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One

lunedì 26 marzo 2012

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Vi scrivo a ruota un’altro mommy-post (si vabbene poi la smetto :-)). Ecco questo weekend è stato il primo compleanno di qualcuno qui in casa e allora, siccome c’è un discreto versante ‘alimentare’ a tutto ciò, da condire con qualche riflessione sul capitolo a-me-non-piacciono-le-torte-decorate-con-pasta-di-zucchero (come potete vedere dalle foto qui sopra c’ho ripensato… :-), eccovi un veloce post in un lunedì di chill out postfestivo per dirvi del menu (visto che era un anno che alle feste e festeggiamenti non cucinavo proprio ni-en-te, peggio, tendevo a spingere per andare al ristorante – cosa che del resto non è da rimpiangere se il ristorante è questo, vojo ddi… :-). Comunque, c’è un tempo per ogni cosa e qui era arrivato il momento di tornarcene in cucina… Intanto, banda sonora di questo weekend: una vecchia canzone retro e zuccherosa di ♪ Nancy Sinatra ♫♬

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Quindi, menu: ho preparato delle briochine salate (con formaggio e prosciutto, stile castiello ma mini, e tutto impastato), da mangiare insieme al classico assortimento di salumi e sottaceti calabresi, poi delle jacket potatoes alle uova di salmone (imported from Russia), e anche senza (per la pupa, mo non esageriamo… :-). Per primo c’era un risotto zafferano e asparagi (per quelli che passano al mercato di Testaccio, gli asparagi del banco di Mentana sono buonissimi oltre che bellissimi);

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e per secondo una ricetta di Mercotte che avevo fotografata e assaggiata un po’ di tempo fa, e che arriva dal suo ultimo libro (anzi, già che ci penso segnalo che è stato tradotto in inglese in suo libro – con mie foto – sui macarons): il filetto di salmone in crosta. E una ricetta che mi fa subito festa e che è piuttosto semplice da fare (oltre al fatto che la si può, anzi si deve, preparare tutta in anticipo), bastano due dosi di pasta sfoglia (in questa occasione ho riscoperto che la pasta sfoglia non è poi né tanto lunga né tanto complicata da fare, anche se era un anno che andavo in giro dicendo che certe cose sono ormai del tutto fuori dalla mia portata… :-), da farcire con una julienne di porro e carota, un filetto di salmone intero e un paio di manciate di foglie di spinaci sbollentati. Easy e ottimo. Di contorno c’era un’insalata tiepida di primizie (zucchine romanesche, fiori, piselli, patate novelle, basilico) che però sembra sia sfuggita al mio (ovviamente distratto) obiettivo… :-)

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Dulcis in fundo, una piccola digressione sulla torta… Ecco, come forse ricorderete, io ero partita, mesi addietro, con l’idea del ‘famola’ sano sanissimo, e pensavo, in un primo momento, di confezionare in casa una torta vegan/bio/salutistica. Poi però c’ho ripensato. Un po’ perché la piccola mangia sempre più di tutto (e che non mi va affatto di ghettizzarla in un mondo solo bio, sarebbe poco realistico, il che ovviamente non mi impedirà di continuare a fare spesa al farmers market e propinarle cavolfiori & co e ciò che offre la stagione, non penso però bisogni vietare a priori tutto il resto…), un po’ perché il compleanno è il compleanno (mentre le tortine di carote low sugar si possono mangiare tutto l’anno). Insomma, a un certo punto ho fatto dietro front e con tutto che ero pure la prima a pensare, da ‘mmo, che tutto ’sto sugar art esasperato che si vede in giro oltre a essere piuttosto stucchevole, molto altro – gastronomicamente parlando, mica metto in dubbio la manualità… – di tanto tanto zucchero e tanti tanti coloranti non è, alla fine ho incontrato la fatina dello zucchero che ci voleva per me. Anzi veramente l’avevo trovata già da un po’ sicché dopo averle ordinato i confettino decorati con tenui fiorellini rosa di qualche tempo fa – e che il mondo ancora ci invidia, eheheh ;-P – stavolta ho pensato di chiederle La torta per Lena. La fatina in questione si chiama Cristina Caccia (e sembra una fatina per davvero, tutta minuta e precisa…), ha un blog, da anche lezioni di cake design e ha sopratutto molto buon gusto oltre che molto buon senso (per capirci: non credo sia capace di sfornare una torta puffo blu dentro e fuori, e quindi diciamo che le premesse ci sono tutte per andare molto accordo :-).

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Insomma se pensate, come io una volta, che le torte decorate sono per forza di cosa dei mattoni pesanti, stradolcissimi e più carichi di E-numero-qualcosa che di ingredienti sani, Cristina è la persona che fa per voi. Perché alla fine della fiera, Lena ieri ha avuto una torta dai tenui colori pastelli con un decoro spensieratamente primaverile, la torta stessa era al cioccolato e frammezzata con finissimi strati di ganache al cioccolato fondente Valhrona, e nell’insieme non era affatto dolciastra, non lo era nemmeno tantissimo la pasta di zucchero (che Cristina ha fatto per noi con le sue manine), la quale fra l’altro si poteva benissimo togliere (prima di dare il pezzetto alla festeggiata per esempio). Sicché Lena si è mangiato il suo primissimo micropezzetto di (ottima!) torta cacao (con qualche briciola di ganache rimasta attaccata…) e vi dirò che sono molto contenta della mia scelta. E del lavoro di Cristina (Grazie Cristina! :-). Poi da domani, tortine vegan per tutti ;-)

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Per finire un po’ di mommy-shopping con un po’ di cose rosse e un po’ di cose a righe, alla rinfusa: la prima coppia di bamboline giapponesi, un paio di giochi dei tempi dell’unione sovietica (io li adoro!), il cavalluccio ikea-style di città del sole e il delizioso lupetto t’es fou louloup diebulobo, vestitino panda minirodini (preso da minimè a testaccio, dove fra l’altro hanno anche questo marchio danese pazzesco…).

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Categorie: torta, umori
Scritto da Sigrid lunedì 26 marzo 2012