C’era una volta una piccola cavoletta che leggeva Elle, e una delle sue rubriche preferite era quella che chiudeva il settimanale e si chiamava ‘24 heures avec’. Una specie di sintesi di un giorno nella vita di questa o quella persona più o meno famosa, con degli spunti, abitudini, preferenze personali, indirizzi, e luoghi preferiti della persona seguita. Ricordo che una volta ho letto il 24 ore di una modella durante la settimana della moda a milano, e in sostanza la povera ragazza correva in taxi da un posto all’altro dalla mattina presto alla sera tardi. Beh, ecco, siccome questa ultima giornata milanese mi ha ricordato qualcosa, vi faccio il 24 di ciò che è stato probabilmente una delle giornate più piene della mia vita (ma così piena che neanche quella del matrimonio…:)

6h45 Suona la sveglia. Riminescenze confuse di pizza con la zucca, mister meringa, muffin al tè matcha, fettine di chorizo, calici dal sentore di ciliega, bimbi nordici… Un sogno? Ah no, era ieri sera, la presentazione di Varese (Grazie Annalena!!!)… :)
6h52 Risuona la sveglia. Grmpf.
Doccia, vestimenti, valigia. Sono a Varese, fa freschino, c’è un po’ di nebbiolina fra gli alberi e i cespugli del giardino. Da qualche parte suona una campana.
8h15 Colazione con Annalena, Giu e i beigli direttamente portati da Budapest (è una lunga storia :-). Beviamo un tè speziato e aromatizzato al rum mentre Giu cerca di convincerci che l’aloe fa bene faccendoci passare sotto al naso un liquido dal colore per niente appetitoso. Non cambio opinione (l’aloe fa schifo). In compenso sto ancora a chiedermi se quel tè ha un qualche effetto sull’alcolimetro.

9h10. In extremis mi aggiungono due salamini ungheresi in valigia (per fortuna che c’è una tasca laterale, non voglio immaginare il profumo della biancheria dopo 48 ore trascorse in compagnia con un salamino ungherese :-), e due indispensabilissimi vasetti di panna acida (lunga storia anche questa) e si parte per milano. Prima di tuffarci nelle nebbie del val padano acquisto la repubblica in edicola (lo sapevate che a varese hanno delle edicole chiuse, con porta e tutto? :-), e in macchina Giu ci legge a voce alta il testo delle 3 pagine sul libro del cavolo, manifestando en passant il suo dissapunto: non si parla di lui, nell’articolo. Concordo, è ingiusto :)


10h10 Arrivo in Corso Sempione, alla sede milanese della Rai. Due chiacchiere, un lunghissimmo caffè americano e 30 minuti più tardi registriamo la puntata dell’altrolato che andrà in onda sabato prossimo, dalle 9h30 alle 10h30. Si parla a tutto tondo di tortine, di rete, di pogo e di wagner, e di bellezze internettiane che non hanno numero di telefono…

12h Finiamo la registrazione. Tanti saluti a tutti e via in taxi e di corsa. Sono pure in ritardo. Talmente in ritardo che la giornalista che dovevo incontrare prima della presentazione a Fotografica a sto punto ci seguirà in cucina e ovunque, in modo che si possano scambiare due parole mentre corriamo.


12h30 arrivo allo spazio Forma. Qui si tiene Fotografica, la settimana della fotografia Canon. C’è una marea di interventi, presentazioni, gente ovunque, una concentrazione di macchine Canon mai osservata prima, e con Federica di Contrasto sgomitiamo fino ad arrivare in cucina dove arrivo giusto in tempo per capire che il cuoco in pieno marasma pensava io arrivassi il giorno dopo. E invece no. Poco dopo sto in mezzo ala terazza di Forma con una tavolo, un treppiede non mio (e che di conseguenza non so usare) e un piatto di spaghetti al pomodoro, di fronte a, non so, una trentina di persone stipate in ciò che rimane del terrazzo. L’idea è di raccontare qualcosa circa ‘come si imposta una foto di cibo’ (anzi no l’idea era di dare a ciascuno un piatto e della pasta e far impiattare e fotografare tutti, solo che mancava lo spazio e il delirio generale era troppo :). In fin dei conti forse avrei dovuto seguire più assiduamente la ligue d’impro ai tempi dell’università :-)
14h finita la parte piu pratica si va in aula per raccontare qualcosa del mio ‘lavoro’, seguino chiacchiere a ruota libera, in sfondo sfilano una sessantina di immagini del libro.
15h50 Finito tutto. Non sono più tanto sicura di sapere come mi chiamo. Aspetto il taxi e incontro una fotografa che volevo conoscere da tempo, solo che sul momento, rintronatissima io, non capisco che è lei. Lo capisco dopo. A ripensarci mi sembra quasi una favola… Nel mentre mi finiscono nella borsa dei bellisismi pirottini da muffin (stanno qui sulla scrivania quindi non me li sono sognati!! :)


16h20 Arrivo in via Tortona. Siccome che è presto e che sono proprio stanca e malmessa, vado a sedermi nella latteria di fronte – della serie che il caso fa bene le cose: una signora anziana e rassicurante dietro al banco, tovaglie cerate, panchine di legno, giornali in giro e la tivu accesa su non so cosa :-) Ordino un cappuccino, scrivo un paio di mail e leggo ciò che è successo nel mondo. Don’t disturb :-))

17h Vado per salire allo spazio gancia e scopro, dietro l’ascensore, un cortile interno rivestito di erba sintetica dove un’allegra banda di pensionati gioca a bocce. Stupendo!
17h30-19h un paio di appuntamenti di lavoro prima di iniziare con i libri, un’intervista in cui si parla di mac e di tornare al pc manco morta, di blog, di rete e di carta e poi un’incontro a tema coltelli e cocottine di ghisa…
19h-22hCome al solito io dell’aperitivo non vedo ne assaggio nulla (però il profumino dei salami dho l’ho annusato e i bicchierini di Flavio sembravano belli :), serata/sfilata ininterrota di visi-incontri-chiacchiere-firme, conosco dei lettori silenziosi, delle persone con le quali scrivo, ne rivedo altre conosciute prima, incontro finalementeeeeeee di persona il mio webmaster (beh, scusate!!! … ) Quando ormai veramente inizio a morire di sete arrivano due bollicine anche a me :-) Alle 22h i cibeliani affamati mi trascinano via quasi di forza che io sarei rimasta a chiacchierare ancora con una fotografa/reporter che con me condivide la passione per le camicette H&M :) Le tre ore in cui sono rimasta appoggiata al bancone del bar mi varanno, l’endomani, una seria crampa, non al polso ma al gomito. Mah?!

22h15 Tutti in macchina direzione san cristoforo e Nicola Cavallaro per una cenetta cibeliana. Mentre sto finalmente seduta a tavola mi sento sgonfiare come un pallone bucato. Antipastino du crudi incluso buonissimo carpaccio di gamberi rossi con mango e gelatina di zenzero; schie con polentina, spaghetti aglio, olio e peperoncino, branzino al cartoccio e uno stupendo gelato ai cachi per finire. Ceno in uno stato più o meno catalettico, per fortuna c’è Allan Bay che ogni tanto mi ricorda chi sono e dove siamo :)
01h Albergo, abluzioni rituali, 10 pagine di Pamuk e spegnimento luci alle 01h30
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Categorie: il libro del cavolo
Scritto da Sigrid lunedì 30 novembre 2009




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