
Lato musicale vi lascio con la bellissima versione di Ray Charles di ♫ Makin’ whoopie ♪ – in cui whoopie, ovviamente non è sinonimo di dolcetto, ma casomai lo capirete da soli ascoltando il testo :-)
Cosa sono quindi ’sti whoopie pies? Beh, contrariamente a quanto scritto da una ‘famosa’ ‘foodwriter’ – nonché esperta di argenterie – italiana, il whoopie non è un dolcetto che si taglia a metà da farcire. Il whoopie è l’assemblaggio di due ‘biscotti’ della consistenza torta, assemblati quindi a mmo’ di macarons o di cookie sandwich. Quindi più che biscotti sono delle vere e proprie porzioncine di torta, in cui la ‘glassa’ se ne sta fra le due metà invece che sopra (dove per glassa si intende il più delle volte un qualche cosa molto simile al cupcake frosting, composto di burro e zucchero a velo, chiaramente però, con un po’ di imaginazione, the sky is the limit…). E infatti i whoopie pies nascono esattamente come porzioni di torta individuali – in un epoca in cui evidentemente non erano ancora stati inventati i cupcake wrapper individuali – dalle contadine Amish che le mettevano nella schichetta dei mariti che lavoravano nei campi. Questi ultimi, all’ora del pranzo, scoprivano il dolcetto e per il contento gridevano ‘whoooopie!’, ed eccoqua, il whoopie pie (non so se questa spiegazione etimologica è del tutto realistica però semmai è una bella storia).

Lato ricetta, avevo provato, tempo fa, la ricetta di Elle à Table che non aveva mancato di dedicare un intero servizio alla cosa, risultato però da bof senza estasi, sicché a qualche tempo di distanza ci ho riprovato con una ricetta di joy of baking (che risulta in effetti essere un’ottima risorsa quando si tratta di cucinare americanate :-)), e ho semplicement sostituito il ‘filling’ con una crema al creamcheese (del tipo che mettereste sopra una carrot cake per capirci). Questa qui, con il cacao, è una versione superclassicissima, scaldata con una buona punta di spezie miste (ho usato quelle per il pain d’épices, prossimo giro faccio una versione chai… :-) poi appunto veramente ci si può inventare la qualunque, sia con i biscotti che con il ripieno, intanto però, iniziamo dai basics… :-) Dimenticavo i tasting notes: come detto prima, i whoopies sono in sostanza delle porzioni di torta, in questo caso di chocolate cake bella densa e quindi benvenga la farcia per ammorbidire l’insieme. Fin qui quindi niente di nuovo. La cosa interessante del whoopie è senz’altro il formato, molto utile e pratico per picnic e schiscette, inoltre la quantità di ‘crema’ è decisamente inferiore a quella che andrebbe su un cupcake e anche questo aspetto me lo rende piuttosto simpatico ’sto whoopie…

Spicy chocolate whoopie pies (per una decina di whoopies belli cicciotti): lavorare, con la frusta, 170g di burro morbido insieme a 150g di zucchero bianco, fino a ottenere una crema. Incorporare un uovo e un cucchiaino di estratto di vaniglia. Sul lato mescolare 230g di farina con 75g di cacao non zuccherato, un cucchiaino di spezie per pain d’épices (optionnal), una presa di sale e un cucchiaino di lievito per dolci, in un bicchiere, versare 30ml di yoghurt, 30 ml di latte e 120ml di caffè americano (preparato con il caffè solubile). Lavorando sempre alla frusta, aggiungere alternativamente il composto secco e quello liquido alla crema al burro, fino a ottenere un’impasto liscio. Deporre delle cucchiaiate di impasto, a 7 cm di intervallo, su una teglia da forno (ho usato porzionatore per gelato tipo questo), e infornare a 190°C per una decina di minuti (in sostanza quando premete sul ‘biscotto’ deve riprendere la sua forma iniziarle, se rimane la traccia del dito è troppo crudo… :-). Lasciar raffreddare completamente.
Per la crema al creamcheese: lavorare alla frusta 50g di burro morbido con 100g di creamcheese (noto marchio industriale o qualsiasi sottomarchio che costa la metà) poi aggiungere un cucchiaino di estratto di vaniglia e circa 170g di zucchero a velo, lavorare fino a ottenere une crema, riporre al fresco per 30 minuti poi farcire due whoopies con una cucchiaiata di crema, e riporre al fresco per un’oretta prima di consumare.
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Categorie: anglo-sassone, brunch & picnic, cake, torta
Scritto da Sigrid lunedì 13 febbraio 2012




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