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Torta di mele in crosta di parmigiano (si, davvero… :-)

Tanto per chiarezza: E un dolce comunque! Un dolce un pochino sulla falsa riga del famoso ‘al contadino non far sapere ecc’, se non che qui invece di pere c’abbiamo messo le mele, e anzi non ho nemmeno inventato nulla perché questa cosa qui si ispira a un dolce anglo-americano che, di là, non stupirebbe nessuno, ovvero l’apple pie con crosta al cheddar. Ovviamente, una volta che ne avevo letto (con un certo stupore, ammetto), questa cosa non poteva che cristallizzare la mia attenzione, e altrettanto ovviamente non potevo non cercare di adattarla un pochino ai prodotti di qui… E chiuderei l’elenco delle motivazioni dicendo che ultimamente mi sento seriamente in vena di mele cotte (e delle volte che ci fosse bisogno di precisarlo, le mele renette [1] usate in questa torta qui confermano alla stragrande la loro infinità superiorità, in quanto ‘mele da essere cotte in un dolce’, rispetto a qualsiasi altro tipo dello stesso frutto) e di dolce dall’apparente fisionomia fra il naif e il retro, dette anche torte-di-nonna-papera, con quel ripieno deliziosamente abbondante di mele, un po’ dolce e un po’ asprigno, che quando ti va bene libera anche un voluttuoso sughino…

Si ma allora, al finale, com’è sta torta al formaggio?? Beh, è interessante, è un po’ una di quei ormai soliti abbinamenti dolce + salato (cfr il caramello salato, il cioccolato con l’olio d’oliva o con la pancetta croccante – che pare ultimamente vada abbastanza di moda… :-) in cui il tanto dolce viene stemperato da un tocco salato e rustico, il che ha per effetto di smorzare un po’ il lato stucchevole del dolce, senza però che diventassi un insieme confusionale, insomma, il sapore del formaggio non sovrasta affatto tutto il resto, dà solo una sfumatura in più. Forse non esattamente quel che mangerei per colazione (anche se…), ma per finire una cena senza cadere nelle solite cose troppo pesanti e monoliticamente dolci, o a sostituzione del formaggio, mi sembra un’ottima idea… :-)

Torta di mele in crosta di parmigiano

per una teglia di 23cm

per la crosta
farina 300g
burro 150g
caciocavallo o provola non stagionata 100g
parmigiano 100g
acqua fredda 6/7 cucchiai
sale mezzo cucchiaino
latte 2 cucchiai

per il ripieno
mele renetta 5/6
zucchero di canna 100g
zucchero semolato 40g
farina 3 cucchiai
succo di limone 1 cucchiaio
sale una presa

Preparare l’impasto: per rimpasti di questo tipo ormai sono irrimediabilmente pigra e uso il foodprocessor (almeno vi eviatate di imbrattare voi stessi e il banco di lavoro con bricciole e tracce unte… :-P), quindi, versare la farina, il sale e i formaggi grossolanamente grattuggiati nel foodprocessor e frullare per 30 secondi / 1 minuti fino a ottenere un insieme omogeneo. Aggiungere poi il burro freddo a pezzettini, frullando ancora (la funzione ‘pulse’ qui è utilissima :-) e aggiungere infine l’acqua, un cucchiaio per volta, sempre frullando fra un’aggiunta e l’altra, finché l’impasto non formerà una palla. A quel punto, dividerla in due, appiattire ogni porzione in un disco di 15 cm di diametro, avvolgere con della pellicola e tenere al fresco per almeno 30 minuti.

Preparare il ripieno: sbucciare le mele, tagliarle a quarti, eliminare il torsolo e tagliare a fettine di 1cm di spessore. Aggiungere poi gli zucchero, il succo di limone, il sale e la farina, e dare una buona mescolata in modo che tutti gli spicchi siano conditi.

Riprendere l’impasto, stendere il primo disco al mattarello (a uno spessore di 2-3mm), sistemarlo nella teglia imburrata e lasciar fuoriuscire i bordi. Riempire con le mele, poi stendere il secondo disco, e sistemarlo sopra le mele. Premere i bordi e ritagliare la pasta in eccesso. Incidere 3 tagli al centro della torta, poi stendere l’avanzo di pasta, volendo, e ritagliarci delle foglioline per decorare la superficie della torta. Spenellare con il latte e infornare a 220° per 20 minuti, poi abassare a 180° e lasciar cuocere per altri 40 minuti. (se la torta si dovesse dorare troppo in fretta, coprirla con un foglio di carta da forno). Lasciar intiepidire a temperatura ambiente prima di servire.

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