
Euhm, vabbe, lo so, non sto qui a puntualizzare che sono ormai un caso clinico… Dunque, giusto per non dimostrare il contrario, è successo che sono andata a vedere Ratatouille e, sebbene, certo mi hanno colpito la qualità delle animazione, la precisione di tutte le informazioni che riguardano il cibo e il mondo della ristorazione, ah e anche la penna di Anton Ego, ma sopratutto mi ha colpito da matti quella ratatouille che il topolino prepara per il temuto critico.
Già, perché per come la conosco io la ratatoulle è uno stufato di grossi dadi di zucchine melanzane & co, proprio come una caponata, l’agrodolce in meno, mentre nel film, ad un tratto vedi il topolino che prende una teglia, ci fa colare qualcosa che sembra una salsa al pomodoro, ci adagia delle rondelle di verdure, ricopre il tutto (cosa che mi ha letteralmente basita, cavoli stiamo parlando di un flm per bambini!) con un foglio di carta da forno, e in finis serve una torretta (tipo millefoglie, o quasi) di una cosa che potrebbe si essere ratatouille ma di certo non una ratatouille classica. Ecco, tutto ciò chiaramente non poteva nascere dalla mente di un topo, e nemmeno dal caso. E infatti non era così.
Da lì è bastato una piccola ricerca in rete per scoprire che il consulente gastronomico di Ratatouille fosse Thomas Keller (del ristorante The French Laundry) e, sfogliando il suo libro infatti si trova la ricetta di una cosa che assomiglia molto a ciò che si vede nel film, e che lui chiama confit Byaldi. Ora del imam bayildi avevamo già parlato qualche settimana fa, e a dire il vero quella di Keller non è mica cosi vicina all’originale turco (che trovate anche qui). Keller, che ha a dir poco un debole per i sapore del mediterraneo, ribatezza byaldi una cosa che si assomiglia al piatto turco per la cottura lenta e il risultato tipo confit, e anche per gli ingredienti (che poi sono sempre quelli della ratatouille / caponata / cianfotta), ma in realtà il modo in cui dispone le verdure fa più pensare al tian provenzale (che è sempre da collegare alla famiglia di cui sopra), mentre sotto non si tratta di una banale salsa al pomodoro, bensì, come ci spiega il new york times (per le questioni di peso e taglio mi sono anche aiutato di questa traduzione tedesca), di una salsa tipo piperade basquaise (anche questa è sempre una variante, basca per l’appunto, sul tema pomodoro, cipolla e peperone stufato). Quindi ratatouille sì, ma quasi una ratatouille filologica che prende in prestito da altri piatti mediterraneo imparentati. In due parole, na figata :-)

E avrei da dire anche dell’altro nel merito: c’è chi dice che il ruolo della ratatouille, nel film, è una genialata, per quanto rappresenti il semplice che conquista il critico (piuttosto di ciò che è inutilmente elaborato, complesso e pensato solo per stupire). Condivido, anche se in fondo ciascuno ha la propria madeleine, per Ego è la ratatouille, per me è altro, e così via per chiunque. Rimane però che in effetti, a cucinarla questa ratatouille uno si accorge, faccendone l’esperienza con le proprie mani, di quanto è vera – e, paradossalmente, complessa – la questione della semplicità, e di quanto il confezionamente di questo particolare piatto non sia quasi nient’altro che un atto d’amore. Sul serio, qui c’è da passarci un pezzo della mattina di sabato, prima a andare in giro per il mercato, cercando con pignoleria le zucchine, melanzane, peperoni e pomodori che fanno al caso ratatouille, poi, mentre gli ingredienti sono veramente il massimo della semplicità (ci vanno le verdure e poco più), questa è una di quelle preparazioni che chiedono tempo, pignoleria, cura del dettaglio e di cose basiche quanto importanti come il condimento, il taglio delle verdure, la giusta cotture delle componenti ecc. E veramente a cucinare questa cosa qui, a preparare il concassé, a spellare e tritare peperoni e ad affettare zucchine e melanzane, beh, ho passato davvero delle ore belle, quasi a riscoprire cosa vuol dire ‘cucinare’. (e considerate pure che le mie torricelle sono venute comunque un po’ storte, però ecco è stata una bella lezione lo stesso :-P).
ps1: Confesso che sono eretica. Nella ricetta di keller vanno zucchine, melanzane, pomodori e zucch(in)e gialle. Quest’ultime (avevo già individuato le rondelline gialle nel piatto del film chiedendomi cosa fosse mai quella roba lì), qui non si trovano (qui alla garbatella, scommetto che ora spunta fuori qualcuno dicendo che invece da sergietto ecc…), così, per rimanere in tema cromantico, ho sostituito con… delle fettine di zucca ritagliate al tagliapasta, una eresia bell’e buona ovviamente (sopratutto quando assaggi che la zucca francamente c’azzecca poco, anzi se la zucca gialla non la trovate, fate senza che è meglio!)…
ps2: sempre a proposito di Ratatouille, ho trovato su Youtube un filmino che parla di come è stato ideato il cibo in versione animata…
Ratatouille (ricetta di Thomas Keller)
per la salsa piperade
peperone giallo mezzo
peperone rosso mezzo
peperone arancio mezzo
pomodori maturi 3
cipolle bianche 2
aglio tritato 1 cucchiaino
alloro 1 foglia
prezzemolo 1 rametto
timo 1 ramettole verdure
melanzane 1
zucchine 1
zucchina gialla 1
pomodori 3per la vinaigrette
piperade 1 cucchiaio
olio d’oliva 2 cucchiai
aceto balsamico 1 cucchiaino
timo 1 presa
Preparare la piperade:
Sistemare i tre mezzi peperoni, puliti da semi e filamenti bianchi, su una teglia da forno rivestita con carta da forno, con la parte tagliata verso il basso, infornare a 230° per 15-20 minuti o finché la pelle, visibilmente, si staccherà. Spellare i pomodori (basta inciderci una crocetta e tuffarli in acqua bollente per pochi secondi, poi rimuovere la pelle), eliminarne i semi e le parti dure e tritare il resto a dadini piccolissimi. Passare gli scarti al colino e recuperare l’acqua di vegetazione. Tritare finemente la cipolla e l’aglio, e farli rinvenire in padella con due cucchiai di olio d’oliva, a fuoco medio-basso, senza far dorare mai. Quando il soffritto è trasparente, aggiungere i pomodori e la loro acqua, il timo, l’alloro e il prezzemolo e lasciar cuocere per 10 minuti, sempre a fuoco basso. Salare e pepare. Nel mentre spellare i peperoni, tagliarli a dadini piccoli, eliminando eventualmente i bordi brucciacchiati. Aggiungere poi i peperoni nella padella, e lasciar cuocere per un altra decina di minuti finché la salsa si sia addensata. Eliminare le erbe, tenere da parte un cucchiaio di piperade e versare il resto nel fondo di una teglia da forno (deve venire uno strato sottile).
Preparare le verdure:
Lavare le verdure, che dovrebbero tutte avere un diametro simile, e affettarle a fettine di 2mm (o persino meno spesso). Disporre le fettine alternandole nella teglia sopra la piperade, lasciando per ognuna mezzo centimetro di superficie libera. Coprire tutta la piperade con una spirale di verdure dall’esterno verso l’interno, infine, mescolare l’aglio tritato con l’olio, il timo, fior di sale e pepe, e spenellare la superficie delle verdure con questo composto. Chiudere la teglia con un foglio di carta argentata e infornare a 130° per 2 ore. Dopo due ore, rimuovere la carta e infornare di nuovo per 30 minuti. Infine, con una spatola prelevare delle porzioni di verdure ed ereggerle su un piatto, condire con una vinaigrette ottenuta emulsionando la piperade tenuta da parte con l’olio e l’aceto. Volendo si può decorare con un pezzetto di pelle di pomodoro fritto (nel film si fa con un rametto di timo – che non avevo :-).
Categorie: francia, insalata, ricette d'autore
Scritto da Sigrid lunedì 22 ottobre 2007
95 Commenti a “La ratatouille di… Ratatouille! :-)”
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22 ottobre 2007 alle 10:46
Incredibile questa è telepatia!
la tua è veramente spettacolare!
22 ottobre 2007 alle 10:53
Sig,
non 6 pazza sei solo innamorata della buona cucina e di tutto ciò che la circonda..
Bell’intervento e bello anche il film..
(ti ho inviato una mail confermami che l’hai ricevuta pls.)
ciao
22 ottobre 2007 alle 10:57
filippo: mi hai mandato una mail?! non mi sembra di aver ricevuto, no…
22 ottobre 2007 alle 11:07
Pure io ho visto il film (magnifico!) e sono rimasta colpita dalla ratatouille spettacolare del piccolo chef. Ci pensavo ieri a come farla, ma tu sei decisamente + avanti :P
Mi associo a Filippo: gran bel post, complimenti!
22 ottobre 2007 alle 11:22
cos’è la piperade?
ancora non ho visto il film!
… presa dalla festa del cine!
rob
22 ottobre 2007 alle 11:28
Stupendo il film! vedo che non sono l’unica ed essere rimasta affascinata dalla ratatouille a dir poco perfetta di Remy :) Sabato vaneggiavo su come farne una identica ma mi mancavano melanzane e zucchine e..tutto decisamente fuori stagione.
La tua mi sembra buonissima!
22 ottobre 2007 alle 11:35
il fattore T, vero?
22 ottobre 2007 alle 11:36
bellissimo questo post! io ci vado mercoledì… con qualche nozione in più ora! :-))
22 ottobre 2007 alle 11:38
Bhé questo è veramente un regalo di inzio settimana! Sono andata a vedere il film Venerdì sera. Il mio fidanzato era entusiasta della quantità di citroen DS e due cavalli che si vedono, di cui lui è grande appassionato…io chiaramente mi coccolavo tra le immagini perfette di pomodori, spezie, mestoli ecc… . E quella ratatouille l’avrei assaggiata molto volentieri, come anche la zuppa (non è che per caso hai la ricetta anche di quella?). Quando si dice: i sogni diventano realtà, grazie mille!
Bea*
22 ottobre 2007 alle 11:40
il fattore T, appunto.
22 ottobre 2007 alle 11:43
@ Sigrid,
ora dovresti averla ricevuta..
ciao
22 ottobre 2007 alle 11:46
@ Sigrid..
Fra è un mio amico, mi sn dimenticato di cambiare il nome.. ops..
22 ottobre 2007 alle 11:59
Cavoli, Cavoletto che tempismo!
Ieri sera siamo usciti dal cinema ripromettendoci una seratina con ratatouille, anche se nessuno di noi l’ha mai gustata a fettine. E adesso, tu…
Sei fantastica!!!
Per gli amanti delle Citroen DS, il mio papà ne ha una in splendida forma, potrebbe venderla, solo veri amanti. Se siete interessati ;-)
22 ottobre 2007 alle 12:07
…ma questo film ha fatto davvero un successone..io me lo sono persa, devo assolutamtne rimediare!
22 ottobre 2007 alle 12:27
Ciao Sigrid e ciao anche alle altre / agli altri Remy che popolano questi comments!
Io pure avevo deciso di rifare la ratatouille del film, ma mercoledì sera, quindi grazie Sigrid, capiti proprio a fagiuolo!!!
22 ottobre 2007 alle 12:29
davvero geniale e a tratti commovente “ratatouille” anche io sono stata stregata dal mitico topolino chef …..mancavi solo tu ad alluminarmi come provare a riproporre la ricetta.grande!
22 ottobre 2007 alle 12:46
Sono stata proprio ieri pomeriggio a vedere il film con mia figlia e amiche….
Strepitoso, dolcemente appettitoso e una magnifica Parigi in cartoons….
Davvero bravi tutti in particolar modo i designers!!!
Grazie Sigrid per la ricetta ratatouille!!!
22 ottobre 2007 alle 13:23
@filippo: ma questa cosa del ddl sui blog sono tre giorni che se ne parla dovunque :-)
22 ottobre 2007 alle 13:36
Beh, complimenti davvero! Sono sempre stata attratta dai risvolti filologici delle cose :)
Dalla foto pensavo che le rondelline arancioni fossero carote e la cosa mi sembrava un po’ strana, ma le zucchine gialle sono quelle piu’ chiare (che io conosco come bianche)?
P.S. in due parole il post e` ‘na figata :)
22 ottobre 2007 alle 14:00
Ho una piccola aggiunta alla voce “Spesa”
per chi abita a Foligno o dintorni c’è un negozio che ha TUTTO:
fave tonka, liquirizia in polvere, pepe di sechouan, espelette, colombo, macis (in polvere e intere), vaniglia bourbon, valrhona, masala cacao grué, erbe provenzali etc. etc.
L’OCABAROCCA a Foligno (PG) centro storico.
22 ottobre 2007 alle 14:20
fantastico Sigrid!!! Sto aspettando mercoledì sera con ansia!! ^-^
Il tuo post è un vero tripudio di colore e passione! e la piperade basquaise -non ci crederai- è nei prossimi post in pubblicazione! Potere delle mente!
Buon lunedì!
22 ottobre 2007 alle 14:24
singrid, mi fa impazire come tu parli di cucina… ti leggerei per ore..
complimenti anche per la grafica del sito il tuo gusto per le immagini…
a presto
22 ottobre 2007 alle 14:29
Bellissimo questo post…sia per le considerazioni che per l’accurata ricerca e dedizione che hai dimostrato…la foto poi…mi sembra molto ben riuscita…stupenda! =))
22 ottobre 2007 alle 15:18
Ieri ho vinto la pigrizia solo per andare a vedere questo cartone al cinema. Sono uscita di casa alle sette e mezza solo per lui. Bellissimo. Troppo brava tu a rifare subito la ricetta.
22 ottobre 2007 alle 15:28
Ciao Sigrid ti seguo da sempre lasciandomi il gusto di leggerti senza intervenire, ma accadono cose nella vita e momenti di diverse intensità in cui quello che è il tuo sempre inizia a cambiare. Non sono una blogger, anche se mi apro a questo mondo con curiosa discrezione. Ho capito da un po’ di giorni che seguirti come impegno quotidiano diventava un appuntamento più di amicizia che una semplice curiosità gastronomica e quindi ecco qui che oggi ti faccio i miei primi (ndr solo pubblicamente)complimenti tanto per farti sapere che ci sono anche io,… e … che le tue idee e le tue ricette mi sono davvero state di ispirazione… a presto
22 ottobre 2007 alle 16:08
Meno male che non sei andata a vedere Shrek!!! O magari, per chi se la ricorda, a vedere una puntata di Visitors. Comunque benche’ sia contrario ai miei principi, sono costretto ad associarmi al coro di proteste contro questo post brutto e senza contenuti ;)))))))))))) Bello il pomodorino in cima alla torre, quasi un cappello da chef sul topolino. Cio’ che mi era piaciuto anche nel post precedente riguardo all’imam bayildi, a livello filologico (tanto per citare Elisa ;) ) e’ proprio il fatto che paese che vai caponata che trovi. Questo piatto praticamente e’ un po’ ovunque, con le localizzazioni del caso, e cio’ che mi sembra molto bello e’ che poi infondo tutte le culture in alcuni punti s’incontrano, si somigliano, vanno a braccetto. Chissa’, invece di fare la guerra, e prima di fare l’amore, la gente potrebbe mettersi a tavola e mangiare qualcosa di buono. Nel teramano questo piatto si chiama tiella (che poi sarebbe il coccio che si dovrebbe usare per cucinarla), mentre nel pescarese/teatino l’ho sentita chiamare sia cosi’ che cianfrotta. Ho provato in molti modi a farla, con risultati molto differenti, fino ad arrivare a comprare una pentola di coccio smaltato fatta da un artigiano, dedicata solo a questa preparazione (si ammortizzera’ in 30 anni credo). Quello che poi dici sulla pignoleria delle preparazioni, mi trova assolutamente concorde. Io avrei scritto “con amore”, piuttosto, perche’ magari era quella la parola che trovavo piu’ adatta, ma il senso e’ lo stesso: le piu’ grosse porcherie le ho cucinate sempre quando non ci ho messo un minimo di cuore in quello che facevo. Forse, e dico forse, dovremmo cucinare spesso per le persone che amiamo, concentrarci sull’affetto che proviamo per loro mentre siamo piegati sulla tavola a stendere un impasto. Sara’, ma cucinando cosi’ ci si diverte molto di piu’ ed i risultati sono quasi sempre pieni di gioia.
Giu
22 ottobre 2007 alle 16:18
Elle est superbement illustrée!
C’est devenu ma recette fétiche, c’est vraiment divin…
22 ottobre 2007 alle 16:57
sigrid, scusa se sembro eretica o metto in dubbio le tue capacità…. ma…. la colonna di verdure è sostenuta all’interno da uno stecchino o stanno su da sole??
22 ottobre 2007 alle 17:21
Be’… che dire? Sei un genio!
22 ottobre 2007 alle 17:22
Prima di tutto correrò a vedere il film,
secondo: complimenti, post esemplare che fa capire per filo e per segno cosa vuol dire essere innamorati della cucina, in tutti i suoi aspetti… e chi non lo capisce ci prende per pazzi ;))
terzo: la ricetta mi sembra eccellente,così non l’ho mai provata ma lo farò presto…
22 ottobre 2007 alle 17:32
IMMAGINAVO ABBIAMO RIEMPITO I CINEMA ….MA NON POTEVA ESSERE ALTRIMENTI PER I MANIACI DELLA CUCINA….
22 ottobre 2007 alle 18:22
meno male, grazie, é da mercoledì pomeriggio che ho visto il film e mi chiedevo come si potesse fare. Ma cosa é la piperade? Le zucchine gialle le ho viste qui a Roma, ma non ricordo dove, forse al mercato di S. Paolo? O all’azienda agricola Agricoltura Nuova? Non ricordo.
22 ottobre 2007 alle 18:58
Pazzesco!Ieri sera anch’io ero al cinema a vedere Ratatouille, e con una vena di malinconia per quella torre di verdure stufate oggi ho dato un occhiata al tuo blog e…l’hai rifatta!Sei una grande.
Molto bello il recupero filologico della ricetta, le cose semplici sono quelle con la storia più complessa…
take care
22 ottobre 2007 alle 19:05
MI TI CAAAAAAAAAA!!!!! (solo tu ci potevi pensare così velocemente!!!
Ma quanto mi è piaciuto quel topolino..
la ricetta la provo immediatamente!!!
HELP ME…
Dove mi mandate a mangiare ad Alba ??
Vorrei un posto un posto speciale x tartufo..
Grazie…
22 ottobre 2007 alle 20:04
Cara sigrid,
anche io ti ho mandato una mail, ma forse non l’hai ricevuta…ieri sera sono stata anche io al cinema a vedere il mitico “piccolo chef” all’opera, mio figlio di 4 anni ha avuto difficoltà a seguire il film maio no, ero presissima!Così ieri sera e stamattina ho passato molte ore per cercare la ricetta della ratatouille del gran finale con Ego, volevo provare a riproporla sul mio blog in onore del film, ma non sono stata così brava nelle ricerce e pensavo di inventarmela un pò. Stamattina ho comprato zucchine e pomodori ma niente melanzane, na mi hai preceduta!!!!ed in maniera superba!!!!Brava!
a presto
valentina
http://www.lemaghedellespezie.com
22 ottobre 2007 alle 20:06
A proposito della mail, ti chiedevo di fare un giro sul mio blog, ne sarei onorata, visto che anche la mitica sandra(un tocco di zenzero)ha lasciato un commento!!!!
grazie
22 ottobre 2007 alle 20:55
Anke io ho visto ratatouille….BELLISSIMO…considerando ke adoro sia i roditori ke la cucina…ed effettivamente quel”tutti possono cucinare”è proprio 1bel messaggio…mi ha fatto venire una gran voglia di fare un corso di cucina…:)
22 ottobre 2007 alle 23:01
sei sempre un vulcano di idee. :-)))
23 ottobre 2007 alle 9:41
Sigrid non finisci mai di stupirci con le tue presentazioni. Ciao
23 ottobre 2007 alle 10:22
sigrid ti adoro!
23 ottobre 2007 alle 10:52
… accidenti sembra che tutta Italia dopo aver visto Ratatouille si sia messa ai fornelli!
Ieri deve esserci stato un incremento incredibile nelle vendite di melanzane, zucchine e peperoni!! :-)
(sempre complimentissimi x questo super-blog!!)
23 ottobre 2007 alle 12:17
@francesca: regge da solo (ma non molto molto a lungo :-)
@valentina: fatto! :-))
@giu: boh, se leggi bene ‘amore’ e ‘filologico’ li avevo usati nel post :-P oh, della tiella abbruzzese mica sapevo! conoscevo quella gaetana (che è ma torta :-) e quella pugliese (dico bene?), comunque, bella la cocotte artigianale (anch’io ho una malsana tendenza ad accumulare ustensili ingombranti che poi uso si e no una volta ogni due anni :-))
23 ottobre 2007 alle 12:23
Siiigrid, cos’è la piperade, hai ignorato la mia domanda!!!
:)
Roby
23 ottobre 2007 alle 12:37
@roby, non è che io abbia ignorato la domanda, sei tu che hai ignorato le risposte che già si trovavano nel post :-P (c’è il link à wikipedia e c’è la ricetta!! :-P). Insomma è una salsa di pomodoro, cipolla e peperone, cotta lentamente, tipica del paese basco (ma solo della parte nord, vicino alla francia, credo!), insomma tradizionalmente pare si usasse mangiare questo stufatino con prosciutto e formaggio, o con le uova strapazzate dentro (cosa che del resto si fa pure in calabria :-), data la popolarità della piperade in tutta la francia, ci sono anche evoluzioni imbastardite di tipo ‘poulet sauce basquaise’ che sarebbe del pollo a pezzi cotto nella detta salsa. Già che ci siamo, etimologia: piperade dall’occitano (gascogna) piperada, da pipèr, ‘peperone’
23 ottobre 2007 alle 12:44
Ciao Sigrid,
devo farti dei complimenti che non riesco neanche ad esprimere tanto che devono comprendere il film, la cucina, la ricerca che hai fatto.
Spero di vederne latri di post così
ciao
23 ottobre 2007 alle 14:39
scusa Sigrid, ma avevo trovato il link in francese e volevo sentire qualcosa in italiano… perché nel wiki in ITA mi sa che non c’è!
Roby
23 ottobre 2007 alle 16:18
E mi farà piangere come mi ha fatto piangere la ratatuille di “Ratatuille” quando Colette ha sollevato il foglio di carta dalla teglia?
23 ottobre 2007 alle 20:12
Ciao Sigrid!
A parte che ti ringrazio enormemente di aver pubblicato questa ricetta (è da Venerdì, data di uscita del film, che la cerco!!).
Sabato mi sono fatto una Ratatouille classica in padella e già prevedevo di sperimentarne una al forno come quella del film.
Il mio problema, però, era la salsa!
Cmq il 17 Novembre a casa mia (sempre a Roma), con i miei amici facciamo la “Sagra della Ratatouille”. Una sfida a chi la fa più buona!! (Siamo tutti in fissa per questo piatto dopo il film).
Vuoi partecipare o almeno venire ad assaggiare? ehehehe
Saluti!!
PS: ti faccio sapere se in zona mia (Appio Latino) trovo le zucchine gialle!
23 ottobre 2007 alle 23:29
Forse sono un po’ off topic, ma mi chiedo se esiste un ricettario per grandi famiglie, come la mia, dove non siamo mai a tavola meno di 8-10 persone. Di solito le ricette sono al massimo per 4, e non è solo un problema di raddoppiare le dosi, ci sono cose che a farle per molti, senza essere un ristorante, non vengono bene. Gli spaghetti, ad esempio, il tempo di condirli e metterli nei piatti, già scuociono un po’. C’è una cucina per grandi numeri che non costringa chi sta ai fornelli a mangiare per ultimo, e ad alzarsi continuamente?
24 ottobre 2007 alle 1:45
Hai colto bene e fino in fondo il lato estetico e ludico della cucina, ho trovato molto interessante anche il tuo modo di scrivere divertente.
Per rimanere in tema di cucina…ho visto che sei pure una bella gnocca!
Complimenti!
24 ottobre 2007 alle 10:13
Ciao Sigrid, sono la ragazza che ti ha fatto tanti complimenti per il tuo blog, le tue idee e le tue foto alla lezione di cucina di Alfonso ed Ernesto Iaccarino del 22 ottobre al Gambero Rosso. Non sono riuscita a sapere dove saranno pubblicate le foto e dove saranno trasmesse le immagini di quella lezione…puoi aiutarmi tu?
E’ stato un giorno per me doppiamente importante perchè ho avuto il piacere di veder cucinare e di poter parlare con Ernesto Iaccarino e di incontrare anche la mia blogger preferita!!!
Che giornata spettacolare!!
24 ottobre 2007 alle 10:50
Ciao Almayer! :-)
Le foto sono già in rete (corso + cena), qui:
http://blog.gamberorosso.it/PhotoGallery/alfonso-ernesto-iaccarino-al-teatro-della-cucina/
(delle lezione però io ho usato poche foto, quelle ’serie’ andranno sul mensile, insieme alle ricette, solo che non ti so dire quando uscirà :-)
24 ottobre 2007 alle 12:14
Sono andata a vederlo proprio ieri, e ho pensato proprio che era divertentissimo il modo in cui Rémy ha fatto la ratatouille.
Lo sapevo che ci avresti provato anche te!!ehehehheeheh, bravissima!!!
25 ottobre 2007 alle 16:29
[...] la ricetta della ratatouille, piatto francese fatto di verdure, ne potete trovare una valida qui, dalla mia chef preferita, che ha rifatto proprio la ricetta come quella di Remy. Il piatto sembra [...]
27 ottobre 2007 alle 0:35
Grazie! E che diamine… stavo impazzendo a cercare quella ricetta. Quelle che avevo trovato io più che ratatouille sembravano caponate!
E adesso… a quando un concorso tra i lettori con in premio un “invito a cena con ratatouille”?
28 ottobre 2007 alle 20:24
Ho visto il film e ho trascinato con me anche mio marito che ne è rimasto entusiasta. Mi sono incantata al suono delle crosta del pane che Colette fa sentire a Remy: solo le pagnotte più pregiate risuonano armoniosamente. Un sogno.
29 ottobre 2007 alle 23:58
Il film è strepitosamente Simpatico (con la S maiuscola), soprattuttto la parte quando tutti i Ratti si mettono a cucinare, e che ad un certo punto entra l’ispettore sanitario…quel momento è da sbudellarsi di risate :D mitico Remy :D
30 ottobre 2007 alle 11:38
Ciao, non mi conosci ma ho apprezzato molto il tuo post.
L’unica cosa che su cui mi sento di dissentire FORTEMENTE è questa: “cavoli stiamo parlando di un flm per bambini!”.
Dubito che un bambino possa apprezzare il 20% di quello che Ratatouille (come tutti i film di Brad Bird) offre al pubblico. =)
Grazie ancora per la ricetta.
30 ottobre 2007 alle 11:42
giusto, è solo che dopo essermi sorbita i 10 trailer di film per la gioventù prima del inizio del film, mi è venuto, insieme a una seppur vaga voglia omicida, la sensazione che io non fossi esattamente rappresentativa del target ratatouille :-)
(oh ma vogliamo parla’ del favoloso corto del marziano all’autoscuola? :-P)
31 ottobre 2007 alle 2:09
[...] di bellissime e interessanti parole sulla cucina di Ratatouille è pieno il web (ma non così belle come quelle di Sigrid Verbert alias Cavoletto di Bruxelles), così come è pieno di versioni di ricette della ratatouille, ma del [...]
31 ottobre 2007 alle 17:39
E’ da quando ho visto il film che mi è venuta voglia di farla… Proveròlla :) Anche se a novembre non sono proprio verdure di stagione…
31 ottobre 2007 alle 17:53
Ho visto ieri il film, e stavo giusto pensando… ma come cavolo si faranno queste “torrette” di ratatouille? Grazie per l’impegno nella ricerca… mi cimenterò anche io nell’impresa.
3 novembre 2007 alle 0:58
Per chiunque fosse interessato (ho notato che qualcuno la richieva) vi posto la mia ricetta per la crema (zuppa) di porri e patate che il topolino Remy crea nel film. Dico mia perchè l’ho trovata su una rivista indicata come la zuppa del film, ma era descritta in maniera molto approssimativa. L’ho modificata e ve la propongo così come l’ho provata io…
Ingredienti per 3/4 persone:
2 porri
2 patate
100 gr. di burro
8 mestoli di brodo vegetale (possibilmente fatto con verdure e non con il dado)
2 pizzichi di Maggiorana
4 pizzichi di erba cipollina
un cucchiaino di curry
1 pizzico di timo
sale e pepe
200 ml. di panna da cucina
Preparazione:
Tagliare porri e patate a cubetti. Unirli al burro fuso in una pentola e mescolare continuamente per 1 o 2 minuti. Aggiungere il brodo e gli aromi. Salare e pepare.
Far cuocere a fuoco medio per 20 minuti. Passare il tutto al frullatore.
Aggiungere la panna da cucina e far bollire per 5 minuti ancora.
3 novembre 2007 alle 12:51
Divertente questa!! (cioè leggo ‘ 2 pizzicchi di maggiorana, 4 pizzicchi di erba cipollina’ e rivedo il topino che corre attorno alla pentola buttandoci le erbe :-) Detto ciò – distrazione mia? – io dal film non avevo mica capito di che tipo di zuppa si trattasse (e me lo sono pure chiesto, ovviamente :-))
4 novembre 2007 alle 1:25
Sigrid, lipperlì neanche io avevo capito bene che i cubetti che Remy getta nel pentolone sono patate. Il porro invece lo getta dentro Linguini quando tenta di recuperare al danno che fa buttando la pentola per terra. In ogni caso, come dicevo, la ricetta l’ho trovata in una rivista presentata così e in effetti mi sembra abbastanza similare. I “pizzichi” li ho aggiunti pensando anche io al topino, ed anche perchè ho dovuto un po’ inventare le quantità (ripeto che la ricetta era abbastanza approssimativa). In più ho aggiunto il cucchiaino di Curry che mi piaceva provare in abbinamento alla maggiorana. Devo dire che come prima volta è venuta fuori una buona crema. Vi invito a provarla, le quantità delle varie spezie potrete poi aggiustarvele a vostro piacimento. “Bon appétit!”
4 novembre 2007 alle 21:35
[...] C’è chi l’ha fatto benissimo, rifacendo le ricette a ritroso come l’ineffabile cavoletto, e chi ha menato il torrone a lungo su questo quell’aspetto, rischiando di parlare del film [...]
5 novembre 2007 alle 16:34
[...] memories (I felt like Anton Ego when he flashes back to his childhood while eating the eponymous ratatouille at the climax of the [...]
9 novembre 2007 alle 19:25
Complimenti a Sigrid per il bellissimo post.
Anch’io cercavo disperatamente la ricetta della ratatouille del film ma trovavo solo ricette simili a quella che da noi chiamiamo peperonata.
Riguardo alla zuppa di Leonardo mi ricorda moltissimo una Parmentier (che io considero buonissima) con aggiunta di spezie.
Sbaglio?
25 novembre 2007 alle 21:56
Grazie per aver pubblicato la ricetta della Ratatouille, la volevo fare da molto tempo, ma non trovavo la ricetta vera e propia.
Ratatouille (il film) e semplicemente fantastico, mi è piaciuto molto come ha servito la ratatouille, e anche gli altri piatti come la zuppa di Linguini è fatta bene. Vabbe grazie, un saluto.
5 dicembre 2007 alle 18:08
Manca il filo di (?) erba cipollina posato orizzontale sulla sommità.
5 dicembre 2007 alle 19:08
MANCA IL FILO DI ERBA CIPOLLiNA!!!!!!!! eccheccavolo, sigrid, anche te però eh??!!!? ci caschi così sul filo d’erba. Non ho parole.
5 dicembre 2007 alle 22:33
@strega Ho un paio di cartoni di uova da depilare, che hai tempo per darmi una mano? :D
5 dicembre 2007 alle 23:01
@Giu: che uova sono? di mammuth?
12 dicembre 2007 alle 12:11
[...] La ratatouille di… Ratatouille! | il cavoletto di bruxelles Rimane però che in effetti, a cucinarla questa ratatouille uno si accorge, faccendone l’esperienza con le proprie mani, di quanto è vera – e, [...]
31 gennaio 2008 alle 10:41
[...] della Ratatouille ultimamente la faccio come dice LEI, da una ricetta di Thomas Keller, ma stavolta avevo più fretta ed ho saltato qualche passaggio, [...]
1 febbraio 2008 alle 11:08
[...] venuti i peli dritti e una stretta allo stomaco. e anche quando nel più chic dei foodblog trovo la ricetta a lui ispirata, la scena non mi si cancella da dentro la testa. e io le verdure così (causa anche [...]
9 marzo 2008 alle 14:59
Non mi conosci ma ci tenevo molto a fartelo sapere…. Fantastico ieri avevo una cena… Ha fatto sbalordire tutti!!!! Grazie mille
ciao ciao
21 marzo 2008 alle 18:58
ciao ciao, ho letto l’articolo, e l’autore mi è sembrato informato sia per quanto riguardava il film che per quello che riguardava l’omonima pietanza, perqui mi parso giusto chiedere se percaso sapesse se il ristorante che appare alla fine della pellicola esiste realmente, e se si dove.
7 aprile 2008 alle 10:51
Molto carina , molto bella , cosi è come personalmente si sente.
Ma quella del film era totalmente diversa.
Un salutissimo.Moto bella questa pero’.
13 aprile 2008 alle 2:30
Sto ideando una gara , per questo identico tema.
Se siete interessati sarebbe divertente avere ancora un confronto.
Tra l’altro mi è stato riferirito che è stata fatta in kelablu.(non l’avrei riproposta ma credo invece possa essere divertente riproporla)
Cmq a me è venuta in mente qualche giorno fa.
Ne posto le regole in questo post con rif al mio Blog.
Maidireristorante Blog propone a tutti blogger Chef e Chef lady l’esecuzione dello stesso piatto del Film ed inviarlo con link del proprio Blog e nome dell’esecutore a questa e-mail:
g_lemura@hotmail.com
I piatti saranno numerati e poi inseriti su questo Blog e si commenteranno con le votazioni personali di ogn uno di noi per via demoscopica. L’esecuzione più votata avrà premio importante di visibilità. Non è una gara ma un confrontarsi simpaticamente nel descriverne i procedimenti adottati da ogni uno dei partecipanti. Chi vuole partecipare lasci commento ed invii due foto :una dall’alto sul piatto ed una in prospettiva come una normale foto visibile. Il fine del gioco è conoscersi e scambio opinioni, visibilità web , confrontarsi , aiutarsi ed instaurare un rapporto di amicizia sano.
Avanti con le iscrizioni: nome Blog e nome e cognome nei commenti dello Chef o Chef Lady. Le foto inviate saranno postate man mano che ricevo.
I piatti saranno numerati e poi inseriti su http://maidireristorante.splinder.com
Volendo potete fare anche video e metterlo on line per visura.
Regolamento .
Verranno tenute conto le seguenti cose.
• Il Tono degli ingredienti assemblati sinuosità tra di loro e trattamento di cottura
• Originalità nell’esecuzione e praticita’.
• Esecuzione velocità e svolgimento
• Effetto della fotografia
La giuria saremo noi stessi.Alla fine dell’evento ci sarà un
commento esclusivo relativo alla manifestazione di Stefano Buso
Inzio Giocogara 10/Aprile/2008 scadenza invio foto il 10/maggio/2008
Valutazione vincitore giorni 5.
risultato e verdetto del vincitore .20/maggio / 2008
Il vincitore avra’ diritto ai segenti Premi:
Il Blog Baol scriverà un post ispirato e dedicato al vincitore del “concorso”
Mimmo (Baol) BLOG
Banner su Mai Dire Ristorante
Rilevanza dell’evento su Portale Importante che sto definendo con foto piatto e Chef o Lady Chef che ho appena linkato sopra.
Vincita di una coppa MAIDIRERISTORANTEBLOG in merito alla Gara che daro’ io stesso in sede da definire.
Sperando siate in tanti a partecipare .
Vi giunge il mio saluto con affetto.
13 aprile 2008 alle 15:37
Ciao, parlando del film, non ho capito cos’è che ti ha lasciata stupita, ti riferisci alla precisione e cura riservata anche a dettagli apparentemente inutili? Beh, questa è una caratteristica tipica dei film Pixar, che non chiamerei proprio “per bambini” ;D Ratatouille poi ha raggiunto un livello da vera e propria “opera d’arte” sia a livello visivo che narrativo… e pure culinario direi :D
14 aprile 2008 alle 2:53
Concordo….. Cicciopasticcio.
La faccio perche il piatto che ho fatto io con tutto il procedimento mi è venuto spettacolare , molto bello.
Poi ho ideato a gara.
Ho saputo solo dopo che era gia stato fatto.
Guardando quà il piatto si puo’ premiare la diversità con quella disidratazione della buccia di pomodoro che mi fa impazzire davvero.
Pero’ ho qualcosa che postero’ che a me stesso mi ha ftto impazzire , chiedendomi (che cosa ho fattoooooo).
Speriamo di avere succeso .
By
25 giugno 2008 alle 21:50
gnam…gnam… sperimenterò la ricetta ad un pranzo tra amici… incrociamo le dita e appena ho qualche news te la comunico…
23 luglio 2008 alle 20:21
wow bellissimo .. hai scritto bene, lo sai come te mi ero messa alla ricerca di quella rattatuile, imprssionante la preparazione di tutti i piatti nel film, il cambiare il variare spesso gli ingredienti, io amo cucinare, e come ti hanno detto non sei pazza, ^-^ beh se non ti spiace, vorrei provare questa ricetta che hai scritto, e vediamo che glie ne pare al mio Amore *.* grazie .. e bello il tuo spazio.
Jessica
30 agosto 2008 alle 9:00
questa ricetta l’ho vista nel film di “Ratatouille”e mi è piaciuta tantissimo anche se nn lo mai mangiata, ma vorrei tanto assaggiarla…….mmmmm, che buona:)
15 ottobre 2008 alle 18:08
[...] che mi si sono aperti. certo, lieta finché non ho provato qualche ricetta di quelle proposte, questa, nella fattispecie, che m’è venuta deliziosa ma inguardabile (diciamo che al posto di questa [...]
30 gennaio 2009 alle 13:55
ragazzi sveglia…tutta questa emozione,tutti questi complimenti per un piatto che esiste in italia da secoli e preparato in un modo superlativo.vi fate dire dai ”grandi” cuochi francesi ciò che mia nonna saprebbe fare meglio.fidatevi solo della buona cucina italiana…ciao a tutti
7 agosto 2009 alle 13:07
Ragazzi ho cominciato a cucinarla alle 10 finirò alle 15 e 30…. ma ne vale la pena…..
7 agosto 2009 alle 15:34
è pronta finalmente…la stiamo mangiando adesso ma anto è stato proprio bravo…mi sento molto ego!!!
4 ottobre 2009 alle 14:11
facciamoci dire anche la ricetta per fare la pizza….la conoscete la pizza?
13 novembre 2009 alle 12:15
[...] invece volete sapere la ricetta della Ratauille di Rémi, beh, eccola qui. novembre 13th, 2009 | Tags: cucina, dieta | Category: [...]
21 novembre 2009 alle 15:34
..ed anche quando non cerco ricette del cavolo…Finisco sempre qui, per grazia di Google.. :)
..ed oggi si cucina ratatouille!
20 gennaio 2010 alle 9:24
[...] mia non è identica a quella del film (che invece potrete trovare da Cavoletto), ma basterà tagliare a rondelle le verdure e impilarle una sull’altra al momento di presentare [...]
26 gennaio 2010 alle 15:34
ciao
devo dire che e’ passato un po’ di tempo … pero’ vorrei lasciare un mio commento anch’io. Inanzitutto bellissimo il tuo post con tanto di foto :) Dopo aver visto il film mi e’ venuta una voglia di ratatouille mmmm che non ti dico, anche se da sempre preferisco piatti a base di carne. Ed ecco e venuto il momento- e grazie a google ho trovфto la ricetta di ratatouille che fa per me
grazie Sigrid
22 maggio 2010 alle 12:01
[...] della Ratatouille ultimamente la faccio come dice LEI, da una ricetta di Thomas Keller, ma stavolta avevo più fretta ed ho saltato qualche passaggio, [...]