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The plums, Dorie & the baby gecko

Dunque, io volevo una torta di prugna. Di quelle belle morbide ma insieme rustiche, un po’ acidule, rassicuranti e sopratutto molto autunali, con un sapore simile alle crostate che, da bambina, mangiavo in lussemburgo (e siccome lì ci andavamo ogni due per tre figurarsi quante crostate con le prugne… ricordi che poi si mescolano con quelli delle passeggiate autunnale nei boschi, l’odore di legna, di trote appena pescate e del rumore dei fiumicciatoli, vabbe… ), insomma, questa era il trip mentale del weekend, il mio personale compitino da risolvere…

Caso vuole che da qualche tempo in qua leggo (o sorvolo, dipende dal giorno), il blog di Dorie Greenspan [1]. Devo confessare che io della signora Greenspan non ho nemmeno un libro sullo scaffale né non ho mai seguito nessuna sua rubrica (sempre posto che l’avesse, somewhere), sempre è che mi sta simpatica, con quella sua aria saputella ma non presuntuosa, e i suoi testi che sono intimi, ben scritti, veloci, divertenti anche, a volte. Così, vuoi che non mi si presenta la Dorie, qualche giorno fa, con un bel post annunciando la sua torta di prugne [2]? Non ci ho visto più, e infatti l’endomani mattina stavo li con prugne, farina e tutto quanto, intenta a fare la più bella torta di prugne che avessi mai fatta in vita mia (facile, non l’avevo mai fatta prima). Accendo il kitchen aid (già, perché la ricetta della torta di prugne secondo Dorie, da brava americana, si fa tutta con il mixer, vabbe, dopotutto, sarà pure contento, il kitchen aid, di vedere, ogni tanto, qualcos’altro che della pasta da pizza e degli albumi…). Ho come un mezzo secondo di esitazione quando aggiungo due cucchiaini di lievito (sarà troppo?), però mi fido, e dieci minuti dopo la torta se ne sta in forno. Il risultato? Un mezzo disastro, la torta lievitatissima, le prugne affondate dentro (tornate pure a vedere la foto dell’originale [2]), ma sopratutto: sapeva di lievito. Orribile.

Però siccome ci tenevo alla mia torta di prugne (ormai stavo dentro al trip, che vi devo di’?), mezz’oretta più tardi ero di nuovo all’opera, intenta (bestemmiando in petto) a dimezzare la dose lievito. Inforno ecc ecc. Ari-disastro: sempre affogate le prugne (e mo qualcuno a me mi deve spiegare perché le mie affondano e le sue no?? sarà mica perché il dolce della foto non ha nulla a che vedere con la ricetta riportata sotto??), sempre sapore di lievito (un po’ meno insopportabile però – comunque ormai sono convinta che l’azione del lievito per dolci varia con quanto dia liquido o denso l’impasto, e questo qui era parecchio liquido), sempre inconsistente la torta, troppo spugnosa che per essere veramente buona. In breve, non era la torta che avevo intravisto e che desideravo. E quindi è finita che mi sono fatta la torta di prugne (la terza di fila!!) come la volevo io, tié. Corollare: sta li sul tavolo della cucina e se qualcuno ne vuole, benvolentieri, che io mo mi sono scocciata di mangiare torte con le prugne! :-P

PS tra una torta e l’altra, guardate un po’ cos’ho trovato a casa??! E la prima volta che mi trovo naso a naso con un geco, no, anzi, una volta ne ho intravvisto uno in casa, in calabria, lui è fuggito via e pure io, urlando, dopodiché dovunque andassi ispezionavo i muri con un certo sospetto, mentre tutti continuavano a ripetermi che non c’era da mettersi in uno stato del genere per un povero geco che porta pure fortuna (phouah!). Questo qui evidentemente era un neonato, o un geco nano, o un geco bonzai, cavolo ne so, fatto sta che era lungo si e no 4cm ed è finito per opera del marito su un foglio di carta (per metterlo fuori che se no se lo magnava er cane – non che sia crudele il povero olive, è giusto che gli piace andare appresso le cose che si muovono, eheh :-). Insomma quando ho smesso di urlare che non me ne avviccinavo (vuoi vedere che come m’avvicino questo mi salta alla gola e morde??! – sic), mi sono accorta che tanto di muoversi non si muoveva e così gli ho scattato una fotina. E devo dire che con quei occhietti e quelle zampette cominciava pure a starmi simpatico, il baby geco :-)

Torta di prugne e nocciole

burro 150g
yoghurt naturale 125g
zucchero di canna 120g
farina 100g
farina di segale 100g
farina di nocciole 100g
uova 4
prugne rosse 6
lievito per dolci 1 cucchiaino
estratto di vaniglia mezzo cucchiaino
sale una presa

Lavorare il burro morbido a crema con lo zucchero, incorporare le uova aggiungendole uno per volta. Aggiungere le tre farine, il lievito, il sale e mescolare bene. Incorporare per ultimo il yoghurt e l’estratto di vaniglia. Versare questo composto in una teglia da forno (io ho usato una teglia da crostata rettangolare ma direi che va bene anche uno stampo rotondo di 21-24cm, magarì verrà un po’ più alta la torta ma forse è pure meglio :-), livellare e aggiungere, premendo un po’, le prugne lavate e tagliate a metà. Infornare a 175° per circa 45 minuti o finché la torta sia dorata.

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