<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>il cavoletto di bruxelles &#187; francia</title>
	<atom:link href="http://www.cavolettodibruxelles.it/categoria/world-food/cucina-francese/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cavolettodibruxelles.it</link>
	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 15:56:27 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=abc</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Galettes et petits choux braisés au cidre</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2012/02/galettes-et-petits-choux-braises-au-cidre</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2012/02/galettes-et-petits-choux-braises-au-cidre#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>
		<category><![CDATA[winter food]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=9019</guid>
		<description><![CDATA[

Per quelli che non se ne fossero accorti (lol) oggi è la chandeleur, oppure, come si dice dale mie parti, lichtmis (che poi è in sostanza la fetsa della presentazione del cristo al  Tempio&#8230;) e la principale conseguenza di questa festa è che oggi&#8230; si fanno le crespelle. Siccome però fin qui ve le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/02/galette_choux_1ssl.jpg" alt="galette_choux_1ssl" title="galette_choux_1ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-9020" /></p>
<div class="testo">
<p>Per quelli che non se ne fossero accorti (lol) oggi è la <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Chandeleur">chandeleur</a>, oppure, come si dice dale mie parti, <em><a href="http://nl.wikipedia.org/wiki/Maria-Lichtmis" target="blank">lichtmis</a></em> (che poi è in sostanza la fetsa della presentazione del cristo al  Tempio&#8230;) e la principale conseguenza di questa festa è che oggi&#8230; si fanno le crespelle. Siccome però fin qui ve le ho quasi servite in salsine dolci, oggi ve la faccio<em> à la bretonne</em>, con delle crespelle al grano saraceno, le <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Galette_de_sarrasin" tgarget="blank">galettes</a>, che si farciscono un po&#8217; con quel che si vuole (o quello che si ha nel frigo). Io non ho resistito a personalizzarle in chiave cavolettiana, con dei cavoletti brasati con un delizioso sidro irlandese che mi è capitato per le mani (teh, davvero, si fa del sidro in irlanda?? &#8211; non chiedere a me, l&#8217;ho scoperto l&#8217;altro giorno&#8230;), decisamente interessante, molto più delicato e leggero dei suoi cuginetti normanni, insieme a pancetta, cipolla e panna, insomma, tutto un programma&#8230;</p>
<p>Lato abbinamento musicale vi risparmio <em>le choeur des bigoudènes de St Malo</em> e vi lascio un piezz&#8217; e cor&#8217;, una canzoncina dell&#8217;ultimo album di <a href="http://www.nildafernandez.com/" target="blank">nilda fernandez</a>, il mio eroe musicale di quando avevo quindici anni (comunque, no, non è una donna, e comunque, si, dalla voce sembra una donna&#8230;),  mille critiche si possono fare a &#8217;sto album, a&#8217;voja (una per tutti: è un po&#8217; vecchiotto tutto ciò&#8230; :-) ma non si può dire che non siano curati, come sono sempre stati, gli arrangiamenti musicali e nemmeno i testi mancano mai di una sottile vena poetica nutrita di melancolia (anche se poi, mi accorgo ora, le canzoni di fernandez ricordano sempre quanto sia bello il cielo e l&#8217;idea di libertà, e forse sono belle proprio per quello). Quindi, leitmotiv di queste cupe giornate di baudelairiane memoria è questo <a href="http://grooveshark.com/#!/s/Je+Lui/4ahbwX?src=5" target="blank">♫ Je lui ♪</a>, prontamente adottata da Lena in quanto ninna nanna&#8230;
</div>
<p><span id="more-9019"></span></p>
<div>
Piuttosto, easy peasy, le <strong>galettes bretonnes au blé noir </strong>si fanno mescolando 150g di farina 00 con 150g di farina di grano saraceno, aggiungere 10g di sale, due uova e circa 7dl di acqua mescolando con una frusta fino a ottenere una pastella bella lente. Lasciar riposare per 2 ore al fresco poi riprendere la pastella, scaldare la più grande padella che avete (presumo nessuno sia cosi pazzo da essersi portato dalla bretagna il testo di ghisa tradizionale&#8230;), far sciogliere una puntina di burro poi versare due mestolini, circa, di pastella, farla aderire su tutta la superficie della padella, lasciar cuocere, poi girare, insomma si procede come per delle crepes normalissime. Se avete poi un ripieno che guadagna a essere scaldato un po&#8217; vi conviene lasciar cuocere la galette su un lato solo, farcirla e piegare i bordi sulla farcia (senza cuocere quindi il secondo lato), se preferite invece fare una cena fai-da-te, cuocete le galettes su entrambi i lati e portateli in tavola insieme a tutti i condimenti, dopodiché ciascuno fa come gli pare. Lato condimenti, quello più classico è formaggio tipo groviera con prosciutto cotto e un uova (strappazzato o sgusciato direttamente sulla galette e cotto li dento), ma poi si può fare di tutto, dal salmone con il formaggio fresco alla mozzalla coi pomodori (sic) passando per dei misti di verdure cotte, funghi, porri, gamberi, panna, insomma, chi più ne ha più ne metta, fate davvero prima a guardare cosa avete in frigo&#8230; Io in frigo avevo dei cavoletto, appunto.</p>
<p><strong>Cavoletto brasati al sidro:</strong> Tagliare a listarelle una piccola cipolla e farla rinvenire con una noce di burro. Aggiungere 80g di pancetta affumicata tagliata a dadini, lasciar rosolare per qualche minuto. Aggiungere poi 300g di cavoletti (precedentemente puliti, sbollentato per 2 minuti e tagliati in 4 spicchi), e lasciar insaporire mescolando. Versare 2dl di sidro (<a href="http://magners.com/ target="blank"">Magners</a>, si trova nei pub e nelle birrerie &#8211; purtroppo pare che in italia non si trovi al dettaglio, per i pub invece lo commercalizza <a href="http://www.gmasrl.it/" target="blank">gma</a>), abassare la fiamma e lasciar cuocere piano per una ventina di minuti. A fine cottura, aggiungere 4 cucchiai di panna fresca, aggiustare il condimento e spegnere. <em>Et bien vous m&#8217;en direz des nouvelles! ;-)</em></p>
<p><em>posate in plastica effetto argenteria | gloria baldocchi<br />
straccio di lino | ikea<br />
bicchiere | duralex<br />
piatto e tovaglietta | vintage<br />
</em>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2012/02/galettes-et-petits-choux-braises-au-cidre/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>67</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La brioche retrouvée</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/05/la-brioche-retrouvee</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/05/la-brioche-retrouvee#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 07:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=7962</guid>
		<description><![CDATA[

Proprio una bella giornata oggi no? Cioè, è stato bello pure ieri ma svegliarsi oggi è persino meglio&#8230; :-D Piuttosto, oggi si voleva parlare di brioche. E di tessuto&#8230; Insomma, ormai lo sapete, ho recentemente scoperto il cucito e cosi, oltre a cucire, uno dei miei passatempi preferiti &#8211; in gravidanza che mo&#8217; chi ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue3b_ssl.jpg" alt="briocheperdue3b_ssl" title="briocheperdue3b_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7966" /></p>
<div class="testo">
<p>Proprio una bella giornata oggi no? Cioè, è stato bello pure ieri ma svegliarsi <a href="http://www.repubblica.it/static/speciale/2011/elezioni/comunali/index.html?refresh_cens">oggi</a> è persino meglio&#8230; :-D Piuttosto, oggi si voleva parlare di brioche. E di tessuto&#8230; Insomma, ormai lo sapete, ho recentemente scoperto il cucito e cosi, oltre a cucire, uno dei miei passatempi preferiti &#8211; in gravidanza che mo&#8217; chi ce l&#8217;ha più il tempo :-) &#8211; era di starmene spiaggiata sul divano con l&#8217;ipad a cercare in giro per la rete dei tessuti da ordinare in giro per il mondo (poiché la situascion presso i rivenditori italiani è quantomeno triste). Cosi, fra gli acquisti c&#8217;era un divertente tessutino di Junko Matsuda, misto cotone e lino, un po&#8217; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zakka">zakka</a>-style con annotazioni cucinesche in francese (vi avevo raccontato tempo fa della <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/02/the-oyakodon-story">passione nipponica</a> per tutto ciò che &#8216;fa&#8217; Francia, e infatti spesso e volentieri i giapponesi stessi producono ogetti francesi <em>plus vrais que nature</em>, e questo tessuto direi che ne è un perfetto esempio :-).
</div>
<p><span id="more-7962"></span></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue0_ssl.jpg" alt="briocheperdue0_ssl" title="briocheperdue0_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7963" /><br />
Anzi, per la precisione, su quel tessuto era stampato, a pezzettini sparsi, con tanto di deliziose illustrazioncine e imperdonabili errori di ortografia (anzi, capita spesso di trovarne su questo genere di articoli nipponici anzi, trovo che gli errori gli rendono ancora più delicati :-), la ricetta della brioche perdue&#8230; Che poi non sarà nemmeno nulla di nuova né di stravolgente, anche se era la tipica ricetta che non-avevo-mai-pensato-di-fare prima di trovarmela sotto il naso. Insomma, intanto era chiaro fin dall&#8217;inizio che quel tessuto non poteva che diventare, prima o poi, un qualche regalino-accessorio per amica foodista&#8230;</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue5b_ssl.jpg" alt="briocheperdue5b_ssl" title="briocheperdue5b_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7968" /></p>
<div>
Il mio mezzo yard di stoffa per un po&#8217; è rimasto li, e ogni tanto la consideravo, <strike>leggendo</strike> decifrando la ricettina riportata lì sopra (la quale fra parentesi sembrava sempre più avere un suo perché, visto si trattava in sostanza di una versione estremamente golosa del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/pain-perdu-au-chocolat">pain perdu</a>, in cui al posto del pain c&#8217;era la brioche e pure generosamente condita con le mandorle) chiedendomi cosa ne avrei fatto di preciso&#8230; Alla fine, pochi giorni fa, ho trasformato la mia stoffetta in una sporta tuttofare destinata a un&#8217;amica cuoca, e mentre cucivo e che il testo della ricetta della brioche perduta mi danzava dinanzi agli occhi, beh, per forza, mi sono convinta che era arrivato il momento di cucinarla&#8230; E chiaramente, per fare una ricetta che prevede la brioche&#8230; ci voleva la brioche! Elementare, no? :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue2_ssl.jpg" alt="briocheperdue2_ssl" title="briocheperdue2_ssl" width="500" height="698" class="alignleft size-full wp-image-7965" /></p>
<p>In realtà in questo blog le ricettine di briochine più o meno sciuésciué non scarseggiano, ma dopotutto: se non si possono sperimentare cose nuove, che piacere c&#8217;è? Cosi alla fine mi sono decisa per una brioche tressée <a href="http://www.association-brioche-vendeenne.fr/">vendéenne</a>, che sarebbe, in sostanza, una brioche dalla <em>mie moelleuse</em>, diciamo abbastanza vicina (ma non identica) a quelle brioche industriali (in francia&#8230;), morbide morbide, dalla mollica che si sfibra languidamente e che si strappano con le mani che è un piacere. Quella che ho usata io è la ricetta che è rimbalzata in giro per tutta la rete francofona, e devo dire che non è davvero niente male.<br />
<strong>nb.</strong> per cucinare le fettine di brioche perduta ho lasciato stagionare la brioche per due giorni in modo da renderla secchina (visto che l&#8217;idea del pain perdu sarebbe comunque di adoperare gli avanzi, e gli avanzi solitamente beh son&#8217; secchi), vice versa se uno la sua brioche la vuole consumare tale quale, rinchiudendola in una busta tipo <a href="http://www.ziploc.com/Pages/HomePage.aspx">ziploc</a> (se ne trovano di ottime all&#8217;<a href="http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/60177411">ikea</a>) conserva benissimo il suo delizioso <em>moelleux</em> (ve lo posso garantire, ci ho appena fatto colazione, eheh :-). </p>
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue1b_ssl.jpg" alt="briocheperdue1b_ssl" title="briocheperdue1b_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7964" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Brioche tressée vendéenne</h3>
<blockquote><p><strong>farina</strong> 500g (ho fatto metà 00 e metà manitoba)<br />
<strong>uova</strong> 2 + 1<br />
<strong>burro</strong> 110g<br />
<strong>zucchero</strong> 110g<br />
<strong>latte</strong> 12,5cl<br />
<strong>panna fresca</strong> due cucchiai<br />
<strong>acqua di fiori d&#8217;arancia</strong> 2 cucchiai<br />
<strong>lievito di birra fresco</strong> 15g<br />
<strong>sale</strong> una presa</p></blockquote>
<p>Sciogliere il lievito nel latte tiepido, poi versare la farina, lo zucchero e il sale nel recipiente della planetaria (o a fontana se impastate a mano), aggiungere 2 uova, il burro morbido, la panna, l&#8217;acqua di fiori d&#8217;arancio e infine il latte con il lievito e impastare il tutto fino a ottenere un&#8217;impasto liscio ed elastico che rimarrà tuttavvia piuttosto colloso (ho aggiunto un cucchiai di farina ma non fate l&#8217;errore di aggiungerne molto di più, non deve essere affatto un&#8217;impasto sodo come quello del pane ). Coprire e lasciar lievitare a temperatura ambiente per 6 ore (si, avete letto bene, è che il lievito non è tantissimo e l&#8217;impasto è bello pesante). Dopo questo tempo, reimpastare velocemente, dividere l&#8217;impasto in tre porzioni di stesso peseo, srotolarle a mo&#8217; di salsicce (di circa 30cm) e formare una treccia. Sistemare la treccia sulla teglia del forno o in una teglia per pane/cake grande. Lasciar lievitare 1 ora poi spenellare con il tuorlo del terzo uovo diluito con poco latte e infornare a 180 gradi per 45 minuti. Lasciar raffreddare completamente prima di tagliare. </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue6_ssl.jpg" alt="briocheperdue6_ssl" title="briocheperdue6_ssl" width="500" height="698" class="alignleft size-full wp-image-7969" /></p>
<p>E cosi arriviamo alla <strong><em>brioche perdue</em></strong> della prima foto. Una <strong>ricetta</strong>, nonostante il luogo in cui l&#8217;ho rimediata, niente affatto leggera e giapponese ma bella calorica e sostanziosa oltre che, bisogna riconoscerlo, proprio proprio goduriosa, esattamente il tipo di ricette che vanno bene per la domenica mattina, quando una si alza verso mezzogiorno, visto che una singola fetta basta e avanza per un brunch prima di una vigorosa passeggiata <em>au grand air</em>. Quindi, in sostanza, tagliare delle fette di brioche belle spesse (1,5cm, allez! :-), poi preparare tre piatti fondi: nel primo versare del latte, nel secondo sbattere due uova e, nel terzo, mescolare 50g di zucchero con 50g di farina di mandorle. Prima di iniziare: tostare un po&#8217; di mandorle a fettine in una padella antiaderente senza grassi. Poi, sciogliere un pezzettino di burro in una padella, prendere una fetta di brioche e passarla successivamente nel latte, nelle uova e nel miscuglio zucchero/mandorle. Infine, far dorare su entrambi i lati in padella. Servire cospargendo la brioche perduta con le mandorle tostate e un po&#8217; di zucchero a velo. La ricetta originale suggeriva di aggiungere del gelato ai <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Calisson">calissons</a> ma temo sia una precisione fatta per mera civetteria francofila che già così, senza gelato, la passeggiata pomeridiana bella intensa onde smaltire i trigliceridi in eccesso ci sta tutta.. :-) Insomma, consumate e poi scappate subito a fare un paio di giri di lungomare&#8230; :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/briocheperdue4_ssl.jpg" alt="briocheperdue4_ssl" title="briocheperdue4_ssl" width="500" height="1069" class="alignleft size-full wp-image-7967" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/05/la-brioche-retrouvee/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>127</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Potage Parmentier</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/02/potage-parmentier</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/02/potage-parmentier#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 10:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina vintage]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[winter food]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=7724</guid>
		<description><![CDATA[

Ancora una ricetta di Julia Child, anche se sarebbe più giusto dire &#8211; come per un po&#8217; tutte le ricette della Child &#8211; che più che una ricetta &#8217;sua&#8217; è un intramontabilissimo classico francese al quale il suo libro mi ha fatto ripensare (anche perché poi in realtà io qui non seguo nemmeno la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/02/potage_parmentier1_s.jpg" alt="potage_parmentier1_s" title="potage_parmentier1_s" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7725" /></p>
<div class="testo">
<p>Ancora una ricetta di Julia Child, anche se sarebbe più giusto dire &#8211; come per un po&#8217; tutte le ricette della Child &#8211; che più che una ricetta &#8217;sua&#8217; è un intramontabilissimo classico francese al quale il suo libro mi ha fatto ripensare (anche perché poi in realtà io qui non seguo nemmeno la sua ricetta&#8230;). Insomma, oggi di nuovo zuppa, anzi, <em>potage</em>, un potage di quelli velluttati e confortanti, con, udite udite, solo due ingredienti: porri e patate. Ha! Insomma, non posso che concordare col dire che detto cosi sembra na scemenza (lo è) neanche tanto promettente eppure, v&#8217;assicuro, questo potage riesce a essere terribilmente delizioso :-) (e attenzione, nota al volo: non confondere il potage Parmentier con la <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/03/la-vichyssoise">vichyssoise</a>, che, cipolla più cipolla meno, è grossomodo la stessa cosa, a parte un dettaglio fondamentale: la vichyssoise va servita fredda, la Parmentier invece è calda :-)
</div>
<p><span id="more-7724"></span></p>
<div>
Il &#8217;segreto&#8217; se vogliamo se ne sta sicuramente, come sempre per i piatti con cosi pochi ingredienti, nella qualità delle materie prime e infatti se il potage della Julia-cena l&#8217;avevo fatto con le verdure di San Teodoro (sempre loro), questo secondo giro mi è venuto spontaneo l&#8217;altro giorno quando, aprendo il mio <a href="http://www.biobox.it/index.php">biobox</a> ci ho trovato, fra molte altre cose, appunto, porri e patate (anzi, quello del biobox meriterebbe proprio un post tutto suo, visto che tempo fa qui si era anche disquisito del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/10/donne-e-arrivato-il-cassettone">cassettone</a> dell&#8217;officinae bio, poi magari tornerò sull&#8217;argomento &#8211; che è importante &#8211; ma molto telegraficamente: Biobox è stata una&#8217;ottima scoperta!! intanto perché il box a sé è poco ingombrante e di cartone (da restituire, non come le odiose cassette plastiche che ti molla l&#8217;officinae bio&#8230;) ma sopratutto perché i prodotti sono buoni, molto buoni, e che l&#8217;assortimenti è decisamente variegato, insomma, la mia cassettina sembrava in tutto e per tutto un kit puzzle di ingredienti da assemblare e con cui giocare ogni giorno della settimana (altro che la sindrome del &#8216;mi hanno rifilato 5 kg di biete e mo&#8217; mi tocca mangiare solo quelle per 10 giorni&#8230;). Insomma, per i romani/laziali bisognosi di sapori autentici e che non hanno il tempo per il mercato, il biobox mi pare proprio un&#8217;ottima soluzione :-) </p>
<p>Chiudo qui la parentesi bio, e ne apro un&#8217;altra, sul signor <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antoine_Parmentier">Parmentier</a>, perché non so se lo conoscete ma è un personaggio interessante. Del resto qualcuno l&#8217;avrà già notato, nel registro francese ci sono diverse ricette che portano il suo nome &#8211; la più nota fra tutte immagino sia l&#8217;<em>hachis Parmentier</em>. Insomma, Parmentier era un farmacista e agronomo della metà del settecento, e il suo nome ci è ancora tanto familiare oggi perché è stato, per lo meno in Francia, una figura fondamentale nello sdoganamento della patata in quanto alimento, studiandola prima nel suo <em>Recherches sur les végétaux nourrissants qui, dans les temps de disette, peuvent remplacer les aliments ordinaires, avec de nouvelles observations sur la culture des pommes de terre </em>, poi scoprendone man mano gli aspetti <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Fichier:Examen_physique_pdt-Parmentier.jpg">fisici</a>, divulgando i possibili impieghi in cucina e faccendosene oltretutto il promotore. Ci sono due aneddoti legati a Parmentier che trovo particolarmente gustosi e che la dicono lunga sull&#8217;intelligenza del personaggio: la prima è che per far nascere interesse, da parte dei francesi (i quali fin li consideravano le patate delle piante malsane se non tossiche, da dare semmai in pasto ai maiali), fece sorvegliare i terreni dove li coltivava dalle guardie armate (il popolo prese a pensare che le patate dovessero essere di grande valore, le andava a rubare di notte e cosi le patate si diffusero a Parigi e nel paese :-), poi s&#8217;inventò un&#8217;altra cosa che fa di lui il precursore non solo dei pubblicitari ma anche degli uffici stampa del terzo millennio, lol: organizzò per il suo Re e per una serie di personaggi influenti una cena tutta a base di patate. I convivi furono positivamente colpiti e andarono poi di salotto in salotto a &#8216;promuovere&#8217; spontaneamente la causa del tubero. Geniale no? :-)) Più precisamente, non so e non sono ancora riuscita a capire se questa zuppa è opera sua o se gli è stata dedicata (del suo <em>hachis</em> invece si sa che la ricetta era proprio sua e che fece assaggiare il piatto a Luigi XVI, non sono però riuscita a trovare l&#8217;intero menu della famosa cena), io tenderei per la prima, ma è da confermare&#8230; Resta che questa è un&#8217;ottimissima zuppa per questo finire dell&#8217;inverno :-)</p>
<p>
<strong>ps.</strong> e a proposito di <em>cose francesi</em>, vi ricordo che avete fino a mezzanotte stasera per scrivere nei comment la vostra ricetta preferita per stufati &#038; co e v<a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/02/i-♥-ma-cocotte-a-givaway">incere una delle tre cocottine <em>fiammantemente</em> rosse Le Creuset </a>in palio&#8230; :-))
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Potage Parmentier</h3>
<blockquote><p><strong>porri</strong> 3<br />
<strong>patate medi</strong>e 3<br />
<strong>panna fresc</strong>a 1dl<br />
<strong>brodo di carne</strong><br />
<strong>sale &#038; pepe</strong></p></blockquote>
<p>Lavare i porri e affettarne il bianco e una buona parte del verde (tranne la parte proprio scura e coriacea), sbucciare le patate e tagliarle a pezzetti, sistenare porri e patate in una pentola, coprire a filo con il brodo (o con dell&#8217;acqua, però chiaramente se usate un brodo buono il sapore cambierà notevolmente, anzi, per dirla tutta, io a quest&#8217;ultimo giro di Parmentier ho provato i dadi <em>Camoscio</em> svizzeri &#8211; me li avevano regalati promettendomi meraviglie, ero un po&#8217; scettica però sapete com&#8217;è, la curiosità mi ucciderà &#8211; e alla mia grande sorpresa non sono in effetti niente niente mali&#8230;?! &#8211; della serie &#8216;il mio segreto in cucina, mmmah!! :-)), lasciar cuocere il tutto per mezz&#8217;ora circa fino a quando le verdure non saranno morbide. Poi minipimer, aggiustamento del condimento, riscaldare gentilmente mescolando la panna nella zuppa (vipprego non ricominciate con sta cosa che la panna è grassa, stiamo parlando di 1dl di panna per 4 porzioni, e senza panna questo sarebbe &#8217;soltanto&#8217; un frullato di patate e porri, insomma, secondo me la panna qui dentro svolge un ruolo capitale e arrotondisce perfettamente il risultato finale&#8230; :-), servire nelle ciotoline, eventualmente accompagnando con del pane grigliato. Per 4.</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/02/potage-parmentier/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>94</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tarte normande aux pommes</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/02/tarte-normande-aux-pommes</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/02/tarte-normande-aux-pommes#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 10:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[crostata]]></category>
		<category><![CDATA[cucina vintage]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[tea time]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=7707</guid>
		<description><![CDATA[

Un dolcetto per il weekend?? :-) Questa crostata qui è una di quelle cose che stavano più o meno sulla to-do list da secoli, ma non nella sezione &#8216;urgence&#8217;, sicché appunto, fra le cose di cui non vado molto fiera, c&#8217;è da segnalare che sono dovuta arrivare a 33 anni per confezionare la mia prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/02/tarte_normande3_ssl.jpg" alt="tarte_normande3_ssl" title="tarte_normande3_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7716" /></p>
<div class="testo">
<p>Un dolcetto per il weekend?? :-) Questa crostata qui è una di quelle cose che stavano più o meno sulla to-do list da secoli, ma non nella sezione &#8216;urgence&#8217;, sicché appunto, fra le cose di cui non vado molto fiera, c&#8217;è da segnalare che sono dovuta arrivare a 33 anni per confezionare la mia prima <em>tarte aux pommes normande</em>. E del resto poteva anche volerci di più, se non  fosse che qualche settimana fa, mentre stavo pianificando una cenetta per amici a casa mia, non mi sono fatta prendere la mano: in sostanza l&#8217;idea di base era di fare qualcosa di molto mooolto relax e di preparare un calderone di boeuf bourguignon, da portare a tavola &#8211; cocotte compresa :-) &#8211; con pane e patate, insomma, una cosa volutamente <em>à la bonne franquette</em>&#8230;
</div>
<p><span id="more-7707"></span></p>
<div>
 Poi però andando a rileggere la ricetta delle bourguignon mi sono messa a sfogliare le altre ricette del libro di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Julia_Child"> Julia Child</a> e &#8211; non so neanche perché mi meraviglio che tanto poi  finisce sempre così &#8211; alla fine della fiera sono riuscita a convincere me stessa di voler fare un&#8217;intera cena a base di piatti made in Julia (alla faccia della cenetta semplice e alla mano &#8211; anche se va anche detto che non c&#8217;è nulla di terribilmente elaborato nella cucina della Child :-). Quindi, come finire in bellezza una cena a base di <em>potage, gratins, carottes glacées, <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/05/julia-childs-boeuf-bourguignon">bourguignon</a></em> &#038; co? Beh, con un bel dolce francese e, visto che in quei giorni mi ero anche impossessata di mezzo chilo di <a href="http://www.isigny-ste-mere.com/FR/p_beurres.php">Beurre d&#8217;Isigny</a> (nessun mistero, ho solo scoperto l&#8217;Auchan :-), beh, ovvio, ci voleva una crostata al burro&#8230; E le reinettes del mercato bio hanno fatto il resto&#8230; :-)) Morale della favola: <em>rien ne sert de courir, la tarte aux pommes &#8211; croustillante et crémeuse à la fois&#8230;- arrive toujours à point :-)</em></p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>La tarte normande aux pommes selon Julia Child</h3>
<blockquote><p>
<em>per l&#8217;impasto </em><br />
<strong>farina</strong> 225g<br />
<strong>burro freddo</strong> 180g<br />
<strong>zucchero</strong> 2 cucchiai<br />
<strong>acqua fredda</strong> circa 4 cucchiai<br />
<strong>sale</strong> una presa</p>
<p><em>per il ripieno</em><br />
<strong>mele reinette</strong> 500g<br />
<strong>panna fresca</strong> 15cl<br />
<strong>zucchero</strong> 120g<br />
<strong>uovo</strong> 1<br />
<strong>farina</strong> 30g<br />
<strong>Calvados</strong> (o cognac, o grappa, perché no?) 3 cucchiai<br />
<strong>cannella</strong> mezzo cucchiaino<br />
<strong>zucchero a velo</strong></p></blockquote>
<p>Preparare l&#8217;impasto: frullare, nel food processor, brevemente, la farina con lo zucchero e il sale. Aggiungere il burro freddo tagliato a pezzettini e frullare di nuovo in modo da incorporarlo. Aggiungere infine l&#8217;acqua, un cucchiaio per volta, fino a quando l&#8217;impasto non formi una palla  (la quantità necessaria di acqua varia a secondo della farina ecc, quindi non versarla tutta in una volta, regolatevi :-). Prendere la palla di impasto, avvolgerla con della pellicola e sistemarla al fresco per 2 ore.<br />
Preparare il ripieno: sbucciare le mele, eliminare i torsoli e affettare le mele a fettine di circa mezzo cm scarso di spessore. Sistemare le mele in una ciotola, condire con 60g di zucchero e la cannella, mescolare e lasciar macerare. Dopo il tempo di riposo, stendere l&#8217;impasto a 4mm di spessore, foderarne una teglia da crostata imburrata di 26cm diametro, ritagliare gli eccessi di pasta e buccherellare il fondo del guscio. Sistemare un foglio di carta forno con un peso (del riso, dei legumi secchi, delle apposite biglie di ceramica) nel guscio crudo e informare a 190°C per 10 minuti. Togliere carta e peso e infornare di nuovo per 5 minuti. Sfornare e sistemare sul fondo della crostata le fettine di mela preparate prima. Infine, sbattere l&#8217;uovo con 60g di zucchero, aggiungere, sempre sbattendo, la farina, poi versare la panna e il Calvados. Versare questo miscuglio sulle mele, quasi fino a riempire la crostata, e infornare il tutto a 190°C per 15 minuti. Dopo 15 minuti, spolverare abbondantemente con dello zucchero a velo, e rimettere al forno per 15 minuti. A fine cottura, accendere il grill per uno o due minuti, poi sfornare e lasciar intiepidire. Servire tiepido, eventualmente accompagnando con un gelato alla vaniglia o una semplice salsa inglese. </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/02/tarte-normande-aux-pommes/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>79</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chi ha paura di quaranta spicchi d&#8217;aglio?</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/01/chi-ha-paura-di-quaranta-spicchi-daglio</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/01/chi-ha-paura-di-quaranta-spicchi-daglio#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 10:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[winter food]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=7615</guid>
		<description><![CDATA[

Io no :-) Anzi, a mo&#8217; di premessa, andrebbe detto che in questi ultimi tempi, i nostri amici aglio &#038; cipolla sono stati parecchio demonizzati. C&#8217;è addirittura chi a Roma si è edificato mezza fama culinaria sull&#8217;evitare sistematicamente aglio &#038; cipolle in ogni preparazione, pretendendo che in questo modo i cibi sono più leggeri, digeribili, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/01/poulet40a_ssl.jpg" alt="poulet40a_ssl" title="poulet40a_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7616" /></p>
<div class="testo">
<p>Io no :-) Anzi, a mo&#8217; di premessa, andrebbe detto che in questi ultimi tempi, i nostri amici aglio &#038; cipolla sono stati parecchio demonizzati. C&#8217;è addirittura chi a Roma si è edificato mezza fama culinaria sull&#8217;evitare sistematicamente aglio &#038; cipolle in ogni preparazione, pretendendo che in questo modo i cibi sono più leggeri, digeribili, sani, dietetici e via dicendo. A mio modeste parere: Balle. Certo, parliamo di ingredienti deleteri se consumati crudi, non lo nego e sarei la prima a vietare l&#8217;uso di aglio e cipolla crudi a tavola, ma gli stessi possono essere particolarmente aromatici e piacevoli se cotti lentamente (mai provato a cuocere una cipolla sotto sale? o aggiungere una testa d&#8217;aglio intera, intatta, nella teglia dell&#8217;arrosto?). Io in ogni caso non mi sognerei mai di espatriare brutalmente l&#8217;aglio dalla mia cucina, mi mancherebbero gli aromi spesso anche delicati, quella sfumatura certe volte un po&#8217; rustica, e in ogni caso una nota di fondo gradevole, ecco. Niente che valga la pena di essere demonizzato, in sostanza. Come sempre, è questione di buon senso e sopratutto di dosaggio e, parlando appunto di <em>misura</em>, veniamo subito all&#8217;eccezione che conferma la regola: <em>il pollo ai quaranta spicchi d&#8217;aglio</em> :-)
</div>
<p><span id="more-7615"></span></p>
<div>
Non so bene cosa immaginate possa essere il pollo ai 40 spicchi d&#8217;aglio&#8230; A me, sinceramente, sulle prime, l&#8217;idea faceva un po&#8217; impressione. In realtà, non c&#8217;è assolutamente bisogno di spaventarsi, non viene affatto una cosa carica e piccante che profumerà voi, i vostri capi e la vostra amata casetta per i prossimi 40 giorni, vaccinandovi en passant contro eventuali visite draculiane, nonono&#8230;  Il trucco semmai sta nel fatto che l&#8217;aglio intanto se ne rimane in camicia e poi viene cotto parecchio a lungo, perdendo così le sue note più spigolose e agressive, e trasformandosi infine in una densa crema profumosa (ma non deletera :-) racchiusa nell&#8217;involucro di ogni spicchio. E il profumo semmai è quello casalingo e stuzzicante di qualcosa-di-buono che si sta lentamente preparando in forno&#8230;<br />
<br />
Ciò detto, due premesse, anzi, una: Per cucinare dei piatti buoni bisogna partire da ingredienti buoni. Nel caso di questa ricetta che è particolarmente semplice e che di ingredienti ne ha in sostanza tre &#8211; il pollo, l&#8217;aglio, e l&#8217;olio d&#8217;oliva &#8211; quel principio diventa elementare, quindi, l&#8217;olio-che-sapete-voi (tanto ormai ho ben capito che da queste parti alla fin fine ognuna ha se non gli ulivi, almeno l&#8217;amico col frantoio o la cooperativa accanto a casa, e tutti sono certi che quello proprio sia più buono di quello del vicino per cui&#8230; fate un po&#8217; voi, basta che non v&#8217;azzardate a usare l&#8217;olio di sansa del discount :-p), pollo allevato a terra (ormai ho il mio spacciatore fisso, sempre al mercato di San Teodoro, e il pollo arriva da Tuscania), aglio ri-go-ro-sa-men-te italiano, se è bio ancora meglio però mi raccommmmando, diffidate degli agli senza origine certificata perché qua ormai è tutto un dilagare di agli spagnoli e sopratutto cinesi che il più delle volte &#8211; per non dire sempre &#8211; fanno terrrribilmente schifo, anzi, capace che un solo spicchio di quella roba lì vi rovini il piatto, davvero. Quindi, se non avete sotto mano un mercato bio o un agricoltore affidabile, cercatene uno (e non fidatevi troppo invece del fruttivendolo sotto casa), oppure andate al Carrefour dove tempo fa prendevo l&#8217;aglio bianco piacentino sotto il marchio Terre d&#8217;Italia.<br />
<br />
Ecco, dopo tutto sto spavento del taaaaaanto e cattiiiiiiivo aglio, il piatto: intanto, la ricetta è facilissima e si fa quasi da sola, diciamo che lo sforzo maggiore sta, più o meno, nel contare gli spicchi d&#8217;aglio. E ho detto tutto. Ricetta ottima quindi per gli inviti a cena (il pollo sta al forno per conto suo e voi potete fare aperitivo con gli invitati, mi pare un buon deal), e ottima anche nel risultato: la cottura in recipiente chiuso e su un lettino odoroso di spicchi d&#8217;aglio e erbe fa si che la carne del pollo venga morbida e profumosa (e, stranamente, non sa solo di aglio, giuro :-), mentre dagli spicchi d&#8217;aglio, volendo, si può recuperare la polpa che diventa una densa cremina da spalmare su dei crostini di pane, una chicca rustica e libidinosa&#8230; :-)<br />

</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/01/poulet40b2_ssl.jpg" alt="poulet40b2_ssl" title="poulet40b2_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7618" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Pollo ai quarante spicchi d&#8217;aglio</h3>
<blockquote><p><strong>pollo</strong> 1<br />
<strong>aglio</strong> 40 spicchi (3 teste, circa)<br />
<strong>olio d&#8217;oliva</strong> 20cl<br />
<strong>sedano</strong> 1 costa<br />
<strong>rosmarino, alloro, prezzemolo, salvia e timo</strong><br />
<strong>sale &#038; pepe</strong></p></blockquote>
<p>Salare e pepare l&#8217;interno del pollo e sistemarci due foglie di alloro e tre rametti di timo. Versare l&#8217;olio d&#8217;oliva in una cocotte di ghisa o di terracotta. Aggiungere gli spicchi d&#8217;aglio in camicia, un rametto di rosmarino, una foglia di alloro, due rametto di prezzemolo, due di timo, e qualche folgiolina di salvia. Lasciar intiepidire il tutto a fuoco medio-basso (non rosolare), poi aggiungere il pollo e farlo dorare leggermente, per 10 minuti, su tutti i lati, a fuoco medio. A questo punto, chiudere il recipiente con il coperchio (se non chiude perfettamente fissate il coperchio con un po&#8217; di pasta a base di farina e acqua) e sistemarlo al forno a 200°C per 1h30. Dopo questo tempo, sfornare, lasciar riposare il tutto per qualche minuto, poi scolare il pollo dai grassi di cottura e tagliarlo a pezzi. Sgocciolare gli spicchi d&#8217;aglio, premerli in modo da recuperarne la polpa morbida, e frullarla insieme a poco olio di cottura e qualche goccio di acqua. Servire la crema d&#8217;aglio con dei crostini di pane abbrustolito, e il pollo con un contorno di verdure cotte al vapore.  </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/01/poulet40c_ssl.jpg" alt="poulet40c_ssl" title="poulet40c_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7619" /></p>
<p><strong>ps</strong>. quasi dimenticavo (mi ci ha fatto ripensare il commento di @Laurel) di dirvi che l&#8217;origine della ricetta non mi era ben chiara: qua e la avevo trovato degli accenni più o meno vaghi da cui avevo dedottto che la tesi più probabile era che questa del <em>poulet aux quarante gousses d&#8217;ail</em> fosse una ricetta francese anzi provenzale (e in effetti in Provenza la passione per l&#8217;aglio è diciamo documentabile e visto anche le erbe, l&#8217;olio d&#8217;oliva ecc, poteva essere), ciò detto non avevo trovato nessun riscontro chiaro e inequivocabile. Poi ho trovato questo brano qui, e direi che con questo la questione si può considerare, più o meno, chiusa :-)</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Chicken With 40 Cloves of Garlic” is a traditional French bistro dish which gathered steam in the U.S. in the mid-1960s and early 1970s when French cooking was making its mark, thanks largely to Julia Child’s influential cookbooks. Gourmet magazine published a recipe for it in April 1967, and James Beard definitely added to its momentum with his version of the recipe in his cookbook Beard on Food (1974).</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/01/chi-ha-paura-di-quaranta-spicchi-daglio/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>141</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le Kouglof de Felder</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/le-kouglof-de-felder</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/le-kouglof-de-felder#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 10:09:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=7430</guid>
		<description><![CDATA[

L&#8217;avevo ritrovato con piacere a Parigi, e ovviamente al rientro non poteva non scattare il solito mmo&#8217; provo a farmelo damme&#8217;! Devo dire che la parola Kouglof, quando la leggo o la proncuncia, mi fa sempre sottilmente sorridere, non lo so nemmeno io perché, probabilmente perché Kouglof ha qualche sonorità infantile, ricorda le lingue inventate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/kouglof1_ssl.jpg" alt="kouglof1_ssl" title="kouglof1_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7431" /></p>
<div class="testo">
L&#8217;avevo ritrovato con piacere a Parigi, e ovviamente al rientro non poteva non scattare il solito<em> mmo&#8217; provo a farmelo damme&#8217;! </em>Devo dire che la parola <em>Kouglof</em>, quando la leggo o la proncuncia, mi fa sempre sottilmente sorridere, non lo so nemmeno io perché, probabilmente perché Kouglof ha qualche sonorità infantile, ricorda le lingue inventate, il burlesco (quello della letteratura francese del XVIIesimo, à la Rabelais, mica sto parlando di signorine seminude accomodate in gigantesche coppe da Martini :-), insomma, Kouglof mi fa pensare, anche, per via di non so quali strambi meandri della mente, a Papi Mougeot, allo Schmilblick, al circo e ai clowns in generale, a tutte quelle cose un po&#8217; naif e insieme sfacciate e che fanno semplicemente e spontaneamente sorridere&#8230;
</div>
<p><span id="more-7430"></span></p>
<div>
Ma mo&#8217; questo cosa c&#8217;entrava? Beh, in sostanza nulla, il Kouglof (o kugelhof, e via dicendo, le varianti sono parecchie) è una specialità alsaziana, ma anche tedesca, austriaca e ceca, ed è, in sostanza&#8230; un panettone. Okay, quasi. Diciamo che il Kouglof si iscrive in quella tradizione dei pani che all&#8217;occasione del Natale venivano letteralmente arricchiti con aggiunte di burro, uova e frutta secca (qui: uvetta macerata con rum e fettine di mandorla). Proprio come il panettone quindi, anche se poi nella realtà il kouglof è più simile a una brioche che a un panettone :-) In ogni caso, avevo in giro per casa uno stampo ad hoc che aspettava da tanto tempo che arivassero i suoi 15 minuti di fama e avevo pure da inaugurare (nel senso &#8217;sporcare di farina, tracce di burro e ditate svariate&#8217;) il volume <a href="http://www.amazon.fr/Pâtisserie-Lultime-référence-Christophe-Felder/dp/2732442119">Patisserie</a> di <a href="http://www.christophe-felder.com/index.php">Felder</a> (di cui avevo parlato <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/books-for-cooks-winter-2010-2">poco fa</a>), ne ho approfittato per fare il suo, di Kouglof e la sua ricetta &#8211; come poteva essere diversamente ? &#8211; viene benissimo :)
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/kouglof2_ssl.jpg" alt="kouglof2_ssl" title="kouglof2_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7432" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Kouglof (ricetta di Christophe Felder)</h3>
<blockquote><p><strong>farina</strong> 275g<br />
<strong>latte</strong> 125g<br />
<strong>burro morbido</strong> 65g<br />
<strong>uovo</strong> 1<br />
<strong>uvetta</strong> 50g<br />
<strong>zucchero</strong> 40g<br />
<strong>rum scuro</strong> 1 cucchiaio<br />
<strong>lievito di birra fresco</strong> 10g<br />
<strong>sale</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>mandorle a fettine</strong> 30g + <strong>burro fuso</strong> 20g<br />
<strong>zucchero a velo</strong>
</p></blockquote>
<p>Nelle ciotola dell&#8217;impastatrice (anche no ma è più comodo :-), far sciogliere il lievito con 35g di acqua a temperatura ambiente. Aggiungere 50g di farina (prelevati sulla quantità totale indicata), e mescolare con un cucchiaio in modo da ottenere una pallina di impasto. Versare il resto della farina (225g) sopra questa polpetta di farina e lievito, e lasciar riposare il tutto, coperto, per 30 minuti (siccome è inverno le lievitazioni le ho fatte tutto in forno a 40°C). Nel mentre, versare il rum sull&#8217;uvetta, spenellare lo stampo (se trovate quello tipico a forma di turbante dei re magi è meglio :-) con il burro fuso e spolverarlo con le fettine di mandorle. Riprendere la ciotola, aggiungere l&#8217;uovo, il latte, lo zucchero, il sale e il burro e impastare il tutto per una decina di minuti (io qui ho aggiunto qualcosa come 3 cucchiai di farina) fino a ottenere un&#8217;impasto morbido ed elastico ma non più collosissimo. Incorporare per ultimo l&#8217;uvetta scolata dal rum. Coprire la ciotola e lasciar lievitare per 1h30 o finché l&#8217;impasto sarà raddoppiato di volume. Reimpastare velocemente a meno, poi formare una palla e sistemarla nello stampo da kouglof (il mio fa sui 22cm diametro), premere un pochino, coprire e lasciar lievitare per 2 ore (per me, a 40°C, 2 ore era un po&#8217; troppo, insomma, controllate a vista, prima della lievitazione l&#8217;impasto dovrebbe rimpire 1 3/4 dello stampo, dopo lievitazione deve formare una bella cupola fuori dallo stampo). Infine, infornare a 170°C con ventilazione per circa 25 minuti (dipende un po&#8217; dalle dimensioni del kouglof, fare comuqnue la prova dello stecchino prima di sfornarlo&#8230;). Sformare, lasciar intiepidire e spolverare con dello zucchero a velo. Consumare lo stesso giorno o conservare in una busta di plastica per alimenti ben chiusa.</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/kouglof3_ssl.jpg" alt="kouglof3_ssl" title="kouglof3_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7433" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/le-kouglof-de-felder/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>70</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mon petit shopping parisien</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/mon-petit-shopping-parisien</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/mon-petit-shopping-parisien#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 11:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=7396</guid>
		<description><![CDATA[

Si, lo so, io sono quella che son tre mesi che vi ubriaca con sta cosa dei regali di natale che sono più belli quando li fai da te con le tue manine, e ci credo ancora, come no?, solo che, beh, volevo fare il mio ultimo viaggio da non-ancora-mamma, anche perché il prossimo missà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/shopping_paris_ssl.jpg" alt="shopping_paris_ssl" title="shopping_paris_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7422" /></p>
<div class="testo">
<p>Si, lo so, io sono quella che son tre mesi che vi ubriaca con sta cosa dei regali di natale che sono più belli quando li fai da te con le tue manine, e ci credo ancora, come no?, solo che, beh, volevo fare il mio ultimo viaggio da non-ancora-mamma, anche perché il prossimo missà che sarà per fra un bel po&#8217;, ed era una vita che non andava a Parigi, sicché, mettendo insieme le due cose, è finita a shopping prenatalizio à la française, non ancora del tutt finito però intanto pensavo di lasciarvene qualche appunto di quelli personalissimi, sissammai, magari fra di voi qualcuno ha intenzione di farsi un giro da queste parti prima dell&#8217;anno nuovo&#8230; :-)
</p></div>
<p><span id="more-7396"></span></p>
<div>
<img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/epicerie_ssl.jpg" alt="epicerie_ssl" title="epicerie_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7400" /></p>
<p><strong><a href="http://www.lagrandeepicerie.fr/#fr-FR/reperages">La grande épicerie de Paris</a></strong><br />
E una specie di Castroni, ma in meglio, ecco ☺ La grande épicerie è enorme e ha veramente di tutto,  con interi reparti freschi, tantissimi piatti preparati, vini, reparti dedicati ai prodotti el mondo e via dicendo. Poiché noi però eravamo in vena di shopping natalizio, abbiamo un po’ zappato tutto quanto, e ci siamo concentrati sulle marmellate base di <a href="http://www.christineferber.com/Christine-Ferber.html">Christine Ferber</a> (da non confondere  con quelle che fa per PH, segnalo le oranges maltaises aux épice à pain d&#8217;épices e la marmelade de mangues et fruits de la passion), entrambi sui 7 euro), le marmellate Carla, che non solo sono confezionate in barattolini deliziosi ma propongono sempre abbinamenti di sapore stupendi, come la Veillée de Noel, composta di albicocche, fichi, nocciole, mandorle e pistacchi, o la marmellata albicocche e calissons che è semplicemente divina.  Inoltre,  alla grande épicerie apprezo particolarmente  le scatole di latta o di legno con i dolcetti ‘tipici’ come le <a href="http://www.madeleine-commercy.com/index.php">madeleines</a> di commercy, le galettes bretonnes, e via dicendo. Ah, hanno persino le <a href="http://www.galler.com/langue-de-chat.php">langues de chat Galler </a>nella scatola cilindrica griffata Le Chat… E già che ci siete, provate il kouglof al reparto boulangerie… :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/fauchon2_ssl.jpg" alt="fauchon2_ssl" title="fauchon2_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7414" /></p>
<p><strong><a href="http://www.fauchon.com/">Fauchon</a></strong><br />
C’è poco da fare, Fauchon rimane sempre Fauchon. E caro, è snob, ma è un mito, ed è sempre delizioso andarsene in giro per il negozio con il cestino appeso al braccio mentre i dipendenti vi fanno l’inchino quando passate, o quasi. Come dicevo, Fauchon è anche un pelino troppo caro, anche se qualche merito ancora ce l&#8217;hanno, sul versante cucina &#038; pasticcieria per esempio devo dire che in questi ultimi anni si sono molto svechiati, aprendo a giovani chef promettenti e innovatori, Fumiko Kono per esempio, ha lavorato da loro e aveva introdotto la madeleine nocciole tartufo), resta che le scatolette rose bonbon griffate con la F nella sua doppia ovale sono deliziose e ti accompagnano tutta la vita, quindi via coi biscotti in scatola… </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/herme2_ssl.jpg" alt="herme2_ssl" title="herme2_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7417" /></p>
<p><strong><a href="http://www.pierreherme.com/index.cgi?&#038;cwsid=0327ph0A000108ph4440674">Pierre Hermé</a></strong><br />
Già che ci andavate in peregrinaggio per un croissant, un macaron matcha chataignes o un piccolo ispahan, beccatevi pure le marmellate di Christine Felder appositamente realizzate per Pierre Hermé, i biscottini mignon in scatola o le selezioni di cioccolatini&#8230; oppure una delle sue scatolette cilindriche nere di miscela per cioccolata calda (ho preso la scatoletta <a href="http://www.pierreherme.com/retrait-boutique/product.cgi?pid=892&#038;cwsid=0327ph0A000108ph4440674">Mogador</a>, cioccolato al latte + fruits de la passion&#8230; yumm)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/kayser_ssl.jpg" alt="kayser_ssl" title="kayser_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7403" /></p>
<p><strong><a href="http://www.maison-kayser.com/">Eric Kayser</a></strong><br />
Trovato per puro caso un giorno che facevo capolino nella sua boulangerie accanto a Place Vendome per portare via una pagnottina ai marrons glacés (eheh ☺), lo stollen di Kayser è certamente il più buono che avessi mai assaggiato. Ed è anche un&#8217;ottima ideuccia regalo per chi sarebbe troppo pigro per farlo in casa :-P Lo stollen di mezzo chilo costa 5,50 euro  e si conserva per un mese.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/confiserie_ssl.jpg" alt="confiserie_ssl" title="confiserie_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7398" /></p>
<p><strong>Confiserie G. Tetrel</strong><br />
Tetrel è un negozio di caramelle di altri tempi, piccolino, tutto boiseries e grandi contenitori di vetro pieni di preziose caramellino e altri dolcetti originari di un po’ tutta quanta la Francia, venditori col grembiule bianco non troppo simpatici e strumenti di lavoro come cassa e telefoni di altri tempi. Questo posto mi piace una ciffra, ed è un ottimo indirizzo per nonettes, guimauves, e tutto ciò che potete desiderare a base di violetta. Un luogo in cui fingersi bambino e riempirsi le tasche di deliziose caramellino retro, perfetto anche per piccoli regali dalle confezioncine e scatolettine preziose.<br />
<em>44 Rue des Petits Champs Paris 2e </em></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/ourson_ssl.jpg" alt="ourson_ssl" title="ourson_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7407" /></p>
<p><strong><a href="http://www.petitoursonguimauve.fr/catalog/accueil.php">Le Petit Ourson Guimauve</a></strong><br />
La star incontestata di questo natale 2010, non è un luogo ma un prodotto: trattasi di una intera famiglia di piccoli orsetti di guimauve passati nel cioccolato. In realtà, il lato <em>confiserie</em> è quello che c’interessa di meno, la parte più interessante dell’acquisto riguarda la scatola stessa, affidata, dal 2005, a un designer diverso ogni anno. Quest’anno la creazione è firmata <a href="http://mzelle-fraise.fr/">Mzelle Fraize</a> e il risultato è una stupenda scatola romantica, stampata façon <a href="http://www.toiledejouy.com.fr/">toile de Jouy</a> :-)<br />
Boite collector 2010, 29,50 euro, da Colette, La Grande Epicerie, Lafayette Gourmet e Printemps. </p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/mariagefreres_ssl.jpg" alt="mariagefreres_ssl" title="mariagefreres_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7405" /></p>
<p><strong><a href="http://www.mariagefreres.com/">Mariage Frères</a></strong><br />
Anche qui ambiente e servizio sono sempre deliziosi, e nononstante i negozi di tè a Parigi siano tanto, i tè Mariage Frères non mi dispiacciono affatti, con dei profumi naturali e generalmente molto ben equilibrati, nulla a che vedere con certi tè artificialmente aromatizzati che non si possono senti’. Le mischele natalizie ormai non si contano più, a occhio e croce credo che siamo a una decina, il mio preferito assoluto però rimane il thé de Noel base. Bella la collezione dei ‘calligraphiés’, una serie di scatoletta e miscela dedicate a destinazioni/paesi, con una preferenza del tutto personale per il tè arabo che profuma di menta ma anche, più sottilmente, di rosa e di fiori d’arancio. Bellissime anche le scatolette dei tè bianchi. Per il resto, si possono acquistare delle scatolette vuote, decine di teiere di tutti i tipi e, ovviamente, le miscele di tè sfusi, a peso.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/roellinger2_ssl.jpg" alt="roellinger2_ssl" title="roellinger2_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7418" /></p>
<p><strong><a href="http://www.epices-roellinger.com/index4.php?id_rubrique=526&#038;code_lang=fr">Epices Roellinger</a></strong><br />
Olivier Roellinger ha chiuso il suo mitico ristorante già da un po’, io me lo sono ritrovato a sorpresa in una stradina del primo arrondissement, con una elegant e boutique dai legni scuri che profuma di viaggio, di mistero e di naturalità. Qui sono in vendità, quasi esclusivamente, le spezie, singole o in miscela, di Roellinger, e si trovano, oltre a una decina buona di tip/crus di bacche di vaniglie, cose più o meno classiche. I miei preferiti sono le miscele, come la poudre equinoxale (da usare ne dolci, a base di cannella, vaniglia e pepe nero) et la poudre marine (fenouil, ajowan, coriandre, ail, per il pesce) oltre alle miscele che comprendono alghe. Sugli 8 euro il barattolo di 40g.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/raspail_ssl.jpg" alt="raspail_ssl" title="raspail_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7419" /></p>
<p><strong>Le marché bio du boulevard Raspail</strong><br />
Si tratta del più vecchio mercato bio di Parigi, e vende ovviamente per lo più verdure, frutta, carni, formaggi ecc. Ma in mezzo alle bancarelle ho trovato le marmellate bio Le Carbonnet, e più particolarmente la gelée di fiori di tarassaco e la marmellata di mele cotogne, 4,5 euro il barattolo. Deliziose le etichette e buonissime le marmellate&#8230; :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/conran_ssl.jpg" alt="conran_ssl" title="conran_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7399" /></p>
<p><strong><a href="http://www.conranshop.fr/default.aspx?language=fr-FR">Le Conran shop</a> &#038; <a href="http://www.habitat.fr/">Habitat</a></strong><br />
Non sono fanatica ma non si può non passarci… Da Habitat ho avvistate delle belle insalatiere di legno, e dei divertenti kit fai da te per produrre birra di zenzero e vino caldo speziato in casa; al Conran shop invece sempre carine le sezione borse, giocattoli per l’infanzia e, ovviamente, il reparto stoviglie, con una preferenza per le stoviglie in ferro smaltato e la linea di piatti ondulati color pastello di <a href="http://www.sophieconran.com/">Sophie Conran.</a></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/merci_ssl.jpg" alt="merci_ssl" title="merci_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7406" /></p>
<p><strong><a href="http://www.merci-merci.com/">Merci</a> </strong><br />
Ne avrete già sentito parlare, Merci è una specie di concept store in cui i margini sui prodotti venduti vengono dati in beneficienza. E quindi un luogo dove i designer e produttori &#8216;regalano&#8217; delle merci che voi comprate allo stesso prezzo che paghereste altrove, ma invece che arricchire il commerciante o la catena di turno avete la certezza che i vostri soldi veranno spesi a scopo di bene. Questo per dire che da Merci si trovano capi di Marc Jacobs o Paul Smith allo stesso prezzo che altrove, e lo stesso per il reparto casa &#038; cucina che è come al solito quello che c&#8217;interessava di più. E infatti, gran parte degli articoli trovati da Merci li avevo già visti prima da Conran e sopratutto da Fleux, a prezzi identici. Resta che il luogo e l&#8217;idea sono molto carini, e sul versante dei <em>petits prix </em>segnalo la papeterie liberty e la collezione di cartoline BN di <a href="http://www.issermann.com/">Dominique Issermann</a>, entrambe belllisssime :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/teiera_ssl.jpg" alt="teiera_ssl" title="teiera_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7408" /></p>
<p><strong><a href="http://www.fleux.com/">Fleux</a></strong><br />
E decisamente uno dei miei negozi di cose per la casa preferiti nel marais, con molti articoli divertenti ma soprattutto belli, e un po&#8217; di cose <a href="http://www.sagaform.com/en">Sagaform</a> (che è un marchio che adoro e che faccio sempre fatica a trovare). Stavolta mi sono sperdutamente innamorata della collezione Sagaform Retro di <a href="http://lottaodelius.blogspot.com/">Lotta Odelius</a>, e più particolarmente della sua teiera anni ’50 plus vraie que nature… Per il resto, stupende le<a href="http://www.pantone.com/pages/pantone/pantone.aspx?pg=20633&#038;ca=10"> tazze Pantone</a>, lo stampo <a href="http://www.suck.uk.com/product.php?rangeID=143&#038;catID=4">&#8216;home made&#8217;</a> da stampare sui biscotti, i cuscini tutti e le stoviglie di terra cotte&#8230; Nonché l&#8217;albero di natale minimal, in cartoncino :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/albertmenes_ssl.jpg" alt="albertmenes_ssl" title="albertmenes_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7397" /></p>
<p><strong><a href="http://www.monoprix.fr/">Monoprix</a></strong><br />
Ebbene si, è un supermercato. Eppure <em> chez Monop’ y’a un tas de chouettes petites choses</em>. Il monop’ ha un bel assortimenti di biscottini tradizionali, dai calissons d’aix ai biscotti al burro, e anche degli eleganti e divertenti sciroppi di papavero, rosa, violetta e via dicendo. Si trovano anche una marea di barattolini di foie gras (visto che è il momento) e i prodotti <a href="http://www.micheletaugustin.com/">Michel &#038; Augustin</a>, che son due pazzi scatenati che da qualche anno producono dolcetti e succhi, euhm, diversi, e che adoro. Infine, non sdegnarei la collezione di prodotti <a href="http://www.albertmenes.fr/">Albert Meniès</a>, hanno un prezzo non esagerato, una confezione un filo retro in versione elegante, e spaziano dalle sardine sott’olio alla marmellata di petali di rosa passando per le miscele di spezie, biscotti e via dicendo…</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/kusmi_ssl.jpg" alt="kusmi_ssl" title="kusmi_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7404" /></p>
<p><strong><a href="http://www.kusmitea.com/fr/">Kusmi tea</a></strong><br />
Sempre da Monoprix si trovano anche i tè Kusmi (della famiglia Kousmichoff, fornitori degli tzar&#8230; :-)), nelle sue simpatiche scatolette tonde ma anche in monodosi di morbida mousseline per l’ufficio e le tazze volanti (poi ci sono anche i negozi monomarca, volendo), anzi, in materia kusmi se posso raccomanderei le miscele ‘classiche’ a base di tè neri, o l’<a href="http://www.kusmitea.com/fr/the-noir/melanges-exclusifs/anastasia/c1_10/p2/product_info.html">Anastasia</a> che è la mia preferita pesonale, mi piacciono molto meno le versioni contemporanee modaiole come kusmi Love, boost e via dicendo, tutte un po’ eccessivamente profumate. (sui 12 euro la scatola di 100g).</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/12/wowo2_ssl.jpg" alt="wowo2_ssl" title="wowo2_ssl" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-7416" /></p>
<p><strong><a href="http://www.wowo.fr/">Wowo</a></strong><br />
Infine, trovato per caso qualche giorno fa, sempre nel Marais, wowo propone dell&#8217;abbigliamento pop per bimbi da tre mesi a 16 anni. Francamente le loro <a href="http://www.wowo.fr/27-bebes">creazioni</a> mi sono piaciute molto, e me ne sono andata via con una grenouillère ricamata con madame lapin che lo so già da ora che sarà la mia preferita della primavera 2011, insieme al piccolo body rosa con uccellini facon twitter&#8230; :-)
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/mon-petit-shopping-parisien/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>109</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Caviar d&#8217;algues</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/11/caviar-dalgues</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/11/caviar-dalgues#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 10:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[natural food]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=7263</guid>
		<description><![CDATA[

Tapenade de la mer, Tartare d&#8217;algues, Tartin&#8217;algues, Pesto marin, sono alcuni dei nomi che si usano, in giro, per qualificare le cremine più o meno analoghe a questa diella foto qui sopra. E con &#8216;in giro&#8217; intendo in realtà la rete francese perché da &#8217;ste parti mi pare che siamo ancora molto poco familiari con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/11/caviar_algues_ssl.jpg" alt="caviar_algues_ssl" title="caviar_algues_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7264" /></p>
<div class="testo">
<em>Tapenade de la mer</em>, <em>Tartare d&#8217;algues</em>, <em>Tartin&#8217;algues</em>, <em>Pesto marin</em>, sono alcuni dei nomi che si usano, in giro, per qualificare le cremine più o meno analoghe a questa diella foto qui sopra. E con &#8216;in giro&#8217; intendo in realtà la rete francese perché da &#8217;ste parti mi pare che siamo ancora molto poco familiari con la cucina delle alghe. In Francia invece, le alghe e il loro consumo sono piuttosto comuni, merito sia degli chefs che li hanno ampiamente sdoganati, che della Bretagna dove se ne producono a valanghe e della grande distribuzione che te le fa persino trovare fresche, in vaschette, fra il il granchio dell&#8217;atlantico e le ostriche belon. Eh, già, un&#8217;altro mondo&#8230; :-)) Resta che le alghe sono un capitolo interessante, mooolto interessante, del grande libro &#8216;cose di cui noi umani ci possiamo cibare&#8217;, perché contengono un&#8217;enorme quantità di minerali, in più sono ricche di proteine e di grassi insaturi e aiutano, fra le altre cose, a regolare la tiroide e a rinforzare le difese immunitari. Insomma, tutti argomenti ai quali prestare un&#8217;orecchio attento, anche quando non si è particolarmente fanatici della salute nel piatto :-)
</div>
<div class="ricetta">
<strong>piccolo aggiornamento</strong>: ieri, dopo aver pubblicato questa ricetta ho ricevuto una mail entusiasta da parte dell&#8217;Algheria, l&#8217;azienda che commercializza le alghe usate in questa ricetta, e questa mail si concludeva dicendo che avevano piacere ad accordare un piccolo sconto ai lettori di questo blog. Epperché no??! :-) Quindi, per chi vuole, il codice promozionale per gli acquisti su <a href="http://www.algheria.it/">algheria.it</a> è <strong>CAV10%2011</strong>, vale per uno sconto del 10% sui vostri acquisti ed è valido fino alla fine di dicembre 2011&#8230; Enjoy! :-)
</div>
<p><span id="more-7263"></span></p>
<div>
Ma sopratutto, la vera cosa interessante delle alghe &#8211; e, mo&#8217; che ci penso, è una cosa che <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/02/cosa-mangiano-i-monaci-buddisti-zen">la cucina dei monaci buddisti giapponesi</a> sfrutta appieno &#8211; è che sanno&#8230; di mare (eh la bella scoperta!? :-). Anzi, la cosa più simile che io sappia, sono le ostriche (che giustamente anche loro sono in gran parte costituite di&#8230; acqua di mare :-) Anche se poi chiaramente, ogni alga, come ogni pesce, ha la ua consistenza e il suo saporino proprio, rimane che sul fondo, da una parte come dall&#8217;altra, galleggia un profumino iodato che è quello del <em>grand large</em>&#8230; E così, più che i motivi salutistici, è questa qui la caratteristica che stimola il piccolo cuoco ludico in me (un po&#8217; come quella volta del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/05/pesto-di-acciughe-scappate">pesto di acciughe scappate</a>). Quindi, per farla breve, ho confezionato una cremina con degli accenti che ricordano lontanamente qualcosa del caviale, solo che ovviamente a prezzo siamo a dei livelli infinitamente più ragionevoli e inoltre qui non bisognerà neanche convincere nessuno di mangiare uova di pesce&#8230; :-)) Insomma, per me, un&#8217;ottimo nuovo amico per i crostini dell&#8217;happy hour e per i panini un po&#8217; creativi&#8230; :-)
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Caviale di alghe</h3>
<p><strong>cetriolini sotto aceto</strong> 6<br />
<strong>olive nere</strong> (snocciolate) una manciata<br />
<strong>capperi dissalati </strong>1 cucchiaio<br />
<strong>olio d&#8217;oliva</strong> 5 cucchiai<br />
<strong>scalogno</strong> (piccolino) 1<br />
<strong>salsa di soia</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>misto alghe essiccate in fiocchi</strong> (ho usato <a href="http://www.algheria.it/misto-alghe">questo</a> misto qui) 3 cucchiai</p>
<p>Sistemare, nella ciotola del mixer, i cetriolini, le olive, i capperi, lo scalogno sbucciato e trotato, la salsa di soia e l&#8217;olio, e frullare il tutto fino a ottenere una crema non troppo omogenea. Aggiungere le alghe mescolare al cucchiaio, versare il tutto in una ciotolina, coprire con della pellicola e far riposare al fresco per unn paio di ore. Passato questo tempo, aggiustare consistenza e condimento, e usare come vi pare :-) </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/11/caviar-dalgues/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>52</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La fougasse d&#8217;Aigues-Mortes</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/09/la-fougasse-daigues-mortes</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/09/la-fougasse-daigues-mortes#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 09:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=6673</guid>
		<description><![CDATA[

Une fois n&#8217;est pas coutume, oggi ricetta di una roba che in vita mia non ho mai assaggiata né vista dal vivo, originaria di un posto in cui non sono manco mai stata, insomma, si, io son quella che pensa che si può pensare di cucinare (decentemente) solo ciò che si ha conosciuto e assaggiate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/09/fougasse_aigues_ssl.jpg" alt="fougasse_aigues_ssl" title="fougasse_aigues_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-6674" /></p>
<div class="testo">
<em>Une fois n&#8217;est pas coutume</em>, oggi ricetta di una roba che in vita mia non ho mai assaggiata né vista dal vivo, originaria di un posto in cui non sono manco mai stata, insomma, si, io son quella che pensa che si può pensare di cucinare (decentemente) solo ciò che si ha conosciuto e assaggiate in loco, beh, com&#8217;è che dicevano? <em>do as I say and don&#8217;t do as I do</em>, ecco :-) Comunque sia, recentemente, per ragoni che credo di aver già esposte, ho come una recrudescenza d&#8217;interesse per tutto ciò che è brioscioso in genere, e questa ricetta qui neanche stava sulla mia to-do-list, no, ci sono semplicemente inciampata, in rete, un paio di giorni fa, cercando una tutt&#8217;altra cosa. E leggere le descrizioni di questa semplice focaccia (rinvio alle lezioncina simil-etimologica già abbozzata sotto la voce <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/01/fougasse">fougasse</a>) dolce, completa di crosticicna croccante di zucchero e profumino di fiori d&#8217;arancio (la quale acqua che mi berrei anche direttamente dalla fialetta se non fosse una roba cosi dannatamente chimica&#8230;), beh, mi ha irremediabilmente intrigato&#8230;
</div>
<p><span id="more-6673"></span></p>
<div>
La focaccia in questione dunque è originaria di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aigues-Mortes">Aigues-Mortes</a>, la quale ha tutto l&#8217;aria di essere, nonostante il nome un filo funesto, una deliziosa cittadina medievale nella Camargue (e che prima o poi andrò a visitare, cascasse n&#8217;a panocchia :-) e a quanto pare la mia è venuta un pochino beh, altina, uhps&#8230; Questo perché l&#8217;ho messa dentro a uno stampo per cui se la provate direi di schiaffare l&#8217;impasto, come per una focaccia <em>nostrana</em>, direttamente sulla teglia&#8230; Il risultato invece, beh, oltre a essere semplice e perfetto per colazioni e merende, ha deliziato una goduriosissima colazione stamattina&#8230; Non mi resta in sostanza che conoscere l&#8217;originale (e chissà se qualcuno di voi ha avuto il piacere?? :-) Buon lunedi! :-)
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Focaccia dolce profumata di fiori d&#8217;arancio</h3>
<blockquote><p><strong>farina</strong> 500g<br />
<strong>latte</strong> 30cl<br />
<strong>burro</strong> 50g + 20g<br />
<strong>zucchero</strong> 120g<br />
<strong>lievito di birra fresco</strong> 15g<br />
<strong>sale</strong> 8g<br />
<strong>acqua di fiori d&#8217;arancio</strong> qb </p></blockquote>
<p>Diluire il lievito in metà del latte. Versare la farina sulla spianatoia o nella ciotola della planetaria, aggiungere 40g di zucchero, il sale, il burro morbido (50g) e versare infine il latte con il lievito. Iniziare a impastare e versare man mano il resto del latte (io non l&#8217;ho versate tutto, mi sono avanzato 2 0 3 cl quando il mio impasto è arrivato alla giusta consistenza). Impastare per circa 10 minuti fino a ottenere un impasto liscio, elastico e non troppo duro. Coprire con della pelicola e lasciar lievitare per 1h circa. Riprendere l&#8217;impasto, stenderlo delicatamente su una teglia da forno (a 1-2cm di spessore diciamo, il mio di partenza era 3-4cm), Lasciar riposare per 20 minuti, cospargere con il resto del butto a fiocchetti e infornare a 180°C. Cuocere per una ventina di minuti (dipende dallo spessore) o finché la focaccia non sia dorata. Nel mentre, mescolare lo zucchero avanzato con un paio di cucchiai di acqua di fiori d&#8217;arancio. Quando sarà cotta, sfornare la focaccia, e spalmarla con lo zucchero ai fiori d&#8217;arancio in modo da ricoprirla tutta. Lasciar intiepidire prima di consumare (raffreddando lo zucchero in superficie si muta in crosticcina :-)</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/09/la-fougasse-daigues-mortes/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>84</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Clafoutis fraises citron basilic</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/06/clafoutis-fraises-citron-basilic</link>
		<comments>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/06/clafoutis-fraises-citron-basilic#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 08:27:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[al cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[superveloce]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=6429</guid>
		<description><![CDATA[

p i c c o l o  r e m i n d e r 
per chi vuole, vi rimane fino al 30 di questo mese per partecipare al nostro concorso/lotteria della Festa del cavolo. Info e premi qui. Ricordo velocemente i principi:
1. realizzate, con il mezzo che volete (foto, disegno, illustrazione, video, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/06/clafoutis-fragole_ssl.jpg" alt="clafoutis-fragole_ssl" title="clafoutis-fragole_ssl" width="500" height="739" class="alignnone size-full wp-image-6432" /></p>
<div class="ricetta">
<strong>p i c c o l o  r e m i n d e r </strong><br />
per chi vuole, vi rimane fino al 30 di questo mese per partecipare al nostro concorso/lotteria della Festa del cavolo. <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/06/la-festa-del-cavolo">Info e premi qui</a>. Ricordo velocemente i principi:<br />
<strong>1.</strong> realizzate, con il mezzo che volete (foto, disegno, illustrazione, video, come vi pare) una vostra interpretazione di una qualsiasi ricetta del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/09/il-libro-del-cavolo-istruzioni-per-luso">libro del cavolo</a><br />
<strong>2.</strong> citate, nel testo che accompagna la vostra partecipazione, il titolo della ricetta originale, il post del bando concorso, e se serve spiegate quali variazioni avete fatto subire alla ricetta di partenza (o scriveteci quel che volete, anche :-)<br />
<strong>3.</strong> pubblicate la vostra opera in rete: per chi non può appoggiarsi su un blog, raccommando moltissimo e caldissimamente di usare <a href="http://www.flickr.com/">flickr</a> (chi vuole invece usare <a href="http://www.facebook.com/">facebook</a> si ricordi di chiedermi l&#8217;amicizia che sennò non potrò vedere ciò che avete pubblicato)<br />
<strong>4.</strong> segnalateci la vostra partecipazione incollandone il link nei comment al <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/06/la-festa-del-cavolo">post del bando</a><br />
<strong>5.</strong> &#8230; e aspettate saggiamente fino al 8 luglio per i risultati :-)
</div>
<p>Si, ma sto clafoutis? Beh ecco, ogni anno, almeno una volta l&#8217;anno, e tendenzialmente quando fa caldo e che la voglia di cucinare e ai minimi sindacali, si osserva ormai sistematicamente questa penosa scena in cui apro il frigo, mi trovo naso a naso con una intera confezione di fragole che grida aiuto, chiudo il frigorifero inorridita, verifico di aver chiuso bene (vedimai, non so cosa dovrei aspettarmi dalla fragola mumificata II la vendetta, temo nulla di buono), e corro a scervellarmi per 1) salvare il pianeta faccendo in modo di non sprecare inutilmente le sue risorse 2) levarmi di dosso l&#8217;incombente senso di colpa (vaglielo a spiegare a sanpietro poi che si in effetti, si, un giorno hai comperato e poi buttata intatta un intero chilo di fragole) 3) capire in che salsa cucinarle &#8217;ste fragole, e possibilmente prima che non sia troppo tardi, ovvero, schneeeellllll!!!! :-) Bene, altre volte dallo stesso esercizio ci son venute fuori delle <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/05/e-con-un-chilo-di-fragole-a-rischio-mummificazione">marmellate</a>, <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/04/torta-streusel-con-le-fragole">torte</a> e <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/02/crumblitos-di-fresas-y-naranja">piccoli crumble</a>, di sto giro invece siamo al <em>clafoutis</em>, che devo dire che in quanto dolce estivo ha decisamente il suo perché: prendete una crostata alla frutta, togliete la sua crosta <em>100% pur beurre de ferme</em> &#8211; seeh &#8211; e vi resta&#8230; il ripieno, il che ci fa en passant, è matematico, un dolce due volte meno calorico. Furrrrbo! :-) Per dare all&#8217;insieme però un po&#8217; di senso, ci ho aggiunto un paio di cosette profumate, così, tanto per&#8230; :-)</p>
<p><strong>Clafoutis con fragole, limone e basilico, la ricett</strong>a: con la frusta, mescolare 4 uova, 300 g di latte, 80 g di farina di mandorle, 80 g di zucchero, 50 g di farina, la buccia grattuggiata di un limone bio e un cucchiaino di estratto di vaniglia. Imburrare una teglia da forno, sistemarci una generosa dosi di fragole lavate e tagliate a metà (sul mezzo kg, io preferisco abbondare :-), aggiungere 5-6 foglioline di basilico tritate finemente, mescolare, poi versare la pastella. Infornare a 180° per circa mezz&#8217;ora. Lasciar raffreddare completamente prima di servire. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/06/clafoutis-fraises-citron-basilic/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>55</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/


Served from: www.cavolettodibruxelles.it @ 2012-02-12 13:51:30 -->
