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	<title>il cavoletto di bruxelles &#187; mondo</title>
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	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
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		<title>Spicy chicken nuggets</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[natural food]]></category>
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		<description><![CDATA[

Era davvero da parecchio tempo che volevo provare a fare dei bocconcini di pollo impanati e croccanti, sul modello di certi cibi fast che non staremo qui a publicizzare&#8230; Avevo letto svariate cose in merito, che per una maggiore croccantezza si consigliava l&#8217;impanatura al panko, e che c&#8217;era chi addirittura osava i cornflakes, avevo letto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/chicken_nuggets2ssl.jpg" alt="chicken_nuggets2ssl" title="chicken_nuggets2ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8998" /></p>
<div class="testo">
<p>Era davvero da parecchio tempo che volevo provare a fare dei bocconcini di pollo impanati e croccanti, sul modello di certi cibi fast che non staremo qui a publicizzare&#8230; Avevo letto svariate cose in merito, che per una maggiore croccantezza si consigliava l&#8217;impanatura al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Panko" target="blank">panko</a>, e che c&#8217;era chi addirittura osava i cornflakes, avevo letto le considerazioni salutistiche di chi non giura che per il forno e però finivo sempre per chiedermi se poi, fra forno e impanatura minimal, il mio nugget sostenibile non si sarebbe poi asciugato troppo. Stavolta la risposta me la sono data da sola, grazie al pollo tandoori cucinato per l&#8217;<a target="_blank" href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&#038;x=0&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=ur2&#038;y=0&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;field-keywords=album%20larousse&#038;url=search-alias%3Daps">album Larousse</a> sulle marinature che uscirà più tardi quest&#8217;anno. <em>Mais oui c&#8217;est bien sur</em>: una bella marinatura yoghurt e spezie e ho ottenuto dei bocconcini di pollo saporitissimi e morbidi, e per di più leggeri e sani. Una ricetta da top 10&#8230;  :-) </p>
<p>E visto che oggi si va di garam masala, mettiamo un po&#8217; di indian spice anche nell&#8217;accompagnamento musicale con <a href="http://grooveshark.com/#!/s/Moorni/3ODUyE?src=5" target="blank">♫ Panjabi MC ♪</a>, roba da danzare sulla sedia per 4 minuti 20, allez! :-)
</div>
<p><span id="more-8997"></span></p>
<p>Recapitolando: questa credo proprio sia un&#8217;ottima ricetta per chi ha bambini da sfamare (a secondo dell&#8217;età, ovviamente, regolate le spezie di conseguenza&#8230;) ed è ottima anche per i bimbi grandi che si lascerebbero pure qualche volta tentare dal fast food dietro l&#8217;angolo. Strano da dirsi ma questa versione qui è quasi al 100% bio: pollo del contadino, limone bio, mais in fiocchi ecor del naturasi senza aggiunta di nessun tipo, yoghurt intero biodinamico, giusto il mix di spezie non è bio (e s trova da castroni :-). Inoltre zero grassi di cottura, e un croccante davvero invidiabile, insomma, cosa chiedere di più? :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2012/01/chicken_nuggets1ssl.jpg" alt="chicken_nuggets1ssl" title="chicken_nuggets1ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8999" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Tandoori chicken nuggets</h3>
<blockquote>
<p><strong>per 20 pezzi circa</strong></p>
<p><strong>petto di pollo </strong>1<br />
<strong>yoghurt intero</strong> 250ml<br />
<strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Garam_masala" target="blank">garam masala</a></strong> o <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tandoori_masala" target="blank"><strong>tandoori masala</strong></a> 1 cucchiaio abbondante<br />
<strong>olio d&#8217;oliva</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>cornflakes nature</strong> 200g<br />
<strong>succo di limone</strong> 2 cucchiai</p></blockquote>
<p>Mescolare il yoghurt con le spezie, il succo di limone, l&#8217;olio e un cucchiaino di sale. Tagliare il petto a fettine spesse 1 cm (e ritagliatele a metà se dovessero essere troppo lunghe). Versare il pollo in un recipiente di ceramica, aggiungere la marinatura al yoghurt, mescolare bene, coprire con della pelicola e lasciar riposare per 8/10h. Dopo questo tempo, chiudere i cornflakes in una bustina tipo congelazione, schiacciarli con il mattarello in modo da ottenere delle bricioline. Passare ogni pezzetto di pollo nell&#8217;impanatura, premendo bene, e cuocere al forno a 200°C per circa 10-15 minuti. Servire caldissimi. nb. Il fatto della marinatura speziata risolve abbastanza il problena delle salsine superchimiche nelle quali pucciare i detti nuggets, che a mio avviso qui non servono. Ciò detto, se proprio volete usarla una salsina, fatene una a base di yoghurt, menta fresca e limone, o buttatela sul fusion globale e servite con dello tzatziki. I genitori di esserini di meno di 12 anni sono autorizzati a servire con del <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/02/ketchup" target="blank">ketchup maison</a>&#8230; :-)</p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<div>
<em>ciotola | giappone<br />
straccio | donna hay</em>
</div>
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		<title>Kokosbollar</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 09:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[bonbons]]></category>
		<category><![CDATA[chocolat]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[superveloce]]></category>

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		<description><![CDATA[

A me il cocco non piace. Per cocco intendo il cocco essiccato grattugiato, quella sottile segatura bianca che fin da quando mi ricordo ama particolarmente deporsi sulle sottili superficie di cioccolato fondente. No, non mi piace, e mi è sempre apparso come un elemento perturbatore. Ha un sapore piacevolmente esotico, questo si, ma poi ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/kokosbullar1_ssl.jpg" alt="kokosbullar1_ssl" title="kokosbullar1_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8559" /></p>
<div class="testo">
<p>A me il cocco non piace. Per cocco intendo il cocco essiccato grattugiato, quella sottile segatura bianca che fin da quando mi ricordo ama particolarmente deporsi sulle sottili superficie di cioccolato fondente. No, non mi piace, e mi è sempre apparso come un elemento perturbatore. Ha un sapore piacevolmente esotico, questo si, ma poi ti costringe a masticare ad oltranza, a masticare fino a quando di tutti gli altri ingredienti rimane solo il vago ricordo, a masticare fino alla noia. O almeno questo è la sensazione che mi ha sempre data.<br />
Cosi quel cocco lì l&#8217;ho sempre scrupolosamente evitato: sulla superficie dei marshmallows ricoperti al cioccolato (un souvenir vintage dei primi anni 80), sulle <em>têtes de nègre</em> (metà anni 80, fra l&#8217;altro da allora sono stati ribattezzati  con un nome più politically correct), sui cioccolatini Ferrero di cui i miei amichetti andavano matti (inizio anni 90),  e poi sui <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lamington">lamingtons</a> e finanche sui mitici biscotti <a href="http://www.delacre.be/nl/producten/biarritz">biarritz</a> che figurano fra gli intramontabili classici della scatola Delacre (che non puoi non avere a casa) (se sei belga).
</div>
<p><span id="more-8549"></span></p>
<div>
E poi succede appunto che un giorno, non si sa perché, dopo anni di meticolosa astensione dal cocco grattugiato, a uno gli viene il desiderio, che dico, l&#8217;impellente necessità, di preparare, adesso qui subito, le kolosbollar. Che sono delle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chokladboll">polpettine</a> svedesi fatte di burro <em>(j&#8217;en connais qui vont être contents</em>), di fiocchi di avena e di cacao, ricoperti &#8211; ma certamente &#8211; con del cocco grattugiato.<br />
Misteri dell&#8217;inconscio. Personalmente, ho come il sospetto che c&#8217;entri qualcosa la recente visita all&#8217;Ikea (finirò per pensare che lì dentro diffondono, insieme all&#8217;aria condizionata, gli irresistibili feromoni della svedesitudine: a ogni visita torno carica di marmellate di uva spina, aringhe all&#8217;aneto, skorpor e knäckebröd, manco fossi una massaia della periferia di Hållsta), non saprei spiegare altro, tranne che ero perfettamente conscia di quanto fosse poco razionale il mio gesto (<em>cucinare qualcosa ricoperto di cocco, ma siam&#8217; pazzi?</em>), anzi ricordo di aver persino pensato <em>Male che vada li faccio mangiare a qualcun altro</em>. Roba da matti.<br />
Furono quindi kokosbollar. E vi dirò: per essere ospiti nel frigorifero di una a cui notoriamente il cocco non piace, questi dolcetti sono scomparsi davvero molto velocemente dal piattino sul quale sostavano.
</div>
<p></br></p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/kokosbullar2_ssl.jpg" alt="kokosbullar2_ssl" title="kokosbullar2_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8560" /></p>
<div class="ricetta">
<h3>Kokosbullar</h3>
<p><em>per circa 15 pezzi</em></p>
<blockquote><p><strong>fiocchi di avena</strong> 120g<br />
<strong>burro</strong> 100g<br />
<strong>zucchero</strong> 80g<br />
<strong>cacao</strong> non zuccherato 2 cucchiai<br />
<strong>caffé espresso</strong> 1 cucchiaio<br />
<strong>estratto di vaniglia</strong> 1 cucchiaino<br />
<strong>sale</strong> un pizzico<br />
<strong>cocco grattugiato</strong> 50g</p></blockquote>
<p>Con la frusta, lavorare il burro morbido insieme allo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere il caffé, il sale e l&#8217;estratto di vaniglia e continuare a sbattere. Aggiungere infine il cacao. Frullare brevemente i fiocchi di avena nel food processor, aggiungerli all&#8217;impasto, mescolare bene il tutto e lasciar riposrae al fresco per un&#8217;ora. Passato questo tempo, formare delle polpettine della dimensione di una noce, passarle nella noce di cocco grattugiata e riporre al fresco fino al momento di consumare.</p>
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		<title>Moroccan potato cakes &amp; tomato chutney</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/11/moroccan-potato-cakes-tomato-chutney</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 08:35:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[finger food]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[

 La scorsa settimana, sfogliando il numero di ottobre di Jamie (che mi sa tanto che momo mi ci abboni, exit invece donna hay mag&#8217; che ci convince sempre meno), mi sono soffermata su un bel servizio di cucina indiana, e fra le diverse ricette mi è cascato l&#8217;occhio sui Aloo tikki, delle specie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/maroccan_potato_cakes_ssl1.jpg" alt="maroccan_potato_cakes_ssl" title="maroccan_potato_cakes_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8458" /></p>
<div class="testo">
<p> La scorsa settimana, sfogliando il numero di ottobre di <a href="http://www.jamieoliver.com/magazine/">Jamie</a> (che mi sa tanto che momo mi ci abboni, exit invece donna hay mag&#8217; che ci convince sempre meno), mi sono soffermata su un bel servizio di cucina indiana, e fra le diverse ricette mi è cascato l&#8217;occhio sui <em>Aloo tikki</em>, delle specie di potato cake in salsa indiana, in senso latterale poi visto che ad accompagnare i potato cake c&#8217;era un chutney di pomodoro che mi ha subito incuriosito. In siccome, combinazione, quei giorni avevo in frigo quel che erano, credo, gli ultimissimissimi zuccherosissimi pomodorini della stagione, equel chutney l&#8217;ho fatto al volo, tale quale.
</div>
<p><span id="more-8454"></span></p>
<div>
Per il resto da brava  fan di <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/06/le-crocche-del-giappone">potato</a> <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/01/potato-latkes">cakes</a> di <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/05/potato-herb-cakes">ogni</a> <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/09/baccala-cakes">sorta</a>, cosi quando mi si è proposto il problema del <em>si ma mmo cosa ci faccio con sto chutney?</em> beh, il risultato era già lì bello e pronto. Non ho pero seguto esattamente la ricetta proposta sulle pagine di Jamie: osservandone la ricetta mi sono accorta che la dove io solitamente nei potato cakes ci metto un po&#8217; di tutto e di più, qui ci andavano solo patate cotte grattugiate e spezie (niente pangrattato, niente uova, niente formaggio ecc)&#8230; Volevo quindi provare questo approccio qui, e visto che ero anche reduce di un po&#8217; di  sperimentazioni col <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chermoula">chermoula</a> (oltre a essere un&#8217;estatica sostenitrice del coriandolo), è proprio così che ho voluto aromatizzare i miei potato cakes, alla marochhina insomma, con una buona dosi di coriandolo fresco, limone, aglio, paprika e cumino. </p>
<p>Risultato: da una parte lo chutney è semplicemente stupendo (e lo dice una che non ama moltissimo né i pomodori né il piccanti&#8230; :-), traditore come dovrebbe essere, bello aromatico e dolce e gradevole e fresco all&#8217;inizio per poi sfumare in una punta bella piccante ma neanche esagerata, davvero ottima&#8230; Dall&#8217;altro canto, i potato cakes marochinizzati, ebbenesi, si possono fare usando solo patate e erbe + spezie, sembra proprio che il resto sia superfluo e fanno persino la crosticcina. Dell&#8217;abbinamento con la chermoula, vi deve piacere il genere (come ho già sottolineato, so che non tutti amano il coriandolo fresco, e se siete allergici all&#8217;aglio potreste volerlo diminuire drasticamente), per me semmai era la conferma che la chermoula, un po&#8217; come il pesto ma in più &#8216;esotico&#8217; va bene un po&#8217; dappertutto, e risce a rendere persino le patate deliziosamente complesse ed esotiche :-9 Nell&#8217;insieme stupendo abbinamento, speziato vs. speziato, che fa molto fusion e che però è anche molto buono. nb. Se fate questi formato mignon da servire come finger food vedrete che i vostri amici fra due anni ancora ne parleranno ;-))</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/tomato_chutney_ssl.jpg" alt="tomato_chutney_ssl" title="tomato_chutney_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8459" /></p>
<p><strong>Per i potato cakes à la chermoula</strong> (circa 8 pezzi): frullare o pestare due pugni di foglioline di coriandolo fresco (o di prezzemolo, o un mix dei due) con uno spicchio di aglio, il succo e la buccia di mezzo limone, una punta di paprika affumicata, una punta di cumino in polvere, una presa di sale grosso e due cucchiai di olio d&#8217;oliva. Far bollire 4 patate medie con la pelle, sbucciarle e gratuggiarle (o schiacciarle, la versione gratuggiata però non è male :-), aggiungere il chermoula-pesto, mescolare bene, formare i &#8216;cakes&#8217; e metterli al fresco per un paio di ore. Poi, scaldare un filo d&#8217;olio in una padella antiaderente e far cuocere i tortini fino a quando saranno dorati. Servire caldi.<br />
<strong>Per il chutney di pomodoro</strong> (ricetta di <a href="http://www.atulkochhar.com/">Atul Kochar</a> via <a href="http://www.jamieoliver.com/">Jamie Oliver</a>): scaldare 1 cucchiaio di olio vegetale in una padella, aggiungere 1 cucchiaino di zenzero fresco tritato e 3 cucchiai di cipolla tritata e far soffriggere piano per qualche minuto. Aggiungere 250g di pomodori tritati, mezzo cucchiaino di peperoncino in polvere, 1 cucchiaino di sale e 2 1/2 cucchiaini di zucchero. Far cuocere fino a quando il pomodoro si sarà del tutto sciolto. Mixare il tutto nel blender, poi passare il tutto al colino o al setaccio. Infine, far saltare mezzo cucchiaino di semi di cumino con 2 cucchiaini di olio vegetale, aggiungere al chutney e versare il tutto in un vasetto. Conservare al fresco.</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Zuppa impro&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 08:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[winter food]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa]]></category>

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Sono rimasta talmente entusiasta che non potevo non postarla oggi per prima cosa questa zuppa&#8230; Dunque, è andata cosi: l&#8217;altro giorno, ricordandomi di colpo, sul finire del pomeriggio, che da lì a poco sarebbe stata ora di cena (toh? che sorpresa?!), faccendo mente locale (frigo semivuoto, no tempo e ancora meno voglia di andare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/11/zuppazuccalenticchiessl.jpg" alt="zuppazuccalenticchiessl" title="zuppazuccalenticchiessl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8434" /></p>
<div class="testo">
Sono rimasta talmente entusiasta che non potevo non postarla oggi per prima cosa questa zuppa&#8230; Dunque, è andata cosi: l&#8217;altro giorno, ricordandomi di colpo, sul finire del pomeriggio, che da lì a poco sarebbe stata ora di cena (toh? che sorpresa?!), faccendo mente locale (frigo semivuoto, no tempo e ancora meno voglia di andare a fare la spesa) mi è venuto un non molto fortunato &#8216;hmm, che oggi fosse giornata di pizza al taglio?&#8217;. Siccome però il pensiero a sé non era un granché glorioso (specialmente se considerate le pizzerie al taglio che ci sono dalle mieparti :), c&#8217;ho ripensato e ho fatto uno sforzo di introspezione, nelle pieghe più recondite del mio&#8230; frigo, e anche della dispensa :) E ho trovato, nel disordine, le lenticchie rosse, il riso thai, una confezione di spinacini (che doveva servire per altro ma passiamo) e sopratutto c&#8217;era la piccola zucca butternut (non sapete quanto mi scialo da quando posso comprare zucche di vari tipi, è davvero una delle cose più belle dell&#8217;autunno, potersi piantare davanti al banco e esitare un attimo fra butternut, mantovana, kuri &#038; co) che aspettava paziente, dal weekend, che trovassi una fine da farle fare.
</div>
<p><span id="more-8430"></span></p>
<div>
A parte che devo confessare che lì per lì, mentre associavo idee e esaminavo ingredienti a disposizione, mi sono sentita molto come quegli attori della <a href="http://www.ligueimpro.be/">ligue d&#8217;impro</a> (non so se esiste qui una cosa equivalente, boh?): c&#8217;è davvero un sottile piacere nel giocare senza reti, andare avanti ad intuizioni e vedere cosa ne viene fuori, accenttandolo a priori, anche in cucina. Il risultato mi è piaciuto davvero molto molto, è venuta fuori una zuppa super coccolosa e anche piuttosto sana (nonché veloce da fare). Le lenticchie e il riso tendono scomporsi mentre la consistenza della butternut (più vicina a quella della patata dolce che a quella della classica zucca gialla fibrosa) ci sta molto bene, cosi come anche le foglioline degli spinacini appena appassite (un&#8217;aggiunta molto donnahayana quella :). E sopratutto, la nuvoletta finale di yoghurt da aggiungere nel piatto da una piacevolissima punta di freschezza e morbidezza. Insomma, io questa me la rifarò sicuramente, alla facciaccia della pizza al taglio! ;)</p>
<p>Detto fatto, <strong>zuppa confusamente ma felicemente eurasiatica, per due</strong>: affettare mezza cipolla bianca e farla rinvenire con un cucchiaio di olio vegetale, aggiungere un cucchiaino di pasta di curry verde. Aggiugere una piccola zucca butternut sbucciata e tagliata a cubetti, mescolare per far insaporire. Aggiungere poi una manciatia di lenticchie rosse e una manciata di riso thai. Coprire con del brodo vegetale, aggiungere un cucchiaio di concentrato di pomodoro e alcuni pistilli di zafferano, incoperchiare e lasciar cuocere a fuoco medio per una ventina di minuti. A fine cottura, aggiustare il condimento e aggiungere due manciate di spinacini freschi, lasciar cuocere per un&#8217;altro minuto e spegnere. Servire con del yoghurt naturale sul lato, in modo che ciascuno lo possa aggiungere a piacere nel proprio piatto.
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Pain perdu à la russe&#8230;</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/10/pain-perdu-a-la-russe</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 10:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
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		<category><![CDATA[superveloce]]></category>

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		<description><![CDATA[

Non so voi ma io dall&#8217;infanzia sono stata accompagnata da una serie di pietanze sedicenti russe che poi tanto russe non erano, a iniziare dal lait russe (taaaanto latte e poco caffe, americano però, quindi non ha proprio lo stesso sapore del latte macchiato anche se ne è un equivalente), tartines russes che erano biscotti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/grienki1_ssl.jpg" alt="grienki1_ssl" title="grienki1_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8354" /></p>
<div class="testo">
Non so voi ma io dall&#8217;infanzia sono stata accompagnata da una serie di pietanze sedicenti <em>russe</em> che poi tanto russe non erano, a iniziare dal <em>lait russe</em> (taaaanto latte e poco caffe, americano però, quindi non ha proprio lo stesso sapore del latte macchiato anche se ne è un equivalente), <a href="http://www.patisserie.be/patisserie/tartine-russe"><em>tartines russes</em> </a>che erano biscotti al burro farciti di <em>crème au beurre</em> (e poi uno si chiede come mai noi belgi ci siamo guadagnato la fama di mangiare chilate di burro, mah, proprio non saprei&#8230;), poi les <a href="http://www.marmiton.org/recettes/recette_oeufs-a-la-russe_40738.aspx">oeufs à la russe</a>,  e poi la famigerata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insalata_russa">insalata russa</a> (che sembra anche l&#8217;unico elemento dell&#8217;elenco che abbia poi un&#8217;origine vagamente russa&#8230;), insomma, una certezza fin qui me l&#8217;ero pure elaborata: qualunque sia l&#8217;immagine che pensiamo di avere della cucina russa, di sicuro è totalmente sbagliata :-)
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Mettendo però da parte quel che sappiamo, crediamo e ignoriamo, è successo un po&#8217; di tempo fa che a cena, mia cognata russa (eheh, non la sapevate eh, questa, che io avessi una cognata russa? &#8211; è che semo una famiglia parecchio internazionale, noantri :-) ha fra le altre cose messo in tavola questa cosa qui (vabbe, o qualcosa che ci assomigliasse visto che questo qui l&#8217;ho rifatto a casa). E lì per lì mi è sembrato&#8230; pain perdu?! Tranne che poi era salato. E in effetti, a pensarci, viene da chiedersi com&#8217;è che il pain perdu da queste parti (o per lo meno, dalle mie parti) è stato sempre un qualcosa di dolce da mangiare per <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/pain-perdu-au-chocolat">colazione</a> o per <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/05/la-brioche-retrouvee">dessert</a>? Non c&#8217;è in fondo motivo e infatti, la versione made in russia prevede pane, uova, latte e poi sale, prezzemolo e formaggio, tié! Insomma, come al solito quando intravedo parentele culinarie che attraversano da una parte all&#8217;altra il mondo questa cosa mi è piaciuta molto: non mi pare solo un&#8217;idea semplice eppur stuzzicante in grado di risolvere la cena in caso di frigo con l&#8217;eco, mi sembra anche uno spunto interessante (per inventare variazioni sul tema). Intanto però, se chiedete a &#8216;qualcuno&#8217; di mia conoscenza, vi dirà che si tratta di pane stra-fritto nel burro e ve lo dira con un certo sdegno (anzi veramente in versione &#8216;cognata&#8217; il burro è stato sostituito dall&#8217;olio d&#8217;oliva calabrese, immaginate un po&#8217; perché.. :-P) da cui però si evince che fra belgi e russi, dopotutto, un comune denominatore (con una percentuale di grassi al 82%) c&#8217;è, eccome no&#8230; :-))) </p>
<p>Piccola nota: contrariamente a quel che solitamente succede con il pain perdu nostrano (?), qui invece di bagnare il pane in un intingolo di latte e uova prima di farlo friggere si procede al contrario, friggendo il pane e versandoci poi sopra l&#8217;intingolo, il ché da in effetti una consistenza differente all&#8217;insieme, in sostanza il pane rimane più scrocchiariello il ché non è affatto sgradevole. Ciò detto, ho trovato del &#8216;grienki&#8217; varianti che procedevano per il verso classico per cui non so se si tratta di una variante personale o cosa&#8230; Per colloro che si fossero infine spaventati dalle mie (grasse) risate sulla questione del burro, sappiate che l&#8217;obiettivo è di ottenere delle fettine di pane chi siano croccanti e che questo si può ottenere anche faccendole abbrustolire in una padella con un morigerato filino di olio extravergine di oliva, o persino metterle al forno a mo&#8217; di bruschette :-)</p>
<p><strong><em>Grienki</em>, la ricetta</strong>: ritagliare 4/6 fette di pane spesse 1 cm, farle cuocere in padella, in uno strato unico, con burro o olio a secondo, fino a quando non siano dorate e croccanti su entrambi i lati, poi versare 1 uovo sbattuto insieme a circa 5cl di latte sul pane, salare, pepare e aggiungere, se vi piace, un po&#8217; di formaggio grattugiato. Quando l&#8217;uovo si sarà ripreso, spolverare con del prezzemolo e servire (insieme a una salutare insalatona :-)
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		<title>таратор</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 09:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[superveloce]]></category>
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Oggi post di supercorsa che stamattina ho mille cose da fare fra cui scrivere lettere di sdegno intrisi di insulti e minacce all&#8217;eni e all&#8217;acea (sto seriamente pensando di mettere su un comitato anti-mercato-libro insieme alle altre signore del quartiere indignate che si trovano a bizzeffe nelle file all&#8217;italgas e all&#8217;acea, il dettaglio curioso è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/tarator_ssl.jpg" alt="tarator_ssl" title="tarator_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8343" /></p>
<div class="testo">
Oggi post di supercorsa che stamattina ho mille cose da fare fra cui scrivere lettere di sdegno intrisi di insulti e minacce all&#8217;eni e all&#8217;acea (sto seriamente pensando di mettere su un comitato anti-mercato-libro insieme alle altre signore del quartiere indignate che si trovano a bizzeffe nelle file all&#8217;italgas e all&#8217;acea, il dettaglio curioso è che l&#8217;età media del gruppo si assesterebbe sulla sessantina abbondante&#8230; :-)). Bon, ma che ce frega che c&#8217;importa&#8230; Piuttosto, velavevodetto che dopo <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/09/il-pane-fritto-di-cipro-via-vefa">Vefa</a> era stato tutto un crescente trend balcanico: caso vuole che ho da qualche tempo un&#8217;amico nuova che viene dalla Bulgaria. Il che è stato una buona occasione per accorgermi che della Bulgaria non so praticamente nulla, e quindi scoprire una serie di cose interessantisisme tipo &#8216;l&#8217;alfabeto cirillico è stato sviluppato in Bulgaria&#8217; (madavvero??) e via dicendo. Poi, e lo so che sembro un&#8217;ossessa, devo ammettere che una delle mie primissime, spontanee, domande è stata &#8216;ma cosa si mangia in Bulgaria??&#8217; (eh che devo ffa, non resisto&#8230; :-)
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<p><span id="more-8342"></span></p>
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Cosi ho scoperto che appunto la cucina bulgara è sostanzialmente balcanica, che fanno dello yogurt da sempre (il capitolo &#8216;yogurt&#8217; sarà per un&#8217;altra volta però eco, pare proprio che se noi oggi mangiamo yogurt a gogo è proprio perché a un certo punto qualcuno è andato a studiarsi quella &#8216;usanza bulgara&#8217; ma pensate un po&#8217;&#8230;), poi, ecco, la primissima ricetta di cui mi parlò Kalina, credo, era questa cosa qui, che sarebbe una zuppa ma che se ci guardate bene è su per giù la stessa cosa dello tzatziki (tranne l&#8217;aggiunta delle noci, che tra l&#8217;altro trovo piacevolissima), solo che il tarator non deve &#8216;accompagnare&#8217; nulla, basta a se stesso (e se amate lo tzatziki, adoretete il tarator, ve lo dico io ve lo dico ;-). Appunto, è simile allo tzatziki, e, un po&#8217; come per il <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/10/borek">borek</a>, anche stavolta la stessa preparazione si ritrova su per giù in tutta l&#8217;area balcanica, dalla Turchia all&#8217;Albania finanché in Persia. Per il resto, me l&#8217;avevano dato per bbuonissimo e non posso davvero che confermare in toto, anche se chiaramente come pietanza si presterebbe un pelino più alle calde giornate estive che non a un piovoso fine ottobre (è colpa mia, non ce la facevo ad aspettare l&#8217;anno prossimo :-), nonostante ciò io la mia ciotolona di zuppa yoghurtosa questo sabato a pranzo me la sono sbafata stravolentieri :-) In ogni caso, eccovi un&#8217;altra ricetta della categoria <em>superscemi</em>, non ci vuole nulla e si fa davvero in un&#8217;attimo! (cosa volere di più dalla vita? boh, forse un raggio di sole a mo&#8217; di contorno, suvvia :-)
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<p></p>
<div>
<strong>Tarator (zuppa bulgara di yoghurt, cetrioli e noci)</strong>: Sbucciare due cetrioli medi, e tagliarli a cubettini piccoli (di 3-4mm di lato circa). Tritare finemente due spicchi d&#8217;aglio (alcune ricette dicono tre &#8211; se l&#8217;aglio vi spaventa diminuite a uno o mezzo spicchio perché con due viene bello aglioso anche se secondo me ci sta tutto&#8230; :-) e aggiungerli ai cetrioli, cosi come una manciatina scarsa di noci spezzettate. Versare infine mezzo litri di yoghurt intero (senza zuccheri di nessun tipo, verificate l&#8217;elenco degli ingredienti sulla confezione), un cucchiaino di sale, due cucchiai di olio d&#8217;oliva e aggiustare infine la densità aggiungendo acqua, la zuppa deve risultare liquida ma non troppo acquosa. Verificare il condimento e riservare al fresco fino al momento di servire. Decorare con una bella spolverata di aneto (e se come è successo a me la vostra piantina è appena passata a miglior vita, usate l&#8217;aneto essicato&#8230; :-). Servire come primo estivo o, perché no, come fingerfoodino gustoso, nel bicchierino, in qualsivoglia momento dell&#8217;anno ;-)</p>
</div>
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		<title>Börek</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 08:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[brunch & picnic]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[torte, cake & muffin salati]]></category>

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Ve lo dico subito: questa cosa qui, con non ha assolutamente nulla a che vedere con Borat, giusto che sia chiaro, sopratutto per me che per qualche strano scherzo del cervello tendo ad associare immediatamente, ogni volta, le due cose. E invece non dovrei. Vabbe&#8217;. Oggi Borek, o spanakopita insomma, oggi sfogliata di spinaci e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/borek_s.jpg" alt="borek_s" title="borek_s" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8285" /></p>
<div class="testo">
Ve lo dico subito: questa cosa qui, con non ha assolutamente nulla a che vedere con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Borat">Borat</a>, giusto che sia chiaro, sopratutto per me che per qualche strano scherzo del cervello tendo ad associare immediatamente, ogni volta, le due cose. E invece non dovrei. Vabbe&#8217;. Oggi Borek, o <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Spanakopita">spanakopita</a> insomma, oggi sfogliata di spinaci e feta&#8230; State pensando che su sto blog tira un&#8217;arietta balcanica vero? Non avete torto, è che da <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/09/il-pane-fritto-di-cipro-via-vefa">Vefa</a> in poi è stato tutto un ricollegare, curiosare e scoprire fra cucina greca, turca e balcanica in senso lato&#8230;
</div>
<p><span id="more-8284"></span></p>
<div>
SSi, vabbe, ma chi n&#8217;i è &#8217;stu <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Börek">börek</a> dunque? Beh, non è tanto semplice, perché trattandosi di una preparazione bella antica, ce ne sono poi miriadi di varianti in giro. Diciamo che il borek è in sostanza una sfogliata ripiena. Che è un po&#8217; come dire &#8216;pasta ripiena&#8217; può essere di tutto. La sfogliata nella fattispecie è il più delle volte fatta di pasta filo (o di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yufka">yufka</a>, in Turchia, ma figurarsi se qui si trova una cosa del genere) e risalirebbe alla cucina ottomana (suona eccitante vero? &#8216;cucina ottomana&#8217;??! :-) sicché ora si trovano oggetti simili non solo in Turchia ma anche in tutta quanta l&#8217;area balcanica (dall&#8217;ex Yugoslavia alla Grecia passando per, addirittura, la Bulgaria&#8230;), persino in nordafrica (dove però si trasforma in sfoglia brick) e poi verso gli stati arabi e in Israele. Insomma, materia a sufficienza per una tesi in cultura gastronomica, noi per oggi ci limitiamo a ribadire che questa versione me l&#8217;hanno data per turca, anche se poi ho letto che la forma arrotolata (perché poi cambiano anche le forme: il borek si può anche presentare a sigari, a torta intera, a fagottini, mezzelune e via dicendo&#8230;) sarebbe tipica bosciaca. Vai a sape&#8217;&#8230;  possono variare chiaramente anche i ripieni, questo però è <em>classique de chez classique</em>, tant&#8217;è che persino in Grecia non sfigurerebbe :-)</p>
<p><strong>Borek, la ricetta</strong>: prendere una confezione di pasta filo e lasciarla scongelare se era congelata. Far soffriggere una cipolla finemente tritata con un filo d&#8217;olio d&#8217;oliva e aggiungere 500g di spinaci: lasciar appassire, aggiungere un cucchiaio di paprika dolce o un po&#8217; di peperoncino, aggiustare di sale e pepe, lasciar intiepidire poi aggiungere 200g di feta sbriciolato, e mescolare. Preparare una ciotolina con un uovo sbattuto insieme a due cucchiai di burro fuso e due cucchiai di latte. Spennellare un foglio di pasta filo aggiungere 3/4 cucchiai di spinaci distribuiti alla base, nella lunghezza, e arrotolare il foglio sul ripieno in modo da formare un cilindro, sistemarlo a spirale su una teglia da forno. Procedere con il resto della filo fino a esaurire il ripieno, e infine spenellare tutta quanta la spirale farcita. Cospargere con semini di sesamo e infornare a 200°C per 25/30 minuti o finché la sfoglia non sia ben dorata. Servire subito.
</div>
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		<title>La torta (della nonna) di Jana</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 08:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[cake]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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Detta anche: la torta di mele ma senza mele&#8230; Per riassumere in modo neanche troppo sintetico una lunga storia: Jana è una mia amica, originaria della Repubblica Ceca, in Italia ormai da anni (immaginatevi noi due &#8221;nordiche&#8221; sedute al tavolino di qualche bar façon i due vecchietti del Muppet Show, sempre a critica&#8217;&#8230; eheheh :-) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/jana_torte1_ssl.jpg" alt="jana_torte1_ssl" title="jana_torte1_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8269" /></p>
<div class="testo">
Detta anche: la torta di mele ma senza mele&#8230; Per riassumere in modo neanche troppo sintetico una lunga storia: Jana è una mia amica, originaria della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Ceca">Repubblica Ceca</a>, in Italia ormai da anni (immaginatevi noi due &#8221;nordiche&#8221; sedute al tavolino di qualche bar façon i due <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Statler_and_Waldorf">vecchietti</a> del Muppet Show, sempre a critica&#8217;&#8230; eheheh :-) e quando tempo fa le dissi, fra altre cose, che mi sarebbe tanto piaciuto pensare a un progetto che raccogliesse le ricette delle torte di mele di nonne di ogni dove, la sua prima reazione fu &#8216;Oh che bello! Te la do io la prima!&#8217;. Cosi detto così fatto, e poco dopo mi mandò la ricetta della torta di sua nonna, aggiungendo poi che all&#8217;origine la stessa torta si poteva fare anche con il rabarbaro (altra comune passione e rimpianto&#8230;).
</div>
<p><span id="more-8268"></span></p>
<div>
Di torte di mele nel mentre se ne sono raccolte un bel po&#8217; e io spero davvero di trovare il tempo, prima o poi, di lavorarci su (temo di aver sopravvalutato un po&#8217; il mio girl power quando pensai al progetto come divertimento da congedo di maternità, ora che da un lato ho ridimensionato le aspettative e che dall&#8217;altro però sto sfuttando meglio le mie doti da wonder woman &#8211; leggete <a href="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4733_il_cervello_delle_mamme_ellison.html">qua</a> e comunque è tutto vero ;-), chissà se non trovo il tempo anche per le mele (in ogni caso tutte le vostre ricette di torte di mele della nonna si trovano <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/03/una-mela-al-giorno">qui</a>, siete ancora in tempo per aggiungere la vostra, se volete :-). Intanto però, dato anche l&#8217;eccezionale <em>arrivage</em> recente di una buona dosi di rabarbaro belga dell&#8217;orto-di-papa, non si poteva ignorare la proto-torta di mele venuta dalla Boemia, la prima di tutte, che poi era al rabarbaro&#8230; :-) </p>
<p><strong>nb.</strong> il testo della ricetta è quello di Jana&#8230;<br />
<strong>nb2.</strong> della serie che se non riesco a fare piccoli cambiamenti non se ne fa niente (non che siano cose necessarie eh, vedetele come mie piccole sperimentazioni e aggiustamenti al gusto di casa&#8230; :-): ho sostituito con della farina integrale un terzo della farina della torta, e 100% della farina del &#8216;crumble&#8217; per il quale ho anche usato dello zucchero di canna grezzo, in più ho aggiunto comunque la cannella, e al posto del lievito ho usato un lievito speziato ceco (in foto qui sotto &#8211; le spezie stanno direttamente nella bustina del lievito, è geniaaaleeee!! &#8211; anzi veramente in Repubblica Ceca sono avanti anni luce, hanno persino il fruttapec per marmellata senza zucchero, invidia massima&#8230; ;-), così ho scoperto che il rabarbaro con le spezie ci sta pure.  Infine ho aggiunto anche una presa di fior di sale nel crumble e ho cotto il tutto in una teglia di silicone tonda di 25cm. Ah, e per quanto riguarda la quantità di frutta, ho usato 4 &#8217;stecche&#8217; (gambi?? coste?? cosa cavolo sono??) di rabarbaro, tagliati a pezzettini di 1 cm, da cospargere sulla superficie dell&#8217;impasto, fossero state mele credo ne avrei usato 2 o 3 e tagliate a fettine&#8230; Il risultato è una torta morbida con una buona consistenza, un cuore di frutta acidula e un topping fra il crunchy e il sabbioso che dà al tutto un buon equilibrio, insomma, decisamente promossa direi :-)</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/lievito_speziato_ssl.jpg" alt="lievito_speziato_ssl" title="lievito_speziato_ssl" width="500" height="488" class="alignnone size-full wp-image-8274" />
</div>
<div class="ricetta">
<h3>La torta di <strike>mele</strike> rabarbaro della nonna di Jana</h3>
<p>15 cucchiai di <strong>farina</strong><br />
15 cucchiai di <strong>latte tiepido</strong><br />
8 cucchiai di <strong>zucchero</strong><br />
6 cucchiai di <strong>olio di semi di girasole</strong><br />
2 <strong>uova</strong><br />
mezza bustina di <strong>lievito per dolci </strong></p>
<p>• amalgamare bene tutto<br />
• stendere l&#8217;impasto nella teglia media precedentemente unta con l&#8217;olio<br />
• sopra aggiungere la frutta </p>
<p>&#8220;<em>Drobenka</em>&#8221; una aggiunta tutta &#8220;made in Bohemia&#8221;:<br />
4 cucchiai di farina<br />
2 cucchiai di zucchero<br />
2 cucchiai di burro temperatura ambiente<br />
mezzo cucchiaino di cannella macinata nel caso in cui si utilizzano le mele<br />
• mischiare con le dita fino a diventare una sorta di massa sbriciolosa<br />
• distribuire su tutta la torta<br />
• infornare a 180 gradi per 30 minuti&#8230; </p>
<p>Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.</div>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/jana_torte2_ssl.jpg" alt="jana_torte2_ssl" title="jana_torte2_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8270" /></p>
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		<title>Il pane fritto di Cipro via Vefa</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2011/09/il-pane-fritto-di-cipro-via-vefa</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 09:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[

Allora ecco, è successa questa cosa curiosa (si salve ciao come state? io bene grazie ma manco a dirlo, a parte per frullare zucche, preparare compostine di frutta autunnale, schiacciare banane e porzionare polli bio cotti al vapore in pachettini di 20g da congelare, boh, non è che frequento moltissimo la cucina, devo dire :-), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/09/pane_fritto_ssl.jpg" alt="pane_fritto_ssl" title="pane_fritto_ssl" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-8224" /></p>
<div class="testo">
<p>Allora ecco, è successa questa cosa curiosa (si salve ciao come state? io bene grazie ma manco a dirlo, a parte per frullare zucche, preparare compostine di frutta autunnale, schiacciare banane e porzionare polli bio cotti al vapore in pachettini di 20g da congelare, boh, non è che frequento moltissimo la cucina, devo dire :-), insomma, dicevo, una cosa curiosa. Ecco, forse i puri e duri fra di voi ricorderanno un roundup di <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/12/books-for-cooks-winter-2010-2">books for cooks</a> di qualche tempo fa e di quanto io fossi rimasta, per dirla con un eufemismo, piuttosto scettica dinnanzi al <a href="http://www.amazon.it/gp/product/0714859680/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0714859680">libro delle Tapas</a> pubblicato da Phaidon. Caso vuole che nella stessa collana sta uscendo <a href="http://www.amazon.it/gp/product/0714861251/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;tag=ilcavolettd0b-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0714861251">La cucina di Vefa</a>, un librone di cucina greca (scritto da <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&#038;sl=el&#038;u=http://www.vefashouse.gr/vefashouse/etairia2.asp&#038;ei=Sy2ETuKkIYfA8QOdwq02&#038;sa=X&#038;oi=translate&#038;ct=result&#038;resnum=2&#038;ved=0CDEQ7gEwAQ&#038;prev=/search%3Fq%3D%25CE%2592%25CE%25B5%25CF%2586%25CE%25B1%2B%25CE%2591%25CE%25BB%25CE%25B5%25CE%25BE%25CE%25B9%25CE%25B1%25CE%25B4%25CE%25BF%25CF%2585%26hl%3Dit%26client%3Dsafari%26sa%3DX%26rls%3Den%26biw%3D1822%26bih%3D1155%26prmd%3Dimvnsfd">Vefa Alexiadou</a>, che alcuni definiscono la Julia Child greca) e lì, miracolo: me ne sono sperdutamente innamorata. Il che significa, nel caso di una come me che cucina praticamente nulla (tranne le ricette del prossimo libro ma quella è un&#8217;altra storia :-P), che il librone in questione è rimasto per giorni e giorni sul tappeto ikea di Lena, fra l&#8217;ananas che fa prrrrr e il maialino in legno di acero eco per bebe-che-mettono-i-denti perché appunto più che davanti al computer è li che passo il tempo, a giocherellare, girare pagine e a sognare col 5% di cervello che mi resta alle ricette che prima o poi, cascasse &#8216;na pannocchia, vorrò cucinare&#8230; :-)
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<p><span id="more-8223"></span></p>
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<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/09/vefa.jpeg" alt="vefa" title="vefa" width="210" height="299" align="left" /><br />
Non resisto intanto a incollarvi l&#8217;immaginetta della copertina del libro che da giorni e giorni mi mesmerizza totalmente (avete presente l&#8217;effetto della casina delle api chicco su un neonato nella culla? ecco :-), trovo sia una copertina stupendissssima. Comunque, a ripensarci, i motivi per i quali d&#8217;impatto questo libro mi piace sono gli stessi per i quali non mi piaceva <em>Tapas</em>: la copertina a ricordare i colori nazionale e gli stesi colori ricorrenti nei testi ( le pagine gialle le trovavo un po&#8217; hard, il testo blu invece mi risulta elegante e riposante), i titoli delle ricette bilingue (e poi traslitterati, sono persino arrivata a cercare di leggerli in greco) e sopratutto, le fotografie non realistiche, di più. Avrei il forte sospetto che qui dietro non ci siano affatto squadre di manine operose come quelle che producono il realismo jamie oliveriano (che è finto), nel senso che a guardare le pietanze, beh, potrebbero essere state cucinate, con tutto il rispetto parlando, lol, da mia suocera, in una parola: sembrano vere! (inizio anche a pensare che il <em>vero</em> è il nuovo finto &#8211; non so se mi seguite :-) insomma, tutte quelle cose semplici e casalinghe e curate con gentilezza ma senza essere vistose o esagerate o innaturali, beh, costituiscono tutto sommato una grande boccata d&#8217;aria (esattamente come un&#8217;altro libro di cui missà che vi parlerò presto). </p>
<p>Altro enoooorme motivo di fascino è che sfogliando questo libro non potevo ripensare, ancora e ancora, al famoso &#8216;una faccia, una razza&#8217;&#8230; Sembrerà scontato ma in  questa opera magna della cucina greca (la quale io sinceramente pensavo nemmeno esistesse, almeno cosi sosteneva un nostro amico greco, che la cucina greca è tutta turca &#8211; missà che forse non aveva ragione anzi, con questo libro mi si è letteralmente aperto un mondo, ricco, gustoso e profumato&#8230;) si delinea una area che sembra il pezzettino di un puzzle, un pezzettino che si incastra perfettamente con un&#8217;altro pezzettino che si trova li di fronte, sull&#8217;altra sponda del mediterraneo e che è la calabria. Sul serio, ritrovo nelle ricette di Vefa molte cose a me familiarissime, dai peperoni con le uova a, addirittura, la fresa con pomodoro (e feta, paese che vai formaggio che trovi&#8230;), passando per tanti altri abbinamenti e usanze, come se nella cucina greca si intravedesse, qua e là, la cucina calabrese. Poi, certo, ovvio, c&#8217;è molto altro, molte le ricette &#8216;esotiche&#8217; anche che fanno l&#8217;occhiolino all&#8217;oriente, basta pensare al capitolo sulle sfoglie di filo, o a quello sui dolci sciroppati&#8230; </p>
<p>Come dicevo, a forza di sfogliarlo sto libro, l&#8217;elenco di ciò che vorrei cucinare sta diventando lunghetto, dalle <em>polpette della Traci allo yoghurt</em> alle <em>mele ripiene di carne</em> passando per il <em>pollo con patate, limone e timo</em> o i <em>torciglioni alla cannella</em> e la <em>pita per i souvlaki</em> (e <em>i souvlaki di agnell</em>o!! :-)), e poi la <em>crema di melanzane e pinoli</em>, il <em>riso pilaf della sposa</em> e il <em>pane al formaggio del monte Pelio</em> etcaetera&#8230; :-) (anzi, veramente, un&#8217;altra ricetta greca l&#8217;ho già fatta, senza saperlo, ed è questa qui delle <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/04/patate-con-vino-e-coriandolo">patate schiacciate con vino e coriandolo</a>, che sarebbe cipriota). La scelta era quindi ardua e alla fine per prima cosa ho cucinato un pane che mi faceva l&#8217;occhiolino da quando l&#8217;ho visto per la prima volta, e che si prepara in un modo un po&#8217; particolare, poiché invece di cuocerlo nel forno va&#8230; fritto a tocchetti (un po&#8217; come le pizze fritte napoletane&#8230;:-). Più che un pane direi che si tratta di un ottimo stuzzicchino da aperitivo, non proprio dietetico ma decisamente decisamente goloso :-) </p>
<p><strong>Pane fritto con olive alla cipriota</strong> (Tiganopsomo me elies): Versare 350g di farina nella ciotola dell&#8217;impastatrice, aggiungere due cucchiai di miele, due cucchiai di olio e 10g di lievito di birra sciolto in 150g di acqua tiepida, impastare il tutto, aggiungendo a filo altri 100g di acqua, all&#8217;incirca. fino a ottenere un&#8217;impasto soffice ed elastico che non deve essere troppo colloso. Coprire e lasciar lievitare per un&#8217;ora fino a radoppiare di volume. Stendere l&#8217;impasto in un rettangolo di 1 cm di spessore (circa 25&#215;35cm), e distribuirci 120g di olive nere (kalamata, se le trovate) grossolanamente tritate. Ripiegare l&#8217;impasto in tre, nella lunghezza, in modo da ottenere un fagottino lungo 35cm. Ritagliare 10 porzioncine, passarci il mattarello per appiattirle un po&#8217; e lasciar riposare per 10 minuti. Infine, versare un fondo di olio per friggere in una padella, e metterci a friggere i panini, circa 5 minuti per lato o finché siano leggermente dorate. Scolare su della carta da cucina, servire caldi e divorare subito.
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		<title>Fave, piselli e couscous</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 08:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[fresco]]></category>
		<category><![CDATA[insalata]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>

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<div class="testo">
Come credo più o meno ogni frequentatore di mercati di questi tempi, ultimamente sono stata presa da un sanissimo raptus che riguarda oltretutto le fave e i piselli (il trio sarebbe completo con gli asparagi per quelli al momento li evito, anzi, sarebbe veramente l&#8217;unico tabù &#8211; cfr il capitolo &#8216;dieta in allattamento&#8217; &#8211; che ho conservato). Oggi quindi micro spuntino per chi come me sgrana montagne di bacche verdi al punto di non sapere più cosa farsene: sarebbe in sostanza un&#8217;insalatina fresca a base di couscous, e l&#8217;abbinamento si ispira più o meno al couscous kabyle (che si distingue dal couscous marocchino perché non c&#8217;è un ricco brodo a parte, le verdure vengono invece mescolate con la semola). Chiaramente qui la bontà del piatto dipende davvero in gran parte della freschezza e del sapore delle verdure (quindi per i pigroni: per &#8216;na volta fatelo sto giro al mercato bio, lasciate stare le fave del supermercato e i piselli congelati :-P) e a patto appunto di rimediare fave e piselli freschissimi ( i miei venivano dal solito mercato di San Teodoro, i gusci erano proprio scrocchiarelli, e i piselli da crudi erano la fi.ne.del.mon.do!) devo dire che il risultato, un vero piatto da <em>retour du marché</em> mi è piaciuto immmmmensamente :-)</p>
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<p><span id="more-7993"></span></p>
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Quindi, <strong>insalata di couscous con fave, piselli e menta</strong>, la ricetta approssimativa, per 2: preparare 150g di semola di couscous precotto (nessun è perfetto), e tenere da parte. Sguasciare mezzo kg di fave, sbollentarle per 3-4 minuti poi scolare, rinfrescarle sotto l&#8217;acqua fredda, eliminare le pellicine e tenere da parte. Sbollentare anche, per 1-2 minuti (in modo da tenerli leggermente croccanti), un paio di manciate di piselli freschi. Aggiungere le fave e i piselli al couscous, condire con il succo di mezzo limone, un generoso filo di olio d&#8217;oliva, 5-6 foglioline di menta fresca finemente tritata, sale e pepe, dare una buona mescolata e servire a temperatura ambiente. Pensando poi al fatto che in Algeria c&#8217;è chi a tutto ciò aggiunge del latte fermentato, ho accompagnato il tutto con due fettine di primosale (sempre da San Teodoro ;-)</p>
<p><strong>ps importante! </strong>faccio inoltre presente al gentile pubblico romano che domani e dopodomani l&#8217;amico fotografo Davide Dutto sarà presente alle cene carbonare organizzate da Soulfood per promuovere il suo progetto <a href="http://saporireclusi.org/">Sapori Reclusi</a>: il 26, cena con Don Pasta e Mannarino in beneficienza a Sapori Reclusi, il 27 invece potete prenotare una cena carbonara cucinata da alcuni detenuti di Rebibbia. Tutte le info <a href="http://www.thesoulfood.net/?p=924">qui</a>.</p>
<p><img src="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/05/piselli_ssl.jpg" alt="piselli_ssl" title="piselli_ssl" width="500" height="700" class="alignleft size-full wp-image-7996" /></p>
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