
Non ho resistito :-) C’è chi dice che il dulce di leche è la cosa più libidonosa al mondo, personalmente lo trovo un po’ troppo (è un eufemismo!) dolce però ecco, dopo un vecchio esperimento parigino di dulce fatto in casa con la scatoletta di latte concentrato zuccherato (senza aprirla, basta togliere l’etichetta e farla bollire immersa in acqua per circa 2 ore, risultato sorprendentemente simile al dulce che si compra in barattolo), non potevo non provare la ricetta di dulce di leche che Patrizia B, nostra commentatrice esperta ès cosas argentinas, ha lasciato qualche giorno fa, partendo non da scatolame vario ma dal latte fresco (che devo ddi’, è il mio lato ‘piccola chimica’ che ogni tanto prende il sopravvento… :-).
La ricetta, appunto, ve l’incollo:

Due tre note a margine:
- Il risultato, rispetto a come conoscevo il dulce di leche in barattolo, è troppo lento. Sarà per via di quella storia che se fai cuocere toppo l’insieme cristallizza, poco dopo aver visto apparire le ’strisce’ in fondo (leggere la ricetta) alla pentola, ho spento tutto. E evidentemente poteva stare un altro pochino. A meno che ovviamente non si arrivi mai a una crema densa e spalmabile come quella industiale (o come quella che si fa col latte condensato..).
- La vaniglia poi forse non la aggiungerei, o comunque meno, il mio dulce sa moltissimissimo di vaniglia, è too much missà.
- Infine, se ci provate, prevedete una pentola capiente, essendo solo un litro di latte ho iniziato con una pentola media, solo che dopo l’aggiunta di bicarbonato il liquido si gonfia tantissimo (e ho dovuto cambiare pentola di corsa :-) Insomma, oggi workshop sul dulce di leche – chi ce l’ha altri suggerimenti, dritte e consigli per un risultato migliore? (non che fosse cattivo mo questo eh, non fraintendiamo :-))
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Categorie: conserve, marmellata, mondo
Scritto da Sigrid giovedì 6 marzo 2008
108 Commenti a “Dulce de leche copia & incolla”
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6 marzo 2008 alle 12:11
…hum….il mio consiglio è tornare alla scatoletta di nestlé: perché fare complicato quando si può fare semplice?????
6 marzo 2008 alle 12:16
Ha ragione la strega, basta cose fatte artigianalmente! Di riflesso il primo megacavolettoraduno lo facciamo da MCDONALD!
Piu’ cibo finto per tutti
Giu
6 marzo 2008 alle 12:22
IO LO FACCIO SPESSO!La ricetta me l’ha data la prof argentina all’università.Non ci metto la vaniglia metto 3/3 di latte e 1/3 di zucchero..le parti le faccio con bicchiere del frullatore a seconda di quanto voglio farne. Quando bolle aggiungo il cucchiaino di bicarbonato ma fin dall’inizio uso una pentola alta e il bicarbonato lo aggiungo lontano dal fuoco. poi per vedere se è pronto faccio seplicemente la prova del piattino come la marmellata.
Ps: rispondo a chi dice percvhè fare così tanta fatica quando c’è la nestlè..beh anche le lasagne uno le può comprare surgelate ma non è la stessa cosa!!;-P
6 marzo 2008 alle 12:27
che c’entra? io non sono né per le marche né per i prodotti industriali/surgelati ma per certi prodotti non mi verrebbe mai in mente di farli in casa (poi certo dipende anche dal tempo che uno ha a disposizione). Qualcuno ha mai fatto la nutella in casa???
6 marzo 2008 alle 12:36
ehem… io ho provato a fare la nutella in casa. Giuro, non lo farò mai più… (però poi me la sono mangiata tutta…)
6 marzo 2008 alle 12:36
la nutella fatta in casa? e dova la metti l’importanza del barattolo….l’apertura della capsula bianca…..e poi quella pellicolina argentata che mentre la togli già ti lecchi i baffi!
6 marzo 2008 alle 12:39
ciao, beh si, io la nutella quando mi va e posso me la faccio in casa. Sono affezionata al gusto della nutella “doc” e la compro anche qualche volta, ma ti garantisco che si fa in casa una ottima crema al cioccolato e nocciole che certamente ha un sapore più artigianale e non ha conservanti, addensanti, coloranti…. continuo? tanta simpatia a tutte
6 marzo 2008 alle 12:42
io!… ci sto lavorando (alla nutella in casa, ed un esperimento dopo l’altro stanno pure uscendo cose interessati…).
per quanto riguarda il dulce, questa la mia ricetta (anzi, di mia “suocera”, original argentina):
INGREDIENTES
4 litros de leche (de vaca)
1 kilogramo de azucar (blanca)
1/2 cucharadita de bicarbonato de sodio (da color y espesa el dulce)
Esencia de vainilla (poco)
Colocar todos los ingredientes en un recipiente grande, preferentemente de cobre o aluminio, y cocinarlo con fuego fuerte, revolviendo con cuchara de madera para que no se pegue.
Cuando tome color (marron claro) y este espesandose se baja el fuego al minimo y se sigue cocinando, tomando la precaucion de revolverlo de vez en cuando para que no se queme y no se pegue. Una vez que este a punto ( no corre) se retira del fuego.
Se coloca el recipiente sobre agua fria y se continua revolviendo un rato, esto hace que el dulce espese mas aun.
Dejar enfriar, y una vez frio se puede almacenar en frascos de vidrio con tapa y se puede guardar en la heladera.
Puede utilizarse para relleno de tortas o crepes, acompañar flanes o ensaladas de fruta o bien comerlo solo si se es muy goloso.
Anche a me è venuto un po’ lento, ma credo che sia solo una questione di “occhio” con la cottura….per quanto riguarda il mescolare…beh, io uso un trucco di almeno tre generazioni argentine fa: biglia di vetro (assolutamente solo vetro, niente cosette colorate dentro) nella marmellata, dall’inizio alla fine. e qualche volta una giratina a mano!
ciao!
6 marzo 2008 alle 12:48
Scusate l’ignoranza, ma il dulce de leche, come si mangia? Freddo? Che consistenza deve avere?
E’ una salsa alla quale possiamo abbinare, chessò, frutta o altro? Mi sembra una confettura di latte…
l’idea però mi stuzzica!
6 marzo 2008 alle 12:55
Rossella grazie, mi hai già risposto tu, o meglio la suocera.
6 marzo 2008 alle 12:57
esattamente, una confettura di latte: ognuno fa la marmellata con quello che ha più a disposizione, credo, tipo noi le arance gli argentini le mucche…loro la usano nelle torte o negli alfajoeres de maicena (ne ha parlato patricia b. qualche gg fa), oppure con la banana tagliata a pezzi (sigrid sviene…)
6 marzo 2008 alle 13:00
scusa ma che ci fai con la pallina di vetro non capisco…. anch’io ho fatto il dulce de leche
(con il latte fresco)e mia madre che è la mia cavia, si è leccata i baffi……
6 marzo 2008 alle 13:00
Io il dulce de leche lo adoro, anche se effettivamente non ho mai provato a farlo perché la preparazione mi ha sempre un po’ scoraggiato…
mangio una cucchiaiata virtuale del tuo!;-)
Marina
6 marzo 2008 alle 13:05
beh, lei (la pallina) gira sul fondo, impedendo che il latte si attacchi, e considerando che i tempi di cottora si aggirano tra 1 e 2 ore…
(ovviamente funziona solo con una marmellta il cui ingrediente primario e così liquido, ovvero, credo, solo questa).
e poi sì, ovviamente a fine cottura va tolta….
:-)
6 marzo 2008 alle 13:05
@cinzia hai ragione da vendere……è che il tempo certe volte manca proprio!
6 marzo 2008 alle 13:24
caro cavoletto, stavolta non hai consultato la regina del dulce de leche: daniela di calmeetcacao.blogspot.com.
vai a farti un giro.
tua affezionatissima fan
6 marzo 2008 alle 13:57
Secondo me dipende se il gioco vale la candela. Mi spiego: se quel piatto ti piace da impazzire e fatto in casa non è solo più salutare ma molto più buono del prodotto bell’e fatto allora (e ve lo dice una donna con marito+ figli + lavoro a tempo pieno 6 gg su 7 e niente domestica) riesci a scovare , ogni tanto, anche le ore necessarie a prepararlo. Poi ci sono cose che è meglio lasciar fare agli specialisti (magari artigiani), che richiedono un sacco di fatica di tempo e un attrezzatura “professionale” e quindi fatti in casa non ti riusciranno mai così buoni. Perchè rinunciare ai tantissimi pregi della cucina casalinga, un’arte sopraffina con cui si tramandano le ricette delle ns. ave , che ti permette di improvvisare, inventare, magari in poco tempo, meravigliosi e sani piatti con quello che ci ritroviamo in dispensa/frigo? Trovo stupido tentare di scimmiottare chef e pasticcieri professionisti
6 marzo 2008 alle 14:15
@ la strega di biancaneve: Io! io! io! ho fatto la nutella in casa!!! Vegan però vale lo stesso!?!?!? Ho fatto anche il latte di riso in casa (più economico e so quello che c’è dentro!!!)
6 marzo 2008 alle 14:20
Gulp!!!! qua si scoprono un sacco di plagiatori clandestini di nutella…!!!!
6 marzo 2008 alle 14:36
@biscotto all’amarena ma sei wonder women?
6 marzo 2008 alle 14:38
Il dulce de leche, che a casa mia si e’ sempre chiamato “marmellata di mou”, perche’ mia madre e mia zia chissa’ dove pescarono la ricetta, io l’ho sempre fatto solo con latte e zucchero, senza bicarbonato ne’ vaniglia. Non so a cosa possa servire, il bicarbonato, anzi ve lo chiedo: a cosa serve l’aggiunta del bicarbonato??
Il perche’ farselo partendo dal latte fresco anziche’ dalla lattina di latte condensato, sta tutto nel sapore: quello con la lattina e’ buonissimo, ma non c’e’ paragone con quello fatto a partire dal fresco, che secondo me e’ molto piu’ buono.
6 marzo 2008 alle 14:38
scusatemi due domande:
1 come fa a venire di quel colore?
2 per baccello di semini di vaniglia si intende la stecca?
grazie
6 marzo 2008 alle 14:43
…il dulce de leche mi fa accapponare la pelle e legare i denti solo al pensiero…poi mi ricorda qualcosa del film Bulli & Pupe e questo peggiora la faccenda…poi nel portaoggetti qui davanti ho solo caramelle alla menta…avreste mica sottomano una ricetta con la pasta d’acciughe marca Triglia?
6 marzo 2008 alle 15:16
Adoro il dulce de leche negli alfajores… Da solo mi dice poco o nulla, ne ho un vasetto in frigo, stasera mi sa che finisce tutto in muffins!
6 marzo 2008 alle 15:23
@dana: io non so a cosa serve il bicarbonato ma quella volta la mia prof argentina si era tanto raccomandata di metterlo,boh forse fa qualche reazione per cui si addensa
@benedetta: viene di quel colore un pò alla volta e credo dipenda dal fatto che lo zucchero si trasforma in caramello.
ps: a me piace da morire spalmato sui crackers salati in superficie..fa un pò di contrasto ma è delizioso
6 marzo 2008 alle 15:26
mi pare che come la suddetta nutella sto dulce de nestlé ognuno se lo spalma dove più gli piace…
6 marzo 2008 alle 15:26
Il Mou si fa allo stesso modo, ma usando la panna al posto del latte, viene molto più denso e se lo lasci in frigo diventa proprio de legno :)
6 marzo 2008 alle 15:32
A proposito di “fatiche” in casa ho appena postato una crema golosa http://saleepepequantobasta.blogspot.com/2008/03/piccoli-cucchiai-golosi.html
ovvero una crema al cioccolato da mangiare a cucchiaiate, trovo speciale farsi queste cosine in casa e poi è come un piccolo miracolo quando da un prodotto ne ottieni un altro semplicemente cuocendo e mescolando
6 marzo 2008 alle 15:39
@strega: capisco, io l’ho pero voluto fare col latte inanzitutto per vedere come si ‘creava’ sta cosa marmellatosa, eppoi perché in effeti col latte fresco, per forza, ha un altro sapore e per di più sai abbastanza precisamente cosi ci metti dentro (hum, vabbe :-). La nutella invece, a parte che mi piace ancora meno dal dulce, ma proprio tanto meno, mi sembra una cosa industrialissima, pure a me è capitato, non di farla ma di assaggiare una crema cioccolato e nocciola artigianale, è un’altro mondo, infinitamentepiù buono pure :-) (ma vabbe, so’ gusti :-)
@linda & rossella: grazie! non mi resta che… rifala?! :-)
@isabella: vado a vedere!!! ;-)
@biscotto: bah, no, io non la vedo così :-) Cioè, non credo sia questione di scimiottare nessuno, certo, il tempo è spesso un problema (per dire, io sta cosa qui sono stata a girarla fra le 22h30 e le 00h30, circa, andando dal computer alla pentola e dalla pentola al computer, ma in finis, e vale un po’ per tutto, anche per cose laboriose come croissants & co, se puoi anche le cose complicate sono belle da fare, un po’ perché ci impari, un po’ perché è divertente, un po’ perché comunque ciò che si fa in casa, semplice o complicato che sia, ha un sapore del tutto diverso (e nel caso del croissant, beh, quello fatto da se di certo non è il miglior croissant di parigino ma è parecchio più buono – e sano – del 90% dei cornetti romani fatti da ‘professionisti della professione’, ahum :-P)
@rondinella: pasta d’acciuga marca triglia? e che è?? :-)
@manuela: me la dai la ricettaaaa????? :-D
6 marzo 2008 alle 16:05
sì anch’io voglio la ricetta del mou!! ^_^
Quando ero piccolina mia nonna (sfizera!) lo faceva. Ma non ricordo gli ingredienti, ricordo solo il latte condensato e il burro forse…. e poi il momento che lo versava su un bancone di marmo a raffreddare. Poi una volta indurito lo tagliava a quadrotti e… voilà delle ottime caramelle per nipotini voraci!
Erano squisite!!
6 marzo 2008 alle 16:11
non pensavo ci fosse qualcuno a cui non piace la nutella, io la trovo semplicemente divina…sarà industrialissima ma il suo gusto è unico ed è buona per questo. ciaoo
6 marzo 2008 alle 16:21
@sigrid: la pasta d’acciughe marca triglia è come il dulce de leche della nestlè. Solo che in questo caso si maltrattano delle acciughe e poi si mettono in tubetto, che poi si strizza. Se sei un tipo distratto ti può succedere, magari al ritorno dal mare, che la scambi per dentifricio e ti ci lavi i denti…ma anche in quel caso la preferisco al dulce de leche!!!!!!!:-(
6 marzo 2008 alle 16:37
p.s. leggo che il dulce de leche industriale lo lo bollivi scatola e tutto: non ti consiglio di bollire la pasta d’acciughe
6 marzo 2008 alle 16:45
Sigrid, ma tu leggi nel pensiero?? Quando ho trovato il blog a ottobre cercando la ricetta della torta di zucca, sono rimasta folgorata dal post sulla ratatouille di Ratatouille…che appunto mi ero chiesta come si facesse! E ieri, leggendo il post di Patricia B. sugli alfajores con il dulce de leche mi è venuta voglia di cercare una ricetta per farlo in casa e riempirci i biscottini…ed eccola qua!
La ricetta della mou, la voglio ASSOLUTAMENTE!Io adoro le caramelle mou…e poi l’immagine amarcord di Cristallina con i nipotini che guardano la nonna fare le mou sul piano di marmo è bellissima e “dolcissima”
Neanche io sono amante della Nutella…
6 marzo 2008 alle 17:00
@Sigrid, ma come sei caariinnaaaa!!! l’ho hai fatto!!!, cercavo da te i falafel da fare domani e …gran bella foto!!!; comunque il dulce de leche E’ un pò troppo ma vedo dalla foto che è venuto bene, se lo metti in frigo dentro un barattolo chiuso, in 3-4 ore dovrebbe avere la consistenza giusta, tienilo là in atesa de los alfajores, (quando vuoi la ricetta me lo dici) così lo provi nel modo più giusto.
Proprio l’altro giorno ho fatto il dulce senza bicarbonato ( per provare ad eliminare dell’aria all’interno), ed è venuto consistente (quasi duro) ma di un color beige e comunque, non buono come quello da ricetta, insomma, ci vuole.
Invece los polverones (credo che si chiamino polvorones, ma ormai la mia memoria è in calo…) sono una specie di biscottone, sempre rotondo ma di 2 cm di spessore (alfajores 4 mm) glassato e spolverato con zucchero a velo, infatti (da qui il nome) fa un polverone di zucchero quando lo mordi (cosa alquanto impegnativa, mai mangiarli con il dolcevita nero…), si fanno con le mandorle e con le noci se non ricordo male, mah… a me non piacevano.
Riguardo la nutella, condivido quello che dici tu, l’ho assaggiata a Torino da una signora che la fa in modo artigianale con nocciole del piemonte ecc, E’ UN ALTRO MONDO!!!
ciao cara, buon lavoro!!
@Rossella: sei un mito!!
Saluti a tutti
Patricia
p.s. Sigrid: secondo te ci vuole proprio il termometro per fare i macaron oppure esiste una ricetta che non lo utilizza?? sarà il mio prossimo intento…
6 marzo 2008 alle 17:11
ancora nn sn iscritta, ma sn fedele da almeno un annetto al cavoletto… e… ho fatto tesoro di molte molte molte ricette… e la dulce l’ho fatta anch’io una volta perchè la adoro, ed è venuta meravigliosa, solo che è finita subito, senza vaniglia, e… siccome sn amantissima della nutella, pls potreste darmi la ricetta di quella fatta in casa, che in un accesso di pazzia potrei anche mettermi a fare? (per la gioia di mio marito che adora quando faccio queste cose, pane etc… essendo cresciuto all’oscuro dell’esistenza dei surgelati e affini)
6 marzo 2008 alle 17:11
Sigrid, c’è qualcosa di belga sul mio blog, vai a dare un’occhiata:
lefrancbuveur.blogspot.com
6 marzo 2008 alle 17:24
Il dulche de leche va assolutamente sul gelato al fiordilatte… che poi è una ricetta utilizzata anche dai famosi Haagen-dazs (www.haagen-dazs.com/products/product.aspx?id=73). Ciao da una new entry
6 marzo 2008 alle 17:26
@Giù: Tricatel a te!
@La strega di biancaneve: va be’ che sei una strega, ma fai uno sforzo dai, la Nestlé è una delle multinazionali più cattive del mondo, se non LA più cattiva del mondo…
6 marzo 2008 alle 17:28
Per il dulce de leche io aggiungo un piccolo elemento, faccio andare il latte con uno/due cucchiani di amido di mais per redenrlo un pò più denso ed elastico e dopo 2 minuti circa aggiungo lo zucchero e infine il bicarbonato!
6 marzo 2008 alle 18:02
@Derfel anche io avevo questa versione con l’amido ma senza bicarbonato e, come raccontato a Patricia, ho ottenuto solo una grossa caramella dura! proverò la sua ricetta :-)
6 marzo 2008 alle 18:29
a qualcuno sembrera’ poco ortodosso pero’ pare che con la pentola a pressione sia una passeggiata… http://forum.alfemminile.com/forum/F179/__f1330_r3761_F179-dulce-de-leche-dolce-di-latte.html
6 marzo 2008 alle 18:37
io ho fatto il dulce di leche con la ricetta postata qui http://pasticcincucina.iobloggo.com/archive.php?eid=6
e la consistenza è un po come quella della nutella, ne sono rimasta abbastanza soddisfatta anche se voglio provare ad usare il latte condensato.
Non so cosa mi fa venire di più l’acquolina in bocca, se le tue foto o le tue ricette, complimenti!
6 marzo 2008 alle 18:40
…sigriiiiiiiiiiiiid!…
….il dulce de leche lo faro’ perche’ me ne innamorai dopo essere stato in argentina……
… a questo punto, pero’.. un suggerimento ovvio…..
…LA NUTELLA FATTA IN CASA DOVE LA METTIAMO..???
..estesa ricerca su diversi motori internet ha dato esiti negativi .. non c’e’ nessuna ricetta, ne’ dell’ originale, ne’ di imitazioni…
..gia’ siamo tutti sigrid-addicts.. se ci dessi anche la nutella incominceremo a costruire piccoli altari in cucina a santa cavoletta… il tappo bianco possiamo sempre aggiungerlo dopo….
baci nocciolatosi….
6 marzo 2008 alle 20:19
A tester pour changer du caramel au beurre salé!
6 marzo 2008 alle 20:53
la nutella è molto meno industriale di quanto si pensi.. io abito abbastanza vicino alla ferrero (30 km) e so per certo che, a parte i controlli rigorosissimi ecc ecc, in tutte queste preparazioni gli ingredienti “sono quelli”! ad esempio in zona fanno loro il prezzo delle nocciole di cortemilia (tonda delle langhe). ed accanto allo stabilimento il profumo di nocciole tostate si fa insostenibile. poi ovvio, un minimo di conservanti credo siano obbligatori per evitare muffe varie, ma che c’è di più delizioso del “pucciare” il cucchiaino nel barattolo? :)
6 marzo 2008 alle 21:47
@alemu
..si potrebbe sempre conservare la nutella fatta in casa in un barattolo, magari il piu’ grande, usato, dove ci sia stata la stessa commerciale… cosi’ ricicli, sai che caspita c’hai messo dentro e non ti togli il piacere di ‘pucciare’, che come torinese gianduioso, capisco profondamente… le muffe non sarebbero un problema, perche’ la nutella fatta in casa non sopravviverebbe cosi’ a lungo….
6 marzo 2008 alle 22:53
E’ il mio primo intervento per cui saluto tutti.
In realtà è parecchio che leggo e avrei continuato a stare alla finestra se non si fosse tirata in ballo la Nutella.
Credo che un palato un minimo educato non possa non capire quanto è cattiva. Se poi non ci si arriva con gusto, allora basta leggere gli ingredienti:
zucchero, oli vegetali, nocciole (13%), cacao magro, latte scremato in polvere (5%), lattosio, siero del latte in polvere, emulsionante: lecitina di soia, aromi
Quindi oltre allo zucchero l’ingrediente principale sono meglio non specificati “oli vegetali”.
Sono proprio questi oli vegetali che ne fanno un prodotto ruffiano al palato, oltre che economico.
E non è questione di industriale o meno, non sono contro i prodotti industriali a priori. Un prodotto analogo come la Crema Novi, pur se anch’esso industriale è, a mio avviso un buon prodotto, basta guardare gli ingredienti:
nocciole (45%), zucchero, cacao magro (9%), latte scremato in polvere (5%), burro di cacao, emulsionante lecitina, aromi
Credo non cia bisogno di commenti.
6 marzo 2008 alle 23:21
Non avevo mai pensato di fare la nutella in casa! E proprio perchè sono troppo una golosa curiosa che chiedo a cinzia, rossella e a chi ci ha provato/è riuscito : come si fa?? Mi è venuta voglia di tentarci anch’io…!
7 marzo 2008 alle 1:12
mi linciate se lo dico? NNOOOOOO!
MA SEMBRA CERETTA!!!!!!!!!!!!!
:)
7 marzo 2008 alle 1:15
Ciao, ho una sorella che vive in Brasile da quasi vent’anni, che ogni tanto vado a trovare. Lì lo chiamano dulce de leite (è portoghese) e, come in gran parte dell’America latina, è molto “mangiato”. Qualcuno chiedeva con cosa. Lo mettono sul gelato, sulle torte, sul pane…lo mangiano anche a cucchiaiate da solo (i più golosi!), oppure anche sui formaggi freschi, che in effetti è un ottimo abbinamento. Come noi li accompagniamo a marmellate o mostarde. Qui da noi volendo lo si trova, mi sembra che anche al supermercato ci sia il “muccarella” o qualcosa del genere. Io, però, me lo faccio ogni tanto facendo bollire la lattina per 40 minuti. E’ facile, il problema è che sa sempre un po’ troppo di latte codensato, perciò credo tenterò qualche ricetta letta qua. Magari aggiungendo altri ingredienti. In Brasile e probabilmente anche altrove se ne trovano con frutta secca, tipo prugne o albicocche, oppure con vari tipi di noci. Sono deliziosi!
7 marzo 2008 alle 1:16
Mi scusi, cara Sigrid. Infatti il colore e troppo scuro e la consistenza troppo liquida… mi sembra piu del caramello…
Il dulce de leche in Argentina e nel Cile si utilizza tanto. Si tratta infatti dell’ingrediente piu amato nella pasticceria del Cono Sud (Uruguay, Argentina e Cile). Si mangia freddo proprio come la crema pasticciera, ma anche tiepido per accompagnare gelati. Va anche tiepido per farcire le crespelle (panqueques celestinos nel Cile)… troppo buone!
7 marzo 2008 alle 6:11
Ha ragione Daziano… nella foto sembra troppo scuro e troppo liquido… sarà che ora ho più tempo ma il dulce de leche continuo a farlo alla vecchia maniera… rigirando il latte, lo zucchero, il bacello e bicarbonato alla vecchia maniera… girando con il cucchiaio di legno prima di tanto in tanto e alla fine senza sosta… il colore finale è nocciola ed è denso da spalmare…ma ovviamente sono gusti… recuperai la ricetta qualche anno fa’ in un forum… ancora oggi, quando lo faccio, ringrazio Mimma per la ricetta…
Adesso vi voglio fare un regalo: ho scoperto questo sito http://www.marchecommerciali.it … io che sono una che spende quintalate di soldi per il cibo, penso che comincerò a farmi più furba!
7 marzo 2008 alle 6:42
@robi
..ma che linciaggio? ..al massimo ti si sculaccia…. ma sai cosa vuol dire per un piemontese insultargli la nutella, dandole della ceretta? … a casa mia la nutella non era permessa, come topolino prima e diabolik dopo… per cui sia la nutella che topolino.. e piu’ tardi diabolik io me li amdavo a prendere da mio cugino e mia zia che erano di vedute piu’ aperte, il sabato e domenica quando s’andava tutti in campagna… ed e’ rimasta una delle cose dolci della mia infanzia come le pere cotte nel vino e poi caramellate, le pesche ripiene e le paste (le bignole) di galup, a pinerolo….
…comunque anche le cere hanno i loro pregi.. mai mangiato il miele vergine con ancora i granuli di polline, propoli e cera? ..forse batte la nutella e il dulce de leche.. ;-P
7 marzo 2008 alle 7:15
@Sigrid: Sito nuovo!!! ma complimenti!!! adoro le tue foto, mi sembra di vedere lo stile di Petrina o meglio, Beatrice Peltre. Qual è il tuo fotografo preferito? non solo di cibo… Complimenti di nuovo. Adesso si capisce perche tanto occupata….
Vado a svegliare i bimbi. Buona giornata a tutti,
Patricia
7 marzo 2008 alle 8:44
Salut Sigrid ! Variante à ton expérimentation parisienne, que m’a livrée une copine portugaise : mettre la boîte de lait concentré sucré dans une machine à 90°… résultat garanti ! Un endroit où manger des crêpes au dulce de leche à Bruxelles : Mi-Tango (http://www.resto.be/ware/details.jsp?businessid=5039)
7 marzo 2008 alle 9:03
@ Capolinodalpentolino
Ma io intendevo quello nella foto!
No, la nutella non sembra affatto ceretta, ma questo dulce de leche, si!
:)
@ Sigrid
Sito ottimo, direi. Le foto scorrrono e sono fantasticamente divise in modo logico!
WOWOW
r
7 marzo 2008 alle 9:04
@capoccionenelpentolino.. la ceretta di robi non credo proprio si riferisse alla nutella bensì al blob della foto ;-)))!
@ a tutti i detrattori della nutella: la nutella non è solo un alimento, è un mito, un culto e un rito indipendentemente dalle schifezze che ci sono dentro e i fedeli seguaci lo sanno bene! Tutte le altre saranno ottime creme al cioccolato ma non saranno MAI nutella!
Ecco.
baci mattutini
7 marzo 2008 alle 9:10
@) Robi: che telepatia!!!!!
7 marzo 2008 alle 10:02
@robiciattola
hai visto il film caramel?
7 marzo 2008 alle 10:06
Ed entro nel discorso un po’ a cavoletto, come si dice… forse dovremmo cominciare a separare il concetto di “sapore antico” della Nutella, che ci ricorda la nostra infanzia, la mamma che quando era in buona comprava il barattolino e ci dava la fetta di pane spalmata.
Industriale è quel prodotto che dove lo compri lo compri, il sapore non cambia mai.
Mai stati a Londra, a Parigi, a Roma? L’odore di Mac Donald è sempre lo stesso.
Buondì a tutti.
7 marzo 2008 alle 10:45
scusate l’ignoranza, ma che è sta prova della marmellata nel piatto? non l’ho mai mangiato perciò mi chiedo cos’è quella colatura del bicchiere nella foto di sigrid…marmellata, dulce de leche o caramello? Scusate di nuovo, ma mi sento un pò confusa!
p.s. Non so perchè ma il dolce di latte mi ricorda il bianco mangiare, c’è una somiglianza????
7 marzo 2008 alle 10:45
Per chi mastica un pò l’inglese su questo blog ho trovato un paio di ricette x la homemade Nutella:
http://www.sugoodsweets.com/blog/2005/12/nutella/
(a parer mio la nutella è una gran porcata, basta leggere gli ingredienti x l’appunto, ma è anche gran buona!:)
7 marzo 2008 alle 10:56
@Sigrid: bellissimo il sito con le foto! in particolare c’e’ una pera avvolta in qualcosa (sfoglia?) che e’ particolarmente interessante (bella e appetitosa): non e’ che si potrebbe avere qualche dettaglio in piu’, tipo la ricetta???
7 marzo 2008 alle 12:13
io lo faccio sempre con la scatoletta di latte condensato (non ricordo la marca), sono d’accordo con la strega di biancaneve, se il risultato è buono perche complicarsi la vita? se trovate la ricetta perfetta della crema di nocciole fatemi sapere.. io intanto continuo a mangiare la nutella
7 marzo 2008 alle 12:29
@ la strega
:) già
@ eli
Visto visto… tutto quel caramello per fare la ceretta!!! Tra l’altro, secondo me, fa malissimo, dev’essere una cosa/composto di tradizione che però non è proprio ad hoc per la pelle. secondo me strappa un mucchio!
che dolore! Possiamo provare con dulce de leche!
:)
r
7 marzo 2008 alle 13:00
Mah, dunque… per il Mou, 200gr di zucchero e 200 di panna… (è il rapporto che conta, ma siccome sono goloso, meglio abbondare… :) )
fai caramellare lo zucchero sul fuoco, nel frattempo scaldi la panna e quando vedi che lo zucchero ha preso un colore ambrato, versi la panna nel recipiente dove cuoce lo zucchero e giri, giri, giri… per 2-3 minuti, deve prendere il colore delle famose caramelle, poi togli dal fuoco, continui a girare per qualche minuto e lasci raffreddare. Viene più simile al Dulce De Leche che al Mou, però è molto molto denso e il sapore di latte è + pungente.
ATTENZIONE: la panna quando viene scaldata fa le bolle e aumenta di volume…
7 marzo 2008 alle 13:52
@ manuele: devo provaaaaareeeeee… :-))
@roby: eddaaaaaai, la ceretta mo’!!! ;-DD
@orty: esattamente, è una pera cruda, sbucciata e lasciata intera, avvolta in striscioline di pasta sfoglia poi cotta al forno. Davvero tutto qui! :-)
ps: ma sai che ci avevo pure pensato, alla pentola a pressione?! solo che avevo paura di non azzeccare il momento giusto in cui fermare la cottura… :-)
@luvaz: dunque, si chiama dulce di leche ed è in sostanza una marmellata di latte, solo che apunto come consistenza dovrebbe essere un pochino più vicina alla nutella che non al caramello. Comunque, è una crema che si spalma (laddove abbiate voglia di spalmarla, che viddevvo ddi’ :-)))
@simona: ma infatti lo penso pure io che gran parte dello ‘charme’ della nutella sta nel fatto che sia una ‘cosa d’infanzia’, siccome io invece sono cresciuta ad ovomaltina e marmellata, beh, la nutella non mi dice nulla :-DD
@patricia B: grazie :-) In realtà, non credo che le mie cose siano tanto simili a quelle di Beatrice che ha un notevole pallino per lo styling e tende ad ‘arredare’ molto di più le sue foto. Con risultati bellissimi, sia chiaro, è solo che io su quello sono molto più minimal, mi pare :-)
Comunque, i miei fotografi preferiti, sempre in tema cibo, sono senz’altro Con Poulos, Mikkel Vang, Isabelle Rosenbaum e Akiko Ida, se guardi nella pagina ‘links’ del blog, sotto ‘fotografia’, li trovi tutti, e anche altri :-)
@kiara & daziano: eh infatti, è quello che dicevo pure io, che era liquido e diverso, per il colore, il sapore è abbastanza simile, da come lo conoscevo io. Devo dire pero che mo’ che il dulce ha passato la nottata al frigo si è seriamente rappreso :-)
@patata: eh infatti… La crema noi non l’ho mai assaggiata però, quasi quasi, per curiosità… :-)
7 marzo 2008 alle 13:55
Le caramella muo sono una ricetta tradizionale svizzera e sono chiamate, a seconda della regione, Nidletäfeli o Karamel Zältli. La ricetta vera è questa:4dl di panna (da montare), 1,5 dl di latte condensato zuccherato, 70 g di burro, 500 g di zucchero. Si mettono tutti gli ingredienti in una pentola sul fuoco a temperatura media per ca. 1 ora. fino ad ottenere una massa dorata e densa. Mescolare spesso. Versare la massa su una teglia passata sotto l’acqua fredda e lasciar raffreddare fino a quando, toccandola con un dito, la massa non cede. Bagnare un coltello sotto l’acqua fredda e tagliare a quadratini o rombi. (Perdonate l’italiano ma ho fatto una traduzione volante dal tedesco..) ;-)
7 marzo 2008 alle 14:04
Anto TI A-M-O!
E’ da secoli che cerco la ricetta delle caramelle mou che mi faceva mia nonna Vreni quando ero piccola!!!
Visti gli ingredienti (ricordavo burro e latte condensato) sembra proprio questa!!!
Grazieeeee
Cristina
7 marzo 2008 alle 14:18
@Cristallina Figurati. Mi fa molto piacere. Ho dimenticato di specificare che ne vengono ca. 70 pezzi quindi attenzione al pancino!!
7 marzo 2008 alle 17:48
Io ho un segreto per preparare in tranquillità il dulce de leche che mi è stato insegnato da un amico argentino.
Durante la cottura, per non stare a mescolare di continuo (ed evitare che il composto si gonfi troppo) basta mettere nella pentola due biglie di vetro. Furbo, no?
Ciao a tutti e soprattutto al mitico cavoletto.
7 marzo 2008 alle 17:58
emh, sorry, vedo che il segreto delle biglie era già stato svelato…
7 marzo 2008 alle 18:05
Il dulce de leche io lo mangio al ristorante argentino in una strepitosa millefoglie con panna e fragole oppure sopra i pancake…una roba che ti viene il diabete solo a pensarci. Ma l’ho sempre comprato belle che fatto…magari proverò a farlo da me sperando che non si attacchi alla pentola! Invece possiamo tornare un secondo sul discorso della ricetta della Nutella artigianale?? ;-)
8 marzo 2008 alle 0:45
@sigrid
Se non provi non sai…
Scusa l’irruenza dell’entrèe, prometto che le “portate” successive saranno più soft :-)
E’ che certi giorni girano più del solito, quando ad esempio alla cassa tuo figlio vede l’espositore degli ovetti kinder e…
Comunque la nutella è una schifezza a prescindere.
8 marzo 2008 alle 11:27
Vedi quanti commenti raccoglie questa delizia!? Non poteva mancare il mio, sto raccogliendo tutte le versioni del dulce de leche e tutti i suggerimenti, i tuoi sono preziosi!! Elga
8 marzo 2008 alle 15:57
l’ho fatto con la pentola a pressione partendo da latte condensato già zuccherato: colore e consistenza sono quelli del mou ma il sapore è vagamente “formaggioso”… perchè?? qualcun altro ci ha provato??
8 marzo 2008 alle 23:18
L’h fatto con la ricetta di Patricia B ed è venuto perfetto: proprio come l’originale!! Grazie Patricia!!!
9 marzo 2008 alle 8:42
@Daniela: ma figurati!! un piacere!!, mettilo in frigo e sarà ancora meglio.
Buona Domenica:)
Patricia
9 marzo 2008 alle 14:00
sì sì è già in frigo… mi faccio la mai dose due volte al giorno ;)
la prossima volta provo gli alfajores! Buona Domenica anche a te!
10 marzo 2008 alle 12:45
non è pericoloso mettere il barattolo chiuso del latte condensato nella pentola a pressione? Mi chiedo :)
10 marzo 2008 alle 13:44
non so se qualcuno abbia già provato la ricetta della Nutella (quella del link più sopra, per intenderci); io l’ho fatta un paio di giorni fa: non male, ci vuole un pò di attenzione per non tostare troppo le nocciole, ma soprattutto bisogna usare le zucchero a velo, perchè il semolato non si amalgama con il resto degli ngredienti, con il risultato di essere una cosa a metà fra la Nutella (vabbè, con un pò di fantasia) ed il cioccolato di Modica. Alternative?
10 marzo 2008 alle 15:08
agh! ho provato a farla ieri. solo che non mi ricordavo la tua ricetta ed ho copiato le istruzioni di un libro di cucina ed il risultato è che io ho cotto troppo.
la pentola è diventata il contenitore di una caramella mou (ma dura!) :)
10 marzo 2008 alle 15:12
Ciao
Secondo me il bicarbonato viene aggiunto per evitare che durante la lunga bollitura il latte diventi troppo acido (e probabilmente aiuta anche a dare un bel colore bruno al Dulce de leche)
E’ nella lista degli esperimenti culinari che vorrei fare :-)
Quanto alla nutella, è forse l’unico prodotto industriale che gli artigiani tentano (inutilmente a mio parere) di riprodurre. Se ci pensare di solito è il contrario :-)
La nutella avrà meno cacao della crema artigianale, meno nocciole della Novi, meno X della Y, avrà dei grassi vegetali dentro, tutto quello che volete, ma la sua spalmabilità non la batte nessuno. E’ il giusto mix.
ciao Dario
10 marzo 2008 alle 22:11
Allora, lo so che con questo dulce de leche non se ne può più, però ne dico l’ultima, ho fatto delle modifiche al dulce: invece di 1 chucchiaino di bicarbonato, ho messo 1/2 e invece di 280 g. zucchero ho messo 265, poi, ho usato un latte intero alta qualità.Il risultato e più chiaro (- bicarbonato e – zucchero) e di una consistenza fantastica, corposo ma vellutato, (forse merito del latte, anche se non so sia lo stesso che il latte normale…booh, chi lo sa?!). Grazie dei Vostri commenti, aiutano molto!! Buone notte a tutti|)
Patricia
11 marzo 2008 alle 8:42
Io zucchero ne metto ancora meno, 250gr più o meno, e lo metto di canna. Bicarbonato niente. Il risultato è una crema dalla consistenza spalmabile più chiara di quella in foto.
Una domanda: quanto può durare in frigo? Lo so che molti di voi diranno che finisce subito…. ma per quanto possa sembrare una bestemmia da me se ne mangia pochissima per volta…. :-)
Grazie
Ilaria
12 marzo 2008 alle 11:03
Ha ragione Linda
non è la stessa cosa , come per tutte le cose buone , bisogna mettersi d’impegno per ottenere un ottimo risultato, che poi ne vale la pena , a chi non va di farlo è ovvio che poi si accontenta della mediocrità.
Brava Linda
Da una argentina doc
Baci
13 marzo 2008 alle 23:31
Scrivo qui per prendere un po’ le parti di Strega di Biancaneve (non della).
Causa intolleranze non compro una cosa già pronta da quella che ormai mi sembra la notte dei tempi: mi faccio tutto da me. Per quanto possa definire fatta una me una cosa per la quale non mieto il mio grano (meravigliosamente coltivato ai bordi autostrade senza tracce di smog) nè mungo il latte della mia mucca di fattoria (andatevi a guardare che bella roba combinano con gli ogm ed il tanto acclamato parmigiano reggiano dop, doc ed altre cavolate che ci propinano per aumentare il prezzo).
Ma diciamo che cmq è più genuino farsi le cose da soli..
Premesso ciò, mi sembra abbastanza banale e scontato sostenere che se una torta te la fai da te è meglio della merendina del supermercato. Ciò non toglie che se ho voglia di una cavolo di merendina al volo mi mangio quella! Ora io non posso per i motivi già spiegati, ma per una persona, beata lei, sana, non mi sembra ’sta grande eresia e peccato mortale..
La nutella è chiaramente industriale, il latte condensato pure. Ciò che è industriale non è artigiale, ciò che è artigianale te lo “personalizzi”.. Direi che è ovvio e possiamo essere tutti d’accordo.. :D Ma quanti ogni giorno si fanno la pasta fresca fatta in casa? Quanti il pane? Quanti coltivano frutta e verdura ed allevano bestiame e trote? Purtroppo immagino pochi: le situazioni non sempre lo permettono.. Quindi mi chiedo: se una ragazza che non ha mai provato un dolce del genere e non ha la voglia, il tempo, le capacità (di mezzi od altro: mica siamo tutti chef :D nè abbiamo tutti parenti argentini svizzeri od altro (ma non era francese?) che hanno tramandato la ricetta o alla quale l’abbiamo vista fare) vuole sbrigarsela in 40 minuti ma perchè poverina farla sentire piccola, piccola solo perchè qualcun’altro si fa la crema di gianduia a casa? I miei complimenti ma povera strega: non l’avrà mica avvelenata lei biancaneve?! O forse sì :D??
Strega diccela tutta!
14 marzo 2008 alle 10:04
@) Pinkecc. ecc. Grazie, ma io non mi sento per niente piccola piccola (anche perché non lo sono… perlomeno di età, urgh…)!!!!
14 marzo 2008 alle 15:04
Ma l’hai avvelenate te o no la mela?
18 marzo 2008 alle 9:41
aiuto!!!stanotte ho provato a fare il dulce e forse l’ho fatto cuocere troppo!sta di fatto che ora nel vasetto c’è una grossa caramella mou che non si muove!io volevo fare gli alfajores ripieni di dulce per domani che è il mio onomastico e stupire tutti con questa prelibatezza!!!potete aiutarmi a salvarlo?vi prego!!!
17 giugno 2008 alle 21:33
[...] il fatto in casa fin dall’inizio! Tutta un’altra soddisfazione! La ricetta viene dal cavoletto e praticamente non ho apportato modifiche, il risultato ha sorpreso anche me.Ingredienti1 litro di [...]
4 agosto 2008 alle 18:54
mmhh.. com’è invitante!
Ma questa crema va conservata in frigo? Dopo quanto tempo va a male?
4 agosto 2008 alle 19:23
come si pronuncia?
4 agosto 2008 alle 20:18
E’ pronta… oddio è qualcosa di spettacolare!!! Per ora l’ho messa in un vasetto di vetro.
10 novembre 2008 alle 14:11
da argentina… il latte deve essere il migliore possibile, il piu grasso intero fresco e meglio crudo, il bicarbonato, si usa per dare il colore e serve solo un pizzico pizzico, la vaniglia quasi meglio non metterla, deve cucinare minimo 3 o 4 ore, e per non stare a girare in continuazione si usa mettere dentro la pentola delle biglie di vetro che durante la ebollizione si muovono e mescolano il tutto, non servono tante. dura tanto in frigo, al massimo si cristallizza lo zucchero. si pronuncia ‘dulse de lece’.
15 dicembre 2008 alle 19:43
ciao e veramente interessante questo argomento
21 agosto 2009 alle 14:41
Ciao a tutti! Io sono Uruguaya ma vivo in Italia da ..tanto… Mia nonna faceva il dulce de leche in casa e lei era una cuoca straordinaria (roba da pasticcini bignè ed altri fatti da lei..) il dulce de leche, mi diceva, necessita di 1/2 cucchiaino di bicarbonato per dare al dulce il colore proprio di quello che no definiamo “mou”, cioè quel marroncino tenue che solo dall’aspetto ci invia il sapore sulla lingua… ciao a tutti e, mi complimento per quelle che hanno avuto la gioia di assaggiare gli alfajores.. un vero nettare degli dei!
7 ottobre 2009 alle 22:28
il dulce de leche l’ho conosciuto in giro per il sud america. tornata in italia l’ho cercato dappertutto e qualche volta l’ho trovato in erboristeria. Purtroppo non posso stare 2 ore davanti ai fornelli a girare per cui se qualcuno mi sa dire dove trovarlo le sarei grata
29 ottobre 2009 alle 18:56
Vi mando questa ricetta, di una cara amica toscana, il cui padre ha vissuto in Argentina da bambino e la ricetta è costruita sui fedeli ricordi del gusto di questo signore! Chiaramente ci son voluti svariati tentativi per arrivare a questa prelibatezza…dunque: 400 gr zucchero, 1 litro di latte,2 scatolini e mezzo di panna da cucina, 1 cucchiaino di bicarbonato….
inizi facendo caramellare lo zucchero in una pentola antiaderente, meglio se larga e dal bordo alto, con poco latte – intanto fai scaldare il restante latte a cui avrai mescolato la panna, almeno quando lo aggiungerai al caramello sarà già caldo e risparmi un po’ di tempo… prima di aggiungerlo cmq, togli la pentola dal fuoco e aggiungi il bicarbonato nel caramello che sarà scuro e liquido.
Una volta incorporato il latte, vedrai che il caramello ti si solidificherà tutto sul fondo della pentola: non ti allarmare che poi pian piano si scioglie. Non è poi necessario mescolare x 2 ore, basta di tanto in tanto, l’importante è trovare il giusto fuoco, perchè mantenga un leggero sobbollore.
2 marzo 2010 alle 8:14
[...] ho provato a farlo, il matcha dulce de leche, usando semplicemente la ricetta che tempo fa ci diede Patricia ( e omettendo la vaniglia perché qua in giro non vedo bacche e comunque non saranno mica buone [...]
7 marzo 2010 alle 18:44
..non so se vale: per evitare di girare, ho provato a fare il dulce de leche nella… macchina del pane
:-)
Nel mio esperimento avevo usato latte di soia (per amica intollerante al latte vaccino), il programma marmellata della macchinetta ha fatto il grosso del lavoro, io ho solo finito di addensare in un pentolino con il fondo spesso. Era uscita una cosa piuttosto gradevole dalla consistenza spalmabile. Anche nel mio caso, non avendo mai assaggiato l’originale non saprei quanto fosse venuto “giusto”…
17 marzo 2010 alle 11:03
[...] Iniziando dalla sua storia, i primi dulce de leche che comparvero il giro per il web, erano quelli che venivano pazientemente fatti [...]
18 marzo 2010 alle 9:32
[...] Iniziando dalla sua storia, i primi dulce de leche che comparvero il giro per il web, erano quelli che venivano pazientemente fatti [...]
29 aprile 2010 alle 11:13
allora, io l’ho fatto un paio di volte e specie questa seconda volta è venuto ottimo… color nocciola, cremoso e denso, un po’ come una caramella mou spalmabile.
non faccio niente di difficile. metto insieme:
1 litro latte intero, 400 gr di zucchero, un pezzetto di baccello di vaniglia o anche un pizzico di vaniglina in polvere, mezzo cucchiaino scarso di bicarbonato.
essenziale: tanto tanto tempo. io lavoro a casa in questo periodo. Non mescolo,non faccio bollire. Metto tutto insieme a fuoco BASSISSIMO e lascio anche 4 ore mescolando raramente, la marmellata cuoce e io lavoro. quando avrà un bel color nocciola è fatta, magari anche la prova piattino per sicurezza. Quindi, niente procedimenti strani e rimescolate. Solo tempo e fiamma bassissima.
:)
2 giugno 2010 alle 19:50
Il bicarbonato serve ad aumentare la formazione di schiuma e grazie ad essa il composto assume un aspetto e una consistenza più omogeneo, sopprattutto se si decide per una densità media, ossia quella ideale per essere gustato nella coppa. Il colore lo prende in parte dallo zucchero di canna e dalla reazione di Maillard, infatti si inscurisce sempre più man mano si procede con la cottura.
28 dicembre 2010 alle 23:25
adesso lo fanno anche in Italia come recensito dal Gastronauta Davide Paolini. Sul sito http://www.dulcedeleche.it si trovano anche delle ricette e la vera storia del dulce de leche (molto carina)
24 marzo 2011 alle 16:15
GUardate cosa ho trovato. Sul sito che offre un buon ricettario microonde, ho traovtola ricetta del dulce de leche al microonde:
http://www.atuttomicroonde.net/dolci/dulce-de-leche-al-microonde/