
Ebbene sì, dopo Teramo e Giulianova, anche Roma ha festeggiato il ritorno in patria del più noto cazzatellaro (lo dice lui :-) della rete, a voi forse meglio noto come giu-quello-li-che-scrive-sempre-comment-lunghissimi-mamma-mia-ma -non-c’avrà-nient’altro-da-fare-in-vita-sua? :-)) Insomma, si trattava quindi di incontrare il più accantito (no?) dei commentatori di questo blog a roma e ovviamente, manco a dirlo, la cosa prima ancora di iniziare è degenerata in un’autentica giornata da foodporn romano, ne lascio qui qualche traccia nel caso voleste anche voi replicare il giu-tour, cosa che fra l’altro non posso che consigliare nel più vivo dei modi :-)

In realtà l’idea era di fare una bella passeggiata/foto/chiacchiericcia solo che, pioggia oblige, il lato passeggiatoso della cosa si è alquanto ridotto, per la precisione a un salto al bar del Chiostro del Bramante per un cappuccino, e a un successivo salto al mercato di campo de’ fiori per mera testardaggine mia, che volevo a tutti i costi portarmi a casa un po’ di rabarbaro. Trovato il rabarbaro, ollandese, pagato 15 euri per un chilo e qualche bricciola. Faccio notare che il rabarbaro costa, nei paesi civilizzati, fra 1,5 e 3 euro al kilo, giusto per l’inutilissima cronaca, roba da chiedersi se per caso sto rabarbaro dall’ollanda ci è arrivato viaggiando con la business class dell’alitalia? (il che spiegherebbe anche perché non era nemmeno più tanto fresco… :-|). Comunque, si sa, ciò che è raro è caro (e c’è sempre chi ci marcia). Eccoqua, facciamo che non commentiamo oltre va… :-P

Sempre per via della pioggia, siamo andati a scavare un po’ dentro il reparto ‘libri di cucina’ alla feltrinelli locale, per trovare, nell’angoletto ‘libri in lingua inglese’ un interessantissimo opuscolo su come trasformare le vostre pizze in opere d’arte (veramente il libro si chiama Pizza art e vorrei tanto incontrare il genio che ha pensato scriverlo), libretto che fornisce interessantissime indicazioni su come presentare la pizza mondriaan (in foto), ma che artisticamente andava anche molto più in là, evocando persino pizze a forma di ometti alla keith haring, come disporre olive e dadini di peperoni alla vasarely e quant’altro di francamente ispirato… :-) Dopo tutte queste grandi risate isteriche emozioni, era giunta l’ora di pranzo…

E quindi direzione roscioli, via dei giubbonari, per uno dei pranzi più decadenti mai visti, non vi dico del pata negra, del lardo di fulvietto pierangelini che si scioglieva sui pezzetti di pizza bianca ancora calda e dei pomodorini di pachino semi-secchi, né della carbonara dai croccanti cubetti di guanciale e che recentemente s’è ritrovata, insieme al suo creatore, sul new york times, o del tiramisu che non è che ci piace poi tanto ma quello li come non amarlo per sempre, insomma ero tutto quanto al di là delle parole, di una lussuria gastronomica semplicemente indecente … :-)

E infine… piccola pausa bloggoroica pomeridiana prima di scappar via (per poi ritrovarci a cena con un’altro paio di personaggi che ogni tanto passano da queste parti – solo che quello poi lo deve raccontare qualchedun altro che io le foto non ce l’ho :-))

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Categorie: travel
Scritto da Sigrid mercoledì 14 maggio 2008




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