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La tartiflette. Italica.

Okay okay, è nu poco na porcata questo piatto. In realtà la tartiflette [1] è un classico francese, della montagna, anche se la sue apparizione è relativamente recente (parliamo di 20-30 anni), anzi pare che questo piatto sia stato inventato dagli stessi produttori del reblochon [2] per promuoverne appunto il consumo (vedete che buffo, uno dei claim della promo 2009 è ma ci pensate che alcuni conoscono il reblochon solo per via della tartiflette? lol:-). Detto ciò, ormai un classico, la tartiflette è cibo da inverno, da rifugio alpino, da giornata passata sulla neve, un cibo coccolo insomma, e così, giustamente, è abbastanza una bomba calorica, composta com’è da patate, panna, pancetta e cipolla rosolate, il tutto condito da una simpatica colata di formaggio :-)

A Roma poi non è che ci sia neve, figuriamoce, in compenso, avevo in frigo 4 robiole stagionate – arrivate insieme alle uova [3] dell’altro giorno, sempre per una questione di foto e di cui fra l’altro non so nulla tranne che venivano da roscioli [4] e che dentro hanno dei pezzettini di tartufo nero. Insomma, il problema era che le sudette robiole e il loro caratteristico profumino delicato hanno invaso prima l’intero mio frigorifero poi anche metà della casa ogni volta che qualche malcapitato aprisse la porta del frigo e quindi, non appena arrivata la conferma che la foto andava bene così com’era e che non c’era bisogno di rifarla, è scatatta l’operazione eliminiamo le robiole da sto mondo o per lo meno dal mio frigorifero. E subitoooooo! Questo ne è quindi il primo episodo, in cui si rivedeva un classico francese sostituendo il roblochon, che ha tutto sommato una consistenza simile, cioè crosta lavate fiorite e pasta molle di latte crudo, con qualcosa di italiano. Manco a dirlo, stuzzicantissimo odorino di formaggio al forno in bonus e… Ciaociao robbioleeee!! :-)) (piesse: se però in materia di robiole stagionate avete dei suggerimenti di ricette, benvenga, ne avrei altre 3 da smaltire e preferibilmente a strettisismo giro!! :-)

La tartiflette con la robiola

per 2

robiola stagionata (con o senza tartufo :-P) 1
patate medie 4
pancetta affumicata 100g
vino bianco 1 bicchierino
cipolla, grande 1
panna fresca 2 cucchiai
sale & pepe

Far cuocere le patate intere, con la buccia, in acqua bollente salata. Scolare e lasciar raffreddare. Nel mentre, far rosolare la pancetta a striscioline (senza altro grasso) in una padella, poi aggiungere la cipolla sbucciata e afettata, quando la cipolla è morbida, aggiungere il vino, farlo sfumare a fiamma alta e spegnere. Sbucciare le patate, tagliarle a fette, condire con sale e pepe e disporne metà in una teglia da forno. Coprire con la cipolla e la pancetta rosolata (volendo qui potete anche aggiungere qualche seme di cumino, non è ortodossissimo però a me piace così :-), e coprire con l’altra metà delle patate. Indfine, versare la panna sull’insieme e coprire con la robiola, in foto è tagliata a fettine, classicamente il formaggio andrebbe tagliato a metà nella lunghezza e schiaffato sulle patate con la crosta in su. Passare in tutto al forno a 210finché il formaggio non sia fuso, poi un paio di minuti di grill per far dorare il tutto e sfornare, lasciando riposare per una buona manciata di minuti prima di servire poiché il piatto sarà bollentisismo.

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