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Cosa ne pensate del mio risotto?

Okay, allora, facciamo così: avete 10 secondi per allontanare dallo schermo risottari integristi, polemicatori pubblicitari e allergici ai cruciferi in genere.
Fatto? Perfetto, allora, cos’è tutto sto trambustio? Beh, vi devo annunciare una cosa sulla falsa riga di ‘è un sugo pronto!’. Cioè? Beh, ho fatto il risotto con la pentola a pressione [1]! Tanto ormai la detta pentola c’è e, già che partecipa attivamente all’inverosimile ingombramento del mio parco pentole, tanto vale usarla, no? Insomma, da parecchio tempo mi chiedevo come sarebbe mai venuto un risotto dentro quell’affare lì (e lo pensavo con quel fremito delizioso che si prova a pensare cose illecite o comunque vagamente poco raccommandate, qualcosa che ha a che vedere con l’età in cui ti diverti con l’attrezzatura del piccolo chimico e che credi pure che potresti mandare in aria la casa tutta intera), e così ho deciso di darmi una risposta.

E siccome l’unica cosa che veramente riesce a convincermi, in generale, è la prova empirica – l’avevo detto che in fondo a me c’è una piccola scientifica – beh… Aggiungerei a tutto ciò che, interrogate, due persone diciamo in qualche modo implicate nel mondo della gastronomia (non faccio nomi per evitare loro vergogna pubblica ma ricordatevi di loro quando mi metterete sul rogo per atti culinari osceni), alla domanda Mah, euhm, tu hai mai provato a fare un risotto nella pentola a pressione?? (si vede che la cosa mi turbava no?), hanno risposto entrambe Si, certo, viene pure buono!! (e non stavano neanche scherzando). Insomma, tanto per, ci ho provato, seguendo le indicazioni base trovate da Coco [2], e faccendo del insieme l’ennesima variante sul cavoletto. Inutile dirvi che ho passato le 6 minuti di cottura a pressione in modo del tutto irrequieto, a dirla tutta già mi ci vedevo a dover staccare 2 de cm di crosta di riso carbonizzato in fondo alla pentola o comunque a ritrovarmi fra le mani un pappone infame che sarebbe andato a cibare la pattumiera. Anzi mi sentivo persino colpevole di non aver assistito amorevolmente quel povero carnaroli col mio cucchiaio di legno, lasciandolo invece miseramente macerare in un litro di brodo. Insomma quando sono andata a scoperchiare la pentola stavo lì lì per autoflagellarmi, ridendo nervosamente per questa pazzesca boiata che mi era venuta in mente e invece… Invece, meraviglia delle meraviglie (mo me la tiro a raccontarvelo ma non ci credevo proprio eh, a sto risotto), ho trovato una cosa per nulla attaccata al fondo della pentola, che non era troppo asciutta, ne troppo brodosa (vabbene che qui è sopratutto questione di dosaggio del brodo e del tempo di cottura, certo, un po’ slegata rispetto alla faccia che ha un risotto dopo 17 minuti di rimestolamenti, però è bastato mezzo minuto di mantecatura con burro e parmigiano e il mio mostro assomigliava, in pratica, a un risotto!

Due annunci di servizio:
1) l’ho già detto e ridetto ma c’è sempre il concorso Lagostina [3]per le ricette con la pentola a pressione, fino al 15 novembre (segnatevelo che poi non ve lo dirò più :-P)
2) E nella sezione Marcellino conquisterà il mondo, sono orgogliosa di presentarvi il nuovo progetto del mio regista preferito. Lui è Marcellino De Baggis [4] (vedetevi anche la sua pagina su Youtube [5]), il sito si chiama Pogui [6] ed è un interfaccia dotata di una mappa che vi permette di girare il mondo e di fermarvi qua e là a guardare cosa succede. Per esempio, spostandovi sulla zina di Ercolano troverete due video di Marcellino (se vedete quello del flee market, badate al cane che abbaia in sincro, a me mi fa morire!), se invece andate a Istanbul, ci sono 14 miserrimi secondi di kebab, e non vi sto a dire chi l’ha filmato (eh vabbe c’ha chiesto di testare, abbiamo testato!:-) Insomma, pure voi, se avete dei filmini che illustrano qualche luogo del pianeta, andate e inseriteli! :-)

Risotto con cavoletti e castagne

carnaroli 320g
cavoletti di bruxelles 300g
castagne cotte e sbucciate 150g
pancetta 50g
cipolla bianca 1
aglio 1 spicchio
vino bianco 1 bicchiere
parmigiano 70g
burro 50g
brodo vegetale 1l

Precedentement, intagliarle le castagne, farle bollire in acqua leggermente salata insieme a un rametto di rosmarino, scolare e sbucciare, pesare 150g di polpa e tritarla grossolanamente. Eliminare le foglie esterni dei cavoletti e afettarli (3-4mm). Tritare la cipolla, l’aglio e la pancetta, e far soffriggere con metà del butto. Aggiungere i cavoletti affettati, lasciar appassire per un paio di minuti, poi aggiungere il riso, mescolare per 1-2 minuti e sfumare con il vino. Se usate la pentola a pressione versare 1l di brodo bollente, aggiungere le castagne, chiudere la pentola e, dal sibillo, lasciar cuocere a fuoco medio per 6 minuti (altrimenti aggiungete le castagne e portate il riso a cottura aggiungendo un mestolo di brodo per volta). Spegnere e scoperchiare, mantecare bene con il parmigiano e ciò che avanza di burro, lasciar riposare per un minuto e servire con una spolverata di pepe macinato.

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