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Le crocchè del Giappone

A parte che qua ci sarebbe da chiudere provvisoriamente la cucina e passare in mode cucina fredda – ma magaaari, invece come sempre, i lavori estivi hanno poco a che vedere con la cucina estiva e cosi, ogni anno, mi ritrovo con 35 gradi fuori e il forno acceso dentro, quando non mi tocca addirittura cucinare la polenta….. Comunque sia, non resisto a raccontarvi questo curioso episodo di mania di ricette tipiche di un posto… dove devo ancora andare!! (solitamente capita al rientro, non prima della partenza, non so voi :-), poi magari la ricetta tenetevela stretta fino a quando ci saranno delle condizioni atmosferiche idonee alla sua realizzazione perché chiaramente penso anch’io che bisogna esser matti per mettersi a friggere con temperature come queste… :-)

In quanto alla ricetta, beh, si tratta di un piatto giapponese e per una volta qui si che vi basta leggere il suo nome per capire di cosa si tratta: korokké! :-))) Sinceramente, quando si dice che la cucina giapponese è sconosciuta e ingiustamente ridotta ai cliché del sushi & co, beh ecco, si vede che è vero: questi per esempio non li avevo mai visti né sentiti da nessuna parte, eppure esistono, anzi, non corrispondono neanche più di tanto all’idea che uno si potrebbe fare della cucina del Giappone (insomma, è un fritto, non c’è dentro traccia di miso, dashi o qualsiasi cosa etichettata giapponese che sia e non è esattamente leggero come una tempura??!!), anzi, veramente questa ricetta non è storicamente giapponese ma il risultato della croquette francese, ‘importata’ circa un secolo fa :-)

Eppure, ve lo giuro, queste crochette che dentro hanno sapori del tutto occidentali non sono quelle che conosciamo noi, e sono di una bontà, ma di una bontà… Un delirio. L’interno è fatto semplicemente di patate schiacciate mescolate con un idea di carne tritata e cipolla soffritta (anzi quasi quasi che poteva essere ungherese sta ricetta, lol :-), risulta morbidissimo, e fuori, IL tocco che cambia tutto, l’impanatura giapponese, al panko [1], che sarebbero in sostanza dei fiocchi di pane tipo tramezzino. Questi fiocchetti li avevo acquistati ma c’è chi dice che si possono fare anche in casa, frullando la mollica – secca suppongo – dei tramezzini (ci devo provare!!), e davvero vi cambiano il fritto da così a così, costituendo intorno al ripieno una crosticcina eterea e croccantissima, roba da chiedersi come mai possiamo essere così stupidi da usare il pangrattato invece che quella roba lì (beh, facile, la risposta ve la posso anche dare: perché non usiamo il pane da tramezzini come pane base quindi non ci avanza e quidi non ci facciamo il pangrattato :-) Insomma, direi che questa del panko è una nota per più tardi da sottolineare due tre volte con la mattita rossa – sempre per quando non farà più così terribilmente caldo – son convinta possa essere strautile per migliorare qualsiasi cosa impanata e fritta :-)

Korokké

per 10-15 pezzi

patate 500g
cipollotto 1
carne tritata 50g
olio 1cucchiaio
burro 20g
sale & pepe
uovo 1
farina
panko
olio per friggere

Sbucciare le patate e tagliarle a pezzi, poi farle cuocere in acqua bollente. Nel mentre tritare il cipollotto, farlo rinvenire con l’olio poi aggiungere la carne tritata e lasciarla cuocere per un paio di minuti. Salare e pepare e tenere da parte. Scolare le patate, poi riversarle nella pentola, rimettere sul fuoco e farle asciugare, mescolando, per qualche minuto (devono iniziare a disfarsi). Fuori fuoco, schiacciare le patate, aggiungere il burro, la cipolla e la carne tritata. condire con sale & peep, mescolare, poi cone le mani bagnate formare le crochettine, prima di passarle nella farina, l’uovo battuto e il panko. Far friggereper qualche minuto finché non saranno dorate, scolare su della carta da cucina.

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