ho capito il tempo preciso e comunue dipende dalla temperatura ambiente ma siamo sui 10/12 ore, ovviamente).<br />
Infine, fare cuocere il pandoro per 10 minuti a 165° poi per 20 minuti a 155° e infine altri 15 minuti a 150° (ho un po&#8217; adattato i tempi di cottura delle Simili, che dicono 10 minuti a 170°e 10 a 160° e basta, al mio forno, comunque al prossimo giro a metà cottura metto un foglio di carta da forno sopr in modo da non far dorare troppissimo la superficie dell&#8217;impasto). Fare una prova stechino con un lungo spiedino di legno, deve uscire asciutto. Sfornare, capovolgere e sformare. Lasciar raffreddare e cospargere con dello zucchero a velo. (poi aspetto che sia del tutto freddo, chiudo il pandoro in un sacchettino per alimenti, due giri di carta velina bianca, un nastrino, un&#8217;etichettina e hop: regalino natalizio :)</p>
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		<title>Mascarpone, vaniglia e fichi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 08:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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Certo che qua se dovrò continuare a fare a meno del forno finirò reginetta del dolce al cucchiaio, mah? :-) Dunque, di &#8217;sto giro si tratta di cremine un po&#8217; infantili e un po&#8217; da dispensa, insomma, una roba classificata &#8216;è-domenica-pomeriggio-e ho-voglia-di-dolcezza-ma-senza-fare-la-spesa-anche-perché-tanto-è-tutto-chiuso&#8217; e anche un ottimo modo per usare quel mezzo quintale di marmellata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2009/01/fig_vanillapudidng_ssl.jpg" alt="" title="fig_vanillapudidng_ssl" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-2470" /></p>
<div class="testo">
<p>Certo che qua se dovrò continuare a fare a meno del forno finirò reginetta del dolce al cucchiaio, mah? :-) Dunque, di &#8217;sto giro si tratta di cremine un po&#8217; infantili e un po&#8217; da dispensa, insomma, una roba classificata &#8216;è-domenica-pomeriggio-e ho-voglia-di-dolcezza-ma-senza-fare-la-spesa-anche-perché-tanto-è-tutto-chiuso&#8217; e anche un ottimo modo per usare quel mezzo quintale di marmellata di fichi dello scorso estate che se ne sta li perché tanto voi (vabbe&#8217;, okay: io) la marmellata la fate ma poi non la mangiate :-)
</p></div>
<p><span id="more-2469"></span></p>
<div>
<p>Anzi, per la precisione: la marmellata che ho usata (potete in realtà usare un po&#8217; quella che più vi garba) è di fichi neri e vaniglia, fatta in calabria l&#8217;anno scorso, secondo il metodo Ferber. In realtà meritava un post tutto suo solo che, beh, quando mi sono ricordata di non averlo scritto il tempo dei fichi era ormai bello e passato e così quel post, a novembre, non aveva più un granché senso. Il punto è che gli anni precedenti cercavo un modo di fare la marmellata di fichi (si scusate son fissata coi fichi ma insomma c&#8217;ho pure il terreno pieno :-), senza far cuocere la frutta per due ore come fa invece mia suocera perché così faceva sua nonna ecc, semplicemente perché non mi piace un granché la frutta strastracotta. Così m&#8217;ero buttata sul fruttapec, che da risultati soddisfacenti, e poi ho letto di come fa le marmellate Christine Ferber, la guru alsaziana in materia. Ovvero aggiunge il succo di un limone, porta frutta e zucchero (qui 1kg di fichi e 800g di zucchero) a ebollizione, spegne, lascia riposare per una notte, poi fa bollire di nuovo per 5 minuti ed è pronto. Quindi, frutta per niente distrutta dalla lunga cottura, e una consistenza marmelatosa perfetta. Un genio! :-) </p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Budini mascarpone, vaniglia e fichi</h3>
<p><em>per 6 bicchieri</em></p>
<blockquote><p><strong>latte</strong> 50cl<br />
<strong>zucchero</strong> 200g<br />
<strong>mascarpone</strong> 120g<br />
<strong>fecola di mais</strong> 2 cucchiai e mezzo<br />
<strong>burro</strong> 2 cucchiai<br />
<strong>estratto naturale di vaniglia</strong> 2 cucchiaini<br />
<strong>marmellata</strong> (fichi, prugne, arancia&#8230;) 4 cucchiai<br />
<strong>grappa</strong> 1 cucchiaio<br />
<strong>succo di limone</strong> 1 cucchiaio</p></blockquote>
<p>Versare il latte in un pentolino, aggiungere il mascarpone, lo zucchero, la fecola di mais e una presa di sale, portare a ebollizione mescolando con una frusta in modo da far sciogliere bene la fecola. Far cuocere per un minuti mescolando sempre, poi spegnere, aggiungere il burro e l&#8217;estratto di vaniglia e mescolare di nuovo, fino a ottenere una crema omogenea.Versare la crema in 6 bicchierini emetterli al fresco per un paio di ore. Infine, scaldare la marmellata con la grappa, due cucchiai di acqua e e il succo di limone, lasciar bollire per un minuto e versare un cucchiaino di marmellata su ogni budino. Rimettere al fresco prima di servire. </p>
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		<title>Auguri!</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/12/auguri-2</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 10:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nei prossimi giorni saremo tutti più buoni, più felici e possibilmente più golosi, e prima che inizino le tante agognate ferie (non vedevo l&#8217;oraaaa :-), le mangiate, le ceremonie dei regali e pensieri, volevo farvi anch&#8217;io i miei Auguri. Per Natale e per tutto quanto il fine anno, spero che vivrete, a tavola e in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/12/auguri_natale08_ssl.jpg" alt="" title="auguri_natale08_ssl" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-2323" /></p>
<p>Nei prossimi giorni saremo tutti più buoni, più felici e possibilmente più golosi, e prima che inizino le tante agognate ferie (non vedevo l&#8217;oraaaa :-), le mangiate, le ceremonie dei regali e pensieri, volevo farvi anch&#8217;io i miei Auguri. Per Natale e per tutto quanto il fine anno, spero che vivrete, a tavola e in ogni altro dove, dei momenti sereni con le persone che amate. Buona Feste a tutti! :-)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come cucinare per 20. Senza cucina(re).</title>
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		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/11/come-cucinare-per-20-senza-cucinare#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 14:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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Casa nuova, vita nuova e quind&#8230; inviti a cena! Ovviamente sono impazientissima di tornare a cucinare e fare un po&#8217; di cene serie, nel mentre però, quando ci vuole ci vuole, e così ho fatto una cena non cena, insomma un invito a pane e salame, che poi proprio proprio pane e salami non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/11/cena_gae1_ssl.jpg" alt="" title="cena_gae1_ssl" width="420" height="420" class="alignnone size-full wp-image-2190" /></p>
<p>Casa nuova, vita nuova e quind&#8230; inviti a cena! Ovviamente sono impazientissima di tornare a cucinare e fare un po&#8217; di cene serie, nel mentre però, quando ci vuole ci vuole, e così ho fatto una cena non cena, insomma un invito a pane e salame, che poi proprio proprio pane e salami non è stato. Vi lascio due appunti su come mi sono organizata, sissammai che aveste bisogno di qualche spunto per un buffet giusto un filo goloso, senza passare due giorni interi in cucina appunto&#8230; </p>
<p><span id="more-2189"></span></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/11/cena_gae2_ssl.jpg" alt="" title="cena_gae2_ssl" width="420" height="628" class="alignnone size-full wp-image-2191" /></p>
<p>La mattina, un po&#8217; di spesa al <a href="http://www.comptoirdefrance.it/main.php?pagina=home">comptoir de france</a>: conté stravecchio, laguiole, fourme d&#8217;ambert, una marmellatina bio fichi e noci per accompagnare tutto ciò e qualche boccia di champagne in più di quelle che già avevo prese alla cantina di san pietro. E poi, lavaggio di calici, piattini di carta, forchettine di legno, e infine tante vaschettine firmate roscioli da scartare&#8230; </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/11/cena_gae3_ssl.jpg" alt="" title="cena_gae3_ssl" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-2192" /></p>
<p>Dicevamo quindi: <a href="http://www.anticofornoroscioli.com/homepage.htm">Roscioli</a>. Intanto devo dire che il delivery è davero una gran bella cosa. Mi sono arrivate a casa le vaschettine di affettati, le bustone di panini, di pane, e di pizza bianca (ecco, a parte che, forse l&#8217;avevo già detto, cenerei anche tutta la vita con solo piazza bianca e salumi made in roscioli, il tutto accompagnato da bolliccine d&#8217;obbligo, mi sono accorta che se proprio potessi scegliere vorrei reincarnarmi in una bustina di carta che racchiude appunto la pizza bianca del forno roscioli: il profumino è fantastico, assoluto, non scherzo :-). Ve la faccio breve: bocconcini, rotolini di carpaccio, prosciutto, lardo, mortadella, ecc, basta scartare e sistemare sui vassoi, e voilà :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/11/cena_gae4_ssl.jpg" alt="" title="cena_gae4_ssl" width="420" height="610" class="alignnone size-full wp-image-2193" /></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/11/cena_gae5_ssl.jpg" alt="" title="cena_gae5_ssl" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-2194" /></p>
<p>Sicocme poi però 20 persone sono tante e che in fondo c&#8217;è sempre un po&#8217; il timore di farli stare con la fame, sono anche passata da <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/03/lora-di-pranzo-il-tagliapizza">Pino Arletto</a> dove ho ritirato un certo numero di scatole. Dentro, alcune delle mie pizze preferite, come quella con fiori di zucca e alici, chiodini e mozzarella affumicata, prosciutto, pesto e funghi, e ne passo, senza dimenticare le mitiche girelle piccantine.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/11/cena_gae6_ssl.jpg" alt="" title="cena_gae6_ssl" width="420" height="565" class="alignnone size-full wp-image-2195" /></p>
<p>Siccome poi ci voleva anche un dolce e che non potevo fare nemmeno quello (sniff) ho ordinato una torta da <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/11/e-il-miglior-cornetto-de-roma">cristalli di zucchero</a>: si chiama Williams ed è una specie di entremet con una base di biscotto ale nocciole, e un cuore di ricotta e pere caramellate racchiuso in un generoso strato di mousse di cioccolato al latte. Pesava tre chili ed è ovviamente totalmente scomparsa. Già che c&#8217;ero, ho preso dall&#8217;assortimento di pasticceria salata un po&#8217; di mini hamburger, completi di senape, lattuga e pomodoro :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/11/cena_gae7_ssl.jpg" alt="" title="cena_gae7_ssl" width="420" height="565" class="alignnone size-full wp-image-2196" /></p>
<p>Eppoi, visto che 20 persone son tante e che in fondo c&#8217;ho sempre il timore ecc, ho anche preparato una <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2006/07/insalata-di-couscous">insalata di couscous</a>, dopodiché, per par condicio (siam sempre calabresi dentron&#8217;est-ce pas), mi è stato fornito anche il <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2006/09/baccala-fritto-al-pomodoro">baccalà alla zia concetta</a> e lo stoccafisso con patate e olive (senza dimenticare il caciocavallo e il pecorino crotonesi, freschi di viaggio lungo la SA-RC). </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/11/cena_gae8_ssl.jpg" alt="" title="cena_gae8_ssl" width="420" height="565" class="alignnone size-full wp-image-2197" /></p>
<p>E da bere? beh&#8230; :-))</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/11/cena_gae9_ssl.jpg" alt="" title="cena_gae9_ssl" width="420" height="280" class="alignnone size-full wp-image-2198" /></p>
<p>E come per tutte le cose belle, l&#8217;endomani è un altro giorno, in cui si ari-lavano 24 calici, più tutti quanti i piatti nella vasca da bagno (si, lo so, che schifo, ma d&#8217;altronde, non l&#8217;avevo mai usata la vasca e devo dire che dopotutto la cipolla della doccia non funziona malino per schiacquare i piatti :), moci e stracci vari e poi tante tante buste della spazzatura, bottiglie vuote e anche tanti avanzi per oggi, domani, e chissà quanti giorni ancora :-)</p>
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		<title>Il Lonzino Speziato di Filippo V®</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 21:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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Vabbuo&#8217;. Dopo 16 giorni di cappuccino al bar, cena fuori e sosta serale nel cucinotto di mia suocera, col  portatile allacciato al suo wifi, sono pronta per una dichiarazione solenne: Se c&#8217;è nella sala qualcheduno che lavora per fastweb gli prego in ginocchia di prendere la mia pratica e di metterla in cima alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/07/lonzinofil1_ssl.jpg' alt='lonzinofil1_ssl.jpg' /></p>
<div class="testo">
<p>Vabbuo&#8217;. Dopo 16 giorni di cappuccino al bar, cena fuori e sosta serale nel cucinotto di mia suocera, col  portatile allacciato al suo wifi, sono pronta per una dichiarazione solenne: <em><strong>Se c&#8217;è nella sala qualcheduno che lavora per fastweb gli prego in ginocchia di prendere la mia pratica e di metterla in cima alla montagna di clienti da allacciare&#8230;</strong></em> (chiedo perché mo mi sono proprio scocciaaataaaaa!!! :-))) Intanto, certo, il digiuno di rete fa anche bene: a parte che con questa mia astinenza dovrebbe diminuirmi un po&#8217; il rischio di infarto (negli states pare che si siano studiato la questione seriamente e sembrerebbe che il blogger è un soggetto a rischio, mah), in compenso, già che non ho di meglio da fare sono diventata esperta di csi, cold case, crozza italia, montalbano e quant&#8217;altro, per ora riesco giusto ancora a evitare i pacchi e atri quizz dementi ma non so per quanto tempo ancora resisterò e infatti mi sento già diventare scema. Insomma, la situazione è disperata ma non seria, e urge adsl :-)
</div>
<p><span id="more-1794"></span></p>
<div>
<p>Nel mentre quindi, solo cose casalinghe, poca cucina (ci ho provato un paio di volte ma visto che l&#8217;assenza di coltelli che tagliano, di spazio per lavorare, e di ustensili inocui e fondamentali come un bicchiere per misurare i liquidi &#8211; mia suocera fa tutto a occhio &#8211; mi fa innervosire, alla fine ho rinunciato), e nel tempo morto un po&#8217; mi diverto a filmare con i mezzi della casa gli incontri dei soliti mangioni e a imparare il montaggio da me, i &#8211; discutibili &#8211; risultati stanno sulla mia<a href="http://www.youtube.com/user/cavolett"> paginetta youtube</a> (che fra l&#8217;altro devo aggiornare, domani però), se non avete di meglio da fa&#8217; e in assenza di cavoletteries potete sempre farci un giro. </p>
<p>Dunque, dicevamo, la ricetta di oggi, credo che l&#8217;abbiate già eseguita in tanti, ed era da tempo che la volevo postare qui, insomma mi pare un classico della casa, un must,  e anche un esercizio davvero interessante, quello di realizzare in casa un qualche cosa che assomigli a un salume. Se non l&#8217;avete mai atto, lo dovete provare asolutamente! :-) La ricetta è ovviamente di Filippo :-)
</p></div>
<p><img src='http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/07/lonza_fil2_ssl.jpg' alt='lonza_fil2_ssl.jpg' /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Lonzino speziato</h3>
<p><strong>lonza di maiale</strong> 1,2kg<br />
<strong>sale fino</strong> 500g<br />
<strong>zucchero semolato</strong> 700g<br />
<strong>misto di aromi secchi</strong> tritati molto fini ridotti in polvere (rosmarino, salvia. alloro, timo, maggiorana, dragoncello, pimento oppue un peperoncino e un bel cucchiaio di pepe)</p>
<p>Sgrassare la carne e togliere tutti i residui di pellicine.<br />
Preparare la miscela di sale e zucchero, coprire la carne e lasciare in frigorifero per 2 giorni.<br />
Passati questi, lavare la carne e gettare il liquido.<br />
Asciugarla con cura e massaggiare con il misto di aromi che dovrà coprirla tutta, coprite con dello scottex e ponete in frigorigero per una settimana. </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Spizzichi dal Salone / 2</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/10/spizzichi-dal-salone-il-top-9</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 08:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
1. Il Salone: bolgia maxima, non c&#8217;è che dire, afflusso mostruoso coadiuvato dalla mancanza di aria condizionata, insomma, per sopravivere al salone, meglio starsene fuori&#8230; Tuttavvia un paio di piacerissimi: l&#8217;igloo di lavazza (una specie di frappé a base di un mucchio di ghiaccio, latte e caffe, frullato, una libidine fresca e leggera nonostante l&#8217;aspetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/spizzichi1_ssl.jpg" alt="" title="spizzichi1_ssl" width="420" height="280" class="alignnone size-full wp-image-2116" /></p>
<p><strong>1. Il Salone</strong>: bolgia maxima, non c&#8217;è che dire, afflusso mostruoso coadiuvato dalla mancanza di aria condizionata, insomma, per sopravivere al salone, meglio starsene fuori&#8230; Tuttavvia un paio di piacerissimi: l&#8217;<em>igloo</em> di lavazza (una specie di frappé a base di un mucchio di ghiaccio, latte e caffe, frullato, una libidine fresca e leggera nonostante l&#8217;aspetto starbucksiano&#8230; :-), gli &#8216;apprendisti mugnai&#8217; del <a href="http://www.mulinomarino.it/">mulino marino</a>, Corrado Assenza, e la sua megadegustazione di marmellate (ho amato follemente quella di albicocche, di pompelmo rosa, i suoi torroni e la crema di mandorla tostata), <a href="http://www.davidedutto.it/home.php">Davide Dutto</a> e il suo splendido <a href="http://www.cibele.it/">Ibleide</a> fresco di stampa, i cremini fior di sale di<a href="http://www.guidogobino.it/i_index.htm"> Guido Gobino</a> ecc</p>
<p><span id="more-2115"></span></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/spizzichi2_ssl.jpg" alt="" title="spizzichi2_ssl" width="420" height="565" class="alignnone size-full wp-image-2117" /></p>
<p><strong>2. Eataly</strong>: la porta accanto, un po&#8217; di spesa autunnale quindi, e il ricordo di quel delizioso profumino di caldarroste cotte che invadeva i dintorni. Spesa davvero minimal, trasloco e mancata cucina oblige (già che la roba non so dove metterlameglio se evito di portarmene dietro altra, snifff&#8230;), un po&#8217; di olio di argan, dei biscotti alla meliga e il rammmarico di aver trovato e non acquistato (ho pensato che sarebbe finita male, situazioni da baratolo di nutella per dire, col cucchiaino&#8230;) la crema di pinoli Babbi &#8211; e mi dicono che è strepitosa. Eh ce credo :-))</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/spizzichi3_ssl.jpg" alt="" title="spizzichi3_ssl" width="420" height="1133" class="alignnone size-full wp-image-2118" /></p>
<p><strong>3. la farinata</strong> anche questa si trovava sullo spiazzale davanti a eataly, e&#8230; assai diversa da come viene in genere <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/04/farinata-con-carciofi-e-bottarga">a me</a>, morbidisisma dentro e con la crosticcina quasi brucciacchiata sopra, spacciata a delle temperature che garantiscono l&#8217;ustione dei ditini golosi &#8211; un trucchetto: la spolverata di pepe nero, d&#8217;obbligo.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/spizzichi4_ssl.jpg" alt="" title="spizzichi4_ssl" width="420" height="280" class="alignnone size-full wp-image-2119" /></p>
<p><strong>4. il vitello tonnato</strong>. Quello di <a href="http://www.guidoristorante.it/">Guido</a> a Pollenzo però. Perché due giorni prima l&#8217;abbiamo assaggiato anche a Torino, da <em>magorabin</em> (serata deludente assai, a iniziare con l&#8217;attesa fuori al freddo, l&#8217;égly ouriet servito tiepido, il pane che sembrava lievitazione 100% livito di birra, la sfoglia degli agnolotti troppo spessa, e via di questo passo) e anche se li ci dicevano che il segreto del vitello sta scientificamente nella cottura a 59 gradi, dentro e fuori (?), quello di guido era decisamente un&#8217;altra roba. Anche qua, il trucchetto c&#8217;è, e se non me l&#8217;avessero fatto notare non c&#8217;avrei mai pensato: il bordo della carne, cotta, nel piatto nun c&#8217;è. Ahhpero! :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/spizzichi5_ssl.jpg" alt="" title="spizzichi5_ssl" width="420" height="565" class="alignnone size-full wp-image-2120" /></p>
<p><strong>5. il tartufo bianco</strong>. Spopola. Entri nei ritoranti e la zaffata tartufosa subito ti avvolge i sensi &#8211; tartufo dappertutto quindi, sui tajarin, sull&#8217;uovo al tegamino e sulle alici, persino dentro ai bagagli in aereo (contrabanda insomma, e non era manco per uso <a href="http://fedetinto.com/">personale</a>&#8230; :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/spizzichi6_ssl.jpg" alt="" title="spizzichi6_ssl" width="420" height="280" class="alignnone size-full wp-image-2121" /></p>
<p><strong>6. sbevazzamenti vari</strong> (<a href="http://blog.paperogiallo.net/archives/2008/10/il_salone_in_4_sorsi.html">link</a>)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/spizzichi7_ssl.jpg" alt="" title="spizzichi7_ssl" width="420" height="565" class="alignnone size-full wp-image-2122" /></p>
<p><strong>7. Mauro Uliassi a eataly</strong>. Molto interessanti le tagliatelle di seppia, buone le capesante, invariabilmente sorridente ed esuberante lo chef. E bellissimo lo spazio in cui impiattava per 100 sulle tovaglie a quadrettini, sotto lo sguardo di due tre golosoni che cenavano nel retro :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/spizzichi8_ssl.jpg" alt="" title="spizzichi8_ssl" width="420" height="565" class="alignnone size-full wp-image-2123" /></p>
<p><strong>8. Eleonora</strong>. Conoscevo alcune delle sue <a href="http://www.primitivizia.it/">primitivizie</a>, quei deliziosi barattoli di erbe spontanee raccolte da lei ad alta quota, in trentino. Amavo già il suo aglio regina, e grazie a un laboratorio <a href="http://www.saltexpo.com/">saltexpo</a> ho scoperto altre sue erbe e sopratutto ho incontrato lei. Che è bella e particolare ed emozionante all&#8217;immagine dei suoi prodotti (assaggiaaaaareeeee l&#8217;agreste, un vero e proprio ragu di erbe, e i radicchietti dell&#8217;orso, e anche il crescione che tanto ricorda la senape e veramente anche tutto il resto :-). </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/spizzichi9_ssl.jpg" alt="" title="spizzichi9_ssl" width="420" height="280" class="alignnone size-full wp-image-2124" /></p>
<p><strong>9. Davide Scabin</strong>. C&#8217;ero stata l&#8217;anno scorso, ed era già stata un esperienza bellisisma e bbuonissima. Stavolta addirittura rimarrà come una delle cene dell&#8217;anno. Istallati alla buona fra il bersaglio delle freccette e televisore sono arrivati, fra altre bontà assolute, uno scampo carmagnola libidinoso sul serio e una rivisitazione della passatina di ceci così come dovrebbe essere: buona, divertente e piena d&#8217;intelligenza. Una cucina davvero stimolante, e poi precisa, equilibrata, goduriosisisma. Il racconto sta <a href="http://blog.paperogiallo.net/archives/2008/10/piccoli_locali_sconosciuti_tra.html">qui</a>, ci aggiungo la gratitudine per il ricordo e per l&#8217;esperienza estasiante :-)</p>
<p><strong>10. il cavoletto-aperitivo</strong>: beh, la prossima volta la facciamo al bar che è più tranquillo :-))) Ringrazio ovviamente Fabio Fassone e la squadra di Saltexpo per la premurosa ospitalità, e mi scuso con chi c&#8217;era per i ritmi, l&#8217;andarivieno e i contratempi, detto questo mi ha fatto molto piacere incontrare alcune &#8216;firme&#8217;, spero ripeteremo, un giorno, con moooolto più calma e tempo a disposizione! (e no, io non ho fatto fotooooo :-)))</p>
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		<title>E per quelli del Nord&#8230; Saranno cavoli salati! :-)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 13:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Euhm, dunque, grosso modo, la catena dei pensieri &#8211; più o meno inconsapevole, svoltasi fra i comment, i tortellini di roscioli, gli scatoloni, l&#8217;ikea e il menoventipercento della feltrinelli &#8211; è stata questa: un cavoletto-raduno al nord? > senza cavoletto?? > (ma scusa eh, come sarebbe &#8217;senza&#8217;??) > ma io al nord ci vado però!? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Euhm, dunque, grosso modo, la catena dei pensieri &#8211; più o meno inconsapevole, svoltasi fra i comment, i tortellini di roscioli, gli scatoloni, l&#8217;ikea e il menoventipercento della feltrinelli &#8211; è stata questa: un cavoletto-raduno al nord? > senza cavoletto?? > (<em>ma scusa eh, come sarebbe &#8217;senza&#8217;??</em>) > ma io al nord ci vado però!? > e allora visto che ci vado, se ci dessimo appuntamento al Salone del Gusto?? :-)</p>
<p>Per quanto riguarda il luogo, visto che il bar <em>Renato</em> di Corso Belgio quel giorno non ci poteva ospitare (causa finalissima della coppa campioni tressette dell&#8217;isolato), abbiamo pensato un&#8217;alternativa non meno prestigiosa, anzi: di più :-))<br />
Insomma, l&#8217;idea sarebbe: per chi fosse al <a href="http://www.salonedelgusto.it/">Salone del Gusto</a> per i cavoli suoi e/o avesse voglia di fare un salto a salutare, ci si vede <strong>domenica 26 ottobre, dalle 18, sullo stand di <a href="http://www.saltexpo.com/">Saltexpo</a> (padiglione 02 isola B02), per un aperitivo e due chiacchiere </strong>(anche tre va, anzi, e aggiungiamoci pure un brindisi al tremillionesimo visitatore :-). </p>
<p>Direi di ripetere, in sostanza, l&#8217;<a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/03/fiori-e-cavoletti">operazione romana</a> di qualche mese fa: se vi va, se ne avete voglia e tempo, portateci una qualche cosetta da voi cucinata, cosi già che ci siamo facciamo degenerare la cosa in picnic/spilluccamento serale, il ché di sicuro non guasta :-) Poooooi, dato che appunto stiamo li potremo anche approfittare della presenza di quel pozzo di scienze ès saline che è Fabio Fassone (aka ominosalato) così, fra un assaggino di fleur de sel de camargue uno di sale affumicato (offre lui :-), potrete anche farvi spiegare tutto ciò che avete sempre voluto sapere sul sale e sui suoi effetti collaterali. Infine, rimanendo in tema sale e visto che abbiamo a disposizione anche delle cucina, abbiamo persino pensato a una <em>guest-star</em>, nella persona di Filippo, che ci verrà a spiegare come prepara il suo ormai intergalatticamente famoso <em>(fi)lonzino aromatico</em>, mentre Fabio e io ci esibiremo in un duo (involontariamente) comico che ha per titolo provvisorio &#8216;te lo faccio io il graved lax&#8217; :-)</p>
<p><strong>ps</strong>: non c&#8217;è bisogno di prenotarsi ma per permetterci di organizzarci al meglio ci piacerebbe avere una mezza idea di quanti di voi ci verranno a trovare, e quindi, se pensate di venire, un piccolo cenno nei comment sarebbe stra-gradito! :-))</p>
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		<title>Il giorno dei regali :-)</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 13:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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A dirla tutta, me lo sono un po&#8217; pentita di aver organizzato tutto ciò :-) Di certo non per le ore serali passate a leggere i vostri racconti, pezzetti di vita, i vostri ricordi che sono stati, uno per uno, dei piccoli gioielli, dei momenti preziosi e belli e veramente mi sono sentita onorata ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/giorno_regali_ssl.jpg" alt="" title="giorno_regali_ssl" width="400" height="1000" class="alignnone size-full wp-image-2040" /><br />
A dirla tutta, me lo sono un po&#8217; pentita di aver organizzato tutto ciò :-) Di certo non per le ore serali passate a leggere i vostri racconti, pezzetti di vita, i vostri ricordi che sono stati, uno per uno, dei piccoli gioielli, dei momenti preziosi e belli e veramente mi sono sentita onorata ed emozionata dal fatto che in tanti mi avete aperto la porta di casa e del cuore, con generosità e amore, e per questo non so che ringraziare, davvero. Piuttosto, più andava avanti più avrei voluto averne 400 di mixer <a href="http://www.kitchenaid.it/app.cnt/ka/it_IT/pageid/pgkahome001">KitchenAid</a> da distribuire, cosa che ovviamente sarebbe stata un po&#8217; utopica&#8230;</p>
<p><span id="more-2038"></span><br />
Bisognava quindi scegliere, in modo drastico, poiché da 400 bisognava arrivare a tre, e tre rispetto a 400 sono veramente molto molto molto pochi. E scegliere è rinunciare, e delle volte è veramente difficile da fare. Detto questo, sono felice delle partecipazioni, felice che vi siate divertiti a partecipare anche, e felice anche dei nostri vincitori, tutti e tre hanno scritto o realizzato un qualche cosa che ci è piaciuto molto e che, nelle nostre picole soggettività, ci siamo sentiti di premiare, sperando di essere stati giusti &#8211; non lo sapremo mai ma almeno ci abbiamo decisamente provato.<br />
Resta che questa valanga di racconti è stata emozionante e sopratutto piena di insegnamenti, per esempio non sapevo dell&#8217;usanza di fare merenda con pane, zucchero e vino, mi sono meravigliata per quanti ricci di cioccolato e anche per le mattonelle farcite di crema al burro (che me la faceva pure a me mia mamma :-), di tante ricette semplici e dall&#8217;aria gustosa, e poi tante tantissime nonne, tutte eccezionali e teneri, e poi zie e mamme, tutte straordinarie, nell&#8217;insieme una marea di usanze e abitudini che sono ormai d&#8217;altri tempi, anche se sono di poche decine di anni fa. Ecco, io quello che volevo dirvi è che mi auguro e vi auguro di trasmetterle, tutte queste cose (questi gesti semplici, questi sapori primordiali, spesso umili), che chi ha nei dintorni un esserino piccino ci pensi, ogni tanto, a regalargli di questi ricordi (e molti lo fanno già :-), in previsione dei ricordi a venire :-)</p>
<p>I vincitori (anzi, le vincitrici), sono gentilmente pregati di mandarmi le loro coordinate postali, so che bruciate dall&#8217;impazienza di leggerli quindi reincollo le loro partecipazioni qui sotto (e poi, con un po&#8217; di tempo, cercherò anche di compilare un qualche cosa di ricettistico, dato che gli spunti interessanti sono numerosi &#8211; e che io molto più di una volta, leggendo, ho pensato che prima o poi devo provare questo o quell&#8217;altro&#8230; :-). </p>
<p><strong>1. Francesca Finocchi</strong><br />
<a href="http://lafrenk.blogspot.com/2008/10/il-concorso-di-cavoletto.html">Il budino di tutti contro tutti</a></p>
<p><strong>2. Alessandra De Laurenzi</strong></p>
<div class="ricetta">
 Torta alla ricotta di nonna Mirella:<br />
Inverno. Convalescenza. Giornata piovosa. Noiosa. Uffa. Niente televisione (si sa, è diseducativa… quindi niente finché la bimba non finirà le elementari!). L&#8217;ultimo libro già finito. Uffa. Un altro cambio di abiti per le bambole che non paiono per questo più felici. Uffa. In ginocchio sul divano in finta pelle (ma pare vero, sta attenta!) Alla finestra, in impaziente attesa di chiunque passi nella strada di sotto, il passo veloce, il bavero rialzato contro l&#8217;umido penetrante, l&#8217;ombrello aperto a celare il viso. Uffa. La nonna che chiama, che arriva in soccorso. Dai, vieni, andiamo a fare la torta di ricotta. E la segui, già presentendo la fatica della sbattitura degli albumi a mano (ricordati il pizzichino di sale!) e proprio per questo sentendoti più grande, più importante. E ancora mescoli con la forza che ti resta i tuorli e lo zucchero, mentre la nonna aggiunge la farina (poca, che la torta è di ricotta, mica di farina!) il burro (vedi, lo ammorbidisco nell&#8217;acqua calda), la buccia di limone grattugiata (solo il giallo, sennò si sente l&#8217;amaro!). Tortiera imburrata, pioggerellina di pangrattato (e mettiti sopra il lavello, sennò facciamo un disastro!). Sopra l&#8217;impasto, ancora pangrattato, a dare quella crosticina rustica la cui ruvidezza ti ha sempre turbato, ma senza la quale la torta non sarebbe più lei. In forno, a 160-170°C (lascia fare a me, che ti scotti!). E a poco a poco il profumo caldo riempie la casa. Ritorni impaziente. Devi aspettare, quasi un&#8217;ora. E poi è calore, sapore. Piacere.<br />
(E per chi non avesse l&#8217;occhio di nonna Mirella, ecco le dosi: 4 uova (4 tuorli + 4 albumi); 265 g di zucchero; 65 g di farina; 65 g di burro; 1 limone; 8 hg di ricotta; un pizzico di sale; pan grattato per spolverizzare)
</div>
<p><strong>3. Giulia Bocci</strong><br />
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/pagina1sig_ssl.jpg" alt="" title="pagina1sig_ssl" width="400" height="563" class="alignnone size-full wp-image-2042" /><br />
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/pagina2sig_ssl.jpg" alt="" title="pagina2sig_ssl" width="400" height="563" class="alignnone size-full wp-image-2043" /><br />
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2008/10/pagina3sig_ssl.jpg" alt="" title="pagina3sig_ssl" width="400" height="563" class="alignnone size-full wp-image-2044" /></p>
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