
E una prima!! I topinambour, sapevo cos’erano, ma, chissa perché, non li avevo proprio mai cucinati! E così, quando gli ho visti dal mio ‘verdurivendolo’ preferito, al mercato Trieste, … non ci ho più visto!. Giusto per far conoscenza ci ho fatto una zuppa (buonissima: i topinambour hanno un sapore simile a quello del carciofo ma molto più delicato), e vi confesserò che nell’intervallo li ho già ricomprati: aspettano impazienti nel frigorifero, pronti per nuove avventure :-))
topinambour 500g
patate 2
scalogno 1
brodo vegetale
pane 2 fette
salvia 10 foglioline
aglio 2 spicchi
olio d’oliva
Sbucciare i topinambour e le patate e tagliarli a pezzi. Tritare lo scalogno e farlo appassire in una pentola. Aggiungere i topinambour e le patate, far cuocere un paio di minuti e coprire con il brodo. Cuocere a fiamma bassa per mezz’oretta.
Nel frattempo, preparare i crostini: eliminare le croste del pane e ritagliare la mollica a dadini. In una padella, scaldare 3 cucchiai d’olio, aggiungere l’aglio sbucciato e schiacciato, poi il pane e la salvia tagliata a listarelle sottili. Far rosolare finché i crostini diventino dorati, tenere da parte su della carta da cucina. Quando la zuppa sarà pronta, passarla al mixer, rimettere sul fuoco per riscaldarla (aggiungere poco brodo se la zuppa risultasse troppo densa). Versare la zuppa nelle fondine e aggiungere i crostini con la salvia.
15 Commenti a “Zuppa di topinambour con crostini alla salvia”
Torna ad inizio pagina
Torna alla homepage



23 novembre 2005 alle 19:30
j’ai une folle envie de topinambours en ce moment, vivement ta traduction que je file faire cette superbe soupe ! merci ;o)
24 novembre 2005 alle 5:18
Mi sa che fra poco provo anch’io a cucinare i topinambour! Sembra buonissima, questa zuppa!
24 novembre 2005 alle 7:59
Che buona Sigrid….
Settimana delle zuppe!! Con il freddo che fa..A Roma come si sta??
Bene?Qui davvero freddo polare..Volevamo andare a sciare per il ponte dell’otto dicembre…Ma se fa così freddo..Brrrrr…..
W le zuppe!!
,-)
Baci
S
24 novembre 2005 alle 12:52
Le topinambour! Un légume un peu oublié et pourtant si bon!
24 novembre 2005 alle 15:41
Deliziosa ! Eravamo di corsa. Ho tagliato le verdure a pezzi piccoli e in 15 minuti erano cotte. Che bello cenare in tua compagnia ! Bisous. Kat
24 novembre 2005 alle 17:34
Cavoletto!! Ma che bella idea! :)
8 settembre 2006 alle 6:13
Ciao Sigrid,
pensavo di fare un salto al mercato Trieste quando sarà tempo di topinambur… adoro le zuppe!
Potresti dirmi se per mercato Trieste intendi quello coperto vicino via Alessandria o quello vicino via Salaria?- non ricordo bene il nome della strada, sic!
8 settembre 2006 alle 7:20
Ciao Alice! Il mercato Trieste si trova in via chiana, vicino all’incrocio con corso trieste (è coperto e seminterrato)
Io i topinambour li ho sempre comprati li però penso (anzi spero che non abito piu in quella zona!) che si trovino anche altrove…
8 settembre 2006 alle 8:09
Via Chiana, certo! Non riesce proprio ad entrarmi in mente il nome di questa strada, ed ho pure fatto l’università a via Salaria!
Grazie mille per i consigli su Bruxelles e per la celerità nelle risposte.
Appena cambia il tempo mi metterò a caccia di topinambur. :-)
2 marzo 2007 alle 6:16
L’ho provata: brava, è veramente buona!
E poi si fa un figurone presentando una zuppa di topinambour, in Italia secondo me queste radici sono un po’ chic.
Infine i fiori del topinambur, belle margheritone gialle, sono la passione della mia fidanzata… Li va a prendere lungo gli argini della Parma e infiora la casa.
Posso riproporre la ricetta e citarti nel blog dei miei compagni di abbuffate?
2 marzo 2007 alle 6:44
Ma che belli sti fiori! Non li avevo mai visti! Certo che puoi riprendere la ricetta dove ti pare, figurati! :-)
3 marzo 2007 alle 11:05
Eppure sono comunissimi in campagna e alle periferie delle città, dove c’è umidità, fiumiciattoli…
Ciao!
16 novembre 2007 alle 14:53
[...] ricetta l’ho presa qui, ho solo aggiunto un po’ di latte e un pizzico di paprika [...]
15 dicembre 2007 alle 2:52
La ricetta mi ha subito incuriosita e infatti il topinambour è stata una piacevole scoperta, ma se posso permettermi io ho timidamente aggiunto dei porcini secchi -precedentemente fatti ammollare in acqua calda- ma solo dopo aver frullato il tutto: trovo che la forma intera del porcino sia molto gustosa, e posso dire che non ci stava niente male.
4 settembre 2008 alle 10:06
Chic, sì, ma non da molto. Il topinambour è un must della poverissima e popolare bagna caoda, in Piemonte, con il cardo gobbo…