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	<title>il cavoletto di bruxelles &#187; giappone</title>
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	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
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		<title>Pregnancy sushi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 13:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[giappone]]></category>

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Tanto per rassicurare tout le monde: no, questo blog non sta per mutare (comment c&#8217;est qu&#8217;on dit &#8216;virer sa cuti&#8217; en italien?? :-) in mommyblog (non che abbia qualcosa contro i mommyblog in genere, anzi :-), però si fa anche il caso che il blog è mio e me lo gestisco io o piuttosto, il [...]]]></description>
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<div>
Tanto per rassicurare <em>tout le monde</em>: no, questo blog non sta per mutare (<em>comment c&#8217;est qu&#8217;on dit &#8216;virer sa cuti&#8217; en italien?? </em>:-) in mommyblog (non che abbia qualcosa contro i mommyblog in genere, anzi :-), però si fa anche il caso che il blog è mio e me lo gestisco io o piuttosto, il blog aderisce, come ha sempre fatto, al mio quotidiano. E nel mio quotidiano, beh, caso vuole che sono 20 settimane che non mangio pesce crudo sotto nessunissima forma e che la cosa francamente inizia a rendermi un pelino malincolica (sob) (si, lo so, ci sono cose peggiori nella vita, havvoglia&#8230; :-) Comunque sia, volevo lasciare un breve appunto a uso delle donne incinte nippofile e anche per tutti gli altri (male non vi faranno sti maki), e dirvi brevemente come ho risolto la faccenda quella volta in cui ero a due millimetri dal gridare <em>il mio regno per un pezzetino di sushi&#8230;</em>
</div>
<p><span id="more-7125"></span></p>
<div>
<p>Intanto, per l&#8217;ingrediente principale dei maki, cioè, il riso, vi rinvio a questo post <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2006/04/suscitare-elogi">qui</a> e, per la parte del lavaggio &#038; cottura del riso, alla ricetta del riso giapponese sul<em> libro del cavolo</em>, in ogni caso: Auguri! Cioè, sul serio, e nonostante io abbia passato 3 mesi quest&#8217;anno a far cuocere riso giapponese ogni santo giorno, azzeccarlo, sopratutto senza ricecooker, è difficile, anzi no, è difficilissimo, nel senso che il riso giapponese deve essere cotto, ma non stracotto, e sopratutto deve presentare dei chicchi che non si appicicano pateticamente fra di loro (e questa è la parte più difficile :-). Diciamo che a casa, con la cocotte le Creuset (non che fosse indispensabile per cucinare giapponese ma da quando <a href="http://www.nordljus.co.uk/">Keiko</a> mi ha detto che la usa per cuocere il riso&#8230; :-), se mi va bene il riso lo azzecco una volta su tre&#8230; E triste, lo so. Ma credo proprio che il riso giapponese sia parecchio più difficile da imparer di, chesso, la consistenza del risotto per esempio :-) Fatto sta, insisto sul riso perché c&#8217;è poco daffa&#8217;, è veramente un ingrediente-pilastro del maki, e se vi viene stracotto o mappazzoso, beh, anche il maki non sarà un granché. Per facilitare l&#8217;impresa: comprate il riso già cotto dal giapponese sotto casa (eheh) o prendetevi un ricecooker :-) Ma passiamo piuttosto al &#8216;ripieno&#8217; dei mie maki-da-donna-incinta: </p>
<p><strong>1) umeboshi &#038; cetriolo</strong>: probabilmente il mio preferito in assoluto, serve della pasta di umeboshi &#8211; che sono le prugnettine giapponesi salate &#8211; o degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umeboshi">umeboshi</a> interi da frullare o tritare finemente (se avete l&#8217;occasione, assaggiateli, solo una roba da finimondo, acidine e salatine e aggiungerne anche un mezzo grammo in una ricetta ve la cambia da cosi a colà), e dei bastoncini di cetriolo (sbucciato e eliminati i semi) e nient&#8217;altro, semplicissimo e delizioso; </p>
<p><strong>2) salmone affumicato, cren e cetriolo</strong>: okay, è vero, c&#8217;è chi dice di evitare i pesci affumicati per paura della listeriosi (parlo ovviamente per le signore in attesa, tutti gli altri &#8211; odiosi sfortunati &#8211; se ne possono infischiare :-). Ora a parte che da queste parti la listeriosi è probabilmente più rara della malaria, per una volta direi di avere una fiducia sconfinata nell&#8217;industria, quella più selvaggia e plasticosa e addizionata possibile! Sissi!! Ovvero, io ci credo proprio manco per niente di potermi prendere la listeriosi per via di un industrialissimo salmone confezionato, vice versa, non mi fiderei affatto (in questo preciso momento, poi è chiaro che è infinitamente più buono, non mescoliamo i piani :-) del salmone affumicato artigianalmente che vende la vostra gastro-gioielleria-gourmet preferita. Si, è uno dei tanti paradossi della gravidanza, direi, ma per fortuna, poi passa (dicono :-) piesse. solitamente si spalma un velo di wasabi all&#8217;interno del riso del vostro maki roll, in questo caso lo sostituisco col <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Armoracia_rusticana">cren</a>, così, mi piace :-)</p>
<p><strong>3) surimi, frittata &#038; avocado</strong>: ricordate quella cosa che vi ho detto diverse volte di scordarvela, quel industrialissimo agglomerato di polpa di pesce che fa finta di essere granchio?? Ecco, proprio lui, il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Surimi">surimi</a>: un vero amicone da non trascurare per i soggetti col divieto temporaneo del pesce crudo, dei molluschi e crostacei cotti o meno. Già&#8230; Intanto: il surimi lo mangiano pure in Giappone (e la cosa di per sé è confortante), poi, è vero che sa un po&#8217; (un po&#8217;???!! :-) di artificiale, resta che però almeno non è crudo e non è nemmeno crostaceo,essendo per lo più composto di merluzzo, addensanti e aromi non meglio definiti, insomma, non sarà la cosa più sana e naturale al mondo (anche se il surimi in realtà è anche piuttosto proteico :-) ma di sicuro non è vettore di una delle temute malattie che le donne incinte non si devono beccare (di nuovo, e per quanto assurdo, nell&#8217;industria we trust&#8230;) e quindi il surimi andrà benissimo al posto di qualsiasi organismo marino e più o meno recentemente deceduto che pensavate di inserire nella vostra cenetta nipponica, ve l&#8217;assicuro :-) Per la frittata invece, uso la ricetta del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/02/tamago-yaki-feat-paolo-parisi">tamagoyaki</a>, solo che faccio cuocere la fritata in un singolo strato di un paio di mm di spessore, che poi taglio a striscioline&#8230;</p>
<p><strong>4)</strong> sempre della serie à la guerre comme à la guerre, ultimo stratagemma per assaporare qualcosa che ricordi il sapore del pesce nipponico senza rischiare di beccare anche gli eventuali effetti collaterali del filetto di pesce fresco, morbido e profumoso (sniff&#8230;.), prendete un paio di cucchiai di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Katsuobushi">katsuobushi</a> (sgombro essicato, affumicato, ridotto a scaglie sottilisisme e solitamente morto e rinsecchito da tempo immemorabile, insomma, è una specie di mumia, di sicuro non un covo di batterie vive e vegete :-) e condite con poche gocce di salsa di soia. Questo intruglietto si usa spesso per farcire gli onigiri, con l&#8217;aggiunta di un po&#8217; di bastinicini di cetriolo va benissmo anche per i maki&#8230; :-)
</div>
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		<title>Zuppa di miso (e vongole)</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 02:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[superveloce]]></category>
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Comunicazione di servizio
Volevo giusto segnalare al volo, per tutti colloro che si troverebbero attualmente confinati in quel di Bruxelles, che domani giovedì sera, alle19h, facciamo una delle nostre ormai consuete puntate chiacchiericcio/aperitivo/libreschi, insomma: Presentazione del libro del cavolo in patria, sissignori, presso la libreria enoteca La Piola, appuntamento organizzato da La vita è belga (continuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/05/zuppamiso-ssl.jpg" alt="zuppamiso-ssl" title="zuppamiso-ssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-6180" /></p>
<div class="ricetta">
<strong>Comunicazione di servizio</strong><br />
Volevo giusto segnalare al volo, per tutti colloro che si troverebbero attualmente confinati in quel di <strong>Bruxelles</strong>, che <strong>domani giovedì sera, alle19h</strong>, facciamo una delle nostre ormai consuete puntate chiacchiericcio/aperitivo/libreschi, insomma: Presentazione del <a href="http://www.cibele.it/">libro del cavolo</a> in patria, sissignori, presso la libreria enoteca <a href="http://www.piolalibri.be/">La Piola</a>, appuntamento organizzato da <a href="http://www.lavitaebelga.eu/">La vita è belga</a> (continuo a trovarlo geniale il nome, scusate se lo dico :), neonata associazione culturale belgoitalica. Sarà presente la sottoscritta e ci saranno anche, in mezzo a molte cosettine da spizzicare (pazientemente curate dalle ragazze della Vita è belga), i favolosi salami piemontesi di <a href="http://www.salumeriadho.it/">Beppe Dho</a>, un intera forma di Asiago (di 15kg, venite a digiuno!! :) gentilmente mandatoci da <a href="http://www.levaa.it/">Levàa</a>, il cui sito vi invito caldamente a scoprire (anche perché il progetto è bellllissimo :P) e infine, la goccia evergreen siciliana che sta agli incontri cavolettosi come il chanelnumerocinque sulla Monroe al risveglio: l&#8217;olio d&#8217;olive exxtravergine di <a href="http://www.pianogrillo.it/">Pianogrillo</a>. Insomma, ho detto, ci vediamo li!! :))
</div>
<div class="testo">
Vabbe&#8217;, questo detto&#8230; Oggi cercheremo di rispondere alla seguente domanda (cerco di riportarla qui come mi è stata riferita :P): come si fa <em> quella zuppetta giapponese, massì dai quella li che sembra acqua sporca, che te la danno sempre al sushi bar, con delle cose che galleggiano dentro? :) </em><br />
L&#8217;acqua sporca in questione si chiama <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Miso_soup">miso shiru</a>, zuppa di miso insomma, e se siete avete messo piede almeno una volta nella vita in un qualche ristorante giapponese (persino se era solo un cinese cammuffato), è molto probabile che l&#8217;abbiate già assaggiata (in una versione più o meno tarocca, specie se eravate appunto da cinesi senza veramente saperlo :). Tanto per rispolverare un attimo i basics (eheheh, pensavate che vi foste liberati del Giappone eh, que nennì! :): il miso essendo la pasta fermentata di fagioli di soia, qui in sostanza il miso (che può essere rosso, bianco, nero, con grana più o meno fine, sono tante le varianti e vanno bene in fin dei conti un po&#8217; tutte, anche se io in genere lo preferisco bianco e nontroppo granuloso) viene fatto sciogliere in brodo dashi (il famoso brodo base della cucina giapponese dal delicato saporino affunicato e marino che si fa con alga kombu e scaglie di katsuobushi, ovvero sgombro affumicato e essicato, o piu comodamente con un po&#8217; di brodo dashi granulato che basta sciogliere in acqua).
</div>
<p><span id="more-6179"></span></p>
<div>
Altre componenti indispensabili: l&#8217;alga wakame (che si trova secca, in bustina, basta buttarla nel liquido bollente che in pochi minuti si reidrata e diventa pronta al consumo) e infine qualche fettine di cipollotto fresco. Per il resto si può customizzare a piacere: pezzetti di tofu, un paio di vongole che basta far cuocere per poco nel brodo bollente (come ho fatto in questo caso), un paio di shitake secchi reidratati, o persino dei pezzettini di fu (glutine, un po&#8217; come il seitan) desidratato, che anche lui si reidrata nella zuppa (esistono persino a fiorellini firmati hello kitty :) Insomma, questo è un po&#8217; l&#8217;identikit della zuppa di miso, che fra parentesi esiste anche in bustine già pronte, ma sinceramente cucinarla da sé è talmente scemo e veloce che non vedo proprio a cosa possano servire le bustine (che fra l&#8217;altro da queste parti costicchiano), anzi, è persino capitato che la sottoscritta andasse in viaggio con suo barattolino di miso e qualche bustina di dashi granulato in tasca in modo da farsi il miso in tazza con il primo bollitore che si presentasse. Quindi, consiglio esotico del giorno: alla prosisma occassione, arrufate un barattolodi miso dal naturasi, procuratevi del dashi in bustine, e sperimentate questa zupetta che, ve lo giuro su quel che volete, è una delle cose più buone che ci siano al mondo. Eh che volete, c&#8217;è gente che va avanti a sostanze più o meno illecite, e c&#8217;è chi si fa le zuppette giapponesi :)) Ah, dimenticavo, le proporzioni: sarebbero circa 800ml di dashi (quindi grosso modo 800ml di acqua con 3 o 4 cucchiaini di dashi in polvere) per 3 cucchiai di miso, in realtà, varia un po&#8217; anche in funzione del tipo di dashi e di miso che state usando, dovete azzeccarla un po&#8217; voi, mescolando e assaggiando e aggiustando la cosa alle vostre personalissime preferenze. Da mettere in ogni caso d&#8217;urgenza sulla lista delle cose da cucinare, prima o poi!! :)
</div>
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		<title>Tori nanban udon</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 14:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[cavoletto in japan]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>

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I fiori e alcune giornate limpide ci dicono che la primavera sta arrivando (da mo&#8217; che sta arrivando&#8230; :-) a Kyoto, ma poi la realtà è che i tre quarti del tempo piove (così oggi ho capito finalmente che chi dice che in Belgio piove sempre evidentemente non è mai stato in Giappone nei primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/03/torinanba_udon_s.jpg" alt="torinanba_udon_s" title="torinanba_udon_s" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5818" /></p>
<div class="testo">
<p>I fiori e alcune giornate limpide ci dicono che la primavera sta arrivando (da mo&#8217; che sta arrivando&#8230; :-) a Kyoto, ma poi la realtà è che i tre quarti del tempo piove (così oggi ho capito finalmente che chi dice che in Belgio piove sempre evidentemente non è mai stato in Giappone nei primi mesi dell&#8217;anno :-). Insomma, ancora per un po&#8217; ci vorranno delle belle grosse ciotolone di spaghetti giapponesi che nuotano nel loro brodino bello caldo per rasserenarsi mentre fuori l&#8217;acqua cade sul tetto con quel rumorino che sarebbe anche dolce se non fosse la promessa di complicarci le uscite. E daltronde non posso dire che la perspettiva dele calde ciotolone di udon mi dispiacia del tutto :-) Anche perché mi ci è voluto un po&#8217; per capire la questione del brodo per la pasta giapponese, che è insieme lieve e intenso, e se è troppo lieve la pasta sa di niente e se è troppo intenso vi passa poi la voglia di berlo, il brodo (e sarebbe un peccato privarsi della deliziosa sensazione, dopo essersi discretamente congelati fuori, di riempirsi il pancino con il brodo caldo).
</p></div>
<p><span id="more-5817"></span></p>
<div>
Questo brodo, badate bene, ha ben poco a vedere con i brodi nostri. Ci avevo già accennato: da queste parti la base dei brodi (e &#8217;salse&#8217; perché le salsa sono in genere leggere come dei brodi, quasi mai grasse e dense come le conosciamo noi) è generalmente il brodo dashi, una specie di infuso a base di alga kombu e scaglie di bonito essicato e afumicato. E basta. Per la pasta poi, in genere a questa base dashi si aggiunge un po&#8217; di salsa di soia, del mirin, eventualmente un pochino di zucchero, o del sake, o un quid di pasta di miso. Tutto qui. Niente soffritto, niente opulenti verdure, niente carni grasse, niente di niente, qui solo profumi lievi salmastri. Detto così sembra quasi triste. E invece è divino :-), e la vera grande questione è quindi di riuscire a bilanciare bene i sapori fra di loro (e su questo manco i giapponesi sono del tutto daccordo fra di loro, insomma sembrerebbe che più si va verso il nord e più il &#8217;saporito&#8217; va accentuato :-) Comunque, fare un brodo per la pasta un po&#8217; decente di per sé non è poi tanto complicato, basta assaggiare un po&#8217; il dosaggio in corso d&#8217;opera, e certo aiuterebbe anche aver assaggiato un paio di ciotole di brodo in loco però, vabbe, anche senza propedeutico viaggio orientale, penso possa valere la pena provarci&#8230; :-)) Per questa e per le altre ricette liquide giapponesi, consiglierei di misurare seriamente gli ingredienti, nel senso che io un po&#8217; di volte in fretta e furia ho messo insieme un po&#8217; di questo e un po&#8217; di quello e francamente, l&#8217;approssimazione in questi casi non funziona, ecco :-)) Per quanto riguarda infine gli udon, le varianti sono quasi al numero delle vie del signore, sentitevi pure liberi di aggiungere, sottrarre, sostituire, insomma, di fare ciò che vi piace partendo da questa base qui, che è in ogni caso un ottimo rimedio &#8211; quasi supersonico &#8211; contro il sindrome da puffo quattrocchi (<em>moi j&#8217;aime pas la pluie</em>&#8230; :-))</p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Tori nanban udon</h3>
<p><em>per 2</em></p>
<blockquote><p><strong>brodo dashi</strong> 50cl (fatto in casa o in polvere)<br />
<strong>salsa di soia</strong> 5cl<br />
<strong>mirin</strong> 5cl<br />
<strong>petto di pollo</strong> 100g<br />
<strong>funghi shitake</strong> 4<br />
<strong>cipollotto fresco</strong> 1<br />
<strong>udon</strong> (freschi o più probabilmente secchi) qb</p></blockquote>
<p>Versare il brodo dashi, la salsa di soia e il mirin in un pentolino, portare a un leggero bollora, poi aggiungere il petto di pollo tagliato a bocconcini piccolini. Lasciar sobbollire per 5 minuti. Aggiungere i funghi tagliati a fettine (2mm di spessore) e il cipollotto tagliato per il lungo e poi a segmenti di 5cm, lasciar cuocere piano per altri due minuti poi spegnere. Mentre cuoce il brodo, far cuocere gli udon in acqua bollente, scolarli e sciacquarli abbondantemente sotto l&#8217;acqua fredda finché non siano del tutto freddi. Dividere gli udon in due ciotolone, e completare con il brodo, il pollo, i funghi e i cipollotti. Aggiungere una piccola presa di shichimi togarashi su ogni ciotola prima di servire (in mancanza potete usare del peperoncino, questo qui in realtà è un mix xhe contiene anche alghe e buccia di agrume, per cui è un pochino piccante ma anche molto profumato, un condimento davvero interessante da avere sotto mano :-)</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
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		<title>Insalata di patate</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 07:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[brunch & picnic]]></category>
		<category><![CDATA[cavoletto in japan]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[insalata]]></category>

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Si, ma nipponica, ovviamente :-) Di insalate di patate credo ce ne siano almeno quanto ci siano di paesi al mondo, e in fondo, l&#8217;insalata di patate come si fa in giappone potrebbe persino passare per qualcosa di occidentale :-) In ogni caso, da queste parti è un caposaldo molto amato, non c&#8217;è rivista di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/03/potato_salad_ssl.jpg" alt="potato_salad_ssl" title="potato_salad_ssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5714" /></p>
<div class="testo">
<p>Si, ma nipponica, ovviamente :-) Di insalate di patate credo ce ne siano almeno quanto ci siano di paesi al mondo, e in fondo, l&#8217;insalata di patate come si fa in giappone potrebbe persino passare per qualcosa di occidentale :-) In ogni caso, da queste parti è un caposaldo molto amato, non c&#8217;è rivista di cucina in cui non se ne trovi una variante, non c&#8217;è reparto di gastronomia dove non si trovi pronto in vaschette, e non c&#8217;è picnic o bento che possa fare a meno. Insomma, l&#8217;insalata di patate in giappone sembra abbia una valenza simbolica e affettiva molti simi a&#8230; quelle della nostra insalata di patate :-)
</p></div>
<p><span id="more-5713"></span></p>
<div>
<p>La ricetta sbarazzina: far bollire in acqua leggermente salata 4 piccole patate con la buccia, una carota e un uovo nel guscio. Nel mentre affettare sottilmente un cetriolo (se non avete cetrioli giapponesi &#8211; no che non li avete :-) &#8211; prendetene uno normale ma eliminate i semi e metà della buccia) e un cipollotto fresco. Salare le fettine, mescolare e lasciar riposare. Quando le patate saranno cotte, scolare tutto quanto e lasciar raffreddare. Nel mentre strizzare cetrioli e cipollotto che avranno cacciato un po&#8217; di acqua e versare in una ciotola. Aggiungere la carota affettata sottilmente, l&#8217;uovo sodo sgusciato e tritato, e infine le patate sbucciate e tagliate a cubettini. Aggiungere un cucchiaio di aceto di riso (o bianco di vino, o di mele, se non ne avete), e due-tre cucchiai di maionnese (i giapponesi ne mettono anche di più, direi che so&#8217; gusti, scegliete voi), e dare una vigorosa mescolata al tutto. Trasferire in frigorifero e servire fresco. </p>
</div>
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		<title>Spaghetti al salmone (hum)</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[cavoletto in japan]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>

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		<description><![CDATA[

No, niente salmone affumicato, niente vodka e niente panna, bensi una cosa vagamente ispirata agli hiyashi chuka, un&#8217;insalata di pasta giapponese, con la pasta fredda sotto e delle verdure più o meno crude sopra, che spesso si cucina &#8211; così mi dicono &#8211; d&#8217;estate :-) Qui d&#8217;estate non c&#8217;è ancora la minima traccia, ma ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/03/sakura_salad1_ssl.jpg" alt="sakura_salad1_ssl" title="sakura_salad1_ssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5647" /></p>
<div class="testo">
No, niente salmone affumicato, niente vodka e niente panna, bensi una cosa vagamente ispirata agli <em>hiyashi chuka</em>, un&#8217;insalata di pasta giapponese, con la pasta fredda sotto e delle verdure più o meno crude sopra, che spesso si cucina &#8211; così mi dicono &#8211; d&#8217;estate :-) Qui d&#8217;estate non c&#8217;è ancora la minima traccia, ma ogni tanto ci si può illudere, con l&#8217;aiuto di qualche raggio di sole spuntato fra due nuvolone, pensando che la primavera sia arrivata. Quindi per quei &#8211; troppo &#8211; brevi attimi, ci stava pure la pasta fredda. Qui senza le verdure di stagione sopra (non mi sembrava tanto il caso di scomodare i pomodori giapponesi a inizio marzo :-)), comunque, sappiate che volendo potete aggiungere un po&#8217; ciò che volete, dal pomodoro al cetriolo passando per le striscioline di frittata, i germogli di soia sbollentati o persino il prosciutto cotto o il petto di pollo :-) In quanto alla pasta, io mi sono sbizzarita con questa pasta rosa e bianca versione sakura (pensando che si trattasse solo di colorante e invece la pasta rosa sa proprio di sakura&#8230; o di ume, non saprei dire :-), ma in principio si usano i ramen, anche se francamente penso che si potrebbe provare a fare la stessa cosa persino con gli spaghetti vostrani :-)
</div>
<p><span id="more-5646"></span></p>
<div>
<p><strong>Ricetta</strong>: cuocere la pasta, scolarla e passarla sotto l&#8217;acqua fredda in modo da fermare la cottura (in Giappone si fa quasi sempre, anche perché la pasta non ha affatto la consistenza di quella italiana quindi senza questo passaggio diventerebbe francamente molliccia, comunque, fate un po&#8217; secondo i vostri credo personali :-). Mescolare la pasta con i germoglietti che preferite e, sul lato mescolare 1dl di acqua con 3 cucchiai di aceto di riso, 2 cucchiai di salsa di soia, 3 cucchiai di zucchero e 1 cucchiaino di olio di sesamo. Aggiungere una puntina di senape giapponese (da sapore è piuttosto simile al wasabi), mescolare bene. Disporre quel che volete sopra la pasta (qui sashimi di salmone ma volendo anche gamberi scottati o delle verdure estive tagliate a striscioline), condire con un po&#8217; della specie di vinaigrette nipponica preparata prima, aggiungere due tre fettine di quel fighissimo zenzero sotto aceto rosa fluorescente che non vedevate l&#8217;ora di soggiare e servire subito :-)
</div>
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		<title>Tempura for dummies</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 07:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[cavoletto in japan]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[

Certo che a un mese e passa dalla migrazione, lo sfasamento continua a fare un certo effetto. Non in termini fisiologici, ma più semplicemente qualcosa di mentale che ha a che vedere col fatto che io stia a scrivere al tavolo della cucina, a mattinata ormai bella inoltrata, con la mia tazza di umekombucha che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/03/kakiage_.jpg" alt="kakiage_" title="kakiage_" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5608" /></p>
<div class="testo">
<p>Certo che a un mese e passa dalla migrazione, lo sfasamento continua a fare un certo effetto. Non in termini fisiologici, ma più semplicemente qualcosa di mentale che ha a che vedere col fatto che io stia a scrivere al tavolo della cucina, a mattinata ormai bella inoltrata, con la mia tazza di umekombucha che ascolto nel mentre (siamo o non siamo multitasking) la radio belga. La radio notturna. Da voi tutto dorme &#8211; sono le 3 di notte, me lo dice il computer che non ha cambiato orario &#8211; qui invece fa grigino, e fra un po&#8217; sarà mezzogiorno. Ci si sente un curioso osservatore, a stare lontani, non so perché mi viene da pensare a Buzzati, alla scintinella sola nel deserto, in fondo c&#8217;entra mica niente :-) Però ecco, sono su un filo teso fra europa e giappone, guardo giù, e penso a chi fra un po&#8217; di ore andrà a deporre qualcosa come 150.000 firme in sede Rai. E mi pare lontano e folle, e insieme importante (e siete ancora in tempo per aderire al <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=380461210040&#038;ref=nf">gruppo facebook</a>). Tutto questo per dire cosa? bah, forse che dovrei regolare il del portatile sull&#8217;ora giapponese :-)
</div>
<p><span id="more-5607"></span></p>
<div>
Comunque. Oggi volevo parlare di tempura. Anzì, non volevo parlare di tempura. Cioè non so voi ma solo l&#8217;idea del tempura, quello fatto bene, leggero e croccante e etereo e insieme goloso, mi fa venire una strana forma di paralisi culinaria. Ecco, io non ho mai fatto il tempura, non ci ho mai neanche provato, ho nei confronti del tempura lo stesso timore reverenziale che si ha nel confronto degli dei, e pensare che il risultato finale potrebbe anche non essere quelle frittura perfetta che alcune volte rasenta il sublime, beh, inibisce ogni possibile velleità culinaria in materia :-) Detto ciò, in questi giorni, come potrebbe essere diversamente, mi si sta risvegliando un po&#8217; la curiosità (e poi possibile che tutto si può cucinare ma il tempura no? eddai?! :-), e intanto, per avvicinarmi impercettibilmente al cuore della questione, ho provato una specie di cuginetto del tempura. Si chiama <em>kakiage</em> ed è, in sostanza, un pugnetto di bastoncini di verdure passato nella pastella e fritto a mo&#8217; di fritella. Insomma, non è la stessa cosa ma ci va vicino, è una specie di bozza di tempura, più approssimativa, più sbarazzina e quindi: più facile! Ma sopratutto, il kakiage non è nient&#8217;affatto cattivo e, cosa forse ancora più importante, è un primo passo nell&#8217;agognata direzione tempuresca :-) Le fritelle di kakiage oltre alle verdure possono contenere pezzettini di gamberi, o di capesante, ma possono essere composte anche di solo verdure (come al solito, direi di sbizzarirvi tranquillamente :-) e si mangiano tali quali, intingendole in una salsina <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tentsuyu">tentsuyu</a> (la stessa che si usa per la soba o per il <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/02/tofu-fritto">tofu fritto</a>) oppure servite su una ciotola di riso, con la salsina versata sopra.
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Kakiage</h3>
<p><em>per 4 frittelle</em></p>
<blockquote><p><strong>carota</strong> (piccola) 1<br />
<strong>patata dolce</strong> (piccola) 1<br />
<strong>cipolla</strong> (piccola) 1<br />
<strong>gamberi</strong> 6 (facoltativo)<br />
<strong>tuorlo</strong> 1<br />
<strong>acqua ghiacciata</strong> 1 tazza<br />
<strong>farina</strong> 60g<br />
<strong>fecola di patata</strong> 1 cucchiaio<br />
<strong>sale</strong> un pizzico<br />
<strong>olio per friggere</strong></p></blockquote>
<p><em>salsa tentsuyu</em></p>
<blockquote><p><strong>brodo dashi</strong> 160ml<br />
<strong>salsa di soja</strong> 40ml<br />
<strong>mirin</strong> 40ml<br />
<strong>sake</strong> 40ml<br />
<strong>zucchero</strong> un cucchiaio scarso </p></blockquote>
<p>Sbucciare le verdure, affettare la cipolla e tagliare la carota e la patata dolce a bastoncini (di 3mm circa di spessore). Sgusciare i gamberi e tagliarli a pezzettini. Versare il tutto in una ciotola, aggiungere un cucchiaio di farina e mescolare bene il tutto. Sbattare il tuorlo con l&#8217;acqua ghiaccata. Aggiungere la farina e la fecola setacciati, mescolare velocemente (vi deve venire una pastella piuttosto lenta), poi versare il tutto sulle verdure, e mescolare bene. Scaldare l&#8217;olio, poi deporci, sepratamente, due generose cucchiaiate di verdure. Schiacciare un po&#8217; e lasciar dorare su entrambi i lati, poi scolare su della carta da cucina. Procedere allo stesso modo con tutto il composto di verdure. Servire caldo.<br />
Per la salsa tentsuyu: mescolare tutti gli ingredienti, portare a ebollizione. Spegnere e lasciar raffreddare, servire a temperatura ambiente.</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
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		<title>Ostriche fritte</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 07:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[cavoletto in japan]]></category>
		<category><![CDATA[finger food]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>

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		<description><![CDATA[

Fra le tante cose &#8217;strambe&#8217; che continuo a scoprire di giorno in giorno in giro per i (super)mercati di Kyoto, oggi propongo le ostriche. Già ve le imaginate,  imballate nelle loro cassettine di legno e sistemate ordinatamente su un morbide lettino di alghe&#8230; E invece niente, le ostriche giapponesi sono parecchio meno romantiche di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/03/ostriche_fritte_ssl.jpg" alt="ostriche_fritte_ssl" title="ostriche_fritte_ssl" width="500" class="alignnone size-full wp-image-5570" /></p>
<div class="testo">
<p>Fra le tante cose &#8217;strambe&#8217; che continuo a scoprire di giorno in giorno in giro per i (super)mercati di Kyoto, oggi propongo le ostriche. Già ve le imaginate,  imballate nelle loro cassettine di legno e sistemate ordinatamente su un morbide lettino di alghe&#8230; E invece niente, le ostriche giapponesi sono parecchio meno romantiche di quelle che conosciamo noi: già sgusciate e racchiuse insieme alla loro acqua, 8 per volta, in una vaschetta di plastica. Da dove vengono queste ostrichette non saprei (ci sarà scritto solo che vi ricordo che sono analfabeta :-), di sicuro non dall&#8217;atlantico come le loro lontane cuginette francesi, e forse addirittura hanno qualcosina a che vedere con la gran quantità di perle intravvista l&#8217;altro giorno all&#8217;arts &#038; craft center di Kyoto. In ogni modo, è buffo inciampare in un rapporto alle ostriche che non sia il nostro, qui per esempio le ostriche non hanno affatto quella aurea preziosa che invece hanno da noi, che tanto ben si addice ai ristoranti di lusso e alle bollicine pregiate, insomma, queste ostriche sembrano praticamente ciò che sono, ovvero dei molluschi giusto un pochino più grandi delle cozze :-)
</p></div>
<p><span id="more-5569"></span></p>
<div>
In ogni caso, ne ho approfittato per testarle usando una ricetta di <a href="http://fredkitchen.canalblog.com/archives/2010/02/24/17029124.html">Fred</a> letta pochi giorni fa. Certo, voio le ostriche già sgusciate missà che non le troverete, però&#8230; può sempre capitare che ne acquistate troppe per mangiarle tutte in una volta, o può capitare che siate alla ricerca di un fingerfoodino un po&#8217; chic e molto poco prevedibile, e nei due casi queste ostrichette fritte sono decisamente un&#8217;ideona :-) Per servirle infine Fred preconizza una salsa tartare fatta in casa, io che sono nipponica l&#8217;ho barattato con una maionnese al wasabi, in ogni caso, fate un po&#8217; come vi pare, fosse per me sarei per affiancarci anche maionnese e <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/02/ketchup">ketchup</a> fatti in casa, giusto per ridere :-))</p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Ostriche fritte</h3>
<p><em>aperitivo per 4 </em></p>
<blockquote><p><strong>ostriche</strong> 20<br />
<strong>uova</strong> 2<br />
<strong>salsa di soia</strong> 2 cucchiai<br />
<strong>latte di soia</strong> 2 cucchiai<br />
<strong>olio di sesamo</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>panko</strong> (la <a href="http://fromourhometoyours-en.blogspot.com/2007/04/panko-breadcrumbs.html">ricetta</a>)<br />
<strong>farina</strong><br />
<strong>olio per friggere</strong></p></blockquote>
<p>Lasciar sgocciolare le ostriche sgusciate in uno scolapasta. Passare le ostriche nella farina, scuotere l&#8217;eccesso, e tenerle da parte. Nel mentre scaldare l&#8217;olio per friggere. Sbattere le uova con il latte di soia e la salsa di soia.  Quando l&#8217;olio sarà caldo, passare velocemente le ostriche nel composto di uova poi nel panko. Buttare le ostriche nell&#8217;olio e farle friggere velocemente finché siano dorate. Scolare su carta da cucina, servire calde con la salsina che preferite (ps. per la maionnese al wasabi mescolare qb di maionnese con qb di pasta di wasabi :-))<br />
<br />Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
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		<title>Matcha dulce de leche</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 07:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[al cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[cavoletto in japan]]></category>
		<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[tea time]]></category>

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Tempo fa qualcuno mi chiedeva cosa mangiano i giapponesi la mattina. Beh, la verità è che non saprei! :-) (e probabilmente è come da noi, ognuno fa e mangia ciò che si sente :-) Siccome però non mi sono mai veramente ripigliata dopo quel soggiorno in ryokan in cui alle 7h30 del mattino ci servirono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/03/matcha_dulce1_ssl.jpg" alt="matcha_dulce1_ssl" title="matcha_dulce1_ssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5552" /></p>
<div class="testo">
Tempo fa qualcuno mi chiedeva cosa mangiano i giapponesi la mattina. Beh, la verità è che non saprei! :-) (e probabilmente è come da noi, ognuno fa e mangia ciò che si sente :-) Siccome però non mi sono mai veramente ripigliata dopo quel soggiorno in ryokan in cui alle 7h30 del mattino ci servirono salmone, sottaceti, zuppa di miso e tutto il resto (una cena in pratica :-), tendo a rimanere sulla mia linea &#8216;no colazione&#8217; (ma si a tè o caffelatte o yakult e spremuta). Insomma, ultimamente mi sono dovuta riassettare un pochino (anche perché a quasi 1 euro l&#8217;arancia e senza spremiagrumi ti passa comunque un po&#8217; la voglia di fartele, le spremute :-), quindi in sostanza l&#8217;offerta di casa ormai prevede tè verde, o tè ume kombucha, o una dose di caffè <a href="http://www.akinaiblog.com/product/3442">blendy</a> (in sostanza è un caffé belga, solo che lo fai direttamente nella tazza grazie all&#8217;ingenioso sacchettino/filtro usa e getta che contiene la polvere del caffé e nel quale basta versare dell&#8217;acqua :-)), anche se sono comunque capacissima di farmi persino una tazza di miso da appena svegliata :-) In quanto all&#8217;offerta cibaria mattutina invece, vista l&#8217;assenza di forno che rende off limits qualsivoglia forma di briochiamento improvvisato o meno (sob), e dopo esermi anche &#8211; diggà &#8211; stufata delle <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/02/tatin">torte</a> nel ricecooker che tendono ad avere tutte invariabilmente la stessa gommosa consistenza, è finita che mi sono girata verso la buona vecchia formula del pane + marmellata.
</div>
<p><span id="more-5551"></span></p>
<div>
E qui, dopo l&#8217;iniziale entusiasma per i barattolini di marmellata <a href="http://www.twitpic.com/12vdof">Bonne Maman</a> che sono due volti più piccoli e quind proporzionalmente più carini di queli originali, dopo un breve e intenso innamoramento per la marmellata/gelatina di sciroppo d&#8217;acero, e per la crema di sesamo bianco e nero, sono passata per una fase marmellata di yuzu fatta in casa (prima o poi vi parlerò anche del mio amico il yuzu ;-) per andare poi a finire in una specie di deliziosa impasse nippo-argentina, tutta colpa di un <a href="http://sooishi.bigcartel.com/product/confiture-de-lait-matcha">barattolino verdolino</a> intravisto in rete qualche tempo fa. Già. Perché sul pane si può andare anche il dulce de leche. E &#8211; già &#8211; d&#8217;altronde latte e matcha da queste parti costituiscono un abbinamento abbastanza basic (per quanto il latte sia in fondo un ingrediente molto poco giapponese :-). Quindi ho provato a farlo, il matcha dulce de leche, usando semplicemente la ricetta che tempo fa ci diede <a href="http://aromadicasa.blogspot.com/">Patricia</a> ( e omettendo la vaniglia perché qua in giro non vedo bacche e comunque non saranno mica buone come quelle che ho a casa:-P). In ogni caso, il risultato è strepitoso, sississi, giuro! :-) E altro che tartine del buon mattino, questa roba qui la potete usare un po&#8217; ovunque, per farcire dei biscotti, spalmare torte e rotoli, completare bicchierini da dessert, potete persino mangiarla direttamente dal barattolo (e devo ammettere vergognosamente che è esattamente questa la fine che il mio matcha dulce de leche tende a fare :-)) Certo, lo so, chennoia sempre con &#8217;sto matcha, però v&#8217;assicuro che qui vale davvero la pena, il matcha si sente giusto quel poco che serve a bilanciare l&#8217;insieme, il suo toco vagamente amaro rendere il tutto più fresco, quasi esotico, mentre l&#8217;ontuoso composto di latte e zucchero cotto a lungo pensa al resto, cioè a rendere questa cremina di una golosità sconfinata :-)) Già che c&#8217;ero, mi è venuto da chiedermi se la stessa ricetta potesse avere senso con il latte di soia al posto del latte di mucca. Quindi ho provato. Beh intanto: funziona, cioè viene una crema, ed è già qualcosa (che magari farà anche piacere ai vegan e agli intolleranti al latte e i suoi derivati). Per i miei gusti però, con il latte classico viene una risultato più armoniosa, mentre nella versione soia si sente un retrogusto più pronunciato di, beh, fagioli di soia (originale questa! :-), che rispetto al latte sa più di &#8216;terra&#8217; (non in senso peggiorativo, nulla a che vedere con gli spinaci lavati male, per dire, non so se mi spiego :-)) cosa che per carità non è affatto sgradevole però ecco, per me, fra i due, missà che preferisco il primo&#8230; :-))
</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/03/matcha_dulce2_ssl.jpg" alt="matcha_dulce2_ssl" title="matcha_dulce2_ssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5553" /></p>
<div>
<strong>La non-ricetta</strong>: basta riprendere la <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/03/dulce-di-leche-copia-incolla">ricetta base del dulce de leche</a> e aggiustarla. In genere faccio mezzo litro di latte con 100g (all&#8217;incirca, non ho bilancia! :-) di zucchero semolato, una punta di lievito in polvere (non so come si dice &#8216;bicarbonato&#8217; in giapponese :-) e mezzo cucchiaino di matcha in polvere (anche qui, il dosaggio è secondo l&#8217;occhio e il proprio gusto, io preferisco tenere leggero sia il colore che il sapore, ma so&#8217; gusti), che sciolgo con la frusta in 3-4 cucchiai di latte prima di aggiungere il resto del liquido (altrimenti fa grumi). La vaniglia non ce la metto e non mi pare proprio necessaria ma se la volete aggiungere, fate pure (poi ditemi com&#8217;è :-) Nella versione soja basta sostituire il latte con la stessa quantità di latte di soja (qui non è zuccherato il latte di soja, per mezzo litro di latte uso 120g di zucchero). Queste quantità bastano per un barattolino, che va conservato in frigorifero.
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Primavera (Involtini)</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 07:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[cavoletto in japan]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>

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Non era calcolato ma col senno del poi, e dopo la passeggiata del mattino, in bici, in cui lungo la strada mi sono successivamente sbarazzata dei guanti, della sciarpa di lana, della giacca a vento, e infine anche del maglioncino (Insomma, sono rimasta in camicia :-) &#8211; con l&#8217;incredibile e favolosa sensazione di trovarmi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/02/involtini_primavera_ssl.jpg" alt="involtini_primavera_ssl" title="involtini_primavera_ssl" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5486" /></p>
<div class="testo">
<p>Non era calcolato ma col senno del poi, e dopo la passeggiata del mattino, in bici, in cui lungo la strada mi sono successivamente sbarazzata dei guanti, della sciarpa di lana, della giacca a vento, e infine anche del maglioncino (Insomma, sono rimasta in camicia :-) &#8211; con l&#8217;incredibile e favolosa sensazione di trovarmi in una città di mare a primavera inoltrata :-). Anzi, sarà perché vivo a Roma e che l&#8217;aria delle grandi città sa invariabilmente di idrocarburi però, giuro, è pazzesco, la primavera la si sente nell&#8217;aria di Kyoto, come la sentivo anche, decenni fa, in Belgio [chissà cos'è poi ciò che chiamiamo <em>l'odore della primavera</em>, magari sono semplicemente i primi odori di linfa, puliti, dopo mesi di freddo e profumi inibiti? o magari è solo un'autosuggestione? boh? - euhm, ché, si nota che ho letto <em>Il Profumo </em>poco fa? (btw se non l'avete letto, risparmiatevelo, vippprego! prendete piuttosto un murakami... :-)]. Vabbe, où en étais-je? (forse dovrei smettere di ascoltare la rtbf in streaming mentre vi scrivo in italiano, anzi, no, già che ci sono, posso aggiungere che Nigel Farrage è un idiota?? Eccofatto :-)<br />
Questi involtini arrivano quindi esattamente nel momento giusto&#8230; Però, ma voglio dire, appunto, miii, è Primavera, invece di rinchiudervi in cucina, andate piuttosto a respirare l&#8217;aria all&#8217;aperto, su! ;-))
</div>
<p><span id="more-5485"></span></p>
<div>
<p>il piesse per quelli che da grande volevano fare i saputelli: questi involtini sono ovviamente giapponesi, e si chiamano <em>harumaki</em> (<em>maki</em> vuol dire &#8216;arrotolare&#8217;, come in <em>makisushi</em>, mentre <em>haru</em> significa proprio &#8216;primavera&#8217; :-), però sono ovviamente anche loro di importazione cinese :-) Come in molti altri casi (ricordatevi dei yakisoba), per il ripieno potete arrangiarvi come preferite, aggiungendo della carne, del pesce, o semplicemente usando gli involtini come pretesto per riciclare gli avanzi vegetali e.a. rimasti nel frigorifero :-))</p>
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Involtini primavera giapponesi (harumaki)</h3>
<p><em>per 10 involtini</em></p>
<blockquote><p><strong>foglie di pasta per involtini primavera</strong> 10<br />
<strong>cavolo cinese affettato</strong> una manciata<br />
<strong>germi di soia</strong> 1 manciata<br />
<strong>carota</strong> 1<br />
<strong>funghi shitake</strong> 6<br />
<strong>cipollotto fresco</strong> 1<br />
<strong>zenzero fresco</strong> 1 pezzettino<br />
<strong>olio di sesamo</strong> 1 cucchiaio<br />
<strong>salsa di soia</strong> 1 cucchiaio<br />
<strong>olio per friggere</strong> </p></blockquote>
<p>Tagliare a julienne le verdure e farle rinvenire, tutte insieme, in padello son l&#8217;olio di sesamo e la salsa di soja per qualche minuto o finché le verdure siano appena appassite. Tenere da parte. Disporre un foglio di pasta davanti a se. Mescolare 1 cucchiaio di acqua con un cucchiaino di farina e spenellare il bordo della pasta. Disporre un po&#8217; di ripieno, chiudere &#8216;involtino. Procedere allo stesso modo prima di far friggere gli involtini in olio bollente, per qualche minuto o finché non siano dorati. Servire con o senza la salsa che volete :-)<br />
<br />Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p>Dimenticavo&#8230; stavo meditando di farvi un disegnino su come arrotolare la pasta per involtini (che è né brick né filo, è pasta per involtini, si trova nei negoozi asiatici :-), eppoi&#8230; <em>bon sang mais bien sur</em>&#8230; vi ho fatto la foto delle indicazioni sulla confezione :-))</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/02/wrapping.jpg" alt="wrapping" title="wrapping" width="500" height="213" class="alignnone size-full wp-image-5500" /></p>
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		<title>Katsudon</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 07:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[cavoletto in japan]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>

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Oggi nella famiglia della ciotola di riso con qualcosa sopra, volevo il katsudon :-)) Scusate se continuo con questi piatti che sono a metà strada fra cucina di casa e la cucina delle trattorie veloci e poco dispendiose però io sono convinta che ciò che devo imparare in primis sono, qui e altrove, i piatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2010/02/katsudon_s.jpg" alt="katsudon_s" title="katsudon_s" width="500" height="750" class="alignnone size-full wp-image-5473" /></p>
<div class="testo">
<p>Oggi nella famiglia della ciotola di riso con qualcosa sopra, volevo il katsudon :-)) Scusate se continuo con questi piatti che sono a metà strada fra cucina di casa e la cucina delle trattorie veloci e poco dispendiose però io sono convinta che ciò che devo imparare in primis sono, qui e altrove, i piatti popolari, poco presuntuosi, e poco elaborati. E quindi è ciò che sto cercando di fare :-) Oggi katsudon dunque. Come già detto in precedenza, il genere <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Donburi">donburi</a></em> (= ciotolona di riso con un qualche cosa di cucinato sopra ) mi è <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/02/gyudon">molto</a> <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/02/the-oyakodon-story">simpatico</a> e più va e più lo trovo simpatico, nel senso che è davvero praticissimo preparare il riso e un condimento in brodo per poi schiaffare il secondo sul primo (rimanendo sempre nei 15 minuti standard cronometro in mano per la preparazione della cena :-)
</div>
<p><span id="more-5472"></span></p>
<div>
Comunque, il mio <em>coup de foudre</em> per il katsudon &#8211; un piatto stranamante sostanziosa per gli standard giapponesi, insomma, si tratta di maiale impanato e fritto + uova, proprio leggero e dietetico non è &#8211; risale a diversi anni fa, un giorno che pranzavo da <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/03/cibo-in-scatola">Hokkaido Ramen</a>, a Parigi e che volevo assaggiare qualcosa di diverso. Anzi, è un&#8217;amore a prima vista che sfida anche le leggi della natura perché in realtà io non amo molto la carne di maiale (tranne se trasformata in patanegra <em>of course</em> :-) e nemmeno le uova (e mi direte, giustamente, ma chissenne&#8230;  &#8211; era solo per dire che il katsudon ha una forza seduttrice tutta sua, a prescindere dai singoli elementi che lo compongono :-D). In ogni caso, forse il katsudon è stato proprio il primo piatto giapponese che non fosse fatto di pesce crudo o di spaghetti in brodo che abbia mai assaggiato e, confesso, una volta ho anche provato a ricrearlo dal nulla senza ricetta né manco vaghe nozioni minimal di cucina giapponese, fu un mezzo disastro (sempre della serie &#8217;se vuoi proprio cucinare un piatto che non ti appartiene, cercane la ricetta prima!&#8217; :-). A posteriori, con la ricetta in mano, è proprio una scemenza :) Come nella ricetta di ieri, ci sono di mezzo le cipolle (a sto punto mi sembra abbastanza una costante nei donburi e nei stufatini vari) &#8211; qua un altro po&#8217; andrà a fini&#8217; che grazie a me i giapponesi si ritroveranno con un&#8217;etichetta di mangiatori di cipolle che manco nei peggior luoghi comuni sui <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Onion_Johnny">francesi</a>&#8230; :-) </p>
<p>Ultima piccola precisazione: <em>katsudon</em> è la contrazione di <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tonkatsu">tonkatsu</a></em> (che è a sua volta una contrazione di <em>ton</em> &#8216;maiale&#8217; e <em>katsuretu</em> &#8216;cotoletta&#8217; &#8211; che è un piatto di &#8216;importazione&#8217; ovviamente) e di <em>donburi</em>. La cotoletta da sola si chiama quindi <em>tonkatsu</em> e potete anche prepararla senza riso, uova e tutto il resto, come una semplice cotoletta impanata, da servire per esempio con un&#8217;insalatina di daikon, cavolo cinese e salsa <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ponzu">ponzu</a> (che a mio avviso è molto meglio che di annegarla con salsa tonkatsu, ma son&#8217; gusti :-) &#8211; potete anche sostituire il maiale con del pollo, in quel caso la cotoletta diventa un <em>chicken katsu</em>. Aah, quasi che dimenticavo: un&#8217;altra cosa molto giapponese che si può fare è prendere la cotoletta e ficcarla dentro a un panino, ed eccovi il <a href="http://mamaloli.com/2009/12/20/katsu-sando-recipe/">katsu-sando</a> :-). Vi ricorda mica niente? :-))
</div>
<div class="ricetta">
<h3>Katsudon</h3>
<p><em>per due</em></p>
<blockquote><p><strong>fettine di maiale</strong> (spesse 1cm scarse, di circa 80g ognuna) 2<br />
<strong>uova</strong> 2<br />
<strong>cipolla</strong> 1<br />
<strong>brodo dashi</strong> 1 tazza<br />
<strong>salsa di soia</strong> 2 cucchiai<br />
<strong>mirin</strong> 1 cucchiaio<br />
<strong>zucchero</strong> 1 cucchiaio<br />
<strong>farina, 1 uovo &#038; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Panko">panko</a></strong> (o pangrattato se proprio il panko non lo trovate)<br />
<strong>olio per friggere</strong><br />
<strong>riso giapponese cotto</strong></p></blockquote>
<p>Rifilare la carne eliminando il grasso sui bordi, poi impanare le fettine passarle nell&#8217;uovo e infine nel panko (spesso e volentieri, per avere una crosta più compatta, poi le ripasso nell&#8217;uovo e nel panko una seconda volta). Far friggere le fettine su entrambi i lati finché non sian dorate. Scolare e tenere da parte su della carta da cucina. In una padella non troppo ampia, far scaldare il dashi con la salsa di soia, il mirin e lo zucchero. Aggiungere la cipolla sbucciata e affettata e lasciarla cuocere nel liquido finché non sarà morbida. Abassare il fuoco al minimo, affettare le cotolette a striscioline di 1cm di larghezza, e deporle nella padella con il brodo. Aggiungere le due uova, appena sbattute (io le verso sul lato, nel brodo &#8211; non mescolare niente una volta che avete versato le uova), coprire e lasciar cuocere per 1 minuto. Spegnere e aspettare ancora 1 minuto (il punto è che le uova si devono rapprendere ma non del tutto :-). Distribuire il riso cotto nelle ciotole, con una spatola sollevare una porzione di cipolle + uova + fettine di cotoletta e deporla sul riso. Se vi garba aggiungete un pizzico di piccante o un po&#8217; di cipollina affettata e servire. </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
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