Una fazza, una razza…

Beccatti alla cena della vigilia… Sulla vostra destra, la tradizionale pitta ‘mbrigliata calabrese, dolce tipico fatto con un impasto tirato sottilmente, farcito di noci, uvetta, miele. Sulla vostra sinistra, arrivati lì grazie a un amico egiziano che ha passato la vigilia con noi, dei dolcetti siriani – tipo kataifi per intenderci – fatti con spaghettini di pasta (farina e burro), farciti con pistacchi e ricoperti di sciroppo. Beh, non la vedete una curiosa somiglianza fra questo due dolcetti venuti dalle due sponde del mediterraneo?? Delle volte che la pace su terra cominciasse dalla tavola?? E, a chi ancora non l’avessi detto… Buon Natale! :-)))

7 Commenti

  • mara ha detto:

    la traduttrice che è in me ti racconta che in altre zone di calabria si chiama “pittinchiusa” :-D

    Auguri!!!

  • webbina ha detto:

    noci a parte, in puglia sono identici :)

  • Francesca ha detto:

    quel dolce calabrese lo fanno identico in umbria..!!
    E Pace sia con scambi culinari!
    Auguri anche a te:)

  • danielad ha detto:

    Alberto, se ti riferisci a qualche mese fa l’ho vista e l’ho trovata bravissima.

  • Alberto ha detto:

    Ma avetev visto la nostra Sigrid su SKY …?
    Eccezionale bravissima e poi non è veero ho apprezzato molto l’apparecchiaatura e tutto l’insieme bravA BRAVA
    ALBERTO

  • Roberto ha detto:

    Non é sorpresa…aletria è una parola arabe, anche la pasta sfoglia era gia conosciuta da loro.
    La pasticeria portoghesa anche…bé 7 secoli di invasione, a voglia de cucinare insieme…

  • Gourmet ha detto:

    Auguri!!!
    Anche tu vedo che non molli,vero??
    Io oggi mi rilasso…Niente pranzo..solo un pò di salmone marinato,champagne e un buo libro!!
    ;-)
    Domani si rientra a lavorare!!
    Un abbraccio..
    S

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